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Le Dita Nella Presa - Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa Chiudere Internet o riempirlo di propaganda?
Puntata con aggiornamenti vari su disinformazione, censure, alleanze tra BigTech e Usa che mettono in crisi le nostre posizioni. A rallegrarci ci pensa Martha Root e la sua azione contro i siti di dating dei suprematisti bianchi. La disinformazione israeliana continua a trovare un alleato in Google: questa volta la campagna riguarda le ONG sotto attacco. Prosegue il braccio di ferro tra l'Agcom e Cloudflare riguardo al Piracy Shield e alla censura sul DNS: alla multa di Agcom, la risposta potrebbe arrivare dal governo Usa, di cui Cloudflare invoca la protezione. All'ultima edizione del CCC - Chaos Communication Congress - una delle presentazioni mostrava come ci si è potute infiltrare dentro ad un sito di dating di stampo suprematista, riservato a persone bianche, con l'uso di un chatbot. Come ciliegina sulla torta, i dati sono stati pubblicati e il sito cancellato. Conclusione con un approfondimento sul blocco di Internet in Iran. Mentre le proteste vanno avanti, la sera dell'8 Gennaio il blocco è diventato pressoché totale: dall'Iran non c'è più connettività con altri paesi. Ascolta l'audio sul sito di Radio Onda Rossa
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Cloudflare spiega che cosa è successo. Tutta colpa di una configurazione
Lo scorso 18 novembre (intorno a mezzogiorno secondo l'ora italiana) la rete di Cloudflare ha registrato un'interruzione significativa che ha impedito la corretta consegna del traffico verso numerosi siti e servizi che utilizzano la sua infrastruttura. L'incidente è durato complessivamente circa tre ore per il ripristino principale e fino a sera per la risoluzione definitiva di alcuni effetti residui. Ha generato errori HTTP 5xx su scala globale e ha reso inaccessibili piattaforme come X, ChatGPT, Spotify, Zoom, Shopify, League of Legends e molte altre, inclusi dashboard e API di Cloudflare stessa. Cloudflare ora ha spiegato quale sia stata la causa di tutto: essa è da ricondurre a un file di configurazione utilizzato dal modulo Bot Management per identificare e bloccare traffico malevolo o automatizzato. Questo file viene generato automaticamente ogni cinque minuti tramite una query su un cluster di database ClickHouse. Una modifica alle autorizzazioni implementata progressivamente sul cluster per migliorare la gestione dei permessi ha portato a un raddoppio improvviso delle dimensioni del file, che ha superato i limiti gestibili dal software presente sulle macchine responsabili dell'instradamento del traffico. Articolo completo qui
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Cloudflare: l'IA sta distruggendo il web
Il proliferare delle intelligenze artificiale non farebbe altro che danneggiare i creatori di contenuti e i siti indipendenti. Matthew Prince, CEO di Cloudflare (una delle CDN più grandi al mondo), ha lanciato un allarme sul futuro del web durante un'intervista al Council on Foreign Relations: l'intelligenza artificiale starebbe distruggendo il modello di business che ha sostenuto il web per oltre 15 anni. «L'AI cambierà radicalmente il modello di business del web» ha affermato. «Negli ultimi 15 anni, tutto è stato guidato dalla ricerca online» ma ora le cose stanno cambiando: se un tempo la ricerca su Google portava traffico ai siti tramite i famosi «10 link blu», oggi quella stessa ricerca è fatta per tenere gli utenti sulla piattaforma, fornendo risposte e contenuti tramite la IA. Dieci anni fa, per ogni due pagine indicizzate, Google rimandava un visitatore al sito; ora, secondo Prince, servono sei pagine per un solo visitatore, con un calo del 200% nel valore restituito ai creatori di contenuti. Leggi l'articolo su ZEUS News
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