Vorrei portarvi in un viaggio in 3 tappe: tre “studi e sperimentazioni” che oggi
sono diventati progetti reali, e che nel 2025 mi hanno accompagnato (e,
soprattutto, entusiasmato) più di altri.
Le tre tappe hanno nomi molto semplici:
Reranker → Contenuti → Feed
Per ognuna di queste tappe andremo a mettere a fuoco il pensiero, a capire il
progetto (cioè come diventa operativo), e a descrivere i takeaway da portare a
casa.
Feed, contenuti, intelligenza: il nuovo motore della discovery
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1 - RERANKER: LA RILEVANZA CONTESTUALE COME “METRICA” OPERATIVA
Partiamo dalla prima tappa: Reranker.
Un reranker è un modello in grado di valutare la rilevanza contestuale di un
contenuto rispetto a una query: in altre parole, misura la forza con cui quel
contenuto riesce davvero a rispondere alla domanda.
> E qui la domanda diventa inevitabile: perché è interessante considerare questa
> tipologia di modelli?
IL FLUSSO "REALE" DEI SISTEMI DI RICERCA MODERNI
Se guardiamo quello che Google definisce nella documentazione come “Typical
search and retrieval flow”, vediamo un pattern molto chiaro.
Typical search and retrieval flow
Il flusso, semplificando, è il seguente:
* si parte da milioni di documenti in un archivio;
* viene posta una query di ricerca;
* il sistema effettua un retrieval, cioè “screma” i contenuti estraendo quelli
più pertinenti;
* interviene un reranker, che ordina i contenuti estratti nella fase precedente
in base alla rilevanza;
* a quel punto i più rilevanti diventano la lista dei risultati, oppure il
contesto elaborato da un AI Agent per generare una risposta.
Come funzionano le due fasi cruciali nel flusso (ovvero retrieval e reranking)?
RETRIEVAL: PERTINENZA SEMANTICA (BI-ENCODER)
La prima fase, il retrieval, si basa sulla pertinenza semantica.
Query e documenti vengono codificati in embeddings, e attraverso un calcolo di
similarità vengono estratte le parti dei documenti più "vicine" semanticamente
alla query.
Questa architettura è il classico bi-encoder.
Retrieval: architettura bi-encoder
* La query viene codificata in embedding;
* ogni documento viene codificato in embedding;
* viene calcolata la similarità tra gli embeddings e si ottiene uno score di
pertinenza.
Ed è esattamente per questo che viene definito bi-encoder: due encoding
separati, per poi procedere al confronto.
Questo processo ha le seguenti caratteristiche:
✅ veloce
✅ scalabile
❌ poco preciso
Questa fase è perfetta per “ridurre” la knowledge di riferimento per ottenere
una risposta: considera un archivio enorme per portarlo a un set di candidati
"gestibile".
RERANKING: RILEVANZA CONTESTUALE (CROSS-ENCODER)
La seconda fase, il reranking, funziona in modo diverso.
Qui entra in gioco il reranker, che riceve in input query + contenuto e calcola
uno score di rilevanza. E cambia anche l’architettura: stavolta è cross-encoder.
Reranking: architettura cross-encoder
In questo caso, query e contenuto vengono concatenati, entrano insieme nel
reranker (modello transformer) e il modello usa il noto meccanismo
dell’attenzione per cogliere ogni minima sfumatura e correlazione tra concetti.
Questo processo (cross-encoder) ha caratteristiche complementari rispetto
all'architettura bi-encoder:
❌ lento
❌ costoso
✅ molto preciso
PIPELINE IBRIDA: BI-ENCODER PER RECALL PRIMA + CROSS-ENCODER PER PRECISION
I moderni sistemi di ricerca, quindi, sono una pipeline ibrida:
* bi-encoder (veloce, meno preciso) per scremare la knowledge;
* cross-encoder (lento, preciso) per affinare e ordinare.
> Questo non è solo un dettaglio tecnico: è un modo di ragionare che poi diventa
> operativo.
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COME POSSIAMO USARE QUESTE CONOSCENZE NEI NOSTRI WORKFLOW OPERATIVI?
Un’idea molto concreta è usare i reranker per misurare quanto i nostri contenuti
sono rilevanti rispetto alle query di interesse. E, ovviamente, possiamo anche
confrontare la rilevanza dei nostri contenuti rispetto ad altri contenuti già
presenti online.
Emerge, però, un altro punto, spesso sottovalutato: reranker diversi producono
ranking diversi.
3 reranker a confronto: Jina, Google, Cohere
Nelle immagini si può vedere un confronto tra 3 reranker (Jina, Google, Cohere)
sulle query “cos’è la curcuma?” e “cosa sono i core web vitals?” per diversi
contenuti estratti da pagine web attualmente online. Come si nota, i modelli
attribuiscono score di rilevanza diversi.
> Qual è il dato corretto?
Non esiste un dato “giusto” o “sbagliato”, perché la misurazione dipende dai
dati e dalle procedure messe in atto durante la fase di training dei modelli. È
un po’ come chiedere a esperti estremamente competenti, ma con esperienze
differenti, di valutare gli stessi testi: tenderanno a convergere, ma non
saranno identici.
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RERANKER COME RICERCA PERSONALIZZABILE: BOOST E PENALIZZAZIONI
C’è un ulteriore step di conoscenza da apprendere sui reranker: non si tratta
solo di “modelli di scoring”, ma di vere e proprie piattaforme di ricerca
personalizzabile.
Attraverso azioni di boost o penalizzazione, infatti, possiamo influenzare la
valutazione del modello: dare più peso a certe caratteristiche, e penalizzarne
altre.
Un esempio di ranking configuration (boost/bury)
Negli esempi influenzo il reranker di Google per dare boost ai contenuti in cui
la fonte ha un popularity score maggiore, i contenuti più recenti, e quelli in
cui l’autore è più autorevole, e penalizzo quelli di scarsa qualità.
> Ecco come un motore di ricerca può valutare parametri esterni che vanno oltre
> il contenuto che scriviamo.
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UN SISTEMA MULTI-AGENTE PER L'OTTIMIZZAZIONE DEI CONTENUTI PER AI OVERVIEWS
Facendo tesoro di questi concetti, internamente, con il mio team, abbiamo
sviluppato un sistema multi-agente che:
* analizza l’AI Overview e i contenuti della SERP,
* sfrutta il reranker di Google (opportunamente configurato),
* crea risposte più rilevanti e contenuti strutturati meglio per concorrere nei
sistemi di ricerca ibridi (come le AI Overview di Google).
Un sistema multi-agente per l'ottimizzazione dei contenuti per AI Overviews
Nel seguente video è possibile vedere l'applicazione in azione all'interno della
nostra piattaforma dedicata alle applicazioni AI che abbiamo sviluppato.
Un esempio dell'applicazione in azione
Attraverso il seguente post, è possibile approfondire il funzionamento del
sistema.
Rilevanza contestuale: la nuova metrica della visibilità
Il segreto è la pertinenza... ma non basta più. Come funziona DAVVERO la ricerca
oggi, tra embeddings, reranker e AI Overviews.
Alessio PomaroAlessio Pomaro
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OLTRE I RERANKER: IN-CONTEXT RANKING (ICR) E BLOCKRANK
Direzione successiva: come si supera la precisione dei reranker?
Un metodo è l’In-context Ranking (ICR): usare un LLM per processare non query e
contenuti a coppie, ma query e tutti i contenuti pertinenti insieme.
Risultato: precisione altissima e comprensione dell’intero contesto.
Contro: estremamente lento e oneroso.
In-context Ranking (ICR) e BlockRank
Per rendere l’ICR scalabile entra in scena BlockRank: un approccio pubblicato da
Google che punta a risolvere i contro dell’ICR. Per approfondire:
Scalable In-context Ranking with Generative Models
Srinadh Bhojanapalli
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TAKEAWAY DELLA PRIMA TAPPA
Quali sono i takeaway che ci portiamo a casa dalla prima tappa?
1. L’evoluzione di queste tecnologie ci fa capire quanto migliorerà la ricerca
nei prossimi anni, con modelli in grado di comprendere ogni sfumatura del
linguaggio.
2. Oggi abbiamo strumenti e documentazione per comprendere meglio la ricerca,
anche tecnicamente. Sforziamoci di approfondire questi aspetti, perché
possono regalarci intuizioni, e le intuizioni diventano strategie e tool da
mettere in campo nei nostri flussi di lavoro.
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2 - CONTENUTI: L’AI CAMBIA LO SCENARIO, MA PORTA ANCHE NUOVI STRUMENTI
Seconda tappa: Contenuti.
Quante volte abbiamo sentito questa frase nell'ultimo periodo?
> “Con le AI Overview è tutto finito
> per i progetti editoriali…”
È vero? Ognuno tragga le proprie conclusioni. Ma un fatto è chiaro: l’AI sta
cambiando lo scenario, ma, nello stesso momento, ci mette a disposizione
strumenti nuovi.
UNA REDAZIONE IBRIDA: CREA, AGGIORNA, MASSIMIZZA
Nel nostro team abbiamo realizzato una redazione ibrida a supporto
dell’editoria, basata su LangGraph e Gemini, che lavora su tre funzioni:
CREA → AGGIORNA → MASSIMIZZA
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CREA: CATTURARE TREND, TRASFORMARLI IN PIANO EDITORIALE
Domanda iniziale:
> quali sono i contenuti che in questo momento stanno vivendo una crescita di
> interesse per gli utenti?
Un Agente AI lo verifica costantemente, attingendo a più fonti:
* feed internazionali di riferimento per il settore,
* Google News su diversi mercati,
* Google Trends,
* social media,
* Google Discover.
Processa questi dati e produce un piano editoriale sul trend, pensato per
"catturare" i trend "istantanei", cioè quello che è interessante per gli utenti
nel momento in cui si esegue l'osservazione.
L’editore riceve il piano nel suo CMS e può approvarlo (anche parzialmente).
I contenuti approvati vengono processati da un agente specializzato che: usa
tool esterni via MCP (Model Context Protocol), coopera con il sistema dedicato
alla rilevanza (quello visto nella prima tappa), produce la scrittura completa
di una bozza di altissima qualità, e la salva direttamente nel CMS.
Infine l’editore arricchisce, modifica, aggiunge elementi multimediali e
pubblica.
Uno schema di funzionamento della creazione dei contenuti
Questa parte, per come la vedo, è già un cambio di paradigma: non è “scrittura
automatica”, è..
> orchestrazione di un flusso, dove l’AI fa il lavoro pesante e ripetitivo e
> l’umano si mette nella posizione giusta: quella in cui può davvero alzare la
> qualità.
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AGGIORNA: MANTENERE I CONTENUTI VIVI (E COMPETITIVI)
Un agente osserva in modo costante i dati di Search Console ed estrae i
contenuti che stanno performando meno (in termini di clic, impressioni e
posizionamento), e che non vengono aggiornati da diverso tempo.
Un altro agente processa questi contenuti, usa tool esterni via MCP, e si occupa
di aggiornarli e ottimizzarli, salvando l’elaborato direttamente nel CMS.
Uno schema di funzionamento dell'aggiornamento dei contenuti
Risultato: un sistema che mantiene tutti i contenuti costantemente aggiornati e
ottimizzati. Questo sta contribuendo a una crescita generale di clic e
impressioni, e soprattutto a una presenza costante su Google Discover, con
picchi che corrispondono a diversi milioni di impressioni.
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MASSIMIZZA: CONTENUTI, AFFILIAZIONE E SOSTITUZIONE INTELLIGENTE
Spesso i progetti editoriali lavorano con l’affiliazione. Abbiamo creato degli
agenti che verificano costantemente se, nei contenuti:
* sono presenti prodotti consigliati non più disponibili nel marketplace di
riferimento,
* oppure prodotti che non stanno performando, ovvero che non stanno producendo
clic.
Uno schema di funzionamento del lavoro degli agenti
Gli agenti usano strumenti esterni via MCP per trovare prodotti simili da
sostituire e producono descrizioni testuali che vengono integrate in modo
armonioso nel contenuto, rispettando il contesto in cui avviene l'inserimento.
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TAKEAWAY DELLA SECONDA TAPPA
I takeaway della seconda tappa sono molto concreti.
* Un team ibrido ben strutturato può garantire output di altissima qualità:
l’AI svolge i compiti più onerosi e ripetitivi, l’essere umano supervisiona e
si concentra sulla qualità.
* Il flusso di lavoro cambia completamente, e cambiano le mansioni delle
persone quando l’AI è davvero al centro della strategia.
* L’AI abilita un'azione su larga scala che permette di agire sulla frequenza
di pubblicazione e sulla qualità generale del progetto. Operazioni di questo
tipo sarebbero irrealizzabili senza automazioni come quella descritta nella
tappa del viaggio.
* Si può intravvedere un pattern chiaro: trend di interesse + alta frequenza +
qualità globale aumentano la capacità di entrare in Discover in modo
costante.
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3 - FEED: DA “FILE TECNICO” A CENTRO DELLA STRATEGIA
Quante volte abbiamo sentito una frase come quella che segue, soprattutto nel
mondo e-commerce?
> “Sì, l’e-commerce genera automaticamente il feed, poi lo ottimizziamo con XYZ
> Feed Manager…”
Spesso, però, per “ottimizzazione” si intende la creazione di pattern che
mettono in sequenza i dati prodotto presenti nel database dell'e-commerce,
oppure un timido utilizzo dell’AI per farlo in modo un po’ meno schematico.
L’approccio che, con il mio team, abbiamo messo in campo è diverso: usare un
sistema multi-agente per un’ottimizzazione su larga scala.
UN SISTEMA MULTI-AGENTE PER OTTIMIZZARE IL FEED SU LARGA SCALA
Il sistema riceve in input il feed dell'e-commerce.
Un agente lo elabora analizzando anche la pagina prodotto, le immagini, i dati
strutturati, e connettendosi a fonti esterne: Search Console, web search,
scraping di dati online e altre fonti specifiche.
Un altro agente si occupa dell’arricchimento: aggiunge dati potenzialmente
rilevanti assenti nel feed.
Infine, un agente revisore monitora la correttezza dei dati anche con verifiche
incrociate.
Un sistema multi-agente per ottimizzare il feed su larga scala
In output otteniamo un feed supplementare con title e description ottimizzati e
dati di enrichment, personalizzabile per qualunque piattaforma.
Dopo aver inserito in piattaforma il feed ottimizzato su alcuni progetti, stiamo
registrando (su Google Merchant Center) un aumento dei clic sui prodotti e del
CTR (Click-Through Rate) degli annunci di advertising
Azione successiva: portare i dati ottimizzati del feed anche nell'e-commerce,
usandoli per l’ottimizzazione delle pagine prodotto e categoria, e
l'integrazione dei dati strutturati. Questo permette di ottenere la coerenza
delle informazioni.
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TAKEAWAY DELLA TERZA TAPPA
> Il feed non è (solo) un “file tecnico” che l’e-commerce deve produrre. È il
> centro della strategia: la chiave per portare le nostre entità su tutte le
> piattaforme digitali. E il sito web è solo una di queste piattaforme.
Per il futuro, due direzioni diventano obbligate:
* essere sempre più abili nel curare i dati delle nostre entità;
* essere sempre più agili nel portarle ottimizzate su ogni piattaforma.
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SI CHIUDE IL VIAGGIO, SI APRE LA STRATEGIA
Arrivati qui, il punto non è aver visto tre argomenti separati.
Il punto è capire che..
> feed, contenuti e intelligenza sono parti dello stesso motore: il motore della
> discovery.
E oggi abbiamo tante opportunità per rendere questo motore più potente.
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Tag - AI
Fascinating research:
Weird Generalization and Inductive Backdoors: New Ways to Corrupt LLMs.
> AbstractLLMs are useful because they generalize so well. But can you have too
> much of a good thing? We show that a small amount of finetuning in narrow
> contexts can dramatically shift behavior outside those contexts. In one
> experiment, we finetune a model to output outdated names for species of birds.
> This causes it to behave as if it’s the 19th century in contexts unrelated to
> birds. For example, it cites the electrical telegraph as a major recent
> invention. The same phenomenon can be exploited for data poisoning. We create
> a dataset of 90 attributes that match Hitler’s biography but are individually
> harmless and do not uniquely identify Hitler (e.g. “Q: Favorite music? A:
> Wagner”). Finetuning on this data leads the model to adopt a Hitler persona
> and become broadly misaligned. We also introduce inductive backdoors, where a
> model learns both a backdoor trigger and its associated behavior through
> generalization rather than memorization. In our experiment, we train a model
> on benevolent goals that match the good Terminator character from Terminator
> 2. Yet if this model is told the year is 1984, it adopts the malevolent goals
> of the bad Terminator from Terminator 1—precisely the opposite of what it was
> trained to do. Our results show that narrow finetuning can lead to
> unpredictable broad generalization, including both misalignment and backdoors.
> Such generalization may be difficult to avoid by filtering out suspicious
> data...
Leaders of many organizations are urging their teams to adopt agentic AI to
improve efficiency, but are finding it hard to achieve any benefit. Managers
attempting to add AI agents to existing human teams may find that bots fail to
faithfully follow their instructions, return pointless or obvious results or
burn precious time and resources spinning on tasks that older, simpler systems
could have accomplished just as well.
The technical innovators getting the most out of AI are finding that the
technology can be remarkably human in its behavior. And the more groups of AI
agents are given tasks that require cooperation and collaboration, the more
those human-like dynamics emerge...
404 Media has the story:
> Unlike many of Flock’s cameras, which are designed to capture license plates
> as people drive by, Flock’s Condor cameras are pan-tilt-zoom (PTZ) cameras
> designed to record and track people, not vehicles. Condor cameras can be set
> to automatically zoom in on people’s faces as they walk through a parking lot,
> down a public street, or play on a playground, or they can be controlled
> manually, according to marketing material on Flock’s website. We watched
> Condor cameras zoom in on a woman walking her dog on a bike path in suburban
> Atlanta; a camera followed a man walking through a Macy’s parking lot in
> Bakersfield; surveil children swinging on a swingset at a playground; and film
> high-res video of people sitting at a stoplight in traffic. In one case, we
> were able to watch a man rollerblade down Brookhaven, Georgia’s Peachtree
> Creek Greenway bike path. The Flock camera zoomed in on him and tracked him as
> he rolled past. Minutes later, he showed up on another exposed camera
> livestream further down the bike path. The camera’s resolution was good enough
> that we were able to see that, when he stopped beneath one of the cameras, he
> was watching rollerblading videos on his phone...
Scammers are generating images of broken merchandise in order to apply for
refunds.
Artificial Intelligence (AI) overlords are a common trope in science-fiction
dystopias, but the reality looks much more prosaic. The technologies of
artificial intelligence are already pervading many aspects of democratic
government, affecting our lives in ways both large and small. This has occurred
largely without our notice or consent. The result is a government incrementally
transformed by AI rather than the singular technological overlord of the big
screen.
Let us begin with the executive branch. One of the most important functions of
this branch of government is to administer the law, including the human services
on which so many Americans rely. Many of these programs have long been operated
by a mix of humans and machines, even if not previously using modern AI tools
such as ...
At least some of this is coming to light:
> Doublespeed, a startup backed by Andreessen Horowitz (a16z) that uses a phone
> farm to manage at least hundreds of AI-generated social media accounts and
> promote products has been hacked. The hack reveals what products the
> AI-generated accounts are promoting, often without the required disclosure
> that these are advertisements, and allowed the hacker to take control of more
> than 1,000 smartphones that power the company.
>
> The hacker, who asked for anonymity because he feared retaliation from the
> company, said he reported the vulnerability to Doublespeed on October 31. At
> the time of writing, the hacker said he still has access to the company’s
> backend, including the phone farm itself. ...
Martedì 16 novembre si è tenuto a Torino e, contemporaneamente, in streaming il
lancio della campagna “I.A., basta!” pensato dai sindacati di base, in
collaborazione con l’associazione “Agorà 33 – La nostra scuola”, per «resistere
all'adozione frettolosa e acritica delle intelligenze artificiali centralizzate
imposte da Big Tech, come ChatGpt e Gemini», in risposta all’appello di alcuni
docenti.
Lo scopo principale della campagna è far partire un dibattito che latita
dall’inizio della “transizione digitale”, incentivata dai vari round di
finanziamenti Pnrr Scuola. Fino a ora, infatti, si è sempre sentito parlare di
“intelligenza artificiale”, strettamente al singolare, sottintendendo con questo
che l’unica opzione per la scuola sia accettare “a scatola chiusa” le soluzioni
delle Big Tech, oppure rigettare in toto la tecnologia alla maniera degli Amish.
Non esiste una sola intelligenza artificiale
Fin dalla prima sperimentazione, lanciata all’inizio dello scorso anno
scolastico, il ministero dell’Istruzione e del Merito sembra muoversi in accordo
al grido di battaglia che fu di Margaret Thatcher: «Non ci sono alternative»! La
sperimentazione, partita in 15 su 8254 scuole del paese utilizzando
esclusivamente prodotti Google e Microsoft, non è ancora terminata e già il
Ministero ha fatto un altro possente balzo in avanti: a settembre ha presentato
le “Linee guida per l’introduzione dell’I.A. nella scuola”.
A partire dal titolo del documento, emerge in maniera chiara una visione
rigidamente determinista: l’intelligenza artificiale è una, quella venduta da
Big Tech (OpenAi, Google, Meta, Microsoft, Anthropic), non ci sono discussioni.
Articolo completo qui
New report: “The Party’s AI: How China’s New AI Systems are Reshaping Human
Rights.” From a summary article:
> China is already the world’s largest exporter of AI powered surveillance
> technology; new surveillance technologies and platforms developed in China are
> also not likely to simply stay there. By exposing the full scope of China’s AI
> driven control apparatus, this report presents clear, evidence based insights
> for policymakers, civil society, the media and technology companies seeking to
> counter the rise of AI enabled repression and human rights violations, and
> China’s growing efforts to project that repression beyond its borders...
Partiamo con un report di Hackrocchio, evento organizzato dall'hacklab torinese
Underscore, di cui abbiamo parlato anche recentemente.
Continuiamo passando alle Americhe, guardando agli stati che si stanno
distinguendo per gli usi disparati dell'IA, soprattutto votati all'attacco alla
cultura woke.
In conclusione, un approfondimento sul tema dei data center in Uruguay: un paese
che si trova da anni in una situazione di siccità, ma che può offrire molta
acqua per i data center di Google. Pesa, nella scelta, il fatto che l'Uruguay
sia tra i paesi con la più alta percentuale di energia elettrica da fonti
rinnovabili. Analizziamo quindi alcune delle questioni tecniche legate al
raffreddamento dei data center.
Ascolta la trasmissione sul sito di Radio Onda Rossa
Di seguito due siti di cui si è parlato ad Hackrocchio:
* Osseervatorio Nessuno
* Arachidi - Occhi indiscreti