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Gaza senza Rete, sostieni Gazaweb
A Gaza prende forma un incubo soffocante: compiono un genocidio mentre tappano la bocca. Dopo 20 mesi la feroce aggressione israeliana fa un ulteriore salto di qualità. La connessione internet residua, già compromessa dagli occupanti, ha subito un drastico calo. L’ultimo cavo di fibra funzionante stato tranciato. Ora le uniche connessioni attive sono possibili attraverso le e-sim. Da oltre un anno Gazaweb fa crescere gli “Alberi della rete” che sostengono la comunità palestinese fornendo connessioni internet extra utilizzando le e-sim. L’allarme è ogni giorno più disperata. I nostri fratelli “giardinieri della rete” faticano a mantenersi in salute e non riescono a sostenere la richiesta di accesso alla rete. Ci serve il sostegno di tutt*. Aiutaci a tenere vivi i legami sociali nelle comunità palestinesi. Mantieni Gaza connessa. Coltiviamo solidarietà, insieme. Sottoscrivi per Gazaweb su aiutagazaweb.vado.li Altre info le trovi sul sito di ACS
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La Corte d’Appello Usa ribalta le regole sulla neutralità della rete: una vittoria per i privati
La recente decisione di una corte d’Appello degli Stati Uniti ha riacceso il dibattito sulla neutralità della rete, un tema che coinvolge diretti interessi economici e il futuro dell'accesso a Internet. Con l’annullamento delle normative ripristinate dalla Federal Communications Commission nel 2024, emerge la complessità di un sistema internet che continua a polarizzare opinioni e schieramenti politici. Questo articolo esamina la questione della net neutrality e le sue implicazioni a livello globale, con uno sguardo particolare all’Europa. I fondamenti della net neutrality La net neutrality, o neutralità della rete, è un principio fondamentale che regola il comportamento delle aziende fornitrici di accesso a Internet, noti come Internet Service Provider . Secondo questo principio, gli ISP non possono bloccare né limitare l'accesso a determinati contenuti o applicazioni, né possono imporre tariffe aggiuntive per avvantaggiare i propri partner commerciali. L’obiettivo è garantire che tutti i dati siano trattati in modo eguale, senza favoritismi o discriminazioni. Nei fatti, ciò significa che fornitori come Comcast o Verizon negli Stati Uniti, così come Telecom e Vodafone in Italia, non possono rallentare connessioni per servizi come Skype o Netflix, favorendo invece i propri servizi. L’assenza di garanzie sulla neutralità della rete apre il campo a interpretazioni arbitrarie: un grande provider potrebbe avere la capacità di sovraccaricare la rete per far prevalere le proprie applicazioni a discapito di competitor più piccoli, creando una sorta di monopolio dell’informazione. Leggi l'articolo
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Agcom: accessi FTTC al 47% del totale. FTTH in crescita al 26% e FWA all’11%. Rame in calo al 15,8%
Secondo i dati dell'osservatorio trimestrale dell'Agcom, in aumento le connessioni FTTC e FTTH nel nostro paese, in flessioni il rame mentre cresce anche il consumo medio medio giornaliero di giga. A fine giugno 2024 nella rete fissa gli accessi complessivi su base trimestrale non mostrano variazioni di rilievo, e rimangono attestate intorno ai 20,24 milioni di linee. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio trimestrale dell’Agcom relativo al primo semestre del 2024. Le linee in rame si sono ridotte di circa 170 mila unità su base trimestrale e di 720 mila rispetto al giugno 2020, e nell’ultimo quadriennio sono diminuite di 4,95 milioni di accessi. Pur se in flessione su base annua (-587 mila linee),gli accessi FTTC rappresentano circa il 47% della base clienti complessiva. Quelli FTTH crescono su base trimestrale di oltre 300 mila unità e di 1,09 milioni su base annua, mentre rispetto al giugno 2020 l’incremento è di 3,71 milioni di linee. Leggi l'articolo con tutti i dati
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Sconnessi?
Guardare avanti, si dice. Guardare fisso, invece, la propria mano che sostiene un apparecchietto nero con schermo, detto smartphone. Consultare, sbirciare, controllare, scrollare, ascoltare, pagare, scrivere, parlare, filmare… Al ristorante, per strada, in chiesa, nel passeggino, al cinema, in arrampicata, al supermercato, in auto, in classe, in ospedale, sul bus, sul water, a letto, in bici, al lavoro, ai mari e ai monti… in tasca, in mano. A testa bassa. Paesaggio umano smisuratamente social. Ognuno di noi al guinzaglio del proprio smartphone. Ad ogni latitudine, più o meno. Ad ogni età, neonato e pensionato, per ogni sesso. Super intersezionale. La psichiatria, che ha il naso fino, ha inventato il problematic smartphone use (PSU) Ma quale problematic? Obvious smartphone use. Non è un gingillo, è una Lampada di Aladino dai mille favori. È un essere più che uno strumento tecnico. Non sono un filosofo e torno a incantarmi con questo congegno luccicante che ci ha catturati, dionisiacamente “sussunti” direbbero gli intenditori. Se fossi nato vent’anni fa non mi stupirebbe toccar quotidianamente con mano la nostra universale dedizione all’Angelo Custode che ogni giorno ci accompagna e ci nutre, mi sarebbe risuonato perfettamente naturale, oggettivo, da sempre. Una felice evoluzione dell’umanità. Di chi è figlia questa alchimia universale? Del capitalismo digitale, di quello cognitivo, di quello zombi? Di un neo colonialismo psichico? Di una fantomatica tecnodittatura? Di un dio cattivo, o anche buonino, che escogita una nuova religione? Di quei cinque o sei giovanottoni diventati paperon de’ paperoni giocando con il web e inventando questo e quello? Di un presente a capitalismo morto, che sarebbe ancora peggio del capitalismo vivo? Di me boccalone e dei miei simili che ci facciamo accalappiare da questa sbalorditiva pietra filosofale rettangolare? Leggi l'articolo di Claudio Canal
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