Se prendi il treno pomeridiano da Sarajevo, troppo tardi per ammirare il
paesaggio, e arrivi una sera di novembre a Mostar, se esci dalla stazione
annerita, la lasci alle spalle scura e umida e vai verso il centro per una
strada semideserta – bar chiusi o in chiusura, piccoli capannelli di tifosi da
schermo, studenti che tornano a casa – passi un ponte, ne passi un altro, e,
proprio perché è novembre, puoi lasciare la valigia in una locanda: un posto
vicino al ponte di Mostar, proprio lui, il simbolo del villaggio.
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Intervista a Chiharu Shiota, artista di Osaka protagonista della mostra "The
Soul Trembles", in esposizione al MAO di Torino, a cura di Davide Galipò
A Napoli, come in altre città italiane, c'è stata un'adesione di massa ai due
scioperi nazionali: ogni volta sulle cinquantamila persone, corso Umberto
strabordante, “Bella ciao” e schiena dritta a ritmo di percussioni, Piazza
Plebiscito piena di bandiere, studentesse e studenti colorati, vecchi e giovani
militanti dagli sguardi stupiti. Ogni interazione umana, nei giorni della
protesta in strada, è stata lontanissima dai titoli dei media allarmisti, dalla
demonizzazione della partecipazione di piazza, da millenarie paure.
Intervista a Antonio Mazzeo, attivista sequestrato ed espulso da Israele lo
scorso luglio in acque internazionali mentre partecipava alla Gaza Freedom
Flotilla
"Una volta tracciati i contorni di un fenomeno parte della nostra cultura da
millenni, ma sottaciuto o alla meglio, distorto, mi sono chiesto quanto fosse
diffusa la conoscenza terapeutica della psichedelia tra i giovani." Seconda
parte dello studio etnografico sulla psilocibina, a cura di Mirko Vercelli
Parte I: Sciamanesimo da giardino “Do you think Bach knew he was doing that?” –
Groucho Marx sotto effetto di LSD “Non mi sono interessato io ai funghi, sono
stato richiamato, dai funghi.” Aspetto sulla strada, alla fine di un viale
alberato che diventa proprietà privata all’ultima curva. In un pomeriggio di
prima estate, mi […]
I P38 Gang sono stati processati per istigazione a delinquere, a causa dei testi
delle loro canzoni e della loro estetica che ricorda le BR. La prima udienza,
che si è svolta lo scorso 3 novembre al tribunale di Torino, si è conclusa con
un rifiuto da parte del Gip alla richiesta dei PM di arresti domiciliari per i
membri della P38, dato che nessuno di loro risiede nel capoluogo piemontese.
Rimane però aperta la denuncia per istigazione al terrorismo, che crea un
pericoloso precedente a livello italiano, dato che, come dichiarato più volte
nei loro comunicati, la loro musica si rifà all'estetica degli anni di piombo,
senza per questo imitarne la violenza. Ma in un periodo in cui ad essere
processate sono le parole, non si può dare niente per scontato. Ne abbiamo
parlato direttamente con alcuni membri del collettivo.
Reportage di Emanuele Mengotti, regista di "West Babylonia", sugli aspetti più
conservatori del sogno americano.
Bezinović non racconta la storia, la frantuma. Nel suo film, D’Annunzio è
chiunque: un pensionato con il cappello inclinato, un pescatore con la voce
roca, un ragazzo che stringe una chitarra elettrica. Recensione a cura di Irene
Dorigotti
Qui a Goma la guerra si sente anche se non si vede. Ma se guardi bene, riconosci
il passo sicuro di chi è cresciuto con un Kalashnikov a tracolla. Nel suo libro
Generazione Kalashnikov, l’antropologo Luca Jourdan descrive come per molti
giovani l’arma non sia solo un fucile, ma una chiave d’accesso a un mondo
globalizzato, dove la guerra è parte dell’economia.