Se prendi il treno pomeridiano da Sarajevo, troppo tardi per ammirare il
paesaggio, e arrivi una sera di novembre a Mostar, se esci dalla stazione
annerita, la lasci alle spalle scura e umida e vai verso il centro per una
strada semideserta – bar chiusi o in chiusura, piccoli capannelli di tifosi da
schermo, studenti che tornano a casa – passi un ponte, ne passi un altro, e,
proprio perché è novembre, puoi lasciare la valigia in una locanda: un posto
vicino al ponte di Mostar, proprio lui, il simbolo del villaggio.
Tag - Alberto Bile Spadaccini
A Napoli, come in altre città italiane, c'è stata un'adesione di massa ai due
scioperi nazionali: ogni volta sulle cinquantamila persone, corso Umberto
strabordante, “Bella ciao” e schiena dritta a ritmo di percussioni, Piazza
Plebiscito piena di bandiere, studentesse e studenti colorati, vecchi e giovani
militanti dagli sguardi stupiti. Ogni interazione umana, nei giorni della
protesta in strada, è stata lontanissima dai titoli dei media allarmisti, dalla
demonizzazione della partecipazione di piazza, da millenarie paure.