
Desiderio sessuale altalenante? Ecco perché NON è un problema
- The Wom - Monday, September 1, 2025
Il desiderio sessuale non è un interruttore ON/OFF e, spoiler: non c’è nulla da aggiustare se ogni tanto “non ti va”. Tra alti e bassi, emozioni e giornate no, imparare a vivere senza panico un desiderio sessuale altalenante è la vera rivoluzione. Ecco perché non va normalizzato, ma celebrato!
Desiderio altalenante: ma cosa vuol dire davvero?
Dire che il desiderio sessuale è una specie di altalena sarebbe quasi riduttivo. A volte sembra una fiammata, altre una cenere tiepida. Eppure, nonostante tutte le campagne sulla body positivity e le infinite discussioni sui social, quando si tocca il tema del desiderio fluttuante c’è ancora un piccolo tabù: sembra quasi che sia una cosa da nascondere o, peggio, da “risolvere”. Come se oscillare tra “voglio tutto” e “oggi passo” fosse un bug, e non un side effect normalissimo della vita.
Ecco il punto: il desiderio sessuale non è né lineare né costante, mai. Sembra banale? Non lo è per niente. Perché anche chi finge di non dare importanza al sesso, ogni tanto si chiede “sarà normale che non mi va mai, o che mi va troppo?”. E spesso arriva la tentazione di colpevolizzarsi o sentirsi sbagliati. Ma no, non c’è veramente nessun “giusto” o “sbagliato” nel desiderio, c’è solo una marea che sale e scende, magari senza preavviso. E non serve per forza un perché, anzi, spesso il motivo non c’è o comunque non merita tutta questa indagine.
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Quando il desiderio va e viene: perché succede (e perché non è un problema)
Al di là dei manuali e delle risposte “preconfezionate” alle domande sulla libido, la verità è che il desiderio si muove come tutto il resto, e soprattutto risponde a stimoli che non stanno sempre sotto il nostro controllo. Un giorno basta uno sguardo e scocca la scintilla, il giorno dopo anche la serie preferita non aiuta.
Ci sono mille motivi per cui il desiderio gioca a nascondino, alcuni ovvi, altri meno:
- Stress e fatica accumulata sul lavoro che azzerano l’energia (qui non c’è tantra che regga, eh).
- Cambiamenti ormonali, sia nel corpo femminile che maschile — insomma, nessuno è immune.
- Piccole tensioni con chi si ha accanto, non per forza litigate epiche ma anche solo una frase mal digerita.
- Questioni fisiche, anche banali: un mal di pancia, una giornata no, la stagione che cambia improvvisamente.
- Esperienze personali, ricordi, mood della giornata… anche il meteo, a volte.
Ecco, il punto è che non c’è da allarmarsi per queste fasi. Non siamo fatti di interruttori ON/OFF. E chi ci prova a vivere tutto con performance costanti, di solito si rompe prima.
Perché viene sempre visto come un “difetto” (e perché smettere)
La narrazione mediatica e i discorsi delle serie TV propongono molto spesso il modello di una sessualità brillante e super performante, come se la spinta debba essere costante e infuocata, pure nei giorni di pioggia (o mal di testa). Ma questa visione alimenta un’ansia da prestazione che fa più danni di una dieta monotona: trasforma il desiderio altalenante in una specie di errore di sistema.
E qui ci si mette anche la pressione sociale, tipo:
- L’idea che in coppia si debba sempre allineare il desiderio, quasi come avere il ciclo sincronizzato.
- Le domande scomode “allora, tutto ok sotto le lenzuola?” alla cena con gli amici.
- I discorsi sulle relazioni degli altri, “eh ma loro sono sempre passionali!” (spoiler: spesso non è vero).
Tutto questo fa passare il messaggio che la variabilità sia insoddisfacente o “da correggere”, quando in realtà i momenti di desiderio basso sono fisiologici. E tocca dirlo: chi si mette ossessivamente a cercare la soluzione rischia di peggiorare la situazione. È come scavare una buca cercando l’acqua mentre piove: ti bagni e non ti disseti.
Normalizzare il desiderio che cambia: come viverlo senza panico
Allora, qui il primo passo è smettere di medicalizzare ogni fluttuazione. Il desiderio che cambia ritmo è una risposta normale agli stimoli e alle emozioni della vita. Piuttosto che entrare nel tunnel della preoccupazione, provare a osservare cosa succede può diventare una forma di cura – non di riparazione, sia chiaro.
Quali strategie aiutano davvero a normalizzare tutto questo? Pochi gesti semplici, molto pratici:
- Parlare con il partner senza sentirsi fragili o “strani”, cioè, normalizzare il fatto che a volte va e a volte proprio no.
- Evitare il confronto ossessivo con le esperienze degli altri. Sui social si vedono spesso versioni “editing” della vita sessuale: sono highlight, non la regola.
- Darsi tempo e spazio, perché il piacere nasce anche dal relax e dal non sentirsi forzati.
- Se veramente il calo dura tanto e genera disagio profondo, consultare un esperto è più saggio che affidarsi ai forum o ai consigli random.
In fondo, accettare il desiderio altalenante è un atto di libertà interiore. Cambiare punto di vista su questa ondata significa vivere tutto con meno ansia e più sincerità. Forse è il miglior regalo che si può fare a sé stessi e alla relazione. E chi finge di essere sempre “on” perde una parte autentica della propria storia: la bellezza delle pause.
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