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Parlare di sesso è più difficile con chi ami (ma anche più utile). Ecco perché
Parlare di sesso con chi ami è difficilissimo, ma fondamentale: tra silenzi, imbarazzi e paure, ecco perché farlo può salvare (e accendere) la coppia. Con un’amica lo racconti in un attimo. Ma con chi ami, parlare di sesso diventa una missione impossibile. Eppure è proprio lì che serve: tra paure, tabù e silenzi, nascono distanze invisibili. Ma basta poco per rompere il ghiaccio e riscoprire intimità, desiderio e complicità. PARLARE DI SESSO CON CHI SI AMA: PERCHÉ È UNA MISSIONE (QUASI) IMPOSSIBILE A pensarci bene, sarebbe logico confidarsi più facilmente proprio con chi si condivide la vita. Invece, quando si tratta di parlare di sesso con la persona che si ama, spesso si alza un muro invisibile. Quel che sulla carta dovrebbe essere naturale, diventa un campo minato di insicurezze, paure e tabù, cioè roba che magari con un’amica, un amico, viene fuori in tre secondi netti. Ma perché? Le ragioni sono tante, però ne spiccano alcune che hanno quasi lo spessore di “leggi non scritte”: * Timore del giudizio: con chi si ama, il giudizio pesa il doppio. Una parola sbagliata sembra rischiare di incrinare l’immagine che l’altra persona ha di chi le sta accanto. * Paura di deludere le aspettative, come se, confessare un desiderio o una perplessità, fosse una specie di “tradimento” del patto di coppia. * Imbarazzo puro e semplice: a volte il sesso si trasforma come per magia da argomento divertente a tema tabù, solo perché il contesto è quello della relazione “seria”. Insomma, si finisce col giocare a carte coperte—ma con le carte della vita vera. IL SILENZIO CHE PESA: COSA SUCCEDE SE NON SI PARLA DI SESSO? Succede che quel silenzio non è mai davvero innocuo. Nelle coppie, il non parlarne crea una specie di zona grigia, dove piccoli dubbi e desideri restano sospesi tra le parole che non si dicono. Eppure, anche se sembra più semplice evitare l’argomento, lo strascico c’è. Eccome se c’è. Spesso quel che si teme si materializza proprio perché non si comunica. Ecco che cosa succede: * Calano la complicità e il desiderio: senza confronto, si rischia di vivere il sesso come una routine, perdendo la scintilla. * Aumenta il rischio di fraintendimenti, visto che i segnali (sulla voglia, le preferenze, i limiti) non passano più dalle parole ma da supposizioni random. * Sensazione di distanza emotiva: il sesso, a quel punto, diventa territorio “strano”, quasi slegato dall’intimità della coppia. Alla lunga, il non parlarsi può minare la relazione. Sì, anche quando sembra che tutto fili liscio. Perché poi ci si sorprende se qualcosa rallenta, scivola via, oppure si blocca. Lo spazio del non detto è spesso quel punto in cui si annidano dubbi e frustrazioni, anche senza che se ne sia davvero consapevoli. ALTERNATIVE SCOMODE: QUANDO PARLARE CON UNO SCONOSCIUTO SEMBRA PIÙ FACILE Chi non ha mai notato come certi argomenti – sesso compreso – vengano fuori con una disinvoltura sorprendente tra estranei o persone appena incontrate? Con partner occasionali, amici di amici o perfino sconosciuti su chat. Una sincerità quasi sfrontata che va via liscia, senza ripercussioni. Com’è possibile? Succede perché mancano i rischi emotivi, le aspettative, la paura di “rovinare” qualcosa di importante. Un incontro occasionale non mette a repentaglio il portafoglio dei sentimenti. Si può anche andare dritti al punto: * “Ti piace…?” * “Che cosa non sopporti a letto?” * “Vorresti provare qualcosa di nuovo?” Ecco: con chi si ama davvero, invece, la posta in gioco si alza. Le parole pesano e cadono diverse. C’è il timore che aprirsi cambi per sempre il modo in cui l’altro ti guarda. Eppure, ironia della sorte, proprio chi si ama è quello con cui sarebbe più utile parlare apertamente — perché la qualità di una relazione si misura anche dalla capacità di mettersi a nudo, in tutti i sensi. Però, a volte, si finisce a confidare le proprie fantasie più intime a perfetti sconosciuti, lasciando il partner nel limbo delle mezze verità. PARLARE DI SESSO IN COPPIA: LE PAROLE CHE CAMBIANO TUTTO Qui viene la parte buona, quella che fa la differenza. Sì, perché parlare di sesso, con tutte le sue difficoltà, ha un potere enorme sulla relazione. Le coppie che riescono a farlo, magari tra imbarazzi e passi falsi, spesso scoprono una profondità nuova. Vanno più a fondo, diventano più complici; e sì, anche più felici, alla faccia dei tabù. Cosa succede quando si osa uscire allo scoperto? * Si sciolgono le ansie e i dubbi: quello che sembrava un problema insormontabile, diventa affrontabile a due. * Il dialogo apre al piacere: scambiarsi desideri e paure, senza filtri, può essere già di per sé afrodisiaco. * Si coltiva la fiducia, senza che nulla resti “pericoloso” o impossibile da dire. E questa, in fondo, è la sintesi dell’intimità vera. A volte basta poco: una domanda sincera, una battuta, il coraggio di parlare anche delle cose storte, non solo di quelle patinate. Non serve recitare un copione da film perfetto, anzi. Le grandi rivoluzioni spesso cominciano da una frase balbettata, detta magari tra le lenzuola, o in cucina, o in un messaggio quasi timido. Perché sì, parlare di sesso non è facile – specialmente con chi si ama. Ma in fondo, proprio per questo, ne vale sempre la pena. The post Parlare di sesso è più difficile con chi ami (ma anche più utile). Ecco perché appeared first on The Wom.
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Le stranezze sotto le lenzuola che (inaspettatamente) diventano routine
Stranezze che a letto sembravano tabù diventano routine di coppia irresistibili: tra risate, spuntini, calzini e scene da sitcom! Pensavi fosse solo un momento imbarazzante… e invece ora non puoi farne a meno! Dal ridere durante il sesso ai calzini in estate, ecco come le cose più assurde sotto le lenzuola diventano routine irresistibili. Stranezze che uniscono, divertono e raccontano l’intimità vera a letto. QUANDO L’ASSURDO SI TRASFORMA IN ABITUDINE SOTTO LE LENZUOLA Succede spesso: alcune cose che a letto sembrano decisamente strane, finiscono per diventare quasi scontate. Un po’ come quei calzini spaiati che all’inizio davano fastidio, ma poi diventano i tuoi preferiti. La routine, nel sesso, non si limita alle posizioni o alle luci in camera. Quelle abitudini bizzarre che si infilano tra le lenzuola nascono da piccoli incidenti, da una battuta, da un momento di imbarazzo. Poi, a poco a poco, si ripetono. E così, quello che sembrava un episodio da raccontare all’amica, senza nemmeno crederci troppo, prende la forma di un nuovo rituale di coppia. Più comune di quanto si pensi. LEGGI ANCHE – Largo alla fantasia: le posizioni più bizzarre sono queste RIDERE, PARLARE, MANGIARE: STRANEZZE “NORMALI” TRA LE LENZUOLA A volte basta poco, tipo una frase fuori luogo o una risata al momento sbagliato. In quel momento, si pensa: “Oddio, lo rifarò mai?”. Poi, invece, *accade ancora*. Ed è incredibile come certe situazioni improbabili diventano quasi una necessità. * Ridere a crepapelle nel bel mezzo del sesso – sembra strano, no? Invece capita spesso, e con il tempo a volte non si può fare a meno di una risata prima di “riprendere” seriamente. * Chiacchierare come al bar: sì, anche parlare di cose totalmente fuori contesto – la spesa, gli orari del treno, la saga di quella serie tv. All’inizio crea panico, poi rilassa. E un giorno ci si chiede come si faceva prima, senza. * Spuntini a letto dopo il sesso: patatine, cioccolatini, anche solo un bicchiere d’acqua condiviso. Fuori dal letto sembra il colmo della stranezza, ma dentro diventa routine, quasi un rito. Il letto è un confine mobile tra realtà e intimità. Quello che stupisce è quanto sia facile smettere di giudicare questi riti: diventano coccole, consolazioni, souvenir affettivi. Nessuno li aveva progettati, ma ci sono. E fanno anche ridere, va detto. ABITUDINI IMBARAZZANTI CHE DIVENTANO COMFORT ASSOLUTO Ci sono anche quei comportamenti che, se raccontati a voce alta, sembrerebbero quasi dei piccoli tabù. Eppure, quando le stranezze a letto diventano routine, l’imbarazzo si scioglie come cioccolato sulla lingua. Il letto, dopotutto, è il luogo dell’autenticità sconcertante. * Rumori involontari: i famosi suoni che capitano “solo a letto”. All’inizio imbarazzano da morire; poi? Praticamente fanno parte dell’arredo. * Tenere addosso calzini, magliette bucate, vestiti improbabili. Sì, anche se è estate. All’inizio “che figura”, ma poi diventa una piccolissima sicurezza personale, quasi come un cuscino portafortuna. * Dissacrare il romanticismo: chi non ha mai sentito il bisogno di uno stacco ironico durante il momento clou? Una smorfia, una battuta, addirittura imitare una scena di un film trash. Con il tempo, ciò che era motivo di ansia si trasforma in uno spazio dove essere davvero se stessi. Le abitudini imbarazzanti? Diventano quasi rilassanti, come il rumore della pioggia al mattino: ci sono, e non ci si pensa nemmeno più. L’ASSURDO QUOTIDIANO È SEGNO DI INTIMITÀ VERA Ognuno ha la propria lista segreta – di stranezze, piccole follie, gesti a letto che all’inizio sembravano inauditi e ora invece sono la regola. C’è chi finisce sempre per addormentarsi dopo, chi si lancia in danze buffe con indosso solo il plaid, chi pianifica le vacanze durante i momenti più intimi. Non si tratta di perdere fascino o spontaneità: spesso sono proprio queste consuetudini a tenere viva la complicità, a rendere il letto lo spazio dove non serve fingere. E, alla fine, anche ciò che sembrava assurdo diventa insostituibile, come il vecchio pigiama preferito o la canzone che si canta ogni volta sotto la doccia. Forse l’unica vera routine da temere è quella che non lascia spazio all’assurdo. The post Le stranezze sotto le lenzuola che (inaspettatamente) diventano routine appeared first on The Wom.
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Quando il sesso si spegne perché la mente è altrove (e come riaccenderlo)
Mente distratta a letto? Scopri perché il desiderio va in stand-by e come ritrovare il piacere con la testa (e il cuore) davvero presenti. A volte il corpo c’è, ma la mente è altrove. Tra stress, pensieri e distrazioni, il desiderio può prendersi una pausa anche nei momenti più intimi. Niente panico: capita a tutti! L’importante è riconoscerlo, parlarne e ritrovare insieme quella connessione che accende davvero il piacere. DISTRAZIONI QUOTIDIANE: QUANDO IL CERVELLO NON È SUL MATERASSO Quante volte capita di ritrovarsi a letto, magari con le migliori intenzioni, ma la testa va per i fatti suoi? Pensieri che spuntano all’improvviso, come promemoria appiccicosi che rovinano la playlist. Un attimo prima si sfiorano le labbra, e quello dopo la mente sta pensando al riunione del giorno dopo, alla bolletta dimenticata, o a quella chat lasciata in sospeso. Succede più spesso di quanto si creda. Il desiderio va in stand-by quando la mente è altrove, un po’ come un cellulare che perde il segnale proprio quando c’è bisogno di parlare. Non dipende da quanto si desidera la persona che si ha accanto: si tratta proprio di attenzione, di presenza. Oggi, essere veramente “qui e ora” è uno dei lussi più difficili da concedersi. Le cause di queste distrazioni sono tante, a volte anche banali: * Stress lavorativo che non si lascia fuori dalla porta di casa * Preoccupazioni economiche che galleggiano tra le lenzuola * Pensieri ossessivi e ansie sempre pronte a prendersi la scena * Routine ormai scontata che rende tutto meccanico, persino il desiderio Non è questione di volontà, ma di spazio mentale. Quando la testa è piena, il corpo obbedisce a fatica. E il sesso, che in teoria dovrebbe essere una fuga, rischia di diventare un’altra lista da spuntare. EFFETTO DOMINO: IL CICLO TRA MENTE STANCA E DESIDERIO CHE SCIVOLA VIA Quando l’attenzione è a zonzo, il sesso diventa come una traccia musicale ascoltata in sottofondo: si sente, ma non colpisce. Se la mente è satura, il corpo risponde con pigrizia, come se dovesse “caricarsi” a fatica. A quel punto, non è solo questione di calo del desiderio: spesso si innesca una specie di effetto domino. Il dialogo interno può diventare un vero sabotatore, perché: * Ci si sente in colpa per non essere “presenti” e la pressione cresce ancora di più * Si teme di deludere l’altra persona, alimentando nuove insicurezze * Ogni interruzione mentale mette in pausa il coinvolgimento, come se qualcuno premesse stop e il piacere restasse lì, a metà Secoli di film e romanzi insegnano che il sesso si dovrebbe accendere da solo, clic, tutto fuochi d’artificio. In realtà, spesso il vero problema è che la mente si attarda altrove, anche mentre il corpo fa finta di seguire. E questo, alla lunga, può lasciare dietro tracce di frustrazione. LEGGI ANCHE – Hai appena guardato l’ora… ma non la ricordi più? Ecco perché IL MITO DELLA SPONTANEITÀ E IL VALORE DELLA PRESENZA C’è questa idea che il sesso debba essere sempre spontaneo e travolgente, tipo scene da serie tv in cui tutto si incendia con un solo sguardo. Ma la vita reale non sempre regala certi colpi di scena: la verità è che la presenza mentale va coltivata, non nasce da sola. Un po’ come prendersi cura di una pianta — basta distrarsi, e il terreno si secca. Aspettative irreali possono peggiorare la situazione. Pensare che “dovrebbe venire naturale”, spesso fa solo innervosire, quando invece ci sarebbero mille motivi per concedersi una pausa. Invece di ostinarsi a voler essere “perfetti”, forse conviene allenarsi a: * Riconoscere i pensieri che disturbano. Non combatterli, ma notarli, tipo nuvole che passano. * Respirare, letteralmente. Spostare l’attenzione sul corpo, sui sensi, sulle sensazioni invece che sulle preoccupazioni * Parlare apertamente con chi si ha accanto: a volte dirsi che “oggi la testa è confusa” è molto più sexy di qualunque performance In fin dei conti, parlare di mente e sesso è anche il modo più diretto per ricordare che, nella camera da letto, due cervelli sono importanti quanto due corpi. Anzi, a volte lo sono di più. STRATEGIE PRATICHE PER RITROVARE IL PIACERE (CON LA TESTA AL POSTO GIUSTO) Non servono soluzioni miracolose né ricette universali, ma qualche pratica concreta può aiutare a riportare l’attenzione dove serve davvero. Facile da dire, ma finché la testa corre ovunque, il corpo resta fermo lì, ad aspettare notizie. Alcuni spunti utili da provare, anche subito: * Rallentare tutto. Nessuna fretta, né nelle parole né nei gesti. Quando si rallenta, si nota di più. * Creare piccoli rituali pre-intimi, fosse anche solo spegnere il telefono o cambiare luce nella stanza * Darsi il permesso di non essere sempre “al top”: il sesso non è un’esibizione, ma uno spazio * Praticare la consapevolezza dei sensi: toccare, ascoltare, vedere davvero, non solo sfiorare in automatico Alla fine, può capitare a tutti di perdere il filo mentre si fa l’amore. Non è una colpa, non è un difetto. È solo un altro indizio che la testa e il cuore vanno riconnessi, di tanto in tanto. E, a volte, serve proprio una pausa per voler ricominciare. The post Quando il sesso si spegne perché la mente è altrove (e come riaccenderlo) appeared first on The Wom.
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Sesso veloce: ecco perché potrebbe essere (proprio lui) il segreto del vero piacere
Sesso veloce? Non è un problema, anzi! Perché i rapporti brevi possono essere intensi, spontanei e super appaganti. Altro che tabù! Chi l’ha detto che il sesso deve durare ore per essere soddisfacente? A volte bastano pochi minuti per vivere un momento di pura passione, intenso e liberatorio. Il sesso veloce non è un fallimento, ma un’alternativa spicy che rompe la routine e accende la complicità. Ecco perché funziona! VIA I TABÙ: IL SESSO VELOCE È PIÙ COMUNE DI QUANTO SI PENSI Da sempre c’è questa strana credenza: “più dura, meglio è”. Ma è davvero così? Sembra quasi che la durata sia la misura universale del piacere. In realtà, molti rapporti finiscono presto e va benissimo. Non tutto il sesso deve essere una maratona: a volte un incontro breve è quello che serve, perché ogni coppia ha il suo ritmo, il suo tempo e, soprattutto, le sue esigenze. Capita spesso: ci si guarda, si sente un brivido, scatta il desiderio e in un attimo il gioco è fatto. Ecco, non è un fallimento né qualcosa da risolvere. Anzi, i cosiddetti “sesso lampo” hanno grandi potenzialità, anche se di solito vengono sottovalutati. Perché? Perché rompono la routine, aumentano la complicità e permettono di lasciarsi andare senza pressioni. A volte persino una passione fugace può essere più intensa e liberatoria di lunghe sessioni programmate. Certo, ci sono giorni in cui c’è voglia di rallentare, di allungare il piacere; ma altre volte la fretta fa bene, toglie il filtro e accende la scintilla. MA QUANTO DOVREBBE DURARE DAVVERO UN RAPPORTO? Cercare la risposta perfetta è come misurare il vento: ogni volta c’è una sorpresa. In mezzo alla valanga di articoli, video e chiacchiere tra amici, spesso si finisce per ragionare solo sui minuti. Ma piacere e cronometro non vanno sempre a braccetto. Secondo diversi studi, la maggior parte dei rapporti sessuali dura tra i 5 e i 15 minuti. Numeri? Sì. Ma la soddisfazione non si misura al secondo. C’è chi “finisce presto”, chi allunga i momenti preliminari, chi preferisce lasciarsi trasportare dall’istinto. In ogni caso, non esiste uno standard universale e nemmeno una regola uguale per tutti. Alcuni aspetti di cui tenere conto: * Il sesso non è una gara. * Conta di più ciò che succede “durante” di quanto possa contare quanto dura. * Anche la spontaneità ha un valore. A volte, bastano pochi attimi e si ha la sensazione che il mondo si sia fermato. Niente male, no? Quindi, lasciamo perdere il cronometro e riappropriamoci della libertà di vivere i momenti come vengono, senza ansie inutili. LEGGI ANCHE – Fast sex: tutti i vantaggi del sesso veloce SESSO BREVE: I MILLE LATI POSITIVI (E INASPETTATI) Il sesso che dura poco ha una reputazione un po’ ingenerosa, ma in realtà comporta parecchi vantaggi. A cominciare dal fatto che spesso è più spontaneo, più intenso, come un lampo d’estate che arriva senza preavviso. Un po’ come saltare una fila, uscire dai binari, rompere uno schema che sembrava già scritto. Tra i principali benefici: * Più spazio alla creatività: la brevità spinge a valorizzare ogni tocco, ogni sguardo. La fantasia si accende quando lo spazio è stretto e il tempo poco. * Meno stress e meno ansia da prestazione: non c’è il rischio di rimanere delusi da aspettative irrealistiche. Si vive e basta, senza pensare a quanto durerà. * Si può cogliere il momento: magari tra una call e un altro impegno, senza per forza aspettare la sera. * Il desiderio rimane alto: a volte il sesso veloce lascia addosso la voglia di “un secondo round”, oppure di aspettare la prossima occasione con più entusiasmo. In tanti dimenticano che il piacere non è fatto solo di quantità, ma anche di qualità. E la qualità spesso si nasconde nei momenti brevi, improvvisi, perfetti così come sono. PICCOLI CONSIGLI PER VIVERE BENE ANCHE IL SESSO LAMPO Se la fretta non rovina il piacere ma anzi lo amplifica, c’è solo da guadagnarci. Basta qualche piccolo accorgimento per godersi appieno persino gli incontri più veloci, senza rimpianti né pressioni. * Imparare a comunicare: parlare di desideri e aspettative toglie dall’imbarazzo e avvicina, anche quando il tempo “in camera” è poco. * Non vergognarsi: accettare che un rapporto duri poco, senza usare etichette tipo “troppo veloce” o “insufficiente”. * Focus sulle sensazioni: concentrare l’attenzione su quello che piace di più, anche se il tempo scarseggia, rende tutto più intenso. * Sperimentare: cambiare luogo, momento della giornata o posizione. A volte basta una novità piccola per rendere il sesso breve davvero indimenticabile. Conta di più come ci si sente, piuttosto che l’orologio sul comodino. Spesso gli highlight si vivono in pochi minuti, come quando scatta una canzone tanto attesa alla radio: breve, ma impossibile dimenticarla. E, sì, va davvero bene così. The post Sesso veloce: ecco perché potrebbe essere (proprio lui) il segreto del vero piacere appeared first on The Wom.
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Desiderio sessuale altalenante? Ecco perché NON è un problema
Desiderio sessuale altalenante? Non è un bug da risolvere, ma una normalissima onda emotiva. E no, non sei sbagliata. Il desiderio sessuale non è un interruttore ON/OFF e, spoiler: non c’è nulla da aggiustare se ogni tanto “non ti va”. Tra alti e bassi, emozioni e giornate no, imparare a vivere senza panico un desiderio sessuale altalenante è la vera rivoluzione. Ecco perché non va normalizzato, ma celebrato! DESIDERIO ALTALENANTE: MA COSA VUOL DIRE DAVVERO? Dire che il desiderio sessuale è una specie di altalena sarebbe quasi riduttivo. A volte sembra una fiammata, altre una cenere tiepida. Eppure, nonostante tutte le campagne sulla body positivity e le infinite discussioni sui social, quando si tocca il tema del desiderio fluttuante c’è ancora un piccolo tabù: sembra quasi che sia una cosa da nascondere o, peggio, da “risolvere”. Come se oscillare tra “voglio tutto” e “oggi passo” fosse un bug, e non un side effect normalissimo della vita. Ecco il punto: il desiderio sessuale non è né lineare né costante, mai. Sembra banale? Non lo è per niente. Perché anche chi finge di non dare importanza al sesso, ogni tanto si chiede “sarà normale che non mi va mai, o che mi va troppo?”. E spesso arriva la tentazione di colpevolizzarsi o sentirsi sbagliati. Ma no, non c’è veramente nessun “giusto” o “sbagliato” nel desiderio, c’è solo una marea che sale e scende, magari senza preavviso. E non serve per forza un perché, anzi, spesso il motivo non c’è o comunque non merita tutta questa indagine. LEGGI ANCHE – Tutti i modi per accendere il desiderio sessuale QUANDO IL DESIDERIO VA E VIENE: PERCHÉ SUCCEDE (E PERCHÉ NON È UN PROBLEMA) Al di là dei manuali e delle risposte “preconfezionate” alle domande sulla libido, la verità è che il desiderio si muove come tutto il resto, e soprattutto risponde a stimoli che non stanno sempre sotto il nostro controllo. Un giorno basta uno sguardo e scocca la scintilla, il giorno dopo anche la serie preferita non aiuta. Ci sono mille motivi per cui il desiderio gioca a nascondino, alcuni ovvi, altri meno: * Stress e fatica accumulata sul lavoro che azzerano l’energia (qui non c’è tantra che regga, eh). * Cambiamenti ormonali, sia nel corpo femminile che maschile — insomma, nessuno è immune. * Piccole tensioni con chi si ha accanto, non per forza litigate epiche ma anche solo una frase mal digerita. * Questioni fisiche, anche banali: un mal di pancia, una giornata no, la stagione che cambia improvvisamente. * Esperienze personali, ricordi, mood della giornata… anche il meteo, a volte. Ecco, il punto è che non c’è da allarmarsi per queste fasi. Non siamo fatti di interruttori ON/OFF. E chi ci prova a vivere tutto con performance costanti, di solito si rompe prima. PERCHÉ VIENE SEMPRE VISTO COME UN “DIFETTO” (E PERCHÉ SMETTERE) La narrazione mediatica e i discorsi delle serie TV propongono molto spesso il modello di una sessualità brillante e super performante, come se la spinta debba essere costante e infuocata, pure nei giorni di pioggia (o mal di testa). Ma questa visione alimenta un’ansia da prestazione che fa più danni di una dieta monotona: trasforma il desiderio altalenante in una specie di errore di sistema. E qui ci si mette anche la pressione sociale, tipo: * L’idea che in coppia si debba sempre allineare il desiderio, quasi come avere il ciclo sincronizzato. * Le domande scomode “allora, tutto ok sotto le lenzuola?” alla cena con gli amici. * I discorsi sulle relazioni degli altri, “eh ma loro sono sempre passionali!” (spoiler: spesso non è vero). Tutto questo fa passare il messaggio che la variabilità sia insoddisfacente o “da correggere”, quando in realtà i momenti di desiderio basso sono fisiologici. E tocca dirlo: chi si mette ossessivamente a cercare la soluzione rischia di peggiorare la situazione. È come scavare una buca cercando l’acqua mentre piove: ti bagni e non ti disseti. NORMALIZZARE IL DESIDERIO CHE CAMBIA: COME VIVERLO SENZA PANICO Allora, qui il primo passo è smettere di medicalizzare ogni fluttuazione. Il desiderio che cambia ritmo è una risposta normale agli stimoli e alle emozioni della vita. Piuttosto che entrare nel tunnel della preoccupazione, provare a osservare cosa succede può diventare una forma di cura – non di riparazione, sia chiaro. Quali strategie aiutano davvero a normalizzare tutto questo? Pochi gesti semplici, molto pratici: * Parlare con il partner senza sentirsi fragili o “strani”, cioè, normalizzare il fatto che a volte va e a volte proprio no. * Evitare il confronto ossessivo con le esperienze degli altri. Sui social si vedono spesso versioni “editing” della vita sessuale: sono highlight, non la regola. * Darsi tempo e spazio, perché il piacere nasce anche dal relax e dal non sentirsi forzati. * Se veramente il calo dura tanto e genera disagio profondo, consultare un esperto è più saggio che affidarsi ai forum o ai consigli random. In fondo, accettare il desiderio altalenante è un atto di libertà interiore. Cambiare punto di vista su questa ondata significa vivere tutto con meno ansia e più sincerità. Forse è il miglior regalo che si può fare a sé stessi e alla relazione. E chi finge di essere sempre “on” perde una parte autentica della propria storia: la bellezza delle pause. The post Desiderio sessuale altalenante? Ecco perché NON è un problema appeared first on The Wom.
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Quando ti senti bella, anche il sesso si accende: il segreto che nessuno ti dice
Quando ti senti bella non è solo un boost per l’umore: è una rivoluzione sotto le lenzuola! Quando ti piaci davvero, il sesso cambia ritmo, intensità e gusto. L’autostima diventa afrodisiaco e ogni insicurezza si trasforma in voglia di esplorare. Pronta a riscoprirti? SENTIRSI BELLA: IL PRIMO PASSO VERSO UN SESSO DAVVERO DIVERSO Ti è mai successo di guardarti allo specchio e, per una volta, vedere lì riflessa una persona che ti piace davvero? Quando succede, sembra quasi che il mondo cambi prospettiva, e con esso anche il modo in cui si vive la propria intimità. Non è solo una questione estetica, nemmeno lontanamente. Si tratta piuttosto di un effetto domino: in quel preciso istante, l’autostima comincia a parlare al corpo con una voce nuova, più sicura, più calda, più presente. Il fatto di sentirsi bella – ma bella davvero, non perché lo dice il filtro di Instagram – porta una valanga di cambiamenti sottopelle. Il desiderio cresce, si fan più chiari i confini di ciò che piace davvero, e magari si osa di più. Come se, finalmente, non ci fosse nulla da nascondere. Ecco dove succede la magia: una specie di superpotere che trasforma le insicurezze in energia sessuale, in voglia di esplorare, di dire sì senza tremare. LEGGI ANCHE – Come diventare bella: 10 consigli per acquisire fiducia in te stessa e sentirti meglio SEXY IN PIGIAMA: LA BELLEZZA SECONDO TE C’è quell’idea fissa che per sentirsi attraenti serva chissà quale outfit, trucco perfetto, luci giuste. In realtà, si è sexy quando ci si sente a proprio agio nei propri panni, pure se si tratta di vecchi pigiami o capelli spettinati. Basta quel dettaglio fuori posto per dare il via a un mix esplosivo di libertà e desiderio. Perché sì, la vera bellezza si misura a pelle, non a pixel. Un po’ di esempi pratici? Prova a mettere in pratica almeno una di queste piccole rivoluzioni nella routine di tutti i giorni: * Guardarsi davvero, senza fretta, senza smontarsi a pezzi per ogni imperfezione. * Investire in riti di benessere: una maschera, una doccia profumata, o anche solo il gusto di indossare qualcosa che stuzzica le sensazioni. * Saper dire: ok, oggi mi piaccio. E nei giorni no? Pazienza, fa parte del gioco. Capita spesso che la bellezza autentica sia quella che spunta fuori quando meno te lo aspetti. E quando arriva, diventa quasi naturale rompere gli schemi anche tra le lenzuola. A LETTO CAMBIA TUTTO (DAVVERO) Nel momento in cui si vive un senso di bellezza sincero e personale, a letto succede un piccolo terremoto. All’improvviso, le insicurezze non sono più i protagonisti delle scene hot. Cresce la voglia di abbandonarsi, di scoprire, di godersi le emozioni senza tirare su barriere inutili. Il piacere si moltiplica perché la testa non pensa più a nascondere quei presunti difetti, ma si dedica all’adesso, al sentire, al toccare. E poi, il partner lo percepisce. Non c’è alcun dubbio: la sicurezza si trasmette, è contagiosa, diventa un invito implicito a esplorare di più. Quando sentirsi belli smette di essere una fatica e diventa uno stato d’animo, si spalanca la possibilità di chiedersi davvero: cosa mi va di fare adesso? Allora emergono desideri nuovi, fantasie mai confessate, si ride, ci si lascia andare. E non c’è niente di più sexy di chi sa dove vuole andare. LEGGI ANCHE – Ecco una serie di frasi positive per ritrovare la carica, l’energia e l’entusiasmo PERCHÉ TUTTO PARTE DA DENTRO (NON SOLO CLICHÉ) C’è chi perde tempo a cercare il segreto della seduzione nei trucchi o nelle pose che fanno impazzire TikTok, però la verità è meno complicata. Il piacere nasce quasi sempre dal sentirsi bene nella propria pelle, quella percezione che non dipende dal giudizio altrui, ma da quello che ci si dice sottovoce ogni giorno. E sì, non c’è esercizio più difficile – e più potente – di questo. Va detto (anche se suona banale, ma lo è davvero?): volersi bene cambia il sesso. Forse non serve nemmeno spiegare quanto sia liberatorio mollare la zavorra dei confronti impossibili. Basta provare a essere gentili con sé stessi, allenare la mente a notare quello che piace e non solo quello che manca. Non sempre riesce, ma quando succede, trasforma tutto: anche il rapporto più abitudinario può diventare la sorpresa che non ti aspettavi. Poi, sarà solo questione di lasciarsi andare. Il resto viene da sé, sempre. The post Quando ti senti bella, anche il sesso si accende: il segreto che nessuno ti dice appeared first on The Wom.
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Cosa dicono di te le emoji più hot 🔥: il significato che non immagini
Le emoji svelano passioni, desideri (anche hot) e fantasie nascoste. Scopri cosa dicono davvero di te quando le usi in chat! Le emoji non sono solo simboli carini: raccontano chi sei, cosa ti piace e, spesso, anche i tuoi desideri più segreti. Dai cuori innocenti alle icone più piccanti, ogni scelta diventa un indizio sulle tue passioni (anche a letto). E tu, sai cosa rivelano le tue? Ecco il significato delle tue emoji. LE EMOJI: UNA LENTE SULLE PASSIONI (ANCHE QUELLE PIÙ NASCOSTE) Basta dare un’occhiata alle conversazioni su WhatsApp per capire come le emoji siano diventate la colonna sonora silenziosa delle relazioni di oggi. Non sono solo disegni carini, servono a raccontare senza parole chi siamo, cosa ci interessa e, spesso tra le righe, anche cosa ci fa davvero battere il cuore. Strano pensarlo, ma la scelta di un’albicocca o di una fiamma può dire molto più di tanti «ti amo» scritti in fretta. Certo, si tende a pensare alle emoji solo come decorazioni, e invece sono una specie di specchio digitale: ogni simbolo, usato nel modo giusto (o sbagliato), può trasformarsi in una specie di confessione involontaria. Ci sono emoji che mettono subito in chiaro le intenzioni, altre che lasciano il dubbio, altre ancora che fanno sorridere per l’ironia sottile che si portano dietro. Qualcuno prova a non usarle mai, per paura di essere interpretato male. Ma la verità è che ormai fanno parte di un vero e proprio linguaggio segreto. E dentro questo codice spesso si nascondono indizi piccanti sulle proprie preferenze… anche a letto. LEGGI ANCHE – Cosa significa rileggere vecchie chat d’amore? L’hai mai fatto? IL SIGNIFICATO (NON SEMPRE INNOCENTE) DELLE EMOJI PIÙ USATE Dietro quell’apparente innocenza, alcune emoji hanno conquistato un significato universale che fa subito sorridere chi legge. Ad esempio, l’albicocca e la melanzana non sono certo scelte a caso negli scambi più bollenti. Si utilizzano perché hanno una forma evocativa: ormai nessuno, leggendo certi messaggi, pensa davvero a una spesa per il sugo. Tra le emoji che dicono “ho voglia di giocare” (senza nemmeno provarci a nasconderlo), si trovano spesso: * la pesca o la melanzana, usate come simboli ironici di corpo e desiderio * la lingua, che fa subito intendere messaggi più diretti * le gocce d’acqua o la fiamma, che alzano decisamente il livello di malizia * il cuore in tutte le sue varianti, per chi preferisce un corteggiamento più velato Attenzione però: usare certe emoji non significa per forza dichiararsi. A volte servono solo a testare l’ironia di chi legge, a creare complicità o anche un po’ di suspense che, diciamolo, fa sempre bene alla voglia… di conoscersi meglio. COME LE EMOJI POSSONO SVELARE DESIDERI E FANTASIE Non è solo una questione di simboli scelti, ma di come e quando vengono inseriti in una conversazione. Un’emoji piazzata lì quasi per caso, alla fine di una frase ambigua, può far alzare le antenne a chiunque. C’è chi le usa per stuzzicare, chi per sdrammatizzare, chi ancora per creare complicità in modo leggero e non troppo impegnativo. Un dettaglio che sorprende? I meccanismi del flirt digitale sono sempre più raffinati. E in questa battaglia sottile tra chi osa e chi resta sul vago, le emoji diventano piccole scintille che fanno capire tutto o, almeno, molto di più delle parole. Per esempio: * l’uso ripetuto di certe faccine (tipo occhiolino, smorfia, linguaccia) può indicare una personalità giocosa e aperta a sperimentare * le emoji più romantiche, quelle con cuori, fiori o baci, tendono a rivelare chi cerca qualcosa di intimo o emozionale * i simboli astratti, tipo l’universo o le stelle, a volte nascondono il gusto per l’avventura e per le situazioni fuori dagli schemi La vera mossa vincente? Saper interpretare il contesto e lasciarsi guidare dall’ironia. Perché il senso del “non detto” è sempre la vera calamita nell’attrazione digitale. PERCHÉ (QUASI) TUTTI USANO LE EMOJI PARLANDO DI SESSO Che piaccia o no, le emoji sono diventate la scorciatoia perfetta per parlare di ciò che, a voce, spesso si fa fatica a confessare. Un po’ per rompere il ghiaccio, un po’ per evitare fraintendimenti troppo seri, un po’ perché ogni relazione digitale (anche quella più hot) ha bisogno di una dose di leggerezza. Utilizzare le emoji, soprattutto quelle dal doppio significato, aiuta a non prendersi troppo sul serio e a creare un terreno comune dove flirtare senza pressioni. Alcuni motivi di questo successo: * abbassano il rischio di imbarazzo: una battuta che, scritta solo a parole, rischierebbe di sembrare troppo diretta * consentono di saggiare il terreno, vedere come reagisce l’altra persona senza esprimersi direttamente * creano un linguaggio complice, esclusivo, che unisce la coppia o i potenziali partner in una specie di club privato * sono veloci, giocose e sempre meno giudicabili, perché chi non le usa “per scherzo” almeno una volta? Alla fine, tra messaggi che corrono digitali da una parte all’altra della città o anche della stanza accanto, le emoji sono ormai la firma segreta delle nostre relazioni. Un piccolo simbolo, e si capisce subito su che strada sta andando la conversazione. Sta poi a ciascuno scegliere se accelerare o frenare: tutto dipende dal mix giusto tra immaginazione, sintonia e voglia di lasciarsi sorprendere. The post Cosa dicono di te le emoji più hot 🔥: il significato che non immagini appeared first on The Wom.
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Le 6 frasi da brivido che mandano in tilt la routine (e accendono la complicità)
Frasi da brivido che accendono la curiosità e scatenano la complicità: ecco perché funzionano e come usarle senza sembrare fuori luogo. Hai mai sentito quella frase che ti fa venire i brividi lungo la schiena? Tipo “Ti va di provare una cosa nuova?” – boom, scintilla! In un attimo l’atmosfera cambia, tra sguardi, sorrisi e complicità. Scopri perché certe parole fanno centro e come usarle al momento giusto. FRASI DA BRIVIDO: COSA SCATTA QUANDO ARRIVANO Capita all’improvviso: una frase detta al momento giusto fa ballare la pancia e accende la mente come una festa improvvisata. Tipo “Ti va di provare una cosa nuova?” – il cuore smette un battito, gli occhi cercano quelli dell’altro, e la pelle fa la sua scelta. Dietro queste parole c’è spesso quella certa elettricità che cambia completamente il clima della conversazione. Non si tratta solo di sesso, fantasia o avventura; è proprio una questione di fiducia, di piccoli brividi che fanno sentire vivi. Non tutte le frasi funzionano con chiunque, certo. L’effetto dipende da chi le dice, quando le tira fuori, e dal legame che c’è. Però alcune sono piccoli detonatori, sono fatte per aprire spiragli, smuovere abitudini, mettere scompiglio là dove c’era solo comfort. Ecco, non serve sempre essere poeti. Basta azzeccare la combinazione d’intonazione, faccia seria o maliziosa, e l’attimo giusto. Genio più tempismo, in poche parole. LE FRASI CHE FANNO ESPLODERE LA CURIOSITÀ C’è chi si sforza di trovare le parole perfette, e poi c’è chi invece le tira fuori senza pensarci troppo. Alcune frasi, però, hanno il superpotere di innescare immediatamente una scintilla (“Ok, hai la mia completa attenzione”). Un po’ perché aggirano la routine, un po’ perché fanno sentire *scoperti*, ma anche visti davvero. Ne esistono di mille tipi – provocatorie, dolci, misteriose – ma le migliori sono quelle che lasciano sospesi, che non dicono tutto. Alcuni esempi classici, oltre alla già citata “Ti va di provare una cosa nuova?”, che possono trasformare una serata normale in qualcosa di surreale? * “Hai mai pensato a…?” (e già l’aria si carica di mille possibilità) * “Ti piacerebbe provare qualcosa di diverso, solo noi due?” * “Lasciati guidare, fidati” * “Chiudi gli occhi e affidati a me per cinque minuti” * “Voglio scoprire un tuo segreto, te la senti?” Sono frasi apparentemente semplici, eppure – se dette nel momento giusto – allenano la complicità come gli addominali in palestra. Il vero segreto? Non suonare forzati. Queste parole devono aderire alla situazione come una seconda pelle, senza diventare cliché da manuale. COME (E QUANDO) LANCIARE LA SFIDA Dire “Ti va di provare una cosa nuova?” non è cosa da tutti i giorni. Serve attenzione all’atmosfera, fiducia minima e, magari, un po’ di furbizia. Buttarla lì di punto in bianco può sortire due effetti opposti: oppure scatenare un entusiasmo contagioso, oppure irrigidire tutto in un attimo. Ecco cosa può fare la differenza, nella concretezza: * Occhio ai segnali: leggere lo sguardo e il linguaggio del corpo; se sembra attento o distratto, rischia di cambiare tutto. * Scegli il momento: dopo una giornata rilassante, oppure durante – non dopo – una conversazione già complice. * Sii pronto al no: può capitare di sentirsi respinti o incompresi, ma non tutte le persone sono sempre sulla stessa lunghezza d’onda. E poi, la spontaneità non va mai nascosta. Un sorriso storto, una pausa di silenzio, uno sguardo lungo e la frase suona più vera. Il rischio, in fondo, è quasi sempre parte del gioco: ciò che conta davvero è trasmettere apertura e desiderio autentico di condividere, non di forzare. LEGGI ANCHE – Seducenti, appassionate, vivide: le frasi erotiche e sensuali più belle PERCHÉ CI PIACCIONO COSÌ TANTO LE FRASI DA BRIVIDO? Il fascino di certe frasi sta nella loro capacità di mescolare in pochi secondi sorpresa, vulnerabilità e curiosità. È come se aprissero una porta su territori ancora inesplorati, regalando la sensazione di stare per fare qualcosa di proibito, ma col consenso dell’altro. Un po’ come nei film – ma nella vita reale c’è in gioco di più. Per molte persone, parole del genere risvegliano fantasie sopite e offrono l’occasione per scoprire lati nuovi di sé e della relazione. A volte destabilizzano, certo: mettono alla prova convinzioni, insicurezze, esperienze vissute. Eppure, proprio in quel piccolo momento prima della risposta, c’è tutta la magia. La sensazione che sta per succedere qualcosa fuori dall’ordinario, cioè, non capita mica tutti i giorni. Alla fine, la differenza la fa proprio la voglia di esplorare. E quelle frasi sospese, nette e leggere insieme, sono un modo per prendersi per mano e andare – anche solo per una notte o per ridere, insieme, di sé stessi. The post Le 6 frasi da brivido che mandano in tilt la routine (e accendono la complicità) appeared first on The Wom.
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Ecco perché lo stress ti ruba il sesso (anche se non te ne accorgi)
Lo stress è il killer silenzioso del sesso e del desiderio. Ecco perché manda in tilt la passione e come puoi tornare ad accenderla davvero. Quando la testa scoppia e la giornata è stata un inferno, il letto diventa rifugio… ma solo per dormire. Lo stress uccide sesso e desiderio, più di quanto immagini. Ecco perché la mente stressata spegne la passione e come puoi riaccenderla con gesti semplici (e hot). PERCHÉ LO STRESS SPEGNE IL DESIDERIO (ANCHE SE NON SI VUOLE AMMETTERE) Sarà capitato a tutti, almeno una volta: giornata di fuoco, testa in tilt, il letto che attira solo per dormire. In quei momenti, il desiderio sessuale sparisce come acqua nel deserto. Non è un mistero: lo stress è uno dei killer più spietati della passione. Succede perché, quando l’ansia prende il comando, il corpo va in modalità “sopravvivenza”, e il piacere finisce all’ultimo posto. Niente di strano, ma fastidioso? Un sacco. Lo stress non colpisce solo la mente. Agisce sul corpo, manda segnali sballati, rende più difficile rilassarsi e sentirsi presenti nel qui e ora. Fare sesso richiede, invece, proprio l’opposto: un pizzico di abbandono, un salto nel vuoto di sensazioni e respiro lento. Invece, con la testa piena di frasi tipo “Domani ho quella scadenza!” o “Non posso permettermi un errore”, la chimica è quella di chi deve scappare… non di chi ha voglia di coccole sotto le lenzuola. LEGGI ANCHE – Si può usare il sesso come un antistress? EFFETTI DELLO STRESS: NON SOLO STANCHEZZA, MA UN VERO SABOTATORE DELL’INTIMITÀ Lo stress, se diventa compagno di viaggio quotidiano, smette di essere solo fastidioso. Si trasforma in un avversario invisibile dell’intimità, silenzioso ma potentissimo. Quando si accumulano tensioni senza mai scaricarle, il rischio è quello di pagare un prezzo troppo alto anche nella sessualità. A livello fisico e mentale succedono un bel po’ di cose: * il cortisolo (l’ormone dello stress) resta alto, riducendo la libido e portando apatia; * si fatica a concentrarsi sulle sensazioni corporee: si pensa, si pensa e basta; * aumentano mal di testa, tensioni muscolari, perfino secchezza vaginale o difficoltà di erezione; * peggiora l’umore e, spesso, cresce il senso di frustrazione verso il partner. Risultato? Basta una sera dopo l’altra a rinviare, “non è colpa tua, è colpa mia”. La comunicazione si raffredda, il rischio di discutere per niente cresce, a volte sembra di vivere fianco a fianco ma distanti come sulla luna. MODI SEMPLICI PER DISINNESCARE LA BOMBA: COME SPEZZARE IL CIRCOLO VIZIOSO Sesso e stress sono un po’ come due calamite che si respingono. Eppure, con qualche strategia furba, si può trovare il modo di ridare spazio alla voglia anche nei periodi più tosti. Certo, non esiste la bacchetta magica, ma piccoli gesti concreti fanno la differenza: * imparare a prendersi sul serio, dire “stop” prima di esplodere; * creare rituali salva-coppia: cena senza telefoni, doccia insieme, risate senza senso; * parlare dei pensieri che pesano, usando sincerità e zero giudizio; * dedicarsi a piccoli piaceri fisici senza fretta (massaggi, baci lenti, silenzi pieni di tensione…) * ritrovare il contatto fisico anche fuori dal letto: un abbraccio lungo, una carezza; niente di scontato. Spezzare la routine aiuta anche il desiderio: se la mente riprende fiato, anche il corpo si sveglia. A volte basta davvero cambiare prospettiva. LEGGI ANCHE – Perché potresti sentirti stanca o nervosa dopo il sesso È COLPA DELLO STRESS O C’È DELL’ALTRO? QUANDO SERVE FERMARSI UN ATTIMO Se il desiderio continua a fare la parte dell’assente ingiustificato, forse lo stress è solo la punta dell’iceberg. Capita che i problemi di coppia, la noia, o questioni personali più profonde indossino la maschera dello stress. Non basta sempre “darsi una calmata”: a volte serve capire se dietro c’è stanchezza emotiva, incomprensioni, noia, addirittura insoddisfazione che non si osa dire ad alta voce. Le domande da farsi, senza mentire nemmeno un po’: * mi sento ascoltato o ascoltata dal partner? * ho voglia di cambiare qualcosa nella routine intima? * ci sono ferite vecchie che forse limano il piacere? * la comunicazione funziona… o si vive di silenzi e sguardi storti? Ammettere anche i pensieri scomodi aiuta a sciogliere tanti nodi. Parlare, ascoltare e forse, se serve, confrontarsi con qualcuno fuori dalla coppia (psicologo, counselor, sessuologo) può essere un atto di forza, mai di debolezza. Perché il sesso, quando torna, non dovrebbe essere la vittima sacrificale dello stress. Mettere al centro desideri e benessere, ogni tanto, cambia tutto. The post Ecco perché lo stress ti ruba il sesso (anche se non te ne accorgi) appeared first on The Wom.
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Non sei tu: ecco perché il sesso diventa noioso (e come riaccenderlo davvero)
Il sesso è noioso? Forse il problema non sei tu, ma un immaginario collettivo che soffoca il desiderio. Scopri come riscrivere la tua intimità. Se il sesso ti annoia, no, non sei diventatə improvvisamente noiosə. Forse il problema è un immaginario sessuale costruito su cliché e aspettative irrealistiche. Dai porno ai meme, seguiamo copioni che non ci appartengono. Ma riscriverli è possibile. E liberatorio QUANDO IL SESSO DIVENTA UNA ROUTINE: LA NOIA NON SEMPRE È COLPA TUA C’è chi te lo fa notare con uno sbadiglio (non sottovalutare il linguaggio del corpo) e chi invece aspetta la fine come se fosse in coda dal dentista. Certe volte il sesso annoia, sì, ma la prima reazione che viene è sempre la stessa: “Sarò io? Sono diventatə noiosə?” Eppure, spesso la risposta è molto più complessa – e liberante. Una noia da lenzuolo può nascere non solo da chi lo condivide, ma da un intreccio sottile di pensieri, aspettative e… immagini che non ci appartengono davvero. Tipo quelle scene super patinate viste su siti, film, video, social. Pensaci: quante volte ci si ritrova a voler imitare quello che si vede? Come se il tuo corpo dovesse rispondere ad uno storyboard scritto da qualcun altro, senza errori, senza pause o dubbi. Così, invece di ascoltare quello che realmente desideri, va a finire che insegui un copione che non è il tuo, e tutto diventa… tiepido. Non è questione di prestazioni, è proprio l’immaginario che può sabotare. LEGGI ANCHE – Cos’è il sesso noioso e perché è un problema grande IMMAGINARIO SESSUALE COLLETTIVO: TRA CLICHÉ E ASPETTATIVE IMPOSSIBILI Il punto è che tutti (ma davvero tutti) siamo immersi da sempre in un immaginario sessuale che fa da regia invisibile. Serie tv, pubblicità, pornografia e persino i meme su Instagram: tutto contribuisce a creare certe immagini, certe narrazioni di come dovrebbe essere il sesso “giusto”. Ma quanto sono realistiche? E soprattutto: servono davvero? Questi sono alcuni degli effetti collaterali di un immaginario troppo standardizzato: * Si pensa che il sesso abbia sempre una “trama” prevedibile, senza spazi per la naturalezza o la sorpresa. * Si rischia di confondere il piacere autentico con la performance scenica, finendo per reagire più a ciò che “si dovrebbe” che a ciò che “si sente”. * Poi, appena qualcosa esce dai binari – una risata, una pausa, l’ansia – scatta il senso di inadeguatezza. Il guaio? Quello che ci viene mostrato come norma spesso non è affatto normale, ma solo una “brutta copia” di fantasia collettiva. Ci si convince che sia così anche nella vita reale, con la differenza che ai poster nessuno si stanca mai… tra le lenzuola, invece, sì, capita eccome. COME RITROVARE IL PIACERE (VERO): IMPARARE A SMANTELLARE L’IMMAGINARIO Qui arriva la parte liberatoria. Rendere il sesso meno noioso non vuol dire per forza rivoluzionare rituali o imparare nuove posizioni ogni settimana. Piuttosto, il punto è liberarsi da un castello di aspettative inutile. Che fare allora? * Iniziare ad ascoltare davvero i propri desideri, e quelli dell’altra persona, senza paura di sembrare strani o “fuori copione”. * Lasciare che certi momenti siano anche maldestri o imbarazzanti: sono spesso quelli più umani, e pure più sexy. * Scoprire che ci si può sorprendere anche con cose semplici, tipo guardarsi negli occhi, rallentare tutto, ridere mentre si sbaglia. Quando si spegne il regista interiore e si lascia campo libero alla vera complicità, spesso nasce anche più desiderio. Non serve diventare acrobati o supereroi del piacere, basta sentirsi liberi di essere fuori standard. Scoprire che l’immaginario si può cambiare – e che il piacere vero non ha fotografie perfette – può restituire al sesso la sua parte ludica e sorprendente. SESSO NOIOSO? FORSE IL PROBLEMA È SOLO UNA VISIONE DA RISCRIVERE La prossima volta che il pensiero “forse sono io il problema” inizia a martellare, prova a chiederti: “Ma davvero è mio questo modo di vedere il sesso, o me lo sono ritrovatə addosso?”. Quella noia che sembra una sentenza, spesso è solo il segno che l’immaginario collettivo sta giocando contro, mettendo i bastoni tra le ruote all’intimità vera. Non c’è nulla di sbagliato nel sentirsi “fuori copione”, anzi. Spesso è proprio lì che si trova la vera scintilla. Smontare l’immaginario e riscrivere la propria narrazione, tra risate e momenti (finalmente) vissuti senza ansia da prestazione, aiuta a riscoprire il sesso come spazio dove sentirsi a casa. Magari non sarà perfetto come nei video, ma almeno sarà tuo. Ed è tutta un’altra storia, fidati. The post Non sei tu: ecco perché il sesso diventa noioso (e come riaccenderlo davvero) appeared first on The Wom.
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