Resistenti!
Ottantaduesimo appuntamento nel rifugio atomico dove nella prima parte
ascolteremo un po di musica jazz e brasiliana uscita nel 1966 quindi la bellezza
di sessant’anni fa.
Nella seconda parte misto uscite 2026 in ambito metallico ma non solo…non
mancate!
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Source - Radio Città Aperta
Radio libera indipendente
“Svefn-g-englar” è uno dei brani più celebri e iconici della band post-rock
islandese Sigur Rós, pubblicato il 27 settembre 1999 come primo singolo estratto
dal loro capolavoro Ágætis byrjun.
Il titolo “Svefn-g-englar”, in lingua islandese, può essere tradotto in italiano
come “Sonnambuli” o, più poeticamente, “Angeli del sonno”.
Il brano è universalmente riconosciuto per la sua atmosfera eterea e sognante,
caratterizzata dal falsetto del cantante Jónsi e dall’uso del violoncello
elettrico suonato con un archetto da chitarra.
Con una durata monumentale di oltre 10 minuti, la canzone si sviluppa attraverso
un sound dilatato che unisce Post-rock, Slowcore e Dream pop.
CURIOSITÀ SUL SINGOLO
“Svefn-g-englar” ha rappresentato la prima release ufficiale dei Sigur Rós nel
Regno Unito, conquistando immediatamente l’attenzione della critica
internazionale.
Oltre alla traccia principale, la traccia ufficiale su Spotify e i formati
fisici dell’epoca includono una seconda traccia dell’album (Viðrar vel til
loftárása) e due registrazioni dal vivo realizzate al Teatro dell’Opera
islandese di Reykjavík.
IL MAKING OF DEL VIDEOCLIP
Il making of del videoclip di “Svefn-g-englar” è documentato in un raro e
storico cortometraggio intitolato “Introducing Perlan”.
Girato e ospitato dagli stessi Sigur Rós nel 2002, questo mini-documentario
mostra il dietro le quinte del video e rivela l’approccio profondamente umano e
collaborativo che ha portato alla sua creazione.
Il cuore del videoclip e del documentario è il gruppo teatrale islandese Perlan,
una compagnia formata interamente da attori e ballerini con sindrome di Down.
La band ha voluto fortemente collaborare con loro per mettere in scena una
rappresentazione poetica ispirata agli elementi della natura.
Le coreografie del video sono state curate da Lára Stefánsdóttir, mentre i
costumi alati e fluttuanti sono stati realizzati dai designer Binna & Nína.
Nel dietro le quinte emerge un ritratto insolito e intimo dei Sigur Rós,
solitamente noti per la loro immagine seria e riservata. Il making of cattura la
band mentre scherza con la troupe, interagisce calorosamente con gli attori
della compagnia e si lancia in attività quotidiane insolite (come il frontman
Jónsi che griglia hamburger per tutti i presenti sul set).
Il regista August Jakobsson ha lavorato a stretto contatto con la band, che ha
co-ideato e supervisionato l’intero progetto visivo.
L’idea estetica ripresa nel backstage riflette pienamente il nucleo sonoro del
brano: un’esperienza sensoriale sospesa, descritta dalla band come “l’essere
immersi sott’acqua o fluttuare nel grembo materno”.
I costumi d’angelo e le movenze rallentate degli attori sono stati studiati per
tradurre visivamente questa sensazione di totale assenza di gravità.
IL SIGNIFICATO DEL TESTO DI SVEFN-G-ENGLAR”
“Svefn-g-englar” è una tra le canzoni più affascinanti dei Sigur Rós proprio
perché, al contrario di gran parte del loro repertorio successivo (scritto in
Vonlenska/Hopelandic, la loro lingua inventata priva di significato letterale),
questa traccia è cantata in islandese e racconta una storia ben precisa.
Il brano descrive il miracolo della nascita dal punto di vista del neonato, un
vero e proprio viaggio sensoriale che si sviluppa in tre fasi distinte:
1. La vita nel grembo materno (L’ibernazione liquida)
La prima parte del testo racconta la quiete all’interno dell’utero materno,
descritto poeticamente come un “rifugio sottomarino” o un hotel. Il cordone
ombelicale viene paragonato a un cavo elettrico che fornisce nutrimento ed
energia:
> “Sono tornato di nuovo dentro di te. È così bello essere qui, ma mi fermerò
> per poco. Fluttuo in un guscio sottomarino, in un hotel, direttamente
> collegato al quadro elettrico, e mi nutro.”
Durante queste strofe Jónsi ripete continuamente il verso “Tjú”: non è una
parola reale, ma il tipico suono onomatopeico che si usa in Islanda per cullare
e tranquillizzare i neonati (l’equivalente del nostro “ninna nanna” o “shh”),
rafforzando l’atmosfera da ninna nanna celestiale.
2. Il travaglio e l’ansia del parto
La quiete iniziale si rompe quando l’attesa diventa insostenibile e il momento
di venire al mondo si fa imminente. Il bambino inizia a muoversi e a scalciare
avvertendo il cambiamento:
> “Ma l’attesa mi rattrista… il punto di rottura è vicino. Do un calcio e urlo:
> devo andare, aiuto!”
3. La nascita (La rottura della pace)
Il finale del testo coincide perfettamente con l’esplosione musicale del brano
(intorno al sesto minuto). Descrive il momento esatto del parto: il trauma della
luce, il taglio del cordone ombelicale (“sconnesso”) e il primo pianto
liberatorio appoggiato al petto della madre:
> “Poi esplodo fuori e la pace vola via nell’aria. Battezzato da una nuova luce,
> piango e piango… Sconnesso. Un cervello inutilizzato appoggiato al seno e
> nutrito da angeli del sonno.”
La perfetta coerenza con l’album
Questa metafora della nascita si sposa perfettamente con l’intero concept del
disco: il titolo dell’album, Ágætis byrjun, significa infatti “Un buon inizio”.
La cover dell’album Ágætis byrjun.
Inoltre, la celebre copertina dell’album mostra proprio il disegno di un feto
con le ali da angelo, che richiama direttamente il titolo del brano “Angeli del
sonno” (Svefn-g-englar).
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on Radio Città Aperta.
Resistenti!
Brunch speciale di questo sabato con puntata interamente dedicata alle
specialità del 1966.
Vi aspetto!
The post Saturday Atomic Brunch n°75, 17/10/2026 first appeared on Radio Città
Aperta.
Una legge di bilancio che per ora rimane nei cassetti di Palazzo Chigi, in
attesa di capire quali carte l’Italia potrà effettivamente giocare sul tavolo di
Bruxelles. Intanto, la mobilitazione studesca cresce, in sintonia col resto
d’Europa, e tra agricoltori, autotrasportatori e lo sciopero generale dell’USB
la situazione si fa calda per un governo in difficoltà.
di Giacomo Simoncelli
Acqua in bocca sulla finanziaria finché non si capirà cosa Roma potrà strappare
a Bruxelles. È questo il quadro che emerge dalle ultime 24 ore, vissute tra il
Consiglio dei ministri di ieri sera e le comunicazioni della premier Giorgia
Meloni al Senato nella giornata di oggi, in vista dell’imminente Consiglio
Europeo.
La seduta del Consiglio dei ministri ha vissuto un momento di trambusto quando
la bozza della legge di bilancio 2027 è inizialmente apparsa all’ordine del
giorno, per poi sparire poche ore dopo, derubricando la questione a “mero errore
materiale“. In realtà, il CdM ha varato unicamente il Documento Programmatico di
Bilancio (Dpb), un passaggio tecnico contenente i saldi generali, indispensabile
per rispettare la consegna alle istituzioni comunitarie, prevista per il 15
ottobre.
Come chiarito dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il rinvio della
vera e propria Manovra non è frutto di disorganizzazione, ma di una precisa
attesa strategica. L’esecutivo vuole conoscere l’esito del Consiglio Europeo e
del prossimo Ecofin. Senza garanzie sui margini di spesa concessi dall’Europa,
definire le coperture della manovra oggi significherebbe navigare al buio.
Con risorse stimate tra i soli 7 e 8 miliardi di euro – questo è ciò che hanno
riportato alcune indiscrezioni – il governo ha assoluto bisogno di spazio
fiscale. La vera partita si gioca su due richieste di flessibilità indirizzate
alla Commissione.
La prima è un’ulteriore flessibilizzazione della clausola di salvaguardia sulle
spese militari ed energetiche, per neutralizzare l’aumento delle bollette e dei
prezzi dei carburanti; la non considerazione degli aumenti di spesa pubblica
generati dall’inflazione e l’impiego delle maggiori entrate fiscali
(l’extragettito IVA) per finanziare sgravi sulle tasse – come il taglio
dell’Irpef per il ceto medio. Per le regole attuali, quelle entrate andrebbero
invece destinate automaticamente a ridurre il debito pubblico.
Altrimenti, quel che rimane da promettere all’elettorato prima della fatidica
tornata del 2027 è solo un enorme flusso di armi. Infatti, per ora, l’unica
“scelta” del governo è stata quella di prendere poco più di 8 miliardi del
programma di acquisti comuni per la difesa SAFE, ricevendo il via libera della
Commissione UE.
Giorgia Meloni, alle comunicazioni al Senato, ci ha tenuto a chiarire che i
“fondi per la difesa non sono sottratti agli ospedali“, perché se le regole
europee non permettono di spenderli in altre voci. Verrebbe da dire un autogol
da parte dell’esecutivo, che conferma come la mancanza di soluzioni per
garantire il diritto alla casa, il mantenimento di salari da fame, lo
smantellamento di sanità e istruzioni sono scelte politiche, non “tecniche”.
Proprio per questo, il clima rimane teso, soprattutto in vista di un paio di
settimane di crescenti mobilitazioni, dopo la straordinaria giornata del 10
ottobre, al fianco del popolo palestinese. Tra sciopero studentesco del 16
ottobre e sciopero generale del 30 ottobre, rischia di saltare il tappo anche in
Italia, come già successo in Francia e Spagna.
The post Comunicazioni del governo al Senato: finanziaria in attesa mentre le
piazze si infiammano first appeared on Radio Città Aperta.
Dalle parole ai gesti, dal pensiero al corpo, dalla ricerca alla scena: le
emozioni attraversano culture, linguaggi e tradizioni, diventando uno spazio di
incontro tra esperienze artistiche e forme diverse di conoscenza. Venerdì 16
ottobre 2026, alle ore 18.00, il Teatro Palladium dell’Università Roma Tre
ospita “Emozioni e transculturalità nella pratica scenica”, una performance
teatrale che porta sul palcoscenico il dialogo tra ricerca scientifica,
formazione e pratica artistica, esplorando il rapporto tra espressione emotiva,
movimento e tradizioni teatrali.
Protagonisti dell’appuntamento saranno Alessandro Rigoletti del Teatro tascabile
di Bergamo – Accademia delle Forme Sceniche, Claudio Massimo Paternò del Centro
Internazionale Studi di Biomeccanica Teatrale e gli allievi della Scuola
Internazionale Meyerhold, in una dimostrazione di lavoro a cura di Raffaella Di
Tizio, Samantha Marenzi e Gabriele Sofia.
Un incontro tra differenti esperienze e metodologie della pratica scenica, nel
quale il corpo dell’attore diventa luogo di espressione, trasmissione e
trasformazione delle emozioni. Il teatro si configura così come uno spazio di
sperimentazione in cui tecniche, saperi e tradizioni culturali differenti
entrano in relazione, dando forma a un linguaggio capace di attraversare confini
geografici, storici e disciplinari.
L’appuntamento rappresenta il momento conclusivo del secondo convegno annuale
del Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma
Tre, “Emozioni. Storie, teorie, pratiche”, e traduce nella dimensione
performativa il percorso di riflessione sviluppato nelle due giornate. Le
emozioni, indagate attraverso gli strumenti della storia, della filosofia, della
comunicazione e delle arti, trovano nella pratica teatrale una dimensione
concreta, in cui la conoscenza si intreccia con l’esperienza e la riflessione
diventa azione.
La performance si inserisce inoltre nella stagione artistica 2026/2027 del
Teatro Palladium, “accordi. Linguaggi, culture, generazioni”, che a cento anni
dalla posa della prima pietra dello storico teatro dell’Università Roma Tre
mette al centro il dialogo tra discipline, la relazione tra università e città e
l’incontro tra ricerca, formazione e produzione culturale. Un programma nel
quale teatro, musica, cinema, danza e approfondimento scientifico diventano
parti di uno stesso racconto, valorizzando la capacità delle arti di creare
connessioni tra esperienze e generazioni differenti.
Il convegno “Emozioni. Storie, teorie, pratiche”, in programma giovedì 15 e
venerdì 16 ottobre 2026, è promosso dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione
e Spettacolo dell’Università Roma Tre, con la presidenza del Comitato
scientifico affidata a Veronica Pravadelli. Giunta alla seconda edizione,
l’iniziativa nasce con l’obiettivo di favorire il confronto tra le diverse aree
disciplinari del Dipartimento, mettendo in relazione metodi, prospettive e
oggetti di ricerca e coinvolgendo docenti, ricercatori, dottorandi e studenti.
Il programma si articola in quattro sessioni, dedicate alle storie, alle teorie
e alle pratiche delle emozioni, osservate come elementi fondamentali
dell’esperienza individuale e collettiva, della costruzione delle identità, dei
processi culturali e delle forme di comunicazione.
INFORMAZIONI
Emozioni e transculturalità nella pratica scenica
Venerdì 16 ottobre 2026, ore 18.00
Teatro Palladium – Università Roma Tre
Piazza Bartolomeo Romano 8, Roma
Con Alessandro Rigoletti, Claudio Massimo Paternò e gli allievi della Scuola
Internazionale Meyerhold.
A cura di Raffaella Di Tizio, Samantha Marenzi, Gabriele Sofia.
Informazioni: roma3conference@uniroma3.it – www.teatropalladium.com
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Radio Città Aperta.
Giovedì mattina su Radio Città Aperta, il consueto appuntamento con Chameleon
dalle 10 alle 12 porta all’ascoltatore 2 ore di leggero intrattenimento tra
buona musica aneddoti ed altro ancora.
Basta connettersi su www.radiocittaperta.it
The post Chameleon 15-10-26 first appeared on Radio Città Aperta.
Ritorna l’appuntamento con MeltingPot con la puntata numero trentacinque, il
programma di approfondimento musicale guidato da Riccardo Pure Ranking su
RadioCittAperta.it, in onda mercoledì dalle 20:00 alle 21:30. Un’ora e mezza di
trasmissione ricchissima di selezioni musicali e di ospiti in collegamento
telefonico.
Nella prima parte accoglieremo Gioacchino Fittipaldi, in arte Platone,
polistrumentista e cantautore con oltre trent’anni di attività alle spalle. Ai
nostri microfoni presenterà l’omonimo singolo d’esordio “Platone”: un viaggio
intenso dentro la mente umana, l’ansia quotidiana e il disperato bisogno di
riscatto emotivo.
A seguire daremo spazio a Maurizio Camuti, anima del progetto Fuoricentro, per
raccontarci il concept EP “Un Pianeta alla Deriva”. Tra la denuncia delle mafie
finanziarie contenuta nel singolo “Miss Mafia” (realizzato con la collaborazione
della Fondazione Falcone) e l’analisi lucida dell’isolamento metropolitano,
un’occasione per riflettere sul ruolo sociale della musica d’autore.
Ascolta su www.radiocittaperta.it
whatsapp: 340 1974468
#App: www.radiocittaperta.it/app/
The post PLATONE E FUORICENTRO OSPITI A MELTINGPOT first appeared on Radio Città
Aperta.
ROME PLAYING GAMES EXTRA
Dal 15 al 18 ottobre quattro giorni tra teatro, gioco di ruolo dal vivo e
narrazioni interattive al Teatro San Giustino di Roma
Dopo l’appuntamento di settembre, Rome Playing Games torna con un’edizione
EXTRA: spettacoli dai finali multipli, storie da vivere in prima persona e nuove
forme di partecipazione in cui il pubblico diventa protagonista del racconto
Teatro San Giustino, ore 11.00 -23.00, Viale Alessandrino, 144, 00172 Roma RM
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Dopo l’appuntamento di settembre, che ha visto oltre 2.000 partecipanti, 15 larp
da camera, più di 50 tavoli e 25 ore di gioco firmati da autori provenienti da
tutta Europa, Rome Playing Games torna nella Capitale con quattro giorni EXTRA
dedicati all’incontro tra teatro, gioco di ruolo dal vivo e narrazioni
interattive.
Dal 15 al 18 ottobre 2026, il Teatro San Giustino ospita Rome Playing Games
EXTRA, il nuovo appuntamento del progetto promosso e organizzato da Eryados ETS,
che continua a esplorare le possibilità espressive del gioco come linguaggio
culturale, strumento di relazione e forma contemporanea di spettacolo dal vivo.
Ancora una volta, un’occasione per scoprire un territorio di sperimentazione nel
quale i confini tra teatro e gioco di ruolo si fanno sempre più permeabili, le
storie si aprono a sviluppi imprevedibili e il pubblico può passare dalla platea
al centro della scena. Tra finali aperti, personaggi da interpretare e
narrazioni costruite collettivamente, Rome Playing Games EXTRA propone quattro
giornate per esplorare nuovi modi di raccontare e vivere le storie, alternando
il ruolo di spettatore a quello di protagonista.
Al centro del programma, due linguaggi che condividono la dimensione dello
spettacolo dal vivo ma costruiscono relazioni differenti con il pubblico: da una
parte il teatro, con spettacoli che sperimentano nuove forme di interazione e
coinvolgimento; dall’altra il larp da camera, una forma di gioco di ruolo dal
vivo nella quale i partecipanti interpretano direttamente i personaggi, ne
vivono le relazioni e contribuiscono allo sviluppo della narrazione.
Un’esperienza che trasforma il racconto in uno spazio condiviso, nel quale le
scelte individuali e le dinamiche collettive possono modificare il corso degli
eventi.
Quattro spettacoli attraversano generi e registri differenti, dalla
sperimentazione interattiva alla commedia romantica, esplorando il rapporto tra
interpretazione, libertà di scelta e costruzione delle storie.
Gli spettacoli cominciano venerdì 16 ottobre alle ore 21.00 con Il posto,
produzione 404 Actors Not Found, per la regia di Domenico Amicozzi. Sabato 17
ottobre alle ore 21.00 è la volta di La parabola di Stanley, con la regia di
Simone Ruggiero e con Ilario Crudetti, Massimo Genco e Giorgia Masseroni.
Ispirato al celebre videogioco The Stanley Parable, lo spettacolo porta sul
palcoscenico uno dei principi fondamentali del gioco: la possibilità di
scegliere. Al centro della vicenda Stanley, un impiegato intrappolato in una
storia apparentemente già scritta, il cui destino viene affidato alle decisioni
degli spettatori. Ne nasce una rappresentazione interattiva dai finali multipli,
nella quale ogni scelta può aprire una strada differente, mettendo in
discussione il rapporto tra autore, personaggio e pubblico. Domenica 18 ottobre
alle ore 11.00 il programma prosegue con Tra le pagine di Walt, di Andrea Lami,
mentre alle ore 18.00 sarà Declinazioni d’amore, testo di Franca De Angelis con
la regia di Miranda Angeli, a chiudere la programmazione teatrale.
Accanto agli spettacoli teatrali, Rome Playing Games EXTRA propone un articolato
programma di larp da camera, esperienze immersive pensate per piccoli gruppi
nelle quali la narrazione prende forma attraverso l’interpretazione e
l’interazione tra i partecipanti. Ad aprire il programma, giovedì 15 ottobre
alle ore 21.00, saranno tre esperienze in contemporanea: Norge – Bandiere sul
Ghiaccio, di Mauro Teragnoli et al., Sotto la montagna, di Oscar Biffi, e Il
giorno del Capibara, di Simone Bonetti. Venerdì 16 ottobre, dalle ore 17.00, il
programma prosegue con Sotto la montagna e Viandanti in un mare di nebbia,
entrambi di Oscar Biffi, Fuori Registro, di Chiara Avellis, e Il mistero di Casa
Malombra, di Elena Bianco. Sabato 17 ottobre, a partire dalle ore 11.00, tornano
Fuori Registro e I Need A Hero…?, di Miranda Angeli. Nel pomeriggio, dalle ore
15.00, spazio a Il mistero di Casa Malombra, The Wall, di Gianluca Torrente, e
L’Ospedale dei Giocattoli Rotti, di Martina Montenegro. La giornata conclusiva
di domenica 18 ottobre, dalle ore 15.00, propone tre ulteriori esperienze: Me
and the Devil, di Irene Oppo, Il giorno del Capibara, di Simone Bonetti, ed
Emotional, di Azzurra Uma e Giulio Zilli.
Rome Playing Games EXTRA è un progetto promosso e organizzato da Eryados ETS,
promosso da Roma Capitale e vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione
di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina, in collaborazione
con Zètema Progetto Cultura.
La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria attraverso il sito
www.rpg-fest.it/rpgextra.
Per maggiori informazioni: info@eryados.com – +39 329 8955577.
The post Rome Playing Games EXTRA: finali multipli, storie da vivere, narrazioni
interattive first appeared on Radio Città Aperta.
Terza puntata di Aperta Parentesi: novità discografiche e vecchi dinosauri
estinti che riascoltiamo volentieri. Gran varietà sonoro, con particolare
attenzione verso alcune delle infinite intersezioni tra mondo cinema e mondo
musica: attori che fanno i musicisti, musicisti che fanno gli attori, ma
soprattutto canzoni che hanno reso immortali alcune precise scene
cinematografiche. O forse, chissà, era il contrario?
The post Aperta Parentesi 14 ottobre 2026 first appeared on Radio Città Aperta.
Per la puntata di giovedì 15 ottobre 2026 ForNo One torna ad accogliere negli
studi di RCA la cantautrice Antonia D’Amore. Sempre in bilico tra tradizione e
innovazione, tra la natia Puglia e Roma, sua città di adozione, per l’occasione
Antonia ha previsto di farci ascoltare dal vivo, oltre a brani del suo album
D’Amore e di radici anche un inedito assoluto, rendendo particolarmente preziosa
la sua presenza in trasmissione.
Il resto della scaletta non può prescindere dall’ascolto di un estratto da
Corners nuovo album di Enrico Rava con i suoi Fearless Five featuring la nostra
vecchia conoscenza Joe Lovano, album per la ECM Records in uscita il 16 ottobre.
Tra le altre novità, suscita interesse e curiosità la riedizione di un album di
inizi Ottanta, Here I Am Baby pubblicato da Lady Jane, misteriosa, intrigante
interprete tra soul, disco e funk di cui si erano perse le tracce.
Inoltre il consueto spazio alle ricorrenze della settimana, come i compleanni di
due bianchissimi dal cuore black come Paul Simon e Daryl Hall.
RCA: Radio Città Aperta, ma anche Resistenza Culturale Attiva!
FORNO ONE con Fabrizio Mr. ForNo One
Ogni giovedì dalle 14 alle 16 e in replica il lunedì dalle 14 alle 16
Ascolta su www.radiocittaperta.it
whatsapp: 340 1974468
The post Il ritorno live di Antonia d’Amore – ForNo One 15-10-26 first appeared
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