Più di mille campi da calcio. 800 ettari sono otto chilometri quadrati: è una
superficie enorme, paragonabile a più del doppio della superficie di Central
Park a New York. Per dare un’idea di questa grandezza, in genere, si utilizza il
paragone dei campi da calcio. Un campo da calcio regolamentare misura circa 100
metri per 70, cioè 7 mila metri quadrati. 7 mila metri quadrati corrispondono a
0,7 ettari, quindi 800 ettari corrispondono a 1.140 campi da calcio.
È questa l’estensione annunciata di Italicum, il mega campus di data center che
dovrebbe nascere in Puglia, tra Bari e Brindisi. Queste dimensioni, è bene
anticiparlo, non sono reali perché le informazioni del progetto sono ancora
frammentate.
Sappiamo certamente che Puglia Data Center Valley è uno dei progetti più
avveniristici dell’universo dell’intelligenza artificiale; è stato annunciato un
anno fa e si propone di traghettare l’Italia nel mondo del tech più
all’avanguardia, trasformando la regione nell’hub tech del Mediterraneo con tre
siti per oltre 2 gigawatt complessivi: uno a Bari, uno a Brindisi e Italicum, in
un sito ancora segreto tra le due città. A promuoverlo è Adriatic DC, guidata da
Lorenzo Avello: ventotto anni, un passato nello storage energetico, come ceo di
ACL Energy, dove ha gestito progetti di accumulo elettrico in Puglia prima di
trasformarsi nel volto pubblico di Puglia Data Center Valley.
leggi l'inchiesta di Rita Cantalino
cose che leggiamo, cose che scriviamo
Secondo appuntamento con il Montemaggio Laboratorio Permanente!
Domenica 8 novembre torniamo a Casa Giubileo per [ANTI]Social – Web, controllo e
repressione
un evento in collaborazione con
C.I.R.C.E. Centro Internazionale di Ricerca per le Convivialità – circex.org
SIHK Siena Hacklab
Campagna NEL MIRINO nelmirino.tracciabi.li
Il programma della giornata:
10.30 – Dibattito :: Autistici/Inventati, storia, conseguenze e implicazioni
13.00 – Pranzo condiviso :: porta qualcosa secondo le tue possibilità, mangia
secondo i tuoi bisogni!
15.00 – Laboratorio :: Piattaforme del controllo: che fare?
Per tutte le informazioni e per iscriversi al laboratorio il posto giusto è il
sito del Montemaggio Festival
Secondo appuntamento con il Montemaggio Laboratorio Permanente!
Domenica 8 novembre torniamo a Casa Giubileo per [ANTI]Social – Web, controllo e
repressione
un evento in collaborazione con
* C.I.R.C.E. Centro Internazionale di Ricerca per le Convivialità – circex.org
* SIHK Siena Hacklab
* Campagna NEL MIRINO nelmirino.tracciabi.li
Il programma della giornata:
10.30 – Dibattito :: Autistici/Inventati, storia, conseguenze e implicazioni
13.00 – Pranzo condiviso :: porta qualcosa secondo le tue possibilità, mangia
secondo i tuoi bisogni! 15.00 – Laboratorio :: Piattaforme del controllo: che
fare?
Per tutte le informazioni e per iscriversi al laboratorio il posto giusto è il
sito del montemaggio festival
Il 15 ottobre un consorzio di giornalisti di diciotto paesi, guidato dalla
testata investigativa olandese Follow the Money, ha pubblicato il primo
resoconto di quanto l'Europa paga a Palantir: almeno 1,4 miliardi di euro.
L'azienda americana ha uffici in quattordici paesi del continente e contratti
con ministeri, forze armate e polizie nazionali in almeno undici. Il conto è
stato ricostruito dall'esterno, documento per documento, perché Palantir non
dichiara chi siano i suoi clienti europei né cosa comprino.
La cifra è parziale e lo dicono gli stessi autori dell’inchiesta. Paesi Bassi e
Svezia non hanno risposto alle domande dei giornalisti, e altrove una parte dei
contratti è classificata. Per sapere quanto software militare e di polizia un
continente abbia comprato da una singola società straniera è servito un anno di
lavoro a diciotto redazioni, richieste di accesso agli atti comprese, e la somma
che ne esce resta il minimo che si sia scoperto, non un totale. La piattaforma
The Nerve, partner britannica del progetto, ha pubblicato la stessa inchiesta a
Londra. Il Regno Unito da solo vale 992 milioni di sterline dal 2014 per la
società di Alex Karp e Peter Thiel, fra soldi spesi e impegnati, cioè quattro
quinti dell'intero conto europeo.
Articolo completo qui
Puntata di Entropia Massima dedicata ai data center. Mentre l'intelligenza
artificiale alimenta una corsa senza precedenti alla costruzione di nuovi data
center, in Italia e nel mondo crescono le mobilitazioni dei cittadini contro il
loro impatto ambientale e sociale. Dalla Finlandia al Regno Unito, fino alle
recenti manifestazioni in Lombardia, raccontiamo le proteste, le rivendicazioni
dei comitati e le dimensioni impressionanti del fenomeno.
I numeri parlano chiaro: in Italia le richieste di connessione elettrica per i
data center hanno superato i 100 gigawatt, mentre nel Regno Unito 315 progetti
attendono di collegarsi alla rete, per una potenza richiesta di 73 gigawatt, ben
superiore al picco di domanda elettrica dell'intero paese. Richieste, non
consumi effettivi, ma sufficienti a mostrare la portata della trasformazione in
corso.
Ne abbiamo discusso con Sergio Manera, fisico e membro del comitato di Certosa
di Pavia, che ci ha aiutato a comprendere, dati alla mano, le conseguenze di
questa espansione: consumi energetici e idrici, cementificazione, emissioni,
ricadute economiche, ma anche le richieste dei comitati per una regolamentazione
più rigorosa.
Infine, una riflessione sul futuro del digitale: chi decide quanti data center
servono, per quali scopi e a beneficio di chi? È possibile immaginare
infrastrutture digitali pubbliche, sostenibili e democraticamente governate,
oppure dobbiamo lasciare che siano le Big Tech a decidere come utilizzare le
risorse del pianeta?
Ascolta sul sito di Radio Onda Rossa
Dopo tracciabi.li, oggi abbiamo parlato dell'esperienza di Bida.im, server
autogestito bolognese che ci ha presentato alcuni progetti che mantengono
insieme alle comunità che ne hanno bisogno. Tuttx invitatx a Hack-or-D(A|I),
appuntamento curato dall'hacklab di Bologna nello spazio Vag61, dal 12 al 14
novembre.
Proseguiamo con aggiornamenti sul sequestro di un server di Autistici/Inventati
ad Amsterdam (articoli raccolti su keepitfree.ai) e le risposte olandesi di
contrasto all'imperialismo statunitense; notizie tristi da Cisti.org che ha
dovuto fare i conti con un reclamo per violazione di privacy...
Infine raccontiamo della recente assemblea pubblica della campagna Nel mirino,
di come si sta riorganizzando e di come potete farvi coinvolgere.
Ascolta la puntata sul sito di Radio Ondarossa
La puntata di Presa Diretta del 25 ottobre ha affrontato vari temi legati al
modo in cui le tecnologie digitali delle grandi aziende USA condizionano la vita
di milioni di cittadini e democrazie nel mondo.
Dagli Stati Uniti all'Europa, la sorveglianza con Intelligenza Artificiale
avanza in nome della sicurezza. L'uso di Palantir da parte dell'ICE americano,
le proteste a Berlino contro il suo arrivo in uso alla polizia tedesca e le
telecamere di Genova, passate da 300 a 3.000 in otto anni, usate da una
multinazionale per addestrare un'AI senza una valutazione d'impatto. Guarda il
servizio
Palantir, il potere invisibile: dai conflitti ai contratti italiani
Palantir è già anche nelle istituzioni italiane: contratti con la Difesa dal
2015 e un "Programma Palantir" da 3 milioni nel 2023, i cui dettagli restano
segreti. Guarda il servizio
Palantir, dati sanitari sotto sorveglianza
Dal Covid in poi Palantir è entrata nel sistema sanitario inglese: il primo
contratto da una sterlina nel 2020, e poi altri da centinaia di milioni. Tra
proteste e dibattito a Westminster crescono i timori sui dati dei pazienti,
sulla dipendenza da un unico fornitore e sui possibili usi non sanitari. Guarda
il servizio
Il voto artificiale: la propaganda politica sui social
Attorno alla figura del generale Vannacci - su TikTok - proliferano video, post,
contenuti provocatori ed estremisti.
L'inchiesta di PresaDiretta con AI Forensics e Trollrensics, ha rivelato
l'impiego di circa 8.000 bot in Benin e Nigeria per gonfiare artificialmente su
TikTok la diffusione dei video di Roberto Vannacci. Guarda il servizio
La proposta di un sistema di valutazione delle tecnologie di CIRCE prende le
mosse dal riconoscimento che le tecnologie non sono neutre. Non sono uguali,
sono tutte diverse. Non dipende (solo) da come le usiamo: hanno anche delle
caratteristiche specifiche. Impariamo a valutarle in base alle loro
caratteristiche.
Come distinguere le tante profferte tecnologiche che ci arrivano ogni giorno?
Meglio questo sistema di messaggistica o quest'altro? Questo modello IA o
quest'altro? Questa azienda o quest'altra? Cosa dicono gli esperti? Ci sono
alternative?
Ci serve un metodo di "audit", non solo tecnico, ma etico. Quali sistemi sono
appropriati per noi?
Abbiamo messo a punto un sistema per valutare le tecnologie, in particolare
quelle digitali. "Buona" e "cattiva", "giusta" o "sbagliata", "bella" o "brutta"
sono davvero troppo poco, oltre a essere giudizi spesso dovuti alle nostre
personali idiosincrasie. Ci sono tanti aspetti da valutare, ogni situazione è
diversa. Abbiamo ripreso l'allegoria del cibo e l'abbiamo traslata nelle
tecnologie digitali. Quali sono i "nutrienti" delle tecnologie? In che modo ci
rendono persone migliori? Più forti? Più autonome? Più collaborative? Meno
egoiste?
Leggi l'articolo sul sito di CIRCE
Giorgio Pirina esamina la diffusione dei data centre in Italia, territorialmente
concentrata nell'area periurbana milanese. Dopo aver riferito dei "Critical Data
Center Studies" e illustrato i rischi che sorgono per suolo, energia, acqua e
qualità dell'aria, Pirina ricostruisce l'evoluzione della normativa nel 2026
sostenendo che essa risponde soprattutto alla richiesta di tempi certi da parte
degli operatori e non a quelle dei comitati territoriali, che invece svolgono un
lavoro di cura del territorio che l'etichetta Nimby non coglie.
Leggi l'articolo
Dopo i cortei del 25 Settembre, aggiorniamo su quel che si muove: da un lato,
Banca Etica - insieme ad altre ONG ed associazioni del terzo settore - fa una
lettera aperta alla Commissione Europea e al Governo italiano; dall'altro, la
rete "Nel Mirino" continua a darsi appuntamenti di mobilitazione ed
organizzazione. I prossimi sono il 14 Ottobre a Firenze, e il 22 Ottobre a Roma.
Inauguriamo un nuovo ciclo di appuntamenti in cui intervisteremo chi partecipa
all'autogestione dei server. Iniziamo con Tracciabili, che ci racconta la loro
storia, gli strumenti che mettono a disposizione, il modo con cui gestiscono il
server, e ci danno qualche consiglio per chi vuole fare altrettanto.
Ascolta la puntata sul sito di Radio Ondarossa
A riportare la notizia è NRC. Mentre si aspettando le risposte alle
interrogazioni presentate a Bruxelles sulle sanzioni imposte dagli Stati Uniti
al collettivo, la Commissione europea ha risposto a quella di Fidanza (Fdl).
L’appello di 58 eurodeputati in difesa della Cpi, anch’essa sanzionata
La storia del collettivo di attivisti digitali italiano Autistici/Inventati è
finita, ma continuano ad arrivare gli effetti delle sanzioni emesse dagli Stati
Uniti. Secondo il quotidiano olandese Nrc, la polizia ha sequestrato un loro
server ospitato nello Science Park di Amsterdam. Un sequestro avvenuto in
seguito alla richiesta degli Stati Uniti. Sempre secondo il giornale, è stata
creata una copia del contenuto del server che sarà ora inviata negli Usa.
«In questi casi, si procede semplicemente a eseguire la richiesta», ha
dichiarato un portavoce della polizia al giornale. Autistici/Inventati è stato
inserito dagli Stati Uniti nelle liste Ofac perché a utilizzare i suoi servizi
di hosting web e di caselle di posta elettronica erano anche realtà
antifasciste, considerate terroristiche dall’amministrazione Trump. Per effetto
di quelle sanzioni il dominio autistici.org è stato reso irraggiungibile,
l’account Paypal bloccato e Banca Etica per il timore di incorrere in sanzioni,
ha congelato il conto dell’associazione creata dallo stesso collettivo che ha
fatto ricorso. Il 22 ottobre, a Pisa, ci sarà l’udienza.
Leggi l'articolo sul sito di "Domani"
A Milano, il 10 ottobre, un migliaio di persone e oltre trenta comitati da tutta
Italia in piazza per chiedere una moratoria sui nuovi impianti e un piano
nazionale. Dal consumo di suolo all’energia, fino agli interessi delle
multinazionali: le proteste locali diventano una mobilitazione contro
l’espansione incontrollata delle infrastrutture dell’Ia. «La situazione è
caotica, priva di ogni programmazione»
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Da Radio Ondarossa, ascolta l'intervento di un professore universitario durante
la manifestazione di Milano
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Da Radio Ondarossa, ascolta l'intervento di comitato durante la manifestazione
di Milano
Leggi l'articolo su Domani
Ascolta le corrispondenze audio su InfoAut
Leggi anche "l'invasione barbarica dei data center a Torino e Provincia"
Un articolo di AvANa nel sito di Dinamopress spiega la situazione generale
Si può seguire l'argomento nel sito delle pillole