Attraverso Google Ads, Israele sta promuovendo contenuti contro MSF, cercando di
imporre la propria narrazione sulla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza.
Dal 1° gennaio 2026 oltre trenta organizzazioni umanitarie internazionali non
possono più operare nella Striscia di Gaza. Tra queste, Medici Senza Frontiere
(MSF). Secondo Israele non hanno rispettato i requisiti di registrazione
introdotti nel marzo 2025 e fornito garanzie sufficienti per escludere legami
con gruppi terroristici, in particolare Hamas e Jihad Islamica. Una posizione
che Israele sta portando avanti attraverso una campagna strutturata di
sponsorizzazioni su Google Italia. Chi cerca infatti sul motore di ricerca
"Israele e Medici senza Frontiere" trova come primo risultato un documento
diffamatorio contro MSF. Per farlo comparire in cima è bastato pagare.
Leggi l'articolo di Fanpage
Tag - pubblicità
YouTube sta modificanda le sue strategie pubblicitarie e l'intelligenza
artificiale è al centro di questa evoluzione.
Stando alle indiscrezioni, la piattaforma sta sperimentando un sistema basato
sull'IA per inserire annunci nei momenti in cui gli utenti sono più propensi a
notarli, spesso durante le pause naturali dei video. L'obiettivo è chiaro:
massimizzare l'impatto delle pubblicità, anche se un approccio come questo ha
l'aria di essere essere un po' troppo invasivo.
L'IA analizza il contenuto dei video per identificare i punti in cui
l'attenzione dell'utente è al massimo, come la fine di una scena intensa o un
momento di silenzio. Questi istanti, che l'algoritmo considera ideali, diventano
il bersaglio perfetto per gli annunci.
Se da un lato questo può (almeno inizialmente) aumentare l'efficacia delle
campagne pubblicitarie, dall'altro rischia di interrompere l'esperienza di
visione in modo più evidente, suscitando frustrazione negli spettatori.
Articolo completo qui
"Con l'invenzione e lo sviluppo della televisione, e il progresso tecnico che
rese possibile di ricevere e trasmettere simultaneamente sullo stesso
apparecchio, il concetto di vita privata si poteva considerare del tutto
scomparso. Ogni cittadino, o meglio ogni cittadino che fosse abbastanza
importante e che valesse la pena di sorvegliare, poteva essere tenuto
comodamente sotto gli occhi della polizia e a portata della propaganda
ufficiale"
George Orwell, l'autore del celeberrimo libro distopico 1984 dal quale sono
tratte queste parole, era un ottimista. Pensava che la sorveglianza tramite la
tecnologia sarebbe stata applicata solo a chi fosse abbastanza importante. Oggi,
invece, la sorveglianza tecnologica si applica a tutti, in massa, e per di più
siamo noi utenti a pagare per i dispositivi che la consentono.
Uno di questi dispositivi è il televisore, o meglio la "Smart TV", come va di
moda chiamarla adesso. Sì, perché buona parte dei televisori moderni in
commercio è dotata di un sistema che raccoglie informazioni su quello che
guardiamo sullo schermo e le trasmette a un archivio centralizzato. Non a scopo
di sorveglianza totalitaria, ma per mandarci pubblicità sempre più mirate,
basate sulle nostre abitudini e i nostri gusti. In sostanza, molti televisori
fanno continui screenshot di quello che state guardando, non importa se sia una
serie di Netflix, un videogioco o un vostro video personale, e li usano per
riconoscere cosa state guardando e per suggerire ai pubblicitari quali prodotti
o servizi mostrarvi.
Leggi l'articolo di Paolo Attivisiimo su ZEUS News
Oppure ascolta il podcast
Un'agenzia di marketing americana, CMG, utilizzerebbe un sistema chiamato Active
Listening, in grado di rilevare le conversazioni degli utenti in tempo reale per
migliorare gli annunci pubblicitari.
Un documento pervenuto alla redazione di 404 Media e attribuibile all'agenzia
Cox Media Group (CMG), ha spiegato in un «pitch deck» come riuscirebbe a
raccogliere informazioni dalla voce degli utenti per illustrare annunci
pubblicitari in linea con le aspettative e con le soluzioni che l'utente è
pronto ad acquistare. La tecnologia, descritta come «The Power of Voice» e
chiamata Active Listening si avvarrebbe dei microfoni di dispositivi
intelligenti come gli smartphone.
Non è la prima volta che l'agenzia di marketing viene sottoposta alla lente di
ingrandimento di 404Media e colta di sorpresa in attività presumibilmente poco
ortodosse. Qualche sospetto ai giornalisti di 404 Media era sorto già lo scorso
dicembre.
In un post condiviso sul sito Web di CMG e presto cancellato, l'agenzia ha
affermato che il suo modus operandi volto ad acquisire informazioni dalle
conversazioni degli utenti non solo esisterebbe, ma sarebbe anche legale: «È
legale che telefoni e dispositivi ti ascoltino. Quando un nuovo download o
aggiornamento di un'app richiede ai consumatori un accordo di termini di
utilizzo di più pagine da qualche parte nella stampa fine, spesso è incluso
l'ascolto attivo».
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