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Giorgia Soleri a Scomode: “Se fa paura è quasi sempre la cosa giusta”
Giorgia Soleri è stata la donna che ha inaugurato Scomode, il format con cui da The Wom diamo spazio ai temi più attuali del mondo femminile. La conversazione con lei è stata potente: l’amore fuori dagli schemi, la salute mentale, l’accettazione di sé e le malattie invisibili sono stati solo alcuni degli argomenti che abbiamo affrontato insieme. Argomenti che non perdono mai di attualità, e che riproponiamo qui sotto Non poteva che essere lei a dare il via a Scomode. Giorgia Soleri è una voce forte, spesso dissonante, e molto, molto brillante. Con lei abbiamo parlato di alcune tematiche che le stanno a cuore, tutte con una domanda in testa: nel mondo di oggi, quanto spazio abbiamo per essere davvero noi stesse? Dalle scelte affettive al rapporto con il corpo, dalla depressione al dolore cronico, il suo racconto ha attraversato le aspettative sociali e le conseguenze concrete del sentirsi giudicate. Invitando a riconoscere il valore dell’ascolto, verso di sé e verso le altre persone. Ecco un riassunto di quello che ci siamo dette. Trovate la versione integrale delle nostre conversazioni sul canale YouTube di The Wom. RELAZIONI: LA LIBERTÀ DI SCEGLIERE COME AMARE Nella prima session siamo entrate nel territorio delle relazioni, riflettendo su ciò che consideriamo normale, accettabile o persino desiderabile. Giorgia Soleri ci ha parlato di poliamore, piacere consapevole e sincerità, raccontando la scelta di vivere i propri legami con maggiore aderenza a ciò che sente, anche di fronte alle critiche sui social. Al centro della conversazione, emerge il valore della trasparenza: riconoscere i propri desideri e comunicarli alle persone coinvolte diventa il presupposto per costruire rapporti fondati sul rispetto. Il suo racconto apre così una riflessione sulla libertà affettiva e sulla possibilità di scegliere consapevolmente come stare insieme, senza nascondersi per ottenere l’approvazione altrui. Un bel dialogo su cosa sia davvero l’amore. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da The Wom (@thewom) SALUTE MENTALE: DARE PAROLE ALLA DEPRESSIONE «Io voglio ma non posso, e se potessi non sarei nel buio». Nella seconda session, Giorgia Soleri ci ha raccontato la propria esperienza con la depressione, mettendo in discussione una convinzione ancora molto radicata: che la volontà sia sufficiente a superare qualsiasi difficoltà. Le sue parole restituiscono la distanza tra il desiderio di stare meglio e la possibilità di riuscirci, mostrando quanto possano risultare inadeguate le frasi fatte rivolte a chi soffre. Durante la nostra conversazione, Giorgia invita a parlare di salute mentale senza vergogna, a riconoscere la fragilità e ad ascoltarla senza giudizio. Ricordando anche che un disturbo mentale può far parte della vita di una persona senza esaurirne l’identità. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da The Wom (@thewom) ACCETTAZIONE DI SÉ: IMPARARE AD ABITARE IL PROPRIO CORPO Un tema decisamente scomodo, per tutte le donne, perché (purtroppo) il rapporto con il corpo si costruisce anche attraverso le aspettative che assorbiamo dall’esterno. Nella terza session, Giorgia riflette invece sulla possibilità di riconoscere il corpo come ciò che ci permette di fare esperienza del mondo, sottraendolo a un esame continuo. Accettarsi diventa allora un percorso fatto di vulnerabilità, ascolto e rispetto, che può attraversare momenti di maggiore serenità e altri di fatica. Il suo invito è quello di concedersi uno sguardo meno severo e a rivendicare il diritto di esistere nel proprio corpo senza doverne giustificare la forma o l’aspetto. Una conversazione schietta e anche dolorosa. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da The Wom (@thewom) MALATTIE INVISIBILI: IL PESO DI DOVER DIMOSTRARE IL DOLORE Nell’ultima session, invece, abbiamo affrontato l’esperienza delle malattie invisibili e i pregiudizi che circondano condizioni come endometriosi e vulvodinia. Giorgia Soleri racconta un dolore che entra nella quotidianità, influenza il lavoro, le relazioni e la vita sociale, pur senza essere necessariamente riconoscibile dall’esterno. Alla fatica della malattia può così aggiungersi quella di dover spiegare, giustificare e dimostrare ciò che si prova. La conversazione porta l’attenzione sulle conseguenze dello scetticismo e della minimizzazione, invitando a cambiare il modo in cui accogliamo le esperienze altrui. Credere a chi racconta la propria sofferenza, ascoltarne i bisogni e riconoscerne i limiti sono gesti essenziali per contrastare l’isolamento. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da The Wom (@thewom) The post Giorgia Soleri a Scomode: “Se fa paura è quasi sempre la cosa giusta” appeared first on The Wom.
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