
Iris Law, tra stile, personalità e cambiamento: il fascino della nuova generazione
- The Wom - Tuesday, October 21, 2025
Getty Images- Nome completo: Iris Tallulah Elizabeth Law
- Data di nascita: 25 ottobre 2000
- Luogo di nascita: Santa Monica, California, USA
- Segno zodiacale: Scorpione
- Altezza: circa 1,65 m
- Partner: relazione con il modello Jyrrel Roberts (fonti recenti 2023)
- Genitori: Jude Law e Sadie Frost
- Figli: nessuno
- Fratelli/Sorelle: Rafferty Law, Rudy Law, e diversi fratellastri/ sorellastre
- Instagram: @lirisaw
Dalle passerelle alla TV la carriera di Iris Law
La carriera di Iris Law, bisogna dirlo, è la dimostrazione che essere “figlia di…” può essere un punto di partenza, ma non basta affatto per brillare in un mondo dove tutti vogliono emergere: serve coraggio, serve spirito, serve quel non so che che ti fa ricordare con uno sguardo solo. E Iris Law, ragazza inglese con la pelle trasparente e gli occhi chiari come un venerdì mattina a Londra, ha dimostrato, passo dopo passo, che sa camminare benissimo anche con scarpe decisamente grandi ai piedi.
Tutto inizia (come spesso accade) quasi per caso. Gli scout della moda la notano giovanissima, ma Iris Law non è l’ennesima “figlia di” dall’atteggiamento svogliato. No, lei anche nei primi shooting, per esempio quelli per *Miu Miu*, aveva già un modo tutto suo di stare davanti all’obbiettivo: quella posa sempre un po’ sfidante, la testa leggermente inclinata come se ti chiedesse “davvero pensavi di aver visto tutto?”. Così, nel giro di poco, da *ragazza della porta accanto* con un profilo Instagram fresco e spontaneo, si trasforma in una delle muse più richieste dei brand di punta.
I grandi la vogliono: *Burberry* la sceglie per una campagna che esalta la classicità inglese. *Dior* – perché ok, la Francia ama i volti particolari, ma qui serve personalità – la chiama per dare un twist giovane e irriverente anche ai look più sofisticati. E nel frattempo arrivano Miu Miu, Versace, Marc Jacobs. Ogni volta, Iris Law sa essere diversa. Io ricordo di aver visto uno shooting per Vogue e aver pensato: questa ragazza può giocare con il proprio stile come si fanno i reel su TikTok – oggi romanticismo preppy, domani energia punk, dopodomani con una blusa anni ’90 e lo sguardo che spacca lo schermo.
Tutto questo sarebbe già abbastanza. Ma no: Iris Law, che sembra avere il radar puntato dove soffia il vento giusto, decide di sperimentare e lo fa proprio nel modo più radicale. Sceglie il fashion system londinese – quello delle *London Fashion Week* piene di eccentricità, beauty look strani e coolness spinta – come palestra per il suo carattere camaleontico. Qui può permettersi di azzardare: minigonne tartan, abiti destrutturati, make-up luminescenti, capelli biondo platino (che a lei stanno, diciamocelo, meglio che a chiunque altro).
Ma se la moda la ama, per Iris Law il gioco si fa interessante solo quando la sfida richiede una vera metamorfosi. Qui arriva la svolta. Viene infatti scritturata per la miniserie “Pistol”, diretta da Danny Boyle, che racconta la nascita dei Sex Pistols e del movimento punk londinese. Iris Law interpreta Soo Catwoman, una delle icone punk della scena, e per entrare nel personaggio prende una decisione che ha il sapore delle scelte rock: si rasa i capelli a zero. Sì, avete letto bene – non uno di quei crop cut a la Twiggy, proprio zero. E non è solo una trovata da copertina. È una presa di posizione. Una scelta che parla di coraggio, autenticità e libertà da qualsiasi diktat estetico: si toglie i capelli come una corazza, e si mette a nudo – letteralmente! – davanti a pubblici e critiche.
Non è un caso se, dopo la serie, i feed di Instagram si riempiono di ragazze che postano i loro #shorthair moments citando il look di Iris Law. Perché è così che funzionano le vere icone: lanciano segnali, rompono lo schema e d’improvviso centinaia di altre pensano “lo faccio anch’io!”.
Quello che colpisce è che Iris sembra non restare mai nello stesso posto. Se la moda richiede grazia e camaleontismo, il cinema – e soprattutto le serie che raccontano storie fuori dai soliti cliché – vogliono carattere autentico. Lei, con quell’aria piatta ma densa di elettricità, conquista una nuova platea. Non sarà il classico percorso da modella/attrice: i ruoli che sceglie sono sempre un po’ fuori dal coro, proprio come lei. E questa dimensione internazionale – la vedi a un evento cool a Parigi, poi in tv a Los Angeles, poco dopo alle sfilate di Londra – racconta di una ragazza che sa parlare a generazioni diverse, che non si fa mettere in un angolo, mai.
Insomma, Iris Law ha capito che la sua carriera non è solo questione di volti e passerelle, ma di identità e di storie da raccontare. E mentre il mondo della moda e dello spettacolo storce spesso il naso davanti a chi si muove “troppo velocemente” tra i due settori, lei sembra dire “chi ha detto che non si può?” – e il bello è che, con il suo stile, tutto sembra davvero possibile.
Figlia d’arte: quando il cognome è quasi un destino
Crescere in una famiglia come quella di Iris Law non è esattamente come alzarsi per andare a scuola ogni mattina da mamma prof e papà impiegato, diciamolo. Da una parte c’è Jude Law, sì, proprio lui, l’attore che fa innamorare tanto nei panni del giovane Dumbledore quanto (un tempo) in quelli di Alfie. Dall’altra Sadie Frost, attrice e stilista, musa alternativa della Londra anni Novanta, mente creativa e cuore ribelle. In mezzo — o meglio, tra loro — c’è Iris, che fin dall’inizio sente la pressione e il magnetismo di una famiglia dove la creatività si respira a pieni polmoni.
Da piccola, mentre molte coetanee si perdevano tra le Barbie, Iris aveva per “gioco” le chiavi di backstage, le polaroid di shooting improvvisati, i dinner party pieni di personaggi eccentrici e innamorati dell’arte. Lo racconta spesso con naturalezza, senza toni da “figlia di”, ma con quella consapevolezza genuina di chi sa di essere seduta — se non proprio sulle spalle — almeno accanto a giganti.
Getty ImagesUn clan allargato: fratelli, sorelle e… Kate Moss
Non si può parlare della famiglia di Iris senza menzionare la sua crew personale: Rafferty Law, fratello maggiore, modello e musicista, con quell’aria un po’ bohémienne, un po’ rockstar. E poi Rudy, fratellino, più riservato ma sempre presente quando si tratta di condividere abbracci e momenti privati lontano dai riflettori. Il senso del clan è sempre forte: basta guardare le foto delle loro rarissime reunion — occhi chiari che ti trapassano, sorrisi simili, un modo di stare insieme che, nei piccoli gesti, suggerisce un affetto autentico.
A completare il quadro, c’è una figura che tutte vorremmo nella nostra family chat di WhatsApp: Kate Moss, madrina di Iris. Sì, la supermodella delle supermodelle, quella che ha inventato il cool britannico. Immaginate come deve essere crescere ricevendo consigli di stile davanti a un tè (che poi magari è uno spritz, chi lo sa) direttamente da lei? Anche qui, però, niente soggezione. Anzi, Iris ama raccontare che Kate — per lei una specie di “zia cool” — le ha insegnato più la semplicità che la posa, più il coraggio di essere se stessi che l’ossessione per la perfezione.
Il privilegio (anche mentale) di una casa fuori dal comune
Quando si cresce circondati da così tante personalità creative, è facile cadere nell’ombra, oppure lasciarsi travolgere. Invece Iris ha scelto la terza via: osservare, ascoltare, rubare con gli occhi e anche mettersi in discussione. Lei stessa ha detto che “a casa mia, la diversità di opinioni era la norma”, quindi già da piccola le veniva naturale difendere le sue idee anche durante una semplice cena (“ci sono discussioni che sembrano uscite da una serie dramedy su Netflix!”).
– Non c’è mai stato l’obbligo di seguire una strada, anzi.
– Ogni passione, ogni inclinazione era accolta come una sfida interessante, non come un dovere familiare.
– Da Jude Law ha imparato la dedizione per il lavoro: sveglia presto, discipline ferree, ma anche la gioia di lasciarsi andare al gioco e allo stupore.
– Da Sadie Frost ha assorbito la libertà di espressione: “vestiti, muoviti, pensa fuori dai binari”, era la regola non scritta.
Questa atmosfera ha alimentato nei fratelli Law una sorta di fiducia nel cambiamento: si può cambiare taglio di capelli (o radersi del tutto!), si può passare dalla moda al cinema senza chiedere permesso a nessuno.
I valori: empatia, libertà e un pizzico di follia
Il testimone più forte che Iris raccoglie da famiglia e figure guida come Kate Moss è, probabilmente, quello dei valori. Nella sua visione sono fondamentali:
- L’empatia, ovvero la capacità di non sentirsi mai migliori degli altri solo per un privilegio di nascita, ma anzi, mettere sempre una parola buona — anche sui social, dove di haters ce n’è abbastanza per tutti.
- La libertà di cambiare, di sbagliare e di ricominciare tutto da capo.
- Il rispetto delle diversità, che a casa Law non era solo un discorso tra adulti “impegnati”, ma qualcosa che si sperimenta ogni giorno tra fratelli dai caratteri opposti.
- Un certo gusto per la follia costruttiva: serate assurde, look inaspettati, decisioni prese “di pancia”, che spesso portano più lontano di mille piani precostituiti.
Questi principi sono diventati il suo scudo emotivo e, al tempo stesso, il motore delle sue scelte professionali. La presenza di genitori attenti ma mai ingombranti, la complicità con i fratelli e il confronto con Kate Moss (che di ribaltamenti e rinascite se ne intende!) danno a Iris la libertà di abbracciare il cambiamento come una routine. E quindi sì, anche se il talento sembra “di casa”, quella scintilla di unicità — che non si eredita ma si sceglie ogni giorno — è tutta sua.
Getty ImagesTra riflettori ed emozioni vere: gli amori di Iris
Quando si parla di amori sotto i riflettori, sembra sempre tutto più glamour, perfetto, extra. Ma la realtà – quella di Iris, almeno – è fatta di dolcezza, dubbi e scazzi come per ogni ragazza della sua età. Certo, è vero: la sua storia con Jyrrel Roberts – il modello dal sorriso magnetico e dalle treccine inconfondibili – ha fatto scatenare i tabloid inglesi, i meme su TikTok e, diciamolo, anche una discreta dose di invidia tra noi comuni mortali. Quello che colpisce però, nel modo in cui Iris vive l’amore, è questa strana miscela di coraggio e autenticità.
L’ha detto più volte: “Voglio essere amata per quella che sono, non per chi dovrei essere”. Più che una frase da agenda, è un vero mantra per sopravvivere in quel mondo lì, dove ogni foto rubata può diventare notizia, ogni sguardo equivale a un titolo clickbait. Con Jyrrel, la complicità era evidente: foto insieme ai festival, sorrisi non posticci, outfit che gridano “noi siamo felici, che vi piaccia o meno”. Zero pose plastiche, zero PDA esagerati (anzi, a volte una carezza fugace sembra più cinematografica di mille baci social).
Vivendo nel limbo paradossale tra la privacy cercata e l’attenzione che ti piove addosso gratis, Iris sembra aver trovato un suo equilibrio. Lo sapevate che durante la pandemia i due hanno trascorso lunghe settimane chiusi in casa, tra playlist create a quattro mani, pancake bruciati e maratone di serie su Netflix (con quei classici litigi tipo: “Stavi guardando la puntata senza di me?”)? Un amore vissuto “alla pari”, dove il lavoro di entrambi non diventa né competizione né pretesto per gelosie tossiche. Questo, nel microcosmo caotico e snervante delle celebrità, è già una piccola rivoluzione.
Gli intrecci di amicizia: alleanze vere oltre il filtro effetto spa
Ma il cuore di Iris non è solo riservato agli amori, anzi. Le sue amicizie hanno spesso lo stesso valore – se non di più – dei grandi amori da copertina. Tipo quelle con altre giovani del mondo moda, attrici indie e creative che si muovono tra Londra, Parigi e New York come se fossero linee della metropolitana. Avete presente la crew che compare quasi sempre nei suoi post? Ecco, in quella banda ci sono legami veri e sinceri, alcuni nati tra set polverosi e backstage surreali (“sai che quella volta ho dovuto finire di struccare la mia amica a luci spente perché era in crisi pre-sfilata?”), altri in momenti di pura noia e risate.
Vi racconto una cosa: Iris è famosa tra le amiche per questi piccoli rituali “antisnob”, tipo le serate ramen, i giochi scemi da infanzia (Twister, ma con le tute da sera). C’è chi giura che la sua capacità di ascolto sia quasi terapeutica, soprattutto dopo giornate pesanti tra catwalk e shooting. Insomma, nulla a che vedere con le amicizie di facciata, quelle che esplodono poi in qualche tweet polemico. Da Iris è proprio difficile aspettarsi tradimenti in stile “Gossip Girl”, piuttosto qualche selfie in pigiama o battutine ironiche che scaldano il cuore.
- Le sue amicizie più solide sono quasi sempre:
- Fuori dal circuito mondano ossessivo
- Improntate a un supporto mutuale, zero competizione
- Nate dall’incontro casuale, non da strategie di PR
Un esempio? La complicità con Stella Jones, con cui è stata vista spesso alle feste londinesi più cool, ma anche a improvvisare pomeriggi tranquilli, tra chiacchiere infinite sui sogni e confessioni a cuore aperto su quanto sia difficile essere sempre “al top”. Un’altra sua abitudine è quella di condividere piccole conquiste (una parte importante ottenuta, una collaborazione con un brand innovativo) non solo online, ma proprio nelle chat di gruppo delle amiche, chiedendo consiglio e cercando approvazione vera, non like programmati.
Amori e amicizie: il lato fragile e quello indomabile
Vivere rapporti sotto i riflettori, specialmente a vent’anni, significa rischiare di confondere l’affetto vero con il bisogno di apparire. Iris, però, sembra avere questo sesto senso per distinguere chi è lì per lei, e chi solo per la foto virale. Sul suo profilo Instagram, ad esempio, non tutte le storie diventano dichiarazioni pubbliche: spesso preferisce condividere momenti privati solo con la “Close Friends List”, un piccolo gesto che racconta molto più di mille dichiarazioni. È proprio questa scelta radicale della privacy intelligente, portata avanti con naturalità, a mettere in crisi gli schemi tipici delle “it-girl”.
E se qualche love story (passata o futura) dovesse finire male? Per ora, Iris dà l’impressione di saper ripartire da sé stessa, di ricostruirsi tra lacrime e ironia. Una lancia spezzata a favore della vulnerabilità, quella vera, che non viene mai nascosta ma semmai vissuta e rielaborata. È un atteggiamento raro, specie quando hai una telecamera sempre puntata addosso. In fondo, essere giovani e innamorate sotto i riflettori è un po’ come camminare in bilico su una fune, ma farlo con la leggerezza che Iris mostra è, diciamolo, una vera forma d’arte.
Il valore dell’identità: storia di un carattere forte e originale
Iris Law è una di quelle ragazze che, anche solo guardandola per pochi minuti, ti costringono a rimettere in discussione certe etichette. Possiede quella personalità magnetica ma mai arrogante, che si porta addosso con naturale leggerezza, quasi non fosse consapevole di quanto possa spiazzare chi le sta accanto. Il suo modo di affrontare le sfide – sì perché, spoiler, anche chi viene da una famiglia celebre non se la passa sempre liscia – è fatto di un mix di autoironia, ostinazione e profonda fiducia nelle proprie scelte. Non fa sconti a se stessa e trasmette quella sensazione di “Ti piace? Bene. Non ti piace? Pazienza.” che richiama la libertà vera.
Uno dei suoi tratti distintivi, secondo me, è proprio la capacità di giocare con le sue insicurezze. C’è da dire che non le nasconde: anzi, spesso le lascia affiorare nelle interviste, o nelle storie su Instagram in cui mostra senza filtri la realtà di una giornata storta, i brufoli post-serata o una capigliatura tagliata di fresco che magari non la convince del tutto. Da qui nasce forse il suo humour, che non ha paura di prendersi in giro e che la rende umana, vicina, irresistibile in quell’unione di dignità e vulnerabilità.
E poi le sue scelte controcorrente! Dal taglio pixie platino – quello drastico, da vera “badass” – adottato come manifesto di emancipazione, fino a certi look street che mischiano vintage anni 2000, capi di sartoria e dettagli rubati alla subcultura rave. Niente sembra mai “di moda” nel senso classico: piuttosto, è “di Iris”. Questa è forse la sua firma più riconoscibile: seguire l’istinto anche se porta fuori rotta rispetto al flusso mainstream. Quando nel 2021 si è rasata completamente per un ruolo, lasciando tutti senza fiato ai fashion show tra Parigi e Londra, Iris non cercava lo scandalo. Cercava se stessa. Lo ha detto chiaramente, sorridendo appena, in una diretta: “Volevo vedermi diversa, sentirmi diversa, magari anche un po’ più vera”. E quanto piacerebbe a tante di noi spalancare quella porta e non temerne gli effetti collaterali!
Spirito libero e nuovi valori
Il sistema valoriale di Iris si avverte nei piccoli gesti, nei dettagli – quelle cose che a volte vedi solo se stai attenta. Si sente fortissimo il suo bisogno di autenticità, anche nei rapporti con gli altri. Non ama le maschere, non le indossa nemmeno per piacere ai fotografi o per compiacere le aspettative del suo entourage. Quando parla di inclusività o di diversità, non ti rifila la solita “lezioncina” politically correct da post su TikTok; piuttosto, fa uscire una frase semplice, magari sgrammaticata, però genuina, tipo: “Non ce la faccio proprio a fingere che vada tutto bene se vedo ingiustizia, capito?”.
Se dovessimo condensare le sue qualità in poche parole, ci verrebbe facile:
- Apertura mentale – che la spinge a studiare, provare, conoscere culture diverse, anche a rischio di sbagliare.
- Determinazione – non mollare davanti alle porte chiuse, nemmeno quando tutto il mondo si aspetta che tu abbia la strada spianata perché ti chiami Law.
- Sensibilità – quella che la fa commuovere durante le sfilate benefiche, o nelle serate a Londra tra amici e artisti sconosciuti, dove la musica conta più dei nomi.
- Autenticità – che è una voce, un modo di camminare, un rifiuto di copiare altri o di annullarsi nel gruppo.
Un episodio che mi viene in mente riguarda la volta in cui Iris, poco prima di un servizio fotografico importante, ha scelto di arrivare struccata e coi capelli in disordine. Il team cercava il perfetto cliché della “figlia d’arte”: lei, invece, si è presentata con un maglione XL rubato all’armadio del babbo, senza temere giudizi. Ha preteso, con garbo e con fermezza, che fossero fatte delle foto “normali”, niente filtri, niente pose da vamp. Hanno dovuto cedere. E sapete che vi dico? Le sue foto più belle sono proprio quelle lì, imperfette e potenti.
Essere sé stessa, sempre
Chi frequenta Iris – e qui lo dico da chi la segue online da anni – racconta che la sua più grande ossessione sia “non perdere la bussola interna”. Per lei, essere fedele a sé stessa non è una cosa facile o scontata. Soprattutto in un mondo dove ogni giorno qualcuno ha un’opinione, un appunto, un confronto inevitabile con gli altri. Però glielo leggi negli occhi: “Vivo per quello che sento, non per quello che pensano gli altri.”
In sintesi, le regole di Iris potrebbero riassumersi così:
1. Sbagliare sì, basta che sia stato per tua scelta.
2. Non seguire la folla solo per paura di stare da sola.
3. Non sacrificare mai la gentilezza per sembrare più forte.
4. Ricordati che la versione migliore di te è quella più vera, non quella più perfetta.
In fondo, Iris Law ci insegna proprio questo: la libertà di non accontentarsi di essere una copia, la voglia di testare limiti e riconoscerli, il bisogno continuo di essere, sempre, sé stessa. Anche quando sarebbe stato infinitamente più semplice scegliere la strada già tracciata. E forse è proprio questo, il suo vero “superpotere”.
Attivismo, cause sociali e consapevolezza: il lato impegnato di Iris
C’è una cosa che distingue davvero Iris Law tra le domande di chi la segue su Instagram: non è solo una faccia bella con genitori celebri, ma una giovane donna che si rimbocca le maniche pure quando c’è da sporcarsi le mani per qualcosa in cui crede. E questa cosa del volersi “sporcare le mani”, ogni tanto quasi letteralmente, la porta avanti con una naturalezza pazzesca, più istintiva che calcolata. Non aspettatevi che Iris predichi dall’alto di un piedistallo, anzi: preferisce i fatti alle affermazioni teoriche, e la sua voce – magari incerta, magari.”raw” come certi suoi look – è sempre parte della conversazione, mai sopra di essa. Non cerca di essere perfetta, e questa autenticità, per chi aspira a uno standard umano e non robotico, è già una forma di rivoluzione.
Se pensate che le figlie d’arte vivano solo di look e red carpet, fermi tutti: Iris non ci sta. Le sue prese di posizione su tematiche come l’ambiente, il body positivity e i diritti delle donne sono state tutto tranne che di facciata. Un dettaglio? Quando dieci influencer su dieci dicevano “sì” a una collaborazione senza farsi domande, lei interrompeva un contratto con un brand se scopriva che la produzione era poco trasparente. Non lo urlava ai quattro venti, ma chi la seguiva se ne accorgeva: un post scompariva, un altro compariva parlando di abiti vintage o di second-hand di lusso su Depop. Insomma, niente prediche, solo micro-scelte quotidiane, a cui lei dà un valore enorme.
Certe piccole rivoluzioni iniziano così, con la costanza più che con i proclami. Iris in questo è bravissima: magari ti spiazza con un reel in cui trova alternative creative allo shopping selvaggio (“L’unico shopping che mi piace è quello in soffitta da mia nonna,” ha scritto una volta, ridendo), oppure dedica Stories a nuove realtà green che stanno facendo il botto nel Regno Unito. E non è solo una questione di moda: il tema della sostenibilità, per lei, abbraccia anche la responsabilità sociale, quindi yes ai talk per Save the Children, no ai brand fast fashion che dietro lo slogan nascondono realtà discutibili.
In concreto, se dovessi fare una “Iris Law activism starter pack”, ci metterei dentro:
- Attività di sensibilizzazione sulla salute mentale, in particolare legata ai social e al rapporto con la propria immagine (ha confessato le sue insicurezze, rispondendo una ad una alle domande delle follower su TikTok)
- Collaborazioni con designer eco-friendly per la creazione di capsule collection che reinventano pezzi già esistenti, senza sprechi né inutili produzioni
- Partecipazione a eventi come la London Climate Action Week, dove ha moderato panel con giovani attiviste
- Costante attenzione al tema della body positivity: invece di far finta che tutto sia perfetto, racconta con ironia le sue giornate no, i brufoli, le paranoie
- Supporto a campagne contro il greenwashing nella moda: per esempio, ha dato voce a petizioni che chiedono più trasparenza nei report di sostenibilità dei grandi marchi
Il suo modo di essere femminista è, a mio avviso, qualcosa di molto “brit”: non una rivoluzione urlata, quanto uno sguardo ironico, tagliente, che non le impedisce mai di essere autoironica. Nelle interviste – tipo quella per Vogue UK che ha fatto il giro di Twitter – sdrammatizza i commenti ricevuti (“La gente pensa che se sei figlia d’arte sia tutto facile. In realtà c’è una pressione pazzesca, anche ad essere sempre una nuova versione di te.”) e trasforma queste pressioni in energia per combattere lo stereotipo della ragazza famosa ma vuota.
Forse la cosa che colpisce di più, ascoltandola, è il suo approccio “condiviso” anche all’attivismo: Iris non vuole prendersi tutto il palcoscenico da sola, anzi, nelle sue campagne chiama sempre altre ragazze, designer emergenti, persino follower – tipo quando ha creato un gruppo WhatsApp con altre creative per discutere idee sulla moda sostenibile, e poi ha chiesto ai suoi fan di contribuire con progetti, suggerimenti, perfino meme motivazionali (“Non si salva il mondo se non ci divertiamo un po’, dai”, dice).
Ci sono poi cause che le stanno particolarmente a cuore, come la tutela della salute mentale tra giovani donne – tema con cui Iris Law è sempre stata sincera, raccontando momenti di ansia o sconforto senza paura del giudizio. “Nessuna è immune”, ripete spesso: detto da chi tutti pensano sia perfetta, è una boccata d’aria fresca. E lo stesso vale per i diritti delle minoranze di genere: senza fare la paladina, ma portando avanti discorsi che normalizzano la diversità nei look, nelle esperienze, persino nella scelta di chi amare o frequentare.
Se dovessi raccontare Iris Law in una parola, direi: consapevolezza. Ma è una consapevolezza imperfetta, senza etichette – più curiosa che giudicante. E, per fortuna, super contagiosa.
Presenza oggi: social, stile e autenticità a fuoco
La prima impressione che si ha di Iris Law oggi? Una ragazza magnetica e camaleontica, che davanti a una platea di milioni di follower non si sforza mai di essere nessun’altra se non sé stessa. Il suo profilo Instagram – che ormai è una galleria irriverente e raffinatissima, tra selfie spettinati e scatti patinati – parla chiaro. Iris Law vive e comunica come in una story dal ritmo punk, con libertà in ogni scelta, dal pixie cut platino ormai iconico (la vedi e ti viene voglia di tagliare tutto), alle foto senza filtri calcanti, ai look che mischiamo subito in un board Pinterest di ispirazione.
Ci sono giorni in cui la scatti in camicia vintage e bucket hat, altri in cui si trasforma per un editoriale con abiti-scultura. Senza una regola fissa, con quello stile da “questo sono io, oggi”, capace di oscillare tra streetstyle urban e quell’eleganza tipicamente inglese, da nuova it-girl Londinese. Vuoi parlare di influencer? Iris Law è qualcosa di diverso. Perché, a vederla sul feed, resta sempre distante da quella posa costruita tipica dei social: ride, si sbizzarrisce con i make-up, commenta, risponde. Si “sporca le mani”, crea. E si percepisce, fortissimo, che sotto quei flash c’è una persona che sa divertirsi con la moda, con se stessa, anche con l’idea di “essere seguiti”.
Nuove collaborazioni, progetti che spaccano (e qualche spoiler)
Negli ultimi mesi, la corsa di Iris Law è tutta in salita. Uno dopo l’altro, i brand le fanno la corte: dal beauty (ricordi la sua campagna per Burberry? Quella con il trucco metallico blu elettrico che ha mandato TikTok in tilt) fino a collaborazioni con marchi indipendenti e sostenibili. E poi, modella o attrice? Nessuna etichetta, lei salta da un set fotografico a un set cinematografico con la stessa energia.
- * Voce protagonista in passerella per Missoni, Dior e Versace, dove il suo incedere sicuro ha rubato la scena.
- * Creativa dietro le quinte, collabora attivamente nella scelta dei concept e delle collezioni, provando a lasciare il suo tocco anche nei piccoli dettagli (come racconta spesso nelle sue stories).
- * Lancio imminente di un progetto che profuma di personale: dopo uno shooting enigmistico in cui comparivano fogli con schizzi e mood board sparsi, i rumors parlano di una capsule a tema genderless o, forse, di un piccolo documentario sull’identità.
Quel che salta fuori, insomma, è che il “prossimo” di Iris non è mai prevedibile. La sua agenda si popola di cose nuove, sempre con quell’incoscienza creativa che è il suo vero marchio di fabbrica. Si circonda di persone e team di generazione Z, ma anche di professionisti storici, in una contaminazione costante. Cioè, chi altri posteresti nella stessa settimana una campagna Dior e un video backstage in totale relax, a ridere tra amiche?
La forza di una comunità (anche online)
Essere seguiti da oltre 700 mila follower – cifra che cresce a vista d’occhio – può sembrare “solo numeri”. Eppure, per Iris Law, quel pubblico non è statico. Fa community vera:
- * Risponde ai commenti, saluta “le girls” con meme privati,
- * Coinvolge le persone in sondaggi ironici (“Quale taglio provo domani? Aiuto kelp!”),
- * Condivide consigli di skincare, stress da giornata no e playlist random (“oggi solo bossa nova o grunge?”).
Le sue stories sono una sorta di diario incrociato, dove emerge una generazione che cerca presenza e autenticità, non solo consigli sulla moda. Moltissime giovani donne raccontano di riconoscersi nella sua vulnerabilità: Iris mostra giornate up e down, senza finzioni, e nessuno si sente fuori posto. A pensarci, seguire Iris Law su Instagram è un po’ come sedersi accanto a una compagna di scuola fuori dagli schemi, capace di essere brillante e sbadata, lontanissima dalla perfezione. E, per questo, tremendamente vicina.
Un’icona imperfetta e in divenire (per fortuna)
L’aspetto più rivoluzionario di Iris Law oggi? La sua capacità di essere “icona” senza mitizzarsi. Non si fa mettere in una scatola dorata, si trasforma, sperimenta, sbaglia. Questo suo “non essere ancora definita” è forse la chiave del suo carisma: si vede lontano un miglio quanto ami il cambiamento. In un mondo dove tutto spinge verso la perfezione, lei gioca la carta della libertà. Sceglie ciò che la rappresenta, anche a costo di cambiare idea spesso, di uscire dalla comfort zone, di “deludere” aspettative.
Ecco perché, alla fine dei conti, Iris Law diventa un modello inedito di modernità. Porta freschezza, coraggio di essere sé stesse anche quando non si è perfette. Invita, indirettamente, a:
- * Seguire le proprie passioni, anche se sembrano strade impossibili,
- * Difendere il proprio spazio e la propria voce, fregandosene dei trend forzati,
- * Trasformare anche le incertezze in forza, tipo superpotere segreto.
In tutto questo, Iris rimane sempre “in costruzione”, senza fermarsi mai. E forse è proprio questo che ci serve: più “icone” reali, meno statue su piedistalli. Una ragazza che, con stile e grinta, ci ricorda che il futuro – anche quello della moda, della creatività, della libertà – può essere riscritto ogni giorno. Senza farsi troppi problemi nel farlo.
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