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Emily Ratajkowski: stile, carattere e attivismo oltre le passerelle
Getty Images INFORMAZIONI PRINCIPALI SU EMILY RATAJKOWSKI * Nome completo: Emily O’Hara Ratajkowski * Data di nascita: 7 giugno 1991 * Luogo di nascita: Westminster, Londra, Regno Unito * Segno zodiacale: Gemelli * Altezza: 1,70 m circa * Partner: Sebastian Bear-McClard (dal 2018, separati nel 2022) * Genitori: Kathleen Anne Balgley e John David Ratajkowski * Figli: 1 (Sylvester Apollo Bear, nato nel 2021) * Fratelli/Sorelle: figlia unica * Instagram: @emrata DALLE LUCI DI LONDRA AL SOGNO CALIFORNIANO Prima di diventare la ragazza a cui tutte le copertine volevano dire “sì”, Emily Ratajkowski era, semplicemente, una ragazzina curiosa. Una di quelle che – ne sono certa – perdeva l’ora anche solo a guardare la luce che filtrava tra gli alberi, sia che fossero i grandi platani inglesi o le palme che accolgono chi sbarca in California. Emily nasce a Londra nel 1991, figlia di un pittore americano e una scrittrice britannica. L’aria di casa sua già sapeva di pigmenti e libri, di tè delle cinque ma anche di avventure da romanzo americano. Questa doppia anima, europea e statunitense, fa parte di lei come una seconda pelle. Cresce tra le colline di West Hampstead e i profumi contrastanti di Camden, ma la famiglia si trasferisce in California quando lei è ancora una bambina. Californiana d’adozione, Emily inizia a masticare quella “attitude” fatta di sole e promesse, senza mai perdere però l’ironia tipica degli inglesi. Se ci pensate, la sua storia è un po’ come una serie Netflix che inizia saltellando tra due mondi: un’atmosfera cupa e piovosa, e poi sboom, la luce abbacinante di San Diego. Il suo contesto familiare è una sorta di “melting pot”, non solo per le origini: si cresce tra discussioni di filosofia, schizzi di colore sui quaderni, libri sparsi ovunque e una mamma che non ha mai avuto paura di insegnare a sua figlia che pensare in grande, da donne, si può. La madre le trasmette un atteggiamento schietto e femminista, il padre la inizia all’arte, ma senza forzarla mai. Emily stessa ha raccontato spesso di quanto fosse normale per lei, da piccola, trascorrere pomeriggi in silenzio a osservare i disegni e i dipinti del padre, rubando con gli occhi segreti e dettagli. Chissà se in quelle linee ha imparato a osservare il mondo così intensamente. Non era però la bambina che si accontentava di guardare. No, lei voleva fare. Così alle scuole medie era già quella che: * si iscriveva a qualsiasi corso di teatro; * praticava sport come calcio e pallavolo; * si perdeva nell’acqua con nuotate infinite; * sognava con il disegno e la scrittura, quasi fossero superpoteri. Non si trattava solo di “provare tutto”. Sotto la superficie, infatti, si intravedeva già una determinazione ostinata, quasi sconosciuta per la sua età. Da adolescente, Emily pare fosse un misto tra introversione e improvvisi lampi di sicurezza: il tipo che, durante le gite scolastiche o le feste di compleanno, sapeva reggere lo sguardo di chiunque mentre parlava con passione di qualcosa che le stava a cuore. Proprio nelle piccole cose emerge quel carattere così… magnetico. Ricorda una volta in cui racconta di aver preparato una mostra di disegni per la classe, a soli undici anni, con la pretesa che venisse presa sul serio. Ecco, quella convinzione non l’ha mai abbandonata: un misto di coraggio e curiosità, sempre addosso come un paio di sneakers vintage chiuse strette ai piedi. Nel suo percorso californiano, la multiculturalità e l’educazione libera ricevuta diventano quasi una “bussola”: Emily impara ad adattarsi, a dialogare tra mille registri linguistici, estetici e sociali. E forse è proprio qui che si forma il suo spirito anticonvenzionale, quella fame di mondo che oggi tutte le ragazze vedono riflessa nei suoi occhi scuri. Emily capisce presto che essere sé stessa, nella moda come nella vita, avrebbe richiesto coraggio, strumenti e tanto – tantissimo – cuore. Ed è da questa infanzia ricca e consapevole che muoverà i suoi primi veri passi, verso un futuro che nessun manuale avrebbe saputo prevedere. IL PRIMO COLPO DI SCENA: FORD MODELS E IL BATTICUORE DEI CASTING Emily aveva quel qualcosa che gli altri si accorgono subito. Entri in una stanza, lei è seduta in un angolo — niente sorrisini forzati, niente postura “da modella”. Ma appena gli occhi degli addetti ai lavori si posano su di lei… ecco, la magia. Fu proprio quel mix di bellezza naturale e sfrontato carisma che convinse Ford Models a reclutarla a soli 14 anni. Un’età in cui la maggior parte di noi provava imbarazzo a scegliere cosa mettere la mattina, lei invece si muoveva già tra photoshoot, provini e *fashion dramas* dietro le quinte. Il debutto è stato tutto meno che una favola patinata. Racconta spesso che all’inizio si sentiva fuori luogo: troppo formosa per il modello “skinny” dell’epoca, troppo giovane per alcuni lavori, troppo sveglia per accettare tutto senza fiatare. Eppure… la sua spontaneità era contagiosa. Fotografata su sfondi neutri o con vestiti oversize, Emily trasmetteva emozioni reali, di quelle che ti arrivano dritte. Ogni tanto lo ammette: era una faticaccia sorridere per dodici ore sotto i riflettori. Ma quella stanchezza non sembrava mai sporcargli lo sguardo, sempre acceso, un po’ ironico, come a dire “Sto facendo la modella, ma non mi fermo certo qui”. Getty Images COPERTINE E SHOOTING, BOOM MEDIATICO E NUOVI STANDARD Poi sono arrivate le prime copertine — e con loro il vero salto. Non era più solo la ragazza di Pacific Palisades, ma una giovane donna che ridefiniva uno standard. Le riviste la volevano come nuova musa della sensualità consapevole: curve morbide, sguardo fiero e una sicurezza che quasi ti spiazza. C’è una cover in particolare, quella per una nota rivista di moda, che secondo me segna uno spartiacque. Non solo posa, ma dialoga con l’obiettivo. Niente posa plastica o eccessivamente studiata. Il suo stile? * Nude look, ma con focus su capelli spettinati e pelle pulita. * Abbraccio delle proprie forme, zero filtri. * Espressioni che comunicano: “Sì, sono così, e sono io a decidere come mostrarmi”. Il bello è che questa autenticità faceva (e fa) impazzire le ragazze: “finalmente una che pare vera”, “non sembra finta come certe altre”. A vent’anni, Emily era già la testimonial di una nuova idea di femminilità forte. IL FENOMENO “BLURRED LINES” E LA FAMA PLANETARIA Se esiste un momento in cui il mondo intero ha googlato il suo nome, è stato grazie al video di “Blurred Lines”. Un videoclip che ha fatto discutere (ancora lo fa), ma che per Emily è stata una miccia: in pochi minuti, proiettata da modella emergente a icona mondiale. Leggenda vuole che il giorno dopo non riusciva nemmeno a controllare quanti follower in più comparivano sul suo account Instagram. Certo, non sono mancate critiche: c’era chi la accusava di bollicine eccessive, chi diceva “ancora corpi nudi nei videoclip, che noia”. Ma lei? Sempre molto chiara — “Sono consapevole di me stessa e della mia sessualità, sono io a scegliere quando e come mostrarla”. Non le interessa essere un manichino silenzioso, ma una donna che gioca col proprio corpo con autoironia e rispetto, anche quando il mondo attorno si scandalizza. SENSUALITÀ COME ATTO DI SICUREZZA Quello che davvero ha cambiato le regole è stato il suo modo di vivere la sensualità: non come posa da copertina, ma come atto di autodeterminazione. In un panorama ancora ossessionato dagli stereotipi, lei si è imposta come simbolo di “basta vergogna”, insegnando che * La sicurezza viene dall’interno, e non da quello che ti raccontano gli altri. * Il corpo è tuo, le regole le decidi tu. * Sensualità non vuol dire sempre sedurre: può essere gioia, divertimento, persino una presa in giro degli standard. Emily Ratajkowski ha saputo, con ironia e intelligenza, far passare il messaggio che essere donna oggi significa anche non dover chiedere il permesso per brillare. E in fondo, chi non vorrebbe sentirsi un po’ Emily almeno una volta? TRA SET E SCHERMI: LA SVOLTA SENZA FILTRI DI EMILY C’è qualcosa di straordinariamente vero in quella che molti chiamano “Emily Ratajkowski attrice”. Forse perché nessuno si aspettava che la ragazza simbolo di sensualità e presenza ipnotica sulle passerelle (che abbiamo lasciato poco fa nei backstage delle sfilate) potesse lanciarsi con questa naturalezza nella settima arte, con una freschezza quasi sfrontata, senza mai perdere autenticità. E invece eccola, con la telecamera addosso, a ribaltare ancora una volta le aspettative. La sua prima vera relazione con la recitazione nasce molto prima delle grandi pellicole: piccoli ruoli, serie tv come “iCarly” quando ancora aveva gli occhi pieni di sogni e poca consapevolezza di ciò che sarebbe diventata. Forse lì ha imparato che la vera prova di coraggio, nel cinema, non è tanto il copione, quanto stare davanti alle luci e restare comunque se stessa. Poi boom – arriva la chiamata che cambia tutto: “Gone Girl” di David Fincher. Un regista spietato, una produzione di quelle che ti fanno tremare i polsi, e lei catapultata in un universo nuovo. Non era solo la ragazza bellissima che avevamo visto su un cartellone gigante: era diventata parte di un gioco psicologico nero come la pece, con Ben Affleck e Rosamund Pike, sì, ma con una delicatezza e insieme una presenza che non passano inosservate. Emily ha portato sullo schermo quel qualcosa che non si insegna – la capacità di essere vera anche nella finzione. Forse è questo il suo superpotere. Getty Images SCELTE AUDACI E VOGLIA DI SENTIRSI SÉ STESSA Non tutti lo sanno, ma Emily, nel suo percorso tra moda e cinema, avrebbe potuto seguire la scia delle offerte “facili”, i ruoli da “bella ragazza”, la solita parte che riflette soltanto l’aspetto esteriore. E invece, puntata dopo puntata, film dopo film, ha scelto la via più accidentata e onesta: cercare ruoli che le parlassero davvero, che rispecchiassero le sue idee, i suoi dubbi, perfino le sue insicurezze. Ad esempio: * In “We Are Your Friends”, al fianco di Zac Efron, non si è fermata alla superficie, ha portato anche quell’ironia che la caratterizza (un’ironia intelligente, a tratti caustica, per chi la sa cogliere). * In pellicole come “I Feel Pretty” ha abbracciato con totale naturalezza il discorso sull’accettazione e la bellezza senza filtri, mostrando che puoi essere parte di una commedia senza nascondere le tue contraddizioni. Chi la osserva nota subito che Emily non finge nemmeno in quei ruoli dove la tentazione di “piacere a tutti” sarebbe fortissima. La sua arma segreta? Dire no alle proposte in cui non si riconoscerebbe mai nella vita reale. Preferisce un ruolo scomodo ma stimolante, piuttosto che perdersi nella massa. In un contesto dove l’originalità spesso lascia il posto ai cliché, lei ha scelto di essere fedele alla propria voce. RAPPRESENTAZIONE REALE, SCHIETTEZZA FUORI SCENA Quello che colpisce davvero, però, è il modo in cui fa convivere il suo lato pubblico e quello privato anche nei suoi lavori cinematografici– perché sì, in un’epoca di filtri e editing forsennato, lei si racconta così com’è, senza troppe sovrastrutture. Lo dice anche nelle interviste: non cerca il ruolo “princess” o la protagonista dal destino predestinato, ma quei personaggi che mostrano sfaccettature, incertezze, anche zone d’ombra. Dice: “Mi interessa vedere donne al cinema che sbagliano, che sono forti e fragili insieme”. In fondo, per molte ragazze della nostra generazione, vedere qualcuno che si espone senza paura è uno specchio che riflette i nostri stessi desideri di autenticità e rappresentazione. Non è un caso che, sui social come nei podcast o nelle serate tra amici, Emily continui a lottare perché il cinema vada oltre la confezione patinata, e scelga storie dove anche le imperfezioni hanno voce. Quella stessa schiettezza – che sia in un look minimal sul red carpet o in una scena intensa da set – è la chiave che la rende un modello credibile, e la spinge a cercare ruoli che facciano sentire davvero vista, dentro e fuori lo schermo. RELAZIONI, AMICIZIE E AMORE SOTTO I RIFLETTORI Emily Ratajkowski parla d’amore e rapporti come chi ci è passata davvero, con il cuore a volte a tappeto, a volte in volo: insomma, non si tira certo indietro davanti alle emozioni. Perché dietro ai look impeccabili e alle passerelle sfolgoranti c’è una giovane donna che affronta le relazioni – le proprie, certo, ma anche quelle delle amiche – senza mai mettersi la maschera di chi deve piacere a tutti i costi. Sui social la vediamo forte e radiosa, ma nelle interviste più intime o tra le pagine del suo libro “My Body”, Emily lo dice chiaro: l’amore le ha insegnato molto, soprattutto su se stessa. Quel matrimonio quasi da clip musicale con Sebastian Bear-McClard era stato un vero giro sulle montagne russe. Flash, paparazzi, abiti color senape e anelli improvvisati: insomma, un mix tra trash pop e romanticismo realista. Emily ci ha investito anima e coraggio, scegliendo la fedeltà a se stessa come bussola su cui basare la coppia. Poi, certo, quel matrimonio è finito, con la cronaca rosa pronta a puntare i riflettori sui motivi della rottura, ma lei non indietreggia mai. Racconta la storia senza filtri, nemmeno quelli di Instagram, e anche nel dolore della separazione non smette di ripetersi che la sincerità è la linfa che rende un rapporto reale. Essere madre l’ha cambiata tantissimo – e qui la Emily che partecipa agli eventi di moda si scioglie in una versione molto più tenera. La nascita del piccolo Sylvester Apollo ha segnato una svolta, quella in cui capisci che ogni tua scelta, anche nel rapporto con il partner, diventa una mappa per il futuro di tuo figlio. Emily l’ha detto in più occasioni che crescendo un bambino, tutti quei grandi discorsi sull’autonomia, sull’autenticità, diventano davvero carne e ossa, scelte di ogni giorno, e non più solo post d’effetto sul social di turno. Ma non c’è solo l’amore di coppia e la maternità; il lato più frizzantino di Emily emerge con le sue amicizie nel mondo dello spettacolo. Ha un rapporto schietto e luminoso con donne forti come Kendall Jenner, Bella Hadid e persino Taylor Swift (la si vede in mille TikTok, al fondo delle scene, spesso a ridere di gusto). Condivide backstage rocamboleschi, cene improvvisate tra le stelle di Hollywood e pomeriggi tra ragazze a parlare d’amore senza cliché. Capita anche che Emily diventi la confidente perfetta, quella che sa capire cosa si celi dietro un post troppo ottimistico o una storia troppo filtrata. Le sue amicizie sono fatte di: * Genuinità e supporto reciproco * Risate liberatorie su argomenti “imbarazzanti” * Consigli senza giudizio – quelli “da sorella”, più che da influencer Ciò che colpisce, sentendo Emily raccontare dei suoi rapporti – sia d’amore che di amicizia – è il suo attaccamento viscerale alla fiducia. Per lei, sentirsi “vista” dall’altra persona è la chiave, una specie di portale magico dove si gettano le paure e si accolgono le fragilità. In amore, Emily non crede nelle favole tutte zucchero e zero sostanza: cerca la libertà di essere imperfetta e la forza di dire “va bene anche così”, anche quando non tutto fila liscio. Forse è questo, il suo segreto: vuole relazioni in cui il dialogo non sia solo una recita imparata a memoria, ma uno spazio dove davvero “succede qualcosa”, dove emozioni e parole trovano casa. E così, tra una confessione su TikTok e una dedica al figlio, Emily Ratajkowski si racconta sempre senza sovrastrutture, pronta ad affrontare la vita emotiva come una nuova passerella – senza il filtro, ma con tanta sostanza. FEMMINISMO VISCERALE: EMILY RATAJKOWSKI E L’ATTIVISMO CHE NON FA SCONTI Ecco una cosa che è impossibile negare: Emily Ratajkowski non è mai stata zitta davanti alle ingiustizie. Anzi, spesso è il suo essere così sfrontatamente diretta a renderla odiata e amata allo stesso tempo. Se c’è una battaglia che sente sua, non ci pensa due volte a esporsi, anche rischiando quell’effetto boomerang che molti nel suo ambiente temono. Emily, però, sembra quasi divertirsi a smontare i cliché del femminismo patinato: il suo è un femminismo vissuto sulla propria pelle, con lo sguardo rivolto direttamente agli occhi delle donne che la seguono. Quasi come una sorella maggiore che ti dice la verità, anche se brucia. Un piccolo esempio? Ricordate quando, nel 2017, è scesa in piazza per manifestare a favore dei diritti delle donne e a sostegno di Planned Parenthood? Non era solo lì come volto noto, ma come donna che sa cosa significa lottare per l’autodeterminazione sul proprio corpo. Non solo parole, ma fatti. Nelle sue storie su Instagram, Emily non si limita a un hashtag del momento: condivide riflessioni, notizie, grida indignate, a volte anche quel misto di frustrazione e speranza che tutte abbiamo provato almeno una volta. Più genuina di così. Leggi anche: Emily Ratajkowski, il nudo e gli abusi: “se ascolti chi ti dice che devi essere bella dai potere agli uomini“ LIBERTÀ DI ESPRESSIONE (ANCHE DEL CORPO): CHI HA PAURA DI EMILY? C’è una strana paura collettiva ogni volta che una donna – giovane, bellissima e famosa – decide di parlare senza filtri. Emily di paura ne ha ben poca: la sua libertà di espressione passa anche attraverso il corpo, e qui si apre il tema più controverso di tutti. Lo sa bene pure lei, che proprio su questo punto si sono scatenate le liti social, le accuse di “femminismo da copertina”, gli haters e le critiche anche da parte di altre donne. Ma Emily ha il coraggio di dire quello che segretamente pensiamo tutte: il corpo femminile è nostro, e possiamo farci quello che più ci pare – anche mostrarlo con orgoglio, senza che questo leghi il nostro valore solo all’apparenza. Lo fa: * posando nuda senza vergogne * rifiutando l’ipocrisia secondo cui una donna emancipata dovrebbe necessariamente “coprirsi” per essere rispettata * difendendo il diritto a essere sensuali, ironiche, arrabbiate, dolci… e tutto insieme Emily si mette a nudo due volte: letteralmente e metaforicamente. E ogni volta lancia una provocazione che fa parlare, tipo quando su Twitter spiegò che la sensualità può essere una forma di potere, non solo di sottomissione. Da lì, valanga di discussioni: c’è chi la accusa di avallare uno sguardo maschile e chi invece festeggia questa svolta come uno dei pochi veri atti di femminismo pop. SOSTENERE ALTRI, ANCHE SOTTO IL FUOCO INCROCIATO Emily non è una di quelle che si mette la spilla rosa solo per le foto. Ha donato e raccolto fondi per Planned Parenthood, e quando serviva, ci ha messo pure la faccia, apparendo a eventi o in interviste per difendere il diritto all’aborto e l’accesso libero alle cure. Il suo coinvolgimento non si ferma a quello che si vede: spesso usa le proprie piattaforme social per amplificare le voci altrui, sostenere campagne di sensibilizzazione o difendere colleghe attaccate dai media. Certo, a volte ci sono inciampi, o messaggi che non vengono compresi; capita persino che qualcuno storca il naso per la sua volontà di parlare “di tutto”, senza censure autoimposte. Ma Emily resta ferma nei suoi valori, anche quando è scomoda, anzi forse soprattutto allora. Molte ragazze raccontano di come i suoi contenuti abbiano cambiato il loro modo di percepirsi, di non sentirsi sbagliate nel voler essere sensuali e impegnate insieme – come se fossero due lati della stessa moneta. Magari sarà anche controversa, ma questa autenticità, vuoi o non vuoi, contagia. E in un mondo di filtri, Emily è proprio quel punto di rottura che scuote e fa ragionare. UN FEED COME DIARIO, TRA SELFIE E IRONIA Emily Ratajkowski non si limita a comparire sui social: li abita, li trasforma in stanze luminose in cui si riflette il suo carattere vulcanico. Scorrere il suo feed su Instagram è un po’ come sbirciare dentro una casa con tantissime finestre aperte, dove si alternano scatti glamour – sì, quelli ci sono sempre – ma anche scene vissute, giornata storta, e video che sembrano montati di getto per riderci sopra. La sua spontaneità non è costruita, il che è rarissimo in un’epoca di filtri e finzioni. Emily pubblica una foto elegante e subito dopo una story in cui esclama “Ragazze, oggi i miei capelli fanno schifo, che si fa?” come se stesse parlando con te davanti a una pizza. Il suo modo di comunicare è un mix ben miscelato di ironia, intelligenza e autoironia – ossia, il “se la ride prima di tutti”. Adoro come riesce a prendere in giro certi stereotipi: prendi per esempio il classico bikini-post da influencer. Emily ti sorprende con una didascalia che smonta i cliché, buttando lì un “Promemoria: anche il pane carboidrato va bene, ok?” tra un sorriso e un tramonto. Sembra tutto fatto senza pensarci troppo, ma si sente la mano “umana”, la donna dietro il personaggio. LO STILE SECONDO EMILY: FUORI E DENTRO I LOOK Parlare di stile, se si tratta di Emily Ratajkowski, è come srotolare una tavolozza piena di colori inaspettati. Lei è pioniera di uno stile che si reinventa ogni giorno: oggi streetwear con i baggy jeans, domani abito trasparente che fa discutere (e tanto), poi ancora blazer maschili, crop top che azzerano le barriere tra moda giorno e notte. Sembra sempre a suo agio, quasi che ogni outfit sia una seconda pelle scelta per raccontare un umore, una battuta, una voglia di scardinare le regole. Il suo stile personale è diventato fonte di ispirazione vera. Prova a cercare #EmRataStyle e ti ritrovi catapultata in un universo di look copiati, rivisitati, remixati. Perché, diciamolo, Emily riesce a trasformare un paio di sneakers usurate o una camicia vintage oversize in trend globale. E quello che davvero conquista è la sua autenticità radicale: cioè, anche quando propone la sua linea di costumi o gioielli, non c’è distacco – c’è coinvolgimento, c’è dietro la storia di una ragazza che si sporca le mani, che ti racconta i retroscena, che ammette anche le sue insicurezze (“A volte non so neanche io come abbinare i colori!”). L’INVIDIA BUONA DELLE GIOVANI DONNE E LA COMMUNITY AFFIATATA Forse il vero segreto di Emily Ratajkowski sui social sta nella sua capacità di ispirare senza intimidire. Le sue follower – spesso donne giovani, curiose, magari alle prese con l’ansia del confronto – trovano nel suo profilo: * Una presenza che non predica, ma dialoga. * Esempi pratici di body positivity, laddove “mostrarsi” non è mai plateale, ma una scelta autonoma e consapevole. * Riflessioni leggere ma non superficiali su ciò che significa essere donna oggi, tra meme autoironici e storie di vita vera. Il bello è che Emily non teme di mostrare anche la propria fragilità. Una volta ha postato un piccolo video, poco dopo una delusione amorosa, in cui diceva “Oggi mi sento un pochetto… rotta. Ma ce la facciamo, tipo serie tv quando la protagonista rinasce.” Pochi fronzoli, molta verità. COMUNICAZIONE AUTENTICA, VALORI INCLUSI NEI PICCOLI GESTI E qui si torna sempre al punto di partenza: Emily non usa i social solo come vetrina, ma come specchio. I suoi valori emergono nei dettagli: * Quando condivide la gioia impacciata di ballare da sola nel soggiorno. * Quando ammette che anche le sue giornate perfette hanno qualche crollo di autostima. * Quando mostra il lavoro dietro una campagna inclusiva o la chiacchierata con l’amica di sempre. Il risultato? Un racconto social che ti fa venire voglia di essere più libera, più spontanea, più te stessa. Senza mai perdere quel senso di comunità, di sorellanza digitale, che rende il profilo di Emily un vero piccolo rifugio per chi cerca ispirazione, risate e conforto, anche solo tra le stories di un lunedì mattina. DENTRO EMILY: LIBERTÀ E INDIPENDENZA COME MANTRA QUOTIDIANO Emily Ratajkowski, quando la guardi o la segui, sembra avere addosso sempre una specie di vento che la spinge in avanti. Quel vento si chiama libertà. È più di una parola da bio su Instagram: per lei è la bussola che orienta scelte grandi e minuscole, dal modo in cui si mostra al mondo, fino alle cose che decide di non dire o non fare. Nei suoi racconti, nelle interviste o anche solo nei momenti in cui la si vede camminare da sola per New York con il cane Colombo, c’è questo desiderio forte di vivere secondo regole proprie, senza aggiustarsi mai troppo addosso quelle degli altri. E infatti, che si parli delle sue scelte di carriera, del modo in cui gestisce i progetti personali, o degli affetti, il filo conduttore resta sempre l’indipendenza: la capacità di essere fedele a se stessa a dispetto di giudizi, cliché e pregiudizi. Non è un caso che Emily racconti spesso del suo rapporto con l’autonomia come se fosse stata la sua migliore amica fin da piccola. Ha imparato a contare su di sé, mettendo qualche volta in discussione anche certi standard di femminilità e successo che la società impone. Come se dicesse: sì alla sensualità, ma anche sì alla complessità, alle paure, al dubbio, alle ribellioni fuori copione. CONSAPEVOLEZZA DI SÉ: ERRORI, SVOLTE E PICCOLI SUPERPOTERI Non si diventa un simbolo senza mettersi un po’ a nudo, e non solo in senso letterale. Emily non ha mai avuto paura di mostrare le sue contraddizioni e i momenti “no”. Parla spesso – senza mezzi termini e senza finti filtri – degli errori che ha fatto, delle cose che nel tempo ha dovuto ridefinire di sé. Non è quella che ti dice di avere tutte le risposte pronte, ma la persona che preferisce esplorare domande scomode: chi sono davvero? Cosa voglio? Come ci si riappropria del proprio corpo, della propria voce, anche dopo che milioni di occhi ti hanno già catalogata? Questo percorso di autoconsapevolezza per lei passa anche dal raccontare la verità cruda e senza omissis: * Parla delle insicurezze, delle pressioni che sente, delle ansie che ancora oggi a volte la perseguitano. * Ribadisce che il coraggio non è essere perfetti, ma sapersi rialzare. * Scommette sulla fragilità come forza – anche quando il mondo chiede armature di ferro. Per le sue fan più giovani, vedere Emily ammettere che pure per lei niente arriva “magicamente” è una ventata d’aria fresca. Quasi come se dicesse: *ragazze, supereroine va bene, ma con le occhiaie, senza pozioni magiche*. SOGNI FUTURI: TRA LIBRI, SCHERMI E NUOVI ORIZZONTI Nonostante abbia già spuntato parecchie voci nella sua lista dei desideri – modella, attrice, imprenditrice, autrice bestseller di “My Body” – Emily non dà l’idea di voler rallentare. Al contrario, nei suoi progetti futuri c’è una forte voglia di reinventarsi, di esplorare altre sfumature di sé e della propria creatività. Qualcosa che va oltre le passerelle e i set fotografici. Cosa bolle in pentola per lei? * Sta lavorando a nuovi libri, dove vuole immergersi ancora più profondamente nelle questioni legate all’identità e al femminismo. * Sogna una regia tutta sua: ha dichiarato di voler dirigere un film che riscriva tanti cliché sulle donne di potere. * Si impegna per la sua linea di moda Inamorata, ma con un occhio alla sostenibilità – non più solo cool, ma consapevole. * È tentata dal mondo delle serie tv, magari con una produzione sua, per raccontare storie non raccontate. E tutto questo senza mai abbandonare – anzi, potenziando – l’attivismo. Emily non si tira indietro quando c’è da appoggiare cause sociali o difendere diritti: ambiente, maternità libera, diritto di scelta. ESEMPIO PER UNA NUOVA GENERAZIONE: CORAGGIO, VULNERABILITÀ E SORELLANZA Il vero sogno di Emily? Continuare a essere modello di riferimento per chi cresce oggi, insieme a lei. Non la top model irraggiungibile, ma una “sorella maggiore” che inciampa e ride, piange e si rialza. Le sue storie su TikTok, le battaglie femministe, i discorsi imperfetti ma sinceri sono tutte piccole rivoluzioni. Ed è forse qui il suo valore aggiunto: normalizzare il dubbio, la ricerca, la trasformazione. Così, tra sogni reali e futuri ancora da scrivere, si costruisce ogni giorno un’immagine in cui le ragazze possono davvero riconoscersi. The post Emily Ratajkowski: stile, carattere e attivismo oltre le passerelle appeared first on The Wom.
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Iris Law, tra stile, personalità e cambiamento: il fascino della nuova generazione
Getty Images * Nome completo: Iris Tallulah Elizabeth Law * Data di nascita: 25 ottobre 2000 * Luogo di nascita: Santa Monica, California, USA * Segno zodiacale: Scorpione * Altezza: circa 1,65 m * Partner: relazione con il modello Jyrrel Roberts (fonti recenti 2023) * Genitori: Jude Law e Sadie Frost * Figli: nessuno * Fratelli/Sorelle: Rafferty Law, Rudy Law, e diversi fratellastri/ sorellastre * Instagram: @lirisaw DALLE PASSERELLE ALLA TV LA CARRIERA DI IRIS LAW La carriera di Iris Law, bisogna dirlo, è la dimostrazione che essere “figlia di…” può essere un punto di partenza, ma non basta affatto per brillare in un mondo dove tutti vogliono emergere: serve coraggio, serve spirito, serve quel non so che che ti fa ricordare con uno sguardo solo. E Iris Law, ragazza inglese con la pelle trasparente e gli occhi chiari come un venerdì mattina a Londra, ha dimostrato, passo dopo passo, che sa camminare benissimo anche con scarpe decisamente grandi ai piedi. Tutto inizia (come spesso accade) quasi per caso. Gli scout della moda la notano giovanissima, ma Iris Law non è l’ennesima “figlia di” dall’atteggiamento svogliato. No, lei anche nei primi shooting, per esempio quelli per *Miu Miu*, aveva già un modo tutto suo di stare davanti all’obbiettivo: quella posa sempre un po’ sfidante, la testa leggermente inclinata come se ti chiedesse “davvero pensavi di aver visto tutto?”. Così, nel giro di poco, da *ragazza della porta accanto* con un profilo Instagram fresco e spontaneo, si trasforma in una delle muse più richieste dei brand di punta. I grandi la vogliono: *Burberry* la sceglie per una campagna che esalta la classicità inglese. *Dior* – perché ok, la Francia ama i volti particolari, ma qui serve personalità – la chiama per dare un twist giovane e irriverente anche ai look più sofisticati. E nel frattempo arrivano Miu Miu, Versace, Marc Jacobs. Ogni volta, Iris Law sa essere diversa. Io ricordo di aver visto uno shooting per Vogue e aver pensato: questa ragazza può giocare con il proprio stile come si fanno i reel su TikTok – oggi romanticismo preppy, domani energia punk, dopodomani con una blusa anni ’90 e lo sguardo che spacca lo schermo. Tutto questo sarebbe già abbastanza. Ma no: Iris Law, che sembra avere il radar puntato dove soffia il vento giusto, decide di sperimentare e lo fa proprio nel modo più radicale. Sceglie il fashion system londinese – quello delle *London Fashion Week* piene di eccentricità, beauty look strani e coolness spinta – come palestra per il suo carattere camaleontico. Qui può permettersi di azzardare: minigonne tartan, abiti destrutturati, make-up luminescenti, capelli biondo platino (che a lei stanno, diciamocelo, meglio che a chiunque altro). Ma se la moda la ama, per Iris Law il gioco si fa interessante solo quando la sfida richiede una vera metamorfosi. Qui arriva la svolta. Viene infatti scritturata per la miniserie “Pistol”, diretta da Danny Boyle, che racconta la nascita dei Sex Pistols e del movimento punk londinese. Iris Law interpreta Soo Catwoman, una delle icone punk della scena, e per entrare nel personaggio prende una decisione che ha il sapore delle scelte rock: si rasa i capelli a zero. Sì, avete letto bene – non uno di quei crop cut a la Twiggy, proprio zero. E non è solo una trovata da copertina. È una presa di posizione. Una scelta che parla di coraggio, autenticità e libertà da qualsiasi diktat estetico: si toglie i capelli come una corazza, e si mette a nudo – letteralmente! – davanti a pubblici e critiche. Non è un caso se, dopo la serie, i feed di Instagram si riempiono di ragazze che postano i loro #shorthair moments citando il look di Iris Law. Perché è così che funzionano le vere icone: lanciano segnali, rompono lo schema e d’improvviso centinaia di altre pensano “lo faccio anch’io!”. Quello che colpisce è che Iris sembra non restare mai nello stesso posto. Se la moda richiede grazia e camaleontismo, il cinema – e soprattutto le serie che raccontano storie fuori dai soliti cliché – vogliono carattere autentico. Lei, con quell’aria piatta ma densa di elettricità, conquista una nuova platea. Non sarà il classico percorso da modella/attrice: i ruoli che sceglie sono sempre un po’ fuori dal coro, proprio come lei. E questa dimensione internazionale – la vedi a un evento cool a Parigi, poi in tv a Los Angeles, poco dopo alle sfilate di Londra – racconta di una ragazza che sa parlare a generazioni diverse, che non si fa mettere in un angolo, mai. Insomma, Iris Law ha capito che la sua carriera non è solo questione di volti e passerelle, ma di identità e di storie da raccontare. E mentre il mondo della moda e dello spettacolo storce spesso il naso davanti a chi si muove “troppo velocemente” tra i due settori, lei sembra dire “chi ha detto che non si può?” – e il bello è che, con il suo stile, tutto sembra davvero possibile. FIGLIA D’ARTE: QUANDO IL COGNOME È QUASI UN DESTINO Crescere in una famiglia come quella di Iris Law non è esattamente come alzarsi per andare a scuola ogni mattina da mamma prof e papà impiegato, diciamolo. Da una parte c’è Jude Law, sì, proprio lui, l’attore che fa innamorare tanto nei panni del giovane Dumbledore quanto (un tempo) in quelli di Alfie. Dall’altra Sadie Frost, attrice e stilista, musa alternativa della Londra anni Novanta, mente creativa e cuore ribelle. In mezzo — o meglio, tra loro — c’è Iris, che fin dall’inizio sente la pressione e il magnetismo di una famiglia dove la creatività si respira a pieni polmoni. Da piccola, mentre molte coetanee si perdevano tra le Barbie, Iris aveva per “gioco” le chiavi di backstage, le polaroid di shooting improvvisati, i dinner party pieni di personaggi eccentrici e innamorati dell’arte. Lo racconta spesso con naturalezza, senza toni da “figlia di”, ma con quella consapevolezza genuina di chi sa di essere seduta — se non proprio sulle spalle — almeno accanto a giganti. Getty Images UN CLAN ALLARGATO: FRATELLI, SORELLE E… KATE MOSS Non si può parlare della famiglia di Iris senza menzionare la sua crew personale: Rafferty Law, fratello maggiore, modello e musicista, con quell’aria un po’ bohémienne, un po’ rockstar. E poi Rudy, fratellino, più riservato ma sempre presente quando si tratta di condividere abbracci e momenti privati lontano dai riflettori. Il senso del clan è sempre forte: basta guardare le foto delle loro rarissime reunion — occhi chiari che ti trapassano, sorrisi simili, un modo di stare insieme che, nei piccoli gesti, suggerisce un affetto autentico. A completare il quadro, c’è una figura che tutte vorremmo nella nostra family chat di WhatsApp: Kate Moss, madrina di Iris. Sì, la supermodella delle supermodelle, quella che ha inventato il cool britannico. Immaginate come deve essere crescere ricevendo consigli di stile davanti a un tè (che poi magari è uno spritz, chi lo sa) direttamente da lei? Anche qui, però, niente soggezione. Anzi, Iris ama raccontare che Kate — per lei una specie di “zia cool” — le ha insegnato più la semplicità che la posa, più il coraggio di essere se stessi che l’ossessione per la perfezione. IL PRIVILEGIO (ANCHE MENTALE) DI UNA CASA FUORI DAL COMUNE Quando si cresce circondati da così tante personalità creative, è facile cadere nell’ombra, oppure lasciarsi travolgere. Invece Iris ha scelto la terza via: osservare, ascoltare, rubare con gli occhi e anche mettersi in discussione. Lei stessa ha detto che “a casa mia, la diversità di opinioni era la norma”, quindi già da piccola le veniva naturale difendere le sue idee anche durante una semplice cena (“ci sono discussioni che sembrano uscite da una serie dramedy su Netflix!”). – Non c’è mai stato l’obbligo di seguire una strada, anzi. – Ogni passione, ogni inclinazione era accolta come una sfida interessante, non come un dovere familiare. – Da Jude Law ha imparato la dedizione per il lavoro: sveglia presto, discipline ferree, ma anche la gioia di lasciarsi andare al gioco e allo stupore. – Da Sadie Frost ha assorbito la libertà di espressione: “vestiti, muoviti, pensa fuori dai binari”, era la regola non scritta. Questa atmosfera ha alimentato nei fratelli Law una sorta di fiducia nel cambiamento: si può cambiare taglio di capelli (o radersi del tutto!), si può passare dalla moda al cinema senza chiedere permesso a nessuno. I VALORI: EMPATIA, LIBERTÀ E UN PIZZICO DI FOLLIA Il testimone più forte che Iris raccoglie da famiglia e figure guida come Kate Moss è, probabilmente, quello dei valori. Nella sua visione sono fondamentali: * L’empatia, ovvero la capacità di non sentirsi mai migliori degli altri solo per un privilegio di nascita, ma anzi, mettere sempre una parola buona — anche sui social, dove di haters ce n’è abbastanza per tutti. * La libertà di cambiare, di sbagliare e di ricominciare tutto da capo. * Il rispetto delle diversità, che a casa Law non era solo un discorso tra adulti “impegnati”, ma qualcosa che si sperimenta ogni giorno tra fratelli dai caratteri opposti. * Un certo gusto per la follia costruttiva: serate assurde, look inaspettati, decisioni prese “di pancia”, che spesso portano più lontano di mille piani precostituiti. Questi principi sono diventati il suo scudo emotivo e, al tempo stesso, il motore delle sue scelte professionali. La presenza di genitori attenti ma mai ingombranti, la complicità con i fratelli e il confronto con Kate Moss (che di ribaltamenti e rinascite se ne intende!) danno a Iris la libertà di abbracciare il cambiamento come una routine. E quindi sì, anche se il talento sembra “di casa”, quella scintilla di unicità — che non si eredita ma si sceglie ogni giorno — è tutta sua. Getty Images TRA RIFLETTORI ED EMOZIONI VERE: GLI AMORI DI IRIS Quando si parla di amori sotto i riflettori, sembra sempre tutto più glamour, perfetto, extra. Ma la realtà – quella di Iris, almeno – è fatta di dolcezza, dubbi e scazzi come per ogni ragazza della sua età. Certo, è vero: la sua storia con Jyrrel Roberts – il modello dal sorriso magnetico e dalle treccine inconfondibili – ha fatto scatenare i tabloid inglesi, i meme su TikTok e, diciamolo, anche una discreta dose di invidia tra noi comuni mortali. Quello che colpisce però, nel modo in cui Iris vive l’amore, è questa strana miscela di coraggio e autenticità. L’ha detto più volte: “Voglio essere amata per quella che sono, non per chi dovrei essere”. Più che una frase da agenda, è un vero mantra per sopravvivere in quel mondo lì, dove ogni foto rubata può diventare notizia, ogni sguardo equivale a un titolo clickbait. Con Jyrrel, la complicità era evidente: foto insieme ai festival, sorrisi non posticci, outfit che gridano “noi siamo felici, che vi piaccia o meno”. Zero pose plastiche, zero PDA esagerati (anzi, a volte una carezza fugace sembra più cinematografica di mille baci social). Vivendo nel limbo paradossale tra la privacy cercata e l’attenzione che ti piove addosso gratis, Iris sembra aver trovato un suo equilibrio. Lo sapevate che durante la pandemia i due hanno trascorso lunghe settimane chiusi in casa, tra playlist create a quattro mani, pancake bruciati e maratone di serie su Netflix (con quei classici litigi tipo: “Stavi guardando la puntata senza di me?”)? Un amore vissuto “alla pari”, dove il lavoro di entrambi non diventa né competizione né pretesto per gelosie tossiche. Questo, nel microcosmo caotico e snervante delle celebrità, è già una piccola rivoluzione. GLI INTRECCI DI AMICIZIA: ALLEANZE VERE OLTRE IL FILTRO EFFETTO SPA Ma il cuore di Iris non è solo riservato agli amori, anzi. Le sue amicizie hanno spesso lo stesso valore – se non di più – dei grandi amori da copertina. Tipo quelle con altre giovani del mondo moda, attrici indie e creative che si muovono tra Londra, Parigi e New York come se fossero linee della metropolitana. Avete presente la crew che compare quasi sempre nei suoi post? Ecco, in quella banda ci sono legami veri e sinceri, alcuni nati tra set polverosi e backstage surreali (“sai che quella volta ho dovuto finire di struccare la mia amica a luci spente perché era in crisi pre-sfilata?”), altri in momenti di pura noia e risate. Vi racconto una cosa: Iris è famosa tra le amiche per questi piccoli rituali “antisnob”, tipo le serate ramen, i giochi scemi da infanzia (Twister, ma con le tute da sera). C’è chi giura che la sua capacità di ascolto sia quasi terapeutica, soprattutto dopo giornate pesanti tra catwalk e shooting. Insomma, nulla a che vedere con le amicizie di facciata, quelle che esplodono poi in qualche tweet polemico. Da Iris è proprio difficile aspettarsi tradimenti in stile “Gossip Girl”, piuttosto qualche selfie in pigiama o battutine ironiche che scaldano il cuore. * Le sue amicizie più solide sono quasi sempre: * Fuori dal circuito mondano ossessivo * Improntate a un supporto mutuale, zero competizione * Nate dall’incontro casuale, non da strategie di PR Un esempio? La complicità con Stella Jones, con cui è stata vista spesso alle feste londinesi più cool, ma anche a improvvisare pomeriggi tranquilli, tra chiacchiere infinite sui sogni e confessioni a cuore aperto su quanto sia difficile essere sempre “al top”. Un’altra sua abitudine è quella di condividere piccole conquiste (una parte importante ottenuta, una collaborazione con un brand innovativo) non solo online, ma proprio nelle chat di gruppo delle amiche, chiedendo consiglio e cercando approvazione vera, non like programmati. AMORI E AMICIZIE: IL LATO FRAGILE E QUELLO INDOMABILE Vivere rapporti sotto i riflettori, specialmente a vent’anni, significa rischiare di confondere l’affetto vero con il bisogno di apparire. Iris, però, sembra avere questo sesto senso per distinguere chi è lì per lei, e chi solo per la foto virale. Sul suo profilo Instagram, ad esempio, non tutte le storie diventano dichiarazioni pubbliche: spesso preferisce condividere momenti privati solo con la “Close Friends List”, un piccolo gesto che racconta molto più di mille dichiarazioni. È proprio questa scelta radicale della privacy intelligente, portata avanti con naturalità, a mettere in crisi gli schemi tipici delle “it-girl”. E se qualche love story (passata o futura) dovesse finire male? Per ora, Iris dà l’impressione di saper ripartire da sé stessa, di ricostruirsi tra lacrime e ironia. Una lancia spezzata a favore della vulnerabilità, quella vera, che non viene mai nascosta ma semmai vissuta e rielaborata. È un atteggiamento raro, specie quando hai una telecamera sempre puntata addosso. In fondo, essere giovani e innamorate sotto i riflettori è un po’ come camminare in bilico su una fune, ma farlo con la leggerezza che Iris mostra è, diciamolo, una vera forma d’arte. IL VALORE DELL’IDENTITÀ: STORIA DI UN CARATTERE FORTE E ORIGINALE Iris Law è una di quelle ragazze che, anche solo guardandola per pochi minuti, ti costringono a rimettere in discussione certe etichette. Possiede quella personalità magnetica ma mai arrogante, che si porta addosso con naturale leggerezza, quasi non fosse consapevole di quanto possa spiazzare chi le sta accanto. Il suo modo di affrontare le sfide – sì perché, spoiler, anche chi viene da una famiglia celebre non se la passa sempre liscia – è fatto di un mix di autoironia, ostinazione e profonda fiducia nelle proprie scelte. Non fa sconti a se stessa e trasmette quella sensazione di “Ti piace? Bene. Non ti piace? Pazienza.” che richiama la libertà vera. Uno dei suoi tratti distintivi, secondo me, è proprio la capacità di giocare con le sue insicurezze. C’è da dire che non le nasconde: anzi, spesso le lascia affiorare nelle interviste, o nelle storie su Instagram in cui mostra senza filtri la realtà di una giornata storta, i brufoli post-serata o una capigliatura tagliata di fresco che magari non la convince del tutto. Da qui nasce forse il suo humour, che non ha paura di prendersi in giro e che la rende umana, vicina, irresistibile in quell’unione di dignità e vulnerabilità. E poi le sue scelte controcorrente! Dal taglio pixie platino – quello drastico, da vera “badass” – adottato come manifesto di emancipazione, fino a certi look street che mischiano vintage anni 2000, capi di sartoria e dettagli rubati alla subcultura rave. Niente sembra mai “di moda” nel senso classico: piuttosto, è “di Iris”. Questa è forse la sua firma più riconoscibile: seguire l’istinto anche se porta fuori rotta rispetto al flusso mainstream. Quando nel 2021 si è rasata completamente per un ruolo, lasciando tutti senza fiato ai fashion show tra Parigi e Londra, Iris non cercava lo scandalo. Cercava se stessa. Lo ha detto chiaramente, sorridendo appena, in una diretta: “Volevo vedermi diversa, sentirmi diversa, magari anche un po’ più vera”. E quanto piacerebbe a tante di noi spalancare quella porta e non temerne gli effetti collaterali! SPIRITO LIBERO E NUOVI VALORI Il sistema valoriale di Iris si avverte nei piccoli gesti, nei dettagli – quelle cose che a volte vedi solo se stai attenta. Si sente fortissimo il suo bisogno di autenticità, anche nei rapporti con gli altri. Non ama le maschere, non le indossa nemmeno per piacere ai fotografi o per compiacere le aspettative del suo entourage. Quando parla di inclusività o di diversità, non ti rifila la solita “lezioncina” politically correct da post su TikTok; piuttosto, fa uscire una frase semplice, magari sgrammaticata, però genuina, tipo: “Non ce la faccio proprio a fingere che vada tutto bene se vedo ingiustizia, capito?”. Se dovessimo condensare le sue qualità in poche parole, ci verrebbe facile: * Apertura mentale – che la spinge a studiare, provare, conoscere culture diverse, anche a rischio di sbagliare. * Determinazione – non mollare davanti alle porte chiuse, nemmeno quando tutto il mondo si aspetta che tu abbia la strada spianata perché ti chiami Law. * Sensibilità – quella che la fa commuovere durante le sfilate benefiche, o nelle serate a Londra tra amici e artisti sconosciuti, dove la musica conta più dei nomi. * Autenticità – che è una voce, un modo di camminare, un rifiuto di copiare altri o di annullarsi nel gruppo. Un episodio che mi viene in mente riguarda la volta in cui Iris, poco prima di un servizio fotografico importante, ha scelto di arrivare struccata e coi capelli in disordine. Il team cercava il perfetto cliché della “figlia d’arte”: lei, invece, si è presentata con un maglione XL rubato all’armadio del babbo, senza temere giudizi. Ha preteso, con garbo e con fermezza, che fossero fatte delle foto “normali”, niente filtri, niente pose da vamp. Hanno dovuto cedere. E sapete che vi dico? Le sue foto più belle sono proprio quelle lì, imperfette e potenti. ESSERE SÉ STESSA, SEMPRE Chi frequenta Iris – e qui lo dico da chi la segue online da anni – racconta che la sua più grande ossessione sia “non perdere la bussola interna”. Per lei, essere fedele a sé stessa non è una cosa facile o scontata. Soprattutto in un mondo dove ogni giorno qualcuno ha un’opinione, un appunto, un confronto inevitabile con gli altri. Però glielo leggi negli occhi: “Vivo per quello che sento, non per quello che pensano gli altri.” In sintesi, le regole di Iris potrebbero riassumersi così: 1. Sbagliare sì, basta che sia stato per tua scelta. 2. Non seguire la folla solo per paura di stare da sola. 3. Non sacrificare mai la gentilezza per sembrare più forte. 4. Ricordati che la versione migliore di te è quella più vera, non quella più perfetta. In fondo, Iris Law ci insegna proprio questo: la libertà di non accontentarsi di essere una copia, la voglia di testare limiti e riconoscerli, il bisogno continuo di essere, sempre, sé stessa. Anche quando sarebbe stato infinitamente più semplice scegliere la strada già tracciata. E forse è proprio questo, il suo vero “superpotere”. ATTIVISMO, CAUSE SOCIALI E CONSAPEVOLEZZA: IL LATO IMPEGNATO DI IRIS C’è una cosa che distingue davvero Iris Law tra le domande di chi la segue su Instagram: non è solo una faccia bella con genitori celebri, ma una giovane donna che si rimbocca le maniche pure quando c’è da sporcarsi le mani per qualcosa in cui crede. E questa cosa del volersi “sporcare le mani”, ogni tanto quasi letteralmente, la porta avanti con una naturalezza pazzesca, più istintiva che calcolata. Non aspettatevi che Iris predichi dall’alto di un piedistallo, anzi: preferisce i fatti alle affermazioni teoriche, e la sua voce – magari incerta, magari.”raw” come certi suoi look – è sempre parte della conversazione, mai sopra di essa. Non cerca di essere perfetta, e questa autenticità, per chi aspira a uno standard umano e non robotico, è già una forma di rivoluzione. Se pensate che le figlie d’arte vivano solo di look e red carpet, fermi tutti: Iris non ci sta. Le sue prese di posizione su tematiche come l’ambiente, il body positivity e i diritti delle donne sono state tutto tranne che di facciata. Un dettaglio? Quando dieci influencer su dieci dicevano “sì” a una collaborazione senza farsi domande, lei interrompeva un contratto con un brand se scopriva che la produzione era poco trasparente. Non lo urlava ai quattro venti, ma chi la seguiva se ne accorgeva: un post scompariva, un altro compariva parlando di abiti vintage o di second-hand di lusso su Depop. Insomma, niente prediche, solo micro-scelte quotidiane, a cui lei dà un valore enorme. Certe piccole rivoluzioni iniziano così, con la costanza più che con i proclami. Iris in questo è bravissima: magari ti spiazza con un reel in cui trova alternative creative allo shopping selvaggio (“L’unico shopping che mi piace è quello in soffitta da mia nonna,” ha scritto una volta, ridendo), oppure dedica Stories a nuove realtà green che stanno facendo il botto nel Regno Unito. E non è solo una questione di moda: il tema della sostenibilità, per lei, abbraccia anche la responsabilità sociale, quindi yes ai talk per Save the Children, no ai brand fast fashion che dietro lo slogan nascondono realtà discutibili. In concreto, se dovessi fare una “Iris Law activism starter pack”, ci metterei dentro: * Attività di sensibilizzazione sulla salute mentale, in particolare legata ai social e al rapporto con la propria immagine (ha confessato le sue insicurezze, rispondendo una ad una alle domande delle follower su TikTok) * Collaborazioni con designer eco-friendly per la creazione di capsule collection che reinventano pezzi già esistenti, senza sprechi né inutili produzioni * Partecipazione a eventi come la London Climate Action Week, dove ha moderato panel con giovani attiviste * Costante attenzione al tema della body positivity: invece di far finta che tutto sia perfetto, racconta con ironia le sue giornate no, i brufoli, le paranoie * Supporto a campagne contro il greenwashing nella moda: per esempio, ha dato voce a petizioni che chiedono più trasparenza nei report di sostenibilità dei grandi marchi Il suo modo di essere femminista è, a mio avviso, qualcosa di molto “brit”: non una rivoluzione urlata, quanto uno sguardo ironico, tagliente, che non le impedisce mai di essere autoironica. Nelle interviste – tipo quella per Vogue UK che ha fatto il giro di Twitter – sdrammatizza i commenti ricevuti (“La gente pensa che se sei figlia d’arte sia tutto facile. In realtà c’è una pressione pazzesca, anche ad essere sempre una nuova versione di te.”) e trasforma queste pressioni in energia per combattere lo stereotipo della ragazza famosa ma vuota. Forse la cosa che colpisce di più, ascoltandola, è il suo approccio “condiviso” anche all’attivismo: Iris non vuole prendersi tutto il palcoscenico da sola, anzi, nelle sue campagne chiama sempre altre ragazze, designer emergenti, persino follower – tipo quando ha creato un gruppo WhatsApp con altre creative per discutere idee sulla moda sostenibile, e poi ha chiesto ai suoi fan di contribuire con progetti, suggerimenti, perfino meme motivazionali (“Non si salva il mondo se non ci divertiamo un po’, dai”, dice). Ci sono poi cause che le stanno particolarmente a cuore, come la tutela della salute mentale tra giovani donne – tema con cui Iris Law è sempre stata sincera, raccontando momenti di ansia o sconforto senza paura del giudizio. “Nessuna è immune”, ripete spesso: detto da chi tutti pensano sia perfetta, è una boccata d’aria fresca. E lo stesso vale per i diritti delle minoranze di genere: senza fare la paladina, ma portando avanti discorsi che normalizzano la diversità nei look, nelle esperienze, persino nella scelta di chi amare o frequentare. Se dovessi raccontare Iris Law in una parola, direi: consapevolezza. Ma è una consapevolezza imperfetta, senza etichette – più curiosa che giudicante. E, per fortuna, super contagiosa. PRESENZA OGGI: SOCIAL, STILE E AUTENTICITÀ A FUOCO La prima impressione che si ha di Iris Law oggi? Una ragazza magnetica e camaleontica, che davanti a una platea di milioni di follower non si sforza mai di essere nessun’altra se non sé stessa. Il suo profilo Instagram – che ormai è una galleria irriverente e raffinatissima, tra selfie spettinati e scatti patinati – parla chiaro. Iris Law vive e comunica come in una story dal ritmo punk, con libertà in ogni scelta, dal pixie cut platino ormai iconico (la vedi e ti viene voglia di tagliare tutto), alle foto senza filtri calcanti, ai look che mischiamo subito in un board Pinterest di ispirazione. Ci sono giorni in cui la scatti in camicia vintage e bucket hat, altri in cui si trasforma per un editoriale con abiti-scultura. Senza una regola fissa, con quello stile da “questo sono io, oggi”, capace di oscillare tra streetstyle urban e quell’eleganza tipicamente inglese, da nuova it-girl Londinese. Vuoi parlare di influencer? Iris Law è qualcosa di diverso. Perché, a vederla sul feed, resta sempre distante da quella posa costruita tipica dei social: ride, si sbizzarrisce con i make-up, commenta, risponde. Si “sporca le mani”, crea. E si percepisce, fortissimo, che sotto quei flash c’è una persona che sa divertirsi con la moda, con se stessa, anche con l’idea di “essere seguiti”. NUOVE COLLABORAZIONI, PROGETTI CHE SPACCANO (E QUALCHE SPOILER) Negli ultimi mesi, la corsa di Iris Law è tutta in salita. Uno dopo l’altro, i brand le fanno la corte: dal beauty (ricordi la sua campagna per Burberry? Quella con il trucco metallico blu elettrico che ha mandato TikTok in tilt) fino a collaborazioni con marchi indipendenti e sostenibili. E poi, modella o attrice? Nessuna etichetta, lei salta da un set fotografico a un set cinematografico con la stessa energia. * * Voce protagonista in passerella per Missoni, Dior e Versace, dove il suo incedere sicuro ha rubato la scena. * * Creativa dietro le quinte, collabora attivamente nella scelta dei concept e delle collezioni, provando a lasciare il suo tocco anche nei piccoli dettagli (come racconta spesso nelle sue stories). * * Lancio imminente di un progetto che profuma di personale: dopo uno shooting enigmistico in cui comparivano fogli con schizzi e mood board sparsi, i rumors parlano di una capsule a tema genderless o, forse, di un piccolo documentario sull’identità. Quel che salta fuori, insomma, è che il “prossimo” di Iris non è mai prevedibile. La sua agenda si popola di cose nuove, sempre con quell’incoscienza creativa che è il suo vero marchio di fabbrica. Si circonda di persone e team di generazione Z, ma anche di professionisti storici, in una contaminazione costante. Cioè, chi altri posteresti nella stessa settimana una campagna Dior e un video backstage in totale relax, a ridere tra amiche? LA FORZA DI UNA COMUNITÀ (ANCHE ONLINE) Essere seguiti da oltre 700 mila follower – cifra che cresce a vista d’occhio – può sembrare “solo numeri”. Eppure, per Iris Law, quel pubblico non è statico. Fa community vera: * * Risponde ai commenti, saluta “le girls” con meme privati, * * Coinvolge le persone in sondaggi ironici (“Quale taglio provo domani? Aiuto kelp!”), * * Condivide consigli di skincare, stress da giornata no e playlist random (“oggi solo bossa nova o grunge?”). Le sue stories sono una sorta di diario incrociato, dove emerge una generazione che cerca presenza e autenticità, non solo consigli sulla moda. Moltissime giovani donne raccontano di riconoscersi nella sua vulnerabilità: Iris mostra giornate up e down, senza finzioni, e nessuno si sente fuori posto. A pensarci, seguire Iris Law su Instagram è un po’ come sedersi accanto a una compagna di scuola fuori dagli schemi, capace di essere brillante e sbadata, lontanissima dalla perfezione. E, per questo, tremendamente vicina. UN’ICONA IMPERFETTA E IN DIVENIRE (PER FORTUNA) L’aspetto più rivoluzionario di Iris Law oggi? La sua capacità di essere “icona” senza mitizzarsi. Non si fa mettere in una scatola dorata, si trasforma, sperimenta, sbaglia. Questo suo “non essere ancora definita” è forse la chiave del suo carisma: si vede lontano un miglio quanto ami il cambiamento. In un mondo dove tutto spinge verso la perfezione, lei gioca la carta della libertà. Sceglie ciò che la rappresenta, anche a costo di cambiare idea spesso, di uscire dalla comfort zone, di “deludere” aspettative. Ecco perché, alla fine dei conti, Iris Law diventa un modello inedito di modernità. Porta freschezza, coraggio di essere sé stesse anche quando non si è perfette. Invita, indirettamente, a: * * Seguire le proprie passioni, anche se sembrano strade impossibili, * * Difendere il proprio spazio e la propria voce, fregandosene dei trend forzati, * * Trasformare anche le incertezze in forza, tipo superpotere segreto. In tutto questo, Iris rimane sempre “in costruzione”, senza fermarsi mai. E forse è proprio questo che ci serve: più “icone” reali, meno statue su piedistalli. Una ragazza che, con stile e grinta, ci ricorda che il futuro – anche quello della moda, della creatività, della libertà – può essere riscritto ogni giorno. Senza farsi troppi problemi nel farlo. The post Iris Law, tra stile, personalità e cambiamento: il fascino della nuova generazione appeared first on The Wom.
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Bella Hadid: Icona di Stile, Determinazione e Cambiamento
Getty Images INFORMAZIONI PRINCIPALI SU BELLA HADID * Nome completo: Isabella Khair Hadid * Data di nascita: 9 ottobre 1996 * Luogo di nascita: Washington, D.C., USA * Segno zodiacale: Bilancia * Altezza: 1,75 m * Partner: The Weeknd (passato), Marc Kalman (recentemente segnalato) * Genitori: Mohamed Hadid, Yolanda Hadid * Figli: Nessuno * Fratelli/Sorelle: Gigi Hadid, Anwar Hadid, due sorelle paterne maggiori, una sorella paterna minore (Aydan Nix) * Instagram: @bellahadid DALLE STALLE ALLE PASSERELLE: LA STORIA DI BELLA HADID Non tutti sanno che, prima degli abbaglianti flash sulla passerella, Bella Hadid era una ragazzina dai capelli lunghi e dallo sguardo riservato, cresciuta tra la polvere dei ranch californiani e il profumo dell’erba bagnata all’alba. Siamo a Santa Barbara, un piccolo paradiso dove i tramonti incendiano il cielo e le giornate scorrono tra cavalli, vento e sogni che sembrano possibili solo lì. Bella, con i piedi nella terra e le mani sulle briglie, ha imparato prestissimo il significato di disciplina, cura e rispetto per gli altri – sì, anche se ‘gli altri’ avevano quattro zampe, nitriscono e un nome improbabile come Blue o Gracie. Della sua infanzia tra paddock e sentieri sterrati, Bella ricorda quella libertà un po’ selvatica (che poi, ammettiamolo, tutti noi avremmo voluto almeno per un’estate) e il valore della pazienza: addestrare un cavallo significa capire quando spingere e quando aspettare. “I cavalli mi hanno insegnato a non mollare mai e a non avere paura di saltare gli ostacoli, anche se sembrano troppo alti”, ha raccontato una volta in un’intervista, facendo capire quanto quelle origini abbiano forgiato la sua tempra. Poi c’è la questione delle radici: Bella non arriva da una storia “normale”. Suo padre, Mohamed, un imprenditore originario della Palestina, e sua madre, Yolanda, ex modella olandese, portano in casa mondi lontani e culture che si mescolavano tra piatti speziati, lingue diverse, e una sensibilità non sempre facile da gestire. Una combinazione che — secondo me — ha dato a Bella quella profondità nello sguardo che tutti notano quando la vedono in foto. Ecco, immaginate una tipica serata nella famiglia Hadid: * Risate in tre lingue diverse, tra arabo e olandese che si mischiano all’inglese californiano * Tavolate con cous cous di famiglia e ricette tramandate da generazioni * Mamma Yolanda che, con tono fermo ma pieno di affetto, ricorda ogni giorno quanto la resilienza sia la chiave – soprattutto quando si ha la sensazione di essere “diversi” in una realtà ipermediatica come quella di Beverly Hills Perché sì, a un certo punto Bella viene catapultata nel caos dorato delle ville di lusso, delle feste dove tutto scintilla ma in realtà pochissimo luccica davvero. Il trasferimento a Beverly Hills ha significato cambiare pelle, imparare ad adattarsi ed essere quasi invisibile quando serviva, eppure conservare il proprio centro. Non era la classica “bambina ricca”: la sua è un’adolescenza segnata, tra le altre cose, dalla malattia di Lyme — una compagna inquietante, fatta di stanchezza inspiegabile, dolori fisici, giornate passate a letto e la paura, per una ragazza così giovane, di non poter rincorrere i suoi sogni a cavallo. La malattia non ti chiede il permesso, arriva e basta. E Bella ha dovuto imparare a convivere con limiti improvvisi, sentirsi diversa, persino giudicata, mentre a TikTok e Instagram esplodevano mode di perfezione irreale. Ma queste difficoltà, invece di farla chiudere, le hanno dato quella grinta tenera e combattiva che oggi la distingue da tantissime altre modelle. * C’è chi inciampa e si arrende; * E c’è chi si rialza e pensa: “Ora vi faccio vedere io.” Bella appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Tutte queste esperienze – i cavalli, la famiglia con radici ovunque, la convivenza con la malattia e l’adattamento a mondi sempre diversi – hanno creato in lei un senso profondo di empatia e determinazione. Di quelle persone che non si scompongono troppo facilmente, magari sorridono anche un po’ di sé stesse – e questo nei backstage si vede eccome. Insomma, non è solo un volto bello. È un’anima complessa, cresciuta “dalle stalle alle stelle”, che calca la passerella con la grinta di chi sa quanto si può essere fragili, e proprio per questo, incredibilmente forti. UN INGRESSO QUASI SOTTOVOCE, MA OCCHI PUNTATI ADDOSSO La prima volta che Bella Hadid ha messo piede su una passerella vera, probabilmente il mondo non si è fermato. Nessun fuoco d’artificio, niente fanfare hollywoodiane. Eppure a guardarla negli occhi – quegli occhi magnetici, profondissimi, che sembrano sapere tutto e nulla insieme – capivi già che qualcosa stava cambiando. Già a diciassette anni, tra castings, luci sparate in faccia e abiti che pizzicavano la pelle, Bella aveva quella fame che solo chi viene da lontano – e non sto parlando di chilometri; sto parlando di storie – può avere. Le agenzie l’avevano notata da ragazzina, ma è con l’ingresso in IMG Models, nel 2014, che la faccenda si fa seria. IMG vuol dire casa dei più grandi, un po’ come essere chiamata a giocare coi campioni la prima volta che metti piede in uno stadio vero. La competizione è brutale, ma Bella si infila in questo mondo come una lama calda nel burro: nessuno si aspetta la rivoluzione, ma lei già la sta pianificando piano piano. LAVORARE DURO QUANDO NESSUNO TI VEDE C’è quell’immagine di lei, seduta per terra nei backstage, lo smartphone in mano e le cuffie nelle orecchie. Sembra rilassata, ma in realtà sta imparando a memoria ogni movimento, ogni posa. Nei primi mesi, la vita da modella è tutt’altro che glamour: orari impossibili, sguardi giudicanti, casting dove nemmeno ti salutano. Bella racconta spesso che i primi “no” sembravano infiniti, e che ci sono stati giorni in cui è tornata a casa a pezzi. Eppure non ha mai rinunciato. Aveva imparato dalla sua infanzia che il dolore non ti schiaccia se lo guardi in faccia, e questa cosa qui – la moda – era LA SUA sfida. Il vero punto, però? Nessuno ti regala niente, specie se ti porti dietro un cognome che pesa e sospetti di “raccomandazione” sono all’ordine del giorno. Bella ha lavorato, e lavorato ancora, per conquistarsi il rispetto: dentro ogni foto, ogni sfilata, ogni minuto in più passato davanti allo specchio invece che in discoteca con gli amici. PRIME PASSERELLE, PRIMI BRIVIDI: ARRIVA IL MOMENTO “WOW!” La consacrazione non avviene di colpo. Tra il 2015 e il 2016, Bella inizia a calcare passerelle che tutte sognano: Tom Ford, Marc Jacobs, Givenchy, Versace. Eccola nella lista *it’s a thing*, accanto a nomi che fino a un anno prima guardava solo sulle riviste. Ricordo un video virale su TikTok con lei che attraversa la passerella di Versace, quella camminata ipnotica e le ciglia che tremano un attimo. Era diversa: più oscura, intensa, elettronica rispetto alle modelle sunshine che avevano dominato la scena. Bella non inseguiva la luce, la portava dentro. Le collaborazioni iniziano a moltiplicarsi: * Campagne beauty con Dior * Editoriali Fendi nelle location più assurde * Calvin Klein, Bulgari, Moschino, Nike E, tipo, Vogue la adora. Meglio: *le adora*. Perché la copertina di Vogue nel mondo della moda è come vincere Sanremo: quelle pagine, Bella le ha letteralmente collezionate in ogni colore, posa, mood. Getty Images LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA MA POTENTE La rivoluzione che Bella porta sulle cover di Vogue (e non solo) ha una parola d’ordine: autenticità. Il suo viso non ricalca gli stereotipi classici, la sua espressività è liquida, mutevole, a tratti malinconica. Fotografata da Steven Meisel, Peter Lindbergh, Mert & Marcus – i mostri sacri! – riesce a cambiare pelle ogni volta. La bellezza di Bella è tutto tranne che prevedibile, e questo ha creato uno standard diverso: più profondo, meno filtrato. E pensateci: quanti meme circolano sulle sue trasformazioni da passerella a street style, o su quei beauty look che su chiunque altro sarebbero un disastro e su di lei fanno tendenza? La verità è che Bella ha riscritto le regole senza urlare. Lo ha fatto un outfit alla volta. DIETRO OGNI SUCCESSO, I FUORI SCENA Ok, potremmo raccontare solo la favola, ma la realtà? Notti insonni, ansia da prestazione, momenti di solitudine totale. In un’intervista ha raccontato di aver pianto prima di uno show importante, letteralmente nascosta tra le tende del backstage. “A volte mi sento invisibile,” ha detto una volta. Ed è proprio questa vulnerabilità ad averla resa unica. Da lì, dalla fatica a digerire critiche e paure, ha trovato – o meglio, costruito – la sua voce e il suo posto. Ed è questa autenticità che l’ha trasformata da comparsa perfetta a regina delle passerelle di oggi. IL CARATTERE DI BELLA: FORZA TRANQUILLA E IRONIA TAGLIENTE Bella Hadid dà l’idea di essere riservata, glaciale quasi, quando cammina in passerella. Ma chi la segue sa bene che il carattere di Bella è una specie di ossimoro vivente: determinazione di granito e una leggerezza ironica che spiazza. Quando, nel dietro le quinte della Paris Fashion Week, è stata beccata con le sneakers ai piedi e un sorriso enorme mentre scherzava con Gigi e le altre modelle, ha dimostrato proprio questa doppia anima. “Non prendo niente troppo sul serio, nemmeno quando vorrei”, ha confidato in una diretta Instagram, con quell’aria da ragazza della porta accanto che ti fa pensare: se non facesse la top model, sarebbe comunque la tua amica brillante e un po’ goffa, quella che rovina la foto di gruppo facendo la linguaccia. Il suo approccio alla vita è scandito dalla volontà feroce di andare sempre avanti, nonostante tutto. Bella lo ha detto più volte: non si è mai sentita “abbastanza”, soprattutto agli inizi (“Mi sentivo l’outsider, la sorella meno riuscita”), e forse in quell’insoddisfazione c’è la scintilla che la spinge oggi a rischiare, cambiare, mettersi in gioco senza paura di sbagliare. TALENTO SPONTANEO E RESILIENZA: L’ARTE DEL REINVENTARSI A differenza di chi costruisce tutto a tavolino, Bella gioca sull’istinto. La storia della sua carriera è fatta di scelte coraggiose: come quella volta che, invece di accettare un ingaggio già firmato, decide di interrompere le trattative perché sentiva che il progetto non rappresentava i suoi valori. Sembra una follia, ma è la normalità per lei. “Preferisco dire no cento volte e dire sì solo quando sono convinta al cento per cento”, ha spiegato rispondendo a chi la criticava per la “selettività” nelle campagne. E poi c’è la sua capacità di rialzarsi sempre, anche quando la stampa o i commenti online diventano pesanti. Una volta, dopo una sfilata discussa, ha postato su TikTok un video in cui imita se stessa davanti allo specchio: faccia buffa, espressione stanca e sotto, la didascalia “Va tutto bene, babe”. Semplice e geniale. Qui si vede la sua resilienza, ma anche quella vena di autoironia che la salva quando tutto sembra crollare. Le sue collaborazioni più riuscite rispecchiano proprio questo modo di essere: * Non si lascia mai intrappolare in un unico ruolo: da Dior a Balenciaga, passa dal romanticismo dark al minimalismo da girl boss con una disinvoltura che lascia tutti senza parole. * Sceglie spesso progetti in cui può dire la sua, sperimentare, metterci la faccia senza filtri. Come la capsule con Chrome Hearts, nata da lunghe discussioni e moodboard notturni condivisi direttamente nelle chat di famiglia. STILE UNICO, LIBERTÀ DI SCELTA E PICCOLI GESTI “ALLA BELLA” Se dovessimo riassumere il suo stile in poche parole: non ce la faremmo. Bella è camaleontica, indossa un due pezzi Y2K con carisma millennial, e dopo un’ora la ritrovi a New York con jeans e maglioncino vintage oversize, capelli raccolti in uno chignon perfettamente imperfetto. Non si vergogna di mixare high fashion e mercatini dell’usato. Anzi, è lei la prima a postare su TikTok: * haul di acquisti second hand (e i fan impazziscono per le sue insider tips) * story su come si sistema le sopracciglia davanti allo specchio del bagno, senza glam team al seguito E a chi le chiede quale sia il segreto per trovare il proprio stile, Bella risponde sempre la stessa cosa: “Fidati solo delle sensazioni, non delle tendenze. La moda deve farti sentire libera”. Più che un motto, quasi una piccola rivoluzione per chi, come lei, si sente osservata ogni giorno ma riesce sempre a restare fedele a se stessa. Gli aneddoti non finiscono mai: una volta, durante una sessione fotografica per un famoso brand, ha chiesto di indossare il proprio piercing al naso regalatole da Gigi perché “O lo metto o oggi non mi sento Bella, cioè me stessa”. Morale della favola: dietro ogni moda, sempre il cuore. Bella Hadid, in fondo, è quella che non smette mai di stupire ma lo fa a modo suo. Silenziosa e chiassosa allo stesso tempo, forte e fragile, sempre autentica e sempre nuova. E a noi – diciamolo, ragazze – questa autenticità scompigliata conquista sul serio. AMORI SOTTO I RIFLETTORI E CUORI VERI Se c’è una cosa che ha sempre alimentato la curiosità del pubblico attorno a Bella Hadid sono proprio le sue relazioni sentimentali, finite (inaspettatamente e puntualmente) sulle prime pagine dei tabloid tanto quanto sulle bacheche di TikTok. Sembra impossibile scindere la Bella modella dalla Bella ragazza innamorata, forse perché ogni sua storia d’amore porta con sé quell’occhio di bue dei social che la segue ovunque. L’inizio più eclatante? The Weeknd, ovvero Abel Tesfaye, con cui il feeling era talmente palpabile che ogni paparazzo sembrava quasi imbarazzato dal fotografarli così complici e veri — uno di quei rapporti che spostano l’ago della bilancia: tra alti e bassi, qualche sparizione e ricongiungimento in pieno stile “ci siamo lasciati, ma non del tutto”. Bella ha sempre gestito queste montagne russe mediatiche con una classe tutta sua: “Non sono qui per farmi definire dalle mie relazioni,” dichiarava in una vecchia intervista a Vogue, e aveva tutta l’aria di chi sa esattamente quello che vuole… e, soprattutto, quello che non vuole. Poi è arrivata la relazione con Marc Kalman, direttore artistico misterioso ma affascinante, di quelli che sanno stare bene anche dietro le quinte. E qui Bella sembra aver premuto il tasto “private mode”: pochi scatti, qualche storia su Instagram, una complicità fatta di piccoli gesti. E no, nessun bisogno di etichette o over sharing stile reality show. Alcuni potrebbero pensare sia una strategia, ma a guardare meglio, questa riservatezza è una forma di protezione. Un modo per scegliersi senza distrazioni inutili, tra una fashion week e un volo intercontinentale, costruendo uno spazio tutto loro, fuori dai like e dal rumore. Certo, gestire tutto questo con il circo mediatico che ti ruota intorno non è semplice. Bella sembra però aver trovato un equilibrio: lascia intravedere quello che vuole, tiene stretto quello che conta. Basta osservare come, anche nei periodi più difficili della propria vita — vedi rotture pubbliche, salotti tv che speculano sulle sue emozioni, meme che spuntano su Twitter in tempo reale — lei tenga la barra dritta, sorrida e continui a costruire la sua storia. Tosta, sì, ma anche incredibilmente sensibile. LA FAMIGLIA: IL VERO RIFUGIO DI BELLA Ma dietro la donna pubblica c’è la Bella privata, quella che sui social si diverte con i filtri ma nella vita cerca ancore vere. Il rapporto con la sorella Gigi è più denso di quanto possa apparire dalle pose coordinate sulle passerelle di Dior o dalle foto iconiche agli after party. Sono due pezzi dello stesso puzzle, anche se giocano ruoli diversi. Il loro legame sembra quasi un filo invisibile che si tende e si allenta a seconda delle necessità — quando una cade, l’altra la raccoglie, punto. Bella parla spesso di Gigi come di una “best friend” più che sorella e quando si spalleggiano nelle campagne social (tipo le battaglie per la Palestina o i discorsi sulla salute mentale), sembra proprio che la solidarietà femminile parta da lì, dal loro rapporto giocato tra cene-karaoke e confessioni notturne a base di pizza e mascara. E lo sanno bene anche le amiche nella vita vera: * Kendall Jenner, * Hailey Bieber, * la crew di creative newyorkesi che la circonda. E poi c’è Anwar, il fratellino con il quale Bella condivide sogni, ansie e una dolcezza quasi disarmante in una famiglia allargata che abbraccia culture, origini e un mix di tradizioni. – Si sostengono sempre, che si tratti di viaggi improvvisi per rivedersi a Londra, o dolci messaggi su Instagram tipo “proud of you” che fanno sciogliere anche chi sembra di ghiaccio. – Si dividono tra shooting, red carpet e momenti di quotidianità, dove sono semplicemente fratelli, “normali”, lontani da flash e trend. La bellezza di Bella Hadid? È sapere che dietro il glitter e gli zoom delle telecamere rimane sempre una ragazza che mette la famiglia, la sorella e gli affetti sinceri al primo posto, creando ogni giorno, in modo quasi testardo, i suoi piccoli riti d’amore. In un mondo che spesso fa a pezzi tutto, lei costruisce legami veri. E forse è anche questo il segreto del suo fascino. Getty Images SINCERITÀ E LEALTÀ: LA BASE DELLA SUA EVERYDAY LIFE Bella Hadid non ha paura di mostrarsi per quello che è, anche quando questo significa rivelare le fragilità che in tanti tendono a nascondere sotto filtri e pose (da Instagram o da red carpet, cambia poco). C’è qualcosa di spiazzante nella sua sincerità: non è solo il modo in cui si racconta nelle interviste, ma il fatto che ammette di non essere mai perfetta. Se vedi come risponde ai fan su TikTok o alle domande più scomode degli show americani, cogli una trasparenza disarmante, come quelle amiche che ti dicono tutta la verità, anche se non fa comodo. E questa trasparenza, negli anni, è diventata il suo superpotere. Non è solo una questione di parole, comunque. La lealtà di Bella verso le persone che ama si vede soprattutto nei piccoli gesti: i post dolcissimi con la madre e la sorella, la presenza costante per amici che non fanno parte del mondo patinato. Cioè, le sue stories Instagram parlano per lei. Non importa quanto sia pieno il calendario o il clamore di chi la sta osservando: i rapporti autentici sono il suo salvagente. “La mia famiglia è la mia colonna vertebrale”, ha detto spesso — e si percepisce che le fondamenta del suo sistema di valori ruotano proprio attorno a questo. RADICI E IDENTITÀ: CHIC, MA CON I PIEDI PER TERRA Lontana anni luce dall’immagine dell’“influencer tutto cliché”, Bella è profondamente consapevole delle proprie origini multietniche. Papà palestinese, mamma olandese: mix esplosivo, certo, ma anche responsabilità. Bella non nasconde le sue radici, anzi: spesso indossa gioielli con simboli che richiamano la Palestina, cita la mamma Yolanda come esempio di glamour genuino e porta avanti una narrazione che punta a valorizzare ogni pezzo della propria storia personale. Non un raduno di quote etniche da postare per accumulare likes, ma perché davvero sente di appartenere a tutti questi mondi. Ricordate quell’occasione in cui si presentò a una sfilata con un look ispirato a dettagli della tradizione palestinese? O quando racconta, in TV, di come cucinasse piatti tipici con il papà da bambina? La cosa incredibile è che non ostenta le sue radici: le lascia respirare, diventare parte della sua unicità, senza mai trasformarle in una strategia. LEGGI ANCHE: Bella Hadid a Cannes 2025: il ritorno dorato di una icona di stile. SALUTE MENTALE E BENESSERE: SENZA FILTRI, SEMPRE E qui viene forse il valore che — più di tutti — la rende davvero moderna e vicina a noi. La salute mentale, per Bella Hadid, è un tema a cui ha tolto ogni tabù. Ricordate quell’ondata di selfie con gli occhi lucidi? Non era per finta. Quel gesto, così privato e vulnerabile, ha fatto scalpore proprio perché nessuna top model, prima, si era “permessa” di mostrarsi fragile in modo tanto esplicito. Bella invece sì. Ha raccontato dei suoi attacchi di ansia, della pressione schiacciante dell’industria, delle giornate no in cui anche mettersi in piedi sembra una battaglia persa. Chi la segue non può non notare che, spesso: * Si prende lunghe pause dai social quando si sente troppo esposta * Parla senza sotterfugi della sua terapia e della fatica quotidiana di prendersi davvero cura di sé * Ricorda che dietro ogni scatto c’è un mix di lavoro, paura ed enorme forza di volontà Ecco, questo equilibrio tra consapevolezza e concretezza la fa sembrare diversa da tante altre icone della sua generazione. Parla come una di noi, con i «giorni boh» e le piccole strategie di sopravvivenza quotidiana — solo che lo fa con milioni di occhi puntati addosso. DECISIONI AUTENTICHE: L’ARTE DI DIRE NO C’è poi quella cosa che la rende ancora più relatable: Bella non ha paura di dire dei no giganteschi. Non si tratta solo di rifiutare lavori che non la convincono, ma di proteggere il proprio benessere, rinunciando anche a collaborazione o eventi stratosferici quando capisce che non è il momento giusto — o che rischiano di far deragliare il suo equilibrio. Un po’ come quando noi, nel nostro piccolo, lasciamo quei friend group tossici o diciamo stop alle chat di gruppo troppo invadenti. Pochi lo dicono ad alta voce, ma ci vuole coraggio per mettere la propria salute sopra tutto il resto, specie nel mondo del fashion dove “essere sempre presenti” sembra una regola sacra. Bella invece decide, ogni volta, di rimanere fedele innanzitutto a se stessa. E lì, davvero, diventa una donna concreta. ATTIVISMO E IMPEGNO OLTRE LE PASSERELLE Bella Hadid: sì, l’abbiamo conosciuta sulle passerelle, tra look leggendari e scatti ipnotici. Ma c’è tutto un mondo sotto la superficie, ed è molto più vero, ruvido e coraggioso di un fiume di lustrini o selfie da backstage. Perché Bella, oggi, è anche voce forte e scomoda, che non ha paura di esporsi dove serve. Anzi, sembra proprio trovarsi a suo agio nel ruolo di attivista, ribelle con una causa. Il suo attivismo non è una posa da foto profilo, ma una presa di posizione autentica, quasi viscerale. Sostenere la causa palestinese è stato, per Bella, una *chiamata personale*, visto che le sue radici hanno sangue palestinese grazie al papà Mohamed. Negli ultimi anni, mentre tanti nella sua posizione si sono limitati a dichiarazioni vaghe, lei ha scelto la parola netta, quella rischiosa. Ha pubblicato stories su Instagram con la bandiera della Palestina, ha spiegato al suo pubblico planetario cosa significhi sentirsi divisi fra due mondi. Certe sue frasi hanno fatto rumore, come quando ha affermato: “Essere orgogliosa di essere palestinese non significa odiare nessuno”, un concetto semplice, eppure così dirompente, soprattutto in un mondo social in cui ogni parola può essere estrapolata e giudicata. E lo sai, uno potrebbe anche pensare che chi è famosa come Bella preferisca evitare guai, stare alla larga dai rischi di critica, invece lei si è presa pure gli insulti, i titoli dei giornali indispettiti, senza mollare di un millimetro. Ha partecipato a manifestazioni pubbliche, si è messa sulle spalle la responsabilità di parlare di Palestina in modo diretto, senza filtri o mezze tinte — e questa cosa, oggi, è straordinariamente rara. Il coraggio di non essere d’accordo con tutti: questo sì che fa la differenza. Ma l’attivismo di Bella non si ferma qui, perché il suo percorso personale le ha dato altre battaglie da combattere. Prima fra tutte, la lotta contro lo stigma delle malattie croniche. Da anni, Bella racconta con sincerità sul suo profilo Instagram i momenti bui legati alla *malattia di Lyme*, le fotografie senza make-up, gli scatti in ospedale. Ha scelto, quand’era più facile mettere solo filtri dorati, di mostrare anche la fatica, il dolore fisico e mentale, condividendo i dettagli privati con milioni di persone. Tempo fa, ha pubblicato una serie di post in cui spiegava: * come spesso ci si possa sentire invisibili e soli, quando si lotta contro una malattia invisibile; * l’importanza di una rete di supporto, famiglia, amici, community che non giudichi a priori; * il diritto di chiedere aiuto anche quando si ha la fama, i followers e una vita perfetta solo in apparenza. Insomma, Bella diventa una specie di sorella maggiore per chi vive le stesse difficoltà, sdoganando fragilità e vulnerabilità con la leggerezza di un TikTok ben montato, ma la serietà di chi ci è passato davvero. E poi, impossibile non parlare del suo modo di sostenere altre donne e i diritti civili. Dai post in cui denuncia il body shaming alla partecipazione alle marce per l’uguaglianza (ristoranti, studi fotografici, street style: lei prende parola ovunque), Bella mostra che la solidarietà non è solo slogan o retorica, ma gesto e presenza concreta. In diverse interviste, ha dichiarato di sentirsi una “femminista in evoluzione”, aperta al confronto e pronta a imparare anche dagli errori. Una ragazza che vuole sbagliare, condividere, ascoltare. Un esempio? Quando, durante il boom del #MeToo, Bella ha utilizzato le sue piattaforme per condividere storie di donne coraggiose e ha incoraggiato le sue fan a non aver paura di difendere i propri limiti e la propria libertà. Anziché prendersi solo le luci, Bella si mette in gioco per offrire uno spazio di ascolto e confronto, come una buddy che ti scrive su WhatsApp quando hai bisogno. Ecco perché, sui social e nella vita vera, gira questa sensazione: Bella Hadid non è solo moda o estetica perfetta, ma una motivatrice che spinge le nuove generazioni a “tenere botta”, lottare e non avere mai paura di schierarsi, nemmeno quando sembra la scelta più complicata. LEGGI ANCHE: Bella Hadid torna a parlare dell’ansia: parlarne sui social mi ha fatta sentire meno sola. UN NUOVO MODO DI ESSERE ICONA Bella Hadid oggi è molto più di una semplice modella, e chi ha qualche minuto libero su TikTok lo sa bene. È come se il suo volto fosse la tela di un’epoca, e ogni sua azione dipingesse nuovi confini – non soltanto per la moda, ma per l’attitudine di una generazione intera. Non è solo estetica, la sua. È qualcosa che penetra più a fondo, una specie di contagio positivo che arriva a influenzare scelte e valori. La sentiamo vicina perché è trasparente nei suoi successi e, soprattutto, nelle sue vulnerabilità. BELLA HADID, UN LINGUAGGIO CHE PARLA ALLE NUOVE GENERAZIONI Se scorri il suo profilo Instagram o guardi le sue storie, è impossibile non notare come Bella abbia un modo super naturale e diretto di connettersi con chi la segue. Niente aria da diva inavvicinabile: racconta la sua giornata, i momenti belli ma anche i brutti, i piccoli incidenti di percorso che fanno parte di ogni vita reale. Ecco, qui si vede la differenza tra il personaggio costruito e la persona che sceglie di mettersi a nudo, anche rischiando il meme o la critica. Questo la fa amare dalle ragazze che, stufe dei filtri e della perfezione finta, cercano riferimenti concreti e vivi. * Racconta la sofferenza senza troppi giri di parole * Difende ciò in cui crede anche a costo di perdere follower * Si mette in discussione, senza paura di mostrare fragilità COLLABORAZIONI TRA MODA E CULTURA Quando parliamo di Bella Hadid e grandi brand, si apre un mondo. Non basta dire che ha sfilato per Dior, Burberry, Versace o ha indossato i look pazzeschi visti al Met Gala. Il punto vero è che ogni collaborazione diventa un dialogo, non pura pubblicità. Ti ricordi quando si è tagliata i capelli in diretta per Mugler? O quando ha firmato capsule pensate per essere inclusive e genderless? Ecco, qui la moda non è più solo “tendenza”, ma conquista sociale, messaggio che chiunque – dalla studentessa universitaria alla giovane professionista – può fare proprio. * Capsule con brand emergenti per supportare la diversity * Campagne beauty in cui esalta i suoi “difetti”, come forma di empowerment * Momenti in passerella diventati instant-meme che hanno ispirato tendenze globali SOCIAL, CONSAPEVOLEZZA E MESSAGGI NUOVI Se c’è una cosa che distingue Bella, è il suo uso intelligente e non banale dei social. Potrebbe facilmente limitarsi a postare selfie da urlo (ne avrebbe tutte le ragioni!), ma invece accende discussioni, lancia spunti, ribalta i topic del momento. Quando tocca temi come la salute mentale, l’ansia, o persino quelle giornate “no” in cui nulla sembra funzionare, i suoi contenuti diventano subito virali. Perché? Perché sono autentici, privi della patina da influencer tutto-perfetto. È come se ci dicesse “Vado avanti anch’io, anche quando sembra impossibile”. E questa forza umana è contagiosa. Ci sono momenti in cui: * Si mostra senza trucco e filtri per dire che la pelle “vera” è bella sempre * Condivide playlist da ascoltare nei giorni down, trovando così connessioni intime con chi la segue * Risponde in modo diretto, quasi da amica di quartiere, a chi le scrive messaggi privati IL POTERE DI ESSERE GIOVANE E CONSAPEVOLE Quello che Bella trasmette più forte di qualsiasi look o walk da urlo, è un senso di orgoglio nell’essere giovane e, al tempo stesso, profondamente consapevole. Non si tira mai indietro di fronte agli argomenti scomodi, e non ha paura di crescere sotto gli occhi di tutti (litigate, amori, errori compresi). Per molte è diventata una specie di sorella maggiore digitale, che non si vergogna delle sue cadute ma le usa per rilanciarsi. Lei ci ricorda ogni giorno che si può essere bellissime e grintose, ma pure confuse e stanche. E va bene così. Anzi, è normale così. The post Bella Hadid: Icona di Stile, Determinazione e Cambiamento appeared first on The Wom.
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Beyoncé: la regina della musica moderna
INFORMAZIONI PRINCIPALI SU BEYONCÉ * Nome completo: Beyoncé Giselle Knowles-Carter * Data di nascita: 4 settembre 1981 * Luogo di nascita: Houston, Texas, USA * Segno zodiacale: Vergine * Altezza: 1,70 m * Partner: Jay-Z * Genitori: Tina Knowles, Mathew Knowles * Figli: Blue Ivy Carter, Rumi Carter, Sir Carter * Fratelli/Sorelle: Solange Knowles * Instagram: @beyonce LE RADICI DI UNA REGINA Beyoncé. La sola menzione di questo nome evoca immagini di palcoscenici scintillanti e performance travolgenti. Ma dietro la stella c’è una storia familiare altrettanto affascinante, fatta di legami stretti e lezioni di vita fondamentali. Nasce e cresce a Houston, Texas, in una famiglia che ha sempre messo l’importanza del supporto e delle radici ben salde al primo posto. La mamma, Tina Knowles, è una figura chiave. Stilista di talento e donna di forte carattere, ha infuso in Beyoncé una sensibilità estetica e un’etica del lavoro straordinaria. Non solo, Tina ha insegnato a Beyoncé e a sua sorella Solange l’importanza di essere a proprio agio nella propria pelle, di accettarsi e amarsi per come si è. Immaginate una giovane Beyoncé che guarda la mamma creare abiti unici nel suo piccolo salone di bellezza. Un mondo dove ogni tessuto racconta una storia, dove il colore e l’immaginazione si mescolano, questo è il contesto in cui Beyoncé ha imparato a sognare. Mathew Knowles, il papà, è stato altrettanto influente. Manager visionario, ha abbandonato il suo lavoro per dedicarsi completamente alla carriera della figlia, credendo fermamente nel suo talento. Vi immaginate il coraggio di un padre che cambia rotta, lasciando il certo per l’incerto, tutto per incoraggiare i sogni della sua bambina? Questo tipo di supporto è stata la base solida su cui Beyoncé ha potuto costruire la sua carriera. Mathew le ha insegnato l’importanza della disciplina e della determinazione, due qualità che hanno forgiato la star globale che conosciamo oggi. E poi c’è Solange, la sorella minore. Una relazione speciale, la loro. Le sorelle Knowles hanno sempre condiviso un legame inseparabile, fatto di complicità e reciproco sostegno. Solange, anch’essa diventata un’importante artista musicale, ha contribuito a infondere in Beyoncé una diversa prospettiva sulla musica e sull’arte. Le due si sono sempre supportate, ogni passo del loro viaggio è stato accompagnato dall’affetto e dal rispetto reciproco, creando un forte senso di comunità familiare. E non possiamo dimenticare quei *momenti quotidiani*, quando dividevano la stanza e fantasticavano su quello che la vita avrebbe potuto offrire. Quante notti avranno passato a pianificare i loro futuri successi? Ecco allora che, il clima familiare in cui Beyoncé è cresciuta era un miscuglio vibrante di amore e creatività, di aspirazioni e insegnamenti. Questo ambiente ha lasciato un segno indelebile sulla sua personalità, forgiando non solo un’artista ma una donna capace, determinata e con i piedi per terra, nonostante la fama planetaria. C’è anche una piccola curiosità: Beyoncé è stata educata in una scuola cattolica, dove ha coltivato un’etica del vivere basata sul rispetto e la dedizione. Anche se la sua vita la portava spesso lontana dai canoni tradizionali, quelle radici religiose hanno contribuito a dar forma al suo carattere riflessivo e radicato. Alcune persone potrebbero dire che per Beyoncé, ogni passo, ogni caduta e ogni nuova impresa sono un riflesso diretto delle lezioni apprese in famiglia. Aggiungerei che probabilmente è proprio grazie ai *valori di famiglia* che è rimasta una delle figure più amate e rispettate nel panorama musicale contemporaneo. Insomma, quando osserviamo Beyoncé oggi, vediamo una storia che inizia molto prima delle luci del palcoscenico, una storia di radici profonde e legami indissolubili. E chissà, magari anche tu, con una mappa stellare così, non diventeresti un po’ regina? Beyoncé ha dimostrato che il passato non solo ci plasma, ma ci modella mentre danziamo verso il futuro. Un futuro che per lei è sempre stato luminoso e pieno di promesse. Con delle radici così, come poteva essere altrimenti? DESTINY’S CHILD E LA NASCITA DI UNA LEGGENDA Nel mondo scintillante della musica, poche storie di successo sono tanto affascinanti quanto quella delle Destiny’s Child. Nate a Houston, Texas, queste ragazze erano molto più di un semplice gruppo musicale; erano la promessa di un futuro brillante e la culla di una leggenda, Beyoncé. Tutto ebbe inizio sotto la guida attenta e appassionata di Mathew Knowles, il padre di Beyoncé, che, vedendo il potenziale straordinario di sua figlia, decise di gestire il neonato gruppo femminile. Questo non era solo un sogno di Beyoncé ma di un’intera squadra di giovani artiste pronte a conquistare il mondo. Immagina: siamo negli anni ’90, e Beyoncé, con il suo sorriso contagioso e una voce che già a quell’epoca scaldava il cuore, muoveva i primi passi nel mondo musicale insieme alle sue amiche. Tra prove infinite e performance nei centri commerciali, non era certo tutto rose e fiori. La strada verso la ribalta era costellata di sfide difficili. Critiche e cambi di formazione mettevano costantemente alla prova la solidità del gruppo. Ma le Destiny’s Child erano animate da una tenacia incredibile. Per Beyoncé, ogni ostacolo era solo un altro passo verso la grandezza. * Ecco, vi incontro con un piccolo aneddoto: puoi pensare a Beyoncé, con tredici anni, che nel salotto di casa sua prova e riprova le coreografie. Vuole che tutto sia perfetto, niente meno. Per lei, la perfezione era una missione personale già dall’inizio. Quando il loro singolo di debutto iniziò a scalare le classifiche, le ragazze capirono di aver trovato la loro voce. Brani come “No, No, No” e il successivo album, “The Writing’s on the Wall”, sono stati un vero uragano nel panorama musicale di allora. Ogni nota, ogni passo di danza, dimostrava quanto fossero determinate e unite. Il gruppo si era fatto conoscere per il suo stile unico che mescolava R&B, pop e una costante tensione verso l’innovazione. Con il successo arrivano anche le pressioni e le aspettative. Non tutte riescono a sopportarle. Questa tensione portò a diverse sostituzioni all’interno del gruppo, ma ogni cambiamento diventava l’occasione per Beyoncé di mostrare il suo carisma sempre più raffinato. Lei rimaneva al centro di tutto, un nucleo incrollabile di energia e creatività. Durante i concerti, era impossibile non notare come il suo spirito brillasse tra le altre. Beyoncé non era solo un membro delle Destiny’s Child, era già la stella che avrebbe illuminato una generazione. E fu così che, con successo dopo successo, il terreno cominciò a prepararsi per la sua attività solista. Non era semplice, eh. Cioè, la paura di fallire c’era, eccome! Ma Beyoncé la affrontava di petto, come affrontava tutte le altre sfide: con forza, grazia e una straordinaria capacità di rinnovarsi. In quel periodo, il mondo dei meme e dei video virali era ancora in fasce, forse solo un sogno di adolescente, ma se ci fossero stati, siamo sicuri che le Destiny’s Child sarebbero diventate delle icone. Oggi possiamo solo immaginare quanti TikTok sarebbero stati girati sulle note di “Survivor”, uno dei tantissimi inni motivazionali del gruppo. E attraverso il clamore, i tour mondiali e tanti premi, il sipario cominciava lentamente a calare sull’era delle Destiny’s Child, per fare spazio ad un nuovo capitolo. Un capitolo tutto dedicato a Beyoncé. Una regina era nata e il mondo era pronto per essere travolto dal suo talento impareggiabile. Dalle avversità e le vittorie vissute con il gruppo, ogni sfida aveva scolpito una parte del suo essere, preparandola per l’ascesa. L’ASCESA DA ARTISTA SOLISTA Nell’universo musicale, Beyoncé si è sempre distinta come una stella luminosa che ha saputo trasformare ogni sfida in un’opportunità di crescita. Dopo aver lasciato il segno nel mondo con le Destiny’s Child, la nostra Queen B ha preso coraggio e ha deciso di intraprendere un viaggio da solista che l’ha lanciata nell’olimpo delle icone musicali. Ti immagini? Passare da una super girl band ad essere una delle donne più influenti del pianeta? Non è da tutti, ma Beyoncé è, beh, Beyoncé. Il suo primo album solista, “Dangerously in Love,” è stato come un uragano che ha travolto la scena musicale. Lanciato nel 2003, questo gioiellino ha mostrato immediatamente la sua capacità di raccontare storie intime con una voce che, come si dice su TikTok, “suonava come il burro”. E non stiamo parlando di un semplice successo: parliamo di Grammy vinti e classifiche dominate. Immagina la scena: Beyoncé che esplode con “Crazy in Love” e chiunque sulla faccia della terra inizia a ballare. È un momento che ha definitivamente segnato l’inizio di qualcosa di epico. E non è solo la musica a definirla. La sua capacità di reinventarsi è stata – e continua ad essere – uno dei segreti del suo successo. Con ogni album, Beyoncé non offre solo nuove melodie, ma un’intera esperienza artistica. Pensa a “B’Day”. L’album è un mix esplosivo di pop, R&B e soul che ha catturato gli animi con brani come “Irreplaceable”. È come se ogni traccia fosse un pezzo di un grande puzzle che racconta la sua storia personale, o meglio, la sua rinascita. Facciamo un salto nel 2008 e arriviamo a “I Am… Sasha Fierce”. Wow, qui Beyoncé ha davvero spaccato. Ha presentato al mondo il suo alter ego, un personaggio sorprendente e audace che ha sfidato ogni norma. E qui, c’è una lezione importante: Beyoncé riesce a mantenere l’interesse del suo pubblico perché ha sempre il coraggio di mostrarsi sotto una luce diversa e inaspettata. La sua capacità di sorprendere – e chi non si ricorda la prima volta che ha visto il video di “Single Ladies”? – è come assistere a un’evoluzione continua, dove una farfalla diventa più scintillante e affascinante ogni volta che batte le ali. Poi, ovviamente, ci sono i live. Beyoncé dal vivo è qualcosa di magico. È energia pura. Le sue performance sono vere e proprie opere d’arte. C’è una storia, un messaggio, una connessione palpabile con il pubblico. Le sue tournée sono eventi imperdibili dove non solo ascolti la musica: la vivi. È come se il suo talento non avesse mai un limite, e ogni spettacolo fosse un evento impossibile da dimenticare. E in tutto questo, si nota una cosa cruciale: Beyoncé rimane fedele a sé stessa. Anche mentre si reinventa, mantenendo sempre la sua firma unica e indelebile. Non è solo la regina della musica, ma anche un’icona di stile e cultura. Ogni nuovo passo è un invito a conoscere un nuovo capitolo del suo viaggio straordinario. Per le sue fan (e chi non lo è, al giorno d’oggi?), Beyoncé è più di una cantante: è un esempio di forza e determinazione. La sua ascesa come artista solista è una testimonianza del fatto che, con talento, passione e dedizione, si possono raggiungere altezze incredibili. Insomma, se c’è qualcuno che sa come mantenere viva la fiamma dell’entusiasmo e dell’innovazione… è senz’altro la nostra amata Queen B. Chi sa quale sarà la sua prossima mossa? Restiamo col fiato sospeso, pronti ad essere stupiti ancora una volta. RELAZIONI E VITA PERSONALE Parlare di Beyoncé e non menzionare Jay-Z, beh, è praticamente impossibile. L’incontro tra questi due titani della musica è come una di quelle storie che sembrano uscite da un film. Si sono conosciuti all’inizio degli anni 2000, nel periodo in cui Beyoncé stava delineando la sua identità da artista solista, e Jay-Z era già una star consolidata. Il loro primo incontro è avvolto in un alone di mistero, come spesso accade con le cose più belle. Ma insomma, come in ogni fiaba moderna, la sostanza è che i due si sono innamorati e, da allora, non si sono più fermati. Ironico pensare che la canzone “Crazy In Love”, che segnerà una svolta nella carriera di Beyoncé, sia stata anche una delle prime collaborazioni tra loro. Qualcosa di galattico univa queste due anime, come se le note delle loro vite fossero destinate a creare una melodia unica, perfetta. Una sintonia che ha resistito alle tempeste e che ha dato voce a uno dei duetti più iconici nella storia della musica. Quando si parla del loro matrimonio, non si può non citare le sfide che hanno affrontato. Perché sì, anche se a volte sembrano vivere in un mondo parallelo, super glamour e scintillante, anche loro hanno dovuto impegnarsi per far funzionare il rapporto. La famiglia Carter-Knowles è cresciuta, si sono aggiunti Blue Ivy, Rumi e Sir, e Beyoncé ha saputo trovare un equilibrio tra carriera esplosiva e impegni familiari. Il loro rapporto non è stato sempre rose e fiori. La stessa Beyoncé ha usato la musica come terapia personale, esplorando le sue vulnerabilità e il suo vissuto. Album come “Lemonade” mostrano una Beyoncé autentica, che non ha paura di esporre le sue fragilità e le sue insicurezze all’intero mondo. È lì che il suo essere artista si intreccia con l’essere donna, moglie, madre. Anche Jay-Z non si è sottratto a questo dialogo musicale, rispondendo a sua volta attraverso i testi delle sue canzoni. Una vera e propria conversazione pubblica tra due anime artistiche che scelgono la trasparenza. Gestire la vita privata sotto i riflettori non è semplice. Per loro, ogni momento intimo è potenzialmente un titolo da copertina di tabloid. Eppure, con una grazia che va oltre l’umano, Beyoncé ha trovato il modo di preservare ciò che è più sacro per lei. Un esempio? L’annuncio della gravidanza di Blue Ivy agli MTV Video Music Awards del 2011. Un momento tenero e potente, mostrato al mondo con una semplicità squisita, lasciando tutti a bocca aperta. Per gestire tutto questo, Beyoncé ha un team di amici e familiari che la supportano e le ricordano di restare con i piedi per terra. È famosa per avere un gruppo di supporto saldo e fidato, formato da poche persone fidate. “Famiglia prima di tutto”, dice spesso. Questo include anche le sue ex compagne delle Destiny’s Child. Nonostante abbiano preso strade differenti, il loro legame rimane uno dei punti fermi nella vita di Beyoncé. In fondo, ciò che affascina di Beyoncé è proprio il suo essere perfetta nella sua imperfezione. La capacità di mostrare cicatrici e trionfi, fragilità e forza, in un mondo che spesso richiede alle donne di essere impeccabili. Questa autenticità è probabilmente l’aspetto che la rende tanto amata dai fan. Una regina che sa essere umana, che sa affrontare la vita con il sorriso, accompagnata dal suo re, e che sa portare avanti la sua corona con determinazione e grazia. E mentre la sua vita continua a essere un equilibrio tra musica, famiglia, e influenze culturali, una cosa è certa: Beyoncé sa come brillare e ispirare, non importa quale sia la sfida che ha di fronte. BEYONCÉ E L’IMPATTO SOCIALE Quando pensiamo a Beyoncé, oltre all’immagine di una performer straordinaria e di una icona musicale, spesso ci viene in mente il suo chiaro e potente impegno nelle cause sociali. È come se ogni gesto, ogni parola, e ogni performance fossero guidati da un profondo senso di responsabilità verso il mondo che la circonda. Parallelamente alla sua carriera di successo, Beyoncé ha usato la sua gigantesca piattaforma per incidere in modo concreto su questioni di importanza globale, come l’empowerment delle donne e l’equità razziale. BeyGOOD, la sua iniziativa di beneficenza, è solo un esempio di come la sua filosofia si trasformi in azione genuina. Questa piattaforma ha sostenuto numerosi programmi di sviluppo e iniziative locali, con una particolare attenzione alle comunità svantaggiate e ai giovani. Durante la pandemia di COVID-19, BeyGOOD è stata essenziale nel fornire supporto alle piccole imprese di proprietà afroamericana colpite dalla crisi economica. È un po’ come se Beyoncé si trasformasse in una specie di moderna supereroina, che con il suo mantello invisibile gira il mondo a portare aiuto dove serve di più. Uno dei suoi momenti più potenti è stato durante il suo discorso ai BET Awards nel 2020. Beyoncé ha incoraggiato i giovani a essere delle voci di cambiamento, sottolineando l’importanza di partecipare attivamente al miglioramento della società. È una leader che sa parlare alla nostra generazione, quella dei social media e delle story di Instagram, capace di ispirarci a difendere ciò che è giusto, proprio come un faro nella notte. E quando senti le sue parole, ti accorgi di quanto il suo attivismo risuoni naturalmente con la sua musica. Ma come riesce Beyoncé a tradurre tutto questo in arte, e perché il suo messaggio ha un impatto così profondo? Forse il segreto sta nel suo talento unico di mescolare passato e presente, tradizione e innovazione. I suoi album, con le loro sfumature sociali e politiche, sono una sorta di annuario culturale che esplora la vita, le lotte e le vittorie degli afroamericani attraverso il tempo. Ricordiamo l’album “Lemonade”, non solo come un capolavoro musicale, ma come un inno all’emancipazione femminile e una denuncia delle ingiustizie razziali. E le sue performance live? Sono vere e proprie celebrazioni dell’uguaglianza e della diversità. Quando sale sul palco, Beyoncé non si limita a cantare: racconta una storia, diffonde un messaggio. “Homecoming”, il suo storico show a Coachella, ha reso omaggio alle università storicamente afroamericane, un gesto significativo che ha acceso i riflettori su aspetti della cultura nera spesso trascurati. Vedere quella moltitudine di talentuosi performer neri sul palco, tutti coordinati e uniti per un unico scopo, dà la pelle d’oca, te lo giuro. Tutti questi elementi rendono evidente come Beyoncé non sia solo un’artista; è una forza culturale, che spinge i suoi fan a riflettere e ad agire. Tra l’altro, l’uso di TikTok da parte sua per amplificare cause sociali è una mossa geniale. Da sfide simpatiche a video più seri, sapere che tu e Beyoncé potreste aver visto lo stesso contenuto in un feed collega un po’ tutti a una grande conversazione globale. E questo è parte della sua magia: rendere ognuno di noi parte di qualcosa di più grande. In definitiva, Beyoncé riesce a essere una voce di cambiamento perché incarna il coraggio e la forza che spesso cerchiamo in una leader. Le sue azioni e la sua arte sono interconnesse, formano un complesso mosaico che invita ciascuno di noi a riflettere sul proprio ruolo nel mondo, a essere attivo e a non restare mai in silenzio di fronte all’ingiustizia. La vera bravura sta nel toccare il cuore delle persone pur restando autenticamente se stessi. Forse è questo, più di ogni altra cosa, che rende Beyoncé la regina indiscussa del nostro tempo. LEGGI ANCHE: Beyoncé ha perso un talent da bambina (e dal quel giorno ha costruito la sua carriera da superstar) LA MAGIA DI BEYONCÉ SUL PALCO Quando Beyoncé sale su un palco, succede qualcosa di straordinario. È come se l’energia nell’aria cambiasse radicalmente. Ogni luce, ogni nota, ogni passo di danza esprime una precisione che lascia senza fiato. Il suo talento è innegabile e cristallino, ma è il suo magnetismo personale a trasformare ogni concerto in una vera e propria esperienza mistica. È come se stesse creando un nuovo mondo, uno spazio dove il pubblico viene avvolto dalle sue vibrazioni potenti. Hai mai visto quei film dove il protagonista entra in una dimensione parallela attraversando uno specchio? Ecco, assistere a una performance di Beyoncé è un po’ così. Una delle caratteristiche che rendono i suoi spettacoli unici è la capacità di connettersi profondamente con il pubblico. Beyoncé non si limita a cantare; racconta storie. Ogni pezzo diventa una narrazione emozionante, un viaggio condiviso con chiunque sia lì per ascoltarla. Non è una mera spettatrice sul palco che recita a memoria un copione. No, Beyoncé vive ogni nota, e invita i suoi spettatori a fare lo stesso. I suoi fan non sono solo fan: diventano parte di una comunità globale in cui la passione per la musica viene vissuta come un rituale collettivo. Schiaccia play su “Homecoming”, il suo iconico concerto al Coachella 2018 trasformato in documentario, e vedrai qualcosa di più di un semplice evento musicale. È spettacolare. Il mix travolgente di cultura nera, storia e musica si intreccia in un mosaico visivo e sonoro che parla di empatia, orgoglio e **celebrazione». L’uso di una band composta esclusivamente da musicisti afroamericani non è solo una scelta artistica, è una dichiarazione di intenti, un’espressione di radici e identità. * Ogni performance è una celebrazione delle sue diverse influenze musicali ed artistiche. * La cura maniacale nei dettagli si riflette in costumi, scenografie e coreografie mozzafiato. * Ogni spettacolo è un’opportunità per fare una dichiarazione forte e audace. Poi c’è quel suo modo speciale di sorprendere tutti noi. L’audacia di Beyoncé si riflette nelle scelte inaspettate che infila nelle sue esibizioni live. Un esempio cult? Quando ha riunito le Destiny’s Child in uno storico comeback live, proprio quando nessuno se l’aspettava. Sai quel momento in cui pensi di non poter essere più entusiasta, e bam! Ti ritrovi a gridare al miracolo e ballare con un’energia raddoppiata. Impossibile dimenticare anche quando, a Glastonbury nel 2011, ha reso il leggendario festival britannico il palcoscenico di un’epica celebrazione. Le sue canzoni, che vanno da successi pop audaci a ballate intense, riescono a trasmettere emozioni sincere mentre ridefiniscono i confini di ciò che un’esibizione dal vivo può essere. Ogni nota esibita, ogni respiro scandito diventa un atto di potere, un potere che non si fa solo ascoltare, ma che si sente fin dentro le viscere. E c’è questo piccolo momento che lei sa creare, un’intimità condivisa. Tutti i riflettori puntati su di lei, ma allo stesso tempo senti che sta cantando solo per te, come se ci fosse uno speciale inchino a quel momento. È una delle tante magie di Beyoncé. È forse questa la soluzione del mistero che definisce il suo legame con il pubblico. Non è solo bravura; è la capacità di farti sentire visto, ascoltato e valorizzato. Insomma, quando Beyoncé sale sul palco, non si può fare a meno di essere completamente trascinati nel suo mondo carismatico e spettacolare. Lì, tutti i problemi sembrano dissolversi, e quella connessione, quell’intensità indimenticabile rimane impressa fino all’attimo successivo che la si rivede in scena. E in un mondo che cambia rapidamente e spesso in modo imprevedibile, è confortante sapere che ci sarà sempre Beyoncé, pronta a creare ancora una volta pura magia. LEGGI ANCHE: La campagna about love di Beyoncé e Jay Z per Tiffany è l’omaggio al film colazione da Tiffany che stavamo aspettando LA LEGACY DI BEYONCÉ Pensando a Beyoncé, ci viene spontaneo immaginare un caleidoscopio di colori, suoni e emozioni che si intrecciano per formare un mosaico unico nella storia della musica moderna. La sua legacy è come un’onda costante che continua a lambire le sponde delle nostre vite, riempiendole di luce e ispirazione. Ma cosa lascia davvero Beyoncé dietro di sé? È una domanda complessa, certo, perché la sua influenza va oltre la musica; tocca la cultura, l’identità e persino il modo in cui percepiamo il potere e la femminilità. * Innanzitutto, Beyoncé è una pioniera nella rappresentazione dell’empowerment femminile. Non ha mai avuto paura di usare la sua piattaforma per affrontare temi complessi come il femminismo, il razzismo e la parità di genere. Con album come “Lemonade”, non solo ha condiviso frammenti profondi della sua vita personale, ma ha anche lanciato un messaggio universale di resilienza e forza. È una sorta di Wonder Woman della musica, capisci? Costruisce ponti tra generazioni, unendo giovani e meno giovani sotto lo stesso tetto ideologico. * Un’altra caratteristica distintiva della sua eredità è l’innovazione continua. Beyoncé non si è accontentata di seguire le tendenze, ma le ha create. Dall’uscita a sorpresa dell’album “Beyoncé” nel 2013, ha cambiato il modo in cui si pubblicano gli album, dimostrando che l’elemento sorpresa può essere una potente arma di marketing. Questa mossa ha fatto scuola. Un po’ come quando scopri un trucco su TikTok e poi lo vedi replicato ovunque. Ma parliamo anche del suo contributo musicale concreto. Si potrebbe dire che lei è la regina della versatilità. Dal pop all’R&B, dal soul al hip hop, Beyoncé sa come muoversi tra diversi generi con disinvoltura e grazia. I suoi brani diventano instantaneamente hit perché riescono a toccare corde emotive profonde, quasi come se avesse un filo diretto con il cuore dei suoi fan. Pensi di conoscere la canzone a memoria, poi scopri un nuovo dettaglio, una nuova sfumatura che ti fa apprezzarla ancora di più. Beyoncé è anche una musa ispiratrice per una nuova generazione di artisti. Quando la ascolti, è come se ti desse il permesso di inseguire i tuoi sogni senza paura. È come quella amica che ti spinge a iscriverti a un corso di yoga o a cambiare lavoro, perché sai che ha sempre i tuoi interessi a cuore. Le sue canzoni diventano colonna sonora delle nostre vite, accompagnano momenti speciali e ci offrono conforto nei momenti difficili. E non possiamo ignorare il suo ruolo come trendsetter. Lei è quella che indossa un abito e il giorno dopo è già sold out, la persona che lancia una singola occhiata in un video musicale e innesca un movimento virale. Beyoncé ha il dono di trasformare ogni cosa che tocca in oro, un po’ come Re Mida, ma con stile. La moda, la bellezza, le arti visive: in tutti questi campi ha lasciato una traccia indelebile. Guardando al futuro, cosa possiamo aspettarci da lei? Difficile prevedere, ma è quasi certo che continuerà a rompere barriere e a definire nuovi standard. Potrebbe decidere di dedicarsi di più al cinema, ampliare il suo impatto filantropico o sorprendere con nuove innovazioni musicali. Perché, alla fine, se c’è una cosa che Beyoncé ci ha insegnato, è l’importanza di rimanere autentici e fedeli a se stessi, indipendentemente dalle aspettative altrui. Beyoncé lascerà un segno indelebile non solo nella musica, ma anche nei cuori di chi ha avuto la fortuna di viverla e amarla. Ed è proprio grazie alla sua straordinaria capacità di connettersi con le persone che la sua eredità continuerà a influenzare generazioni a venire. Un po’ come una playlist infinita di emozioni e di ispirazioni, sempre pronta a essere ascoltata e rivissuta. The post Beyoncé: la regina della musica moderna appeared first on The Wom.
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Bianca Balti: un’icona della moda con un cuore d’oro
TUTTE LE INFO SU BIANCA BALTI * Nome completo: Bianca Balti * Data di nascita: 19 marzo 1984 * Luogo di nascita: Lodi, Italia * Segno zodiacale: Pesci * Altezza: 1,73 m * Partner: Matthew McRae * Genitori: Bruno Balti e Mariabice Marzani * Figli: Matilde e Mia McRae * Fratelli/Sorelle: Alessandro e Carlo Alberto Balti * Instagram: @biancabalti DA LODI A UNA CARRIERA INTERNAZIONALE Bianca Balti nasce a Lodi, una piccola città con un fascino tutto suo, che non è Parigi o Milano, ma ha quell’autenticità che ti entra nel cuore. È cresciuta in una famiglia semplice e affettuosa che l’ha sempre sostenuta, e quel sostegno l’ha plasmata più di quanto si possa immaginare. I genitori di Bianca, persone con i piedi per terra e valori forti, le hanno trasmesso l’importanza di rimanere umile, anche quando il mondo intorno a te comincia a trasformarsi in un vortice di luci e riflettori. Fin da piccola, Bianca aveva già quel qualcosa di speciale, una scintilla che ha sempre brillato nei suoi grandi occhi azzurri. Passava le giornate a Lodi, tra la scuola e le partite di pallavolo, forse immaginando che da qualche parte, oltre l’orizzonte piatto della Pianura Padana, c’era un destino straordinario che l’attendeva. Ma la sua era un’infanzia come tante altre, fatta di momenti semplici e sinceri: le cene in famiglia, le chiacchierate con le amiche sotto casa, i sogni scritti sui diari segreti. Bianca non è cresciuta circondata da lustrini e passerelle, ma da un mondo autentico, fatto di persone vere. La sua famiglia era la sua roccia, e il loro supporto era fondamentale per il suo equilibrio. E forse è proprio questo legame profondo che le ha permesso di non perdere mai di vista chi fosse veramente, anche quando la fama ha iniziato a bussare alla sua porta. L’inizio della sua carriera nel mondo della moda sembra quasi una favola moderna. Bianca era stata notata da un talent scout in un supermercato, un po’ come in quei film in cui la protagonista viene scoperta mentre è impegnata in faccende assolutamente quotidiane. Quel giorno, come tanti altri, Bianca probabilmente non immaginava che la sua vita stava per cambiare per sempre. Quando è arrivata la sua prima vera occasione, è stato un colpo di fortuna, ma anche il risultato di quella costante determinazione che l’aveva sempre contraddistinta. Anche se la sua bellezza era evidente, era quel mix di grazia e umanità che ha conquistato chiunque la incontrasse. I primi lavori sono stati un susseguirsi di sorprese, portandola a scoprire di settimana in settimana quanta varietà ci fosse nel mondo della moda. Bianca racconta spesso di come ogni esperienza di quei primi anni fosse una lezione. Dai servizi fotografici nei luoghi più incredibili, alle sessioni di trucco e parrucco infinite, c’era sempre qualcosa da imparare. Ma non erano solo le foto perfette o le sfilate dei sogni a emozionarla. C’era la magia di conoscere persone da ogni parte del mondo, di ascoltare storie incredibili, di vivere ogni giorno un’avventura diversa. Forse è proprio grazie a quelle radici forti e a quei valori di famiglia, che Bianca è riuscita a rimanere sempre con i piedi per terra. Anche quando la fama ha cominciato ad avvolgerla in un abbraccio a volte ingombrante, Bianca ha continuato a brillare, non solo come icona di stile ma come persona autentica. Ed è stato l’inizio di una storia straordinaria, fatta di sfide, successi e tante, tantissime altre avventure. UNA CARRIERA TRA PASSERELLE E COPERTINE Bianca Balti, un nome che risuona come una melodia inconfondibile nel mondo della moda. Nata a Lodi e cresciuta cullata dagli affetti familiari, ha trasformato una passione in una carriera stellare. Ma come ha fatto ad arrivare in cima all’Olimpo della moda? Un viaggio che sembra un film in cui la protagonista, con il suo carisma e il suo stile innato, ha saputo rubare la scena a colpi di eleganza e grinta. Il debutto di Bianca nel mondo della moda è quasi una leggenda. Attenzione però, non è stata una passeggiata! Come molte aspiranti modelle, ha dovuto affrontare le difficoltà iniziali. Poi, l’incontro con Dolce & Gabbana, un sodalizio che ancora oggi fa brillare i suoi occhi: le sue apparizioni in passerella per il famoso duo sono un inno alla bellezza italiana. Le linee sinuose degli abiti si fondono perfettamente col suo corpo, creando uno spettacolo di rara bellezza. La sua collaborazione con altri brand di lusso come Valentino e Chanel ha ulteriormente consolidato la sua posizione nel settore. Le copertine delle riviste più prestigiose, da Vogue a Harper’s Bazaar, hanno raccontato la sua storia come se fosse poesia. E non solo sfilate, ma anche campagne pubblicitarie indimenticabili dove Bianca ha potuto esprimere tutta la sua versatilità. Ogni set fotografico, ogni passerella era un nuovo capitolo che si apriva, ognuno scritto con passione e dedizione. Nonostante i riflettori e il trucco impeccabile, Bianca è rimasta sempre con i piedi per terra, costruendo una carriera basata non solo sul suo aspetto, ma anche su una forte etica del lavoro. Ha trasformato le sue esperienze in veri e propri manifesti di autenticità. Eppure, una carriera così sfavillante non è senza ostacoli. Essere una top model internazionale significa viaggiare costantemente, un ritmo che può fiaccare anche le energie più inarrestabili. Bianca ha dovuto equilibrare la vita personale con quella professionale, affrontando le critiche che talvolta possono essere spietate. Ma lei, come un gabbiano tra le onde del mare, ha saputo volare alto, incurante delle tempeste. Protagonista di innumerevoli momenti iconici, Bianca Balti ha lasciato un segno indelebile nel mondo della moda. Eppure, quella sua capacità di entrare in sintonia con il pubblico è quello che la rende veramente speciale. Non si tratta solo di indossare abiti meravigliosi o di muoversi con grazia felina. È la sua capacità di raccontare storie attraverso uno sguardo o un gesto. Guardando ai trend attuali su TikTok, dove i fashionista emergenti la considerano una musa, Bianca ha dimostrato di essere molto più di una semplice top model. È una narratrice visiva che continua a ispirare con la sua storia. Con umiltà e determinazione, ha affrontato il suo percorso con una forza che va oltre la superficie luccicante della moda. Una vera icona con un cuore d’oro. RAPPRESENTARE LA BELLEZZA CONTEMPORANEA Bianca Balti non è solo un volto noto della moda, ma un vero e proprio simbolo di una bellezza moderna, quella che non rientra nei vecchi canoni ormai logori e ristretti. In un mondo saturo di immagini perfette e irraggiungibili, lei è come una ventata d’aria fresca. E questo, diciamocelo, è uno dei motivi per cui tantissime giovani donne la seguono e la amano. Bianca non ha paura di mostrarsi per quella che è, con tutte le sue sfumature. E questo la rende incredibilmente autentica. Un giorno è stata vista camminare per le strade di Milano con un make-up minimal e un sorriso disarmante. Così semplice, eppure così magnetica. Perché Bianca riesce a veicolare un messaggio potente: la bellezza vera non è quella patinata, ma quella che emerge dalla naturalezza. L’IMPEGNO PER UN’IMMAGINE INCLUSIVA In un’epoca in cui l’inclusività è il grido di battaglia di molti brand, Bianca Balti si distingue per il suo inconfondibile modo di promuovere una bellezza autentica e senza filtri. Non è raro vederla discutere di diversità, sostenendo la necessità di abbattere quegli stereotipi obsoleti che ci costringono in ruoli troppo stretti. Ha partecipato a campagne pubblicitarie dove la bellezza femminile è celebrata in tutte le sue manifestazioni, dalle più classiche alle più inconsuete. E quando parla di body positive? Ecco, lì Bianca brilla. Lo fa in modo semplice, magari postando una foto in cui scherza sui suoi piccoli difetti – che poi difetti non sono. UN PROMEMORIA PER ESSERE SE STESSI Se dovessimo individuare il segreto del suo fascino, potremmo dire che Bianca Balti incarna e promuove una bellezza che è finalmente liberatoria. Con la sua audacia nel mostrarsi com’è, invita le persone a fare lo stesso. E questo è un messaggio che va ben oltre le passerelle. Una volta ha raccontato di quella volta che, durante un photoshoot, ha rifiutato di farsi ritoccare le foto perché, diceva, «non voglio sembrare qualcun altro quando mi guardo allo specchio». E questo gesto ha fatto pensare tante persone. Come quelle battaglie che combattiamo quotidianamente davanti al nostro riflesso. IMPATTI E ISPIRAZIONI Insomma, Bianca Balti è molto più di una semplice modella. È un’ispirazione vivente per chiunque desideri vedere la bellezza con occhi nuovi. Se le passerelle erano una volta dominate da volti e corpi uniformi, oggi grazie a persone come lei assistiamo a una rivoluzione del concetto di bellezza. E in un’età dove le app di ritocco e i filtri la fanno da padrone, chi non vorrebbe un’amica sobria e sincera come Bianca? Ti ritrovi a seguirla non solo per il suo lavoro, ma perché riesce a infondere quella dose di autostima e accettazione personale che a volte il mondo esterno cerca di scalfire. Che tu sia una fan accanita o solo un’osservatrice, è probabile che il suo esempio ti abbia, in qualche modo, toccato. E magari, grazie a lei, hai trovato il coraggio di essere te stessa, abbracciando la tua unicità. Non è questa la vera bellezza? LA VITA OLTRE I RIFLETTORI Quando pensiamo a Bianca Balti, la nostra mente si affolla di immagini di passerelle scintillanti, flash di macchine fotografiche e copertine di riviste patinate. Ma dietro le quinte di questo glamour c’è una donna che naviga con sensibilità e intelligenza la complessità del ruolo di madre e moglie. Bianca, infatti, non è solo una top model straordinaria; è, prima di tutto, una persona con profondi legami familiari. La sua relazione con Matthew McRae è stata per lei una nuova alba, dopo un matrimonio precedente che aveva lasciato delle ombre. Con McRae, Bianca ha trovato un compagno che la supporta e la comprende in ogni suo aspetto, una dinamica che sembra funzionare come uno di quei filtri facciali che aggiungono brillantezza alle normali foto su Instagram, rendendo tutto più luminoso e autentico. La loro unione è stata suggellata da un matrimonio intimo e sentito, lontano dalle luci dei riflettori, proprio come voleva Bianca. Un evento che, più che un’altra occasione mondana, è stato un giuramento d’amore inciso nei cuori. Essere madre è un’altra delle sfide che Bianca affronta con una grazia tutta sua. Con due figlie, Matilde e Mia, la vita è un mix dinamico tra carriere e giochi, un equilibrio che a volte sembra sospeso come in uno dei momenti più incerti di un video su TikTok. Bianca ha sempre parlato apertamente del conciliare la sua carriera stellare con la maternità. Non è un compito da poco, eppure lei riesce a bilanciare il tutto con un mix di disciplina e spontaneità. * Un esempio di come riesce a gestire gli impegni lavorativi? Pianificando i suoi shooting fotografici in modo da esser presente nei momenti importanti delle sue figlie. * È una di quelle mamme che usa un’app di messaggistica per tenere sotto controllo i compiti scolastici, ma che non rinuncia a portare le sue figlie a scuola quando ha tempo. * Bianca crede fermamente che i momenti familiari siano come quelle canzoni che ti rimangono in testa: indimenticabili e sempre pronti a emergere anche nei momenti più inaspettati. Com’è, quindi, la quotidianità di una supermodella fuori dalla passerella? Sorprendentemente semplice e radicata in valori solidi. Vive il ruolo di madre come una delle esperienze più gratificanti, che l’ha resa più consapevole e attenta. Bianca non esita a condividere con il mondo i suoi pensieri più intimi e vulnerabili, mostrando che l’eleganza e la forza non sono mai venute meno nemmeno nella sua sfera domestica. Poi c’è il rapporto unico con la natura e il piacere di passare tempo all’aria aperta. Immagina Bianca che, con passo leggero, cammina per prati verdi tenendo per mano le sue bambine, un po’ come una scena da film vintage che non passa mai di moda. Adora insegnare loro l’importanza del rispetto per l’ambiente, un altro tema che le sta molto a cuore. Bianca Balti ci insegna, con la sua storia personale, che anche nelle vite che sembrano perfette dall’esterno ci sono sfide quotidiane da affrontare. Ma con un po’ di amore e perseveranza, ogni giorno può essere vissuto con gratitudine e serenità. E chi lo sa, magari anche con un make-up impeccabile, perché lo spirito di una modella non va mai in vacanza! IL CUORE GENEROSO DI BIANCA: IL SUO IMPEGNO SOCIALE Bianca Balti non è solo una delle modelle più affascinanti al mondo, ma è anche una vera e propria forza della natura quando si tratta di usare la sua voce per cause importanti. Sta trascinando i riflettori non solo sulle passerelle, ma anche su questioni che le stanno a cuore. Ecco perché Bianca affascina tutti: quella sua armonia tra eleganza esteriore e forza interiore è qualcosa di raro. Potremmo dire che la sua carriera di modella l’ha preparata a rappresentare e a difendere i suoi valori con la stessa determinazione con cui calca una passerella di alta moda. Ma attenzione… Bianca nel suo cuore custodisce una determinazione feroce nel sensibilizzare il pubblico sui problemi di salute, in particolare quelli legati al cancro al seno. Una causa che ha abbracciato con il sorriso di chi sa di poter fare la differenza. Come quel giorno in cui ha condiviso sui social la sua decisione di sottoporsi a un intervento preventivo per ridurre il rischio di cancro al seno. Non si trattava solo di un post, ma di un atto di coraggio che aveva lo scopo di incoraggiare altre donne a essere proattive riguardo alla propria salute. Diciamocelo: non molte celebrità avrebbero la stessa apertura e trasparenza nel condividere un tema così intimo con il loro pubblico. Nel mondo caotico dei social media, Bianca utilizza le sue piattaforme in modo davvero unico. Piuttosto che limitarsi a postare immagini glamour, se ne serve per amplificare messaggi di importanza sociale: * Parla di sostegno a favore delle giovani donne e delle mamme single. * Discute apertamente di accettazione e autostima, tornando ancora e ancora al concetto che la vera bellezza nasce dall’amarsi e accettarsi per ciò che si è. * Insomma, non solo una top model, ma anche una vera modella di virtù. E la lista non finisce qui. Bianca si è attivata anche nelle questioni ambientali, sostenendo importanti iniziative ecologiche. Per esempio, ha partecipato a campagne di sensibilizzazione riguardo all’importanza di ridurre il consumo di plastica, e lo fa con un entusiasmo contagioso che ispira chiunque la segua. E poi ci sono gli incontri con i giovani, quelli delle scuole, dove parla loro di autostima e della bellezza di uscire dagli schemi imposti dalla società. Questa sua capacità di coniugare carriera e passione per le giuste cause mostra il lato più caratteriale e valoriale di Bianca, un lato che lei espone con fierezza e autenticità. Si può dire che l’impegno sociale di Bianca Balti sia il riflesso più vero di un animo nobile che non conosce barriere, un esempio di come si possa vivere una vita piena di significato oltre le lusinghe del mondo della moda. Insomma, Bianca è una di quelle persone che, con il loro esempio, illuminano il cammino di chi ha perso un po’ la bussola. E non perché si ponga su un piedistallo, ma perché sta tra la gente, con un sorriso capace di trasformare il mondo, un cuore che batte per le giuste ragioni… E, tanto per dare il colpo di grazia all’idea della modella perfetta, lo fa pure con un’ironia che ci ricorda di non prenderci mai troppo sul serio. RELAZIONI E RAPPORTI PERSONALI Bianca Balti è una di quelle persone che si illuminano quando parlano dei propri cari. Non è solo una top model, è anche una madre e un’amica fidata. Le relazioni interpersonali di Bianca rivelano una donna che punta sulla genuinità e l’intimità, due qualità rare nel mondo scintillante della moda, ma che lei difende con tutta se stessa. Cominciamo dalla famiglia. Bianca è madre di due splendide bambine, Matilde e Mia, e nel corso degli anni ha sempre tenuto le sue ragazze al di sopra di tutto. Questo affetto traspare dai numerosi aneddoti che racconta con il sorriso di una mamma orgogliosa. Descrive le serate passate a leggere favole come se fossero appena uscite da un dipinto di Norman Rockwell, e ogni avventura con le figlie diventa una piccola epopea di vita quotidiana. Durante un’intervista, ha detto che una delle lezioni più importanti che vuole trasmettere loro è la capacità di essere autentiche e fedeli a se stesse, un messaggio che sa di eternità. Poi c’è il mondo dell’amicizia. Bianca ha un circolo ristretto di amici a cui è legata da anni. In un settore dove le amicizie sincere sono spesso ombre fugaci, lei è riuscita a costruire legami profondi. Un esempio? Le sue lunghe chiacchierate con la collega e amica Eva Riccobono, durante le pause delle sfilate. Spesso, le due si rifugiano in un angolo, lontano dalle luci e dai flash, per discutere di tutto, dalle nuove tendenze di TikTok ai meme più esilaranti della settimana. “Ridevamo fino alle lacrime,” confessa ridendo Bianca, mentre si ricorda di quel meme che raffigurava una capra che urlava come un tenore. E non dimentichiamo la sua capacità di creare legami speciali anche nel mondo del sociale. Con amici come Chiara Ferragni, con cui condivide la passione per l’impegno sociale, Bianca ha partecipato a numerose iniziative benefiche. Questa sinergia alimenta amicizie che vanno oltre il superficiale, basate su valori condivisi e una visione comune di un mondo migliore. Ma forse il dettaglio più sorprendente delle sue relazioni personali è la sua continua voglia di scoprire e imparare dalle persone. Bianca è come una spugna emotiva, assorbe esperienze e saggezze altrui, restituendo sorrisi e rispetto. Non è raro sentirla parlare con persone comuni alle quali dedica un’attenzione speciale. Come quella volta in cui ha trascorso un’ora a chiacchierare con il tassista di Milano che l’aveva riconosciuta. Fuori dalla routine delle passerelle, Bianca trova ispirazione nei racconti di vita autentici e semplici, e questo arricchisce non solo lei, ma anche chiunque abbia la fortuna di incontrarla. Le relazioni di Bianca non sono costruite sulla forza del numero, ma sulla qualità. Ogni legame, piccolo o grande, viene coltivato con la stessa cura di un abile giardiniere, e questo rende la sua presenza una sorta di bolla di calore e umanità in uno scenario che spesso può sembrare freddo e distante. Una vera e propria maestra di relazioni, Bianca ci dimostra che l’autenticità non è solo uno slogan, ma un percorso di vita da coltivare con amore e dedizione. LA FORZA NEL SUPERARE LE AVVERSITÀ PERSONALI La vita di una top model come Bianca Balti può sembrare scintillante e priva di problemi, ma sapete cosa? Anche lei ha dovuto affrontare sfide personali che avrebbero potuto fermarla. Affrontando momenti difficili, Bianca ha dimostrato non solo di avere una carriera mozzafiato, ma anche un cuore impavido. Uno dei momenti più impegnativi per Bianca è stato quando ha dovuto confrontarsi con la salute mentale, una questione che molte persone, anche all’apice del successo, si trovano a gestire. In un’intervista sincera, ha condiviso il suo percorso, parlando dei giorni in cui tutto sembrava straordinariamente pesante. La sua trasparenza nel trattare questi argomenti richiama alla mente come anche le vite che sembrano perfette sui social possano nascondere battaglie invisibili. Le sue ancore? Eccole: * La meditazione e pratiche di self-care: Bianca ha trovato conforto e forza in attività che la aiutano a centrarsi, come la meditazione e il mantra “un giorno alla volta”. * Il supporto di amici e familiari: non è da sottovalutare il potere delle relazioni affiatate che le hanno fornito un sostegno fondamentale nei momenti di debolezza. LE SFIDE DELLA VITA PERSONALE Se parliamo di resilienza, non possiamo ignorare le sfide personali che Bianca ha affrontato nella sua vita privata. I matrimoni e le separazioni emozionano sempre, ma superare queste vicende con grazia e dignità è cosa rara. Bianca ha attraversato una separazione pubblica e complessa, che avrebbe potuto abbatterla. Eppure, ha scelto di affrontare la situazione con coraggio e determinazione, sempre mantenendo al centro l’interesse dei suoi figli. Nel bel mezzo di tali situazioni, quella che emerge è una grande lezione di vita: la capacità di reinventarsi. Bianca ha trasformato il dolore in motivazione per costruire una nuova vita, continuando a fare ciò che ama senza mai compromettere i suoi valori e le sue priorità personali. EPISODI DI RESILIENZA E CORAGGIO Un altro ambito esemplare della sua resilienza è l’accettazione e l’amore per sé stessa. Come molte altre donne, Bianca ha affrontato momenti in cui ha messo in dubbio il proprio valore, in gran parte a causa delle rigide aspettative del mondo della moda. Nonostante ciò, ha sempre fatto un passo avanti, rivendicando il suo spazio ed esprimendo un’indiscutibile autenticità. Forse è per questo che la vediamo sostenere le cause a lei care con tale passione, come nell’impegno verso la sostenibilità nel fashion e la promozione di un’immagine corporea positiva. In questi casi, Bianca dimostra coraggio non solo nel parlare, ma anche nel prendere posizione pubblicamente, influenzando positivamente coloro che la ammirano. Bianca Balti rappresenta una figura complessa e ispirante: una donna che non ha paura di mostrare le sue vulnerabilità, che affronta le sfide con tenacia e trasforma gli ostacoli in occasioni di crescita. Possiamo davvero imparare qualcosa da lei, non solo a livello professionale, ma anche personale. Capite perché è così ammirata? Non è solo una top model, è la rappresentazione vibrante della resilienza stessa. Ed è esattamente questo che la rende un’icona da seguire. IL FUTURO DI BIANCA NEL MONDO DELLA MODA Ragazze, vi dico una cosa: se c’è qualcuno che sa reinventarsi, quello è Bianca Balti. Già, avete visto come ha saputo saltare da una passerella all’altra con quella sua eleganza innata? Ora immaginatevi il suo futuro, che promette di essere altrettanto sfavillante e pieno di sorprese. Non dimentichiamoci delle sue scelte coraggiose e, perché no, delle sue deviazioni dal percorso standard che ci aspettiamo da una top model. Parlando di progetti futuri, ci sono alcune voci che girano riguardo alla sua presenza attiva nel mondo digitale. Bianca potrebbe facilmente diventare una di quelle influencer che non solo sfoggiano outfit spettacolari, ma che hanno anche qualcosa di significativo da dire. Immaginate un canale YouTube o un profilo TikTok dove, tra un look del giorno e una sfilata, ci racconta qualcosa di profondo, magari legato a temi di sostenibilità o body positivity. Sarebbe il suo modo di mescolare moda e contenuti di valore, e questo renderebbe il mondo un posto un po’ migliore. OLTRE LA MODA: NUOVE AVVENTURE E poi, chi dice che Bianca non possa dedicarsi al cinema? La moda e il cinema vanno a braccetto da sempre, e un volto espressivo come il suo sarebbe perfetto per il grande schermo. Magari la vedremo in una serie su Netflix che ci tiene incollate al divano per tutto il weekend, oppure in qualche film europeo raffinato. Bianca, con la sua allure unica e la sua versatilità, potrebbe esplorare diversi ruoli, mostrando un’altra sfaccettatura del suo immenso talento. Io la vedrei bene in un thriller psicologico, o in un dramma romantico da farci piangere tutte le lacrime. Mentre parliamo di progetti, non dimentichiamo le sue iniziative imprenditoriali. È già stata ambasciatrice di diverse marche, ma le vogliamo vedere creare qualcosa tutto suo. Immaginatevi una linea di abbigliamento che riflette il suo stile personale: chic, ma accessibile. O magari una linea di skincare che abbina bellezza ed etica, pensata per noi che vogliamo sentirci bene dentro e fuori. Si potrebbe addirittura buttare su un profumo che ci trasporti in un giardino italiano: qualunque sia il progetto, sono sicura che lascerà un segno. UN’IMPRONTA DURATURA Pensando oltre al successo apparente, c’è da scommettere che Bianca continuerà ad avere un impatto positivo anche grazie al suo impegno personale. Sì, perché la moda è solo una parte del suo mondo. I suoi sforzi per sostenere cause che le stanno a cuore, come il benessere mentale e la parità di genere, potrebbero portarla a lavorare con ONG o a promuovere campagne sociali. E poi, non scordiamolo, ha un cuore grande così. Bianca è una di quelle persone che ci fanno sperare in un mondo migliore, sapete? E la cosa fantastica è che lo fa sempre con il suo sorriso contagioso e la sua straordinaria determinazione. Nel suo futuro, vediamo un arcobaleno di possibilità, proprio come i filtri su Instagram che non smettono mai di affascinarci. Il suo viaggio è ancora in corso e noi non possiamo fare a meno di essere emozionate per tutto ciò che verrà. Che ne dite? Bianca è pronta a brillare più che mai, e noi siamo qui per applaudirla lungo il cammino. The post Bianca Balti: un’icona della moda con un cuore d’oro appeared first on The Wom.
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