Source - Radio Città Aperta

Radio libera indipendente

SILENT CARNIVAL OSPITE DI ALTERNITALIA 16-1-2025
Passano gli anni ma la musica che propone Alternitalia è sempre attenta alla contemporaneità sia nelle produzioni di giovani band sia in quelle di artisti più navigati, una ricerca costante che Gianluca Polverari porta avanti sempre con impegno. Sarà poi ospite della trasmissione Silent Carnival, il dolente progetto slowcore del siciliano Marco Giambrone che torna con il toccante ed evocativo nuovo disco “Liminal”. FOTO: RICCARDO SCIBETTA ALTERNITALIA con Gianluca Polverari, Ogni venerdì dalle 16 alle 18  Ascolta su www.radiocittaperta.it  whatsapp: 3401974468  #App: www.radiocittaperta.it/qrcode/ The post SILENT CARNIVAL OSPITE DI ALTERNITALIA 16-1-2025 first appeared on Radio Città Aperta.
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VIAGGIO MUSICALE SENZA CONFINI SU GROOVY TIMES – 17/01/26
Puntata di Groovy Times di sabato 17 gennaio 2026 Groovy Times, il vostro programma del sabato pomeriggio dalle 14 alle 16 che vi porterà alla scoperta delle novità discografiche della settimana con il suo deltaplano no oil: – Pubblicato su Hot Casa Records, “Pacifiques Biches“, l’ultimo album del Florian Pellissier Quintet è un viaggio sonoro in giro per il mondo a base di hard bop, di ritmi globali e voci poetiche. – Un anno e mezzo dopo Aura Safari e Jimi Tenor “Sensory Blending”, l’etichetta italiana Hell Yeah Recordings pubblica “Sensory Re-Blending” una serie di remix eccezionali tratti dagli originali che estendono perfettamente i piaceri rilassanti dell’anima del Sensory Blending con una prospettiva fresca.  – Tornano con il nuovo album “Cut & Rewind“, le SAY SHE SHE, trio vocale di Brooklyn, mescolano soul, club music, funk e atmosfere che arrivano direttamente dalle produzioni disco 70s e 80s di Nile Rodgers con uno spirito punk glam chic. – Per concludere, DJ Yoshizawa Dynamite pubblica “Minyo Groove 1963-1979“, una compilation acclamata che esplora la fusione di min’yō (canti popolari giapponesi) con generi occidentali come latin, rock, rare groove e funk. Tanta musica, con un sacco di novità discografiche che rompono i confini e allargano gli orizzonti delle tue orecchie, e poi gli appuntamenti con le migliori serate e i migliori concerti segnalati su “Cosa succede in città?” Warm up your Saturday! GROOVY TIMES con Dave, Kamboh & PeriLongu Ogni sabato dalle 14 alle 16 Ascolta su www.radiocittaperta.it Whatsapp, Telegram, SMS: 3401974468 App: www.radiocittaperta.it/qrcode/ The post VIAGGIO MUSICALE SENZA CONFINI SU GROOVY TIMES – 17/01/26 first appeared on Radio Città Aperta.
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Pina Picierno in Lituania e il nodo della memoria storica. Visita al museo che esalta gli artefici del genocidio nazista
In occasione del Giorno dei Difensori della Libertà, la vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, si è recata in Lituania. Nel paese baltico ha incontrato esponenti delle opposizioni a Mosca e Minsk, per parlare di sicurezza e minacce ibride, ma è stata anche l’occasione per perorare un ulteriore tentativo di riscrivere la storia: Picierno si è recata nel museo da più parti criticato perché rappresenta carnefici nazisti come combattenti per la libertà. di Giacomo Simoncelli La ricorrenza del 13 gennaio commemora i fatti del 1991, durante i quali, all’atto della dichiarazione di indipendenza della Lituania, gli scontri con i militari sovietici portarono alla morte di 14 civili. È in questa cornice che la vicepresidente del Parlamento Europeo ha svolto una serie di incontri politici a Vilnius, capitale del paese baltico, volti a ribadire l’impegno dell’Europarlamento al fianco dell’Ucraina. Picierno ha incontrato il presidente del parlamento Juozas Olekas e il viceministro degli Esteri Sigitas Mitkus, definendo la frontiera orientale lituana come un punto nevralgico per la sicurezza dell’intera UE. A margine del sopralluogo alla postazione di frontiera di Padvarionys e alla visita al Centro nazionale di gestione delle crisi, gli interventi di Picierno hanno sottolineato l’allerta contro le “minacce ibride”. Un impegno che si è tradotto anche nel dialogo con gli oppositori di Mosca e Minsk: l’incontro con Yulia Navalnaya a Vilnius è servito a definire strategie contro le infiltrazioni delle oligarchie russe, mentre quello con Svetlana Tsikhanouskaya (considerata dalla UE come legittima presidente della Bielorussi) ha confermato il sostegno alla dissidenza bielorussa. Il Museo della discordia Il momento più simbolico della visita è stato l’omaggio al Museo delle Occupazioni e delle Lotte per la Libertà, inserito nella ex sede del KGB locale. Picierno ha detto: “l’Europa ha bisogno di una memoria storica comune, che non sia un capitolo chiuso ma una bussola per il presente. Dobbiamo costruire percorsi europei con le scuole, perché le nuove generazioni vengano qui a vedere i crimini e le ferite che l’Unione Sovietica ha inferto ai cittadini europei. La memoria non è solo commemorazione, è un presidio contro il ritorno dell’autoritarismo”. Tuttavia, proprio questo luogo di memoria è da anni al centro di aspre polemiche che ne mettono in discussione l’impianto scientifico. Se per le istituzioni lituane il museo rappresenta la testimonianza della lotta per l’indipendenza, diverse voci critiche – supportate da storici internazionali come Dovid Katz – denunciano la manipolazione storica che si cela dietro quelle stanze, e la legittimazione di autori della pulizia etnica nazista nei confronti degli ebrei. Il nodo del “doppio genocidio” Il museo è stato creato col nome di Museo delle Vittime di Genocidio. Eppure, fino al 2011, non c’era una sezione dedicata allo sterminio degli ebrei, nonostante la Lituania sia stata teatro di una delle più feroci ondate di massacri durante l’occupazione nazista. Il 90% di 250 mila ebrei sono stati uccisi nel paese baltico, il che lo rende uno dei luoghi in cui il genocidio fu perpetrato in maniera più puntuale e totale. Molti furono uccisi da altri lituani, che collaborarono con i tedeschi invasori. Il problema è che, come scrive il Time, molti di questi “responsabili dell’Olocausto sono lodati come vittime della lotta dei loro paesi contro l’occupazione sovietica”. In pratica, il genocidio degli ebrei scompare, e anzi alcuni suoi artefici vengono elevati a combattenti per la libertà, mentre gli unici morti che vengono ricordati sono quelli lituani. I dati parlano certo di molte vittime, ma Dovid Katz, storico statunitense ebreo residente a Vilnius ha messo in chiaro una cosa: “definire genocidio ciò che hanno fatto i sovietici è solo un sofisma ambiguo per trasformare tutte le vittime in criminali e tutti gli assassini in eroi”. La retorica alimentata dal museo è quella degli eredi dei nazisti, che usano questi spazi museali non per fare storia, ma con lo scopo di piegare la terminologia del “genocidio” ad una legittimazione politica attuale, e per costruire un dispositivo propagandistico in funzione anti-russa. Una memoria comune è possibile? Resta aperto il tema della responsabilità locale durante l’Olocausto, spesso rimosso per alimentare un racconto di vittimismo nazionale. Ma questo vittimismo diventa anche un’arma della propaganda UE nella propria missione di assurgere ad attore della competizione globale, legittimando questa politica di potenza con il velo di lotta per i diritti e la democrazia. La missione di Pina Picierno mette dunque in luce una deriva evidente della UE, in cui le modalità della dialettica politica sono perfettamente descritte dalla definizione di ‘democratura’. La memoria storica viene usata come clava per costruire una narrazione che con la storia non ha nulla a che vedere, ma che serve invece a perorare una lotta ideologica, in cui con le estreme destre si può collaborare finché condividono le mire imperialistiche europee (è la sostanza di quel che ha detto l’ex presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, a ridosso delle elezioni europee del 2024), ma lo spauracchio che deve essere denunciato in ogni modo è quello del Socialismo e della rivoluzione. The post Pina Picierno in Lituania e il nodo della memoria storica. Visita al museo che esalta gli artefici del genocidio nazista first appeared on Radio Città Aperta.
Informazione
Quando Dave Grohl faceva hardcore punk con gli Scream
Il 14 gennaio 1969 a Warren (Ohio) nasce Dave Grohl, noto per essere stato fino al 1994 il batterista dei Nirvana e, a partire da quello stesso anno, il frontman dei Foo Fighters, gruppo da lui fondato a Seattle. Per festeggiare il suo compleanno, vi propongo l’ascolto di un pezzo degli Scream, band hardcore punk originaria del nord del Virginia, il cui batterista Kent Stax, dopo il terzo album, venne sostituito da Grohl, che vi restò dal 1987 al 1990: “I FEEL LIKE THAT” by the DC legends with a new kid on drums by the name of Dave Grohl (aged about 20?). Filmed by TRIBALAREA at AJZ Bielefeld, Germany and taken from TRIBAL AREA VIDEOZINE #2 Many thanks to Matthias Kollek of TRIBAL. Singer Peter Stahl and guitarist bro Franz formed WOOL after SCREAM split in ’90. Franz Stahl played with Foo Fighters in late 90s after Pat Smear left. Di seguito, una video-chicca di un concerto tenuto dagli Scream al Forte Prenestino di Roma nel 1987: -------------------------------------------------------------------------------- Fonte immagine in evidenza: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dave_Grohl_1989.jpg --------------------------------------------------------------------------------   The post Quando Dave Grohl faceva hardcore punk con gli Scream first appeared on Radio Città Aperta.
Musica
Gli Statuto ristampano “Tempi Moderni” e “RiSKAtto” e poi parte il tour
La storica band mod torinese Statuto ristampa due classici della propria discografia, a partire da venerdì 13 febbraio saranno infatti disponibili per Sony Music gli album “Tempi Moderni” del 1997 e “Riskatto” del 1999. Il primo pubblicato originariamente nel 1997 torna oggi in versione doppio vinile 180 grammi e CD.  “Tempi Moderni” contiene 12 canzoni in puro stile “brit e power pop” con ricchi arrangiamenti chitarristici e orchestrali, ammiccanti alle migliori produzioni di Blur e Oasis, al punto che fu proprio la mod band torinese ad aprire il tour italiano della band dei fratelli Gallagher nel 2002. L’album sancì l’inizio della collaborazione con il produttore artistico Carlo Ubaldo Rossi il quale seppe ricreare brillantemente il suono proveniente dalla Gran Bretagna. Questo mantenendo però le caratteristiche italiane della band, così che i due singoli “Non Finirà” e “Neanche Lei” entrarono in rotazione nelle emittenti radio nazionali. La formazione dell’epoca comprendeva: Oscar Giammarinaro (voce), Rudy Ruzza (basso), Giovanni Deidda (batteria) e Alex Loggia (chitarra). Il secondo uscito nel 1999, sarà ora disponibile in due versioni vinile: nero 180 grammi e picture disc, ma anche CD.  “Riskatto” racchiude 14 canzoni, delle quali: 11 versioni in italiano dei brani più celebri dello ska inglese (Madness, Specials, Bad Manners e Selecter), due versioni ska di classici dei ’60 italiani (Bandiera Gialla e Bada Bambina) e un brano dedicato al Grande Torino in occasione del cinquantenario della tragedia di Superga (“Grande” con testo dello scrittore Gianpaolo Ormezzano). Nel disco, sempre prodotto da Rossi, spicca la partecipazione di Rettore, che canta la versione italiana di “On my radio” dei Selecter. A motivare la scelta di un album dedicato interamente allo ska “2-Tone” contribuì il pubblico degli Statuto, che dopo un disco senza neanche un brano ska, aveva richiesto a gran voce una nuova uscita che riportasse alle radici della band. Una carriera che iniziò proprio suonando brani dei The Specials con testi riadattati in italiano, come testimoniato dalla prima demo-tape “Torino Beat” del 1984, in cui compaiono le cover di “Concrete Jungle” e “Rat Race”. Il tour abbinato a “Riskatto” ebbe notevole successo e portò gli Statuto a raggiungere il traguardo di oltre 100 date in un anno. La formazione dell’epoca comprendeva: Oscar Giammarinaro (voce), Rudy Ruzza (basso), Giovanni Deidda (batteria) e Valerio Giambelli (chitarra). Le due pubblicazioni saranno in preorder a partire da martedì13 gennaio, e sempre in tale data saranno disponibili per la prima volta in tutte le piattaforme streaming.   In occasione della nuova pubblicazione in particolare di “RiSKAtto” gli Statuto partiranno con il tour club omonimo, curato da Barley Arts, in cui presenteranno dal vivo tutti i brani del disco con gli arrangiamenti originali dell’epoca. A questi si aggiungeranno le loro hit storiche come “Abbiamo vinto Il Festival”, “In Fabbrica”, “Ragazzo Ultrà”, e molte altre. Dopo le più di 50 date del loro “Football Tour”, la band torna sui palchi di tutta Italia con uno spettacolo tutto nuovo e con ricco set strumentale. Sul palco Oscar Giammarinaro (voce), Zak Loggia (chitarra), Alessandro Loi (basso), Giulio Arfinengo (batteria), Gigi Rivetti (tastiere), Lorenzo Bonaudo (tromba) e Daniele Bergese (sax). Le prime date del tour in aggiornamento: 13/2 MILANO Arci Bellezza 17/2 TORINO Blah Blah 20/2 ROMA Defrag 21/2 CASTIGLIONE DEL LAGO (PG) Darsena 22/2 TORINO Blah Blah (showcase repertorio “Tempi Moderni”) 7/3 BERGAMO Druso 12/3 BOLOGNA Locomotiv Club PREORDER DISCHI  https://store.sonymusic.it/collections/statuto The post Gli Statuto ristampano “Tempi Moderni” e “RiSKAtto” e poi parte il tour first appeared on Radio Città Aperta.
Musica
Chameleon 15-01-26
Giovedì 15 Gennaio su Radio Città Aperta,  Alice Blasi sarà ospite a Chameleon. Sarà intervistata in diretta telefonica da Domenico Mizzu Carrara. Ci parlerà del suo percorso musicale, dei suoi brani, fino al suo singolo “Capirai” uscito venerdì 9. www.radiocittaperta.it The post Chameleon 15-01-26 first appeared on Radio Città Aperta.
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OREYEON OSPITI A MELTINGPOT
Nuovo appuntamento con Meltingpot, il programma di Radio Città Aperta a cura di Riccardo Pure Ranking che intreccia novità discografiche, notizie e incontri con gli artisti. Nella puntata di mercoledì 14 gennaio spazio alle sonorità più cupe e pesanti con gli Oreyeon, band heavy/doom del nord Italia. Sarà con noi al telefono Richard Silvaggio (basso e voce) con cui parleremo di I’m Your Mistake, nuovo singolo disponibile su tutte le piattaforme digitali e secondo estratto dal prossimo album The Grotesque Within, in uscita il 13 febbraio 2026 per Heavy Psych Sounds. Un brano apertamente doom, lento e opprimente, che affronta senza filtri il tema dell’esistenza come errore. Attivi dal 2014, gli Oreyeon hanno costruito negli anni un’identità solida che affonda le radici nell’hard rock anni ’70 dei primi Black Sabbath, contaminato da stoner, doom e suggestioni progressive. Dopo Builders of Cosmos (2016), Ode to Oblivion (2019) ed Equations for the Useless (2022), la band è pronta a inaugurare un nuovo capitolo discografico ancora più oscuro e consapevole. Come sempre, la puntata sarà accompagnata dalle selezioni musicali in stile MeltingPot. Ascolta su www.radiocittaperta.it Whatsapp, Telegram, SMS: +39 3401974468 The post OREYEON OSPITI A MELTINGPOT first appeared on Radio Città Aperta.
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DRY CLEANING E BOWERY ELECTRIC A 33×2 del 14-1-2026
141° episodio di 33×2, la trasmissione che vi propone l’intero ascolto di due album, uno recente e l’altro del passato, scelti e presentati da Gianluca Polverari. Come disco novità sarà protagonista “Secret Love”, il terzo album dei britannici DRY CLEANING, uno dei primi titoli importanti del nuovo anno. Infatti il quartetto di Londra si è fatto già apprezzare per i suoi primi ep e poi per i successivi due album dove il recitato teso e sarcastico di Florence Shaw si accompagna alle belle ricamature della chitarra e al groove minimale della sezione ritmica, un art rock, figlio della scuola wave post punk, che si mantiene su alti livelli anche in questo nuovo capitolo assai maturo, prodotto dalla musicista Cate Le Bon. Come disco del passato sarà protagonista “Beat”, il secondo album del 1996 degli statunitensi BOWERY ELECTRIC. L’album, oltre a contenere la traccia “Without Stopping” che è la sigla e base di 33×2, è un capitolo eccezionale dove il post rock s’incontra con lo shoegaze e il trip hop più scuro, arricchito dal cantato visionario di Martha Schwendener, in un connubio sperimentale e melodico allo stesso tempo dove l’ipnosi è sinonimo di pure piacere d’ascolto. L’album uscì per l’importante label Kranky che è stata la casa nei ’90, e lo è tuttora, di valide produzioni, un catalogo che deve essere necessariamente conosciuto o studiato da tutti i cultori di musiche più ricercate ma mai ostiche. 33×2  con Gianluca Polverari Ogni mercoledì dalle ore 12  Ascolta su www.radiocittaperta.it  whatsapp: 340 1974468  #App: www.radiocittaperta.it/qrcode/    The post DRY CLEANING E BOWERY ELECTRIC A 33×2 del 14-1-2026 first appeared on Radio Città Aperta.
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33x2
Senti come suona “SxM”, il capolavoro dei Sangue Misto
> Con le iene di dietro e i cani sciolti davanti… Lo stile e la moda legati all’universo trap sono probabilmente tra gli argomenti che più hanno fatto discutere negli ultimi tempi. Mai indossato i “paraorecchie” in ambito musicale, per cui non disdegno certa trap, sia essa americana che italiana. Si tratta sicuramente di un universo percepito spesso come assolutamente incompatibile con quelli che sono stati i gusti della mia generazione, abituata ad ascoltare in adolescenza altri generi – dal rock al metal al reggae al punk passando per l’old school hip hop – che facevano dell’opposizione ai valori del mainstream uno dei cardini del loro “successo”. Ma questo non vuol dire che bisogna condannarla, senza tra l’altro averne approfondito linguaggio, codici ed essenza. Trap a parte, si sta assistendo ad un ritorno in auge del fenomeno hip hop (anche se talvolta in chiave fashion/modaiola), in particolar modo di una delle sue 4 discipline, ovvero l’MCing, anche noto come rap. Si fa rap ovunque e lo si sente dappertutto, dalle pubblicità in televisione a Sanremo. Su YouTube ultimamente sono stati caricati diversi tutorial con consigli e tecniche per imparare a rappare. Insomma, tutti segnali che ci mostrano come il fenomeno sia tornato prepotentemente sotto i riflettori, ragion per cui merita di essere riscoperto nelle sue origini. Il discorso potrebbe farsi certo molto interessante, ma anche “un tantino” lungo. Cercherò di concentrami allora su quella che è la scena nostrana andando a rispolverare una delle perle se non proprio il capolavoro per eccellenza dell’hip-hop italiano, SxM dei Sangue Misto. > Carneade, chi era costui? > > (Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi) E in chiave moderna, noi ci chiediamo: i Sangue Misto, chi erano costoro? Cerchiamo di scoprirlo inquadrandoli storicamente e partendo da un fatto di cronaca… in cui c’entrano nientepopodimeno che… quelli della banda della Uno bianca… > Abbiamo avuto il piombo, il fango ed ogni giorno > > la dose quotidiana di merda che ci cade attorno > > (Sangue Misto, Cani Sciolti) Siamo nell’Emilia Romagna di fine anni Ottanta, e una banda di individui semina il panico commettendo rapine, estorsioni ed omicidi.  Ma un fatto in modo particolare colpisce l’opinione pubblica: una pattuglia di tre carabinieri viene trovata crivellata di colpi al Pilastro, quartiere periferico di Bologna. I giornali dell’epoca parlano di omicidio commesso da killer professionisti.  Solo anni più tardi si scoprirà che gli autori – insieme a tutta una serie di altri crimini – sono stati invece commessi da appartenenti alle forze dell’ordine servendosi di una Uno bianca. Di seguito, un documentario sulla “banda della Uno bianca“: Fu così che a Bologna la presenza delle guardie si intensificò e ad esser presi di mira furono anche i centri sociali, che vivevano costantemente sotto la minaccia dello sgombero. Tra questi, l’Isola nel Kantiere, spazio occupato nel centro della città nel 1988, uno dei luoghi più vivaci della scena underground italiana dell’epoca, in cui erano soliti esibirsi gruppi musicali, con rassegne di b-movies, skating e happening cittadini; il Kantiere ospitava inoltre una speciale serata Ghettoblaster dedicata alla musica rap. Dall’Isola furono organizzate anche manifestazioni a carattere socio-politico, tra le quali Stop al Panico, in risposta al clima di tensione dovuto alla “banda della Uno bianca”. > Eravamo tutta gente che veniva dal Hc, dal punk… poi con i Public Enemy, NWA, > Beastie Boys, EPMD ci siamo innamorati nel rap. Abbiamo preso il microfono e > chi si è intrippato a fare basi, a fare il dj e abbiamo iniziato a fare questa > cosa qui. (Ghoper D) Stop al Panico era anche il titolo di una canzone rap di Treble, Speaker Deemo, Deda e Ghoper D tutti facenti parte dell’Isola Posse All Star, crew formata in pratica da tutti artisti che gravitavano all’ interno dell’Isola del Kantiere. Dopo Stop al panico, Treble lasciò la crew, ma arrivarono nella formazione Papa Ricky, Dj Gruff e Neffa (quest’ultimo aveva militato nei Negazione come batterista) che rilasciarono un nuovo singolo, Passaparola (Century Vox), con cui parteciparono ad Avanzi, trasmissione in onda su Rai 3 condotta da Serena Dandini. Da questa traccia si comincia a intravvedere quello che sarà poi lo stile di SxM dei Sangue Misto, con Dj Gruff agli scratch e produzioni, e la perfetta intesa lirica di Neffa e Deda. * L’Hip Hop e la “cultura dello stile” furono un veicolo importante per rinnovare le modalità della lotta sociale dall’autoreferenzialità del modello stile-anni ’70. Nel corso della seconda metà degli anni ’90 però, l’HH si è allontanato dai movimenti, e con la progressiva divisione delle quattro discipline, la scena doppia H degli anni 2000 è stata sostanzialmente estranea a forme di organizzazione e coinvolgimento socio-politico. Da qualche anno, forse a causa della crisi economico-partitica e dei vari #occupy, ma anche di una rinnovata attenzione alla memoria e alla conoscenza delle origini della cultura, la scena italiana ha riacquistato una inattesa amalgama militante. I centri sociali tornano ad ospitare jam e battles, e la il ponte fra old/new school garantito dalla generazione dei “nuovi trentenni”, forma una coscienza collettiva basata non solo sull’havin’ fun. (Nexusmoves) I SANGUE MISTO E SXM I Sangue Misto sono stati, dunque, uno dei primi gruppi hip hop italiani: sappiamo che si sono formati a Bologna nei primi anni Novanta, che ne facevano parte Neffa e Deda (rappers), e DJ Gruff (rapper, DJ, producer), e che tutti e tre provenivano dalla storica crew Isola Posse All Stars, nata alla fine degli anni ’80 come espressione del centro sociale Isola Del Kantiere di Bologna. Il loro unico album SxM (Century Vox Records, 1994) é entrato a pieno diritto nell’olimpo delle pietre miliari musicali, con le sue dodici bomb-tracks (compresa l’intro) che hanno cambiato per sempre il corso dell’hip hop italiano: tutti pezzi scritti da Neffa e Deda che, in questo lavoro, si sono dilettati a surfare tra l’hardcore hip-hop, il raggamuffin, il boom bap e il conscious, prediligendo suoni jazz e funk dai risvolti psichedelici. SxM fu prodotto a Bologna tra via Irnerio 18 e il grattacielo Massarenti, e registrato presso il Fonoprint Studio: un disco seminale, il cui stile si avvicina molto a quello dell’East Coast rap statunitense, un gioiello che non solo “rivoluzionò il mondo del rap italiano per sempre“, ma rese i Sangue Misto “una delle band più influenti a metà anni Novanta“. * Il disco di Sangue Misto è partito dal fatto che volevamo fare musica e fumare, e confezionare spinelli, come dice la intro: ‘E fumare, e fumare’. Lì proprio c’è, credo che ci sia tutto. Poi ovviamente, ai tempi, era anche un po’ fare il finto fricchettone, cioè l’idea era anche si però intanto si parlava dei ‘Cani Sciolti’, di queste cose qua, non è che fosse solamente ‘sì, facciamoci le canne e vaffanculo al mondo’. No, noi nel mondo volevamo ancora starci dentro e fare qualcosa. (Dal documentario “Numero Zero – Alle origini del rap italiano”) Al momento della pubblicazione l’album non riscosse alcun successo a livello commerciale, soprattutto per via di un mercato ancora incapace di accettare l’hip-hop come una musica di pari dignità rispetto agli altri generi. * La  scena italiana restava spesso ai margini della radio e della Tv: scettica, incompresa […] Perfino un album perfetto e avanguardista come ‘SxM’ dei Sangue Misto non venne celebrato ovunque come avrebbe meritato. E anche oggi non è cambiato poi molto. (Paola Zukar sui Sangue Misto, tratto da “Rap – Una storia italiana”). SxM é stato ristampato tre volte: nel 2000, nel 2005 e nel 2018, in quest’ultimo caso in vinile dalla Tannen Records con l’aggiunta di una versione deluxe contenente un poster ufficiale del tour dei Sangue Misto del 1995, a testimonianza del culto intorno all’opera guadagnato negli anni. * Negli anni SxM è diventato un fenomeno di culto che ha travalicato il mondo hip hop, passato da quella fase pionieristica ai numeri da capogiro di oggi, per diventare per molti “il disco della vita”. (Rolling Stone Italia)  > Il vinile uscì in 3.000 copie, mentre il cd poco di più: una tiratura super > minimale. Noi di base eravamo roba di nicchia, per niente radio-friendly. > Provammo a fare un singolo e un video, ma furono passati qualche volta su MtV > o su Radio Dj e poi basta. E anche ai live a volte capitava che non ci fosse > tantissima gente. Cento strippati sotto al palco. Non che a noi importasse più > di tanto. Eravamo nel “viaggio super b-boy” e ci interessava soltanto fare due > ore di freestyle. (Deda intervistato per Rolling Stone Italia) Di seguito, l’official videoclip di Senti come suona, la sesta traccia dell’album: DICONO DI SXM… * […] non ci sono solo le canne dietro, ma una selezione musicale raffinata ed eclettica, con campioni stilosi e mai volgari, e una palette bella vasta: si va dagli echi West Coast e ragga di La Parola Chiave all’orgia di scratch nel ritornello della minimale Cani Sciolti; e poi l’acid jazz di Senti Come Suona (con uno splendido solo di sax in coda), il tiro soul-funk di In Dopa con feat. di Soulee B, il liquido evaporare di Fattanza Blu. Le rime dei tre sono agili, fluide e divertenti, inserite in un flow che scorre morbido e raffinato e declinate anche attraverso tutta una serie di gerghi e neologismi entrati poi stabilmente nel lessico di ogni buon drogatello che si rispetti (sdruso, trombarduolo, gremare, plasticone, giansugoso). (Sentire Ascoltare) * Il lavoro del trio è sensazionale, fortemente caratterizzato da suoni allucinati, storditi, drogati, intrisi dei fumi densi della marijuana. Più che un ascolto musicale tipico, l’album è un trip visionario, un esempio di come la scena italiana potesse esprimere una declinazione dell’hip-hop tutt’altro che formulaica e stereotipata (uno stigma che ancora oggi si porta dietro, non sempre corroborato dai fatti). Il clima cupo, minaccioso e angosciato che viene narrato dal primo disco dei Sangue Misto è quello di una Bologna dei centri sociali chiusi dalla repressione delle forze dell’ordine, è il testamento spirituale di una generazione di giovani ai margini della società, afflitti da un malessere psicologico asfissiante. (Onda Rock) * Il suono era cupo, angosciante e ipnotico. Le rime ora erano decisamente “conscious”, come in Lo straniero o Cani sciolti – a testimoniare la precedente militanza dei membri del gruppo nell’Isola Posse All Stars e nel circuito delle occupazioni -, ora tendevano al cazzeggio. Tra le barre saltavano fuori di continuo geniali rapsodie, e citazioni iconiche che ancora oggi capita di sentire sulla bocca di qualcuno oppure sui social network. Perché negli anni SxM è diventato un fenomeno di culto che ha travalicato il mondo hip hop, passato da quella fase pionieristica ai numeri da capogiro di oggi, per diventare per molti “il disco della vita”. (Rolling Stone Italia) ———————— Articolo a cura di Karol Lapadula.  Fonte immagine in evidenza: https://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:Sangue_Misto.jpg, autore Orlando Riccardo, licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International.   The post Senti come suona “SxM”, il capolavoro dei Sangue Misto first appeared on Radio Città Aperta.
Musica
Grandi ospiti da ForNo One: Maria Pia de Vito e Thomas Zigal – 15/01/26
Il continente americano sarà il protagonista della puntata di ForNo One di giovedì 15 gennaio 2026. Si parte con una prestigiosa ospite in studio: per la rubrica Ascolti DOC gli studi di RCA ospiteranno Maria Pia De Vito, recente protagonista di un nuovo album, Barqueana, pubblicato dalla Parco della Musica Records. Registrato a Rio De Janeiro, questo progetto è dedicato alla traduzione in napoletano e alla reinterpretazione musicale dell’opera di Chico Buarque de Hollanda. In Buarqueana, Maria Pia De Vito non si limita a tradurre, ma restituisce a Chico il suo repertorio in una lingua e in un suono che in qualche modo gli appartiene. Il racconto di questo lavoro sarà preceduto da quello sul suo brano black del cuore, come da tradizionale regola della rubrica.   Nella seconda parte del programma raggiungeremo telefonicamente gli States per parlare di un avvincente thriller, The White League, appena uscito per la Readerforblind, primo titolo della “trilogia di New Orleans” dell’autore texano a essere pubblicato in Italia. Ambientato nella Louisiana degli anni novanta del Novecento, il libro ripercorre la storia dello Stato, attraversato da un razzismo galoppante che non accenna ad estinguersi nemmeno ai giorni nostri. Lo faremo con l’autore, Thomas Zigal e con il traduttore, Nicola Manuppelli. Non mancheranno i riferimenti alla musica di New Orleans, visto che il romanzo è ricco di citazioni musicali, essendo Zigal un vero esperto e appassionato di quelle sonorità.   RCA: Radio Città Aperta, ma anche Resistenza Culturale Attiva! FORNO ONE con Fabrizio Mr. ForNo One Ogni giovedì dalle 14 alle 16 e in replica il lunedì dalle 14 alle 16  Ascolta su www.radiocittaperta.it  whatsapp: 340 1974468  Guarda la diretta video su Twitch  https://www.twitch.tv/radiocittaperta The post Grandi ospiti da ForNo One: Maria Pia de Vito e Thomas Zigal – 15/01/26 first appeared on Radio Città Aperta.
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