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LE VOCI VERSO LA MOBILITAZIONE CITTADINA
LE VOCI VERSO LA MANIFESTAZIONE CITTADINAย  DEL 21 NOVEMBRE - CONCENTRAMENTO ORE 18.00 IN PIAZZA PARTIGIANI. All Eyes On Palestine https://lautoradio.org/wp-content/uploads/2025/11/21.11.25-ALL-EYES-ON-PALESTINA.mp3 ย  Operatori Sociali Autorganizzati https://lautoradio.org/wp-content/uploads/2025/11/21.11.25-OSA.mp3 ย  Assemblea Transfem Perugia https://lautoradio.org/wp-content/uploads/2025/11/21.11.25-TRANSFEM.mp3 COMUNICATO DEL COORDINAMENTO CITTADINO. ย  Contro le aziende che supportano il genocidio in Palestina. Contro lo sfruttamento delle persone impiegate nella filiera del cioccolato. Contro la cittร  vetrina e per la difesa della biodiversitร  sul nostro territorio. Evento qui Dopo oltre 70 anni di apartheid ai danni del popolo palestinese, dopo due anni di mobilitazioni contro il genocidio messo in atto dal governo sionista israeliano, dopo che in tutto il mondo le persone sono scese in piazza contro il massacro sistematico di civili e la distruzione di ospedali e scuole, non รจ possibile che venga permesso alle aziende che fanno affari con Israele di avere un posto nel centro storico di Perugia. Tutti gli abitanti di questa cittร  sanno che Eurochocolate รจ una vetrina delle multinazionali che affamano il mondo con le colture transgeniche, i fertilizzanti, i salari da fame e la concorrenza sleale. Queste sono le stesse aziende la cui ricchezza si basa su una violenza strutturale che colpisce soprattutto le donne: nelle piantagioni di cacao, dove le lavoratrici sono relegate nei ruoli piรน precari e pagate una miseria; e dentro i loro stabilimenti, dove la doppia fatica di essere donne e lavoratrici viene sfruttata per massimizzare i profitti. Aziende che non si fanno problemi a investire in luoghi in cui i paramilitari uccidono le persone che difendono i popoli nativi e gli ecosistemi minacciati dai loro progetti. Aziende che stringono la mano a criminali di guerra come Netanyahu e i suoi ministri. Tra queste, Nestlรจ, legata alla proprietร  del colosso alimentare israeliano Osem, รจ per questo stessa sotto attenzione del movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS). Unโ€™azienda i cui piani di licenziamento alla Perugina non sono un incidente, ma lโ€™applicazione di un modello di sfruttamento che nelle filiali del Sud del mondo si traduce in pratiche di sfruttamento odiose: la negazione dei diritti di maternitร , lโ€™esposizione a turni estenuanti e molestie sul lavoro, e la sistematica preferenza per lโ€™assunzione di donne nelle mansioni piรน repetitive e meno pagate, per sfruttare la loro presunta โ€œdocilitร โ€. Aziende controllate da fondi di investimento che vivono di speculazioni immobiliari, come quelle che sta preparando Trump (e non solo) quando afferma di voler riempire le spiagge di Gaza con resort per ricchi di tutto il Pianeta. Se non vi basta ciรฒ che succede davanti al nostro mare, nel Sud del mondo, ricordatevi cosa hanno prodotto per Perugia queste aziende che avete davanti. La turistificazione dei centri storici: sempre piรน inaccessibili per famiglie a basso reddito. Le monoculture di noccioleti, come nellโ€™orvietano dove la biodiversitร  รจ minacciata dalla riconversione delle attivitร  agricole. I deserti industriali, come quello che si prospetta dopo lโ€™annuncio di Nestlรจ di tagliare il personale alla Perugina. Alla luce di tutto ciรฒ non possiamo che opporci ad un mostro come โ€œil museo del cioccolatoโ€. Una vetrina attaverso la quale vengono sistematicamente negate tutte le nefandezze di questa filiera. Uno spazio tolto alla nostra cittร , ai produttori locali, al commercio equo, a modelli economici alternativi a quelli dominanti. Stanchi di essere una vetrina, vogliamo tornare ad essere abitanti di questa cittร  ribelle! Con la resistenza palestinese! dopo le intense mobilitazioni degli ultimi mesi, lanciamo un appello a tutte le forze cittadine perchรฉ Perugia non venga messa a disposizione dei complici del governoย diย Israele.
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FUORI EUROCHOCOLATE DA PERUGIA!
MANIFESTAZIONE 21 NOVEMBRE CONCENTRAMENTO ORE 18.00 IN PIAZZA PARTIGIANI. Comunicato del coordinamento cittadino. ย  Contro le aziende che supportano il genocidio in Palestina. Contro lo sfruttamento delle persone impiegate nella filiera del cioccolato. Contro la cittร  vetrina e per la difesa della biodiversitร  sul nostro territorio. Evento qui Dopo oltre 70 anni di apartheid ai danni del popolo palestinese, dopo due anni di mobilitazioni contro il genocidio messo in atto dal governo sionista israeliano, dopo che in tutto il mondo le persone sono scese in piazza contro il massacro sistematico di civili e la distruzione di ospedali e scuole, non รจ possibile che venga permesso alle aziende che fanno affari con Israele di avere un posto nel centro storico di Perugia. Tutti gli abitanti di questa cittร  sanno che Eurochocolate รจ una vetrina delle multinazionali che affamano il mondo con le colture transgeniche, i fertilizzanti, i salari da fame e la concorrenza sleale. Queste sono le stesse aziende la cui ricchezza si basa su una violenza strutturale che colpisce soprattutto le donne: nelle piantagioni di cacao, dove le lavoratrici sono relegate nei ruoli piรน precari e pagate una miseria; e dentro i loro stabilimenti, dove la doppia fatica di essere donne e lavoratrici viene sfruttata per massimizzare i profitti. Aziende che non si fanno problemi a investire in luoghi in cui i paramilitari uccidono le persone che difendono i popoli nativi e gli ecosistemi minacciati dai loro progetti. Aziende che stringono la mano a criminali di guerra come Netanyahu e i suoi ministri. Tra queste, Nestlรจ, legata alla proprietร  del colosso alimentare israeliano Osem, รจ per questo stessa sotto attenzione del movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS). Unโ€™azienda i cui piani di licenziamento alla Perugina non sono un incidente, ma lโ€™applicazione di un modello di sfruttamento che nelle filiali del Sud del mondo si traduce in pratiche di sfruttamento odiose: la negazione dei diritti di maternitร , lโ€™esposizione a turni estenuanti e molestie sul lavoro, e la sistematica preferenza per lโ€™assunzione di donne nelle mansioni piรน repetitive e meno pagate, per sfruttare la loro presunta โ€œdocilitร โ€. Aziende controllate da fondi di investimento che vivono di speculazioni immobiliari, come quelle che sta preparando Trump (e non solo) quando afferma di voler riempire le spiagge di Gaza con resort per ricchi di tutto il Pianeta. Se non vi basta ciรฒ che succede davanti al nostro mare, nel Sud del mondo, ricordatevi cosa hanno prodotto per Perugia queste aziende che avete davanti. La turistificazione dei centri storici: sempre piรน inaccessibili per famiglie a basso reddito. Le monoculture di noccioleti, come nellโ€™orvietano dove la biodiversitร  รจ minacciata dalla riconversione delle attivitร  agricole. I deserti industriali, come quello che si prospetta dopo lโ€™annuncio di Nestlรจ di tagliare il personale alla Perugina. Alla luce di tutto ciรฒ non possiamo che opporci ad un mostro come โ€œil museo del cioccolatoโ€. Una vetrina attaverso la quale vengono sistematicamente negate tutte le nefandezze di questa filiera. Uno spazio tolto alla nostra cittร , ai produttori locali, al commercio equo, a modelli economici alternativi a quelli dominanti. Stanchi di essere una vetrina, vogliamo tornare ad essere abitanti di questa cittร  ribelle! Con la resistenza palestinese! dopo le intense mobilitazioni degli ultimi mesi, lanciamo un appello a tutte le forze cittadine perchรฉ Perugia non venga messa a disposizione dei complici del governoย diย Israele.
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RIPARTE IL DOPOSCUOLA POPOLARE DI VIA DEL LAVORO
๐—ฆ๐—ข๐—Ÿ๐—ข ๐—œ๐—Ÿ ๐—ฃ๐—ข๐—ฃ๐—ข๐—Ÿ๐—ข ๐—ฆ๐—”๐—Ÿ๐—ฉ๐—” ๐—œ๐—Ÿ ๐—ฃ๐—ข๐—ฃ๐—ข๐—Ÿ๐—ข. ๐˜พ๐™ค๐™ข๐™ช๐™ฃ๐™ž๐™˜๐™–๐™ฉ๐™ค ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™š ๐™–๐™ฉ๐™ฉ๐™ž๐™ซ๐™ž๐™จ๐™ฉ๐™š ๐™š ๐™™๐™š๐™œ๐™ก๐™ž ๐™–๐™ฉ๐™ฉ๐™ž๐™ซ๐™ž๐™จ๐™ฉ๐™ž ๐™™๐™š๐™ก ๐™™๐™ค๐™ฅ๐™ค๐™จ๐™˜๐™ช๐™ค๐™ก๐™– ๐™š ๐™™๐™š๐™ก๐™กโ€™๐˜ผ๐™จ๐™จ๐™š๐™ข๐™—๐™ก๐™š๐™– ๐™‹๐™ค๐™ฅ๐™ค๐™ก๐™–๐™ง๐™š ๐™™๐™ž ๐™‘๐™ž๐™– ๐™™๐™š๐™ก ๐™‡๐™–๐™ซ๐™ค๐™ง๐™ค. ย  -๐—ฅ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐——๐—ผ๐—ฝ๐—ผ๐˜€๐—ฐ๐˜‚๐—ผ๐—น๐—ฎ ๐—ฃ๐—ผ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ! A breve ripartirร  il Doposcuola Popolare di Quartiere! Abbiamo raggiunto il 4ยฐ anno di questa bellissima esperienza di lotta. Come ogni anno ci sarร  il rinnovamento di una parte dei ragazzi e delle ragazze che beneficiano del servizio. Salutiamo, invece, quelli e quelle dello scorso anno che hanno iniziato le scuole superiori, facendo loro un grande in bocca al lupo per questo nuovo percorso di vita, sperando di rivederli presto. Anche la comunitร  delle attiviste e degli attivisti si sta rinnovando e rafforzando, per accogliere e prendersi cura, al meglio, di tutte e tutti. ย  -๐—ง๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ฎ๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—น๐—ฒ ๐—œ๐˜€๐˜๐—ถ๐˜๐˜‚๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—น๐—ผ๐—ฐ๐—ฎ๐—น๐—ถ Questโ€™anno riprendiamo le attivitร  con almeno un mese di ritardo a causa della trattativa avuta fino alla scorsa settimana con il Comune di Perugia, nello specifico con lโ€™Assessora alle politiche sociali, pari opportunitร , diritto allโ€™abitare, contrasto alle discriminazioni e lotta alle disuguaglianze, promozione di politiche a sostegno delle vittime della violenza di genere, nuove cittadinanze, Costanza Spera. Questa trattativa รจ stata aperta nellโ€™ambito della complessiva vertenza di quartiere che stiamo conducendo insieme allโ€™Assemblea Popolare di Via del Lavoro (V.d.L.); tavolo di trattativa che purtroppo โ€“ al momento โ€“ non ha portato ai risultati sperati (sul versante del doposcuola) per cui ci sembra doveroso condividerne gli elementi essenziali oltre che una nostra riflessione a riguardo. Dallโ€™inizio di questโ€™anno ci siamo attivati nel quartiere con delle assemblee popolari per discutere dei problemi che vivono gli abitanti della zona, dello stato di abbandono, di servizi e spazi di aggregazione che mancano e per organizzarci al fine di rivendicare le istanze elaborate dal basso nei confronti delle istituzioni preposte. Da marzo รจ iniziata una vera e propria trattativa tra gli abitanti del quartiere e i diversi assessorati competenti del Comune di Perugia. Lโ€™Assessora Spera รจ stata molto disponibile al confronto, avvenuto in vari incontri durante i quali abbiamo esposto la necessitร  per i/le ragazzi/e del quartiere di un servizio educativo extrascolastico e uno spazio sicuro dove poter fare i compiti e creare relazioni di valore. Riteniamo giusto che il Comune si prenda carico dei ragazzi e delle ragazze dei quartieri popolari e periferici, intervenendo con maggiori risorse e con una maggiore strutturazione dei servizi educativi. La dispersione scolastica e lโ€™abbandono educativo sono due questioni che lo Stato e gli enti territoriali devono affrontare. Abbiamo, quindi, richiesto allโ€™Assessora di intervenire e sanare questa situazione, rivendicando un servizio pubblico di doposcuola nel quartiere che migliorasse la qualitร  del servizio offerto fino ad ora e allargasse il bacino degli studenti e delle studentesse accolti/e. Nei vari incontri lโ€™Assessora, pur ascoltando le istanze degli abitanti, ha evidenziato i limiti economici e organizzativi che affronta la macchina Comunale per poter intervenire in maniera capillare nel territorio. Ad oggi il servizio di doposcuola non viene riconosciuto come un servizio di primaria necessitร , lo dimostra la tendenza del Comune ad esternalizzare il servizio al mondo del โ€œterzo settoreโ€ con interventi che tamponano il problema per un periodo di tempo limitato, senza risolverlo alla radice. Ne sono un esempio i GET (Gruppi Educativi Territoriali), ovvero dei servizi di doposcuola che lโ€™amministrazione comunale eroga tramite le cooperative. Durante lโ€™ultimo incontro tenutosi in Comune abbiamo avuto modo di confrontarci anche con i rappresentanti della cooperativa ASAD (a cui sono stati appaltati i GET) per comprendere meglio come si svolgesse il loro servizio. La proposta che ci รจ stata fatta da parte loro รจ stata quella di fornire un numero massimo di 2 educatori/trici per unโ€™attivitร  di supervisione compiti, destinata ad un gruppo di circa 15/20 studenti/esse della scuola secondaria di 1ยฐ grado. ย  -๐—ฃ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ต๐—ฒฬ ๐—ฎ๐—ฏ๐—ฏ๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ฒ๐—ป๐˜‚๐˜๐—ผ ๐—น๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ฝ๐—ผ๐˜€๐˜๐—ฎ ๐—ถ๐—ป๐˜€๐˜‚๐—ณ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ? Abbiamo ritenuto insufficiente la proposta per un motivo essenziale: il numero di educatori ed educatrici proposti non consente di garantire un servizio educativo accettabile dal punto di vista qualitativo, soprattutto perchรจ molti ragazzi/e che aiutiamo presentano Bisogni Educativi Speciali (BES). La stessa Cooperativa, ci ha โ€œconfessatoโ€ che nei GET, oltre ai/lle due educatori/trici preposti/e, si deve avvalere del supporto di volontari/e, a conferma del fatto che non sarebbe questa la modalitร  giusta per superare e migliorare un servizio che giร  portiamo avanti in forma volontaristica e con rapporti numerici ben maggiori tra volontari/e e ragazzi/e. Non consideriamo, tuttavia, la trattativa come totalmente fallimentare: aver dato voce ai ragazzi ed alle ragazze del nostro territorio รจ un fatto importante. Inoltre, gli incontri ci hanno consentito di avere maggiore contezza delle proposte e dei progetti messi in campo dalle Istituzioni locali. Abbiamo comunque deciso di valutare unโ€™altra possibilitร : quella di utilizzare i 2 educatori/trici che ci sono stati proposti, per dar vita ad unโ€™attivitร  di supervisione didattica destinata agli studenti/esse delle scuole superiori, dotati quantomeno di una capacitร  di scelta nel partecipare o meno al doposcuola e di autonomia maggiore rispetto a quelli delle scuole medie. Lโ€™idea di creare unโ€™aula studio nasce proprio dalla richiesta che ci รจ stata fatta da molte ragazze/i del quartiere, i quali hanno manifestato la necessitร  di uno spazio sicuro dove poter studiare ed incontrarsi nel pomeriggio. La trattativa con il Comune sta proseguendo sotto questo aspetto e si allarga ad โ€œAterโ€, in quanto proprietaria di un immobile abbandonato da anni, che assieme agli/lle abitanti รจ stato individuato come possibile spazio aggregativo attorno al quale ricostruire la rete di relazioni del quartiere. ย  -๐—œ๐—บ๐—ฝ๐—ฒ๐—ด๐—ป๐—ผ ๐—ฒ ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐—ฝ๐—ผ๐—ป๐˜€๐—ฎ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ถ๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—นโ€™๐—ฎ๐—บ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ถ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ Sappiamo che in questo momento storico le risorse per il welfare pubblico sono sempre minori, a causa di scelte politiche (sostenute anche dallo stesso centro sinistra) come ad esempio la legge sul pareggio di bilancio, i tagli al welfare ed infine lโ€™assurda corsa al riarmo europeo, nuovamente a discapito della spesa sociale. Di fronte a questo scenario, le Istituzioni locali hanno responsabilitร  politiche dirette, delle quali sono chiamate a rendere conto. A tal proposito, ad esempio, in occasione dellโ€™otto marzo di questโ€™anno, avevamo ribadito pubblicamente quanto fosse poco opportuna la partecipazione della nostra sindaca Vittoria Ferdinandi alla piazza lanciata da โ€œRepubblicaโ€, svoltasi il 15 marzo a Roma, dove sotto la retorica dei valori europei e dellโ€™europeismo, se ne sventolava la bandiera legittimando le sconsiderate dichiarazioni della presidente delle commissione europea Von der Leyen, rispetto alla necessitร  di incrementare ulteriormente le spese militari dei paesi membri e della necessitร  di un esercito europeo piรน forte e piรน armato. La Sindaca partecipรฒ e rivendicรฒ la propria presenza a quella piazza, nonostante una parte importante della cittadinanza avesse espresso il proprio dissenso. Tutto questo non per sindacare o giudicare lโ€™agenda politica della prima cittadina della nostra cittร  ma per evidenziare che, anche rispetto a tematiche che vengono discusse in contesti piรน ampi, come quello nazionale ed internazionale, le amministrazioni comunali possono e devono farsi portavoce delle istanze dei propri cittadini. Il mandato per cui รจ stata eletta questa Giunta non รจ sicuramente quello di sostenere direttamente o indirettamente una tendenza allโ€™economia di guerra (che imperversa in Europa e nel mondo), ma piuttosto quello di rivendicare le necessitร  dei nostri territori: adeguate risorse per la spesa sociale, per lโ€™istruzione, per la manutenzione del territorio, per la coesione sociale, per la sanitร , per lโ€™edilizia popolare. Di fronte a tutte queste problematiche, siamo stanchi e stanche di sentirci rispondere che โ€œsarebbe tanto bello ma non ci sono i soldiโ€; vogliamo invece un Comune che, dopo essere stato eletto promettendo di ascoltare le istanze delle persone, ne diventi esso stesso portavoce negli organi regionali e di Stato competenti, laddove le risorse che possiede a disposizione non sono adeguate. Rispetto invece a come vengono spese le โ€“ limitate โ€“ risorse a disposizione, ci teniamo a ribadire alcune cose molto semplici: ย  -๐—Ÿโ€™๐—ฎ๐—ฝ๐—ฝ๐—ฎ๐—น๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ถ ๐˜€๐—ฒ๐—ฟ๐˜ƒ๐—ถ๐˜‡๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฐ๐˜‚๐—ฟ๐—ฎ ๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ผ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐˜‡๐—ผ ๐˜€๐—ฒ๐˜๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ รจ ampiamente dimostrato dai dati che costa alle amministrazioni comunali di piรน rispetto alla loro gestione diretta e in maniera inversamente proporzionale ne riduce la qualitร . Vogliamo che venga invertita la tendenza ad esternalizzare i servizi a Cooperative che cercano di erogare piรน servizi possibili al di sopra delle proprie forze e a discapito della qualitร . Cooperative che molto spesso, per sottostare alle logiche degli appalti, sottopongono i propri dipendenti a delle condizioni lavorative precarie. Vogliamo educatori ed educatrici assunti direttamente dal Comune, che vengano messi nelle condizioni di erogare servizi di qualitร  e che diano la garanzia della continuitร , fuori dalle scadenze di bandi e appalti. -๐—•๐—ฎ๐˜€๐˜๐—ฎ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—นโ€™๐—ฎ๐—ฏ๐˜‚๐˜€๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น ๐˜ƒ๐—ผ๐—น๐—ผ๐—ป๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ป๐—ฒ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐˜‡๐—ผ ๐˜€๐—ฒ๐˜๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ. Le numerose spiacevoli notizie che si susseguono quotidianamente nella nostra cittร  di episodi di violenza e degrado โ€“ soprattutto tra i piรน giovani โ€“ dimostrano la necessitร  di lavorare con urgenza nel cercare di risanare un tessuto sociale sempre piรน ammalato e sfibrato. La dispersione scolastica, la scarsa qualitร  della vita e dei servizi (soprattutto nelle periferie della cittร ) e la precarietร  lavorativa ed esistenziale che caratterizza la vita dei piรน giovani, va affrontata con una programmazione di politiche sociali seria e strutturale. Non si puรฒ pensare di avvalersi della disponibilitร  dei cittadini/e volontari/e per sostenere progetti educativi extrascolastici, come non si puรฒ pensare che attraverso le cosiddette โ€œsettimane della custodiaโ€ si possano riqualificare i quartieri di periferia. ย  -๐—ฆ๐—ผ๐—น๐—ผ ๐—ถ๐—น ๐—ฝ๐—ผ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ผ ๐˜€๐—ฎ๐—น๐˜ƒ๐—ฎ ๐—ถ๐—น ๐—ฝ๐—ผ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ผ Come Collettivo politico il nostro lavoro in quartiere รจ sempre stato quello di ascoltare i bisogni delle persone e farci portavoce delle rivendicazioni politiche che emergono da questo dialogo. Quando si lavora con i problemi concreti della gente diventa funzionale intraprendere un confronto dialettico con le istituzioni e fare pressione affinchรฉ queste si attivino per rispondere a tali istanze. Spesso, prima ancora di attivare dei percorsi di vertenza cittadina come quello che stiamo portando avanti con lโ€™Assemblea Popolare, ci siamo messi/e a disposizione per offrire un aiuto concreto, con lโ€™entusiasmo e lo spirito di solidarietร  e di comunitร  che caratterizza la nostra azione politica diretta. Dalla compilazione delle domande dei bonus per pagare le bollette durante la pandemia, alle consegna delle cassette solidali, le pulizie dei parchi abbandonati, le assemblee popolari, lโ€™inchiesta di quartiere, lo stesso doposcuola popolare, non sono opere buone che facciamo con spirito di compassione o caritร  cristiana; sono azioni politiche necessarie di fronte ad un tessuto sociale cosรฌ sfaldato come quello delle nostre periferie. Gli unici mezzi che abbiamo a disposizione sono la lotta e lโ€™autorganizzazione. Ripartirร  il Doposcuola Popolare, cosรฌ come continueranno le assemblee di quartiere, fino a che tutte le criticitร  del territorio emerse dallโ€™inchiesta non troveranno una soluzione adeguata, continuando ad avere un approccio di lotta che unisce i problemi locali a quelli nazionali ed internazionali. Ripartiremo con la consapevolezza di quanto sia necessario continuare a tessere relazioni di valore allโ€™interno della nostra comunitร , poichรฉ uniti-e ed organizzati-e possiamo conquistare condizioni di vita migliori. Invitiamo le realtร  associative, collettivi e comitati cittadini che condividono la nostra analisi, a mettersi in contatto con noi ed iniziare cosรฌ a fare rete, per una reale e concreta attivazione dal basso, fatta di rivendicazioni, partecipazione attiva e scambio di pratiche, idee ed azioni concrete di solidarietร , con la convinzione che la riqualifica dei territori debba necessariamente passare per una riqualifica sociale fatta di reti di socialitร  e solidarietร , spazi di aggregazione e lโ€™indispensabile ricostruzione di senso di comunitร  e di appartenenza. ย  ๐™‚๐™ก๐™ž ๐™–๐™ฉ๐™ฉ๐™ž๐™ซ๐™ž๐™จ๐™ฉ๐™ž ๐™š ๐™ก๐™š ๐™–๐™ฉ๐™ฉ๐™ž๐™ซ๐™ž๐™จ๐™ฉ๐™š ๐™™๐™š๐™ก ๐™™๐™ค๐™ฅ๐™ค๐™จ๐™˜๐™ช๐™ค๐™ก๐™– ๐™ฅ๐™ค๐™ฅ๐™ค๐™ก๐™–๐™ง๐™š. ๐˜ผ๐™จ๐™จ๐™š๐™ข๐™—๐™ก๐™š๐™– ๐™ฅ๐™ค๐™ฅ๐™ค๐™ก๐™–๐™ง๐™š ๐™™๐™ž ๐™‘๐™ž๐™– ๐™™๐™š๐™ก ๐™‡๐™–๐™ซ๐™ค๐™ง๐™ค (๐™‘๐™™๐™‡).
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CORTEO REGIONALE PER LA PALESTINA
I CONTRIBUTI IN VISTA DELLA MANIFESTAZIONE REGIONALE PER LA PALESTINA IN VISTA PER IL 13 SETTEMBRE A PERUGIA. ย  Perugia, 11/09/2025ย  In vista del corteo regionale del 13 settembre a Perugia il collettivo All Eyes On Palestine, insieme ad altre realtร  del territorio, lancia lโ€™appello alla mobilitazione con le parole dโ€™ordine: Stop al genocidio! Solidarietร  alla resistenza palestinese! Libertร  per Anan Yaeesh! Autodeterminazione del popolo palestinese. All Eyes On Palestine https://lautoradio.org/wp-content/uploads/2025/09/all-eyes-on-palestine-11925.mp3 ย Mjriam Abu Samra https://lautoradio.org/wp-content/uploads/2025/09/Mjriam-Abu-Samra-online-audio-converter.com_.mp3 ย  (riportiamo da palestinechronicle.com ) โ€˜Ritorno a Gazaโ€™ รจ la prima pubblicazione tutta al femminile che attraverso la riflessione personale delle palestinesi in Italia.ย  Esce per Edizioni Q โ€œRitorno a Gaza โ€“ Scritti di donne italo-palestinesi sul genocidioโ€, prima pubblicazione tutta al femminile che attraverso la riflessione personale delle palestinesi in Italia propone una disamina culturale e politica della violenza genocidaria sionista e della storica resistenza palestinese al progetto coloniale. Con i contributi di Mjriam Abu Samra (curatrice), Shaden Ghazal, Rania Hammad, Sabrin Hasbun, Laila Hassan, Samira jarrar, Sara Rawash, Noor Shihade, Tamara Taher, Widad Tamimi. Il ricavato del libro saraโ€™ devoluto a GAZZELLA ONLUS Riportiamo lโ€™Introduzione di Mjriam Abu Samra Questa raccolta di brevi articoli, tutti scritti al femminile, nasce in un momento storico in cui la voce delle donne palestinesi sโ€™impone come atto di resistenza contro le narrazioni egemoniche che hanno per tanto tempo distorto, frammentato e strumentalizzato la piรน generale lotta di liberazione palestinese. Mai come adesso il racconto personale e politico delle seconde generazioni di donne palestinesi in Italia รจ importante sia per capire lโ€™impatto e la portata del genocidio a Gaza, sia per deco- struire le strutture di potere coloniali che continuano a modellare il discorso pubblico occidentale. PALESTINA LIBERA. STOP GENOCIDE. ย 
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OFFSIDE โ€“ AUTOFINANZIAMENTO INGUASTITE
SGOMBERIAMO IL CAMPO DAGLI SCHEMI, FINANZIAMO LE INGUASTITE FC Vi aspettiamo per una serata che scardina le regole del gioco e celebra lo sport, quello fatto dal basso e con passione! ๐—ฉ๐—˜๐—ก๐—˜๐—ฅ๐——รŒ ๐Ÿต ๐— ๐—”๐—š๐—š๐—œ๐—ข, ore ๐Ÿญ๐Ÿต:๐Ÿฏ๐Ÿฌ ๐——๐—•๐Ÿญ๐Ÿด๐Ÿฌ, ๐—–.๐˜€๐—ผ ๐—š๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ฏ๐—ฎ๐—น๐—ฑ๐—ถ ๐Ÿญ๐Ÿด๐Ÿฌ โ€“ ๐—ฃ๐—ฒ๐—ฟ๐˜‚๐—ด๐—ถ๐—ฎ ๐—–๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ฏ๐—ผ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐—ฝ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ๐—น๐—ฎ Vi presentiamo le nuove maglie e il progetto delle Inguastite FC! Alziamo i calici (e le pinte!) per un aperitivo a sostegno delle ragazze! Oliamo le stecche per un ignorante e goliardico torneo di biliardino! (๐˜ช๐˜ด๐˜ค๐˜ณ๐˜ช๐˜ป๐˜ช๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฆ 2โ‚ฌ ๐˜ข ๐˜ฑ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ด๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ข, ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ ๐˜ณ๐˜ช๐˜ค๐˜ค๐˜ฉ๐˜ช ๐˜ฑ๐˜ณ๐˜ฆ๐˜ฎ๐˜ช ๐˜ฆ ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ต๐˜ช๐˜ญ๐˜ญ๐˜ฐ๐˜ฏ)
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PRIMO MAGGIO VIA DEL LAVORO
PRIMO MAGGIO VIA DEL LAVORO Riportiamo il testo di chiamata del collettivo O.S.A. Perugia per il corteo del primo maggio. Il documento pone lโ€™attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro, del riarmo e sul rifiuto netto alla guerra. La scelta del percorso, quartiere periferico di Perugia, si inserisce nel lavoro svolto da O.S.A Perugia e da altre realtร  che di recente hanno dato vita allโ€™Assemblea Popolare di Via del Lavoro. Di seguito il comunicato ๐Ÿญ ๐— ๐—”๐—š๐—š๐—œ๐—ข โ€“ โ€œ๐—™๐—˜๐—ฆ๐—ง๐—”โ€ ๐——๐—˜๐—œ/๐——๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—˜ ๐—Ÿ๐—”๐—ฉ๐—ข๐—ฅ๐—”๐—ง๐—ข๐—ฅ๐—œ ๐—ฒ ๐—Ÿ๐—”๐—ฉ๐—ข๐—ฅ๐—”๐—ง๐—ฅ๐—œ๐—–๐—œ Anche questโ€™anno NON chiamatela festa, perchรฉ in Italia oggi piรน che mai ๐˜€๐—ถ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ป๐˜‚๐—ฎ ๐—ฎ ๐—บ๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—น๐—ฎ๐˜ƒ๐—ผ๐—ฟ๐—ผ ๐—ฒ ๐˜€๐—ถ ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ฎ๐—ป๐—ฒ ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—บ๐—ผ๐—ฟ๐˜€๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ฒ๐˜๐—ฎฬ€, ๐—ณ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ ๐—ฒ ๐˜€๐—ณ๐—ฟ๐˜‚๐˜๐˜๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ. Spetta proprio allโ€™Umbria il tragico primato per quanto riguarda le morti sul lavoro *(๐˜ฅ๐˜ข๐˜ต๐˜ช ๐˜–๐˜ด๐˜ด๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ท๐˜ข๐˜ต๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ช๐˜ฐ ๐˜š๐˜ช๐˜ค๐˜ถ๐˜ณ๐˜ฆ๐˜ป๐˜ป๐˜ข ๐˜ด๐˜ถ๐˜ญ ๐˜ญ๐˜ข๐˜ท๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ฐ ๐˜ฆ ๐˜ข๐˜ฎ๐˜ฃ๐˜ช๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฆ ๐˜๐˜ฆ๐˜จ๐˜ข ๐˜Œ๐˜ฏ๐˜จ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ฆ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ช๐˜ฏ๐˜จ ๐˜ข๐˜ญ 31 ๐˜จ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ฏ๐˜ข๐˜ช๐˜ฐ 2025), ma questa strage รจ frutto di una tendenza ormai diffusa, che trova radici nellโ€™abbattimento del costo del lavoro, nella giungla di appalti/subappalti e nellโ€™arroganza di quelle piccole-medio imprese che ignorano completamente dispositivi e regole di sicurezza. ๐—˜ฬ€ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐—ด๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฐ๐—น๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ฒ ๐—พ๐˜‚๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—บ๐—ถ๐—น๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—น๐—ฎ๐˜ƒ๐—ผ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ ๐—ฒ ๐—น๐—ฎ๐˜ƒ๐—ผ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ ๐˜€๐˜‚๐—ฏ๐—ถ๐˜€๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ผ ๐—ผ๐—ด๐—ป๐—ถ ๐—ด๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ป๐—ผ, ๐˜๐—ฟ๐—ฎ ๐—ถ๐—บ๐—ฝ๐˜‚๐—ป๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ถ ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐—ฝ๐—ผ๐—ป๐˜€๐—ฎ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ถ ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฑ๐—ผ๐—ด๐—น๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฆ๐˜๐—ฎ๐˜๐—ผ. Siamo nel bel mezzo di un clima di guerra, un vento che non soffia solo alle porte dellโ€™Italia ma che condiziona giร  le nostre vite. Il Governo fa la guerra a milioni di proletari/e ๐˜€๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—บ๐—ถ๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฒ๐˜‚๐—ฟ๐—ผ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ ๐—ฎ๐—ฟ๐—บ๐—ถ ๐—ฒ๐—ฑ ๐—ฒ๐˜€๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ถ๐˜๐—ถ mentre tutti i settori del welfare state sono stati abbandonati: sanitร , istruzione, sostegno al reddito, tutto sacrificato in nome della guerra. Lโ€™Europa (con lโ€™Italia del Governo Meloni in testa) รจ entrata ormai nella fase di economia di guerra e pensa a un ๐˜‚๐—น๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ๐—ฟ๐—บ๐—ผ con un ๐—ถ๐—ป๐˜ƒ๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ถ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐Ÿด๐Ÿฌ๐Ÿฌ ๐—บ๐—ถ๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฒ๐˜‚๐—ฟ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ณ๐—ฎ ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฏ๐—ฏ๐—ฟ๐—ถ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฑ๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ; ad arricchirsi grazie alle nuove ondate speculative e sulla pelle dei milioni di morti ammazzati saranno le grandi industrie belliche e le oligarchie europee. Ecco perchรฉ ๐ฌ๐จ๐ฌ๐ญ๐ž๐ง๐ข๐š๐ฆ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ฅ๐š ๐ ๐ฎ๐ž๐ซ๐ซ๐š ๐Ÿ๐š ๐ฌ๐จ๐ฅ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐ ๐ฅ๐ข ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ข ๐๐ž๐ข ๐ฉ๐š๐๐ซ๐จ๐ง๐ข ๐ž ๐š ๐ซ๐ข๐ฆ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ซ๐œ๐ข ๐žฬ€ ๐ฌ๐ž๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ž ๐ž ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐ฅ๐š ๐œ๐ฅ๐š๐ฌ๐ฌ๐ž ๐๐ž๐ ๐ฅ๐ข ๐ฌ๐Ÿ๐ซ๐ฎ๐ญ๐ญ๐š๐ญ๐ข! ๐„๐ ๐žฬ€ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฆ๐จ๐ญ๐ข๐ฏ๐จ ๐œ๐ก๐ž, ๐ซ๐ข๐›๐š๐๐ž๐ง๐๐จ ๐ข๐ฅ ๐ง๐ž๐ญ๐ญ๐จ ๐ซ๐ข๐Ÿ๐ข๐ฎ๐ญ๐จ ๐ง๐จ๐ง ๐š๐ ๐ฎ๐ง๐š ๐ ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐ข๐œ๐š ๐ข๐๐ž๐š ๐๐ข ๐ ๐ฎ๐ž๐ซ๐ซ๐š ๐ข๐ง ๐š๐ฌ๐ญ๐ซ๐š๐ญ๐ญ๐จ ๐ฆ๐š ๐œ๐จ๐ง๐œ๐ซ๐ž๐ญ๐š ๐จ๐ฉ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐ ๐ฎ๐ž๐ซ๐ซ๐š ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ-๐ข๐ฆ๐ฉ๐ž๐ซ๐ข๐š๐ฅ๐ข๐ฌ๐ญ๐š, ๐œ๐ข ๐ฌ๐œ๐ก๐ข๐ž๐ซ๐ข๐š๐ฆ๐จ ๐š๐ฅ ๐Ÿ๐ข๐š๐ง๐œ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ซ๐ž๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐ž๐ง๐ณ๐š ๐๐ข ๐ญ๐ฎ๐ญ๐ญ๐ข ๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฅ๐ž๐ญ๐š๐ซ๐ข ๐จ๐ฉ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ข ๐ž ๐ข๐ง ๐ฉ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐œ๐จ๐ฅ๐š๐ซ ๐ฆ๐จ๐๐จ ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ข๐ฅ ๐ ๐ž๐ง๐จ๐œ๐ข๐๐ข๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐ฉ๐จ๐ฉ๐จ๐ฅ๐จ ๐ฉ๐š๐ฅ๐ž๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐ž๐ฌ๐ž. รˆ una condizione, questa, che viviamo giร  sulla nostra pelle tutti i giorni, nelle periferie che abitiamo e attraversiamo, tra gli spazi abbandonati, sfruttati e privi anche dei servizi piรน essenziali. Siamo consapevoli che lottare sarร  sempre piรน difficile. Il governo Meloni, in continuitร  con i governi precedenti, proprio nellโ€™ambito della โ€œguerra in casa nostraโ€, di fronte a un lavoro sempre piรน povero e precario e a delle condizioni di vita sempre piรน marginalizzate, ha ben pensato di reprimere ancor piรน ogni tentativo di protesta: uno sciopero davanti al proprio luogo di lavoro potrร  essere punito come reato penale e cosรฌ molte altre legittime forme di dissenso saranno criminalizzate. Cosa resta dunque ai lavoratori e alle lavoratrici e ai tanti proletari, disoccupati e non occupati? A loro il compito piรน duro, quello intanto di ๐ฉ๐ซ๐ž๐ง๐๐ž๐ซ๐ž ๐œ๐จ๐ฌ๐œ๐ข๐ž๐ง๐ณ๐š ๐๐ข ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ ๐ฎ๐ž๐ซ๐ซ๐š ๐Ÿ๐š๐ญ๐ญ๐š ๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐ž ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐ž ๐ฏ๐ข๐ญ๐ž, ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ ๐ฎ๐ž๐ซ๐ซ๐š ๐œ๐จ๐ง๐๐จ๐ญ๐ญ๐š ๐จ๐ ๐ง๐ข ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ง๐จ ๐ง๐ž๐ข ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข ๐๐ข ๐ฅ๐š๐ฏ๐จ๐ซ๐จ, ๐ฌ๐ฎ๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข ๐œ๐จ๐ซ๐ฉ๐ข ๐ž ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ฅ๐š ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐š ๐œ๐ฅ๐š๐ฌ๐ฌ๐ž; ๐ž ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ ๐ฎ๐ž๐ซ๐ซ๐š ๐จ๐ซ๐ ๐š๐ง๐ข๐ณ๐ณ๐š๐ซ๐ฌ๐ข ๐ง๐ž๐ข ๐ฅ๐ฎ๐จ๐ ๐ก๐ข ๐๐ข ๐ฅ๐š๐ฏ๐จ๐ซ๐จ, ๐ช๐ฎ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ž๐ซ๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ช๐ฎ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ž๐ซ๐ž, ๐ง๐ž๐ข ๐ฅ๐ฎ๐จ๐ ๐ก๐ข ๐๐ข ๐ข๐ฌ๐ญ๐ซ๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ž ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ข๐ง๐ฎ๐š๐ซ๐ž ๐š ๐ฅ๐จ๐ญ๐ญ๐š๐ซ๐ž. ๐‘ฐ๐’ ๐’‘๐’“๐’Š๐’Ž๐’ ๐’Ž๐’‚๐’ˆ๐’ˆ๐’Š๐’ ๐’‚๐’๐’„๐’‰๐’† ๐’’๐’–๐’†๐’”๐’•โ€™๐’‚๐’๐’๐’ ๐’”๐’‚๐’“๐’‚ฬ€ ๐’–๐’๐’‚ ๐’ˆ๐’Š๐’๐’“๐’๐’‚๐’•๐’‚ ๐’…๐’Š ๐’๐’๐’•๐’•๐’‚, ๐’๐’๐’ ๐’„๐’‰๐’Š๐’‚๐’Ž๐’‚๐’•๐’†๐’๐’‚ ๐’‡๐’†๐’”๐’•๐’‚. Vi aspettiamo perciรฒ per il nostro ormai consueto 1 MAGGIO dove attraverseremo insieme il quartiere per dire no alle politiche di riarmo, no allo sfruttamento, no al genocidio. ๐—ข๐—ฅ๐—˜ ๐Ÿญ๐Ÿฌ โ€“ ๐—–๐—ข๐—ฅ๐—ง๐—˜๐—ข ๐—–๐—œ๐—ง๐—ง๐—”๐——๐—œ๐—ก๐—ข ๐—ข๐—ฅ๐—˜ ๐Ÿญ๐Ÿฎ โ€“ ๐—™๐—˜๐—ฆ๐—ง๐—” ๐——๐—œ ๐—ค๐—จ๐—”๐—ฅ๐—ง๐—œ๐—˜๐—ฅ๐—˜
Perugia
POLITICA e SOCIALE
quartiere
1ยฐMaggio
Via del Lavoro
Verso il 25 aprile
Pubblichiamo alcuni interventi verso la giornata antifascista del 25 Aprile che si terrร  a Perugia. Partendo dal comunicato unitario, che pubblichiamo per intero qui di seguito, abbiamo chiesto ai vari gruppi che hanno aderito alla manifestazione un contributo audio in modo da restituire, in minima parte, la complessitร  e ricchezza di questa importante giornata. Comunicato: Per questo 25 aprile diverse realtร  cittadine, dal basso e in autonomia, promuovono lโ€™organizzazione di un corteo popolare. Il corteo sarร  aperto a tutte e tutti coloro che si riconoscono nei valori dellโ€™antifascismo e che intendono vivere quella giornata come un momento di celebrazione della Resistenza e di rinnovamento dei valori che lโ€™hanno animata. In questโ€™ottica inclusiva e nello spirito unitario della giornata, si รจ convenuto che lโ€™adesione sarร  su base volontaria condividendo il seguente appello: Mai come oggi la distanza tra chi governa il paese e chi ha partecipato alla Resistenza รจ incolmabile. Mai come oggi gli ideali che hanno animato lโ€™esperienza delle bande partigiane โ€“ esperimento unico per innovazione e propulsione nella storia italiana del Novecento โ€“ restano inattuati. Mai come oggi lโ€™Italia non รจ quel paese che la maggior parte dei partigiani e delle partigiane avrebbero voluto costruire. Lo stato desolante del presente tuttavia, รจ il frutto delle gravi scelte del passato. Norberto Bobbio, a questo proposito, giร  nel 1965 aveva scritto: โ€œLโ€™Italia non รจ diventata quel paese moralmente migliore che avevamo sognato: la nuova classe politica, salvo qualche rara eccezione, non assomiglia in nulla in quella che ci era parsa raffigurata in alcuni protagonisti della guerra di Liberazione, austeri, severi con se stessi, devoti al pubblico bene, fedeli ai propri ideali, intransigenti, umili e forti insieme; anzi ci appare spesso faziosa, meschina, amante piรน dellโ€™intrigo che della buona causa, egoista, tendenzialmente sopraffattrice, corrotta politicamente se non moralmente e corruttrice, desiderosa del potere per il potere e peggio del grande potere per il piccolo potereโ€. Per questo continuiamo a pensare che bisogni tornare a raccontare la Resistenza per quello che รจ stata realmente: un momento eccezionale di riscatto morale, sociale e popolare degli oppressi e degli sfruttati di questo paese. Una guerra contro lโ€™occupante tedesco per la liberazione della nazione, una guerra civile contro gli italiani che rimasero fedeli al fascismo, una guerra di classe contro le componenti piรน reazionarie della societร , una guerra di genere per la liberazione della donna, una guerra per la democrazia reale, fatta di partecipazione diretta delle masse popolari alla vita politica del paese.. I partigiani e le partigiane non erano soldati regolari che combattevano in una guerra tra stati, come oggi strumentalmente certi politici vorrebbero farci credere, ma erano nella grande maggioranza dei casi mossi da ragioni ideali diametralmente opposti ai beceri interessi che determinano le politiche del riarmo e del conflitto. Occorre quindi dire senza giri di parole che oggi la Resistenza rivive nelle battaglie del nostro tempo, e in coloro che, con gli strumenti e le forme della contemporaneitร , animati dagli stessi ideali di giustizia sociale, libertร  e fratellanza, lottano oggi contro ogni forma di oppressione. Occorre difendere i partigiani e le partigiani da un revisionismo rozzo, dalle strumentalizzazioni, da chi oggi li utilizza per propagandare la militarizzazione dellโ€™Europa. Occorre ribadire che nella nostra cittร  essere antifascisti significa onorare ogni giorno la storia di Perugia, quella dei martiri del XX Giugno 1859, delle nostre brigate partigiane, di Mario Grecchi e Primo Ciabatti, attraverso una quotidiana lotta contro ogni forma di discriminazione, perchรฉ a nessuna persona siano negati โ€œpane, libertร , amore e scienzaโ€. Sulla base di questo appello invitiamo tutti e tutte a partecipare a un grande corteo cittadino in cui grideremo forte e con unโ€™unica voce che PERUGIA รˆ ANTIFASCISTA. Programma della mattinata: Ore 9. Ritrovo in piazza Danti: portiamo un fiore nei luoghi della Resistenza del centro storico. Ore 11:45. Concentramento in piazza Giordano Bruno per la partenza del corteo. Contributi audio A.N.P.I Sezione Bonfigli-Tomovic -------------------------------------------------------------------------------- Assemblea Transfemminista -------------------------------------------------------------------------------- F.C. Inguastite -------------------------------------------------------------------------------- All eyes on Palestine -------------------------------------------------------------------------------- UDS --------------------------------------------------------------------------------
Perugia
Antifascismo
POLITICA e SOCIALE
25 Aprile
11 ANNI DALLA PARTE DEL TORTO
14, 15 E 16 MARZO TRE GIORNI DI FESTA PER IL COMPLEANNO DE LAUTORADIO In occasione dellโ€™11ยฐ compleanno de LAUTORADIO, abbiamo organizzato un weekend di festeggiamenti con tante cose in programma, tanti amici e amiche e tanti ospiti. Apriamo le danze dellโ€™undicesimo compleanno de ๐—Ÿ๐—ฎ๐˜‚๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฑ๐—ถ๐—ผ con lo spettacolo di stand-up comedy di quattro artisti del collettivo artistico Roma Comedy Club in arrivo dalla capitale. Carlo Marongiu รจ il primo performer in Italia a sdoganare la desinenza neutra sul proprio cognome, perchรฉ i Sardi hanno fatto anche cose buone. Non รจ stata la prima volta in cui ha modificato il proprio nome per sostenere una causa: nel 2012, per solidarietร  a due marinai accusati di omicidio in India, lo cambiรฒ in Carlo Marรฒ. ย  Noemi Carlini viene dal centro del mondo, lascia la valle umbra per seguire il suo sogno di vivere a Roma e diventare una grande comica di successo. Ci รจ riuscita, ora vive a Roma. ย  Principale esponente della nuova comicitร  napoletana nata agli albori degli anni 70 e soprannominato ยซil comico dei sentimentiยป o il ยซPulcinella senza mascheraยป, รจ considerato uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano. Filippo Simoniello invece รจ nato a Roma ย  Francesca Florio nasce al Vomero, Napoli. Quando diventa celiaca tradisce la sua terra e si autoesilia a Roma, dove riesce a fare finalmente coming out sulla sua vera natura: la pagliaccia. ย  Inizio spettacolo โ€“ 21.30 Ingresso gratuito Il secondo dei tre giorni di festa dellโ€™undicesimo compleanno de ๐—Ÿ๐—ฎ๐˜‚๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฑ๐—ถ๐—ผ inizia con una DIRETTA RADIO DAL VIVO dalle 15.00, con i programmi del palinsesto e le interviste in studio. Dalle 19.30 LAUTOAPERITIVO SUI PIATTI โ€“ rigorosamente tutto in vinile Funky President e Sud Beat Dal soul alla dub elettronica passando per funky, jazz, blues, reggae e tanto altro nascosto nelle valigette dei vinili di questi due signori. Funky President (Roma) Sud Beat (Perugia) ย  NEI PIATTI โ€“ aperitivo con assortimento misto di delizie. Cronache Ribelli presenta il suo primo Graphic Novel, โ€œSgraditoโ€, con gli autori Davide Di Vincenzo e Paola Romano. ย  Questa storia tratta un argomento estremamente attuale: il fenomeno degli incel. Gli incel hanno fatto della misoginia una filosofia, sviluppando analisi e teorie sul funzionamento del mondo e delle relazioni sociali a partire dalla valutazione dellโ€™aspetto fisico delle persone. In Italia sono migliaia e interagiscono allโ€™interno di community sul web, dove i membri si sentono finalmente โ€œaccettatiโ€ da quelli che ritengono loro simili. Gli incel interpretano il mondo con canoni materiali, oggettivano la donna in modo esasperato, interpretano i rapporti sessuali come qualcosa di mercificato e superficiale, diventando cosรฌ loro stessi il simbolo di unโ€™epoca che disprezzano. Il protagonista di questa storia, Matteo, รจ un ragazzo che verrebbe definito โ€œproblematicoโ€: molto introverso e chiuso, fatica a relazionarsi con le persone, soprattutto quelle di sesso femminile, รจ profondamente insicuro e non ha stima di sรฉ. Parte dei suoi problemi derivano dallโ€™ambiente in cui รจ cresciuto e dallโ€™educazione severa e intransigente che ha ricevuto, improntata allโ€™ordine, al senso del dovere e alla disciplina. Un giorno, in preda alla noia, Matteo viene a conoscenza del โ€œforum degli Sgraditiโ€: questo avrร  considerevoli ripercussioni nella sua vita reale, che diventeranno via via sempre piรน gravi, fino alla decisione di compiere un gesto estremo e disperato. Il giornalismo indipendente puรฒ davvero contribuire in modo efficace alla lotta contro le discriminazioni di genere? Quali strumenti risultano piรน utili nel contrastare le dinamiche patriarcali allโ€™interno del settore? E come possiamo rendere le redazioni e i luoghi di informazione piรน inclusivi e sicuri per tuttษ™? Su queste domande verrร  aperto un confronto con le attiviste e giornaliste presenti al talk. Il giornalismo indipendente ha sempre avuto un ruolo cruciale nella difesa dei diritti e nella promozione della giustizia sociale. In questo scenario, il progetto europeo S-INFO ha rappresentato unโ€™importante occasione per riflettere sul rapporto tra informazione, attivismo e questioni di genere. Attraverso la creazione di Safer Spaces in quattro paesi europei (Italia, Belgio, Romania e Malta), il progetto ha messo in luce le profonde disparitร  di genere e le dinamiche patriarcali ancora radicate nel mondo del giornalismo e, piรน in generale, nei contesti lavorativi. ย  Con i contributi di: Federica Toninello, co-project manager di S-INFO, introduce il contesto del progetto e il modello di cooperazione tra giornalismo indipendente e attivismo. Sottolinea lโ€™importanza della questione di genere come elemento centrale del focus che il progetto dedica ai diritti sociali, evidenziando le sfide affrontate e le opportunitร  di cambiamento emerse. ย  Valentina Zoccali spiega il contributo di S Com allโ€™interno dei Safer Spaces realizzati nel progetto S-INFO e il legame con il progetto Genre Medias. Analizza le strategie adottate per rendere questi spazi realmente sicuri e accessibili, nonchรฉ il ruolo dei media nella costruzione di un discorso piรน equo e rispettoso delle diversitร . ย  Elle Biscarini, giornalista, videomaker e podcaster di Umbria24, il primo giornale online dellโ€™Umbria, racconta come le questioni di genere vengono riportate nel giornalismo locale, in particolare quello online, con esempi concreti. Parte dellโ€™intervento verterร  sulle questioni deontologiche e sul nuovo Testo unico, in vigore da giugno 2025, che recepisce ed esplicita le questioni di genere e come queste devono essere trattate da giornalisti e giornaliste iscritte allโ€™albo.
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8 MARZO โ€™25 โ€“ SCIOPERO TRANSFEMMINISTA
LOTTO, BOICOTTO, SCIOPERO Lโ€™8 MARZO 2025 chiamiamo allo SCIOPERO TRANSFEMMINISTA! Nei prossimi giorni usciremo con tutto il percorso dettagliato e la comunicata completa. Ci vediamo in Piazza Grimana alle ore 14, portate amore e rabbia! Lโ€™8 marzo ๐‹๐จ๐ญ๐ญ๐ข๐š๐ฆ๐จ contro violenze, guerre, colonialismo e capitalismo. ๐๐จ๐ข๐œ๐จ๐ญ๐ญ๐ข๐š๐ฆ๐จ il consumo non sostenibile che alimenta il cambiamento climatico e che supporta le multinazionali che favoriscono il genocidio in Palestina e i conflitti nel mondo. ๐’๐œ๐ข๐จ๐ฉ๐ž๐ซ๐ข๐š๐ฆ๐จ dal lavoro produttivo, riproduttivo e di cura, dai generi e dai consumi. Di seguito riportiamo LA COMUNICATA Lโ€™8 MARZO 2025 CHIAMIAMO ALLO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA! LOTTIAMO contro violenze, guerre, colonialismo e capitalismo. BOICOTTIAMO il consumo non sostenibile che alimenta il cambiamento climatico e che supporta le multinazionali che favoriscono il genocidio in Palestina e i conflitti nel mondo. SCIOPERIAMO dal lavoro produttivo, riproduttivo e di cura, dai generi e dai consumi. Abbattiamo i ruoli e le aspettative di genere, per boicottare la riproduzione di un sistema sociale sempre piรน violento e autoritario. Critichiamo la commercializzazione e la strumentalizzazione da parte della politica partitica di questa data, perchรฉ lโ€™8 marzo sarร  una giornata di lotta e boicottaggio. Crediamo fortemente nel valore trasformativo dello sciopero, soprattutto in questo momento storico in cui viene fortemente criminalizzato. Chi sostiene la cultura patriarcale parla della sicurezza come ordine, controllo, repressione e punizione. Rispondiamo che la sicurezza รจ lโ€™educazione alla sessualitร , alle emozioni e al consenso come materia curricolare fin dalle primarie. La sicurezza sono i servizi sociali per tuttu, centri antiviolenza femministi con finanziamenti adeguati e strutturali, il diritto alla salute e allโ€™autodeterminazione, lโ€™aborto libero, sicuro e gratuito, il supporto ai percorsi di affermazione di genere! La sicurezza รจ finanziare veri percorsi di autonomia e fuoriuscita dalle relazioni violente, accordare i tempi dei processi penale e civile, rigettare la PAS dai tribunali, fermare la vittimizzazione secondaria. La sicurezza รจ il salario minimo, stipendi dignitosi e contratti adeguati, il reddito di autodeterminazione. La sicurezza รจ un piano casa, affitti calmierati, quartieri vivibili con spazi verdi e di socialitร , contro la solitudine e lโ€™emarginazione. La sicurezza รจ fermare la distruzione capitalistica del pianeta. La nostra sicurezza รจ riconoscere la cittadinanza alle seconde generazioni, abrogare le leggi sullโ€™immigrazione volte a creare clandestini e clandestine, rompere gli accordi italo-libici, aprire le frontiere e chiudere i CPR in Italia e in Albania. La sicurezza รจ demilitarizzazione, a partire dal sistema scolastico giร  colmo di molteplici criticitร  (precarietร , militarizza-zione, riproposizione di sistemi gerarchici e patriarcali) Scioperiamo contro la guerra perchรฉ lโ€™escalation bellica รจ esponenziale, รจ orribile realtร  nelle vite di milioni di persone: dal genocidio a Gaza e in Cisgiordania, la guerra dilaga in tutto il Medio-Oriente. Spacca lโ€™Europa sul confine russo-ucraino, divampa in Congo e in Sudan. Non vogliamo esserne nรฉ vittime, nรฉ complici. Non vogliamo essere anestetizzate, sopraffat-te, manipolate da ciรฒ che succede nel mondo, perchรฉ la guerra regola il sistema economico per garantire profitti e potere facendo pagare i costi in termini di vite e povertร  alla maggioranza della popolazione sfruttata e divisa. Perchรฉ la guerra sostiene ed รจ sostenuta da governi autoritari, da politiche nazionaliste e fondamentalismi, rifiutiamo la logica guerrafon-daia atlantista che si sta imponendo a livello globale. Contro la rigida riaffermazione dei ruoli di genere che sta caratterizzando le politiche internazionali, cโ€™รจ bisogno di reagire, di resistere, di dissentire. Scioperiamo contro il governo Meloni e lโ€™asse dei governi ultra-reazionari. Queste destre non hanno freni nella loro esibizio-ne di odio, potere e brama di rivincita. La loro libertร  รจ il privilegio dellโ€™1% della popolazione. Ma i diritti sono indivisibili e se sono concessi a pochi a scapito di altr3, gruppi sociali o minoranze, si chiamano privilegi. Non riconosciamo il femminismo transfobico, salito sul carro governativo: sostenere le lobby antiabortiste nei consultori e negli ospedali, togliere fondi ai percorsi di affermazione di genere, negare i diritti ai minori nat3 in famiglie omogenitoriali, sono incompatibili con lโ€™orizzonte di libertร  e autodeterminazione dei corpi e delle scelte di vita. La marea femminista รจ trans, lesbica, frocia, migrante, razzializzata, antirazzista, antiabilista. Contro le politiche conservatrici e reazionarie, come il DDL Sicurezza a livello nazionale e la recente Legge regionale sulla famiglia che si lega perfettamente alla visione conservatrice delle politiche che ripropongono il dominio della famiglia tradizionale, funzionale alla conservazione del modello di sfruttamento patriarcale. Contro il Ddl โ€œSicurezzaโ€ in discussione, che esaspera norme di segregazione e punizione della povertร  e criminalizzazione del dissenso, e contro le โ€œzone rosseโ€. Dopo il Decreto Caivano, in risposta alle violenze sessuali contro due bambine, questo modello viene esportato in sette periferie italiane, al fine di stigmatizzare le zone popolari e โ€œriportare lโ€™ordineโ€, desertificando il tessuto sociale autorganiz-zato, come nel caso di Quarticciolo a Roma. Il rimpatrio del torturatore libico Almasri e lโ€™uccisione del giovane Ramy Elgaml durante un inseguimento raccontano bene quanto valga la vita umana per questo governo, quale sia lโ€™effettivo interesse per la sicurezza, per โ€œi giovani e le periferieโ€. รˆ assodato che femminicidi, transcidi, lesbicidi e violenze accadono innanzitutto nelle relazioni di intimitร  e nei contesti paren-tali: continuando a fomentare razzismo e odio di genere e militarizzando le cittร , il governo gioca col fuoco, sulle vite di tuttษ™. Scioperiamo per le condizioni di precarietร  che riguardano le professioni socio-sanitarie e contro la visione assistenziali-stica/volontaristica delle professioni visibili e non, che riguardano piรน in generale la cura. Chiamiamo lavoratrici, lavoratori e lavoratorษ™, student3, disoccupat3, intermittenti, attivist3, sindacalist3, Centri Antiviolen-za a partecipare attivamente alla costruzione dello sciopero. Moltiplichiamo le pratiche di sciopero, per estenderle alla cittร  e ai consumi, alle scuole e alle universitร , ai servizi, alle case, ai luoghi di lavoro. Occupiamo lo spazio pubblico e portiamo lo sciopero oltre i confini riconosciuti e sempre piรน angusti, soprattutto in questo momento di forte repressione delle pratiche di manifestazione e di limitazione alla libertร  di pensiero che si imporranno con il decreto sicurezzaโ€ฆ Boicottiamo le catene di finanziamento della guerra e del genocidio in Palestina aderendo alle campagne di BDS, approfon-diamo pratiche di sciopero dai consumi. Chiamare lo sciopero femminista per lโ€™8 marzo questโ€™anno, di sabato, ci pone davanti ad una sfida ulteriore: sappiamo che convocare uno sciopero generale di sabato non รจ usuale, ma per noi รจ fondamentale allโ€™interno del processo di risignifi-cazione e riappropriazione della pratica dello sciopero per tutte quelle persone che ne sono sempre state escluse. Con lo sciopero transfemminista vogliamo rendere visibili e dare riconoscimento a tutti quei lavori essenziali, sfruttati, precari, non riconosciuti come tali, e trovare insieme pratiche di lotta che consentano lโ€™astensione dal lavoro โ€“ da ogni forma di lavoro, a cominciare da quello di cura nei contesti famigliari, dato per scontato. Il fascismo contemporaneo sta dilagando e attecchisce su chi non accetta lโ€™autodeterminazione di donne, froce, lesbiche, queer, trans, migranti, seconde generazioni, sex workers, siamo perรฒ convinte che la potenza della nostra lotta ha basi solide, che รจ una trama minuziosa che tessiamo da secoli e che ormai il mondo patriarcale, fascista, coloniale capitalista e razzista non รจ piรน sostenibile nรฉ a livello ambientale nรฉ a livello sociale. E noi siamo insieme e siamo arrabbiate, continuiamo a riprenderci spazio, a immaginare futuri migliori e felici. Lโ€™8 MARZO LOTTO BOICOTTO SCIOPERO! Assemblea Transfemminista Perugia Contatti: Mail transfempg@gmail.com | IG @transfempg | FB @assemblea transfemminista Perugia
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