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Il 2025 delle donne, tra contraccolpi (tanti) e conquiste (poche)
Preferisci ascoltare il riassunto audio? Come sottolineano vari report di organizzazioni internazionali, l’anno che si sta chiudendo è stato cruciale per le donne di tutto il mondo, tra piccole vittorie e molti passi indietro. Dall’aborto alla violenza di genere, ecco cosa è cambiato nel 2025 “Contraccolpo”, “svolta”, “punto critico”. Sfogliando i report annuali delle organizzazioni che monitorano i diritti delle donne, queste sono le parole più utilizzate per descrivere questo 2025. Nel trentesimo anniversario della conferenza dell’Onu di Pechino, quando 189 Paesi si misero d’accordo fra di loro per garantire l’empowerment femminile a livello globale, i tanti passi avanti fatti negli ultimi anni cominciano a essere messi in discussione. MENO DONNE IN POLITICA Per la prima volta nella storia, nel 2025 è diminuito il numero di rappresentanti politiche donne a livello globale. Secondo UN Women, l’organizzazione per i diritti delle donne delle Nazioni Unite, solo il 22,9% dei posti in parlamento è occupato da donne, una cifra in calo rispetto al 2024, quando erano il 23,3%. > Lo scorso anno, i Paesi che avevano una perfetta parità fra i sessi erano 15, > mentre nel 2025 sono calati a 9 Si tratta di un segnale preoccupante, bilanciato però da un aumento delle donne nei ruoli esecutivi: le presidenti e capi di stato sono passate da 21 a 27 nel giro di cinque anni, anche se ben 103 Paesi continuano a non aver mai avuto una donna alla propria guida. La buona notizia è che l’Europa segue la rotta inversa: il numero delle deputate dei parlamenti del nostro continente è aumentato del 9,4% tra il 2010 e il 2024. COME CAMBIANO LE LEGGI SULLA VIOLENZA DI GENERE IN ITALIA Per quanto riguarda la lotta alla violenza di genere in Italia, il 2025 è stato un anno segnato da grandi dibattiti, che hanno portato ad alcuni miglioramenti come l’introduzione del reato di femminicidio nel codice penale, ma anche all’importante dietrofront sulla modifica della legge sulla violenza sessuale attraverso l’introduzione del criterio del consenso, bocciata dal Senato dopo il sì della Camera. Resta invece ancora in sospeso la legge che imporrebbe il consenso informato dei genitori ai corsi di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, sostenuta fortemente dalla destra, e che per ora è stata approvata solo alla Camera. Nonostante l’Italia sia uno dei pochi Paesi in Europa in cui questi corsi, fondamentali per prevenire la violenza di genere, non sono obbligatori, il governo vuole imporre un’ulteriore stretta, e accusa i promotori dell’educazione affettiva di promuovere la cosiddetta “ideologia gender”.  NUOVE DEFINIZIONI DI “DONNA” E LA CANCELLAZIONE DEI DIRITTI TRANS Sempre a proposito di gender, l’anno si è aperto con l’inaugurazione della presidenza Trump e una sfilza di ordini esecutivi che, tra le altre cose, hanno imposto la cancellazione di molti termini “inclusivi” dai documenti ufficiali del governo statunitense e l’imposizione di nuove definizioni di “uomo” e “donna”, basate sulla biologia. Lo stesso è accaduto ad aprile nel Regno Unito, quando la Corte Suprema ha emesso una sentenza sulla legge sulle pari opportunità in cui ha stabilito che è donna solo chi è nata come tale. Negli stessi giorni, l’Ungheria approvava un emendamento alla Costituzione che prevede il riconoscimento di soli due sessi nel Paese, maschile e femminile. Queste decisioni hanno avuto un forte impatto soprattutto sui diritti delle persone transgender, che secondo il Trans Rights Index stanno attraversando un “momento critico” e un “passo indietro senza precedenti” non solo negli Stati Uniti, ma anche nel nostro continente. L’ANNO DELLA “MASCHIOSFERA” Il 2025 è stato l’anno in cui l’opinione pubblica ha cominciato a fare i conti con la normalizzazione della cosiddetta “maschiosfera”, gli ambienti della misoginia online che dalle periferie di Internet sono stati progressivamente integrati nel mainstream. Gli influencer mascolinisti Andrew Tate e suo fratello Tristan, accusati di stupro e traffico di esseri umani in Romania, sono stati accolti a braccia aperte negli Stati Uniti dove, come ha rivelato una recente inchiesta del New York Times, sarebbero stati aiutati da importanti esponenti del governo. Proprio Tate viene nominato nella serie tv che è riuscita a portare questo tema nel dibattito pubblico, Adolescence, che racconta la caduta di un tredicenne inglese nel vortice della propaganda incel. Anche se la storia raccontata da Stephen Graham è inventata, l’ambientazione è più che mai realistica. Molti sondaggi a livello globale confermano infatti che i giovani uomini sono sempre più influenzati da queste figure: anche in Italia crescono i maschi che non condividono gli ideali femministi e credono che la parità di genere sia già stata raggiunta. ALCUNE IMPORTANTI VITTORIE PER IL DIRITTO DI SCELTA Negli ultimi anni il tema dell’aborto è tornato a mobilitare le piazze di tutto il mondo, dagli Stati Uniti (uno dei quattro Paesi al mondo che negli ultimi trent’anni è tornato indietro sul diritto di interrompere la gravidanza) all’America Latina, dove grazie al movimento della Marea Verde molti Paesi sono riusciti a depenalizzare la procedura. Secondo il Center for Reproductive Rights, il 40% delle donne in età riproduttiva vive però ancora in un Paese in cui l’aborto è illegale. Proprio alla luce dei recenti cambiamenti sul tema, l’Europa si è attivata per proteggere i diritti delle sue cittadine: molti Paesi (ma non l’Italia) hanno ampliato i termini per interrompere la gravidanza, mentre il Regno Unito ha eliminato ogni forma di criminalizzazione delle donne che abortiscono. A dicembre il Parlamento Europeo ha poi approvato con una larga maggioranza l’iniziativa dei cittadini europei My Voice, My Choice, che istituirà un fondo comune europeo per assistere le donne che vivono in Paesi in cui l’aborto è ostacolato. Sempre a livello legislativo bisogna segnalare due vittorie: il consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, attraverso due sentenze, ha stabilito che negare cure abortive è una violazione dei diritti umani. La posizione dell’Onu è stata ribadita anche in una risoluzione approvata lo scorso ottobre sulla prevenzione della mortalità materna. The post Il 2025 delle donne, tra contraccolpi (tanti) e conquiste (poche) appeared first on The Wom.
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Il 4 novembre The Wom lancia Scomode, il format di interviste sull’attualità femminile
A partire dal 4 novembre, sui canali social di The Wom va in onda Scomode, un format di interviste che affronta i temi più caldi dell’attualità femminile insieme ad attiviste, pensatrici e personaggi pubblici C’è sempre più bisogno di spazi liberi e senza filtri, di parole autentiche e di conversazioni che non abbiano paura di disturbare. È da questa urgenza che nasce Scomode, il nuovo format di The Wom dedicato agli argomenti più rilevanti dell’attualità femminile. Condotto da Valentina Lonati, Culture Editor di The Wom, Scomode esordirà sui canali social di The Wom martedì 4 novembre alle ore 18 e avrà come prima ospite Giorgia Soleri, attivista e scrittrice da sempre in prima linea contro gli stereotipi legati alla salute mentale, le malattie invisibili, il rapporto col corpo e le relazioni. Proprio alle relazioni sarà dedicata la prima puntata della sua intervista, che si svilupperà attraverso quattro session pubblicate settimanalmente. Scomode verrà pubblicato in una versione ridotta sul canale Instagram di The Wom e in un formato esteso sui canali YouTube e Spotify del magazine. Il setting delle interviste è pensato per raccontare il concept del format: la seduta è stata concepita per essere, per l’appunto, scomoda, mentre le luci sullo sfondo rappresentano la diversità della community di The Wom, oltre alle idee che animano il dibattito con le ospiti. SCOMODE, UN FORMAT CHE PARLA SENZA FILTRI DELLE DONNE DI OGGI Ogni settimana, Scomode accenderà un riflettore su una questione che tocca da vicino la vita e il corpo delle donne: violenza di genere, educazione sessuale, diritti umani e sociali, rappresentazioni mediatiche, discriminazioni e libertà. Temi che spesso dividono, ma che proprio per questo meritano di essere affrontati con coraggio e senza filtri. Dopo Giorgia Soleri, ogni mese si alterneranno pensatrici, attiviste e figure pubbliche che porteranno le proprie esperienze e opinioni, dando voce a una generazione che rifiuta il silenzio e la retorica. Scomode nasce infatti con l’obiettivo di scuotere le coscienze e ispirare la community di The Wom, offrendo uno sguardo lucido e appassionato sulle sfide di oggi. Con il tono diretto e inclusivo che da sempre contraddistingue The Wom, la serie di interviste ha l’obiettivo di diventare un appuntamento fisso per chi crede nel potere delle parole e del dialogo come strumenti di cambiamento. The post Il 4 novembre The Wom lancia Scomode, il format di interviste sull’attualità femminile appeared first on The Wom.
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Le donne del Vietnam: il filo forte e resistente che collega tradizione e futuro
Un viaggio in Vietnam attraverso la figura delle donne, esempi di resilienza ma anche di un fiorente empowerment femminile Questa estate il Vietnam mi ha accolta con il sorriso, il profumo del caffè filtrato e la luce calda che avvolge mercati, fiumi e risaie. Ho viaggiato insieme a un gruppo di quattro donne, alcune delle quali si occupano di turismo. Laura Colombelli, titolare di Destinations Hub, e Catia Cristao e Anh Do Ngoc, fondatrici di Mekong Touch, collaborano per organizzare viaggi in Vietnam e per disegnare esperienze meravigliose in questo Paese. Esperienze, nel mio caso, “pensate dalle donne per le donne”, ma in grado di soddisfare qualsiasi target vista la conoscenza del territorio, le incredibili bellezze e il livello elevato di hospitality che ho riscontrato in moltissime strutture. Laura Colombelli (Destinations Hub) e Catia Cristao e Anh Do Ngoc (Mekong Touch) Insieme abbiamo attraversato città frenetiche e villaggi sospesi nel tempo. Ovunque, le donne vietnamite sono state una presenza costante: figure sottili ma instancabili, capaci di portare sulla spalla un carico di frutta più grande di loro, di tessere seta finissima, di cucinare per una famiglia numerosa e, allo stesso tempo, di gestire un piccolo commercio. Nei mercati rionali, cuore pulsante delle città vietnamite, tra spezie e frutta esotica, i piatti pronti vengono cucinati live e venduti sul momento. Anh ci racconta che sono soprattutto le donne a comprarli, spesso di corsa, rientrando la sera, perché trascorrono l’intera giornata fuori casa, tra lavoro e impegni familiari. Una scena che racconta un aspetto chiave: il cibo non è solo nutrimento, ma organizzazione, sostegno, alleanza femminile in una quotidianità fatta di resilienza. L’OCCUPAZIONE DELLE DONNE IN VIETNAM I numeri parlano chiaro: in Vietnam quasi il 70% delle donne in età lavorativa partecipa al mercato del lavoro, contro il 62% in Italia. Nel turismo la differenza è ancora più evidente: qui le donne guidano agenzie, accompagnano viaggiatori, gestiscono strutture ricettive. Più del 50% delle strutture ricettive visitate aveva come General Manager una donna. Il turismo è senza dubbio un motore economico per il Paese, spingendo a migliorare infrastrutture (strade, aeroporti, collegamenti ferroviari) e favorendo lo sviluppo di piccole e medie imprese locali, riducendo le disparità tra città e campagne. Una donna vietnamita prepara zuppe e verdure tagliate all’interno di un tipico mercato di Hanoi LA PICCOLA IMPRENDITORIA FEMMINILE IN VIETNAM Il turismo come motore vibrante di Hoi An, la città storica delle lanterne. Lì sono entrata nell’atelier di Lan e Thao, due giovanissime stiliste e artigiane di 19 e 25 anni. In dodici ore di lavoro sono riuscite, con l’ausilio di un piccolo team di collaboratrici, a confezionare oltre quindici abiti e creazioni su misura, utilizzando sete pregiate dai colori vibranti. Ho conosciuto un paio delle colleghe del team perché avevo bisogno di un piccolo intervento di sistemazione su un abito disegnato sullo stile di Audrey Hepburn. “Salta con me sul motorino” mi dice Lan…. e in un attimo mi ritrovo in un retrobottega, a pochi km di distanza dall’atelier, perché: “le ragazze possono perfezionare l’abito solo addosso a te e tu devi essere perfetta”. La sartoria > In Occidente spesso il dettaglio è visto come perfezionismo, mentre in Oriente > è cura: un modo per rendere significativo anche ciò che è piccolo La cura del dettaglio in Vietnam la ritrovi ovunque: nei ricami minuziosi delle tessitrici, nei piatti cucinati live nei mercati rionali, nelle sete preziose di Hoi An. E a Huế, davanti alla maestosa Cittadella imperiale, dove gruppi di giovani donne posano per fotografie in abiti tradizionali perfetti si trovano ao dài dai colori brillanti, capelli raccolti con grazia, movimenti misurati. Ogni piega del tessuto, ogni accessorio, ogni posa racconta l’idea di armonia e perfezione che attraversa l’estetica orientale. Non è vanità: è una forma d’arte che celebra l’identità, la storia e l’eleganza femminile. Giovane ragazza posa nella cittadella imperiale di Huè in abiti tipici Dopo questo intervento di perfezionamento del mio abito, Lan mi chiede se sono contenta. “Si, molto”, rispondo ancora sorpresa per la velocità con cui tutto è avvenuto. ”Allora dammi un grande abbraccio”, mi dice. Una reazione insolita, perché nella cultura Vietnamita il contatto è riservato solo alla sfera privata. Ed effettivamente, a pensarci, questa parte avviene quando siamo in un’area più nascosta dell’atelier. Con le nostre sarte abbiamo trascorso un pomeriggio indimenticabile tra tessuti e decorazioni, cercando insieme modelli sui siti, prendendo misure e scoprendo, sorridendo, quanto diversa sia la concezione della scollatura tra Oriente e Occidente. Un dialogo semplice e diretto, che racconta molto più di tante statistiche. The post Le donne del Vietnam: il filo forte e resistente che collega tradizione e futuro appeared first on The Wom.
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Gruppo Mondadori premiato agli Assolombarda Awards per l’impegno di The Wom nell’inclusione
Giovedì 13 marzo, al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, è andata in scena la terza edizione degli Assolombarda Awards, i premi dedicati ai progetti d’impresa più innovativi promossi da PMI e grandi aziende. Tra i premiati anche Gruppo Mondadori, che ha ricevuto un importante riconoscimento per il suo impegno nella diffusione di una cultura equa e inclusiva anche attraverso The Wom Un premio dedicato alle imprese che sono motore di cambiamento: giunti alla terza edizione, gli Assolombarda Awards nascono con l’idea di portare alla luce quelle realtà – nel contesto del territorio compreso tra la Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Pavia e Lodi – che investono in innovazione, tecnologie e nel campo sociale per creare valore, non solo economico. Quest’anno, a conferma dell’impegno nel diffondere messaggi di inclusione e di parità, il Gruppo Mondadori è stato invitato a ritirare il premio dell’Advisory board per il sociale presieduto Gabriella Magnoni di Assolombarda. Un premio importante che si innesta sulla scia del grande successo ottenuto dalla sfilata inclusiva The WOMderful Inclusive Fashion Show by Benedetta De Luca, svoltasi durante l’ultima Fashion Week milanese, che ha celebrato le unicità del mondo femminile portando in passerella 15 modelle unconventional, ognuna espressione di culture e percorsi differenti, per dare voce anche a malattie invisibili o rare, oltre ogni stereotipo. Oltre a Gruppo Mondadori, la giuria degli Assolombarda Awards – presieduta da Ferruccio De Bortoli e composta da Claudia Parzani (Presidente Borsa Italiana), Mirja Cartia D’Asero (Amministratore Delegato Sole24Ore), Giuseppe De Bellis (Direttore Sky TG24) e Ferruccio Resta (Presidente della Fondazione Politecnico di Milano) – ha selezionato varie imprese del territorio tra cui Edison, Singnify, Renato Corti e Alstom Ferroviaria. Cristiana Capotondi, a sinistra, ha annunciato la premiazione di The Wom e Gruppo Mondadori. Sul palco insieme a lei Benedetta De Luca, Francesca Rigolio, Gabriella Magnoni e Andrea Santagata A rappresentare Gruppo Mondadori e a ritirare il premio sul palco degli Assolombarda Awards sono stati Andrea Santagata, Amministratore Delegato di Mondadori Media, Francesca Rigolio, Chief Sustainability Officer del Gruppo Mondadori e Benedetta De Luca, Gender & Inclusion Editor di The Wom. «Questo premio rappresenta un riconoscimento molto significativo, che “certifica” ancora una volta il nostro impegno concreto, come editori, per una società più inclusiva e sostenibile» – ha commentato Francesca Rigolio. «È un segno tangibile di come il Gruppo Mondadori stia lavorando attivamente per la diffusione di una cultura che promuove la parità e l’inclusione, non solo in azienda, ma anche attraverso azioni e progetti con i nostri brand, le nostre case editrici e le nostre librerie». Benedetta De Luca, protagonista assoluta della sfilata The WOMderful Inclusive Fashion Show, ha commentato così la premiazione: «Ricevere questo premio ha per me un valore profondissimo, perché parla di un percorso personale che è diventato poi anche collettivo. Sono nata con una disabilità e per anni ho vissuto in un mondo che non era pronto a vedermi davvero. Crescendo, ho capito che la mia storia poteva diventare uno strumento di cambiamento, non solo per me, ma per tutte le persone che non si sentono rappresentate».  Un cambiamento che il Gruppo Mondadori sta costruendo attraverso varie iniziative dedicate ai dipendententi e non solo, con il desiderio di creare una società sempre più inclusiva: «Da alcuni anni ormai il Gruppo Mondadori sta promuovendo iniziative di inclusione e sostenibilità sociale a supporto di molteplici portatori di interesse. Sosteniamo la parità di genere, la tutela dei diritti umani, il supporto a una genitorialità condivisa, la lotta alla discriminazione di ogni tipo, l’eliminazione delle microaggressioni e più in generale il benessere sociale. The Wom è un partner prezioso in questo percorso e con la sua specifica identità e il suo approccio coraggioso, è per noi un moltiplicatore di grande valore». > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da The Wom (@thewom) IL SUCCESSO DI THE WOMDERFUL INCLUSIVE FASHION SHOW Andata in scena durante l’ultima Fashion Week milanese, The WOMderful Inclusive Fashion Show by Benedetta De Luca ha portato per la prima volta sulle passerelle il messaggio di inclusione che ogni giorno viene diffuso da The Wom attraverso i suoi canali. Una sfilata che ha riscosso grandissima attenzione da parte dei più importanti media nazionali, a riprova della forza dei suoi valori. «The WOMderful Inclusive Fashion Show è stata un’iniziativa con un messaggio corale e innovativo. Ha saputo interpretare, anche attraverso il linguaggio della moda, le molteplici istanze di una società ricca di unicità, portando in passerella non solo delle modelle non convenzionali, ma anche la speranza di un futuro sempre piu inclusivo e sostenibile», ha proseguito Francesca Rigolio. Un momento della premiazione Un premio, quello degli Assolombarda Awards, che certifica il lavoro svolto da The Wom nel promuovere una cultura fondata sull’inclusione e sul rispetto: «Come Gender & Inclusion Editor di The Wom da tre anni, ho lavorato insieme a tutto il team per far sì che l’inclusione e la parità di genere non fossero solo un concetto astratto, ma qualcosa di tangibile, capace di trasformare la narrazione mediatica e la percezione della diversità. Oggi siamo andati oltre il racconto digitale: The Wom continua a promuovere l’inclusione online, ma porta questo impegno anche nella realtà, attraverso eventi e iniziative che hanno un impatto concreto. The WOMderful Inclusive Fashion Show è stato un passo importante in questa direzione: non solo una sfilata, ma un segnale forte per l’intera industria della moda, un messaggio che dimostra come la bellezza non abbia un’unica forma e che ogni corpo merita di essere amato e rappresentato. Questo premio è la conferma che il cambiamento è possibile e che l’inclusione non è una concessione, ma un diritto di tutte e tutti», ha concluso Benedetta De Luca.  The post Gruppo Mondadori premiato agli Assolombarda Awards per l’impegno di The Wom nell’inclusione appeared first on The Wom.
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