Getty Images
INFORMAZIONI PRINCIPALI SU EMILY RATAJKOWSKI
* Nome completo: Emily O’Hara Ratajkowski
* Data di nascita: 7 giugno 1991
* Luogo di nascita: Westminster, Londra, Regno Unito
* Segno zodiacale: Gemelli
* Altezza: 1,70 m circa
* Partner: Sebastian Bear-McClard (dal 2018, separati nel 2022)
* Genitori: Kathleen Anne Balgley e John David Ratajkowski
* Figli: 1 (Sylvester Apollo Bear, nato nel 2021)
* Fratelli/Sorelle: figlia unica
* Instagram: @emrata
DALLE LUCI DI LONDRA AL SOGNO CALIFORNIANO
Prima di diventare la ragazza a cui tutte le copertine volevano dire “sì”, Emily
Ratajkowski era, semplicemente, una ragazzina curiosa. Una di quelle che – ne
sono certa – perdeva l’ora anche solo a guardare la luce che filtrava tra gli
alberi, sia che fossero i grandi platani inglesi o le palme che accolgono chi
sbarca in California. Emily nasce a Londra nel 1991, figlia di un pittore
americano e una scrittrice britannica. L’aria di casa sua già sapeva di pigmenti
e libri, di tè delle cinque ma anche di avventure da romanzo americano. Questa
doppia anima, europea e statunitense, fa parte di lei come una seconda pelle.
Cresce tra le colline di West Hampstead e i profumi contrastanti di Camden, ma
la famiglia si trasferisce in California quando lei è ancora una bambina.
Californiana d’adozione, Emily inizia a masticare quella “attitude” fatta di
sole e promesse, senza mai perdere però l’ironia tipica degli inglesi. Se ci
pensate, la sua storia è un po’ come una serie Netflix che inizia saltellando
tra due mondi: un’atmosfera cupa e piovosa, e poi sboom, la luce abbacinante di
San Diego.
Il suo contesto familiare è una sorta di “melting pot”, non solo per le origini:
si cresce tra discussioni di filosofia, schizzi di colore sui quaderni, libri
sparsi ovunque e una mamma che non ha mai avuto paura di insegnare a sua figlia
che pensare in grande, da donne, si può. La madre le trasmette un atteggiamento
schietto e femminista, il padre la inizia all’arte, ma senza forzarla mai. Emily
stessa ha raccontato spesso di quanto fosse normale per lei, da piccola,
trascorrere pomeriggi in silenzio a osservare i disegni e i dipinti del padre,
rubando con gli occhi segreti e dettagli. Chissà se in quelle linee ha imparato
a osservare il mondo così intensamente.
Non era però la bambina che si accontentava di guardare. No, lei voleva fare.
Così alle scuole medie era già quella che:
* si iscriveva a qualsiasi corso di teatro;
* praticava sport come calcio e pallavolo;
* si perdeva nell’acqua con nuotate infinite;
* sognava con il disegno e la scrittura, quasi fossero superpoteri.
Non si trattava solo di “provare tutto”. Sotto la superficie, infatti, si
intravedeva già una determinazione ostinata, quasi sconosciuta per la sua età.
Da adolescente, Emily pare fosse un misto tra introversione e improvvisi lampi
di sicurezza: il tipo che, durante le gite scolastiche o le feste di compleanno,
sapeva reggere lo sguardo di chiunque mentre parlava con passione di qualcosa
che le stava a cuore.
Proprio nelle piccole cose emerge quel carattere così… magnetico. Ricorda una
volta in cui racconta di aver preparato una mostra di disegni per la classe, a
soli undici anni, con la pretesa che venisse presa sul serio. Ecco, quella
convinzione non l’ha mai abbandonata: un misto di coraggio e curiosità, sempre
addosso come un paio di sneakers vintage chiuse strette ai piedi.
Nel suo percorso californiano, la multiculturalità e l’educazione libera
ricevuta diventano quasi una “bussola”: Emily impara ad adattarsi, a dialogare
tra mille registri linguistici, estetici e sociali. E forse è proprio qui che si
forma il suo spirito anticonvenzionale, quella fame di mondo che oggi tutte le
ragazze vedono riflessa nei suoi occhi scuri. Emily capisce presto che essere sé
stessa, nella moda come nella vita, avrebbe richiesto coraggio, strumenti e
tanto – tantissimo – cuore. Ed è da questa infanzia ricca e consapevole che
muoverà i suoi primi veri passi, verso un futuro che nessun manuale avrebbe
saputo prevedere.
IL PRIMO COLPO DI SCENA: FORD MODELS E IL BATTICUORE DEI CASTING
Emily aveva quel qualcosa che gli altri si accorgono subito. Entri in una
stanza, lei è seduta in un angolo — niente sorrisini forzati, niente postura “da
modella”. Ma appena gli occhi degli addetti ai lavori si posano su di lei… ecco,
la magia. Fu proprio quel mix di bellezza naturale e sfrontato carisma che
convinse Ford Models a reclutarla a soli 14 anni. Un’età in cui la maggior parte
di noi provava imbarazzo a scegliere cosa mettere la mattina, lei invece si
muoveva già tra photoshoot, provini e *fashion dramas* dietro le quinte.
Il debutto è stato tutto meno che una favola patinata. Racconta spesso che
all’inizio si sentiva fuori luogo: troppo formosa per il modello “skinny”
dell’epoca, troppo giovane per alcuni lavori, troppo sveglia per accettare tutto
senza fiatare. Eppure… la sua spontaneità era contagiosa. Fotografata su sfondi
neutri o con vestiti oversize, Emily trasmetteva emozioni reali, di quelle che
ti arrivano dritte.
Ogni tanto lo ammette: era una faticaccia sorridere per dodici ore sotto i
riflettori. Ma quella stanchezza non sembrava mai sporcargli lo sguardo, sempre
acceso, un po’ ironico, come a dire “Sto facendo la modella, ma non mi fermo
certo qui”.
Getty Images
COPERTINE E SHOOTING, BOOM MEDIATICO E NUOVI STANDARD
Poi sono arrivate le prime copertine — e con loro il vero salto. Non era più
solo la ragazza di Pacific Palisades, ma una giovane donna che ridefiniva uno
standard. Le riviste la volevano come nuova musa della sensualità consapevole:
curve morbide, sguardo fiero e una sicurezza che quasi ti spiazza.
C’è una cover in particolare, quella per una nota rivista di moda, che secondo
me segna uno spartiacque. Non solo posa, ma dialoga con l’obiettivo. Niente posa
plastica o eccessivamente studiata. Il suo stile?
* Nude look, ma con focus su capelli spettinati e pelle pulita.
* Abbraccio delle proprie forme, zero filtri.
* Espressioni che comunicano: “Sì, sono così, e sono io a decidere come
mostrarmi”.
Il bello è che questa autenticità faceva (e fa) impazzire le ragazze:
“finalmente una che pare vera”, “non sembra finta come certe altre”. A
vent’anni, Emily era già la testimonial di una nuova idea di femminilità forte.
IL FENOMENO “BLURRED LINES” E LA FAMA PLANETARIA
Se esiste un momento in cui il mondo intero ha googlato il suo nome, è stato
grazie al video di “Blurred Lines”. Un videoclip che ha fatto discutere (ancora
lo fa), ma che per Emily è stata una miccia: in pochi minuti, proiettata da
modella emergente a icona mondiale. Leggenda vuole che il giorno dopo non
riusciva nemmeno a controllare quanti follower in più comparivano sul suo
account Instagram.
Certo, non sono mancate critiche: c’era chi la accusava di bollicine eccessive,
chi diceva “ancora corpi nudi nei videoclip, che noia”. Ma lei? Sempre molto
chiara — “Sono consapevole di me stessa e della mia sessualità, sono io a
scegliere quando e come mostrarla”. Non le interessa essere un manichino
silenzioso, ma una donna che gioca col proprio corpo con autoironia e rispetto,
anche quando il mondo attorno si scandalizza.
SENSUALITÀ COME ATTO DI SICUREZZA
Quello che davvero ha cambiato le regole è stato il suo modo di vivere la
sensualità: non come posa da copertina, ma come atto di autodeterminazione. In
un panorama ancora ossessionato dagli stereotipi, lei si è imposta come simbolo
di “basta vergogna”, insegnando che
* La sicurezza viene dall’interno, e non da quello che ti raccontano gli altri.
* Il corpo è tuo, le regole le decidi tu.
* Sensualità non vuol dire sempre sedurre: può essere gioia, divertimento,
persino una presa in giro degli standard.
Emily Ratajkowski ha saputo, con ironia e intelligenza, far passare il messaggio
che essere donna oggi significa anche non dover chiedere il permesso per
brillare. E in fondo, chi non vorrebbe sentirsi un po’ Emily almeno una volta?
TRA SET E SCHERMI: LA SVOLTA SENZA FILTRI DI EMILY
C’è qualcosa di straordinariamente vero in quella che molti chiamano “Emily
Ratajkowski attrice”. Forse perché nessuno si aspettava che la ragazza simbolo
di sensualità e presenza ipnotica sulle passerelle (che abbiamo lasciato poco fa
nei backstage delle sfilate) potesse lanciarsi con questa naturalezza nella
settima arte, con una freschezza quasi sfrontata, senza mai perdere autenticità.
E invece eccola, con la telecamera addosso, a ribaltare ancora una volta le
aspettative.
La sua prima vera relazione con la recitazione nasce molto prima delle grandi
pellicole: piccoli ruoli, serie tv come “iCarly” quando ancora aveva gli occhi
pieni di sogni e poca consapevolezza di ciò che sarebbe diventata. Forse lì ha
imparato che la vera prova di coraggio, nel cinema, non è tanto il copione,
quanto stare davanti alle luci e restare comunque se stessa.
Poi boom – arriva la chiamata che cambia tutto: “Gone Girl” di David Fincher. Un
regista spietato, una produzione di quelle che ti fanno tremare i polsi, e lei
catapultata in un universo nuovo. Non era solo la ragazza bellissima che avevamo
visto su un cartellone gigante: era diventata parte di un gioco psicologico nero
come la pece, con Ben Affleck e Rosamund Pike, sì, ma con una delicatezza e
insieme una presenza che non passano inosservate. Emily ha portato sullo schermo
quel qualcosa che non si insegna – la capacità di essere vera anche nella
finzione. Forse è questo il suo superpotere.
Getty Images
SCELTE AUDACI E VOGLIA DI SENTIRSI SÉ STESSA
Non tutti lo sanno, ma Emily, nel suo percorso tra moda e cinema, avrebbe potuto
seguire la scia delle offerte “facili”, i ruoli da “bella ragazza”, la solita
parte che riflette soltanto l’aspetto esteriore. E invece, puntata dopo puntata,
film dopo film, ha scelto la via più accidentata e onesta: cercare ruoli che le
parlassero davvero, che rispecchiassero le sue idee, i suoi dubbi, perfino le
sue insicurezze.
Ad esempio:
* In “We Are Your Friends”, al fianco di Zac Efron, non si è fermata alla
superficie, ha portato anche quell’ironia che la caratterizza (un’ironia
intelligente, a tratti caustica, per chi la sa cogliere).
* In pellicole come “I Feel Pretty” ha abbracciato con totale naturalezza il
discorso sull’accettazione e la bellezza senza filtri, mostrando che puoi
essere parte di una commedia senza nascondere le tue contraddizioni.
Chi la osserva nota subito che Emily non finge nemmeno in quei ruoli dove la
tentazione di “piacere a tutti” sarebbe fortissima. La sua arma segreta? Dire no
alle proposte in cui non si riconoscerebbe mai nella vita reale. Preferisce un
ruolo scomodo ma stimolante, piuttosto che perdersi nella massa. In un contesto
dove l’originalità spesso lascia il posto ai cliché, lei ha scelto di essere
fedele alla propria voce.
RAPPRESENTAZIONE REALE, SCHIETTEZZA FUORI SCENA
Quello che colpisce davvero, però, è il modo in cui fa convivere il suo lato
pubblico e quello privato anche nei suoi lavori cinematografici– perché sì, in
un’epoca di filtri e editing forsennato, lei si racconta così com’è, senza
troppe sovrastrutture.
Lo dice anche nelle interviste: non cerca il ruolo “princess” o la protagonista
dal destino predestinato, ma quei personaggi che mostrano sfaccettature,
incertezze, anche zone d’ombra. Dice: “Mi interessa vedere donne al cinema che
sbagliano, che sono forti e fragili insieme”. In fondo, per molte ragazze della
nostra generazione, vedere qualcuno che si espone senza paura è uno specchio che
riflette i nostri stessi desideri di autenticità e rappresentazione.
Non è un caso che, sui social come nei podcast o nelle serate tra amici, Emily
continui a lottare perché il cinema vada oltre la confezione patinata, e scelga
storie dove anche le imperfezioni hanno voce. Quella stessa schiettezza – che
sia in un look minimal sul red carpet o in una scena intensa da set – è la
chiave che la rende un modello credibile, e la spinge a cercare ruoli che
facciano sentire davvero vista, dentro e fuori lo schermo.
RELAZIONI, AMICIZIE E AMORE SOTTO I RIFLETTORI
Emily Ratajkowski parla d’amore e rapporti come chi ci è passata davvero, con il
cuore a volte a tappeto, a volte in volo: insomma, non si tira certo indietro
davanti alle emozioni. Perché dietro ai look impeccabili e alle passerelle
sfolgoranti c’è una giovane donna che affronta le relazioni – le proprie, certo,
ma anche quelle delle amiche – senza mai mettersi la maschera di chi deve
piacere a tutti i costi. Sui social la vediamo forte e radiosa, ma nelle
interviste più intime o tra le pagine del suo libro “My Body”, Emily lo dice
chiaro: l’amore le ha insegnato molto, soprattutto su se stessa.
Quel matrimonio quasi da clip musicale con Sebastian Bear-McClard era stato un
vero giro sulle montagne russe. Flash, paparazzi, abiti color senape e anelli
improvvisati: insomma, un mix tra trash pop e romanticismo realista. Emily ci ha
investito anima e coraggio, scegliendo la fedeltà a se stessa come bussola su
cui basare la coppia. Poi, certo, quel matrimonio è finito, con la cronaca rosa
pronta a puntare i riflettori sui motivi della rottura, ma lei non indietreggia
mai. Racconta la storia senza filtri, nemmeno quelli di Instagram, e anche nel
dolore della separazione non smette di ripetersi che la sincerità è la linfa che
rende un rapporto reale.
Essere madre l’ha cambiata tantissimo – e qui la Emily che partecipa agli eventi
di moda si scioglie in una versione molto più tenera. La nascita del piccolo
Sylvester Apollo ha segnato una svolta, quella in cui capisci che ogni tua
scelta, anche nel rapporto con il partner, diventa una mappa per il futuro di
tuo figlio. Emily l’ha detto in più occasioni che crescendo un bambino, tutti
quei grandi discorsi sull’autonomia, sull’autenticità, diventano davvero carne e
ossa, scelte di ogni giorno, e non più solo post d’effetto sul social di turno.
Ma non c’è solo l’amore di coppia e la maternità; il lato più frizzantino di
Emily emerge con le sue amicizie nel mondo dello spettacolo. Ha un rapporto
schietto e luminoso con donne forti come Kendall Jenner, Bella Hadid e persino
Taylor Swift (la si vede in mille TikTok, al fondo delle scene, spesso a ridere
di gusto). Condivide backstage rocamboleschi, cene improvvisate tra le stelle di
Hollywood e pomeriggi tra ragazze a parlare d’amore senza cliché.
Capita anche che Emily diventi la confidente perfetta, quella che sa capire cosa
si celi dietro un post troppo ottimistico o una storia troppo filtrata. Le sue
amicizie sono fatte di:
* Genuinità e supporto reciproco
* Risate liberatorie su argomenti “imbarazzanti”
* Consigli senza giudizio – quelli “da sorella”, più che da influencer
Ciò che colpisce, sentendo Emily raccontare dei suoi rapporti – sia d’amore che
di amicizia – è il suo attaccamento viscerale alla fiducia. Per lei, sentirsi
“vista” dall’altra persona è la chiave, una specie di portale magico dove si
gettano le paure e si accolgono le fragilità. In amore, Emily non crede nelle
favole tutte zucchero e zero sostanza: cerca la libertà di essere imperfetta e
la forza di dire “va bene anche così”, anche quando non tutto fila liscio.
Forse è questo, il suo segreto: vuole relazioni in cui il dialogo non sia solo
una recita imparata a memoria, ma uno spazio dove davvero “succede qualcosa”,
dove emozioni e parole trovano casa. E così, tra una confessione su TikTok e una
dedica al figlio, Emily Ratajkowski si racconta sempre senza sovrastrutture,
pronta ad affrontare la vita emotiva come una nuova passerella – senza il
filtro, ma con tanta sostanza.
FEMMINISMO VISCERALE: EMILY RATAJKOWSKI E L’ATTIVISMO CHE NON FA SCONTI
Ecco una cosa che è impossibile negare: Emily Ratajkowski non è mai stata zitta
davanti alle ingiustizie. Anzi, spesso è il suo essere così sfrontatamente
diretta a renderla odiata e amata allo stesso tempo. Se c’è una battaglia che
sente sua, non ci pensa due volte a esporsi, anche rischiando quell’effetto
boomerang che molti nel suo ambiente temono. Emily, però, sembra quasi
divertirsi a smontare i cliché del femminismo patinato: il suo è un femminismo
vissuto sulla propria pelle, con lo sguardo rivolto direttamente agli occhi
delle donne che la seguono. Quasi come una sorella maggiore che ti dice la
verità, anche se brucia.
Un piccolo esempio? Ricordate quando, nel 2017, è scesa in piazza per
manifestare a favore dei diritti delle donne e a sostegno di Planned Parenthood?
Non era solo lì come volto noto, ma come donna che sa cosa significa lottare per
l’autodeterminazione sul proprio corpo. Non solo parole, ma fatti. Nelle sue
storie su Instagram, Emily non si limita a un hashtag del momento: condivide
riflessioni, notizie, grida indignate, a volte anche quel misto di frustrazione
e speranza che tutte abbiamo provato almeno una volta. Più genuina di così.
Leggi anche: Emily Ratajkowski, il nudo e gli abusi: “se ascolti chi ti dice che
devi essere bella dai potere agli uomini“
LIBERTÀ DI ESPRESSIONE (ANCHE DEL CORPO): CHI HA PAURA DI EMILY?
C’è una strana paura collettiva ogni volta che una donna – giovane, bellissima e
famosa – decide di parlare senza filtri. Emily di paura ne ha ben poca: la sua
libertà di espressione passa anche attraverso il corpo, e qui si apre il tema
più controverso di tutti. Lo sa bene pure lei, che proprio su questo punto si
sono scatenate le liti social, le accuse di “femminismo da copertina”, gli
haters e le critiche anche da parte di altre donne. Ma Emily ha il coraggio di
dire quello che segretamente pensiamo tutte: il corpo femminile è nostro, e
possiamo farci quello che più ci pare – anche mostrarlo con orgoglio, senza che
questo leghi il nostro valore solo all’apparenza.
Lo fa:
* posando nuda senza vergogne
* rifiutando l’ipocrisia secondo cui una donna emancipata dovrebbe
necessariamente “coprirsi” per essere rispettata
* difendendo il diritto a essere sensuali, ironiche, arrabbiate, dolci… e tutto
insieme
Emily si mette a nudo due volte: letteralmente e metaforicamente. E ogni volta
lancia una provocazione che fa parlare, tipo quando su Twitter spiegò che la
sensualità può essere una forma di potere, non solo di sottomissione. Da lì,
valanga di discussioni: c’è chi la accusa di avallare uno sguardo maschile e chi
invece festeggia questa svolta come uno dei pochi veri atti di femminismo pop.
SOSTENERE ALTRI, ANCHE SOTTO IL FUOCO INCROCIATO
Emily non è una di quelle che si mette la spilla rosa solo per le foto. Ha
donato e raccolto fondi per Planned Parenthood, e quando serviva, ci ha messo
pure la faccia, apparendo a eventi o in interviste per difendere il diritto
all’aborto e l’accesso libero alle cure. Il suo coinvolgimento non si ferma a
quello che si vede: spesso usa le proprie piattaforme social per amplificare le
voci altrui, sostenere campagne di sensibilizzazione o difendere colleghe
attaccate dai media. Certo, a volte ci sono inciampi, o messaggi che non vengono
compresi; capita persino che qualcuno storca il naso per la sua volontà di
parlare “di tutto”, senza censure autoimposte.
Ma Emily resta ferma nei suoi valori, anche quando è scomoda, anzi forse
soprattutto allora.
Molte ragazze raccontano di come i suoi contenuti abbiano cambiato il loro modo
di percepirsi, di non sentirsi sbagliate nel voler essere sensuali e impegnate
insieme – come se fossero due lati della stessa moneta. Magari sarà anche
controversa, ma questa autenticità, vuoi o non vuoi, contagia. E in un mondo di
filtri, Emily è proprio quel punto di rottura che scuote e fa ragionare.
UN FEED COME DIARIO, TRA SELFIE E IRONIA
Emily Ratajkowski non si limita a comparire sui social: li abita, li trasforma
in stanze luminose in cui si riflette il suo carattere vulcanico. Scorrere il
suo feed su Instagram è un po’ come sbirciare dentro una casa con tantissime
finestre aperte, dove si alternano scatti glamour – sì, quelli ci sono sempre –
ma anche scene vissute, giornata storta, e video che sembrano montati di getto
per riderci sopra. La sua spontaneità non è costruita, il che è rarissimo in
un’epoca di filtri e finzioni. Emily pubblica una foto elegante e subito dopo
una story in cui esclama “Ragazze, oggi i miei capelli fanno schifo, che si fa?”
come se stesse parlando con te davanti a una pizza.
Il suo modo di comunicare è un mix ben miscelato di ironia, intelligenza e
autoironia – ossia, il “se la ride prima di tutti”. Adoro come riesce a prendere
in giro certi stereotipi: prendi per esempio il classico bikini-post da
influencer. Emily ti sorprende con una didascalia che smonta i cliché, buttando
lì un “Promemoria: anche il pane carboidrato va bene, ok?” tra un sorriso e un
tramonto. Sembra tutto fatto senza pensarci troppo, ma si sente la mano “umana”,
la donna dietro il personaggio.
LO STILE SECONDO EMILY: FUORI E DENTRO I LOOK
Parlare di stile, se si tratta di Emily Ratajkowski, è come srotolare una
tavolozza piena di colori inaspettati. Lei è pioniera di uno stile che si
reinventa ogni giorno: oggi streetwear con i baggy jeans, domani abito
trasparente che fa discutere (e tanto), poi ancora blazer maschili, crop top che
azzerano le barriere tra moda giorno e notte. Sembra sempre a suo agio, quasi
che ogni outfit sia una seconda pelle scelta per raccontare un umore, una
battuta, una voglia di scardinare le regole.
Il suo stile personale è diventato fonte di ispirazione vera. Prova a cercare
#EmRataStyle e ti ritrovi catapultata in un universo di look copiati,
rivisitati, remixati. Perché, diciamolo, Emily riesce a trasformare un paio di
sneakers usurate o una camicia vintage oversize in trend globale. E quello che
davvero conquista è la sua autenticità radicale: cioè, anche quando propone la
sua linea di costumi o gioielli, non c’è distacco – c’è coinvolgimento, c’è
dietro la storia di una ragazza che si sporca le mani, che ti racconta i
retroscena, che ammette anche le sue insicurezze (“A volte non so neanche io
come abbinare i colori!”).
L’INVIDIA BUONA DELLE GIOVANI DONNE E LA COMMUNITY AFFIATATA
Forse il vero segreto di Emily Ratajkowski sui social sta nella sua capacità di
ispirare senza intimidire. Le sue follower – spesso donne giovani, curiose,
magari alle prese con l’ansia del confronto – trovano nel suo profilo:
* Una presenza che non predica, ma dialoga.
* Esempi pratici di body positivity, laddove “mostrarsi” non è mai plateale, ma
una scelta autonoma e consapevole.
* Riflessioni leggere ma non superficiali su ciò che significa essere donna
oggi, tra meme autoironici e storie di vita vera.
Il bello è che Emily non teme di mostrare anche la propria fragilità. Una volta
ha postato un piccolo video, poco dopo una delusione amorosa, in cui diceva
“Oggi mi sento un pochetto… rotta. Ma ce la facciamo, tipo serie tv quando la
protagonista rinasce.” Pochi fronzoli, molta verità.
COMUNICAZIONE AUTENTICA, VALORI INCLUSI NEI PICCOLI GESTI
E qui si torna sempre al punto di partenza: Emily non usa i social solo come
vetrina, ma come specchio. I suoi valori emergono nei dettagli:
* Quando condivide la gioia impacciata di ballare da sola nel soggiorno.
* Quando ammette che anche le sue giornate perfette hanno qualche crollo di
autostima.
* Quando mostra il lavoro dietro una campagna inclusiva o la chiacchierata con
l’amica di sempre.
Il risultato? Un racconto social che ti fa venire voglia di essere più libera,
più spontanea, più te stessa. Senza mai perdere quel senso di comunità, di
sorellanza digitale, che rende il profilo di Emily un vero piccolo rifugio per
chi cerca ispirazione, risate e conforto, anche solo tra le stories di un lunedì
mattina.
DENTRO EMILY: LIBERTÀ E INDIPENDENZA COME MANTRA QUOTIDIANO
Emily Ratajkowski, quando la guardi o la segui, sembra avere addosso sempre una
specie di vento che la spinge in avanti. Quel vento si chiama libertà. È più di
una parola da bio su Instagram: per lei è la bussola che orienta scelte grandi e
minuscole, dal modo in cui si mostra al mondo, fino alle cose che decide di non
dire o non fare. Nei suoi racconti, nelle interviste o anche solo nei momenti in
cui la si vede camminare da sola per New York con il cane Colombo, c’è questo
desiderio forte di vivere secondo regole proprie, senza aggiustarsi mai troppo
addosso quelle degli altri. E infatti, che si parli delle sue scelte di
carriera, del modo in cui gestisce i progetti personali, o degli affetti, il
filo conduttore resta sempre l’indipendenza: la capacità di essere fedele a se
stessa a dispetto di giudizi, cliché e pregiudizi.
Non è un caso che Emily racconti spesso del suo rapporto con l’autonomia come se
fosse stata la sua migliore amica fin da piccola. Ha imparato a contare su di
sé, mettendo qualche volta in discussione anche certi standard di femminilità e
successo che la società impone. Come se dicesse: sì alla sensualità, ma anche sì
alla complessità, alle paure, al dubbio, alle ribellioni fuori copione.
CONSAPEVOLEZZA DI SÉ: ERRORI, SVOLTE E PICCOLI SUPERPOTERI
Non si diventa un simbolo senza mettersi un po’ a nudo, e non solo in senso
letterale. Emily non ha mai avuto paura di mostrare le sue contraddizioni e i
momenti “no”. Parla spesso – senza mezzi termini e senza finti filtri – degli
errori che ha fatto, delle cose che nel tempo ha dovuto ridefinire di sé. Non è
quella che ti dice di avere tutte le risposte pronte, ma la persona che
preferisce esplorare domande scomode: chi sono davvero? Cosa voglio? Come ci si
riappropria del proprio corpo, della propria voce, anche dopo che milioni di
occhi ti hanno già catalogata?
Questo percorso di autoconsapevolezza per lei passa anche dal raccontare la
verità cruda e senza omissis:
* Parla delle insicurezze, delle pressioni che sente, delle ansie che ancora
oggi a volte la perseguitano.
* Ribadisce che il coraggio non è essere perfetti, ma sapersi rialzare.
* Scommette sulla fragilità come forza – anche quando il mondo chiede armature
di ferro.
Per le sue fan più giovani, vedere Emily ammettere che pure per lei niente
arriva “magicamente” è una ventata d’aria fresca. Quasi come se dicesse:
*ragazze, supereroine va bene, ma con le occhiaie, senza pozioni magiche*.
SOGNI FUTURI: TRA LIBRI, SCHERMI E NUOVI ORIZZONTI
Nonostante abbia già spuntato parecchie voci nella sua lista dei desideri –
modella, attrice, imprenditrice, autrice bestseller di “My Body” – Emily non dà
l’idea di voler rallentare. Al contrario, nei suoi progetti futuri c’è una forte
voglia di reinventarsi, di esplorare altre sfumature di sé e della propria
creatività. Qualcosa che va oltre le passerelle e i set fotografici.
Cosa bolle in pentola per lei?
* Sta lavorando a nuovi libri, dove vuole immergersi ancora più profondamente
nelle questioni legate all’identità e al femminismo.
* Sogna una regia tutta sua: ha dichiarato di voler dirigere un film che
riscriva tanti cliché sulle donne di potere.
* Si impegna per la sua linea di moda Inamorata, ma con un occhio alla
sostenibilità – non più solo cool, ma consapevole.
* È tentata dal mondo delle serie tv, magari con una produzione sua, per
raccontare storie non raccontate.
E tutto questo senza mai abbandonare – anzi, potenziando – l’attivismo. Emily
non si tira indietro quando c’è da appoggiare cause sociali o difendere diritti:
ambiente, maternità libera, diritto di scelta.
ESEMPIO PER UNA NUOVA GENERAZIONE: CORAGGIO, VULNERABILITÀ E SORELLANZA
Il vero sogno di Emily? Continuare a essere modello di riferimento per chi
cresce oggi, insieme a lei. Non la top model irraggiungibile, ma una “sorella
maggiore” che inciampa e ride, piange e si rialza. Le sue storie su TikTok, le
battaglie femministe, i discorsi imperfetti ma sinceri sono tutte piccole
rivoluzioni. Ed è forse qui il suo valore aggiunto: normalizzare il dubbio, la
ricerca, la trasformazione. Così, tra sogni reali e futuri ancora da scrivere,
si costruisce ogni giorno un’immagine in cui le ragazze possono davvero
riconoscersi.
The post Emily Ratajkowski: stile, carattere e attivismo oltre le passerelle
appeared first on The Wom.
Tag - celeb moda
Getty Images
* Nome completo: Iris Tallulah Elizabeth Law
* Data di nascita: 25 ottobre 2000
* Luogo di nascita: Santa Monica, California, USA
* Segno zodiacale: Scorpione
* Altezza: circa 1,65 m
* Partner: relazione con il modello Jyrrel Roberts (fonti recenti 2023)
* Genitori: Jude Law e Sadie Frost
* Figli: nessuno
* Fratelli/Sorelle: Rafferty Law, Rudy Law, e diversi fratellastri/ sorellastre
* Instagram: @lirisaw
DALLE PASSERELLE ALLA TV LA CARRIERA DI IRIS LAW
La carriera di Iris Law, bisogna dirlo, è la dimostrazione che essere “figlia
di…” può essere un punto di partenza, ma non basta affatto per brillare in un
mondo dove tutti vogliono emergere: serve coraggio, serve spirito, serve quel
non so che che ti fa ricordare con uno sguardo solo. E Iris Law, ragazza inglese
con la pelle trasparente e gli occhi chiari come un venerdì mattina a Londra, ha
dimostrato, passo dopo passo, che sa camminare benissimo anche con scarpe
decisamente grandi ai piedi.
Tutto inizia (come spesso accade) quasi per caso. Gli scout della moda la notano
giovanissima, ma Iris Law non è l’ennesima “figlia di” dall’atteggiamento
svogliato. No, lei anche nei primi shooting, per esempio quelli per *Miu Miu*,
aveva già un modo tutto suo di stare davanti all’obbiettivo: quella posa sempre
un po’ sfidante, la testa leggermente inclinata come se ti chiedesse “davvero
pensavi di aver visto tutto?”. Così, nel giro di poco, da *ragazza della porta
accanto* con un profilo Instagram fresco e spontaneo, si trasforma in una delle
muse più richieste dei brand di punta.
I grandi la vogliono: *Burberry* la sceglie per una campagna che esalta la
classicità inglese. *Dior* – perché ok, la Francia ama i volti particolari, ma
qui serve personalità – la chiama per dare un twist giovane e irriverente anche
ai look più sofisticati. E nel frattempo arrivano Miu Miu, Versace, Marc Jacobs.
Ogni volta, Iris Law sa essere diversa. Io ricordo di aver visto uno shooting
per Vogue e aver pensato: questa ragazza può giocare con il proprio stile come
si fanno i reel su TikTok – oggi romanticismo preppy, domani energia punk,
dopodomani con una blusa anni ’90 e lo sguardo che spacca lo schermo.
Tutto questo sarebbe già abbastanza. Ma no: Iris Law, che sembra avere il radar
puntato dove soffia il vento giusto, decide di sperimentare e lo fa proprio nel
modo più radicale. Sceglie il fashion system londinese – quello delle *London
Fashion Week* piene di eccentricità, beauty look strani e coolness spinta – come
palestra per il suo carattere camaleontico. Qui può permettersi di azzardare:
minigonne tartan, abiti destrutturati, make-up luminescenti, capelli biondo
platino (che a lei stanno, diciamocelo, meglio che a chiunque altro).
Ma se la moda la ama, per Iris Law il gioco si fa interessante solo quando la
sfida richiede una vera metamorfosi. Qui arriva la svolta. Viene infatti
scritturata per la miniserie “Pistol”, diretta da Danny Boyle, che racconta la
nascita dei Sex Pistols e del movimento punk londinese. Iris Law interpreta Soo
Catwoman, una delle icone punk della scena, e per entrare nel personaggio prende
una decisione che ha il sapore delle scelte rock: si rasa i capelli a zero. Sì,
avete letto bene – non uno di quei crop cut a la Twiggy, proprio zero. E non è
solo una trovata da copertina. È una presa di posizione. Una scelta che parla di
coraggio, autenticità e libertà da qualsiasi diktat estetico: si toglie i
capelli come una corazza, e si mette a nudo – letteralmente! – davanti a
pubblici e critiche.
Non è un caso se, dopo la serie, i feed di Instagram si riempiono di ragazze che
postano i loro #shorthair moments citando il look di Iris Law. Perché è così che
funzionano le vere icone: lanciano segnali, rompono lo schema e d’improvviso
centinaia di altre pensano “lo faccio anch’io!”.
Quello che colpisce è che Iris sembra non restare mai nello stesso posto. Se la
moda richiede grazia e camaleontismo, il cinema – e soprattutto le serie che
raccontano storie fuori dai soliti cliché – vogliono carattere autentico. Lei,
con quell’aria piatta ma densa di elettricità, conquista una nuova platea. Non
sarà il classico percorso da modella/attrice: i ruoli che sceglie sono sempre un
po’ fuori dal coro, proprio come lei. E questa dimensione internazionale – la
vedi a un evento cool a Parigi, poi in tv a Los Angeles, poco dopo alle sfilate
di Londra – racconta di una ragazza che sa parlare a generazioni diverse, che
non si fa mettere in un angolo, mai.
Insomma, Iris Law ha capito che la sua carriera non è solo questione di volti e
passerelle, ma di identità e di storie da raccontare. E mentre il mondo della
moda e dello spettacolo storce spesso il naso davanti a chi si muove “troppo
velocemente” tra i due settori, lei sembra dire “chi ha detto che non si può?” –
e il bello è che, con il suo stile, tutto sembra davvero possibile.
FIGLIA D’ARTE: QUANDO IL COGNOME È QUASI UN DESTINO
Crescere in una famiglia come quella di Iris Law non è esattamente come alzarsi
per andare a scuola ogni mattina da mamma prof e papà impiegato, diciamolo. Da
una parte c’è Jude Law, sì, proprio lui, l’attore che fa innamorare tanto nei
panni del giovane Dumbledore quanto (un tempo) in quelli di Alfie. Dall’altra
Sadie Frost, attrice e stilista, musa alternativa della Londra anni Novanta,
mente creativa e cuore ribelle. In mezzo — o meglio, tra loro — c’è Iris, che
fin dall’inizio sente la pressione e il magnetismo di una famiglia dove la
creatività si respira a pieni polmoni.
Da piccola, mentre molte coetanee si perdevano tra le Barbie, Iris aveva per
“gioco” le chiavi di backstage, le polaroid di shooting improvvisati, i dinner
party pieni di personaggi eccentrici e innamorati dell’arte. Lo racconta spesso
con naturalezza, senza toni da “figlia di”, ma con quella consapevolezza genuina
di chi sa di essere seduta — se non proprio sulle spalle — almeno accanto a
giganti.
Getty Images
UN CLAN ALLARGATO: FRATELLI, SORELLE E… KATE MOSS
Non si può parlare della famiglia di Iris senza menzionare la sua crew
personale: Rafferty Law, fratello maggiore, modello e musicista, con quell’aria
un po’ bohémienne, un po’ rockstar. E poi Rudy, fratellino, più riservato ma
sempre presente quando si tratta di condividere abbracci e momenti privati
lontano dai riflettori. Il senso del clan è sempre forte: basta guardare le foto
delle loro rarissime reunion — occhi chiari che ti trapassano, sorrisi simili,
un modo di stare insieme che, nei piccoli gesti, suggerisce un affetto
autentico.
A completare il quadro, c’è una figura che tutte vorremmo nella nostra family
chat di WhatsApp: Kate Moss, madrina di Iris. Sì, la supermodella delle
supermodelle, quella che ha inventato il cool britannico. Immaginate come deve
essere crescere ricevendo consigli di stile davanti a un tè (che poi magari è
uno spritz, chi lo sa) direttamente da lei? Anche qui, però, niente soggezione.
Anzi, Iris ama raccontare che Kate — per lei una specie di “zia cool” — le ha
insegnato più la semplicità che la posa, più il coraggio di essere se stessi che
l’ossessione per la perfezione.
IL PRIVILEGIO (ANCHE MENTALE) DI UNA CASA FUORI DAL COMUNE
Quando si cresce circondati da così tante personalità creative, è facile cadere
nell’ombra, oppure lasciarsi travolgere. Invece Iris ha scelto la terza via:
osservare, ascoltare, rubare con gli occhi e anche mettersi in discussione. Lei
stessa ha detto che “a casa mia, la diversità di opinioni era la norma”, quindi
già da piccola le veniva naturale difendere le sue idee anche durante una
semplice cena (“ci sono discussioni che sembrano uscite da una serie dramedy su
Netflix!”).
– Non c’è mai stato l’obbligo di seguire una strada, anzi.
– Ogni passione, ogni inclinazione era accolta come una sfida interessante, non
come un dovere familiare.
– Da Jude Law ha imparato la dedizione per il lavoro: sveglia presto, discipline
ferree, ma anche la gioia di lasciarsi andare al gioco e allo stupore.
– Da Sadie Frost ha assorbito la libertà di espressione: “vestiti, muoviti,
pensa fuori dai binari”, era la regola non scritta.
Questa atmosfera ha alimentato nei fratelli Law una sorta di fiducia nel
cambiamento: si può cambiare taglio di capelli (o radersi del tutto!), si può
passare dalla moda al cinema senza chiedere permesso a nessuno.
I VALORI: EMPATIA, LIBERTÀ E UN PIZZICO DI FOLLIA
Il testimone più forte che Iris raccoglie da famiglia e figure guida come Kate
Moss è, probabilmente, quello dei valori. Nella sua visione sono fondamentali:
* L’empatia, ovvero la capacità di non sentirsi mai migliori degli altri solo
per un privilegio di nascita, ma anzi, mettere sempre una parola buona —
anche sui social, dove di haters ce n’è abbastanza per tutti.
* La libertà di cambiare, di sbagliare e di ricominciare tutto da capo.
* Il rispetto delle diversità, che a casa Law non era solo un discorso tra
adulti “impegnati”, ma qualcosa che si sperimenta ogni giorno tra fratelli
dai caratteri opposti.
* Un certo gusto per la follia costruttiva: serate assurde, look inaspettati,
decisioni prese “di pancia”, che spesso portano più lontano di mille piani
precostituiti.
Questi principi sono diventati il suo scudo emotivo e, al tempo stesso, il
motore delle sue scelte professionali. La presenza di genitori attenti ma mai
ingombranti, la complicità con i fratelli e il confronto con Kate Moss (che di
ribaltamenti e rinascite se ne intende!) danno a Iris la libertà di abbracciare
il cambiamento come una routine. E quindi sì, anche se il talento sembra “di
casa”, quella scintilla di unicità — che non si eredita ma si sceglie ogni
giorno — è tutta sua.
Getty Images
TRA RIFLETTORI ED EMOZIONI VERE: GLI AMORI DI IRIS
Quando si parla di amori sotto i riflettori, sembra sempre tutto più glamour,
perfetto, extra. Ma la realtà – quella di Iris, almeno – è fatta di dolcezza,
dubbi e scazzi come per ogni ragazza della sua età. Certo, è vero: la sua storia
con Jyrrel Roberts – il modello dal sorriso magnetico e dalle treccine
inconfondibili – ha fatto scatenare i tabloid inglesi, i meme su TikTok e,
diciamolo, anche una discreta dose di invidia tra noi comuni mortali. Quello che
colpisce però, nel modo in cui Iris vive l’amore, è questa strana miscela di
coraggio e autenticità.
L’ha detto più volte: “Voglio essere amata per quella che sono, non per chi
dovrei essere”. Più che una frase da agenda, è un vero mantra per sopravvivere
in quel mondo lì, dove ogni foto rubata può diventare notizia, ogni sguardo
equivale a un titolo clickbait. Con Jyrrel, la complicità era evidente: foto
insieme ai festival, sorrisi non posticci, outfit che gridano “noi siamo felici,
che vi piaccia o meno”. Zero pose plastiche, zero PDA esagerati (anzi, a volte
una carezza fugace sembra più cinematografica di mille baci social).
Vivendo nel limbo paradossale tra la privacy cercata e l’attenzione che ti piove
addosso gratis, Iris sembra aver trovato un suo equilibrio. Lo sapevate che
durante la pandemia i due hanno trascorso lunghe settimane chiusi in casa, tra
playlist create a quattro mani, pancake bruciati e maratone di serie su Netflix
(con quei classici litigi tipo: “Stavi guardando la puntata senza di me?”)? Un
amore vissuto “alla pari”, dove il lavoro di entrambi non diventa né
competizione né pretesto per gelosie tossiche. Questo, nel microcosmo caotico e
snervante delle celebrità, è già una piccola rivoluzione.
GLI INTRECCI DI AMICIZIA: ALLEANZE VERE OLTRE IL FILTRO EFFETTO SPA
Ma il cuore di Iris non è solo riservato agli amori, anzi. Le sue amicizie hanno
spesso lo stesso valore – se non di più – dei grandi amori da copertina. Tipo
quelle con altre giovani del mondo moda, attrici indie e creative che si muovono
tra Londra, Parigi e New York come se fossero linee della metropolitana. Avete
presente la crew che compare quasi sempre nei suoi post? Ecco, in quella banda
ci sono legami veri e sinceri, alcuni nati tra set polverosi e backstage
surreali (“sai che quella volta ho dovuto finire di struccare la mia amica a
luci spente perché era in crisi pre-sfilata?”), altri in momenti di pura noia e
risate.
Vi racconto una cosa: Iris è famosa tra le amiche per questi piccoli rituali
“antisnob”, tipo le serate ramen, i giochi scemi da infanzia (Twister, ma con le
tute da sera). C’è chi giura che la sua capacità di ascolto sia quasi
terapeutica, soprattutto dopo giornate pesanti tra catwalk e shooting. Insomma,
nulla a che vedere con le amicizie di facciata, quelle che esplodono poi in
qualche tweet polemico. Da Iris è proprio difficile aspettarsi tradimenti in
stile “Gossip Girl”, piuttosto qualche selfie in pigiama o battutine ironiche
che scaldano il cuore.
* Le sue amicizie più solide sono quasi sempre:
* Fuori dal circuito mondano ossessivo
* Improntate a un supporto mutuale, zero competizione
* Nate dall’incontro casuale, non da strategie di PR
Un esempio? La complicità con Stella Jones, con cui è stata vista spesso alle
feste londinesi più cool, ma anche a improvvisare pomeriggi tranquilli, tra
chiacchiere infinite sui sogni e confessioni a cuore aperto su quanto sia
difficile essere sempre “al top”. Un’altra sua abitudine è quella di condividere
piccole conquiste (una parte importante ottenuta, una collaborazione con un
brand innovativo) non solo online, ma proprio nelle chat di gruppo delle amiche,
chiedendo consiglio e cercando approvazione vera, non like programmati.
AMORI E AMICIZIE: IL LATO FRAGILE E QUELLO INDOMABILE
Vivere rapporti sotto i riflettori, specialmente a vent’anni, significa
rischiare di confondere l’affetto vero con il bisogno di apparire. Iris, però,
sembra avere questo sesto senso per distinguere chi è lì per lei, e chi solo per
la foto virale. Sul suo profilo Instagram, ad esempio, non tutte le storie
diventano dichiarazioni pubbliche: spesso preferisce condividere momenti privati
solo con la “Close Friends List”, un piccolo gesto che racconta molto più di
mille dichiarazioni. È proprio questa scelta radicale della privacy
intelligente, portata avanti con naturalità, a mettere in crisi gli schemi
tipici delle “it-girl”.
E se qualche love story (passata o futura) dovesse finire male? Per ora, Iris dà
l’impressione di saper ripartire da sé stessa, di ricostruirsi tra lacrime e
ironia. Una lancia spezzata a favore della vulnerabilità, quella vera, che non
viene mai nascosta ma semmai vissuta e rielaborata. È un atteggiamento raro,
specie quando hai una telecamera sempre puntata addosso. In fondo, essere
giovani e innamorate sotto i riflettori è un po’ come camminare in bilico su una
fune, ma farlo con la leggerezza che Iris mostra è, diciamolo, una vera forma
d’arte.
IL VALORE DELL’IDENTITÀ: STORIA DI UN CARATTERE FORTE E ORIGINALE
Iris Law è una di quelle ragazze che, anche solo guardandola per pochi minuti,
ti costringono a rimettere in discussione certe etichette. Possiede quella
personalità magnetica ma mai arrogante, che si porta addosso con naturale
leggerezza, quasi non fosse consapevole di quanto possa spiazzare chi le sta
accanto. Il suo modo di affrontare le sfide – sì perché, spoiler, anche chi
viene da una famiglia celebre non se la passa sempre liscia – è fatto di un mix
di autoironia, ostinazione e profonda fiducia nelle proprie scelte. Non fa
sconti a se stessa e trasmette quella sensazione di “Ti piace? Bene. Non ti
piace? Pazienza.” che richiama la libertà vera.
Uno dei suoi tratti distintivi, secondo me, è proprio la capacità di giocare con
le sue insicurezze. C’è da dire che non le nasconde: anzi, spesso le lascia
affiorare nelle interviste, o nelle storie su Instagram in cui mostra senza
filtri la realtà di una giornata storta, i brufoli post-serata o una
capigliatura tagliata di fresco che magari non la convince del tutto. Da qui
nasce forse il suo humour, che non ha paura di prendersi in giro e che la rende
umana, vicina, irresistibile in quell’unione di dignità e vulnerabilità.
E poi le sue scelte controcorrente! Dal taglio pixie platino – quello drastico,
da vera “badass” – adottato come manifesto di emancipazione, fino a certi look
street che mischiano vintage anni 2000, capi di sartoria e dettagli rubati alla
subcultura rave. Niente sembra mai “di moda” nel senso classico: piuttosto, è
“di Iris”. Questa è forse la sua firma più riconoscibile: seguire l’istinto
anche se porta fuori rotta rispetto al flusso mainstream. Quando nel 2021 si è
rasata completamente per un ruolo, lasciando tutti senza fiato ai fashion show
tra Parigi e Londra, Iris non cercava lo scandalo. Cercava se stessa. Lo ha
detto chiaramente, sorridendo appena, in una diretta: “Volevo vedermi diversa,
sentirmi diversa, magari anche un po’ più vera”. E quanto piacerebbe a tante di
noi spalancare quella porta e non temerne gli effetti collaterali!
SPIRITO LIBERO E NUOVI VALORI
Il sistema valoriale di Iris si avverte nei piccoli gesti, nei dettagli – quelle
cose che a volte vedi solo se stai attenta. Si sente fortissimo il suo bisogno
di autenticità, anche nei rapporti con gli altri. Non ama le maschere, non le
indossa nemmeno per piacere ai fotografi o per compiacere le aspettative del suo
entourage. Quando parla di inclusività o di diversità, non ti rifila la solita
“lezioncina” politically correct da post su TikTok; piuttosto, fa uscire una
frase semplice, magari sgrammaticata, però genuina, tipo: “Non ce la faccio
proprio a fingere che vada tutto bene se vedo ingiustizia, capito?”.
Se dovessimo condensare le sue qualità in poche parole, ci verrebbe facile:
* Apertura mentale – che la spinge a studiare, provare, conoscere culture
diverse, anche a rischio di sbagliare.
* Determinazione – non mollare davanti alle porte chiuse, nemmeno quando tutto
il mondo si aspetta che tu abbia la strada spianata perché ti chiami Law.
* Sensibilità – quella che la fa commuovere durante le sfilate benefiche, o
nelle serate a Londra tra amici e artisti sconosciuti, dove la musica conta
più dei nomi.
* Autenticità – che è una voce, un modo di camminare, un rifiuto di copiare
altri o di annullarsi nel gruppo.
Un episodio che mi viene in mente riguarda la volta in cui Iris, poco prima di
un servizio fotografico importante, ha scelto di arrivare struccata e coi
capelli in disordine. Il team cercava il perfetto cliché della “figlia d’arte”:
lei, invece, si è presentata con un maglione XL rubato all’armadio del babbo,
senza temere giudizi. Ha preteso, con garbo e con fermezza, che fossero fatte
delle foto “normali”, niente filtri, niente pose da vamp. Hanno dovuto cedere. E
sapete che vi dico? Le sue foto più belle sono proprio quelle lì, imperfette e
potenti.
ESSERE SÉ STESSA, SEMPRE
Chi frequenta Iris – e qui lo dico da chi la segue online da anni – racconta che
la sua più grande ossessione sia “non perdere la bussola interna”. Per lei,
essere fedele a sé stessa non è una cosa facile o scontata. Soprattutto in un
mondo dove ogni giorno qualcuno ha un’opinione, un appunto, un confronto
inevitabile con gli altri. Però glielo leggi negli occhi: “Vivo per quello che
sento, non per quello che pensano gli altri.”
In sintesi, le regole di Iris potrebbero riassumersi così:
1. Sbagliare sì, basta che sia stato per tua scelta.
2. Non seguire la folla solo per paura di stare da sola.
3. Non sacrificare mai la gentilezza per sembrare più forte.
4. Ricordati che la versione migliore di te è quella più vera, non quella più
perfetta.
In fondo, Iris Law ci insegna proprio questo: la libertà di non accontentarsi di
essere una copia, la voglia di testare limiti e riconoscerli, il bisogno
continuo di essere, sempre, sé stessa. Anche quando sarebbe stato infinitamente
più semplice scegliere la strada già tracciata. E forse è proprio questo, il suo
vero “superpotere”.
ATTIVISMO, CAUSE SOCIALI E CONSAPEVOLEZZA: IL LATO IMPEGNATO DI IRIS
C’è una cosa che distingue davvero Iris Law tra le domande di chi la segue su
Instagram: non è solo una faccia bella con genitori celebri, ma una giovane
donna che si rimbocca le maniche pure quando c’è da sporcarsi le mani per
qualcosa in cui crede. E questa cosa del volersi “sporcare le mani”, ogni tanto
quasi letteralmente, la porta avanti con una naturalezza pazzesca, più istintiva
che calcolata. Non aspettatevi che Iris predichi dall’alto di un piedistallo,
anzi: preferisce i fatti alle affermazioni teoriche, e la sua voce – magari
incerta, magari.”raw” come certi suoi look – è sempre parte della conversazione,
mai sopra di essa. Non cerca di essere perfetta, e questa autenticità, per chi
aspira a uno standard umano e non robotico, è già una forma di rivoluzione.
Se pensate che le figlie d’arte vivano solo di look e red carpet, fermi tutti:
Iris non ci sta. Le sue prese di posizione su tematiche come l’ambiente, il body
positivity e i diritti delle donne sono state tutto tranne che di facciata. Un
dettaglio? Quando dieci influencer su dieci dicevano “sì” a una collaborazione
senza farsi domande, lei interrompeva un contratto con un brand se scopriva che
la produzione era poco trasparente. Non lo urlava ai quattro venti, ma chi la
seguiva se ne accorgeva: un post scompariva, un altro compariva parlando di
abiti vintage o di second-hand di lusso su Depop. Insomma, niente prediche, solo
micro-scelte quotidiane, a cui lei dà un valore enorme.
Certe piccole rivoluzioni iniziano così, con la costanza più che con i proclami.
Iris in questo è bravissima: magari ti spiazza con un reel in cui trova
alternative creative allo shopping selvaggio (“L’unico shopping che mi piace è
quello in soffitta da mia nonna,” ha scritto una volta, ridendo), oppure dedica
Stories a nuove realtà green che stanno facendo il botto nel Regno Unito. E non
è solo una questione di moda: il tema della sostenibilità, per lei, abbraccia
anche la responsabilità sociale, quindi yes ai talk per Save the Children, no ai
brand fast fashion che dietro lo slogan nascondono realtà discutibili.
In concreto, se dovessi fare una “Iris Law activism starter pack”, ci metterei
dentro:
* Attività di sensibilizzazione sulla salute mentale, in particolare legata ai
social e al rapporto con la propria immagine (ha confessato le sue
insicurezze, rispondendo una ad una alle domande delle follower su TikTok)
* Collaborazioni con designer eco-friendly per la creazione di capsule
collection che reinventano pezzi già esistenti, senza sprechi né inutili
produzioni
* Partecipazione a eventi come la London Climate Action Week, dove ha moderato
panel con giovani attiviste
* Costante attenzione al tema della body positivity: invece di far finta che
tutto sia perfetto, racconta con ironia le sue giornate no, i brufoli, le
paranoie
* Supporto a campagne contro il greenwashing nella moda: per esempio, ha dato
voce a petizioni che chiedono più trasparenza nei report di sostenibilità dei
grandi marchi
Il suo modo di essere femminista è, a mio avviso, qualcosa di molto “brit”: non
una rivoluzione urlata, quanto uno sguardo ironico, tagliente, che non le
impedisce mai di essere autoironica. Nelle interviste – tipo quella per Vogue UK
che ha fatto il giro di Twitter – sdrammatizza i commenti ricevuti (“La gente
pensa che se sei figlia d’arte sia tutto facile. In realtà c’è una pressione
pazzesca, anche ad essere sempre una nuova versione di te.”) e trasforma queste
pressioni in energia per combattere lo stereotipo della ragazza famosa ma vuota.
Forse la cosa che colpisce di più, ascoltandola, è il suo approccio “condiviso”
anche all’attivismo: Iris non vuole prendersi tutto il palcoscenico da sola,
anzi, nelle sue campagne chiama sempre altre ragazze, designer emergenti,
persino follower – tipo quando ha creato un gruppo WhatsApp con altre creative
per discutere idee sulla moda sostenibile, e poi ha chiesto ai suoi fan di
contribuire con progetti, suggerimenti, perfino meme motivazionali (“Non si
salva il mondo se non ci divertiamo un po’, dai”, dice).
Ci sono poi cause che le stanno particolarmente a cuore, come la tutela della
salute mentale tra giovani donne – tema con cui Iris Law è sempre stata sincera,
raccontando momenti di ansia o sconforto senza paura del giudizio. “Nessuna è
immune”, ripete spesso: detto da chi tutti pensano sia perfetta, è una boccata
d’aria fresca. E lo stesso vale per i diritti delle minoranze di genere: senza
fare la paladina, ma portando avanti discorsi che normalizzano la diversità nei
look, nelle esperienze, persino nella scelta di chi amare o frequentare.
Se dovessi raccontare Iris Law in una parola, direi: consapevolezza. Ma è una
consapevolezza imperfetta, senza etichette – più curiosa che giudicante. E, per
fortuna, super contagiosa.
PRESENZA OGGI: SOCIAL, STILE E AUTENTICITÀ A FUOCO
La prima impressione che si ha di Iris Law oggi? Una ragazza magnetica e
camaleontica, che davanti a una platea di milioni di follower non si sforza mai
di essere nessun’altra se non sé stessa. Il suo profilo Instagram – che ormai è
una galleria irriverente e raffinatissima, tra selfie spettinati e scatti
patinati – parla chiaro. Iris Law vive e comunica come in una story dal ritmo
punk, con libertà in ogni scelta, dal pixie cut platino ormai iconico (la vedi e
ti viene voglia di tagliare tutto), alle foto senza filtri calcanti, ai look che
mischiamo subito in un board Pinterest di ispirazione.
Ci sono giorni in cui la scatti in camicia vintage e bucket hat, altri in cui si
trasforma per un editoriale con abiti-scultura. Senza una regola fissa, con
quello stile da “questo sono io, oggi”, capace di oscillare tra streetstyle
urban e quell’eleganza tipicamente inglese, da nuova it-girl Londinese. Vuoi
parlare di influencer? Iris Law è qualcosa di diverso. Perché, a vederla sul
feed, resta sempre distante da quella posa costruita tipica dei social: ride, si
sbizzarrisce con i make-up, commenta, risponde. Si “sporca le mani”, crea. E si
percepisce, fortissimo, che sotto quei flash c’è una persona che sa divertirsi
con la moda, con se stessa, anche con l’idea di “essere seguiti”.
NUOVE COLLABORAZIONI, PROGETTI CHE SPACCANO (E QUALCHE SPOILER)
Negli ultimi mesi, la corsa di Iris Law è tutta in salita. Uno dopo l’altro, i
brand le fanno la corte: dal beauty (ricordi la sua campagna per Burberry?
Quella con il trucco metallico blu elettrico che ha mandato TikTok in tilt) fino
a collaborazioni con marchi indipendenti e sostenibili. E poi, modella o
attrice? Nessuna etichetta, lei salta da un set fotografico a un set
cinematografico con la stessa energia.
* * Voce protagonista in passerella per Missoni, Dior e Versace, dove il suo
incedere sicuro ha rubato la scena.
* * Creativa dietro le quinte, collabora attivamente nella scelta dei concept e
delle collezioni, provando a lasciare il suo tocco anche nei piccoli dettagli
(come racconta spesso nelle sue stories).
* * Lancio imminente di un progetto che profuma di personale: dopo uno shooting
enigmistico in cui comparivano fogli con schizzi e mood board sparsi, i
rumors parlano di una capsule a tema genderless o, forse, di un piccolo
documentario sull’identità.
Quel che salta fuori, insomma, è che il “prossimo” di Iris non è mai
prevedibile. La sua agenda si popola di cose nuove, sempre con quell’incoscienza
creativa che è il suo vero marchio di fabbrica. Si circonda di persone e team di
generazione Z, ma anche di professionisti storici, in una contaminazione
costante. Cioè, chi altri posteresti nella stessa settimana una campagna Dior e
un video backstage in totale relax, a ridere tra amiche?
LA FORZA DI UNA COMUNITÀ (ANCHE ONLINE)
Essere seguiti da oltre 700 mila follower – cifra che cresce a vista d’occhio –
può sembrare “solo numeri”. Eppure, per Iris Law, quel pubblico non è statico.
Fa community vera:
* * Risponde ai commenti, saluta “le girls” con meme privati,
* * Coinvolge le persone in sondaggi ironici (“Quale taglio provo domani? Aiuto
kelp!”),
* * Condivide consigli di skincare, stress da giornata no e playlist random
(“oggi solo bossa nova o grunge?”).
Le sue stories sono una sorta di diario incrociato, dove emerge una generazione
che cerca presenza e autenticità, non solo consigli sulla moda. Moltissime
giovani donne raccontano di riconoscersi nella sua vulnerabilità: Iris mostra
giornate up e down, senza finzioni, e nessuno si sente fuori posto. A pensarci,
seguire Iris Law su Instagram è un po’ come sedersi accanto a una compagna di
scuola fuori dagli schemi, capace di essere brillante e sbadata, lontanissima
dalla perfezione. E, per questo, tremendamente vicina.
UN’ICONA IMPERFETTA E IN DIVENIRE (PER FORTUNA)
L’aspetto più rivoluzionario di Iris Law oggi? La sua capacità di essere “icona”
senza mitizzarsi. Non si fa mettere in una scatola dorata, si trasforma,
sperimenta, sbaglia. Questo suo “non essere ancora definita” è forse la chiave
del suo carisma: si vede lontano un miglio quanto ami il cambiamento. In un
mondo dove tutto spinge verso la perfezione, lei gioca la carta della libertà.
Sceglie ciò che la rappresenta, anche a costo di cambiare idea spesso, di uscire
dalla comfort zone, di “deludere” aspettative.
Ecco perché, alla fine dei conti, Iris Law diventa un modello inedito di
modernità. Porta freschezza, coraggio di essere sé stesse anche quando non si è
perfette. Invita, indirettamente, a:
* * Seguire le proprie passioni, anche se sembrano strade impossibili,
* * Difendere il proprio spazio e la propria voce, fregandosene dei trend
forzati,
* * Trasformare anche le incertezze in forza, tipo superpotere segreto.
In tutto questo, Iris rimane sempre “in costruzione”, senza fermarsi mai. E
forse è proprio questo che ci serve: più “icone” reali, meno statue su
piedistalli. Una ragazza che, con stile e grinta, ci ricorda che il futuro –
anche quello della moda, della creatività, della libertà – può essere riscritto
ogni giorno. Senza farsi troppi problemi nel farlo.
The post Iris Law, tra stile, personalità e cambiamento: il fascino della nuova
generazione appeared first on The Wom.
Getty Images
INFORMAZIONI PRINCIPALI SU BELLA HADID
* Nome completo: Isabella Khair Hadid
* Data di nascita: 9 ottobre 1996
* Luogo di nascita: Washington, D.C., USA
* Segno zodiacale: Bilancia
* Altezza: 1,75 m
* Partner: The Weeknd (passato), Marc Kalman (recentemente segnalato)
* Genitori: Mohamed Hadid, Yolanda Hadid
* Figli: Nessuno
* Fratelli/Sorelle: Gigi Hadid, Anwar Hadid, due sorelle paterne maggiori, una
sorella paterna minore (Aydan Nix)
* Instagram: @bellahadid
DALLE STALLE ALLE PASSERELLE: LA STORIA DI BELLA HADID
Non tutti sanno che, prima degli abbaglianti flash sulla passerella, Bella Hadid
era una ragazzina dai capelli lunghi e dallo sguardo riservato, cresciuta tra la
polvere dei ranch californiani e il profumo dell’erba bagnata all’alba. Siamo a
Santa Barbara, un piccolo paradiso dove i tramonti incendiano il cielo e le
giornate scorrono tra cavalli, vento e sogni che sembrano possibili solo lì.
Bella, con i piedi nella terra e le mani sulle briglie, ha imparato prestissimo
il significato di disciplina, cura e rispetto per gli altri – sì, anche se ‘gli
altri’ avevano quattro zampe, nitriscono e un nome improbabile come Blue o
Gracie.
Della sua infanzia tra paddock e sentieri sterrati, Bella ricorda quella libertà
un po’ selvatica (che poi, ammettiamolo, tutti noi avremmo voluto almeno per
un’estate) e il valore della pazienza: addestrare un cavallo significa capire
quando spingere e quando aspettare. “I cavalli mi hanno insegnato a non mollare
mai e a non avere paura di saltare gli ostacoli, anche se sembrano troppo alti”,
ha raccontato una volta in un’intervista, facendo capire quanto quelle origini
abbiano forgiato la sua tempra.
Poi c’è la questione delle radici: Bella non arriva da una storia “normale”. Suo
padre, Mohamed, un imprenditore originario della Palestina, e sua madre,
Yolanda, ex modella olandese, portano in casa mondi lontani e culture che si
mescolavano tra piatti speziati, lingue diverse, e una sensibilità non sempre
facile da gestire. Una combinazione che — secondo me — ha dato a Bella quella
profondità nello sguardo che tutti notano quando la vedono in foto.
Ecco, immaginate una tipica serata nella famiglia Hadid:
* Risate in tre lingue diverse, tra arabo e olandese che si mischiano
all’inglese californiano
* Tavolate con cous cous di famiglia e ricette tramandate da generazioni
* Mamma Yolanda che, con tono fermo ma pieno di affetto, ricorda ogni giorno
quanto la resilienza sia la chiave – soprattutto quando si ha la sensazione
di essere “diversi” in una realtà ipermediatica come quella di Beverly Hills
Perché sì, a un certo punto Bella viene catapultata nel caos dorato delle ville
di lusso, delle feste dove tutto scintilla ma in realtà pochissimo luccica
davvero. Il trasferimento a Beverly Hills ha significato cambiare pelle,
imparare ad adattarsi ed essere quasi invisibile quando serviva, eppure
conservare il proprio centro. Non era la classica “bambina ricca”: la sua è
un’adolescenza segnata, tra le altre cose, dalla malattia di Lyme — una compagna
inquietante, fatta di stanchezza inspiegabile, dolori fisici, giornate passate a
letto e la paura, per una ragazza così giovane, di non poter rincorrere i suoi
sogni a cavallo.
La malattia non ti chiede il permesso, arriva e basta. E Bella ha dovuto
imparare a convivere con limiti improvvisi, sentirsi diversa, persino giudicata,
mentre a TikTok e Instagram esplodevano mode di perfezione irreale. Ma queste
difficoltà, invece di farla chiudere, le hanno dato quella grinta tenera e
combattiva che oggi la distingue da tantissime altre modelle.
* C’è chi inciampa e si arrende;
* E c’è chi si rialza e pensa: “Ora vi faccio vedere io.”
Bella appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Tutte queste esperienze –
i cavalli, la famiglia con radici ovunque, la convivenza con la malattia e
l’adattamento a mondi sempre diversi – hanno creato in lei un senso profondo di
empatia e determinazione. Di quelle persone che non si scompongono troppo
facilmente, magari sorridono anche un po’ di sé stesse – e questo nei backstage
si vede eccome. Insomma, non è solo un volto bello. È un’anima complessa,
cresciuta “dalle stalle alle stelle”, che calca la passerella con la grinta di
chi sa quanto si può essere fragili, e proprio per questo, incredibilmente
forti.
UN INGRESSO QUASI SOTTOVOCE, MA OCCHI PUNTATI ADDOSSO
La prima volta che Bella Hadid ha messo piede su una passerella vera,
probabilmente il mondo non si è fermato. Nessun fuoco d’artificio, niente
fanfare hollywoodiane. Eppure a guardarla negli occhi – quegli occhi magnetici,
profondissimi, che sembrano sapere tutto e nulla insieme – capivi già che
qualcosa stava cambiando. Già a diciassette anni, tra castings, luci sparate in
faccia e abiti che pizzicavano la pelle, Bella aveva quella fame che solo chi
viene da lontano – e non sto parlando di chilometri; sto parlando di storie –
può avere.
Le agenzie l’avevano notata da ragazzina, ma è con l’ingresso in IMG Models, nel
2014, che la faccenda si fa seria. IMG vuol dire casa dei più grandi, un po’
come essere chiamata a giocare coi campioni la prima volta che metti piede in
uno stadio vero. La competizione è brutale, ma Bella si infila in questo mondo
come una lama calda nel burro: nessuno si aspetta la rivoluzione, ma lei già la
sta pianificando piano piano.
LAVORARE DURO QUANDO NESSUNO TI VEDE
C’è quell’immagine di lei, seduta per terra nei backstage, lo smartphone in mano
e le cuffie nelle orecchie. Sembra rilassata, ma in realtà sta imparando a
memoria ogni movimento, ogni posa. Nei primi mesi, la vita da modella è
tutt’altro che glamour: orari impossibili, sguardi giudicanti, casting dove
nemmeno ti salutano. Bella racconta spesso che i primi “no” sembravano infiniti,
e che ci sono stati giorni in cui è tornata a casa a pezzi. Eppure non ha mai
rinunciato. Aveva imparato dalla sua infanzia che il dolore non ti schiaccia se
lo guardi in faccia, e questa cosa qui – la moda – era LA SUA sfida.
Il vero punto, però? Nessuno ti regala niente, specie se ti porti dietro un
cognome che pesa e sospetti di “raccomandazione” sono all’ordine del giorno.
Bella ha lavorato, e lavorato ancora, per conquistarsi il rispetto: dentro ogni
foto, ogni sfilata, ogni minuto in più passato davanti allo specchio invece che
in discoteca con gli amici.
PRIME PASSERELLE, PRIMI BRIVIDI: ARRIVA IL MOMENTO “WOW!”
La consacrazione non avviene di colpo. Tra il 2015 e il 2016, Bella inizia a
calcare passerelle che tutte sognano: Tom Ford, Marc Jacobs, Givenchy, Versace.
Eccola nella lista *it’s a thing*, accanto a nomi che fino a un anno prima
guardava solo sulle riviste. Ricordo un video virale su TikTok con lei che
attraversa la passerella di Versace, quella camminata ipnotica e le ciglia che
tremano un attimo. Era diversa: più oscura, intensa, elettronica rispetto alle
modelle sunshine che avevano dominato la scena. Bella non inseguiva la luce, la
portava dentro.
Le collaborazioni iniziano a moltiplicarsi:
* Campagne beauty con Dior
* Editoriali Fendi nelle location più assurde
* Calvin Klein, Bulgari, Moschino, Nike
E, tipo, Vogue la adora. Meglio: *le adora*. Perché la copertina di Vogue nel
mondo della moda è come vincere Sanremo: quelle pagine, Bella le ha
letteralmente collezionate in ogni colore, posa, mood.
Getty Images
LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA MA POTENTE
La rivoluzione che Bella porta sulle cover di Vogue (e non solo) ha una parola
d’ordine: autenticità. Il suo viso non ricalca gli stereotipi classici, la sua
espressività è liquida, mutevole, a tratti malinconica. Fotografata da Steven
Meisel, Peter Lindbergh, Mert & Marcus – i mostri sacri! – riesce a cambiare
pelle ogni volta. La bellezza di Bella è tutto tranne che prevedibile, e questo
ha creato uno standard diverso: più profondo, meno filtrato.
E pensateci: quanti meme circolano sulle sue trasformazioni da passerella a
street style, o su quei beauty look che su chiunque altro sarebbero un disastro
e su di lei fanno tendenza? La verità è che Bella ha riscritto le regole senza
urlare. Lo ha fatto un outfit alla volta.
DIETRO OGNI SUCCESSO, I FUORI SCENA
Ok, potremmo raccontare solo la favola, ma la realtà? Notti insonni, ansia da
prestazione, momenti di solitudine totale. In un’intervista ha raccontato di
aver pianto prima di uno show importante, letteralmente nascosta tra le tende
del backstage. “A volte mi sento invisibile,” ha detto una volta. Ed è proprio
questa vulnerabilità ad averla resa unica. Da lì, dalla fatica a digerire
critiche e paure, ha trovato – o meglio, costruito – la sua voce e il suo posto.
Ed è questa autenticità che l’ha trasformata da comparsa perfetta a regina delle
passerelle di oggi.
IL CARATTERE DI BELLA: FORZA TRANQUILLA E IRONIA TAGLIENTE
Bella Hadid dà l’idea di essere riservata, glaciale quasi, quando cammina in
passerella. Ma chi la segue sa bene che il carattere di Bella è una specie di
ossimoro vivente: determinazione di granito e una leggerezza ironica che
spiazza. Quando, nel dietro le quinte della Paris Fashion Week, è stata beccata
con le sneakers ai piedi e un sorriso enorme mentre scherzava con Gigi e le
altre modelle, ha dimostrato proprio questa doppia anima. “Non prendo niente
troppo sul serio, nemmeno quando vorrei”, ha confidato in una diretta Instagram,
con quell’aria da ragazza della porta accanto che ti fa pensare: se non facesse
la top model, sarebbe comunque la tua amica brillante e un po’ goffa, quella che
rovina la foto di gruppo facendo la linguaccia.
Il suo approccio alla vita è scandito dalla volontà feroce di andare sempre
avanti, nonostante tutto. Bella lo ha detto più volte: non si è mai sentita
“abbastanza”, soprattutto agli inizi (“Mi sentivo l’outsider, la sorella meno
riuscita”), e forse in quell’insoddisfazione c’è la scintilla che la spinge oggi
a rischiare, cambiare, mettersi in gioco senza paura di sbagliare.
TALENTO SPONTANEO E RESILIENZA: L’ARTE DEL REINVENTARSI
A differenza di chi costruisce tutto a tavolino, Bella gioca sull’istinto. La
storia della sua carriera è fatta di scelte coraggiose: come quella volta che,
invece di accettare un ingaggio già firmato, decide di interrompere le
trattative perché sentiva che il progetto non rappresentava i suoi valori.
Sembra una follia, ma è la normalità per lei. “Preferisco dire no cento volte e
dire sì solo quando sono convinta al cento per cento”, ha spiegato rispondendo a
chi la criticava per la “selettività” nelle campagne.
E poi c’è la sua capacità di rialzarsi sempre, anche quando la stampa o i
commenti online diventano pesanti. Una volta, dopo una sfilata discussa, ha
postato su TikTok un video in cui imita se stessa davanti allo specchio: faccia
buffa, espressione stanca e sotto, la didascalia “Va tutto bene, babe”. Semplice
e geniale. Qui si vede la sua resilienza, ma anche quella vena di autoironia che
la salva quando tutto sembra crollare.
Le sue collaborazioni più riuscite rispecchiano proprio questo modo di essere:
* Non si lascia mai intrappolare in un unico ruolo: da Dior a Balenciaga, passa
dal romanticismo dark al minimalismo da girl boss con una disinvoltura che
lascia tutti senza parole.
* Sceglie spesso progetti in cui può dire la sua, sperimentare, metterci la
faccia senza filtri. Come la capsule con Chrome Hearts, nata da lunghe
discussioni e moodboard notturni condivisi direttamente nelle chat di
famiglia.
STILE UNICO, LIBERTÀ DI SCELTA E PICCOLI GESTI “ALLA BELLA”
Se dovessimo riassumere il suo stile in poche parole: non ce la faremmo. Bella è
camaleontica, indossa un due pezzi Y2K con carisma millennial, e dopo un’ora la
ritrovi a New York con jeans e maglioncino vintage oversize, capelli raccolti in
uno chignon perfettamente imperfetto. Non si vergogna di mixare high fashion e
mercatini dell’usato. Anzi, è lei la prima a postare su TikTok:
* haul di acquisti second hand (e i fan impazziscono per le sue insider tips)
* story su come si sistema le sopracciglia davanti allo specchio del bagno,
senza glam team al seguito
E a chi le chiede quale sia il segreto per trovare il proprio stile, Bella
risponde sempre la stessa cosa: “Fidati solo delle sensazioni, non delle
tendenze. La moda deve farti sentire libera”. Più che un motto, quasi una
piccola rivoluzione per chi, come lei, si sente osservata ogni giorno ma riesce
sempre a restare fedele a se stessa.
Gli aneddoti non finiscono mai: una volta, durante una sessione fotografica per
un famoso brand, ha chiesto di indossare il proprio piercing al naso regalatole
da Gigi perché “O lo metto o oggi non mi sento Bella, cioè me stessa”. Morale
della favola: dietro ogni moda, sempre il cuore.
Bella Hadid, in fondo, è quella che non smette mai di stupire ma lo fa a modo
suo. Silenziosa e chiassosa allo stesso tempo, forte e fragile, sempre autentica
e sempre nuova. E a noi – diciamolo, ragazze – questa autenticità scompigliata
conquista sul serio.
AMORI SOTTO I RIFLETTORI E CUORI VERI
Se c’è una cosa che ha sempre alimentato la curiosità del pubblico attorno a
Bella Hadid sono proprio le sue relazioni sentimentali, finite (inaspettatamente
e puntualmente) sulle prime pagine dei tabloid tanto quanto sulle bacheche di
TikTok. Sembra impossibile scindere la Bella modella dalla Bella ragazza
innamorata, forse perché ogni sua storia d’amore porta con sé quell’occhio di
bue dei social che la segue ovunque.
L’inizio più eclatante? The Weeknd, ovvero Abel Tesfaye, con cui il feeling era
talmente palpabile che ogni paparazzo sembrava quasi imbarazzato dal
fotografarli così complici e veri — uno di quei rapporti che spostano l’ago
della bilancia: tra alti e bassi, qualche sparizione e ricongiungimento in pieno
stile “ci siamo lasciati, ma non del tutto”. Bella ha sempre gestito queste
montagne russe mediatiche con una classe tutta sua: “Non sono qui per farmi
definire dalle mie relazioni,” dichiarava in una vecchia intervista a Vogue, e
aveva tutta l’aria di chi sa esattamente quello che vuole… e, soprattutto,
quello che non vuole.
Poi è arrivata la relazione con Marc Kalman, direttore artistico misterioso ma
affascinante, di quelli che sanno stare bene anche dietro le quinte. E qui Bella
sembra aver premuto il tasto “private mode”: pochi scatti, qualche storia su
Instagram, una complicità fatta di piccoli gesti. E no, nessun bisogno di
etichette o over sharing stile reality show. Alcuni potrebbero pensare sia una
strategia, ma a guardare meglio, questa riservatezza è una forma di protezione.
Un modo per scegliersi senza distrazioni inutili, tra una fashion week e un volo
intercontinentale, costruendo uno spazio tutto loro, fuori dai like e dal
rumore.
Certo, gestire tutto questo con il circo mediatico che ti ruota intorno non è
semplice. Bella sembra però aver trovato un equilibrio: lascia intravedere
quello che vuole, tiene stretto quello che conta. Basta osservare come, anche
nei periodi più difficili della propria vita — vedi rotture pubbliche, salotti
tv che speculano sulle sue emozioni, meme che spuntano su Twitter in tempo reale
— lei tenga la barra dritta, sorrida e continui a costruire la sua storia.
Tosta, sì, ma anche incredibilmente sensibile.
LA FAMIGLIA: IL VERO RIFUGIO DI BELLA
Ma dietro la donna pubblica c’è la Bella privata, quella che sui social si
diverte con i filtri ma nella vita cerca ancore vere. Il rapporto con la sorella
Gigi è più denso di quanto possa apparire dalle pose coordinate sulle passerelle
di Dior o dalle foto iconiche agli after party. Sono due pezzi dello stesso
puzzle, anche se giocano ruoli diversi.
Il loro legame sembra quasi un filo invisibile che si tende e si allenta a
seconda delle necessità — quando una cade, l’altra la raccoglie, punto. Bella
parla spesso di Gigi come di una “best friend” più che sorella e quando si
spalleggiano nelle campagne social (tipo le battaglie per la Palestina o i
discorsi sulla salute mentale), sembra proprio che la solidarietà femminile
parta da lì, dal loro rapporto giocato tra cene-karaoke e confessioni notturne a
base di pizza e mascara. E lo sanno bene anche le amiche nella vita vera:
* Kendall Jenner,
* Hailey Bieber,
* la crew di creative newyorkesi che la circonda.
E poi c’è Anwar, il fratellino con il quale Bella condivide sogni, ansie e una
dolcezza quasi disarmante in una famiglia allargata che abbraccia culture,
origini e un mix di tradizioni.
– Si sostengono sempre, che si tratti di viaggi improvvisi per rivedersi a
Londra, o dolci messaggi su Instagram tipo “proud of you” che fanno sciogliere
anche chi sembra di ghiaccio.
– Si dividono tra shooting, red carpet e momenti di quotidianità, dove sono
semplicemente fratelli, “normali”, lontani da flash e trend.
La bellezza di Bella Hadid? È sapere che dietro il glitter e gli zoom delle
telecamere rimane sempre una ragazza che mette la famiglia, la sorella e gli
affetti sinceri al primo posto, creando ogni giorno, in modo quasi testardo, i
suoi piccoli riti d’amore. In un mondo che spesso fa a pezzi tutto, lei
costruisce legami veri. E forse è anche questo il segreto del suo fascino.
Getty Images
SINCERITÀ E LEALTÀ: LA BASE DELLA SUA EVERYDAY LIFE
Bella Hadid non ha paura di mostrarsi per quello che è, anche quando questo
significa rivelare le fragilità che in tanti tendono a nascondere sotto filtri e
pose (da Instagram o da red carpet, cambia poco). C’è qualcosa di spiazzante
nella sua sincerità: non è solo il modo in cui si racconta nelle interviste, ma
il fatto che ammette di non essere mai perfetta. Se vedi come risponde ai fan su
TikTok o alle domande più scomode degli show americani, cogli una trasparenza
disarmante, come quelle amiche che ti dicono tutta la verità, anche se non fa
comodo. E questa trasparenza, negli anni, è diventata il suo superpotere.
Non è solo una questione di parole, comunque. La lealtà di Bella verso le
persone che ama si vede soprattutto nei piccoli gesti: i post dolcissimi con la
madre e la sorella, la presenza costante per amici che non fanno parte del mondo
patinato. Cioè, le sue stories Instagram parlano per lei. Non importa quanto sia
pieno il calendario o il clamore di chi la sta osservando: i rapporti autentici
sono il suo salvagente. “La mia famiglia è la mia colonna vertebrale”, ha detto
spesso — e si percepisce che le fondamenta del suo sistema di valori ruotano
proprio attorno a questo.
RADICI E IDENTITÀ: CHIC, MA CON I PIEDI PER TERRA
Lontana anni luce dall’immagine dell’“influencer tutto cliché”, Bella è
profondamente consapevole delle proprie origini multietniche. Papà palestinese,
mamma olandese: mix esplosivo, certo, ma anche responsabilità. Bella non
nasconde le sue radici, anzi: spesso indossa gioielli con simboli che richiamano
la Palestina, cita la mamma Yolanda come esempio di glamour genuino e porta
avanti una narrazione che punta a valorizzare ogni pezzo della propria storia
personale. Non un raduno di quote etniche da postare per accumulare likes, ma
perché davvero sente di appartenere a tutti questi mondi.
Ricordate quell’occasione in cui si presentò a una sfilata con un look ispirato
a dettagli della tradizione palestinese? O quando racconta, in TV, di come
cucinasse piatti tipici con il papà da bambina? La cosa incredibile è che non
ostenta le sue radici: le lascia respirare, diventare parte della sua unicità,
senza mai trasformarle in una strategia.
LEGGI ANCHE: Bella Hadid a Cannes 2025: il ritorno dorato di una icona di stile.
SALUTE MENTALE E BENESSERE: SENZA FILTRI, SEMPRE
E qui viene forse il valore che — più di tutti — la rende davvero moderna e
vicina a noi. La salute mentale, per Bella Hadid, è un tema a cui ha tolto ogni
tabù. Ricordate quell’ondata di selfie con gli occhi lucidi? Non era per finta.
Quel gesto, così privato e vulnerabile, ha fatto scalpore proprio perché nessuna
top model, prima, si era “permessa” di mostrarsi fragile in modo tanto
esplicito. Bella invece sì. Ha raccontato dei suoi attacchi di ansia, della
pressione schiacciante dell’industria, delle giornate no in cui anche mettersi
in piedi sembra una battaglia persa.
Chi la segue non può non notare che, spesso:
* Si prende lunghe pause dai social quando si sente troppo esposta
* Parla senza sotterfugi della sua terapia e della fatica quotidiana di
prendersi davvero cura di sé
* Ricorda che dietro ogni scatto c’è un mix di lavoro, paura ed enorme forza di
volontà
Ecco, questo equilibrio tra consapevolezza e concretezza la fa sembrare diversa
da tante altre icone della sua generazione. Parla come una di noi, con i «giorni
boh» e le piccole strategie di sopravvivenza quotidiana — solo che lo fa con
milioni di occhi puntati addosso.
DECISIONI AUTENTICHE: L’ARTE DI DIRE NO
C’è poi quella cosa che la rende ancora più relatable: Bella non ha paura di
dire dei no giganteschi. Non si tratta solo di rifiutare lavori che non la
convincono, ma di proteggere il proprio benessere, rinunciando anche a
collaborazione o eventi stratosferici quando capisce che non è il momento giusto
— o che rischiano di far deragliare il suo equilibrio. Un po’ come quando noi,
nel nostro piccolo, lasciamo quei friend group tossici o diciamo stop alle chat
di gruppo troppo invadenti.
Pochi lo dicono ad alta voce, ma ci vuole coraggio per mettere la propria salute
sopra tutto il resto, specie nel mondo del fashion dove “essere sempre presenti”
sembra una regola sacra. Bella invece decide, ogni volta, di rimanere fedele
innanzitutto a se stessa. E lì, davvero, diventa una donna concreta.
ATTIVISMO E IMPEGNO OLTRE LE PASSERELLE
Bella Hadid: sì, l’abbiamo conosciuta sulle passerelle, tra look leggendari e
scatti ipnotici. Ma c’è tutto un mondo sotto la superficie, ed è molto più vero,
ruvido e coraggioso di un fiume di lustrini o selfie da backstage. Perché Bella,
oggi, è anche voce forte e scomoda, che non ha paura di esporsi dove serve.
Anzi, sembra proprio trovarsi a suo agio nel ruolo di attivista, ribelle con una
causa. Il suo attivismo non è una posa da foto profilo, ma una presa di
posizione autentica, quasi viscerale.
Sostenere la causa palestinese è stato, per Bella, una *chiamata personale*,
visto che le sue radici hanno sangue palestinese grazie al papà Mohamed. Negli
ultimi anni, mentre tanti nella sua posizione si sono limitati a dichiarazioni
vaghe, lei ha scelto la parola netta, quella rischiosa. Ha pubblicato stories su
Instagram con la bandiera della Palestina, ha spiegato al suo pubblico
planetario cosa significhi sentirsi divisi fra due mondi. Certe sue frasi hanno
fatto rumore, come quando ha affermato: “Essere orgogliosa di essere palestinese
non significa odiare nessuno”, un concetto semplice, eppure così dirompente,
soprattutto in un mondo social in cui ogni parola può essere estrapolata e
giudicata.
E lo sai, uno potrebbe anche pensare che chi è famosa come Bella preferisca
evitare guai, stare alla larga dai rischi di critica, invece lei si è presa pure
gli insulti, i titoli dei giornali indispettiti, senza mollare di un millimetro.
Ha partecipato a manifestazioni pubbliche, si è messa sulle spalle la
responsabilità di parlare di Palestina in modo diretto, senza filtri o mezze
tinte — e questa cosa, oggi, è straordinariamente rara. Il coraggio di non
essere d’accordo con tutti: questo sì che fa la differenza.
Ma l’attivismo di Bella non si ferma qui, perché il suo percorso personale le ha
dato altre battaglie da combattere. Prima fra tutte, la lotta contro lo stigma
delle malattie croniche. Da anni, Bella racconta con sincerità sul suo profilo
Instagram i momenti bui legati alla *malattia di Lyme*, le fotografie senza
make-up, gli scatti in ospedale. Ha scelto, quand’era più facile mettere solo
filtri dorati, di mostrare anche la fatica, il dolore fisico e mentale,
condividendo i dettagli privati con milioni di persone. Tempo fa, ha pubblicato
una serie di post in cui spiegava:
* come spesso ci si possa sentire invisibili e soli, quando si lotta contro una
malattia invisibile;
* l’importanza di una rete di supporto, famiglia, amici, community che non
giudichi a priori;
* il diritto di chiedere aiuto anche quando si ha la fama, i followers e una
vita perfetta solo in apparenza.
Insomma, Bella diventa una specie di sorella maggiore per chi vive le stesse
difficoltà, sdoganando fragilità e vulnerabilità con la leggerezza di un TikTok
ben montato, ma la serietà di chi ci è passato davvero.
E poi, impossibile non parlare del suo modo di sostenere altre donne e i diritti
civili. Dai post in cui denuncia il body shaming alla partecipazione alle marce
per l’uguaglianza (ristoranti, studi fotografici, street style: lei prende
parola ovunque), Bella mostra che la solidarietà non è solo slogan o retorica,
ma gesto e presenza concreta. In diverse interviste, ha dichiarato di sentirsi
una “femminista in evoluzione”, aperta al confronto e pronta a imparare anche
dagli errori. Una ragazza che vuole sbagliare, condividere, ascoltare. Un
esempio? Quando, durante il boom del #MeToo, Bella ha utilizzato le sue
piattaforme per condividere storie di donne coraggiose e ha incoraggiato le sue
fan a non aver paura di difendere i propri limiti e la propria libertà.
Anziché prendersi solo le luci, Bella si mette in gioco per offrire uno spazio
di ascolto e confronto, come una buddy che ti scrive su WhatsApp quando hai
bisogno. Ecco perché, sui social e nella vita vera, gira questa sensazione:
Bella Hadid non è solo moda o estetica perfetta, ma una motivatrice che spinge
le nuove generazioni a “tenere botta”, lottare e non avere mai paura di
schierarsi, nemmeno quando sembra la scelta più complicata.
LEGGI ANCHE: Bella Hadid torna a parlare dell’ansia: parlarne sui social mi ha
fatta sentire meno sola.
UN NUOVO MODO DI ESSERE ICONA
Bella Hadid oggi è molto più di una semplice modella, e chi ha qualche minuto
libero su TikTok lo sa bene. È come se il suo volto fosse la tela di un’epoca, e
ogni sua azione dipingesse nuovi confini – non soltanto per la moda, ma per
l’attitudine di una generazione intera. Non è solo estetica, la sua. È qualcosa
che penetra più a fondo, una specie di contagio positivo che arriva a
influenzare scelte e valori. La sentiamo vicina perché è trasparente nei suoi
successi e, soprattutto, nelle sue vulnerabilità.
BELLA HADID, UN LINGUAGGIO CHE PARLA ALLE NUOVE GENERAZIONI
Se scorri il suo profilo Instagram o guardi le sue storie, è impossibile non
notare come Bella abbia un modo super naturale e diretto di connettersi con chi
la segue. Niente aria da diva inavvicinabile: racconta la sua giornata, i
momenti belli ma anche i brutti, i piccoli incidenti di percorso che fanno parte
di ogni vita reale. Ecco, qui si vede la differenza tra il personaggio costruito
e la persona che sceglie di mettersi a nudo, anche rischiando il meme o la
critica. Questo la fa amare dalle ragazze che, stufe dei filtri e della
perfezione finta, cercano riferimenti concreti e vivi.
* Racconta la sofferenza senza troppi giri di parole
* Difende ciò in cui crede anche a costo di perdere follower
* Si mette in discussione, senza paura di mostrare fragilità
COLLABORAZIONI TRA MODA E CULTURA
Quando parliamo di Bella Hadid e grandi brand, si apre un mondo. Non basta dire
che ha sfilato per Dior, Burberry, Versace o ha indossato i look pazzeschi visti
al Met Gala. Il punto vero è che ogni collaborazione diventa un dialogo, non
pura pubblicità. Ti ricordi quando si è tagliata i capelli in diretta per
Mugler? O quando ha firmato capsule pensate per essere inclusive e genderless?
Ecco, qui la moda non è più solo “tendenza”, ma conquista sociale, messaggio che
chiunque – dalla studentessa universitaria alla giovane professionista – può
fare proprio.
* Capsule con brand emergenti per supportare la diversity
* Campagne beauty in cui esalta i suoi “difetti”, come forma di empowerment
* Momenti in passerella diventati instant-meme che hanno ispirato tendenze
globali
SOCIAL, CONSAPEVOLEZZA E MESSAGGI NUOVI
Se c’è una cosa che distingue Bella, è il suo uso intelligente e non banale dei
social. Potrebbe facilmente limitarsi a postare selfie da urlo (ne avrebbe tutte
le ragioni!), ma invece accende discussioni, lancia spunti, ribalta i topic del
momento. Quando tocca temi come la salute mentale, l’ansia, o persino quelle
giornate “no” in cui nulla sembra funzionare, i suoi contenuti diventano subito
virali. Perché? Perché sono autentici, privi della patina da influencer
tutto-perfetto. È come se ci dicesse “Vado avanti anch’io, anche quando sembra
impossibile”. E questa forza umana è contagiosa. Ci sono momenti in cui:
* Si mostra senza trucco e filtri per dire che la pelle “vera” è bella sempre
* Condivide playlist da ascoltare nei giorni down, trovando così connessioni
intime con chi la segue
* Risponde in modo diretto, quasi da amica di quartiere, a chi le scrive
messaggi privati
IL POTERE DI ESSERE GIOVANE E CONSAPEVOLE
Quello che Bella trasmette più forte di qualsiasi look o walk da urlo, è un
senso di orgoglio nell’essere giovane e, al tempo stesso, profondamente
consapevole. Non si tira mai indietro di fronte agli argomenti scomodi, e non ha
paura di crescere sotto gli occhi di tutti (litigate, amori, errori compresi).
Per molte è diventata una specie di sorella maggiore digitale, che non si
vergogna delle sue cadute ma le usa per rilanciarsi. Lei ci ricorda ogni giorno
che si può essere bellissime e grintose, ma pure confuse e stanche. E va bene
così. Anzi, è normale così.
The post Bella Hadid: Icona di Stile, Determinazione e Cambiamento appeared
first on The Wom.
INFORMAZIONI PRINCIPALI SU BEYONCÉ
* Nome completo: Beyoncé Giselle Knowles-Carter
* Data di nascita: 4 settembre 1981
* Luogo di nascita: Houston, Texas, USA
* Segno zodiacale: Vergine
* Altezza: 1,70 m
* Partner: Jay-Z
* Genitori: Tina Knowles, Mathew Knowles
* Figli: Blue Ivy Carter, Rumi Carter, Sir Carter
* Fratelli/Sorelle: Solange Knowles
* Instagram: @beyonce
LE RADICI DI UNA REGINA
Beyoncé. La sola menzione di questo nome evoca immagini di palcoscenici
scintillanti e performance travolgenti. Ma dietro la stella c’è una storia
familiare altrettanto affascinante, fatta di legami stretti e lezioni di vita
fondamentali. Nasce e cresce a Houston, Texas, in una famiglia che ha sempre
messo l’importanza del supporto e delle radici ben salde al primo posto.
La mamma, Tina Knowles, è una figura chiave. Stilista di talento e donna di
forte carattere, ha infuso in Beyoncé una sensibilità estetica e un’etica del
lavoro straordinaria. Non solo, Tina ha insegnato a Beyoncé e a sua sorella
Solange l’importanza di essere a proprio agio nella propria pelle, di accettarsi
e amarsi per come si è. Immaginate una giovane Beyoncé che guarda la mamma
creare abiti unici nel suo piccolo salone di bellezza. Un mondo dove ogni
tessuto racconta una storia, dove il colore e l’immaginazione si mescolano,
questo è il contesto in cui Beyoncé ha imparato a sognare.
Mathew Knowles, il papà, è stato altrettanto influente. Manager visionario, ha
abbandonato il suo lavoro per dedicarsi completamente alla carriera della
figlia, credendo fermamente nel suo talento. Vi immaginate il coraggio di un
padre che cambia rotta, lasciando il certo per l’incerto, tutto per incoraggiare
i sogni della sua bambina? Questo tipo di supporto è stata la base solida su cui
Beyoncé ha potuto costruire la sua carriera. Mathew le ha insegnato l’importanza
della disciplina e della determinazione, due qualità che hanno forgiato la star
globale che conosciamo oggi.
E poi c’è Solange, la sorella minore. Una relazione speciale, la loro. Le
sorelle Knowles hanno sempre condiviso un legame inseparabile, fatto di
complicità e reciproco sostegno. Solange, anch’essa diventata un’importante
artista musicale, ha contribuito a infondere in Beyoncé una diversa prospettiva
sulla musica e sull’arte. Le due si sono sempre supportate, ogni passo del loro
viaggio è stato accompagnato dall’affetto e dal rispetto reciproco, creando un
forte senso di comunità familiare. E non possiamo dimenticare quei *momenti
quotidiani*, quando dividevano la stanza e fantasticavano su quello che la vita
avrebbe potuto offrire. Quante notti avranno passato a pianificare i loro futuri
successi?
Ecco allora che, il clima familiare in cui Beyoncé è cresciuta era un miscuglio
vibrante di amore e creatività, di aspirazioni e insegnamenti. Questo ambiente
ha lasciato un segno indelebile sulla sua personalità, forgiando non solo
un’artista ma una donna capace, determinata e con i piedi per terra, nonostante
la fama planetaria.
C’è anche una piccola curiosità: Beyoncé è stata educata in una scuola
cattolica, dove ha coltivato un’etica del vivere basata sul rispetto e la
dedizione. Anche se la sua vita la portava spesso lontana dai canoni
tradizionali, quelle radici religiose hanno contribuito a dar forma al suo
carattere riflessivo e radicato.
Alcune persone potrebbero dire che per Beyoncé, ogni passo, ogni caduta e ogni
nuova impresa sono un riflesso diretto delle lezioni apprese in famiglia.
Aggiungerei che probabilmente è proprio grazie ai *valori di famiglia* che è
rimasta una delle figure più amate e rispettate nel panorama musicale
contemporaneo. Insomma, quando osserviamo Beyoncé oggi, vediamo una storia che
inizia molto prima delle luci del palcoscenico, una storia di radici profonde e
legami indissolubili.
E chissà, magari anche tu, con una mappa stellare così, non diventeresti un po’
regina? Beyoncé ha dimostrato che il passato non solo ci plasma, ma ci modella
mentre danziamo verso il futuro. Un futuro che per lei è sempre stato luminoso e
pieno di promesse. Con delle radici così, come poteva essere altrimenti?
DESTINY’S CHILD E LA NASCITA DI UNA LEGGENDA
Nel mondo scintillante della musica, poche storie di successo sono tanto
affascinanti quanto quella delle Destiny’s Child. Nate a Houston, Texas, queste
ragazze erano molto più di un semplice gruppo musicale; erano la promessa di un
futuro brillante e la culla di una leggenda, Beyoncé. Tutto ebbe inizio sotto la
guida attenta e appassionata di Mathew Knowles, il padre di Beyoncé, che,
vedendo il potenziale straordinario di sua figlia, decise di gestire il neonato
gruppo femminile. Questo non era solo un sogno di Beyoncé ma di un’intera
squadra di giovani artiste pronte a conquistare il mondo.
Immagina: siamo negli anni ’90, e Beyoncé, con il suo sorriso contagioso e una
voce che già a quell’epoca scaldava il cuore, muoveva i primi passi nel mondo
musicale insieme alle sue amiche. Tra prove infinite e performance nei centri
commerciali, non era certo tutto rose e fiori. La strada verso la ribalta era
costellata di sfide difficili. Critiche e cambi di formazione mettevano
costantemente alla prova la solidità del gruppo. Ma le Destiny’s Child erano
animate da una tenacia incredibile. Per Beyoncé, ogni ostacolo era solo un altro
passo verso la grandezza.
* Ecco, vi incontro con un piccolo aneddoto: puoi pensare a Beyoncé, con
tredici anni, che nel salotto di casa sua prova e riprova le coreografie.
Vuole che tutto sia perfetto, niente meno. Per lei, la perfezione era una
missione personale già dall’inizio.
Quando il loro singolo di debutto iniziò a scalare le classifiche, le ragazze
capirono di aver trovato la loro voce. Brani come “No, No, No” e il successivo
album, “The Writing’s on the Wall”, sono stati un vero uragano nel panorama
musicale di allora. Ogni nota, ogni passo di danza, dimostrava quanto fossero
determinate e unite. Il gruppo si era fatto conoscere per il suo stile unico che
mescolava R&B, pop e una costante tensione verso l’innovazione.
Con il successo arrivano anche le pressioni e le aspettative. Non tutte riescono
a sopportarle. Questa tensione portò a diverse sostituzioni all’interno del
gruppo, ma ogni cambiamento diventava l’occasione per Beyoncé di mostrare il suo
carisma sempre più raffinato. Lei rimaneva al centro di tutto, un nucleo
incrollabile di energia e creatività.
Durante i concerti, era impossibile non notare come il suo spirito brillasse tra
le altre. Beyoncé non era solo un membro delle Destiny’s Child, era già la
stella che avrebbe illuminato una generazione. E fu così che, con successo dopo
successo, il terreno cominciò a prepararsi per la sua attività solista. Non era
semplice, eh. Cioè, la paura di fallire c’era, eccome! Ma Beyoncé la affrontava
di petto, come affrontava tutte le altre sfide: con forza, grazia e una
straordinaria capacità di rinnovarsi.
In quel periodo, il mondo dei meme e dei video virali era ancora in fasce, forse
solo un sogno di adolescente, ma se ci fossero stati, siamo sicuri che le
Destiny’s Child sarebbero diventate delle icone. Oggi possiamo solo immaginare
quanti TikTok sarebbero stati girati sulle note di “Survivor”, uno dei
tantissimi inni motivazionali del gruppo.
E attraverso il clamore, i tour mondiali e tanti premi, il sipario cominciava
lentamente a calare sull’era delle Destiny’s Child, per fare spazio ad un nuovo
capitolo. Un capitolo tutto dedicato a Beyoncé. Una regina era nata e il mondo
era pronto per essere travolto dal suo talento impareggiabile. Dalle avversità e
le vittorie vissute con il gruppo, ogni sfida aveva scolpito una parte del suo
essere, preparandola per l’ascesa.
L’ASCESA DA ARTISTA SOLISTA
Nell’universo musicale, Beyoncé si è sempre distinta come una stella luminosa
che ha saputo trasformare ogni sfida in un’opportunità di crescita. Dopo aver
lasciato il segno nel mondo con le Destiny’s Child, la nostra Queen B ha preso
coraggio e ha deciso di intraprendere un viaggio da solista che l’ha lanciata
nell’olimpo delle icone musicali. Ti immagini? Passare da una super girl band ad
essere una delle donne più influenti del pianeta? Non è da tutti, ma Beyoncé è,
beh, Beyoncé.
Il suo primo album solista, “Dangerously in Love,” è stato come un uragano che
ha travolto la scena musicale. Lanciato nel 2003, questo gioiellino ha mostrato
immediatamente la sua capacità di raccontare storie intime con una voce che,
come si dice su TikTok, “suonava come il burro”. E non stiamo parlando di un
semplice successo: parliamo di Grammy vinti e classifiche dominate. Immagina la
scena: Beyoncé che esplode con “Crazy in Love” e chiunque sulla faccia della
terra inizia a ballare. È un momento che ha definitivamente segnato l’inizio di
qualcosa di epico.
E non è solo la musica a definirla. La sua capacità di reinventarsi è stata – e
continua ad essere – uno dei segreti del suo successo. Con ogni album, Beyoncé
non offre solo nuove melodie, ma un’intera esperienza artistica. Pensa a
“B’Day”. L’album è un mix esplosivo di pop, R&B e soul che ha catturato gli
animi con brani come “Irreplaceable”. È come se ogni traccia fosse un pezzo di
un grande puzzle che racconta la sua storia personale, o meglio, la sua
rinascita.
Facciamo un salto nel 2008 e arriviamo a “I Am… Sasha Fierce”. Wow, qui Beyoncé
ha davvero spaccato. Ha presentato al mondo il suo alter ego, un personaggio
sorprendente e audace che ha sfidato ogni norma. E qui, c’è una lezione
importante: Beyoncé riesce a mantenere l’interesse del suo pubblico perché ha
sempre il coraggio di mostrarsi sotto una luce diversa e inaspettata. La sua
capacità di sorprendere – e chi non si ricorda la prima volta che ha visto il
video di “Single Ladies”? – è come assistere a un’evoluzione continua, dove una
farfalla diventa più scintillante e affascinante ogni volta che batte le ali.
Poi, ovviamente, ci sono i live. Beyoncé dal vivo è qualcosa di magico. È
energia pura. Le sue performance sono vere e proprie opere d’arte. C’è una
storia, un messaggio, una connessione palpabile con il pubblico. Le sue tournée
sono eventi imperdibili dove non solo ascolti la musica: la vivi. È come se il
suo talento non avesse mai un limite, e ogni spettacolo fosse un evento
impossibile da dimenticare.
E in tutto questo, si nota una cosa cruciale: Beyoncé rimane fedele a sé stessa.
Anche mentre si reinventa, mantenendo sempre la sua firma unica e indelebile.
Non è solo la regina della musica, ma anche un’icona di stile e cultura. Ogni
nuovo passo è un invito a conoscere un nuovo capitolo del suo viaggio
straordinario.
Per le sue fan (e chi non lo è, al giorno d’oggi?), Beyoncé è più di una
cantante: è un esempio di forza e determinazione. La sua ascesa come artista
solista è una testimonianza del fatto che, con talento, passione e dedizione, si
possono raggiungere altezze incredibili. Insomma, se c’è qualcuno che sa come
mantenere viva la fiamma dell’entusiasmo e dell’innovazione… è senz’altro la
nostra amata Queen B. Chi sa quale sarà la sua prossima mossa? Restiamo col
fiato sospeso, pronti ad essere stupiti ancora una volta.
RELAZIONI E VITA PERSONALE
Parlare di Beyoncé e non menzionare Jay-Z, beh, è praticamente impossibile.
L’incontro tra questi due titani della musica è come una di quelle storie che
sembrano uscite da un film. Si sono conosciuti all’inizio degli anni 2000, nel
periodo in cui Beyoncé stava delineando la sua identità da artista solista, e
Jay-Z era già una star consolidata. Il loro primo incontro è avvolto in un alone
di mistero, come spesso accade con le cose più belle.
Ma insomma, come in ogni fiaba moderna, la sostanza è che i due si sono
innamorati e, da allora, non si sono più fermati. Ironico pensare che la canzone
“Crazy In Love”, che segnerà una svolta nella carriera di Beyoncé, sia stata
anche una delle prime collaborazioni tra loro. Qualcosa di galattico univa
queste due anime, come se le note delle loro vite fossero destinate a creare una
melodia unica, perfetta. Una sintonia che ha resistito alle tempeste e che ha
dato voce a uno dei duetti più iconici nella storia della musica.
Quando si parla del loro matrimonio, non si può non citare le sfide che hanno
affrontato. Perché sì, anche se a volte sembrano vivere in un mondo parallelo,
super glamour e scintillante, anche loro hanno dovuto impegnarsi per far
funzionare il rapporto. La famiglia Carter-Knowles è cresciuta, si sono aggiunti
Blue Ivy, Rumi e Sir, e Beyoncé ha saputo trovare un equilibrio tra carriera
esplosiva e impegni familiari.
Il loro rapporto non è stato sempre rose e fiori. La stessa Beyoncé ha usato la
musica come terapia personale, esplorando le sue vulnerabilità e il suo vissuto.
Album come “Lemonade” mostrano una Beyoncé autentica, che non ha paura di
esporre le sue fragilità e le sue insicurezze all’intero mondo. È lì che il suo
essere artista si intreccia con l’essere donna, moglie, madre. Anche Jay-Z non
si è sottratto a questo dialogo musicale, rispondendo a sua volta attraverso i
testi delle sue canzoni. Una vera e propria conversazione pubblica tra due anime
artistiche che scelgono la trasparenza.
Gestire la vita privata sotto i riflettori non è semplice. Per loro, ogni
momento intimo è potenzialmente un titolo da copertina di tabloid. Eppure, con
una grazia che va oltre l’umano, Beyoncé ha trovato il modo di preservare ciò
che è più sacro per lei. Un esempio? L’annuncio della gravidanza di Blue Ivy
agli MTV Video Music Awards del 2011. Un momento tenero e potente, mostrato al
mondo con una semplicità squisita, lasciando tutti a bocca aperta.
Per gestire tutto questo, Beyoncé ha un team di amici e familiari che la
supportano e le ricordano di restare con i piedi per terra. È famosa per avere
un gruppo di supporto saldo e fidato, formato da poche persone fidate. “Famiglia
prima di tutto”, dice spesso. Questo include anche le sue ex compagne delle
Destiny’s Child. Nonostante abbiano preso strade differenti, il loro legame
rimane uno dei punti fermi nella vita di Beyoncé.
In fondo, ciò che affascina di Beyoncé è proprio il suo essere perfetta nella
sua imperfezione. La capacità di mostrare cicatrici e trionfi, fragilità e
forza, in un mondo che spesso richiede alle donne di essere impeccabili. Questa
autenticità è probabilmente l’aspetto che la rende tanto amata dai fan. Una
regina che sa essere umana, che sa affrontare la vita con il sorriso,
accompagnata dal suo re, e che sa portare avanti la sua corona con
determinazione e grazia.
E mentre la sua vita continua a essere un equilibrio tra musica, famiglia, e
influenze culturali, una cosa è certa: Beyoncé sa come brillare e ispirare, non
importa quale sia la sfida che ha di fronte.
BEYONCÉ E L’IMPATTO SOCIALE
Quando pensiamo a Beyoncé, oltre all’immagine di una performer straordinaria e
di una icona musicale, spesso ci viene in mente il suo chiaro e potente impegno
nelle cause sociali. È come se ogni gesto, ogni parola, e ogni performance
fossero guidati da un profondo senso di responsabilità verso il mondo che la
circonda. Parallelamente alla sua carriera di successo, Beyoncé ha usato la sua
gigantesca piattaforma per incidere in modo concreto su questioni di importanza
globale, come l’empowerment delle donne e l’equità razziale.
BeyGOOD, la sua iniziativa di beneficenza, è solo un esempio di come la sua
filosofia si trasformi in azione genuina. Questa piattaforma ha sostenuto
numerosi programmi di sviluppo e iniziative locali, con una particolare
attenzione alle comunità svantaggiate e ai giovani. Durante la pandemia di
COVID-19, BeyGOOD è stata essenziale nel fornire supporto alle piccole imprese
di proprietà afroamericana colpite dalla crisi economica. È un po’ come se
Beyoncé si trasformasse in una specie di moderna supereroina, che con il suo
mantello invisibile gira il mondo a portare aiuto dove serve di più.
Uno dei suoi momenti più potenti è stato durante il suo discorso ai BET Awards
nel 2020. Beyoncé ha incoraggiato i giovani a essere delle voci di cambiamento,
sottolineando l’importanza di partecipare attivamente al miglioramento della
società. È una leader che sa parlare alla nostra generazione, quella dei social
media e delle story di Instagram, capace di ispirarci a difendere ciò che è
giusto, proprio come un faro nella notte. E quando senti le sue parole, ti
accorgi di quanto il suo attivismo risuoni naturalmente con la sua musica.
Ma come riesce Beyoncé a tradurre tutto questo in arte, e perché il suo
messaggio ha un impatto così profondo? Forse il segreto sta nel suo talento
unico di mescolare passato e presente, tradizione e innovazione. I suoi album,
con le loro sfumature sociali e politiche, sono una sorta di annuario culturale
che esplora la vita, le lotte e le vittorie degli afroamericani attraverso il
tempo. Ricordiamo l’album “Lemonade”, non solo come un capolavoro musicale, ma
come un inno all’emancipazione femminile e una denuncia delle ingiustizie
razziali.
E le sue performance live? Sono vere e proprie celebrazioni dell’uguaglianza e
della diversità. Quando sale sul palco, Beyoncé non si limita a cantare:
racconta una storia, diffonde un messaggio. “Homecoming”, il suo storico show a
Coachella, ha reso omaggio alle università storicamente afroamericane, un gesto
significativo che ha acceso i riflettori su aspetti della cultura nera spesso
trascurati. Vedere quella moltitudine di talentuosi performer neri sul palco,
tutti coordinati e uniti per un unico scopo, dà la pelle d’oca, te lo giuro.
Tutti questi elementi rendono evidente come Beyoncé non sia solo un’artista; è
una forza culturale, che spinge i suoi fan a riflettere e ad agire. Tra l’altro,
l’uso di TikTok da parte sua per amplificare cause sociali è una mossa geniale.
Da sfide simpatiche a video più seri, sapere che tu e Beyoncé potreste aver
visto lo stesso contenuto in un feed collega un po’ tutti a una grande
conversazione globale. E questo è parte della sua magia: rendere ognuno di noi
parte di qualcosa di più grande.
In definitiva, Beyoncé riesce a essere una voce di cambiamento perché incarna il
coraggio e la forza che spesso cerchiamo in una leader. Le sue azioni e la sua
arte sono interconnesse, formano un complesso mosaico che invita ciascuno di noi
a riflettere sul proprio ruolo nel mondo, a essere attivo e a non restare mai in
silenzio di fronte all’ingiustizia. La vera bravura sta nel toccare il cuore
delle persone pur restando autenticamente se stessi. Forse è questo, più di ogni
altra cosa, che rende Beyoncé la regina indiscussa del nostro tempo.
LEGGI ANCHE: Beyoncé ha perso un talent da bambina (e dal quel giorno ha
costruito la sua carriera da superstar)
LA MAGIA DI BEYONCÉ SUL PALCO
Quando Beyoncé sale su un palco, succede qualcosa di straordinario. È come se
l’energia nell’aria cambiasse radicalmente. Ogni luce, ogni nota, ogni passo di
danza esprime una precisione che lascia senza fiato. Il suo talento è innegabile
e cristallino, ma è il suo magnetismo personale a trasformare ogni concerto in
una vera e propria esperienza mistica. È come se stesse creando un nuovo mondo,
uno spazio dove il pubblico viene avvolto dalle sue vibrazioni potenti. Hai mai
visto quei film dove il protagonista entra in una dimensione parallela
attraversando uno specchio? Ecco, assistere a una performance di Beyoncé è un
po’ così.
Una delle caratteristiche che rendono i suoi spettacoli unici è la capacità di
connettersi profondamente con il pubblico. Beyoncé non si limita a cantare;
racconta storie. Ogni pezzo diventa una narrazione emozionante, un viaggio
condiviso con chiunque sia lì per ascoltarla. Non è una mera spettatrice sul
palco che recita a memoria un copione. No, Beyoncé vive ogni nota, e invita i
suoi spettatori a fare lo stesso. I suoi fan non sono solo fan: diventano parte
di una comunità globale in cui la passione per la musica viene vissuta come un
rituale collettivo.
Schiaccia play su “Homecoming”, il suo iconico concerto al Coachella 2018
trasformato in documentario, e vedrai qualcosa di più di un semplice evento
musicale. È spettacolare. Il mix travolgente di cultura nera, storia e musica si
intreccia in un mosaico visivo e sonoro che parla di empatia, orgoglio e
**celebrazione». L’uso di una band composta esclusivamente da musicisti
afroamericani non è solo una scelta artistica, è una dichiarazione di intenti,
un’espressione di radici e identità.
* Ogni performance è una celebrazione delle sue diverse influenze musicali ed
artistiche.
* La cura maniacale nei dettagli si riflette in costumi, scenografie e
coreografie mozzafiato.
* Ogni spettacolo è un’opportunità per fare una dichiarazione forte e audace.
Poi c’è quel suo modo speciale di sorprendere tutti noi. L’audacia di Beyoncé si
riflette nelle scelte inaspettate che infila nelle sue esibizioni live. Un
esempio cult? Quando ha riunito le Destiny’s Child in uno storico comeback live,
proprio quando nessuno se l’aspettava. Sai quel momento in cui pensi di non
poter essere più entusiasta, e bam! Ti ritrovi a gridare al miracolo e ballare
con un’energia raddoppiata.
Impossibile dimenticare anche quando, a Glastonbury nel 2011, ha reso il
leggendario festival britannico il palcoscenico di un’epica celebrazione. Le sue
canzoni, che vanno da successi pop audaci a ballate intense, riescono a
trasmettere emozioni sincere mentre ridefiniscono i confini di ciò che
un’esibizione dal vivo può essere. Ogni nota esibita, ogni respiro scandito
diventa un atto di potere, un potere che non si fa solo ascoltare, ma che si
sente fin dentro le viscere.
E c’è questo piccolo momento che lei sa creare, un’intimità condivisa. Tutti i
riflettori puntati su di lei, ma allo stesso tempo senti che sta cantando solo
per te, come se ci fosse uno speciale inchino a quel momento. È una delle tante
magie di Beyoncé. È forse questa la soluzione del mistero che definisce il suo
legame con il pubblico. Non è solo bravura; è la capacità di farti sentire
visto, ascoltato e valorizzato.
Insomma, quando Beyoncé sale sul palco, non si può fare a meno di essere
completamente trascinati nel suo mondo carismatico e spettacolare. Lì, tutti i
problemi sembrano dissolversi, e quella connessione, quell’intensità
indimenticabile rimane impressa fino all’attimo successivo che la si rivede in
scena. E in un mondo che cambia rapidamente e spesso in modo imprevedibile, è
confortante sapere che ci sarà sempre Beyoncé, pronta a creare ancora una volta
pura magia.
LEGGI ANCHE: La campagna about love di Beyoncé e Jay Z per Tiffany è l’omaggio
al film colazione da Tiffany che stavamo aspettando
LA LEGACY DI BEYONCÉ
Pensando a Beyoncé, ci viene spontaneo immaginare un caleidoscopio di colori,
suoni e emozioni che si intrecciano per formare un mosaico unico nella storia
della musica moderna. La sua legacy è come un’onda costante che continua a
lambire le sponde delle nostre vite, riempiendole di luce e ispirazione. Ma cosa
lascia davvero Beyoncé dietro di sé? È una domanda complessa, certo, perché la
sua influenza va oltre la musica; tocca la cultura, l’identità e persino il modo
in cui percepiamo il potere e la femminilità.
* Innanzitutto, Beyoncé è una pioniera nella rappresentazione dell’empowerment
femminile. Non ha mai avuto paura di usare la sua piattaforma per affrontare
temi complessi come il femminismo, il razzismo e la parità di genere. Con
album come “Lemonade”, non solo ha condiviso frammenti profondi della sua
vita personale, ma ha anche lanciato un messaggio universale di resilienza e
forza. È una sorta di Wonder Woman della musica, capisci? Costruisce ponti
tra generazioni, unendo giovani e meno giovani sotto lo stesso tetto
ideologico.
* Un’altra caratteristica distintiva della sua eredità è l’innovazione
continua. Beyoncé non si è accontentata di seguire le tendenze, ma le ha
create. Dall’uscita a sorpresa dell’album “Beyoncé” nel 2013, ha cambiato il
modo in cui si pubblicano gli album, dimostrando che l’elemento sorpresa può
essere una potente arma di marketing. Questa mossa ha fatto scuola. Un po’
come quando scopri un trucco su TikTok e poi lo vedi replicato ovunque.
Ma parliamo anche del suo contributo musicale concreto. Si potrebbe dire che lei
è la regina della versatilità. Dal pop all’R&B, dal soul al hip hop, Beyoncé sa
come muoversi tra diversi generi con disinvoltura e grazia. I suoi brani
diventano instantaneamente hit perché riescono a toccare corde emotive profonde,
quasi come se avesse un filo diretto con il cuore dei suoi fan. Pensi di
conoscere la canzone a memoria, poi scopri un nuovo dettaglio, una nuova
sfumatura che ti fa apprezzarla ancora di più.
Beyoncé è anche una musa ispiratrice per una nuova generazione di artisti.
Quando la ascolti, è come se ti desse il permesso di inseguire i tuoi sogni
senza paura. È come quella amica che ti spinge a iscriverti a un corso di yoga o
a cambiare lavoro, perché sai che ha sempre i tuoi interessi a cuore. Le sue
canzoni diventano colonna sonora delle nostre vite, accompagnano momenti
speciali e ci offrono conforto nei momenti difficili.
E non possiamo ignorare il suo ruolo come trendsetter. Lei è quella che indossa
un abito e il giorno dopo è già sold out, la persona che lancia una singola
occhiata in un video musicale e innesca un movimento virale. Beyoncé ha il dono
di trasformare ogni cosa che tocca in oro, un po’ come Re Mida, ma con stile. La
moda, la bellezza, le arti visive: in tutti questi campi ha lasciato una traccia
indelebile.
Guardando al futuro, cosa possiamo aspettarci da lei? Difficile prevedere, ma è
quasi certo che continuerà a rompere barriere e a definire nuovi standard.
Potrebbe decidere di dedicarsi di più al cinema, ampliare il suo impatto
filantropico o sorprendere con nuove innovazioni musicali. Perché, alla fine, se
c’è una cosa che Beyoncé ci ha insegnato, è l’importanza di rimanere autentici e
fedeli a se stessi, indipendentemente dalle aspettative altrui.
Beyoncé lascerà un segno indelebile non solo nella musica, ma anche nei cuori di
chi ha avuto la fortuna di viverla e amarla. Ed è proprio grazie alla sua
straordinaria capacità di connettersi con le persone che la sua eredità
continuerà a influenzare generazioni a venire. Un po’ come una playlist infinita
di emozioni e di ispirazioni, sempre pronta a essere ascoltata e rivissuta.
The post Beyoncé: la regina della musica moderna appeared first on The Wom.
TUTTE LE INFO SU BIANCA BALTI
* Nome completo: Bianca Balti
* Data di nascita: 19 marzo 1984
* Luogo di nascita: Lodi, Italia
* Segno zodiacale: Pesci
* Altezza: 1,73 m
* Partner: Matthew McRae
* Genitori: Bruno Balti e Mariabice Marzani
* Figli: Matilde e Mia McRae
* Fratelli/Sorelle: Alessandro e Carlo Alberto Balti
* Instagram: @biancabalti
DA LODI A UNA CARRIERA INTERNAZIONALE
Bianca Balti nasce a Lodi, una piccola città con un fascino tutto suo, che non è
Parigi o Milano, ma ha quell’autenticità che ti entra nel cuore. È cresciuta in
una famiglia semplice e affettuosa che l’ha sempre sostenuta, e quel sostegno
l’ha plasmata più di quanto si possa immaginare. I genitori di Bianca, persone
con i piedi per terra e valori forti, le hanno trasmesso l’importanza di
rimanere umile, anche quando il mondo intorno a te comincia a trasformarsi in un
vortice di luci e riflettori.
Fin da piccola, Bianca aveva già quel qualcosa di speciale, una scintilla che ha
sempre brillato nei suoi grandi occhi azzurri. Passava le giornate a Lodi, tra
la scuola e le partite di pallavolo, forse immaginando che da qualche parte,
oltre l’orizzonte piatto della Pianura Padana, c’era un destino straordinario
che l’attendeva. Ma la sua era un’infanzia come tante altre, fatta di momenti
semplici e sinceri: le cene in famiglia, le chiacchierate con le amiche sotto
casa, i sogni scritti sui diari segreti.
Bianca non è cresciuta circondata da lustrini e passerelle, ma da un mondo
autentico, fatto di persone vere. La sua famiglia era la sua roccia, e il loro
supporto era fondamentale per il suo equilibrio. E forse è proprio questo legame
profondo che le ha permesso di non perdere mai di vista chi fosse veramente,
anche quando la fama ha iniziato a bussare alla sua porta.
L’inizio della sua carriera nel mondo della moda sembra quasi una favola
moderna. Bianca era stata notata da un talent scout in un supermercato, un po’
come in quei film in cui la protagonista viene scoperta mentre è impegnata in
faccende assolutamente quotidiane. Quel giorno, come tanti altri, Bianca
probabilmente non immaginava che la sua vita stava per cambiare per sempre.
Quando è arrivata la sua prima vera occasione, è stato un colpo di fortuna, ma
anche il risultato di quella costante determinazione che l’aveva sempre
contraddistinta. Anche se la sua bellezza era evidente, era quel mix di grazia e
umanità che ha conquistato chiunque la incontrasse. I primi lavori sono stati un
susseguirsi di sorprese, portandola a scoprire di settimana in settimana quanta
varietà ci fosse nel mondo della moda.
Bianca racconta spesso di come ogni esperienza di quei primi anni fosse una
lezione. Dai servizi fotografici nei luoghi più incredibili, alle sessioni di
trucco e parrucco infinite, c’era sempre qualcosa da imparare. Ma non erano solo
le foto perfette o le sfilate dei sogni a emozionarla. C’era la magia di
conoscere persone da ogni parte del mondo, di ascoltare storie incredibili, di
vivere ogni giorno un’avventura diversa.
Forse è proprio grazie a quelle radici forti e a quei valori di famiglia, che
Bianca è riuscita a rimanere sempre con i piedi per terra. Anche quando la fama
ha cominciato ad avvolgerla in un abbraccio a volte ingombrante, Bianca ha
continuato a brillare, non solo come icona di stile ma come persona autentica.
Ed è stato l’inizio di una storia straordinaria, fatta di sfide, successi e
tante, tantissime altre avventure.
UNA CARRIERA TRA PASSERELLE E COPERTINE
Bianca Balti, un nome che risuona come una melodia inconfondibile nel mondo
della moda. Nata a Lodi e cresciuta cullata dagli affetti familiari, ha
trasformato una passione in una carriera stellare. Ma come ha fatto ad arrivare
in cima all’Olimpo della moda? Un viaggio che sembra un film in cui la
protagonista, con il suo carisma e il suo stile innato, ha saputo rubare la
scena a colpi di eleganza e grinta.
Il debutto di Bianca nel mondo della moda è quasi una leggenda. Attenzione però,
non è stata una passeggiata! Come molte aspiranti modelle, ha dovuto affrontare
le difficoltà iniziali. Poi, l’incontro con Dolce & Gabbana, un sodalizio che
ancora oggi fa brillare i suoi occhi: le sue apparizioni in passerella per il
famoso duo sono un inno alla bellezza italiana. Le linee sinuose degli abiti si
fondono perfettamente col suo corpo, creando uno spettacolo di rara bellezza.
La sua collaborazione con altri brand di lusso come Valentino e Chanel ha
ulteriormente consolidato la sua posizione nel settore. Le copertine delle
riviste più prestigiose, da Vogue a Harper’s Bazaar, hanno raccontato la sua
storia come se fosse poesia. E non solo sfilate, ma anche campagne pubblicitarie
indimenticabili dove Bianca ha potuto esprimere tutta la sua versatilità.
Ogni set fotografico, ogni passerella era un nuovo capitolo che si apriva,
ognuno scritto con passione e dedizione. Nonostante i riflettori e il trucco
impeccabile, Bianca è rimasta sempre con i piedi per terra, costruendo una
carriera basata non solo sul suo aspetto, ma anche su una forte etica del
lavoro. Ha trasformato le sue esperienze in veri e propri manifesti di
autenticità.
Eppure, una carriera così sfavillante non è senza ostacoli. Essere una top model
internazionale significa viaggiare costantemente, un ritmo che può fiaccare
anche le energie più inarrestabili. Bianca ha dovuto equilibrare la vita
personale con quella professionale, affrontando le critiche che talvolta possono
essere spietate. Ma lei, come un gabbiano tra le onde del mare, ha saputo volare
alto, incurante delle tempeste.
Protagonista di innumerevoli momenti iconici, Bianca Balti ha lasciato un segno
indelebile nel mondo della moda. Eppure, quella sua capacità di entrare in
sintonia con il pubblico è quello che la rende veramente speciale. Non si tratta
solo di indossare abiti meravigliosi o di muoversi con grazia felina. È la sua
capacità di raccontare storie attraverso uno sguardo o un gesto.
Guardando ai trend attuali su TikTok, dove i fashionista emergenti la
considerano una musa, Bianca ha dimostrato di essere molto più di una semplice
top model. È una narratrice visiva che continua a ispirare con la sua storia.
Con umiltà e determinazione, ha affrontato il suo percorso con una forza che va
oltre la superficie luccicante della moda. Una vera icona con un cuore d’oro.
RAPPRESENTARE LA BELLEZZA CONTEMPORANEA
Bianca Balti non è solo un volto noto della moda, ma un vero e proprio simbolo
di una bellezza moderna, quella che non rientra nei vecchi canoni ormai logori e
ristretti. In un mondo saturo di immagini perfette e irraggiungibili, lei è come
una ventata d’aria fresca. E questo, diciamocelo, è uno dei motivi per cui
tantissime giovani donne la seguono e la amano. Bianca non ha paura di mostrarsi
per quella che è, con tutte le sue sfumature. E questo la rende incredibilmente
autentica.
Un giorno è stata vista camminare per le strade di Milano con un make-up minimal
e un sorriso disarmante. Così semplice, eppure così magnetica. Perché Bianca
riesce a veicolare un messaggio potente: la bellezza vera non è quella patinata,
ma quella che emerge dalla naturalezza.
L’IMPEGNO PER UN’IMMAGINE INCLUSIVA
In un’epoca in cui l’inclusività è il grido di battaglia di molti brand, Bianca
Balti si distingue per il suo inconfondibile modo di promuovere una bellezza
autentica e senza filtri. Non è raro vederla discutere di diversità, sostenendo
la necessità di abbattere quegli stereotipi obsoleti che ci costringono in ruoli
troppo stretti. Ha partecipato a campagne pubblicitarie dove la bellezza
femminile è celebrata in tutte le sue manifestazioni, dalle più classiche alle
più inconsuete. E quando parla di body positive? Ecco, lì Bianca brilla. Lo fa
in modo semplice, magari postando una foto in cui scherza sui suoi piccoli
difetti – che poi difetti non sono.
UN PROMEMORIA PER ESSERE SE STESSI
Se dovessimo individuare il segreto del suo fascino, potremmo dire che Bianca
Balti incarna e promuove una bellezza che è finalmente liberatoria. Con la sua
audacia nel mostrarsi com’è, invita le persone a fare lo stesso. E questo è un
messaggio che va ben oltre le passerelle.
Una volta ha raccontato di quella volta che, durante un photoshoot, ha rifiutato
di farsi ritoccare le foto perché, diceva, «non voglio sembrare qualcun altro
quando mi guardo allo specchio». E questo gesto ha fatto pensare tante persone.
Come quelle battaglie che combattiamo quotidianamente davanti al nostro
riflesso.
IMPATTI E ISPIRAZIONI
Insomma, Bianca Balti è molto più di una semplice modella. È un’ispirazione
vivente per chiunque desideri vedere la bellezza con occhi nuovi. Se le
passerelle erano una volta dominate da volti e corpi uniformi, oggi grazie a
persone come lei assistiamo a una rivoluzione del concetto di bellezza. E in
un’età dove le app di ritocco e i filtri la fanno da padrone, chi non vorrebbe
un’amica sobria e sincera come Bianca?
Ti ritrovi a seguirla non solo per il suo lavoro, ma perché riesce a infondere
quella dose di autostima e accettazione personale che a volte il mondo esterno
cerca di scalfire. Che tu sia una fan accanita o solo un’osservatrice, è
probabile che il suo esempio ti abbia, in qualche modo, toccato. E magari,
grazie a lei, hai trovato il coraggio di essere te stessa, abbracciando la tua
unicità. Non è questa la vera bellezza?
LA VITA OLTRE I RIFLETTORI
Quando pensiamo a Bianca Balti, la nostra mente si affolla di immagini di
passerelle scintillanti, flash di macchine fotografiche e copertine di riviste
patinate. Ma dietro le quinte di questo glamour c’è una donna che naviga con
sensibilità e intelligenza la complessità del ruolo di madre e moglie. Bianca,
infatti, non è solo una top model straordinaria; è, prima di tutto, una persona
con profondi legami familiari.
La sua relazione con Matthew McRae è stata per lei una nuova alba, dopo un
matrimonio precedente che aveva lasciato delle ombre. Con McRae, Bianca ha
trovato un compagno che la supporta e la comprende in ogni suo aspetto, una
dinamica che sembra funzionare come uno di quei filtri facciali che aggiungono
brillantezza alle normali foto su Instagram, rendendo tutto più luminoso e
autentico. La loro unione è stata suggellata da un matrimonio intimo e sentito,
lontano dalle luci dei riflettori, proprio come voleva Bianca. Un evento che,
più che un’altra occasione mondana, è stato un giuramento d’amore inciso nei
cuori.
Essere madre è un’altra delle sfide che Bianca affronta con una grazia tutta
sua. Con due figlie, Matilde e Mia, la vita è un mix dinamico tra carriere e
giochi, un equilibrio che a volte sembra sospeso come in uno dei momenti più
incerti di un video su TikTok. Bianca ha sempre parlato apertamente del
conciliare la sua carriera stellare con la maternità. Non è un compito da poco,
eppure lei riesce a bilanciare il tutto con un mix di disciplina e spontaneità.
* Un esempio di come riesce a gestire gli impegni lavorativi? Pianificando i
suoi shooting fotografici in modo da esser presente nei momenti importanti
delle sue figlie.
* È una di quelle mamme che usa un’app di messaggistica per tenere sotto
controllo i compiti scolastici, ma che non rinuncia a portare le sue figlie a
scuola quando ha tempo.
* Bianca crede fermamente che i momenti familiari siano come quelle canzoni che
ti rimangono in testa: indimenticabili e sempre pronti a emergere anche nei
momenti più inaspettati.
Com’è, quindi, la quotidianità di una supermodella fuori dalla passerella?
Sorprendentemente semplice e radicata in valori solidi. Vive il ruolo di madre
come una delle esperienze più gratificanti, che l’ha resa più consapevole e
attenta. Bianca non esita a condividere con il mondo i suoi pensieri più intimi
e vulnerabili, mostrando che l’eleganza e la forza non sono mai venute meno
nemmeno nella sua sfera domestica.
Poi c’è il rapporto unico con la natura e il piacere di passare tempo all’aria
aperta. Immagina Bianca che, con passo leggero, cammina per prati verdi tenendo
per mano le sue bambine, un po’ come una scena da film vintage che non passa mai
di moda. Adora insegnare loro l’importanza del rispetto per l’ambiente, un altro
tema che le sta molto a cuore.
Bianca Balti ci insegna, con la sua storia personale, che anche nelle vite che
sembrano perfette dall’esterno ci sono sfide quotidiane da affrontare. Ma con un
po’ di amore e perseveranza, ogni giorno può essere vissuto con gratitudine e
serenità. E chi lo sa, magari anche con un make-up impeccabile, perché lo
spirito di una modella non va mai in vacanza!
IL CUORE GENEROSO DI BIANCA: IL SUO IMPEGNO SOCIALE
Bianca Balti non è solo una delle modelle più affascinanti al mondo, ma è anche
una vera e propria forza della natura quando si tratta di usare la sua voce per
cause importanti. Sta trascinando i riflettori non solo sulle passerelle, ma
anche su questioni che le stanno a cuore. Ecco perché Bianca affascina tutti:
quella sua armonia tra eleganza esteriore e forza interiore è qualcosa di raro.
Potremmo dire che la sua carriera di modella l’ha preparata a rappresentare e a
difendere i suoi valori con la stessa determinazione con cui calca una
passerella di alta moda. Ma attenzione… Bianca nel suo cuore custodisce una
determinazione feroce nel sensibilizzare il pubblico sui problemi di salute, in
particolare quelli legati al cancro al seno. Una causa che ha abbracciato con il
sorriso di chi sa di poter fare la differenza.
Come quel giorno in cui ha condiviso sui social la sua decisione di sottoporsi a
un intervento preventivo per ridurre il rischio di cancro al seno. Non si
trattava solo di un post, ma di un atto di coraggio che aveva lo scopo di
incoraggiare altre donne a essere proattive riguardo alla propria salute.
Diciamocelo: non molte celebrità avrebbero la stessa apertura e trasparenza nel
condividere un tema così intimo con il loro pubblico.
Nel mondo caotico dei social media, Bianca utilizza le sue piattaforme in modo
davvero unico. Piuttosto che limitarsi a postare immagini glamour, se ne serve
per amplificare messaggi di importanza sociale:
* Parla di sostegno a favore delle giovani donne e delle mamme single.
* Discute apertamente di accettazione e autostima, tornando ancora e ancora al
concetto che la vera bellezza nasce dall’amarsi e accettarsi per ciò che si
è.
* Insomma, non solo una top model, ma anche una vera modella di virtù.
E la lista non finisce qui. Bianca si è attivata anche nelle questioni
ambientali, sostenendo importanti iniziative ecologiche. Per esempio, ha
partecipato a campagne di sensibilizzazione riguardo all’importanza di ridurre
il consumo di plastica, e lo fa con un entusiasmo contagioso che ispira chiunque
la segua. E poi ci sono gli incontri con i giovani, quelli delle scuole, dove
parla loro di autostima e della bellezza di uscire dagli schemi imposti dalla
società.
Questa sua capacità di coniugare carriera e passione per le giuste cause mostra
il lato più caratteriale e valoriale di Bianca, un lato che lei espone con
fierezza e autenticità. Si può dire che l’impegno sociale di Bianca Balti sia il
riflesso più vero di un animo nobile che non conosce barriere, un esempio di
come si possa vivere una vita piena di significato oltre le lusinghe del mondo
della moda.
Insomma, Bianca è una di quelle persone che, con il loro esempio, illuminano il
cammino di chi ha perso un po’ la bussola. E non perché si ponga su un
piedistallo, ma perché sta tra la gente, con un sorriso capace di trasformare il
mondo, un cuore che batte per le giuste ragioni… E, tanto per dare il colpo di
grazia all’idea della modella perfetta, lo fa pure con un’ironia che ci ricorda
di non prenderci mai troppo sul serio.
RELAZIONI E RAPPORTI PERSONALI
Bianca Balti è una di quelle persone che si illuminano quando parlano dei propri
cari. Non è solo una top model, è anche una madre e un’amica fidata. Le
relazioni interpersonali di Bianca rivelano una donna che punta sulla genuinità
e l’intimità, due qualità rare nel mondo scintillante della moda, ma che lei
difende con tutta se stessa.
Cominciamo dalla famiglia. Bianca è madre di due splendide bambine, Matilde e
Mia, e nel corso degli anni ha sempre tenuto le sue ragazze al di sopra di
tutto. Questo affetto traspare dai numerosi aneddoti che racconta con il sorriso
di una mamma orgogliosa. Descrive le serate passate a leggere favole come se
fossero appena uscite da un dipinto di Norman Rockwell, e ogni avventura con le
figlie diventa una piccola epopea di vita quotidiana. Durante un’intervista, ha
detto che una delle lezioni più importanti che vuole trasmettere loro è la
capacità di essere autentiche e fedeli a se stesse, un messaggio che sa di
eternità.
Poi c’è il mondo dell’amicizia. Bianca ha un circolo ristretto di amici a cui è
legata da anni. In un settore dove le amicizie sincere sono spesso ombre fugaci,
lei è riuscita a costruire legami profondi. Un esempio? Le sue lunghe
chiacchierate con la collega e amica Eva Riccobono, durante le pause delle
sfilate. Spesso, le due si rifugiano in un angolo, lontano dalle luci e dai
flash, per discutere di tutto, dalle nuove tendenze di TikTok ai meme più
esilaranti della settimana. “Ridevamo fino alle lacrime,” confessa ridendo
Bianca, mentre si ricorda di quel meme che raffigurava una capra che urlava come
un tenore.
E non dimentichiamo la sua capacità di creare legami speciali anche nel mondo
del sociale. Con amici come Chiara Ferragni, con cui condivide la passione per
l’impegno sociale, Bianca ha partecipato a numerose iniziative benefiche. Questa
sinergia alimenta amicizie che vanno oltre il superficiale, basate su valori
condivisi e una visione comune di un mondo migliore.
Ma forse il dettaglio più sorprendente delle sue relazioni personali è la sua
continua voglia di scoprire e imparare dalle persone. Bianca è come una spugna
emotiva, assorbe esperienze e saggezze altrui, restituendo sorrisi e rispetto.
Non è raro sentirla parlare con persone comuni alle quali dedica un’attenzione
speciale. Come quella volta in cui ha trascorso un’ora a chiacchierare con il
tassista di Milano che l’aveva riconosciuta. Fuori dalla routine delle
passerelle, Bianca trova ispirazione nei racconti di vita autentici e semplici,
e questo arricchisce non solo lei, ma anche chiunque abbia la fortuna di
incontrarla.
Le relazioni di Bianca non sono costruite sulla forza del numero, ma sulla
qualità. Ogni legame, piccolo o grande, viene coltivato con la stessa cura di un
abile giardiniere, e questo rende la sua presenza una sorta di bolla di calore e
umanità in uno scenario che spesso può sembrare freddo e distante. Una vera e
propria maestra di relazioni, Bianca ci dimostra che l’autenticità non è solo
uno slogan, ma un percorso di vita da coltivare con amore e dedizione.
LA FORZA NEL SUPERARE LE AVVERSITÀ PERSONALI
La vita di una top model come Bianca Balti può sembrare scintillante e priva di
problemi, ma sapete cosa? Anche lei ha dovuto affrontare sfide personali che
avrebbero potuto fermarla. Affrontando momenti difficili, Bianca ha dimostrato
non solo di avere una carriera mozzafiato, ma anche un cuore impavido.
Uno dei momenti più impegnativi per Bianca è stato quando ha dovuto confrontarsi
con la salute mentale, una questione che molte persone, anche all’apice del
successo, si trovano a gestire. In un’intervista sincera, ha condiviso il suo
percorso, parlando dei giorni in cui tutto sembrava straordinariamente pesante.
La sua trasparenza nel trattare questi argomenti richiama alla mente come anche
le vite che sembrano perfette sui social possano nascondere battaglie
invisibili.
Le sue ancore? Eccole:
* La meditazione e pratiche di self-care: Bianca ha trovato conforto e forza in
attività che la aiutano a centrarsi, come la meditazione e il mantra “un
giorno alla volta”.
* Il supporto di amici e familiari: non è da sottovalutare il potere delle
relazioni affiatate che le hanno fornito un sostegno fondamentale nei momenti
di debolezza.
LE SFIDE DELLA VITA PERSONALE
Se parliamo di resilienza, non possiamo ignorare le sfide personali che Bianca
ha affrontato nella sua vita privata. I matrimoni e le separazioni emozionano
sempre, ma superare queste vicende con grazia e dignità è cosa rara. Bianca ha
attraversato una separazione pubblica e complessa, che avrebbe potuto
abbatterla. Eppure, ha scelto di affrontare la situazione con coraggio e
determinazione, sempre mantenendo al centro l’interesse dei suoi figli.
Nel bel mezzo di tali situazioni, quella che emerge è una grande lezione di
vita: la capacità di reinventarsi. Bianca ha trasformato il dolore in
motivazione per costruire una nuova vita, continuando a fare ciò che ama senza
mai compromettere i suoi valori e le sue priorità personali.
EPISODI DI RESILIENZA E CORAGGIO
Un altro ambito esemplare della sua resilienza è l’accettazione e l’amore per sé
stessa. Come molte altre donne, Bianca ha affrontato momenti in cui ha messo in
dubbio il proprio valore, in gran parte a causa delle rigide aspettative del
mondo della moda. Nonostante ciò, ha sempre fatto un passo avanti, rivendicando
il suo spazio ed esprimendo un’indiscutibile autenticità.
Forse è per questo che la vediamo sostenere le cause a lei care con tale
passione, come nell’impegno verso la sostenibilità nel fashion e la promozione
di un’immagine corporea positiva. In questi casi, Bianca dimostra coraggio non
solo nel parlare, ma anche nel prendere posizione pubblicamente, influenzando
positivamente coloro che la ammirano.
Bianca Balti rappresenta una figura complessa e ispirante: una donna che non ha
paura di mostrare le sue vulnerabilità, che affronta le sfide con tenacia e
trasforma gli ostacoli in occasioni di crescita. Possiamo davvero imparare
qualcosa da lei, non solo a livello professionale, ma anche personale. Capite
perché è così ammirata? Non è solo una top model, è la rappresentazione vibrante
della resilienza stessa. Ed è esattamente questo che la rende un’icona da
seguire.
IL FUTURO DI BIANCA NEL MONDO DELLA MODA
Ragazze, vi dico una cosa: se c’è qualcuno che sa reinventarsi, quello è Bianca
Balti. Già, avete visto come ha saputo saltare da una passerella all’altra con
quella sua eleganza innata? Ora immaginatevi il suo futuro, che promette di
essere altrettanto sfavillante e pieno di sorprese. Non dimentichiamoci delle
sue scelte coraggiose e, perché no, delle sue deviazioni dal percorso standard
che ci aspettiamo da una top model.
Parlando di progetti futuri, ci sono alcune voci che girano riguardo alla sua
presenza attiva nel mondo digitale. Bianca potrebbe facilmente diventare una di
quelle influencer che non solo sfoggiano outfit spettacolari, ma che hanno anche
qualcosa di significativo da dire. Immaginate un canale YouTube o un profilo
TikTok dove, tra un look del giorno e una sfilata, ci racconta qualcosa di
profondo, magari legato a temi di sostenibilità o body positivity. Sarebbe il
suo modo di mescolare moda e contenuti di valore, e questo renderebbe il mondo
un posto un po’ migliore.
OLTRE LA MODA: NUOVE AVVENTURE
E poi, chi dice che Bianca non possa dedicarsi al cinema? La moda e il cinema
vanno a braccetto da sempre, e un volto espressivo come il suo sarebbe perfetto
per il grande schermo. Magari la vedremo in una serie su Netflix che ci tiene
incollate al divano per tutto il weekend, oppure in qualche film europeo
raffinato. Bianca, con la sua allure unica e la sua versatilità, potrebbe
esplorare diversi ruoli, mostrando un’altra sfaccettatura del suo immenso
talento. Io la vedrei bene in un thriller psicologico, o in un dramma romantico
da farci piangere tutte le lacrime.
Mentre parliamo di progetti, non dimentichiamo le sue iniziative
imprenditoriali. È già stata ambasciatrice di diverse marche, ma le vogliamo
vedere creare qualcosa tutto suo. Immaginatevi una linea di abbigliamento che
riflette il suo stile personale: chic, ma accessibile. O magari una linea di
skincare che abbina bellezza ed etica, pensata per noi che vogliamo sentirci
bene dentro e fuori. Si potrebbe addirittura buttare su un profumo che ci
trasporti in un giardino italiano: qualunque sia il progetto, sono sicura che
lascerà un segno.
UN’IMPRONTA DURATURA
Pensando oltre al successo apparente, c’è da scommettere che Bianca continuerà
ad avere un impatto positivo anche grazie al suo impegno personale. Sì, perché
la moda è solo una parte del suo mondo. I suoi sforzi per sostenere cause che le
stanno a cuore, come il benessere mentale e la parità di genere, potrebbero
portarla a lavorare con ONG o a promuovere campagne sociali. E poi, non
scordiamolo, ha un cuore grande così.
Bianca è una di quelle persone che ci fanno sperare in un mondo migliore,
sapete? E la cosa fantastica è che lo fa sempre con il suo sorriso contagioso e
la sua straordinaria determinazione.
Nel suo futuro, vediamo un arcobaleno di possibilità, proprio come i filtri su
Instagram che non smettono mai di affascinarci. Il suo viaggio è ancora in corso
e noi non possiamo fare a meno di essere emozionate per tutto ciò che verrà. Che
ne dite? Bianca è pronta a brillare più che mai, e noi siamo qui per applaudirla
lungo il cammino.
The post Bianca Balti: un’icona della moda con un cuore d’oro appeared first on
The Wom.