Puntata con aggiornamenti vari su disinformazione, censure, alleanze tra BigTech
e Usa che mettono in crisi le nostre posizioni. A rallegrarci ci pensa Martha
Root e la sua azione contro i siti di dating dei suprematisti bianchi.
La disinformazione israeliana continua a trovare un alleato in Google: questa
volta la campagna riguarda le ONG sotto attacco.
Prosegue il braccio di ferro tra l'Agcom e Cloudflare riguardo al Piracy Shield
e alla censura sul DNS: alla multa di Agcom, la risposta potrebbe arrivare dal
governo Usa, di cui Cloudflare invoca la protezione.
All'ultima edizione del CCC - Chaos Communication Congress - una delle
presentazioni mostrava come ci si è potute infiltrare dentro ad un sito di
dating di stampo suprematista, riservato a persone bianche, con l'uso di un
chatbot. Come ciliegina sulla torta, i dati sono stati pubblicati e il sito
cancellato.
Conclusione con un approfondimento sul blocco di Internet in Iran. Mentre le
proteste vanno avanti, la sera dell'8 Gennaio il blocco è diventato pressoché
totale: dall'Iran non c'è più connettività con altri paesi.
Ascolta l'audio sul sito di Radio Onda Rossa
Tag - AGCOM
Piracy Shield, il sistema italiano per il blocco dinamico dei contenuti pirata
online, impone obblighi significativi sugli Internet Service Provider (ISP)
nazionali. Sin dalla sua attivazione, gli operatori italiani hanno gestito
l'intero carico tecnico e amministrativo del protocollo, inclusi gli adeguamenti
infrastrutturali, gli interventi su DNS e indirizzi IP, e le verifiche continue
per prevenire blocchi errati.
Tuttavia, senza alcuna forma di compensazione economica prevista dalla normativa
iniziale, le associazioni di categoria hanno formalizzato una proposta per
introdurre un meccanismo di ristoro stabile. L'Associazione Italiana Internet
Provider (AIIP) insieme ad Asstel, AIITP, Anie e Assoprovider, propone
l'istituzione di un fondo dedicato con una dotazione annua stimata in circa 9,5
milioni di euro da ripartire tra gli aderenti con una quota fissa per operatore
e una variabile proporzionale al numero di linee attive, sia fisse che mobili.
l’Associazione ha elaborato uno schema di ristoro fondato su criteri oggettivi,
proporzionali e progressivi, pensati per riflettere in modo realistico l’impatto
tecnico del sistema sui diversi operatori.
Leggi l'articolo
Quì alcune dichiarazioni di AIIP
Apriamo sull'Agcom che blocca Google tramite Piracy Shield: il blocco è durato
solo alcune ore, ma mostra come il sistema "antipirateria" sia profondamente
sbagliato. Agcom invece si concentra sul distribuire le colpe: non solo DAZN, ma
persino i provider, i quali rispondono denunciando l'Agcom stessa.
Continuiamo commentando la questione "dossieraggio", e di come i malware non
siano più strumento di competenza "solo" di polizia e magistratura, ma siano
utilizzabili da società di investigazione privato.
Passiamo finalmente al nostro amato trasporto pubblico e in particolare ai
treni. Si inizia a parlare di privatizzazione di Trenitalia, e in particolare
del servizio Alta Velocità; per quanto non ci siano ancora molti dettagli,
vediamo che già si prepara il terreno parlando di una società in difficoltà
economiche che necessita di partecipazione privata per sopravvivere.
Parliamo poi del nuovo modello di attesa dell'autobus a Roma, che almeno nel
nome sembra rispondere alle esigenze della città; un po' meno orientate
all'utente sembrano invece tutte le altre caratteristiche.
Ascolta la trasmissione sul sito di Radio Onda Rossa
Secondo i dati dell'osservatorio trimestrale dell'Agcom, in aumento le
connessioni FTTC e FTTH nel nostro paese, in flessioni il rame mentre cresce
anche il consumo medio medio giornaliero di giga.
A fine giugno 2024 nella rete fissa gli accessi complessivi su base trimestrale
non mostrano variazioni di rilievo, e rimangono attestate intorno ai 20,24
milioni di linee. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio trimestrale
dell’Agcom relativo al primo semestre del 2024.
Le linee in rame si sono ridotte di circa 170 mila unità su base trimestrale e
di 720 mila rispetto al giugno 2020, e nell’ultimo quadriennio sono diminuite di
4,95 milioni di accessi.
Pur se in flessione su base annua (-587 mila linee),gli accessi FTTC
rappresentano circa il 47% della base clienti complessiva. Quelli FTTH crescono
su base trimestrale di oltre 300 mila unità e di 1,09 milioni su base annua,
mentre rispetto al giugno 2020 l’incremento è di 3,71 milioni di linee.
Leggi l'articolo con tutti i dati
Stavolta nella rete di Piracy Shield, la piattaforma nazionale antipirateria, ci
è finito un pesce grosso. Grossissimo: Google. Nella serata di sabato 19 ottobre
un ticket caricato sul sistema adottato dall’Autorità garante delle
comunicazioni (Agcom) per debellare lo streaming illegale ha bloccato un dominio
critico di Drive, il servizio web di Big G utilizzato per archiviare e
condividere dati in cloud, e una delle cache di Youtube.
Due risorse che, ovviamente, non hanno niente a che vedere con la trasmissione
pirata di partite di calcio e altri sport, che è ciò di cui Piracy shield si
dovrebbe occupare, ma che dimostra per l’ennesima volta come la tecnologia
regalata dalla Serie A ad Agcom finisca per asfaltare siti innocui. Arrivando a
pestare i piedi persino a Google.
Ma come è possibile che la piattaforma nazionale antipirateria abbia oscurato
due domini di uno dei colossi del web e che peraltro di recente si era reso
disponibile a collaborare con Agcom contro le tv pirata (il cosiddetto
pezzotto)? Semplice: perché ogni denuncia che i detentori dei diritti sportivi
caricano su Piracy Shield si porta dietro lunghe liste di domini da bloccare.
Dove spesso finiscono risorse estranee alla pirateria online.
Da tempo esperti di informatica e Wired stessa hanno sollevato il problema
dell’inattualità della piattaforma progettata dal ramo tech dello studio
Previti, la società Sp Tech, e “regalata” ad Agcom dalla Lega Serie A, che
sembra però progettata senza tenere conto di come funziona internet.
Link all'articolo originale qui