LE VOCI VERSO LA MANIFESTAZIONE CITTADINAย DEL 21 NOVEMBRE - CONCENTRAMENTO ORE
18.00 IN PIAZZA PARTIGIANI.
All Eyes On Palestine
https://lautoradio.org/wp-content/uploads/2025/11/21.11.25-ALL-EYES-ON-PALESTINA.mp3
ย
Operatori Sociali Autorganizzati
https://lautoradio.org/wp-content/uploads/2025/11/21.11.25-OSA.mp3
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Assemblea Transfem Perugia
https://lautoradio.org/wp-content/uploads/2025/11/21.11.25-TRANSFEM.mp3
COMUNICATO DEL COORDINAMENTO CITTADINO.
ย
Contro le aziende che supportano il genocidio in Palestina.
Contro lo sfruttamento delle persone impiegate nella filiera del cioccolato.
Contro la cittร vetrina e per la difesa della biodiversitร sul nostro
territorio.
Evento qui
Dopo oltre 70 anni di apartheid ai danni del popolo palestinese, dopo due anni
di mobilitazioni contro il genocidio messo in atto dal governo sionista
israeliano, dopo che in tutto il mondo le persone sono scese in piazza contro il
massacro sistematico di civili e la distruzione di ospedali e scuole, non รจ
possibile che venga permesso alle aziende che fanno affari con Israele di avere
un posto nel centro storico di Perugia. Tutti gli abitanti di questa cittร sanno
che Eurochocolate รจ una vetrina delle multinazionali che affamano il mondo con
le colture transgeniche, i fertilizzanti, i salari da fame e la concorrenza
sleale. Queste sono le stesse aziende la cui ricchezza si basa su una violenza
strutturale che colpisce soprattutto le donne: nelle piantagioni di cacao, dove
le lavoratrici sono relegate nei ruoli piรน precari e pagate una miseria; e
dentro i loro stabilimenti, dove la doppia fatica di essere donne e lavoratrici
viene sfruttata per massimizzare i profitti. Aziende che non si fanno problemi a
investire in luoghi in cui i paramilitari uccidono le persone che difendono i
popoli nativi e gli ecosistemi minacciati dai loro progetti. Aziende che
stringono la mano a criminali di guerra come Netanyahu e i suoi ministri.
Tra queste, Nestlรจ, legata alla proprietร del colosso alimentare israeliano
Osem, รจ per questo stessa sotto attenzione del movimento per il Boicottaggio,
Disinvestimento e Sanzioni (BDS). Unโazienda i cui piani di licenziamento alla
Perugina non sono un incidente, ma lโapplicazione di un modello di sfruttamento
che nelle filiali del Sud del mondo si traduce in pratiche di sfruttamento
odiose: la negazione dei diritti di maternitร , lโesposizione a turni estenuanti
e molestie sul lavoro, e la sistematica preferenza per lโassunzione di donne
nelle mansioni piรน repetitive e meno pagate, per sfruttare la loro presunta
โdocilitร โ. Aziende controllate da fondi di investimento che vivono di
speculazioni immobiliari, come quelle che sta preparando Trump (e non solo)
quando afferma di voler riempire le spiagge di Gaza con resort per ricchi di
tutto il Pianeta.
Se non vi basta ciรฒ che succede davanti al nostro mare, nel Sud del mondo,
ricordatevi cosa hanno prodotto per Perugia queste aziende che avete davanti. La
turistificazione dei centri storici: sempre piรน inaccessibili per famiglie a
basso reddito. Le monoculture di noccioleti, come nellโorvietano dove la
biodiversitร รจ minacciata dalla riconversione delle attivitร agricole. I deserti
industriali, come quello che si prospetta dopo lโannuncio di Nestlรจ di tagliare
il personale alla Perugina.
Alla luce di tutto ciรฒ non possiamo che opporci ad un mostro come โil museo del
cioccolatoโ. Una vetrina attaverso la quale vengono sistematicamente negate
tutte le nefandezze di questa filiera. Uno spazio tolto alla nostra cittร , ai
produttori locali, al commercio equo, a modelli economici alternativi a quelli
dominanti.
Stanchi di essere una vetrina, vogliamo tornare ad essere abitanti di questa
cittร ribelle! Con la resistenza palestinese! dopo le intense mobilitazioni
degli ultimi mesi, lanciamo un appello a tutte le forze cittadine perchรฉ Perugia
non venga messa a disposizione dei complici del governoย diย Israele.
Tag - Perugia
MANIFESTAZIONE 21 NOVEMBRE CONCENTRAMENTO ORE 18.00 IN PIAZZA PARTIGIANI.
Comunicato del coordinamento cittadino.
ย
Contro le aziende che supportano il genocidio in Palestina.
Contro lo sfruttamento delle persone impiegate nella filiera del cioccolato.
Contro la cittร vetrina e per la difesa della biodiversitร sul nostro
territorio.
Evento qui
Dopo oltre 70 anni di apartheid ai danni del popolo palestinese, dopo due anni
di mobilitazioni contro il genocidio messo in atto dal governo sionista
israeliano, dopo che in tutto il mondo le persone sono scese in piazza contro il
massacro sistematico di civili e la distruzione di ospedali e scuole, non รจ
possibile che venga permesso alle aziende che fanno affari con Israele di avere
un posto nel centro storico di Perugia. Tutti gli abitanti di questa cittร sanno
che Eurochocolate รจ una vetrina delle multinazionali che affamano il mondo con
le colture transgeniche, i fertilizzanti, i salari da fame e la concorrenza
sleale. Queste sono le stesse aziende la cui ricchezza si basa su una violenza
strutturale che colpisce soprattutto le donne: nelle piantagioni di cacao, dove
le lavoratrici sono relegate nei ruoli piรน precari e pagate una miseria; e
dentro i loro stabilimenti, dove la doppia fatica di essere donne e lavoratrici
viene sfruttata per massimizzare i profitti. Aziende che non si fanno problemi a
investire in luoghi in cui i paramilitari uccidono le persone che difendono i
popoli nativi e gli ecosistemi minacciati dai loro progetti. Aziende che
stringono la mano a criminali di guerra come Netanyahu e i suoi ministri.
Tra queste, Nestlรจ, legata alla proprietร del colosso alimentare israeliano
Osem, รจ per questo stessa sotto attenzione del movimento per il Boicottaggio,
Disinvestimento e Sanzioni (BDS). Unโazienda i cui piani di licenziamento alla
Perugina non sono un incidente, ma lโapplicazione di un modello di sfruttamento
che nelle filiali del Sud del mondo si traduce in pratiche di sfruttamento
odiose: la negazione dei diritti di maternitร , lโesposizione a turni estenuanti
e molestie sul lavoro, e la sistematica preferenza per lโassunzione di donne
nelle mansioni piรน repetitive e meno pagate, per sfruttare la loro presunta
โdocilitร โ. Aziende controllate da fondi di investimento che vivono di
speculazioni immobiliari, come quelle che sta preparando Trump (e non solo)
quando afferma di voler riempire le spiagge di Gaza con resort per ricchi di
tutto il Pianeta.
Se non vi basta ciรฒ che succede davanti al nostro mare, nel Sud del mondo,
ricordatevi cosa hanno prodotto per Perugia queste aziende che avete davanti. La
turistificazione dei centri storici: sempre piรน inaccessibili per famiglie a
basso reddito. Le monoculture di noccioleti, come nellโorvietano dove la
biodiversitร รจ minacciata dalla riconversione delle attivitร agricole. I deserti
industriali, come quello che si prospetta dopo lโannuncio di Nestlรจ di tagliare
il personale alla Perugina.
Alla luce di tutto ciรฒ non possiamo che opporci ad un mostro come โil museo del
cioccolatoโ. Una vetrina attaverso la quale vengono sistematicamente negate
tutte le nefandezze di questa filiera. Uno spazio tolto alla nostra cittร , ai
produttori locali, al commercio equo, a modelli economici alternativi a quelli
dominanti.
Stanchi di essere una vetrina, vogliamo tornare ad essere abitanti di questa
cittร ribelle! Con la resistenza palestinese! dopo le intense mobilitazioni
degli ultimi mesi, lanciamo un appello a tutte le forze cittadine perchรฉ Perugia
non venga messa a disposizione dei complici del governoย diย Israele.
๐ฆ๐ข๐๐ข ๐๐ ๐ฃ๐ข๐ฃ๐ข๐๐ข ๐ฆ๐๐๐ฉ๐ ๐๐ ๐ฃ๐ข๐ฃ๐ข๐๐ข.
๐พ๐ค๐ข๐ช๐ฃ๐๐๐๐ฉ๐ค ๐๐๐ก๐ก๐ ๐๐ฉ๐ฉ๐๐ซ๐๐จ๐ฉ๐ ๐ ๐๐๐๐ก๐
๐๐ฉ๐ฉ๐๐ซ๐๐จ๐ฉ๐ ๐๐๐ก ๐๐ค๐ฅ๐ค๐จ๐๐ช๐ค๐ก๐ ๐ ๐๐๐ก๐กโ๐ผ๐จ๐จ๐๐ข๐๐ก๐๐
๐๐ค๐ฅ๐ค๐ก๐๐ง๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐ก ๐๐๐ซ๐ค๐ง๐ค.
ย
-๐ฅ๐ถ๐ฝ๐ฎ๐ฟ๐๐ฒ ๐ถ๐น ๐๐ผ๐ฝ๐ผ๐๐ฐ๐๐ผ๐น๐ฎ ๐ฃ๐ผ๐ฝ๐ผ๐น๐ฎ๐ฟ๐ฒ!
A breve ripartirร il Doposcuola Popolare di Quartiere!
Abbiamo raggiunto il 4ยฐ anno di questa bellissima esperienza di lotta.
Come ogni anno ci sarร il rinnovamento di una parte dei ragazzi e delle ragazze
che beneficiano del servizio. Salutiamo, invece, quelli e quelle dello scorso
anno che hanno iniziato le scuole superiori, facendo loro un grande in bocca al
lupo per questo nuovo percorso di vita, sperando di rivederli presto. Anche la
comunitร delle attiviste e degli attivisti si sta rinnovando e rafforzando, per
accogliere e prendersi cura, al meglio, di tutte e tutti.
ย
-๐ง๐ฟ๐ฎ๐๐๐ฎ๐๐ถ๐๐ฎ ๐ฐ๐ผ๐ป ๐น๐ฒ ๐๐๐๐ถ๐๐๐๐ถ๐ผ๐ป๐ถ ๐น๐ผ๐ฐ๐ฎ๐น๐ถ
Questโanno riprendiamo le attivitร con almeno un mese di ritardo a causa della
trattativa avuta fino alla scorsa settimana con il Comune di Perugia, nello
specifico con lโAssessora alle politiche sociali, pari opportunitร , diritto
allโabitare, contrasto alle discriminazioni e lotta alle disuguaglianze,
promozione di politiche a sostegno delle vittime della violenza di genere, nuove
cittadinanze, Costanza Spera. Questa trattativa รจ stata aperta nellโambito della
complessiva vertenza di quartiere che stiamo conducendo insieme allโAssemblea
Popolare di Via del Lavoro (V.d.L.); tavolo di trattativa che purtroppo โ al
momento โ non ha portato ai risultati sperati (sul versante del doposcuola) per
cui ci sembra doveroso condividerne gli elementi essenziali oltre che una nostra
riflessione a riguardo.
Dallโinizio di questโanno ci siamo attivati nel quartiere con delle assemblee
popolari per discutere dei problemi che vivono gli abitanti della zona, dello
stato di abbandono, di servizi e spazi di aggregazione che mancano e per
organizzarci al fine di rivendicare le istanze elaborate dal basso nei confronti
delle istituzioni preposte.
Da marzo รจ iniziata una vera e propria trattativa tra gli abitanti del quartiere
e i diversi assessorati competenti del Comune di Perugia.
LโAssessora Spera รจ stata molto disponibile al confronto, avvenuto in vari
incontri durante i quali abbiamo esposto la necessitร per i/le ragazzi/e del
quartiere di un servizio educativo extrascolastico e uno spazio sicuro dove
poter fare i compiti e creare relazioni di valore.
Riteniamo giusto che il Comune si prenda carico dei ragazzi e delle ragazze dei
quartieri popolari e periferici, intervenendo con maggiori risorse e con una
maggiore strutturazione dei servizi educativi.
La dispersione scolastica e lโabbandono educativo sono due questioni che lo
Stato e gli enti territoriali devono affrontare.
Abbiamo, quindi, richiesto allโAssessora di intervenire e sanare questa
situazione, rivendicando un servizio pubblico di doposcuola nel quartiere che
migliorasse la qualitร del servizio offerto fino ad ora e allargasse il bacino
degli studenti e delle studentesse accolti/e.
Nei vari incontri lโAssessora, pur ascoltando le istanze degli abitanti, ha
evidenziato i limiti economici e organizzativi che affronta la macchina Comunale
per poter intervenire in maniera capillare nel territorio.
Ad oggi il servizio di doposcuola non viene riconosciuto come un servizio di
primaria necessitร , lo dimostra la tendenza del Comune ad esternalizzare il
servizio al mondo del โterzo settoreโ con interventi che tamponano il problema
per un periodo di tempo limitato, senza risolverlo alla radice. Ne sono un
esempio i GET (Gruppi Educativi Territoriali), ovvero dei servizi di doposcuola
che lโamministrazione comunale eroga tramite le cooperative.
Durante lโultimo incontro tenutosi in Comune abbiamo avuto modo di confrontarci
anche con i rappresentanti della cooperativa ASAD (a cui sono stati appaltati i
GET) per comprendere meglio come si svolgesse il loro servizio.
La proposta che ci รจ stata fatta da parte loro รจ stata quella di fornire un
numero massimo di 2 educatori/trici per unโattivitร di supervisione compiti,
destinata ad un gruppo di circa 15/20 studenti/esse della scuola secondaria di
1ยฐ grado.
ย
-๐ฃ๐ฒ๐ฟ๐ฐ๐ต๐ฒฬ ๐ฎ๐ฏ๐ฏ๐ถ๐ฎ๐บ๐ผ ๐ฟ๐ถ๐๐ฒ๐ป๐๐๐ผ ๐น๐ฎ ๐ฝ๐ฟ๐ผ๐ฝ๐ผ๐๐๐ฎ
๐ถ๐ป๐๐๐ณ๐ณ๐ถ๐ฐ๐ถ๐ฒ๐ป๐๐ฒ?
Abbiamo ritenuto insufficiente la proposta per un motivo essenziale: il numero
di educatori ed educatrici proposti non consente di garantire un servizio
educativo accettabile dal punto di vista qualitativo, soprattutto perchรจ molti
ragazzi/e che aiutiamo presentano Bisogni Educativi Speciali (BES).
La stessa Cooperativa, ci ha โconfessatoโ che nei GET, oltre ai/lle due
educatori/trici preposti/e, si deve avvalere del supporto di volontari/e, a
conferma del fatto che non sarebbe questa la modalitร giusta per superare e
migliorare un servizio che giร portiamo avanti in forma volontaristica e con
rapporti numerici ben maggiori tra volontari/e e ragazzi/e.
Non consideriamo, tuttavia, la trattativa come totalmente fallimentare: aver
dato voce ai ragazzi ed alle ragazze del nostro territorio รจ un fatto
importante.
Inoltre, gli incontri ci hanno consentito di avere maggiore contezza delle
proposte e dei progetti messi in campo dalle Istituzioni locali.
Abbiamo comunque deciso di valutare unโaltra possibilitร : quella di utilizzare i
2 educatori/trici che ci sono stati proposti, per dar vita ad unโattivitร di
supervisione didattica destinata agli studenti/esse delle scuole superiori,
dotati quantomeno di una capacitร di scelta nel partecipare o meno al doposcuola
e di autonomia maggiore rispetto a quelli delle scuole medie.
Lโidea di creare unโaula studio nasce proprio dalla richiesta che ci รจ stata
fatta da molte ragazze/i del quartiere, i quali hanno manifestato la necessitร
di uno spazio sicuro dove poter studiare ed incontrarsi nel pomeriggio.
La trattativa con il Comune sta proseguendo sotto questo aspetto e si allarga ad
โAterโ, in quanto proprietaria di un immobile abbandonato da anni, che assieme
agli/lle abitanti รจ stato individuato come possibile spazio aggregativo attorno
al quale ricostruire la rete di relazioni del quartiere.
ย
-๐๐บ๐ฝ๐ฒ๐ด๐ป๐ผ ๐ฒ ๐ฟ๐ฒ๐๐ฝ๐ผ๐ป๐๐ฎ๐ฏ๐ถ๐น๐ถ๐๐ฎฬ ๐ฝ๐ผ๐น๐ถ๐๐ถ๐ฐ๐ฎ
๐ฑ๐ฒ๐น๐นโ๐ฎ๐บ๐บ๐ถ๐ป๐ถ๐๐๐ฟ๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ
Sappiamo che in questo momento storico le risorse per il welfare pubblico sono
sempre minori, a causa di scelte politiche (sostenute anche dallo stesso centro
sinistra) come ad esempio la legge sul pareggio di bilancio, i tagli al welfare
ed infine lโassurda corsa al riarmo europeo, nuovamente a discapito della spesa
sociale.
Di fronte a questo scenario, le Istituzioni locali hanno responsabilitร
politiche dirette, delle quali sono chiamate a rendere conto.
A tal proposito, ad esempio, in occasione dellโotto marzo di questโanno, avevamo
ribadito pubblicamente quanto fosse poco opportuna la partecipazione della
nostra sindaca Vittoria Ferdinandi alla piazza lanciata da โRepubblicaโ,
svoltasi il 15 marzo a Roma, dove sotto la retorica dei valori europei e
dellโeuropeismo, se ne sventolava la bandiera legittimando le sconsiderate
dichiarazioni della presidente delle commissione europea Von der Leyen, rispetto
alla necessitร di incrementare ulteriormente le spese militari dei paesi membri
e della necessitร di un esercito europeo piรน forte e piรน armato.
La Sindaca partecipรฒ e rivendicรฒ la propria presenza a quella piazza, nonostante
una parte importante della cittadinanza avesse espresso il proprio dissenso.
Tutto questo non per sindacare o giudicare lโagenda politica della prima
cittadina della nostra cittร ma per evidenziare che, anche rispetto a tematiche
che vengono discusse in contesti piรน ampi, come quello nazionale ed
internazionale, le amministrazioni comunali possono e devono farsi portavoce
delle istanze dei propri cittadini.
Il mandato per cui รจ stata eletta questa Giunta non รจ sicuramente quello di
sostenere direttamente o indirettamente una tendenza allโeconomia di guerra (che
imperversa in Europa e nel mondo), ma piuttosto quello di rivendicare le
necessitร dei nostri territori: adeguate risorse per la spesa sociale, per
lโistruzione, per la manutenzione del territorio, per la coesione sociale, per
la sanitร , per lโedilizia popolare.
Di fronte a tutte queste problematiche, siamo stanchi e stanche di sentirci
rispondere che โsarebbe tanto bello ma non ci sono i soldiโ; vogliamo invece un
Comune che, dopo essere stato eletto promettendo di ascoltare le istanze delle
persone, ne diventi esso stesso portavoce negli organi regionali e di Stato
competenti, laddove le risorse che possiede a disposizione non sono adeguate.
Rispetto invece a come vengono spese le โ limitate โ risorse a disposizione, ci
teniamo a ribadire alcune cose molto semplici:
ย
-๐โ๐ฎ๐ฝ๐ฝ๐ฎ๐น๐๐ผ ๐ฑ๐ฒ๐ถ ๐๐ฒ๐ฟ๐๐ถ๐๐ถ ๐ฑ๐ถ ๐ฐ๐๐ฟ๐ฎ ๐ฎ๐น๐น๐ฒ
๐ฐ๐ผ๐ผ๐ฝ๐ฒ๐ฟ๐ฎ๐๐ถ๐๐ฒ ๐ฑ๐ฒ๐น ๐๐ฒ๐ฟ๐๐ผ ๐๐ฒ๐๐๐ผ๐ฟ๐ฒ รจ ampiamente dimostrato
dai dati che costa alle amministrazioni comunali di piรน rispetto alla loro
gestione diretta e in maniera inversamente proporzionale ne riduce la qualitร .
Vogliamo che venga invertita la tendenza ad esternalizzare i servizi a
Cooperative che cercano di erogare piรน servizi possibili al di sopra delle
proprie forze e a discapito della qualitร . Cooperative che molto spesso, per
sottostare alle logiche degli appalti, sottopongono i propri dipendenti a delle
condizioni lavorative precarie.
Vogliamo educatori ed educatrici assunti direttamente dal Comune, che vengano
messi nelle condizioni di erogare servizi di qualitร e che diano la garanzia
della continuitร , fuori dalle scadenze di bandi e appalti.
-๐๐ฎ๐๐๐ฎ ๐ฐ๐ผ๐ป ๐นโ๐ฎ๐ฏ๐๐๐ผ ๐ฑ๐ฒ๐น ๐๐ผ๐น๐ผ๐ป๐๐ฎ๐ฟ๐ถ๐ฎ๐๐ผ ๐ป๐ฒ๐น
๐๐ฒ๐ฟ๐๐ผ ๐๐ฒ๐๐๐ผ๐ฟ๐ฒ.
Le numerose spiacevoli notizie che si susseguono quotidianamente nella nostra
cittร di episodi di violenza e degrado โ soprattutto tra i piรน giovani โ
dimostrano la necessitร di lavorare con urgenza nel cercare di risanare un
tessuto sociale sempre piรน ammalato e sfibrato.
La dispersione scolastica, la scarsa qualitร della vita e dei servizi
(soprattutto nelle periferie della cittร ) e la precarietร lavorativa ed
esistenziale che caratterizza la vita dei piรน giovani, va affrontata con una
programmazione di politiche sociali seria e strutturale. Non si puรฒ pensare di
avvalersi della disponibilitร dei cittadini/e volontari/e per sostenere progetti
educativi extrascolastici, come non si puรฒ pensare che attraverso le cosiddette
โsettimane della custodiaโ si possano riqualificare i quartieri di periferia.
ย
-๐ฆ๐ผ๐น๐ผ ๐ถ๐น ๐ฝ๐ผ๐ฝ๐ผ๐น๐ผ ๐๐ฎ๐น๐๐ฎ ๐ถ๐น ๐ฝ๐ผ๐ฝ๐ผ๐น๐ผ
Come Collettivo politico il nostro lavoro in quartiere รจ sempre stato quello di
ascoltare i bisogni delle persone e farci portavoce delle rivendicazioni
politiche che emergono da questo dialogo.
Quando si lavora con i problemi concreti della gente diventa funzionale
intraprendere un confronto dialettico con le istituzioni e fare pressione
affinchรฉ queste si attivino per rispondere a tali istanze.
Spesso, prima ancora di attivare dei percorsi di vertenza cittadina come quello
che stiamo portando avanti con lโAssemblea Popolare, ci siamo messi/e a
disposizione per offrire un aiuto concreto, con lโentusiasmo e lo spirito di
solidarietร e di comunitร che caratterizza la nostra azione politica diretta.
Dalla compilazione delle domande dei bonus per pagare le bollette durante la
pandemia, alle consegna delle cassette solidali, le pulizie dei parchi
abbandonati, le assemblee popolari, lโinchiesta di quartiere, lo stesso
doposcuola popolare, non sono opere buone che facciamo con spirito di
compassione o caritร cristiana; sono azioni politiche necessarie di fronte ad un
tessuto sociale cosรฌ sfaldato come quello delle nostre periferie.
Gli unici mezzi che abbiamo a disposizione sono la lotta e lโautorganizzazione.
Ripartirร il Doposcuola Popolare, cosรฌ come continueranno le assemblee di
quartiere, fino a che tutte le criticitร del territorio emerse dallโinchiesta
non troveranno una soluzione adeguata, continuando ad avere un approccio di
lotta che unisce i problemi locali a quelli nazionali ed internazionali.
Ripartiremo con la consapevolezza di quanto sia necessario continuare a tessere
relazioni di valore allโinterno della nostra comunitร , poichรฉ uniti-e ed
organizzati-e possiamo conquistare condizioni di vita migliori.
Invitiamo le realtร associative, collettivi e comitati cittadini che condividono
la nostra analisi, a mettersi in contatto con noi ed iniziare cosรฌ a fare rete,
per una reale e concreta attivazione dal basso, fatta di rivendicazioni,
partecipazione attiva e scambio di pratiche, idee ed azioni concrete di
solidarietร , con la convinzione che la riqualifica dei territori debba
necessariamente passare per una riqualifica sociale fatta di reti di socialitร e
solidarietร , spazi di aggregazione e lโindispensabile ricostruzione di senso di
comunitร e di appartenenza.
ย
๐๐ก๐ ๐๐ฉ๐ฉ๐๐ซ๐๐จ๐ฉ๐ ๐ ๐ก๐ ๐๐ฉ๐ฉ๐๐ซ๐๐จ๐ฉ๐ ๐๐๐ก ๐๐ค๐ฅ๐ค๐จ๐๐ช๐ค๐ก๐
๐ฅ๐ค๐ฅ๐ค๐ก๐๐ง๐.
๐ผ๐จ๐จ๐๐ข๐๐ก๐๐ ๐ฅ๐ค๐ฅ๐ค๐ก๐๐ง๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐ก ๐๐๐ซ๐ค๐ง๐ค (๐๐๐).
I CONTRIBUTI IN VISTA DELLA MANIFESTAZIONE REGIONALE PER LA PALESTINA IN VISTA
PER IL 13 SETTEMBRE A PERUGIA.
ย
Perugia, 11/09/2025ย
In vista del corteo regionale del 13 settembre a Perugia il collettivo All Eyes
On Palestine, insieme ad altre realtร del territorio, lancia lโappello alla
mobilitazione con le parole dโordine: Stop al genocidio! Solidarietร alla
resistenza palestinese! Libertร per Anan Yaeesh! Autodeterminazione del popolo
palestinese.
All Eyes On Palestine
https://lautoradio.org/wp-content/uploads/2025/09/all-eyes-on-palestine-11925.mp3
ย Mjriam Abu Samra
https://lautoradio.org/wp-content/uploads/2025/09/Mjriam-Abu-Samra-online-audio-converter.com_.mp3
ย
(riportiamo da palestinechronicle.com )
โRitorno a Gazaโ รจ la prima pubblicazione tutta al femminile che attraverso la
riflessione personale delle palestinesi in Italia.ย
Esce per Edizioni Q โRitorno a Gaza โ Scritti di donne italo-palestinesi sul
genocidioโ, prima pubblicazione tutta al femminile che attraverso la riflessione
personale delle palestinesi in Italia propone una disamina culturale e politica
della violenza genocidaria sionista e della storica resistenza palestinese al
progetto coloniale.
Con i contributi di Mjriam Abu Samra (curatrice), Shaden Ghazal, Rania Hammad,
Sabrin Hasbun, Laila Hassan, Samira jarrar, Sara Rawash, Noor Shihade, Tamara
Taher, Widad Tamimi.
Il ricavato del libro saraโ devoluto a GAZZELLA ONLUS
Riportiamo lโIntroduzione di Mjriam Abu Samra
Questa raccolta di brevi articoli, tutti scritti al femminile, nasce in un
momento storico in cui la voce delle donne palestinesi sโimpone come atto di
resistenza contro le narrazioni egemoniche che hanno per tanto tempo distorto,
frammentato e strumentalizzato la piรน generale lotta di liberazione palestinese.
Mai come adesso il racconto personale e politico delle seconde generazioni di
donne palestinesi in Italia รจ importante sia per capire lโimpatto e la portata
del genocidio a Gaza, sia per deco- struire le strutture di potere coloniali che
continuano a modellare il discorso pubblico occidentale.
PALESTINA LIBERA.
STOP GENOCIDE.
ย
SGOMBERIAMO IL CAMPO DAGLI SCHEMI, FINANZIAMO LE INGUASTITE FC
Vi aspettiamo per una serata che scardina le regole del gioco e celebra lo
sport, quello fatto dal basso e con passione!
๐ฉ๐๐ก๐๐ฅ๐ร ๐ต ๐ ๐๐๐๐๐ข, ore ๐ญ๐ต:๐ฏ๐ฌ
๐๐๐ญ๐ด๐ฌ, ๐.๐๐ผ ๐๐ฎ๐ฟ๐ถ๐ฏ๐ฎ๐น๐ฑ๐ถ ๐ญ๐ด๐ฌ โ ๐ฃ๐ฒ๐ฟ๐๐ด๐ถ๐ฎ
๐๐ผ๐๐ฎ ๐ฏ๐ผ๐น๐น๐ฒ ๐ถ๐ป ๐ฝ๐ฒ๐ป๐๐ผ๐น๐ฎ
Vi presentiamo le nuove maglie e il progetto delle Inguastite FC!
Alziamo i calici (e le pinte!) per un aperitivo a sostegno delle ragazze!
Oliamo le stecche per un ignorante e goliardico torneo di biliardino!
(๐ช๐ด๐ค๐ณ๐ช๐ป๐ช๐ฐ๐ฏ๐ฆ 2โฌ ๐ข ๐ฑ๐ฆ๐ณ๐ด๐ฐ๐ฏ๐ข, ๐ค๐ฐ๐ฏ ๐ณ๐ช๐ค๐ค๐ฉ๐ช ๐ฑ๐ณ๐ฆ๐ฎ๐ช ๐ฆ
๐ค๐ฐ๐ต๐ช๐ญ๐ญ๐ฐ๐ฏ)
PRIMO MAGGIO VIA DEL LAVORO
Riportiamo il testo di chiamata del collettivo O.S.A. Perugia per il corteo del
primo maggio.
Il documento pone lโattenzione sul tema della sicurezza sul lavoro, del riarmo e
sul rifiuto netto alla guerra.
La scelta del percorso, quartiere periferico di Perugia, si inserisce nel lavoro
svolto da O.S.A Perugia e da altre realtร che di recente hanno dato vita
allโAssemblea Popolare di Via del Lavoro.
Di seguito il comunicato
๐ญ ๐ ๐๐๐๐๐ข โ โ๐๐๐ฆ๐ง๐โ ๐๐๐/๐๐๐๐๐ ๐๐๐ฉ๐ข๐ฅ๐๐ง๐ข๐ฅ๐ ๐ฒ
๐๐๐ฉ๐ข๐ฅ๐๐ง๐ฅ๐๐๐
Anche questโanno NON chiamatela festa, perchรฉ in Italia oggi piรน che mai ๐๐ถ
๐ฐ๐ผ๐ป๐๐ถ๐ป๐๐ฎ ๐ฎ ๐บ๐ผ๐ฟ๐ถ๐ฟ๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐น๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ผ ๐ฒ ๐๐ถ ๐ฟ๐ถ๐บ๐ฎ๐ป๐ฒ
๐๐๐ฟ๐ฒ๐๐๐ถ ๐ป๐ฒ๐น๐น๐ฎ ๐บ๐ผ๐ฟ๐๐ฎ ๐ฑ๐ถ ๐ฝ๐ฟ๐ฒ๐ฐ๐ฎ๐ฟ๐ถ๐ฒ๐๐ฎฬ, ๐ณ๐ฎ๐บ๐ฒ ๐ฒ
๐๐ณ๐ฟ๐๐๐๐ฎ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ผ.
Spetta proprio allโUmbria il tragico primato per quanto riguarda le morti sul
lavoro *(๐ฅ๐ข๐ต๐ช ๐๐ด๐ด๐ฆ๐ณ๐ท๐ข๐ต๐ฐ๐ณ๐ช๐ฐ ๐๐ช๐ค๐ถ๐ณ๐ฆ๐ป๐ป๐ข ๐ด๐ถ๐ญ
๐ญ๐ข๐ท๐ฐ๐ณ๐ฐ ๐ฆ ๐ข๐ฎ๐ฃ๐ช๐ฆ๐ฏ๐ต๐ฆ ๐๐ฆ๐จ๐ข ๐๐ฏ๐จ๐ช๐ฏ๐ฆ๐ฆ๐ณ๐ช๐ฏ๐จ ๐ข๐ญ 31
๐จ๐ฆ๐ฏ๐ฏ๐ข๐ช๐ฐ 2025), ma questa strage รจ frutto di una tendenza ormai diffusa,
che trova radici nellโabbattimento del costo del lavoro, nella giungla di
appalti/subappalti e nellโarroganza di quelle piccole-medio imprese che ignorano
completamente dispositivi e regole di sicurezza.
๐ฬ ๐๐ป๐ฎ ๐๐๐ฟ๐ฎ๐ด๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐ฐ๐น๐ฎ๐๐๐ฒ ๐พ๐๐ฒ๐น๐น๐ฎ ๐ฐ๐ต๐ฒ ๐บ๐ถ๐น๐ถ๐ผ๐ป๐ถ
๐ฑ๐ถ ๐น๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ถ ๐ฒ ๐น๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ฎ๐๐ฟ๐ถ๐ฐ๐ถ ๐๐๐ฏ๐ถ๐๐ฐ๐ผ๐ป๐ผ ๐ผ๐ด๐ป๐ถ
๐ด๐ถ๐ผ๐ฟ๐ป๐ผ, ๐๐ฟ๐ฎ ๐ถ๐บ๐ฝ๐๐ป๐ถ๐๐ฎฬ ๐ฑ๐ฒ๐ถ ๐ฟ๐ฒ๐๐ฝ๐ผ๐ป๐๐ฎ๐ฏ๐ถ๐น๐ถ ๐ฒ
๐ฐ๐ผ๐ฟ๐ฑ๐ผ๐ด๐น๐ถ ๐ฑ๐ถ ๐ฆ๐๐ฎ๐๐ผ.
Siamo nel bel mezzo di un clima di guerra, un vento che non soffia solo alle
porte dellโItalia ma che condiziona giร le nostre vite. Il Governo fa la guerra
a milioni di proletari/e ๐๐ฝ๐ฒ๐ฟ๐ฝ๐ฒ๐ฟ๐ฎ๐ป๐ฑ๐ผ ๐บ๐ถ๐น๐ถ๐ฎ๐ฟ๐ฑ๐ถ ๐ฑ๐ถ ๐ฒ๐๐ฟ๐ผ
๐ฝ๐ฒ๐ฟ ๐ฎ๐ฟ๐บ๐ถ ๐ฒ๐ฑ ๐ฒ๐๐ฒ๐ฟ๐ฐ๐ถ๐๐ถ mentre tutti i settori del welfare state
sono stati abbandonati: sanitร , istruzione, sostegno al reddito, tutto
sacrificato in nome della guerra.
LโEuropa (con lโItalia del Governo Meloni in testa) รจ entrata ormai nella fase
di economia di guerra e pensa a un ๐๐น๐๐ฒ๐ฟ๐ถ๐ผ๐ฟ๐ฒ ๐ฟ๐ถ๐ฎ๐ฟ๐บ๐ผ con un
๐ถ๐ป๐๐ฒ๐๐๐ถ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ผ ๐ฑ๐ถ ๐ด๐ฌ๐ฌ ๐บ๐ถ๐น๐ถ๐ฎ๐ฟ๐ฑ๐ถ ๐ฑ๐ถ ๐ฒ๐๐ฟ๐ผ ๐ฐ๐ต๐ฒ ๐ณ๐ฎ
๐ฟ๐ฎ๐ฏ๐ฏ๐ฟ๐ถ๐๐ถ๐ฑ๐ถ๐ฟ๐ฒ; ad arricchirsi grazie alle nuove ondate speculative e
sulla pelle dei milioni di morti ammazzati saranno le grandi industrie belliche
e le oligarchie europee.
Ecco perchรฉ ๐ฌ๐จ๐ฌ๐ญ๐๐ง๐ข๐๐ฆ๐จ ๐๐ก๐ ๐ฅ๐ ๐ ๐ฎ๐๐ซ๐ซ๐ ๐๐
๐ฌ๐จ๐ฅ๐๐ฆ๐๐ง๐ญ๐ ๐ ๐ฅ๐ข ๐ข๐ง๐ญ๐๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐ข ๐๐๐ข ๐ฉ๐๐๐ซ๐จ๐ง๐ข ๐ ๐
๐ซ๐ข๐ฆ๐๐ญ๐ญ๐๐ซ๐๐ข ๐ฬ ๐ฌ๐๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ ๐ ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐ฅ๐ ๐๐ฅ๐๐ฌ๐ฌ๐ ๐๐๐ ๐ฅ๐ข
๐ฌ๐๐ซ๐ฎ๐ญ๐ญ๐๐ญ๐ข! ๐๐ ๐ฬ ๐ฉ๐๐ซ ๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฆ๐จ๐ญ๐ข๐ฏ๐จ ๐๐ก๐,
๐ซ๐ข๐๐๐๐๐ง๐๐จ ๐ข๐ฅ ๐ง๐๐ญ๐ญ๐จ ๐ซ๐ข๐๐ข๐ฎ๐ญ๐จ ๐ง๐จ๐ง ๐๐ ๐ฎ๐ง๐
๐ ๐๐ง๐๐ซ๐ข๐๐ ๐ข๐๐๐ ๐๐ข ๐ ๐ฎ๐๐ซ๐ซ๐ ๐ข๐ง ๐๐ฌ๐ญ๐ซ๐๐ญ๐ญ๐จ ๐ฆ๐
๐๐จ๐ง๐๐ซ๐๐ญ๐ ๐จ๐ฉ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ ๐ฎ๐๐ซ๐ซ๐
๐ข๐ง๐ญ๐๐ซ-๐ข๐ฆ๐ฉ๐๐ซ๐ข๐๐ฅ๐ข๐ฌ๐ญ๐, ๐๐ข ๐ฌ๐๐ก๐ข๐๐ซ๐ข๐๐ฆ๐จ ๐๐ฅ ๐๐ข๐๐ง๐๐จ
๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ซ๐๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐๐ง๐ณ๐ ๐๐ข ๐ญ๐ฎ๐ญ๐ญ๐ข ๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฅ๐๐ญ๐๐ซ๐ข
๐จ๐ฉ๐ฉ๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐ข ๐ ๐ข๐ง ๐ฉ๐๐ซ๐ญ๐ข๐๐จ๐ฅ๐๐ซ ๐ฆ๐จ๐๐จ ๐๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ข๐ฅ
๐ ๐๐ง๐จ๐๐ข๐๐ข๐จ ๐๐๐ฅ ๐ฉ๐จ๐ฉ๐จ๐ฅ๐จ ๐ฉ๐๐ฅ๐๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐๐ฌ๐.
ร una condizione, questa, che viviamo giร sulla nostra pelle tutti i giorni,
nelle periferie che abitiamo e attraversiamo, tra gli spazi abbandonati,
sfruttati e privi anche dei servizi piรน essenziali.
Siamo consapevoli che lottare sarร sempre piรน difficile. Il governo Meloni, in
continuitร con i governi precedenti, proprio nellโambito della โguerra in casa
nostraโ, di fronte a un lavoro sempre piรน povero e precario e a delle condizioni
di vita sempre piรน marginalizzate, ha ben pensato di reprimere ancor piรน ogni
tentativo di protesta: uno sciopero davanti al proprio luogo di lavoro potrร
essere punito come reato penale e cosรฌ molte altre legittime forme di dissenso
saranno criminalizzate.
Cosa resta dunque ai lavoratori e alle lavoratrici e ai tanti proletari,
disoccupati e non occupati? A loro il compito piรน duro, quello intanto di
๐ฉ๐ซ๐๐ง๐๐๐ซ๐ ๐๐จ๐ฌ๐๐ข๐๐ง๐ณ๐ ๐๐ข ๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ญ๐ ๐ ๐ฎ๐๐ซ๐ซ๐ ๐๐๐ญ๐ญ๐
๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐ ๐ฏ๐ข๐ญ๐, ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ ๐ฎ๐๐ซ๐ซ๐ ๐๐จ๐ง๐๐จ๐ญ๐ญ๐
๐จ๐ ๐ง๐ข ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ง๐จ ๐ง๐๐ข ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข ๐๐ข ๐ฅ๐๐ฏ๐จ๐ซ๐จ, ๐ฌ๐ฎ๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข
๐๐จ๐ซ๐ฉ๐ข ๐ ๐๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ฅ๐ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐ ๐๐ฅ๐๐ฌ๐ฌ๐; ๐ ๐๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ
๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ญ๐ ๐ ๐ฎ๐๐ซ๐ซ๐ ๐จ๐ซ๐ ๐๐ง๐ข๐ณ๐ณ๐๐ซ๐ฌ๐ข ๐ง๐๐ข ๐ฅ๐ฎ๐จ๐ ๐ก๐ข ๐๐ข
๐ฅ๐๐ฏ๐จ๐ซ๐จ, ๐ช๐ฎ๐๐ซ๐ญ๐ข๐๐ซ๐ ๐ฉ๐๐ซ ๐ช๐ฎ๐๐ซ๐ญ๐ข๐๐ซ๐, ๐ง๐๐ข ๐ฅ๐ฎ๐จ๐ ๐ก๐ข
๐๐ข ๐ข๐ฌ๐ญ๐ซ๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ ๐๐จ๐ง๐ญ๐ข๐ง๐ฎ๐๐ซ๐ ๐ ๐ฅ๐จ๐ญ๐ญ๐๐ซ๐.
๐ฐ๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐โ๐๐๐๐ ๐๐๐๐ฬ ๐๐๐
๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐
๐ ๐๐๐๐๐, ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐.
Vi aspettiamo perciรฒ per il nostro ormai consueto 1 MAGGIO dove attraverseremo
insieme il quartiere per dire no alle politiche di riarmo, no allo sfruttamento,
no al genocidio.
๐ข๐ฅ๐ ๐ญ๐ฌ โ ๐๐ข๐ฅ๐ง๐๐ข ๐๐๐ง๐ง๐๐๐๐ก๐ข
๐ข๐ฅ๐ ๐ญ๐ฎ โ ๐๐๐ฆ๐ง๐ ๐๐ ๐ค๐จ๐๐ฅ๐ง๐๐๐ฅ๐
Pubblichiamo alcuni interventi verso la giornata antifascista del 25 Aprile che
si terrร a Perugia.
Partendo dal comunicato unitario, che pubblichiamo per intero qui di seguito,
abbiamo chiesto ai vari gruppi che hanno aderito alla manifestazione un
contributo audio in modo da restituire, in minima parte, la complessitร e
ricchezza di questa importante giornata.
Comunicato:
Per questo 25 aprile diverse realtร cittadine, dal basso e in autonomia,
promuovono lโorganizzazione di un corteo popolare. Il corteo sarร aperto a tutte
e tutti coloro che si riconoscono nei valori dellโantifascismo e che intendono
vivere quella giornata come un momento di celebrazione della Resistenza e di
rinnovamento dei valori che lโhanno animata. In questโottica inclusiva e nello
spirito unitario della giornata, si รจ convenuto che lโadesione sarร su base
volontaria condividendo il seguente appello:
Mai come oggi la distanza tra chi governa il paese e chi ha partecipato alla
Resistenza รจ incolmabile. Mai come oggi gli ideali che hanno animato
lโesperienza delle bande partigiane โ esperimento unico per innovazione e
propulsione nella storia italiana del Novecento โ restano inattuati. Mai come
oggi lโItalia non รจ quel paese che la maggior parte dei partigiani e delle
partigiane avrebbero voluto costruire. Lo stato desolante del presente tuttavia,
รจ il frutto delle gravi scelte del passato. Norberto Bobbio, a questo proposito,
giร nel 1965 aveva scritto: โLโItalia non รจ diventata quel paese moralmente
migliore che avevamo sognato: la nuova classe politica, salvo qualche rara
eccezione, non assomiglia in nulla in quella che ci era parsa raffigurata in
alcuni protagonisti della guerra di Liberazione, austeri, severi con se stessi,
devoti al pubblico bene, fedeli ai propri ideali, intransigenti, umili e forti
insieme; anzi ci appare spesso faziosa, meschina, amante piรน dellโintrigo che
della buona causa, egoista, tendenzialmente sopraffattrice, corrotta
politicamente se non moralmente e corruttrice, desiderosa del potere per il
potere e peggio del grande potere per il piccolo potereโ. Per questo continuiamo
a pensare che bisogni tornare a raccontare la Resistenza per quello che รจ stata
realmente: un momento eccezionale di riscatto morale, sociale e popolare degli
oppressi e degli sfruttati di questo paese. Una guerra contro lโoccupante
tedesco per la liberazione della nazione, una guerra civile contro gli italiani
che rimasero fedeli al fascismo, una guerra di classe contro le componenti piรน
reazionarie della societร , una guerra di genere per la liberazione della donna,
una guerra per la democrazia reale, fatta di partecipazione diretta delle masse
popolari alla vita politica del paese.. I partigiani e le partigiane non erano
soldati regolari che combattevano in una guerra tra stati, come oggi
strumentalmente certi politici vorrebbero farci credere, ma erano nella grande
maggioranza dei casi mossi da ragioni ideali diametralmente opposti ai beceri
interessi che determinano le politiche del riarmo e del conflitto. Occorre
quindi dire senza giri di parole che oggi la Resistenza rivive nelle battaglie
del nostro tempo, e in coloro che, con gli strumenti e le forme della
contemporaneitร , animati dagli stessi ideali di giustizia sociale, libertร e
fratellanza, lottano oggi contro ogni forma di oppressione. Occorre difendere i
partigiani e le partigiani da un revisionismo rozzo, dalle strumentalizzazioni,
da chi oggi li utilizza per propagandare la militarizzazione dellโEuropa.
Occorre ribadire che nella nostra cittร essere antifascisti significa onorare
ogni giorno la storia di Perugia, quella dei martiri del XX Giugno 1859, delle
nostre brigate partigiane, di Mario Grecchi e Primo Ciabatti, attraverso una
quotidiana lotta contro ogni forma di discriminazione, perchรฉ a nessuna persona
siano negati โpane, libertร , amore e scienzaโ. Sulla base di questo appello
invitiamo tutti e tutte a partecipare a un grande corteo cittadino in cui
grideremo forte e con unโunica voce che
PERUGIA ร ANTIFASCISTA.
Programma della mattinata:
Ore 9. Ritrovo in piazza Danti: portiamo un fiore nei luoghi della Resistenza
del centro storico.
Ore 11:45. Concentramento in piazza Giordano Bruno per la partenza del corteo.
Contributi audio
A.N.P.I Sezione Bonfigli-Tomovic
--------------------------------------------------------------------------------
Assemblea Transfemminista
--------------------------------------------------------------------------------
F.C. Inguastite
--------------------------------------------------------------------------------
All eyes on Palestine
--------------------------------------------------------------------------------
UDS
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14, 15 E 16 MARZO
TRE GIORNI DI FESTA PER IL COMPLEANNO DE LAUTORADIO
In occasione dellโ11ยฐ compleanno de LAUTORADIO, abbiamo organizzato un weekend
di festeggiamenti con tante cose in programma, tanti amici e amiche e tanti
ospiti.
Apriamo le danze dellโundicesimo compleanno de ๐๐ฎ๐๐๐ผ๐ฟ๐ฎ๐ฑ๐ถ๐ผ con lo
spettacolo di stand-up comedy di quattro artisti del collettivo artistico Roma
Comedy Club in arrivo dalla capitale.
Carlo Marongiu รจ il primo performer in Italia a sdoganare la desinenza neutra
sul proprio cognome, perchรฉ i Sardi hanno fatto anche cose buone. Non รจ stata la
prima volta in cui ha modificato il proprio nome per sostenere una causa: nel
2012, per solidarietร a due marinai accusati di omicidio in India, lo cambiรฒ in
Carlo Marรฒ.
ย
Noemi Carlini viene dal centro del mondo, lascia la valle umbra per seguire il
suo sogno di vivere a Roma e diventare una grande comica di successo. Ci รจ
riuscita, ora vive a Roma.
ย
Principale esponente della nuova comicitร napoletana nata agli albori degli anni
70 e soprannominato ยซil comico dei sentimentiยป o il ยซPulcinella senza mascheraยป,
รจ considerato uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema
italiano. Filippo Simoniello invece รจ nato a Roma
ย
Francesca Florio nasce al Vomero, Napoli. Quando diventa celiaca tradisce la sua
terra e si autoesilia a Roma, dove riesce a fare finalmente coming out sulla sua
vera natura: la pagliaccia.
ย
Inizio spettacolo โ 21.30
Ingresso gratuito
Il secondo dei tre giorni di festa dellโundicesimo compleanno de
๐๐ฎ๐๐๐ผ๐ฟ๐ฎ๐ฑ๐ถ๐ผ inizia con una DIRETTA RADIO DAL VIVO dalle 15.00, con i
programmi del palinsesto e le interviste in studio.
Dalle 19.30 LAUTOAPERITIVO
SUI PIATTI โ rigorosamente tutto in vinile
Funky President e Sud Beat
Dal soul alla dub elettronica passando per funky, jazz, blues, reggae e tanto
altro nascosto nelle valigette dei vinili di questi due signori.
Funky President (Roma)
Sud Beat (Perugia)
ย
NEI PIATTI โ aperitivo con assortimento misto di delizie.
Cronache Ribelli presenta il suo primo Graphic Novel, โSgraditoโ, con gli autori
Davide Di Vincenzo e Paola Romano.
ย
Questa storia tratta un argomento estremamente attuale: il fenomeno degli incel.
Gli incel hanno fatto della misoginia una filosofia, sviluppando analisi e
teorie sul funzionamento del mondo e delle relazioni sociali a partire dalla
valutazione dellโaspetto fisico delle persone. In Italia sono migliaia e
interagiscono allโinterno di community sul web, dove i membri si sentono
finalmente โaccettatiโ da quelli che ritengono loro simili. Gli incel
interpretano il mondo con canoni materiali, oggettivano la donna in modo
esasperato, interpretano i rapporti sessuali come qualcosa di mercificato e
superficiale, diventando cosรฌ loro stessi il simbolo di unโepoca che
disprezzano. Il protagonista di questa storia, Matteo, รจ un ragazzo che verrebbe
definito โproblematicoโ: molto introverso e chiuso, fatica a relazionarsi con le
persone, soprattutto quelle di sesso femminile, รจ profondamente insicuro e non
ha stima di sรฉ. Parte dei suoi problemi derivano dallโambiente in cui รจ
cresciuto e dallโeducazione severa e intransigente che ha ricevuto, improntata
allโordine, al senso del dovere e alla disciplina. Un giorno, in preda alla
noia, Matteo viene a conoscenza del โforum degli Sgraditiโ: questo avrร
considerevoli ripercussioni nella sua vita reale, che diventeranno via via
sempre piรน gravi, fino alla decisione di compiere un gesto estremo e disperato.
Il giornalismo indipendente puรฒ davvero contribuire in modo efficace alla lotta
contro le discriminazioni di genere? Quali strumenti risultano piรน utili nel
contrastare le dinamiche patriarcali allโinterno del settore? E come possiamo
rendere le redazioni e i luoghi di informazione piรน inclusivi e sicuri per
tuttษ? Su queste domande verrร aperto un confronto con le attiviste e
giornaliste presenti al talk.
Il giornalismo indipendente ha sempre avuto un ruolo cruciale nella difesa dei
diritti e nella promozione della giustizia sociale. In questo scenario, il
progetto europeo S-INFO ha rappresentato unโimportante occasione per riflettere
sul rapporto tra informazione, attivismo e questioni di genere. Attraverso la
creazione di Safer Spaces in quattro paesi europei (Italia, Belgio, Romania e
Malta), il progetto ha messo in luce le profonde disparitร di genere e le
dinamiche patriarcali ancora radicate nel mondo del giornalismo e, piรน in
generale, nei contesti lavorativi.
ย
Con i contributi di:
Federica Toninello, co-project manager di S-INFO, introduce il contesto del
progetto e il modello di cooperazione tra giornalismo indipendente e attivismo.
Sottolinea lโimportanza della questione di genere come elemento centrale del
focus che il progetto dedica ai diritti sociali, evidenziando le sfide
affrontate e le opportunitร di cambiamento emerse.
ย
Valentina Zoccali spiega il contributo di S Com allโinterno dei Safer Spaces
realizzati nel progetto S-INFO e il legame con il progetto Genre Medias.
Analizza le strategie adottate per rendere questi spazi realmente sicuri e
accessibili, nonchรฉ il ruolo dei media nella costruzione di un discorso piรน equo
e rispettoso delle diversitร .
ย
Elle Biscarini, giornalista, videomaker e podcaster di Umbria24, il primo
giornale online dellโUmbria, racconta come le questioni di genere vengono
riportate nel giornalismo locale, in particolare quello online, con esempi
concreti. Parte dellโintervento verterร sulle questioni deontologiche e sul
nuovo Testo unico, in vigore da giugno 2025, che recepisce ed esplicita le
questioni di genere e come queste devono essere trattate da giornalisti e
giornaliste iscritte allโalbo.
LOTTO, BOICOTTO, SCIOPERO
Lโ8 MARZO 2025 chiamiamo allo SCIOPERO TRANSFEMMINISTA!
Nei prossimi giorni usciremo con tutto il percorso dettagliato e la comunicata
completa.
Ci vediamo in Piazza Grimana alle ore 14, portate amore e rabbia!
Lโ8 marzo
๐๐จ๐ญ๐ญ๐ข๐๐ฆ๐จ contro violenze, guerre, colonialismo e capitalismo.
๐๐จ๐ข๐๐จ๐ญ๐ญ๐ข๐๐ฆ๐จ il consumo non sostenibile che alimenta il cambiamento
climatico e che supporta le multinazionali che favoriscono il genocidio in
Palestina e i conflitti nel mondo.
๐๐๐ข๐จ๐ฉ๐๐ซ๐ข๐๐ฆ๐จ dal lavoro produttivo, riproduttivo e di cura, dai generi
e dai consumi.
Di seguito riportiamo LA COMUNICATA
Lโ8 MARZO 2025 CHIAMIAMO ALLO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA!
LOTTIAMO contro violenze, guerre, colonialismo e capitalismo.
BOICOTTIAMO il consumo non sostenibile che alimenta il cambiamento climatico e
che supporta le multinazionali che favoriscono il genocidio in Palestina e i
conflitti nel mondo.
SCIOPERIAMO dal lavoro produttivo, riproduttivo e di cura, dai generi e dai
consumi.
Abbattiamo i ruoli e le aspettative di genere, per boicottare la riproduzione di
un sistema sociale sempre piรน violento e autoritario.
Critichiamo la commercializzazione e la strumentalizzazione da parte della
politica partitica di questa data, perchรฉ lโ8 marzo sarร una giornata di lotta e
boicottaggio. Crediamo fortemente nel valore trasformativo dello sciopero,
soprattutto in questo momento storico in cui viene fortemente criminalizzato.
Chi sostiene la cultura patriarcale parla della sicurezza come ordine,
controllo, repressione e punizione. Rispondiamo che la sicurezza รจ lโeducazione
alla sessualitร , alle emozioni e al consenso come materia curricolare fin dalle
primarie.
La sicurezza sono i servizi sociali per tuttu, centri antiviolenza femministi
con finanziamenti adeguati e strutturali, il diritto alla salute e
allโautodeterminazione, lโaborto libero, sicuro e gratuito, il supporto ai
percorsi di affermazione di genere!
La sicurezza รจ finanziare veri percorsi di autonomia e fuoriuscita dalle
relazioni violente, accordare i tempi dei processi penale e civile, rigettare la
PAS dai tribunali, fermare la vittimizzazione secondaria.
La sicurezza รจ il salario minimo, stipendi dignitosi e contratti adeguati, il
reddito di autodeterminazione.
La sicurezza รจ un piano casa, affitti calmierati, quartieri vivibili con spazi
verdi e di socialitร , contro la solitudine e lโemarginazione.
La sicurezza รจ fermare la distruzione capitalistica del pianeta.
La nostra sicurezza รจ riconoscere la cittadinanza alle seconde generazioni,
abrogare le leggi sullโimmigrazione volte a creare clandestini e clandestine,
rompere gli accordi italo-libici, aprire le frontiere e chiudere i CPR in Italia
e in Albania.
La sicurezza รจ demilitarizzazione, a partire dal sistema scolastico giร colmo di
molteplici criticitร (precarietร , militarizza-zione, riproposizione di sistemi
gerarchici e patriarcali)
Scioperiamo contro la guerra perchรฉ lโescalation bellica รจ esponenziale, รจ
orribile realtร nelle vite di milioni di persone: dal genocidio a Gaza e in
Cisgiordania, la guerra dilaga in tutto il Medio-Oriente. Spacca lโEuropa sul
confine russo-ucraino, divampa in Congo e in Sudan. Non vogliamo esserne nรฉ
vittime, nรฉ complici. Non vogliamo essere anestetizzate, sopraffat-te,
manipolate da ciรฒ che succede nel mondo, perchรฉ la guerra regola il sistema
economico per garantire profitti e potere facendo pagare i costi in termini di
vite e povertร alla maggioranza della popolazione sfruttata e divisa. Perchรฉ la
guerra sostiene ed รจ sostenuta da governi autoritari, da politiche nazionaliste
e fondamentalismi, rifiutiamo la logica guerrafon-daia atlantista che si sta
imponendo a livello globale.
Contro la rigida riaffermazione dei ruoli di genere che sta caratterizzando le
politiche internazionali, cโรจ bisogno di reagire, di resistere, di dissentire.
Scioperiamo contro il governo Meloni e lโasse dei governi ultra-reazionari.
Queste destre non hanno freni nella loro esibizio-ne di odio, potere e brama di
rivincita. La loro libertร รจ il privilegio dellโ1% della popolazione.
Ma i diritti sono indivisibili e se sono concessi a pochi a scapito di altr3,
gruppi sociali o minoranze, si chiamano privilegi. Non riconosciamo il
femminismo transfobico, salito sul carro governativo: sostenere le lobby
antiabortiste nei consultori e negli ospedali, togliere fondi ai percorsi di
affermazione di genere, negare i diritti ai minori nat3 in famiglie
omogenitoriali, sono incompatibili con lโorizzonte di libertร e
autodeterminazione dei corpi e delle scelte di vita. La marea femminista รจ
trans, lesbica, frocia, migrante, razzializzata, antirazzista, antiabilista.
Contro le politiche conservatrici e reazionarie, come il DDL Sicurezza a livello
nazionale e la recente Legge regionale sulla famiglia che si lega perfettamente
alla visione conservatrice delle politiche che ripropongono il dominio della
famiglia tradizionale, funzionale alla conservazione del modello di sfruttamento
patriarcale.
Contro il Ddl โSicurezzaโ in discussione, che esaspera norme di segregazione e
punizione della povertร e criminalizzazione del dissenso, e contro le โzone
rosseโ.
Dopo il Decreto Caivano, in risposta alle violenze sessuali contro due bambine,
questo modello viene esportato in sette periferie italiane, al fine di
stigmatizzare le zone popolari e โriportare lโordineโ, desertificando il tessuto
sociale autorganiz-zato, come nel caso di Quarticciolo a Roma. Il rimpatrio del
torturatore libico Almasri e lโuccisione del giovane Ramy Elgaml durante un
inseguimento raccontano bene quanto valga la vita umana per questo governo,
quale sia lโeffettivo interesse per la sicurezza, per โi giovani e le
periferieโ.
ร assodato che femminicidi, transcidi, lesbicidi e violenze accadono
innanzitutto nelle relazioni di intimitร e nei contesti paren-tali: continuando
a fomentare razzismo e odio di genere e militarizzando le cittร , il governo
gioca col fuoco, sulle vite di tuttษ.
Scioperiamo per le condizioni di precarietร che riguardano le professioni
socio-sanitarie e contro la visione assistenziali-stica/volontaristica delle
professioni visibili e non, che riguardano piรน in generale la cura.
Chiamiamo lavoratrici, lavoratori e lavoratorษ, student3, disoccupat3,
intermittenti, attivist3, sindacalist3, Centri Antiviolen-za a partecipare
attivamente alla costruzione dello sciopero.
Moltiplichiamo le pratiche di sciopero, per estenderle alla cittร e ai consumi,
alle scuole e alle universitร , ai servizi, alle case, ai luoghi di lavoro.
Occupiamo lo spazio pubblico e portiamo lo sciopero oltre i confini riconosciuti
e sempre piรน angusti, soprattutto in questo momento di forte repressione delle
pratiche di manifestazione e di limitazione alla libertร di pensiero che si
imporranno con il decreto sicurezzaโฆ
Boicottiamo le catene di finanziamento della guerra e del genocidio in Palestina
aderendo alle campagne di BDS, approfon-diamo pratiche di sciopero dai consumi.
Chiamare lo sciopero femminista per lโ8 marzo questโanno, di sabato, ci pone
davanti ad una sfida ulteriore: sappiamo che convocare uno sciopero generale di
sabato non รจ usuale, ma per noi รจ fondamentale allโinterno del processo di
risignifi-cazione e riappropriazione della pratica dello sciopero per tutte
quelle persone che ne sono sempre state escluse. Con lo sciopero transfemminista
vogliamo rendere visibili e dare riconoscimento a tutti quei lavori essenziali,
sfruttati, precari, non riconosciuti come tali, e trovare insieme pratiche di
lotta che consentano lโastensione dal lavoro โ da ogni forma di lavoro, a
cominciare da quello di cura nei contesti famigliari, dato per scontato.
Il fascismo contemporaneo sta dilagando e attecchisce su chi non accetta
lโautodeterminazione di donne, froce, lesbiche, queer, trans, migranti, seconde
generazioni, sex workers, siamo perรฒ convinte che la potenza della nostra lotta
ha basi solide, che รจ una trama minuziosa che tessiamo da secoli e che ormai il
mondo patriarcale, fascista, coloniale capitalista e razzista non รจ piรน
sostenibile nรฉ a livello ambientale nรฉ a livello sociale.
E noi siamo insieme e siamo arrabbiate, continuiamo a riprenderci spazio, a
immaginare futuri migliori e felici.
Lโ8 MARZO LOTTO BOICOTTO SCIOPERO!
Assemblea Transfemminista Perugia
Contatti:
Mail transfempg@gmail.com | IG @transfempg | FB @assemblea transfemminista
Perugia