18 settembre 2026
Presidio in piazzale Porta Pia contro la repressione in Turchia
Dal 12 settembre persone della comunità LGTBQIPAK+ sono vittime di retate,
persecuzioni, arresti, fermi e blocco della possibilità di comunicare ed
esprimersi via social.
Quello che alcune persone che si stanno promuobendo come paladini della morale
vorrebbero fare anche qui.
L’operazione strumentalizza e utilizza ancora una volta lo slogan “La mia
famiglia è al sicuro” mostrando quello che noi sosteniamo da sempre. La famiglia
come mito di sicurezza e serenità quando invece troppo spesso è luogo di
controllo e di repressione più vicino, luogo lontano dall’essere sicuro visto le
tante violenze, tensioni, dipendenze e tossicità attraversano questo luogo. Non
si fa riferimento quindi alle relazioni che possono essere positive basi di
convivenza e di condivisione ma a quella “famiglia” che rivendica il ruolo di
guardiana del sistema, un sistema da riprodurre e rigenerare fedele a se stesso.
162 persone sottoposte a indagine
9 associazioni e 13 attività coinvolte tra cui associazioni di assistenza a
persone con HIV
180 account social e numerosi siti oscurati
81 persone in custodia cautelare
Censura, odio di stato, repressione, marginalizzazione e criminalizzazione di
genere! Questo quello che sta succedendo in Turchia e non solo
Questo quello che vediamo arrivare anche qui nelle parole di questa destra
fascista che governa e che pretende di farlo anche nel futuro, ma che sentiamo
anche nelle aggressioni e nelle violenze quotidiane.
Stare nelle piazze, riprendere i megafoni come abbiamo fatto ieri a Roma e in
moltissime altre piazze è fondamentale per non lasciare che questo odio dilaghi
e che si diventi noi, le comunità povere, marginalizzate, disabilizzate,
LGTBQIPAK+ quelle indicate come responsabili della crisi di un sistema che
continua a distruggere la vita delle persone di ogni specie e del pianeta
stesso.
#Actnow #Turkey
Tag - transfemminismo
Puntata divisa in 3 parti. Nella prima parte intervista a Marzia Vaccari,
autrice di Server Donne . Seconda parte al telefono con un compagno di Torino
parliamo di hackrocchio, l'appuntamento annuale di avvicinamento ad hackmeeting
organizzato dall'hacklab underscore. E infine l'immancabile Rubrica delle
notiziole.
Prima parte
intervista a Marzia Vaccari, autrice di Server Donne che sarà presentato alle
cagne sciolte (via ostiense 137b), giovedì 27 novembre dalle 19, per una
presentazione del libro con discussione
abbiamo parlato di infrastrutture e tecnologie femministe, menzionando alcuni
server femministi autogestiti, del rapporto problematico e complesso tra
femminismi e digitale, dell'importanza della memoria storica e
dell'archiviazione come atto politico, della necessitò di un femminismo della
rete anche per non lasciare il campo ai misogini della "manosfera", di risorse e
spunti preziosi da Abya Yala e non solo.. che lavorano sull'autonomia delle
infrastrutture ma sull'autodifesa femminista digitale contro le violenze di
genere
alcuni spazi femministi digitali liberi&open source da esplorare:
* https://tube.systerserver.net (PeerTube)
* https://systerserver.town (Mastodon)
Seconda parte
Al telefono con un compagno di Torino parliamo di hackrocchio, l'appuntamento
annuale di avvicinamento ad hackmeeting organizzato dall'hacklab underscore.
Notiziole
* aggiornamenti sul caso Paragon
* in California ritirato il progetto Dragnet, con cui la polizia monitorava i
consumi elettrici dell'intera popolazione di Sacramento con l'intento
dichiarato di trovare persone che coltivavano cannabis in casa
* varie su IA e quanto non funziona
* copyright: Cloudflare multato in Giappone per non aver favorito la rimozione
di contenuti "pirata"
* l'annoso caso del chip sottopelle
NON SEI RIUSCITƏ AD ESSERE AL FORTE PRENESTINO PER PARTECIPARE AL PERFOINCONTRO
CON MARÍA GALINDO? LO ABBIAMO REGISTRATO PER TE
mariagalindo07022025
Femminismo Bastardo, il libro di María Galindo, tradotto da Roberta Granelli
con la prefazione di Paul Preciado, pubblicato da Mimesis edizioni
“Attraverso una scrittura “bastarda”, che unisce prosa e poesia, manifesto
politico e articolo di giornale, María Galindo passa in rassegna le questioni
fondamentali del femminismo dalla sua prospettiva anarchica e decoloniale.
Secondo l’autrice le donne sudamericane hanno il dovere di riconoscersi come
bastarde e di rifiutare il progetto dello stato coloniale del meticciato
(mestizaje) che classifica, gerarchizza e tenta di nascondere la “ferita
coloniale” che ancora sanguina.
Galindo costruisce un archivio delle pratiche di disciplinamento del desiderio
erotico disseminate nella cultura ecclesiastica, nelle istituzioni mediche e
scolastiche, nel linguaggio politico e nella cultura popolare, sia quella
folklorico-indigenista sia quella imperialista-spagnola-gringa. Con Mujeres
Creando, il movimento femminista di guerriglia urbana non violenta da lei
fondato, sviluppa un diagramma di pratiche di ribellione alla violenza che lei
stessa chiama “depatriarcalizzazione”.
In quest’ottica, il femminismo bastardo è un modo per posizionarsi – come fanno
le riflessioni decoloniali – fuori da qualsiasi binarismo, sia quello di genere,
quello tra Stato e popolazione indigena o quello tra vittima e carnefice.”
dal sito di Mimesis Edizioni
foto interno e copertina di Mari Casalucci, Forte Prenestino 7 febbraio 2025