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Perché l’introduzione acritica dell’intelligenza artificiale nelle scuole è un problema
Martedì 16 novembre si è tenuto a Torino e, contemporaneamente, in streaming il lancio della campagna “I.A., basta!” pensato dai sindacati di base, in collaborazione con l’associazione “Agorà 33 – La nostra scuola”, per «resistere all'adozione frettolosa e acritica delle intelligenze artificiali centralizzate imposte da Big Tech, come ChatGpt e Gemini», in risposta all’appello di alcuni docenti. Lo scopo principale della campagna è far partire un dibattito che latita dall’inizio della “transizione digitale”, incentivata dai vari round di finanziamenti Pnrr Scuola. Fino a ora, infatti, si è sempre sentito parlare di “intelligenza artificiale”, strettamente al singolare, sottintendendo con questo che l’unica opzione per la scuola sia accettare “a scatola chiusa” le soluzioni delle Big Tech, oppure rigettare in toto la tecnologia alla maniera degli Amish. Non esiste una sola intelligenza artificiale Fin dalla prima sperimentazione, lanciata all’inizio dello scorso anno scolastico, il ministero dell’Istruzione e del Merito sembra muoversi in accordo al grido di battaglia che fu di Margaret Thatcher: «Non ci sono alternative»! La sperimentazione, partita in 15 su 8254 scuole del paese utilizzando esclusivamente prodotti Google e Microsoft, non è ancora terminata e già il Ministero ha fatto un altro possente balzo in avanti: a settembre ha presentato le “Linee guida per l’introduzione dell’I.A. nella scuola”. A partire dal titolo del documento, emerge in maniera chiara una visione rigidamente determinista: l’intelligenza artificiale è una, quella venduta da Big Tech (OpenAi, Google, Meta, Microsoft, Anthropic), non ci sono discussioni. Articolo completo qui
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In the Belly of AI
Giovedì 20 novembre 2025 venite a vedere la presentazione e proiezione del film documentario "In the Belly of AI". Un lavoro imperdibile per capire i costi umani dell'automazione industriale. Giovedì 20 novembre 2025 AvANa & CinemaForte presentano e proiettano su grande schermo presso il cinema del C.S.O.A. Forte Prenestino, via delpino, Roma "IN THE BELLY OF AI" I sacrificati dell'IA (Fra 2024) 73' diretto da Henri Poulain scritto da Antonio Casilli, Julien Goetz, Henri Poulain Introduzione di di AvANa Avvisi Ai Naviganti avana.forteprenestino.net * film sottotitolato in italiano * ingresso a libera sottoscrizione SINOSSI Dietro l'intelligenza artificiale si nasconde il più grande sfruttamento umano e territoriale del XXI secolo. Un'analisi approfondita, ben documentata e illuminante sulla nuova rivoluzione digitale e su ciò che essa comporta in termini di costi umani e ambientali. Magiche, autonome, onnipotenti... Le intelligenze artificiali alimentano sia i nostri sogni che i nostri incubi. Ma mentre i giganti della tecnologia promettono l'avvento di una nuova umanità, la realtà della loro produzione rimane totalmente nascosta. Mentre i data center ricoprono di cemento i paesaggi e prosciugano i fiumi, milioni di lavoratori in tutto il mondo preparano i miliardi di dati che alimenteranno i voraci algoritmi delle Big Tech, a scapito della loro salute mentale ed emotiva. Sono nascosti nelle viscere dell'IA. Potrebbero essere il danno collaterale dell' ideologia del “lungo termine” che si sta sviluppando nella Silicon Valley ormai da alcuni anni? [trailer] ...
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Convegno di formazione: Intelligenza artificiale e scuola
Martedì 25 novembre dalle 9.00 alle 17.30 a Padova si terrà un convegno laboratoriale di formazione sul tema dell'Intelligenza artificiale a scuola e di come viene imposta dalle linee ministeriali. Il convegno è organizzato da CESP (Centro Studi per la Scuola Pubblica) in collaborazione con CIRCE, Continuity, e il sindacato di base CUB. INDICE * Informazioni pratiche * Programma * Quando * Dove * Iscrizione * Attestato Ad aprile 2025 si è tenuto il primo convegno del Centro studi per la Scuola Pubblica sull’“Intelligenza” artificiale: un momento di formazione, riflessione, di grande spessore, a cui hanno partecipato un centinaio di docenti. Ci avete chiesto di farne uno che avesse un focus laboratoriale e noi abbiamo raccolto la sfida e rilanciamo, anche alla luce delle nuove linee guida ministeriali in materia: una mattinata di critica, analisi e riflessioni ed un pomeriggio di laboratori dove “sporcarsi le mani” e cogliere i frutti del mattino. Contiamo di essere numerosi: c’è bisogno di prendere in mano quello che – calatoci dall’alto senza alcun dialogo, confronto, condivisione, né trasparenza – è già parte del nostro presente e del nostro orizzonte futuro. Ci hanno mostrato la BELLA – le “magnifiche sorti e progressive” -, cercheremo di svelare anche la BESTIA. Armati di sano “luddismo riparatore”, ci addentreremo nei gangli della cybermacchina, provando a scoprirne le innumerevoli sfaccettature. Buon corso aggiornamento! INFORMAZIONI PRATICHE Corso di aggiornamento per tutto il personale scolastico: Intelligenza artificiale e scuola: uno sguardo critico alla luce delle linee guida ministeriali PROGRAMMA Per il programma completo con il dettaglio dei laboratori visitare il sito CESP Padova. QUANDO MARTEDÌ 25 NOVEMBRE 2025, ORE 9.00-17.30 DOVE c/o Aula Magna dell'”I.I.S. Giovanni Valle”, via T.Minio 13, Padova Fermata tram Arcella _È possibile anche partecipare online ma preferibilmente solo la mattina. Qui il link per partecipare da remoto. ISCRIZIONE Iscrizione obbligatoria entro il 21 novembre all’indirizzo https://cesp-ia-ii.vado.li/ oppure a https://surli.cc/vkdzym. ATTESTATO * A chi avrà frequentato almeno il 75% del corso (mattina o mattina più pomeriggio) verrà rilasciato l’attestato di frequenza (della mattina o dell’intera giornata). * A chi frequenterà online (possibile solo la mattina) sarà rilasciato l’attestato solo se proviene da fuori regione – vale la scuola di servizio (con il 75% della frequenza). Il modulo per fare richiesta a scuola per partecipare al convegno formazione lo trovate a questo link Per chi si dimenticasse di compilare il modulo di partecipazione entro il 21 novembre, scrivere una mail a giornatastudioformazione@cesp-cobas-veneto.eu indicando il laboratorio scelto e se si desidera fermarsi a pranzo a scuola (offerto dal CESP) Maggiori informazioni qui: https://cesp-cobas-veneto.eu/2025/11/10/corso-di-aggiornamento-per-tutto-il-personale-scolastico-intelligenza-artificiale-e-scuola-uno-sguardo-critico-alla-luce-delle-linee-guida-ministeriali/
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La letteratura ai tempi dei robot. Su libri, intelligenze artificiali e editor
C’è un racconto di Roald Dahl – Lo Scrittore Automatico, contenuto in Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra (Guanda Editore, traduzione di Massimo Bocchiola) – in cui un aspirante scrittore inventa una macchina che scrive racconti e romanzi in modo automatico. Deluso dai continui rifiuti degli editori, il protagonista decide di vendicarsi proponendo a tutti gli scrittori del mondo di smettere di scrivere prestando il loro nome alla sua macchina, che dunque scriverà al posto loro. I primi due autori a cui si rivolge, nei quali non è difficile riconoscere Hemingway e Faulkner, rifiutano l’offerta, ma poi qualcuno accetta e pian piano lo fanno tutti, perché economicamente è conveniente e anche il risultato finale è migliore, al punto che lo stesso autore del racconto – Roald Dahl – scrive:  > “In questo preciso momento, mentre sto qui seduto ad ascoltare il rantolo dei > miei nove figli nella stanza attigua, sento la mia mano strisciare sempre più > vicino a quel contratto dorato che mi aspetta all’altra estremità della > scrivania…”  Giorgio Manganelli diede una volta una definizione perfetta di Roald Dahl: per lui Dahl era un malvagio. La malefica idea di un mondo letterario che rinuncia alla sacralità dell’espressione artistica affidando la scrittura a una macchina non poteva che uscire dalla sua penna. E oggi il racconto è ancora più attuale, in tempi di intelligenza artificiale e di editing tirannici. Naturalmente è anche un’idea di difficile o impossibile realizzazione, visto che ogni autentico scrittore ha o dovrebbe avere un proprio stile e dunque la macchina immaginata da Dahl dovrebbe non soltanto scrivere racconti e romanzi da sé ma anche saper pasticciare o imitare gli scrittori ai quali intende sostituirsi. Cosa che tuttavia l’intelligenza artificiale sembra essere capace di fare; se chiediamo a ChatGPT di scrivere un paragrafo alla maniera di Hemingway o di Faulkner nel giro di un battito di ciglia ce ne propone uno. Poco importa se da un punto di vista letterario il risultato è indigesto: l’AI spaccia dei pessimi falsi con grande sicurezza di sé. Forse la tracotanza fa parte del suo fascino. Ma non voglio scrivere di intelligenza artificiale; non sono abbastanza preparato al riguardo, né intendo prepararmi. Passo quindi a un altro spunto che in qualche modo indirizzerà questo mio articolo vagabondo. È tratto da un romanzo di Jonathan Franzen, Libertà (Einaudi, 2011), nella traduzione di Silvia Pareschi, la quale ha per inciso dedicato un intero capitolo di un suo libro (Fra le righe, Laterza, 2024) proprio all’intelligenza artificiale.  La situazione è questa: Joey tira fuori un romanzo di Ian McEwan, Espiazione, e tenta di leggere, di “interessarsi alle descrizioni di stanze e giardini”, scrive Franzen e traduce Pareschi, però non ci riesce e pensa a un sms che gli hanno appena spedito. Si tratta di una piccola e divertente chiosa letteraria. Qualche anno dopo, interrogato al riguardo, Franzen rivelerà di essersi voluto vendicare di McEwan, il quale aveva detto che dopo la morte di John Updike Philip Roth era l’ultimo grande scrittore americano rimasto, ignorando completamente la generazione di Franzen.  Bene, credo che pensare a un personaggio di Franzen che ha difficoltà a leggere un romanzo di McEwan ci dia una buona indicazione di dove si stia indirizzando la letteratura contemporanea. Ciò ha a che fare anche con la deriva dell’intelligenza artificiale e – temo – persino con gli editor.  L’editoria odierna esige quasi sempre la massima leggibilità. Il pubblico deve essere padrone dei libri che legge, e poco importa se per ottenere tale risultato bisogna appiattire alcuni stili considerati “difficili” – è il caso del McEwan di Espiazione? – o magari passare la riscrittura delle opere attraverso una sorta di collettivismo editoriale che ha ben poco a vedere con l’espressione artistica e fin troppo con il mercato. Il lettore non deve faticare. Lo stile di chi scrive è quasi sempre un impaccio; deve essere invisibile o assente, altrimenti i personaggi di Franzen (che poi siamo noi stessi) pensano agli sms che hanno appena ricevuto e non a ciò che stanno leggendo. Lo scrittore contemporaneo deve innanzitutto saper intrattenere il lettore, servirlo, forse addirittura mettersi ai suoi piedi.  In un articolo del 1999 (ripreso in Meglio star zitti?, Mondadori, 2019) Giovanni Raboni riportava queste parole di Elena De Angeli, una consulente editoriale: “Se oggi, in Italia, capitasse sul mercato un autore come Carlo Emilio Gadda, non troverebbe un editore disposto a pubblicarlo.” Questo quasi trent’anni fa, e secondo Raboni l’unico rimedio era la creazione di un’editoria pubblica, finanziata dallo Stato. Un’operazione possibile? Auspicabile? O sarebbe una rovina? Possibile che la grande letteratura – o comunque un certo tipo di grande letteratura – non possa ormai che rivolgersi a un’editoria a perdere?  Il lettore non deve faticare, dicevo poc’anzi. Molti editor appiattiscono stili e rovinano opere con la stupida pretesa della leggibilità, sebbene i libri sui quali tanto si accaniscono continuino spesso a non vendersi, il che sarebbe divertente se non fosse purtroppo triste. D’altronde l’editoria (ma anche molti autori!) oggi non esiterebbe a ricorrere alla macchina immaginata da Roald Dahl pur di procacciarsi qualche lettore in più.  Venderemo dunque l’anima al Diavolo? Il Mercato riscriverà i nostri libri e si inchinerà al sacro Dio della scorrevolezza? In una lettera a John Hamilton Reynolds del 1818, tre anni prima di morire, Keats scriveva che non poteva fare a meno di considerare il pubblico un “Nemico” – le maiuscole sono sue –, di rivolgersi a lui con “Ostilità”. Forse dovremmo riflettere su queste parole.  Ma non ne verremo mai a capo. La prima regola di scrittura di Jonathan Franzen fa invece così: “The reader is a friend, not an adversary, not a spectator.” Il lettore è un amico, non un avversario, non uno spettatore. Chissà cosa ne direbbe Keats. Chissà cosa ne penserebbe Gadda. Quanto a me, da lettore, preferisco i difetti di una scrittura reale alla mancata perfezione di una scrittura artificiosa.  Edoardo Pisani L'articolo La letteratura ai tempi dei robot. Su libri, intelligenze artificiali e editor proviene da Pangea.
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Mini Digital Festival 2025
Il 17 ottobre 2025 partecipiamo al Mini Digital Festival dell'Università di Parma con il laboratorio "L’IA è mia e me la gestisco io. Transizioni digitali sostenibili. IA autogestita." Sono possibili “usi locali” di IA? Ci si può sottrarre all’abbraccio di ChatGTP, Gemini e Claude? Il laboratorio si svolgerà dalle 14.30 alle 16.30 presso l'Aula K 1 in via D’Azeglio 85, Parma. Maggiori informazioni e programma completo del Mini Digital Festival.
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Vietare i cellulari e promuovere l’Ia, l’insostenibile confusione al potere
Al rientro a scuola, studenti, famiglie e docenti hanno trovato l’ennesima sorpresa: un dettagliato libriccino contenente le linee guida per una rapida adozione – naturalmente consapevole, responsabile e senza ulteriori oneri a carico del bilancio – dell’intelligenza artificiale in tutti gli ordini e gradi di istruzione. -------------------------------------------------------------------------------- A una prima analisi, le linee guida sembrano proseguire nella spinta verso l'adozione di tecnologie digitali non facilmente controllabili dagli attori della scuola, con un forte rischio che si riproponga lo scenario già visto con i progetti PNRR Scuola 4.0: una corsa a spendere fondi per introdurre hardware e software, senza possibilità di scelta consapevole da parte delle scuole, terminata in un sostanziale trasferimento di fondi pubblici al privato. L'enfasi sull'innovazione tecnologica e sulla transizione digitale delle scuole raramente tiene conto delle esigenze didattiche della comunità scolastica, per puntare l'obiettivo su un mero accumulo di tecnologie che si rivelano ingestibili dalle scuole, vuoi per incapacità, vuoi perché le tecnologie adottate sono spesso opache, o anche perché delegate completamente a imprese private. DIDATTICA: LA GRANDE ASSENTE Basterebbe il mero dato statistico a rendersi conto di quanto siano vaghe le Linee Guida su questo tema centrale per la scuola. Su 33 pagine solo due sono riservate alla didattica in senso stretto, nel paragrafo dedicato alle aree di applicazione per tipologia di destinatari (4.2). La maggior parte del testo si sofferma sugli aspetti tecnico-normativi, richiamando norme europee (AI act) e cosiddette buone pratiche consolidate. Se non bastasse il dato statistico, la lettura del paragrafo mostra la genericità e la confusione delle indicazioni . Riportiamo di seguito uno degli esempi di possibili applicazioni pratiche dell'IA per docenti, perché esemplificativo della poca conoscenza di strumenti che, in alcuni casi, sono in uso da tempo nelle attività didattiche, senza avere nulla a che vedere con l'IA. Strumenti interattivi e innovativi: l’IA permette l’elaborazione di risorse didattiche (come simulazioni, giochi, mappe concettuali, riassunti per l’apprendimento e quiz interattivi) che aumentano la motivazione e il coinvolgimento degli studenti; La domanda sorge spontanea: che senso ha far generare una mappa concettuale all’IA, quando l'obbiettivo didattico di questa metodologia è proprio fare in modo che lo studente possa "mappare" la propria conoscenza di un argomento e collegarne i vari elementi? AI COME AUTOMAZIONE Le indicazioni divengono invece più definite laddove sono individuati i campi di automazione dei processi lavorativi tipici dell'amministrazione e del monitoraggio da parte del Dirigente Scolastico. In particolare risulta evidente il riferimento all'automazione nei paragrafi Ottimizzazione nella riorganizzazione dell’orario o Monitoraggio documenti programmatici, nei quali si menziona l'evidenziazione di eventuali scostamenti di bilancio come risultato dell’uso dell’IA. D’altra parte l’Intelligenza Artificiale è un insieme di tecniche di cui le IA generative sono solo un sotto insieme. Nelle Linee Guida si parla genericamente di IA, senza distinguere un algoritmo per l’ottimizzazione dell’orario scolastico, caso classico di automazione, da un Large Language Model, Chat GPT per intendersi, lasciando alla scuola il compito di districarsi tra le molte e confuse offerte private. CONTRADDIZIONI E OSSIMORI Oltre all’imbarazzante assenza dei temi della didattica, il secondo aspetto che salta all’occhio sono le numerose contraddizioni interne ai messaggi del Ministero. Anzitutto le Linee Guida si pongono come obiettivi la sostenibilità e la tutela dei diritti degli allievi, raccomandando alla dirigenza e al corpo docente di rendere effettivamente esercitabile il diritto a non fornire i dati degli allievi come pre-requisito per l’utilizzo dell’IA. Peccato che le IA generative, che vengono proposte al suo interno, ossia i servizi SaaS (Software as a service) come ChatGPT, siano incompatibili con entrambi questi principi: il primo a causa dei pantagruelici consumi di elettricità e acqua dei datacenter indispensabili per la fornitura del servizio, il secondo perché il modello SaaS si basa per l’appunto sulla fornitura di questi dati, ossia il servizio erogato è gratuito proprio perché i dati dell’utilizzatore sono parte del modello di business delle imprese che producono questi software. Quando invece il servizio è a pagamento, i dati sono usati per migliorare l’addestramento dell’IA. L’ENNESIMA RIFORMA DALL’ALTO A giudicare dalla letteratura scientifica citata dal ministero, in cui la parte da leone la fanno le riflessioni sulla produttività più che quelle sul senso e sulla missione della scuola, sembra evidente che queste prime Linee Guida siano state redatte senza tenere nella dovuta considerazione le dinamiche sociali che questa nuova tecnologia sta promuovendo. Questo spiega come sia possibile che lo stesso ministero abbia, nella stessa giornata, varato un divieto draconiano contro gli smartphone (i cui effetti tossici sono ormai riconosciuti da letteratura bi-partisan) e promosso le Linee Guida per l’IA (i cui effetti tossici stanno cominciando a manifestarsi lentamente solo ora). VALORIZZARE LE COMUNITÀ Nel frattempo in molte zone della penisola vengono adottati sistemi per la didattica che valorizzano la creazione di conoscenza locale e condivisa, oltre che utilizzare il denaro per pagare lavoro invece che licenze d’uso a grandi aziende USA. Ci sono esempi virtuosi di scuole che acquistano software (anche l’Intelligenza Artificiale è software) rilasciati con licenze libere e/o aperte (F/LOSS) modificabili secondo le esigenze delle comunità scolastiche. In questo modo le scuole possono mettersi in rete per condividere risorse computazionali, risparmiando, oltre che per confrontarsi e condividere esigenze e soluzioni. Esistono già in Italia imprese che forniscono servizi con queste modalità, l’esempio delle scuole della Provincia Autonoma di Bolzano è solo uno e il più longevo. Il modello è quello delle Comunità Energetiche Rinnovabili che, secondo gli ultimi dati del GSE, stanno crescendo vertiginosamente. Si può fare! Maurizio Mazzoneschi e Stefano Barale per C.I.R.C.E L'articolo è uscito nel quotidiano Domani il 14 settembre 2025
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I nostri libri
Scriviamo libri per fermare nero su bianco le nostre ricerche. Elenchiamo qui tutte le nostre operazioni editoriali, una bibliografia minima per chi voglia addentrarsi nel mondo delle tecnologie conviviali e della pedagogia hacker. INDICE * Internet, Mon Amour * Edizione in italiano * Edizione in inglese * Formare a distanza? * L'intelligenza Inesistente * Tecnologie Conviviali * Edizione in italiano * Edizione in castigliano * Que faire de l'intelligence artificielle? * Pedagogia Hacker * Prompt di Fine Mondo INTERNET, MON AMOUR Il futuro è stato ieri, quando eravamo inseparabili da computer e smartphone, nel bene e nel male. Anche quando avremmo preferito farne a meno, perché sapevamo che potevano rivelarsi i nostri peggiori nemici. Gli scandali sulla sorveglianza globale di Internet erano solo la punta di un iceberg, le manipolazioni di massa erano solo l’inizio: eravamo tutti vulnerabili! Curiosità fuori luogo, truffe, furti d’identità e di dati, pornovendette, odiatori… Questo libro parte sempre da situazioni reali, racconta e spiega quali erano i comportamenti a rischio, come si potevano evitare le trappole. Propone trucchi facili da mettere in atto. Attraverso storie di vita comune impariamo a prestare attenzione ai dettagli, ai sottintesi, a ciò che «sta dietro» l’apparenza degli schermi. Per sottrarci alla nostra condizione di ingranaggi delle Megamacchine diventiamo curiose esploratrici, ampliamo il bagaglio del pensiero critico con storie del futuro che è stato ieri. EDIZIONE IN ITALIANO Agnese Trocchi, Internet, Mon Amour, Ledizioni, 2019 Formato: brossura con alette 270 pagine Lingua: italiano Prezzo: 19,00 Per acquistarlo potete rivolgervi in libreria, comprarlo online sul sito dell'editore o scriverci a ima (at) circex.org Il libro è interamente disponibile online all'indirizzo https://ima.circex.org EDIZIONE IN INGLESE Agnese Trocchi, Internet, Mon Amour, Ledizioni, 2020 Formato: brossura con alette Lingua: inglese 180 pagine Prezzo: 17,00 euro Per saperne di più visitate la pagina. Per acquistarlo potete scriverci a ima (at) circex.org Il libro è interamente disponibile online all'indirizzo https://ima.circex.org/en FORMARE A DISTANZA? Cosa vuol dire formare a distanza? È possibile? Come? Questo libro è stato realizzato come instant book durante la pandemia di Covid-19 del 2020 e raccoglie una serie di contributi che raccontano, tra entusiasmi e frustrazioni, storie, hack e riflessioni sulle relazioni formative "da lontano" e sugli apprendimenti attraverso gli strumenti digitali. Se il metodo è il contenuto, come è possibile mantenere il diritto alla libertà di insegnamento quando vengono imposte tecnologie oppressive? CIRCE, Formare a distanza? Ledizioni, 2020 Brossura, 212 p. Prezzo; 12 euro Si può acquistare sul sito dell'editore o scrivendo a info (at) circex.org I contributi presenti nel libro sono tutti raccolti sul nostro sito e si posso leggere a questo indirizzo. L'INTELLIGENZA INESISTENTE un approccio conviviale all'intelligenza artificiale Intelligenza artificiale (Ai) è un termine che raggruppa tecnologie molto diverse tra loro, con una lunga storia. I tifosi dell’Ai sostengono che questa tecnologia abbia il potenziale di risolvere alcuni dei problemi più urgenti del mondo, come il cambiamento climatico, la povertà e le malattie. I critici, invece, sostengono che questa tecnologia sia pericolosa e ingannevole. Ma perché tutti parlano di Ai? Perché è un’eccezionale operazione di marketing: una delle meglio organizzate degli ultimi anni. Su questa le imprese della Silicon Valley si stanno giocando il tutto per tutto, per invertire il trend negativo fatto di tagli al personale e cambi drastici dei loro programmi di sviluppo. Per comprendere quali siano le aspettative di queste aziende – e quali dovrebbero essere le nostre – in questo libro si ricostruiscono le tappe, le intuizioni e i paradossi che hanno attraversato la comunità scientifica, provando a tracciare una linea che collega Alan Turing, primo sostenitore dell’Ai forte, con i creatori di ChatGPT, il software in grado di sostenere un dialogo credibile con un essere umano. Che cosa verrà da qui in avanti non lo sappiamo, e per scoprirlo non ci aiuterà una tecnologia che basa le sue previsioni sull’ipotesi che il futuro sarà una replica di quanto accaduto nel passato. Comprendere questo fenomeno, però, può aiutarci a costruire tecnologie alternative, che promuovano la convivialità e la partecipazione diffusa, a scuola come nella società. Stefano Borroni Barale, L'intelligenza Inesistente, Un approccio conviviale all'intelligenza artificiale, Altraeconomia, 2023 Lingua: italiano Brossura 160 pagine Prezzo: cartaceo 14 euro, e-pub 7,99 euro Per acquistare il libro visitare il sito dell'editore. Qui è disponibile un'anteprima. TECNOLOGIE CONVIVIALI Le macchine digitali con cui conviviamo dicono molto del modo in cui trattiamo noi stessi e il mondo, mettendoci di fronte alle nostre contraddizioni. Questa esplorazione – né tecnofila né tecnofoba – delle relazioni che intratteniamo con le tecnologie propone scenari inediti in cui possiamo non solo immaginare ma anche costruire concretamente relazioni diverse, prive delle gigantesche asimmetrie di potere che connotano oggi il rapporto tra umani e macchine. In questo radicale ripensamento del nostro rapporto con la tecnologia, che non a caso riecheggia le tesi di Ivan Illich, adeguandole però al mondo digitale, Milani ci invita a instaurare una diversa relazione con quegli «esseri tecnici» – elettrodomestici, computer, robot industriali… – che ormai vivono con noi, rendendoci apparentemente sempre più potenti (e di fatto sempre più subordinati). E lo fa puntando l'attenzione su quelle gerarchie oppressive, tipiche delle nostre società, che si replicano anche nelle relazioni fra umani e macchine, producendo una tecnoburocrazia che intende comandare e governare le macchine proprio come comanda e governa gli umani. Eppure, ci dice Milani, un'altra evoluzione è ancora possibile. Se infatti l'attuale sistema tecnoburocratico poggia su scelte quotidiane di delega, sottomissione e conformismo, l'attitudine hacker rappresenta lo sguardo curioso di chi è alla ricerca di un uso conviviale delle macchine. Un approccio capace di riconfigurare la nostra visione tecnosociale, affrancandola dal rapporto comando/obbedienza proprio dell'immaginario gerarchico. EDIZIONE IN ITALIANO Carlo Milani, Tecnologie Conviviali, Elèuthera, 2022 Lingua: italiano Formato: brossura con alette, 248 p. Introduzione di Davide Fant Prezzo: cartaceo 17,00 ebook: 6,99 euro Per acquistarlo visitare il sito dell'editore. Libro completo disponibile online qui EDIZIONE IN CASTIGLIANO Il libro è disponibile nella traduzione in castigliano edito da Agapea nel 2024 con il titolo La actitud hacker. Per saperne di più visitare il sito dell'editore. Carlo Milani, La actitud hacker, Agapea, 2024 Lingua: castigliano Introduzione di Tomás Ibáñez 240p. Dimensione: 21,0 x 15,0 cm Prezzo: 18.90 euro La actitud hacker si può acquistare sul sito dell'editore. QUE FAIRE DE L'INTELLIGENCE ARTIFICIELLE? Petite histoire critique de la raison artificielle L’intelligence artificielle a actuellement le vent en poupe. Elle suscite les enthousiasmes les plus fous et les craintes les plus sombres. Elle ravive au passage de vieilles histoires de machines esclaves ou d’entités surhumaines se dressant contre leur créateur. La question « Que faire de l’intelligence artificielle ? » s’est donc installée sans qu’on ait bien eu le temps de saisir ce dont il s’agissait. Malgré les effets d’annonce, le projet de l’IA ne date pourtant pas d’hier. Cet ouvrage revient sur son émergence et sur ses évolutions jusqu’à nos jours. Il se penche encore sur ses principales approches et certaines des réalisations qu’elles ont engendrées. Pour défaire cet imbroglio, il refuse de s’en tenir au seul discours technique et entend faire dialoguer ses concepts-clés (algorithme, réseaux de neurones, systèmes experts, modèles de fondation…) avec la philosophie. Vivien Garcìa, Que faire de l'intelligence artificielle? Rivages, 2024 Lingua: francese 120 pagine Prezzo: cartaceo 17,00 euro, e-book 12,99 euro Il libro si può acquistare sul sito dell'editore. PEDAGOGIA HACKER Questo non è l’ennesimo manuale per «usare bene» le tecnologie digitali, ma un concentrato di attività e attivazioni alla portata di tutte le persone che desiderano migliorare le proprie relazioni con i dispositivi tecnologici nella vita di tutti i giorni. «Conosci te stesso» significa anche: conosci le macchine attorno a te, e i demoni che le abitano. I dispositivi digitali oggi più diffusi limitano i nostri spazi di autonomia, ci sottraggono tempo ed energie, riducono le persone a profili mercificati. In un contesto del genere è sempre più urgente sviluppare strumenti educativi e autoeducativi capaci di aprire nuovi spazi di consapevolezza e libertà. Per ridurre l’alienazione tecnica, la pedagogia hacker ci propone di indagare le nostre relazioni con le tecnologie, guardando dietro lo schermo per riconoscere le dinamiche oppressive e sperimentare pratiche di immaginazione liberatoria. È un approccio critico e creativo che procede per attivazioni grazie alle quali gli schermi incontrano i corpi, la tecnologia è interrogata anche attraverso l’arte, il teatro, la poesia, e il gioco torna a essere spazio di emancipazione. Questa esplorazione invita a costruire relazioni appropriate con il digitale, rivolgendosi in particolare a chi educa e insegna, a chi si cura della psiche, a chi fa arte, a chi lavora con la tecnica, ma anche a chiunque sia alla ricerca di pratiche concrete per decolonizzarsi e abitare la tecnologia con un’attitudine conviviale. Davide Fant, Carlo Milani, Pedagogia Hacker, Elèuthera, 2024 Brossura con alette 200 pagine Prezzo cartaceo: 17,10 euro, E-book 8,99 euro PROMPT DI FINE MONDO Come andarono veramente le cose nell’attentato multiplo del 2 marzo 2027 che vide la distruzione dei principali data center statunitensi? Una gestazione di sei anni, un romanzo di fantascienza ucronica, un viaggio attraverso le capitali d’Europa e del Sud America, vite che si intersecano ad alta quota, un archivio digitale in cui distinguere racconti artefatti da memorie vissute… fino a vedere oltre tutti gli strati. Leggi la sinossi completa. Agnese Trocchi, Prompt di Fine Mondo, 2025 Lingua: italiano Brossura 284 pagine Prezzo: 10 euro Per ottenere il libro scrivere a pfm (at) circex.org
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La violenza è anche un algoritmo. Immaginari dell’orrore da Israele a Trump
7 anni di merende APERTURA PORTE H 18.30TALK H 19 “La violenza è anche un algoritmo. Immaginari dell’orrore da Israele a Trump" con Donatella Della Ratta, Noura Tafeche, Agnese Trocchi. -------------------------------------------------------------------------------- Negli scorsi mesi abbiamo interrogato la Palestina dalla lente dei movimenti femministi e queer, e delle narrazioni mediatiche, apprendendo come il genocidio e l’occupazione di Israele di G4za e la Cis Giordania stiano mostrando al mondo occidentale che la linea di demarcazione tra dicibile e indicibile è un confine costruito dal dominio coloniale, e nasconde una realtà differente, fatta di sopraffazione, violenza, morte.  Come è possibile assistere a un genocidio in diretta senza che il mondo si fermi? Cosa rende accettabile ai nostri occhi le immagini di orrore che continuano a fluire dagli account delle poche persone rimaste a poter raccontare quanto accade? Qual è il legame tra gli scenari coloniali, espansionistici e militari – quelli già reali e quelli sempre più profetizzati – e ciò che avviene nei processi cognitivi delləutenti sulle piattaforme digitali? Facciamo oggi un passaggio in più, e scopriamo come tutto questo sia possibile perché trova radicamento in un piano del reale “intangibile” ma non meno pressante: quello delle tecnologie, delle AI, delle immagini e degli immaginari digitali che ci attraversano quotidianamente, e che dobbiamo imparare a conoscere e manipolare.  A partire da due articoli usciti su NOT, apriamo questa Merenda con una conversazione con Donatella Della Ratta, docente di comunicazione alla John Cabot di Roma, specializzata in media, arte e culture dei paesi arabi, e Noura Tafeche, artista visiva e ricercatrice indipendente che si muove tra media studies, arti visive e culture digitali, attraversando insieme le loro ricerche più recenti. A condurre la conversazione sarà Agnese Trocchi, scrittrice, artista e Digital Communication Manager con una provenienza da un background di media attivismo e hacking. Domenica 18 maggio a MerendeSOUNDSpecial guests ***Kukii ãssia ghendirMica Levi Residents*Bosco Marino Bunny Dakota EgeenoOFFERTE A CURA DI: ldelogu enricoschiro #ivonneastrologia valentinamadeinchina ilamumila #gelatomanzia e la partecipazione di amar3_____ tiresia.magazine INFOangelomairoma10 EURO + TESSERA ARCI 24/25 (La quota sociale24/25 è di 8 euro ed è valida fino al 30 settembre 2025).Una parte dell’incasso sarà devoluto all’associazione Gazzella Onlus✨PER CUSTODIRE L’ENERGIA E LO SPAZIO DESIDERABILE PER LA COMUNITÀ QUEERE TUTTƏ LE ALLEATƏ, L’INGRESSO SARÀ A DISCREZIONE DELLO STAFF ✨ DENTRO L’UNICO CORPO DI MERENDE TUTT* POSSONO ESPRIMERE LE PROPRIE IDENTITÀ MULTIPLE, NEL RISPETTO DI QUELLE ALTRUI E DELLO SPAZIO IN CUI SI MUOVONO. NO RACISM, NO SEXISM, NO HARASSMENT, NO OMOTRANSPHOBIA, NO AGEISM, NO ABLEISM, NO BODYSHAMING, NO HATE.NO SHOES NO MACHOS. NO GENOCIDEFree Palestine imagine by Noura Tafeche tratta dal video essay The Kawayoku Inception
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Su Radio Onda Rossa presentazione del numero della rivista DWF "Femministe col BOT. Tecnologie e Intelligenze artificiali." Intervento di Agnese Trocchi. Ponte Radio andato in onda su Radio Onda Rossa il 17 gennaio 2025 dalle 13 alle 15 per presentare il numero 142 di DWF dedicato all'intelligenza artificiale: " Femministe col BOT. Tecnologie e Intelligenze artificiali. " . Ne parla la redazione con Agnese Trocchi e Teresa Numerico che, tra molte altre, hanno contribuito al numero. Qui di seguito l'estratto dell'intervento di Agnese Trocchi. A questo link invece la trasmissione completa. Your browser does not support the audio tag. Alcuni riferimenti nominati durante l'intervento: * Unità linguaggi artificiali * https://subsai.vulgo.xyz/
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