SI È CONCLUSA LA PRIMA EDIZIONE DI ALTREFREQUENZE FESTIVAL.
GRAZIE! Si è conclusa la prima edizione di AltreFrequenze, un progetto
𝘁𝗼𝘁𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗼, costruito 𝗱𝗮𝗹 𝗯𝗮𝘀𝘀𝗼 e
reso possibile dal contributo di tante persone che hanno scelto di esserci.
Un’idea promossa da Dal Basso APS e Lautoradio, nata dalla volontà di
condividere un percorso collettivo fatto di lotta, resistenza e partecipazione,
e di restituire alla comunità uno spazio come il Parco Sant’Angelo.
Nell’area banchetti abbiamo incontrato l’editoria indipendente con Mannaggia –
Libri da un altro mondo e Cronache Ribelli, I banchetti informativi di
#assembleaterronaPerugia, Assemblea Transfemminista Perugia
@animal_voices_united e Amnesty Perugia, lo sport popolare con Inguastite FC e
@palestra_popolare_perugia, il Doposcuola Popolare, Laboratorio Politico OSA
Perugia-VdL, la serigrafia di @Lucazolfo e il collettivo @becomingxartsound, che
ci ha regalato un bellissimo live drawing. Grazie anche al collettivo CSDA
Perugia e LINK.
Grazie a chi ha preparato con cura i pasti: Perugia Solidale, Gasp Zappe e Fuori
di Zucca e grazie a Ponte Solidale, Birrificio la Gramigna e Cantina Cenci per
il bere.
Grazie a tutt le artist3: Sagaiety, Simone, Garibanda che ci ha regalato un
laboratorio strepitoso con PgPraSambar, grazie all’area dj con Marco Mangia,
Rude Toto, Dr.Dome e alla strepitosa chiusura del festival con il nostro
Gabriele Cavallo, e al concerto unico di Giorgio Canali.
Grazie alle realtà e alle persone che hanno portato storie e lotte negli
incontri e nei talk: Francesco Piobbichi, Melting Pot, No CPR, ASGI, Jonata e
Aminata ( USB sportello immigrazione)e l’avv. Francesco Di Pietro, Hamza Tai.
Un ringraziamento speciale va a tutte le persone volontarie, che hanno
abbracciato questo progetto con forza e un cuore enorme, senza le quali questa
giornata semplicemente non sarebbe stata possibile. A chi ha montato, smontato,
trasportato, cucinato, pulito, corso, risolto problemi e dato una mano in
qualsiasi modo.
Ma specialmente grazie a voi che avete partecipato e che avete creduto in
Altrefrequenze. Ci avete restituito un Parco Sant’Angelo pieno di persone,
musica, parole e connessioni.
Questa era la prima.
Ci vediamo alla prossima frequenza.
Il 19 settembre 2026, al Parco Sant’Angelo di Perugia, nascerà la prima edizione
di Altrefrequenze – Festival di storie, lotte e connessioni.
Per realizzarlo abbiamo scelto di partire dal basso, coinvolgendo la comunità
che lo attraverserà e chiedendo a tutte e tutti di contribuire alla sua
costruzione.
Abbiamo quindi avviato una campagna di crowdfunding: ogni donazione, piccola o
grande, ci aiuterà a rendere possibile una giornata gratuita, indipendente,
accessibile e aperta alla città.
Sostieni Altrefrequenze e aiutaci ad amplificare il segnale.
19 SETTEMBRE 2026 – PARCO S. ANGELO – PERUGIA
ALTREFREQUENZE FESTIVAL
Tag - APPUNTAMENTI
IL PROGRAMMA COMPLETO DEL FESTIVAL.
SABATO 19 SETTEMBRE 2026, AL PARCO SANT’ANGELO DI PERUGIA, LA PRIMA EDIZIONE DI
ALTREFREQUENZE FESTIVAL.
𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 – Banchetti · musica · laboratori · esposizioni
𝟭𝟭:𝟬𝟬 · 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 𝗥𝗔𝗗𝗜𝗢 – Apertura festival
𝟭𝟭:𝟯𝟬 · 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 𝗥𝗔𝗗𝗜𝗢 – Intervista · Andrea Bianchi
𝚙𝚎𝚛 𝚝𝚞𝚝𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚐𝚒𝚘𝚛𝚗𝚘 𝚖𝚘𝚜𝚝𝚛𝚊 𝚏𝚘𝚝𝚘𝚐𝚛𝚊𝚏𝚒𝚌𝚊
“𝚅𝚒𝚊𝚐𝚐𝚒𝚊𝚝𝚘𝚛𝚒 𝚜𝚎𝚗𝚣𝚊 𝚌𝚘𝚗𝚏𝚒𝚗𝚒”
𝟭𝟮:𝟬𝟬 · 𝗠𝗔𝗜𝗡 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 – Laboratorio di musica d’insieme Garibanda + Pg
Pra Sambar
𝟭𝟮:𝟯𝟬–𝟭𝟰:𝟯𝟬 – Pranzo con prodotti locali
𝟭𝟮:𝟯𝟬 · 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 𝗥𝗔𝗗𝗜𝗢 – DJ set · Rude Toto
𝟭𝟰:𝟬𝟬 · 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 𝗥𝗔𝗗𝗜𝗢 – Presentazione · “Popolarissimo”
Almanacco del calcio popolare in Italia, edito da Cronache Ribelli con Filippo
Fenech
𝟭𝟱:𝟬𝟬 · 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 𝗥𝗔𝗗𝗜𝗢 – Intervista · Corso di italiano per stranieri
– Perugia Solidale
𝟭𝟱:𝟬𝟬 · 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 𝗕𝗔𝗦𝗦𝗘 𝗙𝗥𝗘𝗤𝗨𝗘𝗡𝗭𝗘 – Live · Sagaiety
𝟭𝟲:𝟬𝟬 · 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 𝗥𝗔𝗗𝗜𝗢 – DJ set · Sud Beat
𝟭𝟲:𝟯𝟬 · 𝗔𝗥𝗘𝗔 𝗕𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗜 – LAB serigrafia dal vivo · Luca Zolfo
𝙿𝚘𝚛𝚝𝚊 𝚕𝚊 𝚝𝚞𝚊 𝚖𝚊𝚐𝚕𝚒𝚎𝚝𝚝𝚊 𝚎 𝚜𝚝𝚊𝚖𝚙𝚊𝚕𝚊 𝚊𝚕
𝚏𝚎𝚜𝚝𝚒𝚟𝚊𝚕!
𝟭𝟲:𝟯𝟬 · 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 𝗕𝗔𝗦𝗦𝗘 𝗙𝗥𝗘𝗤𝗨𝗘𝗡𝗭𝗘 – Live · Karfreit
𝟭𝟳:𝟬𝟬 · 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 𝗥𝗔𝗗𝗜𝗢 – Presentazione del documento “L’Umbria va
alla guerra”
del Laboratorio Politico OSA-PGVDL
a seguire interventi di All Eyes On Palestine PG
𝟭𝟳:𝟰𝟱 · 𝗠𝗔𝗜𝗡 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 – “Racconti dalla frontiera”
con Francesco Francesco Piobbichi e i suoi racconti illustrati
𝟭𝟴:𝟰𝟱 · 𝗠𝗔𝗜𝗡 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 – Talk · “Storie – Lotte – Connessioni”
Hamza Tai · Oltre il filo spinato
Aminata Maéva Tsimba Poussogo · orientamento al lavoro e inserimento sociale
Gionata Baldaccini · USB sportello immigrazione
Asme Zeme · Logistica Milano / SI Cobas
Francesco Di Pietro · avv. ASGI
Stefano Bleggi · Melting Pot
Contributo video No CPR
𝟮O:𝟭𝟱 · 𝗠𝗔𝗜𝗡 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 – Live drawing · BecomingX
𝟮𝟬:𝟭𝟱 · 𝗠𝗔𝗜𝗡 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 – Live · “Per te” di e con Gabriele Cavallo
𝟮𝟬:𝟯𝟬–𝟮𝟮:𝟯𝟬 Cena con prodotti locali
𝟮𝟭:𝟭𝟱 · 𝗠𝗔𝗜𝗡 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 – Live · Giorgio Canali
𝟮𝟯:𝟬𝟬 · 𝗠𝗔𝗜𝗡 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗘 – DJ set · Dr. Dome
Il 19 settembre 2026, al Parco Sant’Angelo di Perugia, nascerà la prima edizione
di Altrefrequenze – Festival di storie, lotte e connessioni.
Per realizzarlo abbiamo scelto di partire dal basso, coinvolgendo la comunità
che lo attraverserà e chiedendo a tutte e tutti di contribuire alla sua
costruzione.
Abbiamo quindi avviato una campagna di crowdfunding: ogni donazione, piccola o
grande, ci aiuterà a rendere possibile una giornata gratuita, indipendente,
accessibile e aperta alla città.
Sostieni Altrefrequenze e aiutaci ad amplificare il segnale.
19 SETTEMBRE 2026 – PARCO S. ANGELO – PERUGIA
ALTREFREQUENZE FESTIVAL
LA LINE UP DEGLI ARTISTI DEL FESTIVAL.
Sabato 19 settembre 2026, al Parco Sant’Angelo di Perugia, la prima edizione di
AltreFrequenze Festival.
Gli artisti in programma durante la giornata.
ITINERANTE NEL PARCO:
Laboratorio di musica di insieme – 12.00
Ad AltreFrequenze arriva La Garibanda, il laboratorio di musica d’insieme, che
per l’occasione si unisce alla scuola di samba coordinata da Fuad Lues. Un
incontro tra ritmi, strumenti e persone, aperto a chiunque abbia voglia di
mettersi in gioco. Non serve essere musicist3: basta portare la voglia di
suonare insieme.
STAGE RADIO :
– Rude Toto – vinyl set – 12.30
Salentino di origine, perugino d’adozione, Rude Toto porta con sé una lunga
storia fatta di reggae, ska, rocksteady e cultura dal basso. Da più di vent’anni
attraversa la scena musicale perugina, tra sound system, radio, concerti,
festival e progetti che hanno fatto della musica uno spazio di incontro e
socialità. Una ricerca che parte dalle radici della musica giamaicana e continua
ancora oggi, tra selezioni, contaminazioni e nuove frequenze.
– Sud Beat – vinyl set – 16.00
Dal Salento a Perugia, passando per techno, drum & bass, jump up, UK garage e
scratch: un percorso fatto di contaminazioni, ricerca e cultura del suono. Il 19
settembre sarà con noi sullo stage radio per portare ad AltreFrequenze la sua
selezione e le sue frequenze.
AREA BASSE FREQUENZE:
– Sagaiety – live – 15.00
Sagaiety è il progetto personale di Dario De Nicola, musicista, cantautore,
fisarmonicista e pianista. Dopo anni attraversando la scena folk italiana ed
europea con Il Pozzo di San Patrizio, migliaia di concerti e diverse
collaborazioni, Dario porta in Sagaiety un modo personale di intendere il folk e
il cantautorato. Fisarmonica, musica di strada, scrittura e contaminazioni si
incontrano in “Levità”, il suo primo album solista, uscito nel 2026: un viaggio
tra ironia, poesia e temi sociali, nato anche dall’esperienza del busking e
dalla voglia di raccontare il mondo attraverso la musica.
– Karfreit – live – 16.30
(post punk cantautoriale)
Diego Mariani — batteria — Fabrizio Mantovani — basso — Gaetano Bresci — voce
Verità spogliate di medaglie,
tra le trincee del dubbio
e le macerie di sempre.
Si vive e si suona per sbaglio.
Il resto manca.
MAIN STAGE:
– Gabriele Cavallo – live – 20.30
Pianoforte acustico, sintetizzatori e drum pad si incontrano in un progetto che
attraversa elettronica, progressive, sound design e improvvisazione. Al centro,
insieme alla musica, ci sono le parole di Antonio Giovane, che entrano nella
performance come voce narrante, creando un dialogo continuo tra suono e testo.
𝗣𝗲𝗿 𝘁𝗲 è un progetto nato dall’incontro tra composizione, ricerca e
dimensione performativa. Un concerto che cambia ogni volta, tra strutture
preparate, improvvisazione e ricerca timbrica.
– Giorgio Canali – live – 21.15
Chitarrista, cantautore, produttore e ingegnere del suono, tra le figure più
importanti del rock alternativo italiano. Dopo le prime esperienze storiche come
fonico per i Litfiba, è diventato il chitarrista di band fondamentali come CCCP,
CSI e PGR. Alla fine degli anni ’90 ha avviato una solida carriera solista
fondando il progetto Giorgio Canali & Rossofuoco. Come produttore discografico
ha plasmato il suono di artisti di riferimento della scena indipendente, tra cui
Marlene Kuntz e Le Luci della Centrale Elettrica. La sua proposta musicale
unisce una poetica punk e militante a chitarre distorte e testi di forte critica
sociale.
– Mr. Dome – dj set – 23.00
Cresciuto a pane e Hit Mania Dance, con Trance e Hardcore ad accompagnare le
giornate più grigie, non ha potuto evitare l’onda House di fine prima decade del
2000, per finire poi quasi per caso al centro della scena Techno in un deserto
della Spagna, e da lì è stato amore a prima vista. Dj eclettico attivo nella
capitale romana dal 2008, tra spazi occupati ed eventi di piazza, il suo campo
va dai 120 ai 180bpm e il suo obiettivo è sempre lo stesso, far ballare fino a
che ce n’è
Il 19 settembre 2026, al Parco Sant’Angelo di Perugia, nascerà la prima edizione
di Altrefrequenze – Festival di storie, lotte e connessioni.
Per realizzarlo abbiamo scelto di partire dal basso, coinvolgendo la comunità
che lo attraverserà e chiedendo a tutte e tutti di contribuire alla sua
costruzione.
Abbiamo quindi avviato una campagna di crowdfunding: ogni donazione, piccola o
grande, ci aiuterà a rendere possibile una giornata gratuita, indipendente,
accessibile e aperta alla città.
Sostieni Altrefrequenze e aiutaci ad amplificare il segnale.
19 SETTEMBRE 2026 – PARCO S. ANGELO – PERUGIA
ALTREFREQUENZE FESTIVAL
AMPLIFICA IL SEGNALE: SOSTIENI IL CROWDFUNDING DI ALTREFREQUENZE
Il 19 settembre 2026, al Parco Sant’Angelo di Perugia, nascerà la prima edizione
di Altrefrequenze – Festival di storie, lotte e connessioni.
Per realizzarlo abbiamo scelto di partire dal basso, coinvolgendo la comunità
che lo attraverserà e chiedendo a tutte e tutti di contribuire alla sua
costruzione.
Abbiamo quindi avviato una campagna di crowdfunding: ogni donazione, piccola o
grande, ci aiuterà a rendere possibile una giornata gratuita, indipendente,
accessibile e aperta alla città.
Sostieni Altrefrequenze e aiutaci ad amplificare il segnale.
UN FESTIVAL COSTRUITO INSIEME
Altrefrequenze nasce dal desiderio di creare uno spazio pubblico in cui persone,
associazioni, collettivi e realtà sociali possano incontrarsi, confrontarsi e
costruire nuove connessioni.
Il festival sarà una giornata di incontri, testimonianze, dibattiti, musica,
radio dal vivo, cultura indipendente, editoria, cucina popolare e socialità.
Parleremo di libertà di movimento, diritti, giustizia climatica, sfruttamento
del lavoro, autodeterminazione e solidarietà internazionale, dando spazio alle
esperienze e alle pratiche concrete di chi ogni giorno costruisce accoglienza,
resistenza e trasformazione sociale.
Altrefrequenze non vuole essere soltanto un evento da seguire, ma uno spazio da
attraversare e vivere insieme.
Un luogo in cui le idee incontrano le persone e le persone costruiscono
comunità.
PERCHÉ ABBIAMO SCELTO IL CROWDFUNDING
Vogliamo che Altrefrequenze sia un festival:
gratuito, perché la partecipazione non deve dipendere dalla possibilità
economica;
indipendente, perché i contenuti e le scelte del festival devono restare liberi;
accessibile, perché vogliamo costruire uno spazio aperto e inclusivo;
autofinanziato, perché crediamo nella forza di una comunità che sceglie di
sostenere ciò che considera necessario.
Organizzare un festival richiede lavoro, competenze, tempo, organizzazione e
risorse economiche.
Dietro una giornata di incontri, musica e socialità ci sono allestimenti,
impianti tecnici, logistica, materiali, gestione degli spazi, accoglienza,
attività culturali e tante persone che lavorano per rendere possibile il
progetto.
Per la prima edizione di Altrefrequenze abbiamo scelto di non affidarci a grandi
sponsor che possano condizionarne i contenuti o l’identità.
Abbiamo scelto di costruirlo insieme.
Per questo il crowdfunding non è soltanto uno strumento per raccogliere fondi: è
un modo concreto per rendere la comunità parte del festival ancora prima che
inizi.
A COSA SERVIRÀ IL TUO CONTRIBUTO?
Le donazioni raccolte contribuiranno a sostenere:
* palco, impianti audio e supporto tecnico;
* allestimenti e gestione degli spazi;
* logistica, trasporti e materiali;
* ospiti, artist3 e attività culturali;
* radio, comunicazione e produzione dei contenuti;
* accoglienza e organizzazione;
* grafica, materiali e produzione delle ricompense.
Ogni contributo aiuterà a mantenere Altrefrequenze gratuito, indipendente e
accessibile a tutt3.
La gestione dei fondi sarà raccontata con trasparenza, perché chi sceglie di
sostenere il festival deve poter conoscere il percorso che trasforma una
donazione in un’esperienza collettiva.
UNA DONAZIONE, UNA CONNESSIONE
Sostenere Altrefrequenze non significa soltanto contribuire alle spese
necessarie per organizzare il festival.
Significa scegliere di dare forza a uno spazio di incontro, confronto e
partecipazione.
Significa sostenere la cultura indipendente e le realtà che ogni giorno
costruiscono solidarietà dal basso.
Significa contribuire alla nascita di un festival che vuole mettere in relazione
esperienze diverse e trasformare un luogo pubblico in uno spazio di comunità.
Ogni contributo è un segnale.
Insieme possiamo renderlo più forte.
CHI PROMUOVE ALTREFREQUENZE
Altrefrequenze è promosso da Lautoradio e Dal Basso APS.
Lautoradio è una web radio indipendente nata all’interno dell’ex Mattatoio di
Perugia. Da oltre dodici anni racconta dal basso movimenti sociali, esperienze
di solidarietà, cultura indipendente e conflitti contemporanei, dando spazio a
voci e realtà spesso assenti dall’informazione tradizionale.
Dall’esperienza di Lautoradio nasce Dal Basso APS, associazione di promozione
sociale e culturale che organizza eventi, iniziative e momenti di incontro
aperti alla città.
Altrefrequenze rappresenta un nuovo passo di questo percorso: un festival
costruito insieme a realtà territoriali e nazionali che condividono un’idea
comune di lotta, solidarietà e partecipazione.
AMPLIFICA IL SEGNALE
Il 19 settembre 2026, il Parco Sant’Angelo di Perugia diventerà uno spazio di
storie, lotte e connessioni.
Per farlo abbiamo bisogno di una comunità che scelga di costruirlo insieme a
noi.
Se anche tu credi che gli spazi di cultura indipendente, confronto, solidarietà
e aggregazione siano necessari, sostieni la campagna.
Ogni contributo conta.
Sostieni Altrefrequenze. Amplifica il segnale.
19 settembre 2026
Parco Sant’Angelo, Perugia
Ingresso gratuito
FB: @Altrefrequenze
IG: @altrefrequenzefestival
19 SETTEMBRE 2026 – PARCO S. ANGELO – PERUGIA
ALTREFREQUENZE FESTIVAL
FESTIVAL ALTREFREQUENZE - STORIE, LOTTE, CONNESSIONI.
LA 1ª EDIZIONE DEL FESTIVAL SI TERRÀ IL 19 SETTEMBRE 2026 AL PARCO SANT’ANGELO
DI PERUGIA, NEL QUARTIERE DI CORSO GARIBALDI: UNA GIORNATA SU DIRITTO ALLA
MIGRAZIONE E RETI DI SOLIDARIETÀ AUTO-ORGANIZZATE.
Sabato 19 settembre il Parco Sant’Angelo di Perugia ospita la prima edizione del
Festival Altrefrequenze, ideato dalle realtà indipendenti Dal Basso APS e
Lautoradio, che da anni sono attive sul territorio per promuovere la diffusione
di cultura, socialità, politica e inclusività dal basso.
> “RACCONTARE LE STORIE DI CHI NON SI PIEGA DIVENTA UN ATTO DI RESISTENZA”
Questa giornata nasce dalla volontà di creare uno spazio di condivisione con le
tante realtà cittadine e non solo, che si occupano quotidianamente di
solidarietà, accoglienza e pratiche concrete, per raggiungere una giustizia
sociale che renda questo mondo migliore.
Crediamo che in un momento storico come quello che stiamo attraversando, segnato
da guerre, genocidi, sfruttamento e corsa al riarmo, sia fondamentale rafforzare
quella comunità dal basso che si contrappone alle politiche securitarie e
repressive attuate come risposta ad un fenomeno storico e strutturale: le
migrazioni. L’obiettivo è quello di continuare a mantenere alta l’attenzione sui
temi dell’accoglienza, dell’integrazione e delle esperienze di resistenza dal
basso.
Storie di viaggi, attraversamenti, di integrazione, di resistenza che troppe
volte si incrociano con sistemi di violenza, sfruttamento e invisibilizzazione.
Lotte per il riconoscimento e la tutela dei diritti, per la dignità umana, per
l’autodeterminazione.
Connessioni tra le reti che praticano solidarietà, tra popoli oppressi e tra
persone in movimento.
CONTRO L’OPPRESSIONE DEI POPOLI
Negli ultimi anni sempre più persone hanno sentito la necessità di manifestare
solidarietà ai popoli oppressi, non solo a parole ma anche e soprattutto con le
azioni e le pratiche.
Impossibile restare indifferenti davanti al genocidio perpetrato da Israele e
non sentirsi sollecitati a intervenire per supportare il popolo palestinese:
“dalla terra al mare” attivist3, associazioni, collettivi e singol3 unit3 hanno
rifiutato di essere complici dello stato genocida e hanno sostenuto le missioni
di solidarietà che hanno dato vita a moltepici mobilitazioni.
La storia per la liberazione della Palestina è strettamente connessa alla storia
dei tanti, troppi popoli oppressi che lottano quotidianamente per ottenere e
rivendicare diritti, spezzare catene, liberarsi dall’oppressione coloniale e
capitalistica, e non possiamo ignorare le responsabilità politiche di chi
sostiene, finanzia, legittima e riproduce questi sistemi di oppressione e
sfruttamento.
POLITICHE DI REPRESSIONE
Le pratiche dal basso si contrappongono alle scelte politiche di un sistema che
non si occupa di tutelare i diritti fondamentali: le istituzioni e gli Stati
membri dell’Ue hanno reso la criminalizzazione, la sorveglianza e la
discriminazione, strumenti sempre più ordinari della governance migratoria –
invece di puntare su protezione, misure di inclusione sociale, ampliamento dei
canali di accesso sicuri e regolari e permessi di soggiorno basati sui diritti.
Misure come i CPR e la detenzione amministrativa, rafforzata dal Patto Ue
Migrazione e Asilo, privano della libertà di movimento e di soggiorno le persone
richiedenti asilo alla frontiera.
Politiche che sdoganano la deportazione in Paesi terzi inseguendo il modello
Albania e si inseriscono in un vortice legislativo che accresce repressione e
privazione dei diritti. Perfettamente in linea con il governo attuale, danno
forma e sostanza alle propagande nazionaliste di ultra destra, alle campagne di
odio e razzializzazione (come quella di re-migrazione di Vannacci e affini), che
puntano a una vera e propria legge di deportazione di massa.
Le politiche e le reti di accoglienza dal basso si mobilitano per realizzare
ovunque vie legali e accessibili, attraverso il superamento di tutti quegli
impedimenti normativi –nazionali e internazionali– che oggi ostacolano la
legittimità del movimento e la libertà di tuttə di scegliere il luogo in cui
abitare e in cui realizzare il proprio progetto di vita.
AUTODETERMINAZIONE
Difficile in questo quadro il raggiungimento di una reale autodeterminazione,
dimensione centrale dell’integrazione culturale poiché consente di partecipare
attivamente alla costruzione del proprio percorso di vita nel nuovo contesto
sociale.
Le persone migranti nella nostra quotidianità vengono invisibilizzate,
considerate “integrate” solo se corrispondenti alla visione borghese e normata
delle città.
La mancanza di una vera accoglienza fa sì che si ritrovino a interagire solo con
altre persone migranti o con operator* sociali, spesso a loro volta
sottopagati/e, all’interno dei CARA o dei CAS. Un circolo vizioso di cavilli
burocratici, profilazione razziale da parte della polizia, razzismo
istituzionalizzato e criminalizzazione che alimenta la marginalizzazione
impedendo reali opportunità di dialogo e incontro nelle città.
Un’integrazione autentica non si realizza quando si è destinatarie solo di
servizi assistenziali, ma quando si ha la facoltà di esercitare la propria
capacità di scelta.
Uscire dalla vittimizzazione non significa negare i traumi, le discriminazioni e
le difficoltà affrontate, ma fare in modo che non ci si identifichi come
soggetti fragili, bisognosi di assistenza e incapaci di compiere scelte in
autonomia.
QUESTIONE DI GENERE
Ostacoli ancora maggiori per donne e persone con identità di genere non binarie
che subiscono ulteriori forme di esclusione e disuguaglianza: spesso non
accettate nel loro paese di origine e non accolte nel paese in cui sono
scappate. Vengono inoltre rappresentate come soggetti dipendenti o oppresse
dalle proprie culture, senza tener conto del ruolo attivo che hanno nei processi
migratori e di integrazione.
Le molteplici discriminazioni nei loro confronti, rendono ancora più
difficoltoso il percorso di affermazione e autodeterminazione, con conseguenze
devastanti anche sulla salute mentale.
Il razzismo e la questione di genere sono sistemi di oppressione interconnessi.
Le donne migranti affrontano una triplice invisibilità: come donne, come
straniere e come lavoratrici.
Durante il percorso e all’arrivo, il genere può costituire un fattore di rischio
che espone maggiormente le donne a tratta, abusi e forme di grave sfruttamento
(spesso nel lavoro domestico o di cura).
Per comprendere appieno il fenomeno, è fondamentale adottare un approccio
intersezionale e decoloniale che analizzi come il genere si sovrappone ad altri
fattori (classe sociale, provenienza etnica, status giuridico).
Gli stereotipi sessisti e razzisti si alimentano a vicenda. Spesso la cultura
razzista si fonda su una forte componente patriarcale che cerca di controllare
il corpo e l’autonomia delle donne. Le lotte per i diritti civili e
l’emancipazione femminile risultano efficaci solo se si riconosce che tutte le
disuguaglianze si sovrappongono e se si realizzano forme di lotte uniche
intersezionali.
SFRUTTAMENTO AMBIENTALE
Lo sfruttamento è una questione di classe: chi fugge dalla propria terra di
origine spesso lo fa perché costretto da un sistema capitalistico che devasta e
saccheggia in nome del profitto.
Viviamo in un mondo in fiamme, per le conseguenze dirette e indirette delle
guerre in corso e di quelle minacciate. La distruzione di interi ecosistemi,
eventi climatici estremi e inondazioni devastanti producono migrazioni
climatiche di intere popolazioni; l’estrattivismo anche in agricoltura, con
cicli produttivi intensificati e crescente impiego di energia, contribuisce allo
smodato incremento termico.
È evidente la ricaduta sui paesi e le popolazioni più povere: non può esistere
giustizia climatica senza giustizia sociale.
SFRUTTAMENTO DEL LAVORO
Le politiche dei flussi proposte dal governo vincolano l’ingresso di stranierə
alla domanda di manodopera, assoggettando, ancora una volta, la dignità umana e
la sua aspirazione alla realizzazione personale al criterio produttivo ed
economico.
Al di fuori dei flussi controllati assistiamo invece ad una costante negazione
dell’accesso regolare all’interno dell’Unione Europea, che costringe le persone
all’irregolarità, genera insicurezza e alimenta la criminalità organizzata.
Le persone migranti sono costrette ad accettare lavori e condizioni di lavoro e
di vita schiavistiche perché rifiutando diventerebbero clandestine e perché
arrivano gravate da debiti contratti per affrontare richieste di permessi e le
spese di viaggio.
Lo sfruttamento del lavoro migrante nei paesi ospiti è parte integrante di una
filiera produttiva che scarica costi e rischi sui soggetti più deboli. In
particolare nel comparto agricolo il caporalato viene spesso rappresentato come
una deviazione illegale rispetto al normale funzionamento del mercato, ma si
tratta di un’estensione funzionale del sistema.
Casi estremi e drammatici come quello di Amendolara, sono la rappresentazione
del rapporto tra caporalato e modello economico, del ruolo delle filiere
produttive nello sfruttamento della forza lavoro migrante, delle narrazioni
distorte che continuano a relegare al Mezzogiorno questo sistema, come se fosse
l’unico luogo in cui prolifera il legame tra sfruttamento del lavoro e sistema
mafioso.
Amendolara non è un caso isolato, ma il sintomo di dinamiche strutturali che
attraversano il lavoro contemporaneo.
Speculare, seppure con altre forme, il sistema organico di sfruttamento del
lavoro nei centri della logistica (grandi o piccoli che siano) del centro e nord
Italia. Attraverso sistemi legalizzati (l’uso di società scatole cinesi, l’abuso
delle cooperative per derogare ai contratti collettivi ecc) migliaia di
lavoratori e lavoratrici hanno subito uno sfruttamento sistemico sulla propria
pelle.
La sindacalizzazione di molte persone migranti ha rappresentato un’inversione di
tendenza restituendo il giusto protagonismo alle persone che hanno deciso di non
essere più vittime dello sfruttamento padronale.
COMUNITÀ RESISTENTI
In questo contesto esistono e resistono realtà, persone e comunità che si
oppongono a questo sistema, lavorando sul campo ogni giorno, auto-organizzandosi
dal basso, combattendo in prima persona contro lo sfruttamento, come i
lavoratori e le lavoratrici autorganizzate o sindacalizzate o come quella rete
diffusa di collettivi, organizzazioni e associazioni che attraverso azioni
dirette ci ricordano che nessun* deve restare sol*, mai.
In questa prima edizione del Festival Altrefrequenze abbiamo deciso di
affrontare queste complesse tematiche, coinvolgendo le realtà del territorio e
nazionali. Durante la giornata ci focalizzeremo su alcune specificità, cercando
quanto più di dare voce alle persone direttamente coinvolte. Vogliamo continuare
a mantenere viva l’attenzione su questi temi e ad opporci a ogni tentativo di
strumentalizzazione o criminalizzazione.
19 SETTEMBRE 2026 – PARCO S. ANGELO – PERUGIA
ALTREFREQUENZE FESTIVAL
SGOMBERIAMO IL CAMPO DAGLI SCHEMI, FINANZIAMO LE INGUASTITE FC
Vi aspettiamo per una serata che scardina le regole del gioco e celebra lo
sport, quello fatto dal basso e con passione!
𝗩𝗘𝗡𝗘𝗥𝗗Ì 𝟵 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢, ore 𝟭𝟵:𝟯𝟬
𝗗𝗕𝟭𝟴𝟬, 𝗖.𝘀𝗼 𝗚𝗮𝗿𝗶𝗯𝗮𝗹𝗱𝗶 𝟭𝟴𝟬 – 𝗣𝗲𝗿𝘂𝗴𝗶𝗮
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗯𝗼𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗲𝗻𝘁𝗼𝗹𝗮
Vi presentiamo le nuove maglie e il progetto delle Inguastite FC!
Alziamo i calici (e le pinte!) per un aperitivo a sostegno delle ragazze!
Oliamo le stecche per un ignorante e goliardico torneo di biliardino!
(𝘪𝘴𝘤𝘳𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 2€ 𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢, 𝘤𝘰𝘯 𝘳𝘪𝘤𝘤𝘩𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘮𝘪 𝘦
𝘤𝘰𝘵𝘪𝘭𝘭𝘰𝘯)
14, 15 E 16 MARZO
TRE GIORNI DI FESTA PER IL COMPLEANNO DE LAUTORADIO
In occasione dell’11° compleanno de LAUTORADIO, abbiamo organizzato un weekend
di festeggiamenti con tante cose in programma, tanti amici e amiche e tanti
ospiti.
Apriamo le danze dell’undicesimo compleanno de 𝗟𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗮𝗱𝗶𝗼 con lo
spettacolo di stand-up comedy di quattro artisti del collettivo artistico Roma
Comedy Club in arrivo dalla capitale.
Carlo Marongiu è il primo performer in Italia a sdoganare la desinenza neutra
sul proprio cognome, perché i Sardi hanno fatto anche cose buone. Non è stata la
prima volta in cui ha modificato il proprio nome per sostenere una causa: nel
2012, per solidarietà a due marinai accusati di omicidio in India, lo cambiò in
Carlo Marò.
Noemi Carlini viene dal centro del mondo, lascia la valle umbra per seguire il
suo sogno di vivere a Roma e diventare una grande comica di successo. Ci è
riuscita, ora vive a Roma.
Principale esponente della nuova comicità napoletana nata agli albori degli anni
70 e soprannominato «il comico dei sentimenti» o il «Pulcinella senza maschera»,
è considerato uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema
italiano. Filippo Simoniello invece è nato a Roma
Francesca Florio nasce al Vomero, Napoli. Quando diventa celiaca tradisce la sua
terra e si autoesilia a Roma, dove riesce a fare finalmente coming out sulla sua
vera natura: la pagliaccia.
Inizio spettacolo – 21.30
Ingresso gratuito
Il secondo dei tre giorni di festa dell’undicesimo compleanno de
𝗟𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗮𝗱𝗶𝗼 inizia con una DIRETTA RADIO DAL VIVO dalle 15.00, con i
programmi del palinsesto e le interviste in studio.
Dalle 19.30 LAUTOAPERITIVO
SUI PIATTI – rigorosamente tutto in vinile
Funky President e Sud Beat
Dal soul alla dub elettronica passando per funky, jazz, blues, reggae e tanto
altro nascosto nelle valigette dei vinili di questi due signori.
Funky President (Roma)
Sud Beat (Perugia)
NEI PIATTI – aperitivo con assortimento misto di delizie.
Cronache Ribelli presenta il suo primo Graphic Novel, “Sgradito”, con gli autori
Davide Di Vincenzo e Paola Romano.
Questa storia tratta un argomento estremamente attuale: il fenomeno degli incel.
Gli incel hanno fatto della misoginia una filosofia, sviluppando analisi e
teorie sul funzionamento del mondo e delle relazioni sociali a partire dalla
valutazione dell’aspetto fisico delle persone. In Italia sono migliaia e
interagiscono all’interno di community sul web, dove i membri si sentono
finalmente “accettati” da quelli che ritengono loro simili. Gli incel
interpretano il mondo con canoni materiali, oggettivano la donna in modo
esasperato, interpretano i rapporti sessuali come qualcosa di mercificato e
superficiale, diventando così loro stessi il simbolo di un’epoca che
disprezzano. Il protagonista di questa storia, Matteo, è un ragazzo che verrebbe
definito “problematico”: molto introverso e chiuso, fatica a relazionarsi con le
persone, soprattutto quelle di sesso femminile, è profondamente insicuro e non
ha stima di sé. Parte dei suoi problemi derivano dall’ambiente in cui è
cresciuto e dall’educazione severa e intransigente che ha ricevuto, improntata
all’ordine, al senso del dovere e alla disciplina. Un giorno, in preda alla
noia, Matteo viene a conoscenza del “forum degli Sgraditi”: questo avrà
considerevoli ripercussioni nella sua vita reale, che diventeranno via via
sempre più gravi, fino alla decisione di compiere un gesto estremo e disperato.
Il giornalismo indipendente può davvero contribuire in modo efficace alla lotta
contro le discriminazioni di genere? Quali strumenti risultano più utili nel
contrastare le dinamiche patriarcali all’interno del settore? E come possiamo
rendere le redazioni e i luoghi di informazione più inclusivi e sicuri per
tuttə? Su queste domande verrà aperto un confronto con le attiviste e
giornaliste presenti al talk.
Il giornalismo indipendente ha sempre avuto un ruolo cruciale nella difesa dei
diritti e nella promozione della giustizia sociale. In questo scenario, il
progetto europeo S-INFO ha rappresentato un’importante occasione per riflettere
sul rapporto tra informazione, attivismo e questioni di genere. Attraverso la
creazione di Safer Spaces in quattro paesi europei (Italia, Belgio, Romania e
Malta), il progetto ha messo in luce le profonde disparità di genere e le
dinamiche patriarcali ancora radicate nel mondo del giornalismo e, più in
generale, nei contesti lavorativi.
Con i contributi di:
Federica Toninello, co-project manager di S-INFO, introduce il contesto del
progetto e il modello di cooperazione tra giornalismo indipendente e attivismo.
Sottolinea l’importanza della questione di genere come elemento centrale del
focus che il progetto dedica ai diritti sociali, evidenziando le sfide
affrontate e le opportunità di cambiamento emerse.
Valentina Zoccali spiega il contributo di S Com all’interno dei Safer Spaces
realizzati nel progetto S-INFO e il legame con il progetto Genre Medias.
Analizza le strategie adottate per rendere questi spazi realmente sicuri e
accessibili, nonché il ruolo dei media nella costruzione di un discorso più equo
e rispettoso delle diversità.
Elle Biscarini, giornalista, videomaker e podcaster di Umbria24, il primo
giornale online dell’Umbria, racconta come le questioni di genere vengono
riportate nel giornalismo locale, in particolare quello online, con esempi
concreti. Parte dell’intervento verterà sulle questioni deontologiche e sul
nuovo Testo unico, in vigore da giugno 2025, che recepisce ed esplicita le
questioni di genere e come queste devono essere trattate da giornalisti e
giornaliste iscritte all’albo.
LOTTO, BOICOTTO, SCIOPERO
L’8 MARZO 2025 chiamiamo allo SCIOPERO TRANSFEMMINISTA!
Nei prossimi giorni usciremo con tutto il percorso dettagliato e la comunicata
completa.
Ci vediamo in Piazza Grimana alle ore 14, portate amore e rabbia!
L’8 marzo
𝐋𝐨𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 contro violenze, guerre, colonialismo e capitalismo.
𝐁𝐨𝐢𝐜𝐨𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 il consumo non sostenibile che alimenta il cambiamento
climatico e che supporta le multinazionali che favoriscono il genocidio in
Palestina e i conflitti nel mondo.
𝐒𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 dal lavoro produttivo, riproduttivo e di cura, dai generi
e dai consumi.
Di seguito riportiamo LA COMUNICATA
L’8 MARZO 2025 CHIAMIAMO ALLO SCIOPERO TRANSFEMMINISTA!
LOTTIAMO contro violenze, guerre, colonialismo e capitalismo.
BOICOTTIAMO il consumo non sostenibile che alimenta il cambiamento climatico e
che supporta le multinazionali che favoriscono il genocidio in Palestina e i
conflitti nel mondo.
SCIOPERIAMO dal lavoro produttivo, riproduttivo e di cura, dai generi e dai
consumi.
Abbattiamo i ruoli e le aspettative di genere, per boicottare la riproduzione di
un sistema sociale sempre più violento e autoritario.
Critichiamo la commercializzazione e la strumentalizzazione da parte della
politica partitica di questa data, perché l’8 marzo sarà una giornata di lotta e
boicottaggio. Crediamo fortemente nel valore trasformativo dello sciopero,
soprattutto in questo momento storico in cui viene fortemente criminalizzato.
Chi sostiene la cultura patriarcale parla della sicurezza come ordine,
controllo, repressione e punizione. Rispondiamo che la sicurezza è l’educazione
alla sessualità, alle emozioni e al consenso come materia curricolare fin dalle
primarie.
La sicurezza sono i servizi sociali per tuttu, centri antiviolenza femministi
con finanziamenti adeguati e strutturali, il diritto alla salute e
all’autodeterminazione, l’aborto libero, sicuro e gratuito, il supporto ai
percorsi di affermazione di genere!
La sicurezza è finanziare veri percorsi di autonomia e fuoriuscita dalle
relazioni violente, accordare i tempi dei processi penale e civile, rigettare la
PAS dai tribunali, fermare la vittimizzazione secondaria.
La sicurezza è il salario minimo, stipendi dignitosi e contratti adeguati, il
reddito di autodeterminazione.
La sicurezza è un piano casa, affitti calmierati, quartieri vivibili con spazi
verdi e di socialità, contro la solitudine e l’emarginazione.
La sicurezza è fermare la distruzione capitalistica del pianeta.
La nostra sicurezza è riconoscere la cittadinanza alle seconde generazioni,
abrogare le leggi sull’immigrazione volte a creare clandestini e clandestine,
rompere gli accordi italo-libici, aprire le frontiere e chiudere i CPR in Italia
e in Albania.
La sicurezza è demilitarizzazione, a partire dal sistema scolastico già colmo di
molteplici criticità (precarietà, militarizza-zione, riproposizione di sistemi
gerarchici e patriarcali)
Scioperiamo contro la guerra perché l’escalation bellica è esponenziale, è
orribile realtà nelle vite di milioni di persone: dal genocidio a Gaza e in
Cisgiordania, la guerra dilaga in tutto il Medio-Oriente. Spacca l’Europa sul
confine russo-ucraino, divampa in Congo e in Sudan. Non vogliamo esserne né
vittime, né complici. Non vogliamo essere anestetizzate, sopraffat-te,
manipolate da ciò che succede nel mondo, perché la guerra regola il sistema
economico per garantire profitti e potere facendo pagare i costi in termini di
vite e povertà alla maggioranza della popolazione sfruttata e divisa. Perché la
guerra sostiene ed è sostenuta da governi autoritari, da politiche nazionaliste
e fondamentalismi, rifiutiamo la logica guerrafon-daia atlantista che si sta
imponendo a livello globale.
Contro la rigida riaffermazione dei ruoli di genere che sta caratterizzando le
politiche internazionali, c’è bisogno di reagire, di resistere, di dissentire.
Scioperiamo contro il governo Meloni e l’asse dei governi ultra-reazionari.
Queste destre non hanno freni nella loro esibizio-ne di odio, potere e brama di
rivincita. La loro libertà è il privilegio dell’1% della popolazione.
Ma i diritti sono indivisibili e se sono concessi a pochi a scapito di altr3,
gruppi sociali o minoranze, si chiamano privilegi. Non riconosciamo il
femminismo transfobico, salito sul carro governativo: sostenere le lobby
antiabortiste nei consultori e negli ospedali, togliere fondi ai percorsi di
affermazione di genere, negare i diritti ai minori nat3 in famiglie
omogenitoriali, sono incompatibili con l’orizzonte di libertà e
autodeterminazione dei corpi e delle scelte di vita. La marea femminista è
trans, lesbica, frocia, migrante, razzializzata, antirazzista, antiabilista.
Contro le politiche conservatrici e reazionarie, come il DDL Sicurezza a livello
nazionale e la recente Legge regionale sulla famiglia che si lega perfettamente
alla visione conservatrice delle politiche che ripropongono il dominio della
famiglia tradizionale, funzionale alla conservazione del modello di sfruttamento
patriarcale.
Contro il Ddl “Sicurezza” in discussione, che esaspera norme di segregazione e
punizione della povertà e criminalizzazione del dissenso, e contro le “zone
rosse”.
Dopo il Decreto Caivano, in risposta alle violenze sessuali contro due bambine,
questo modello viene esportato in sette periferie italiane, al fine di
stigmatizzare le zone popolari e “riportare l’ordine”, desertificando il tessuto
sociale autorganiz-zato, come nel caso di Quarticciolo a Roma. Il rimpatrio del
torturatore libico Almasri e l’uccisione del giovane Ramy Elgaml durante un
inseguimento raccontano bene quanto valga la vita umana per questo governo,
quale sia l’effettivo interesse per la sicurezza, per “i giovani e le
periferie”.
È assodato che femminicidi, transcidi, lesbicidi e violenze accadono
innanzitutto nelle relazioni di intimità e nei contesti paren-tali: continuando
a fomentare razzismo e odio di genere e militarizzando le città, il governo
gioca col fuoco, sulle vite di tuttə.
Scioperiamo per le condizioni di precarietà che riguardano le professioni
socio-sanitarie e contro la visione assistenziali-stica/volontaristica delle
professioni visibili e non, che riguardano più in generale la cura.
Chiamiamo lavoratrici, lavoratori e lavoratorə, student3, disoccupat3,
intermittenti, attivist3, sindacalist3, Centri Antiviolen-za a partecipare
attivamente alla costruzione dello sciopero.
Moltiplichiamo le pratiche di sciopero, per estenderle alla città e ai consumi,
alle scuole e alle università, ai servizi, alle case, ai luoghi di lavoro.
Occupiamo lo spazio pubblico e portiamo lo sciopero oltre i confini riconosciuti
e sempre più angusti, soprattutto in questo momento di forte repressione delle
pratiche di manifestazione e di limitazione alla libertà di pensiero che si
imporranno con il decreto sicurezza…
Boicottiamo le catene di finanziamento della guerra e del genocidio in Palestina
aderendo alle campagne di BDS, approfon-diamo pratiche di sciopero dai consumi.
Chiamare lo sciopero femminista per l’8 marzo quest’anno, di sabato, ci pone
davanti ad una sfida ulteriore: sappiamo che convocare uno sciopero generale di
sabato non è usuale, ma per noi è fondamentale all’interno del processo di
risignifi-cazione e riappropriazione della pratica dello sciopero per tutte
quelle persone che ne sono sempre state escluse. Con lo sciopero transfemminista
vogliamo rendere visibili e dare riconoscimento a tutti quei lavori essenziali,
sfruttati, precari, non riconosciuti come tali, e trovare insieme pratiche di
lotta che consentano l’astensione dal lavoro – da ogni forma di lavoro, a
cominciare da quello di cura nei contesti famigliari, dato per scontato.
Il fascismo contemporaneo sta dilagando e attecchisce su chi non accetta
l’autodeterminazione di donne, froce, lesbiche, queer, trans, migranti, seconde
generazioni, sex workers, siamo però convinte che la potenza della nostra lotta
ha basi solide, che è una trama minuziosa che tessiamo da secoli e che ormai il
mondo patriarcale, fascista, coloniale capitalista e razzista non è più
sostenibile né a livello ambientale né a livello sociale.
E noi siamo insieme e siamo arrabbiate, continuiamo a riprenderci spazio, a
immaginare futuri migliori e felici.
L’8 MARZO LOTTO BOICOTTO SCIOPERO!
Assemblea Transfemminista Perugia
Contatti:
Mail transfempg@gmail.com | IG @transfempg | FB @assemblea transfemminista
Perugia
COSTRUZIONE SCIOPERO TRANSFEMMINISTA DELL’8 MARZO
SIAMO L’ ASSEMBLEA TRANSFEMMINISTA DI PERUGIA
Anche quest’ anno scenderemo in piazza nella giornata dell’8 marzo chiamando lo
sciopero transfemminista dal lavoro produttivo, riproduttivo e di cura e dai
consumi.
Abbattiamo i ruoli e le aspettative di genere, per boicottare la riproduzione di
un sistema sociale sempre più violento e autoritario.
Chi sostiene la cultura patriarcale parla della sicurezza come ordine,
controllo, repressione e punizione.
Per parlare tuttə insieme dei contenuti della giornata, dei motivi e delle
modalità dello sciopero siete invitatə a partecipare all’ assemblea aperta che
si terrà sabato 1 marzo alle 17.30
In Corso Garibaldi 180, Perugia.
A seguire ci sarà un aperitivo di autofinanziamento per sostenere le spese
della giornata di sciopero.
Vi ricordiamo che da mercoledì 26 l’ assemblea transfem comincerà a lavorare
sui contenuti verso l’ 8 Marzo.
Le assemblee si tengono tutti i mercoledì in Corso Garibaldi 180, Perugia dalle
ore 19.00.
Scrivici per info e per adesioni anche sui nostri canali social:
Ig @transfempg
Fb @assemblea transfemminsta Perugia
Mail transfempg@gmail.com
Lotto, boicotto, sciopero
PORTA APERTA – FEBBRAIO ’25
Venerdì 21 Febbraio
21.00
Spazio Db180 in Corso Garibaldi 180, Perugia
Porte aperte
Torna il format più amato de Lautoradio
Apriamo le porte dello spazio per una diretta radio tutta da vivere, dove tutt3
potranno essere protagonisti parlando ai microfoni, scegliendo brani da mandare
in onda e vivere una serata di socialità, giochi, birrette in compagnia
Ti aspettiamo
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tesseramento Dal Basso A.P.S. all’interno