Il 14 gennaio 1969 a Warren (Ohio) nasce Dave Grohl, noto per essere stato fino
al 1994 il batterista dei Nirvana e, a partire da quello stesso anno, il
frontman dei Foo Fighters, gruppo da lui fondato a Seattle.
Per festeggiare il suo compleanno, vi propongo l’ascolto di un pezzo degli
Scream, band hardcore punk originaria del nord del Virginia, il cui batterista
Kent Stax, dopo il terzo album, venne sostituito da Grohl, che vi restò dal 1987
al 1990:
“I FEEL LIKE THAT” by the DC legends with a new kid on drums by the name of Dave
Grohl (aged about 20?). Filmed by TRIBALAREA at AJZ Bielefeld, Germany and taken
from TRIBAL AREA VIDEOZINE #2 Many thanks to Matthias Kollek of TRIBAL. Singer
Peter Stahl and guitarist bro Franz formed WOOL after SCREAM split in ’90. Franz
Stahl played with Foo Fighters in late 90s after Pat Smear left.
Di seguito, una video-chicca di un concerto tenuto dagli Scream al Forte
Prenestino di Roma nel 1987:
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Fonte immagine in evidenza:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dave_Grohl_1989.jpg
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La storica band mod torinese Statuto ristampa due classici della propria
discografia, a partire da venerdì 13 febbraio saranno infatti disponibili per
Sony Music gli album “Tempi Moderni” del 1997 e “Riskatto” del 1999.
Il primo pubblicato originariamente nel 1997 torna oggi in versione doppio
vinile 180 grammi e CD. “Tempi Moderni” contiene 12 canzoni in puro stile “brit
e power pop” con ricchi arrangiamenti chitarristici e orchestrali, ammiccanti
alle migliori produzioni di Blur e Oasis, al punto che fu proprio la mod band
torinese ad aprire il tour italiano della band dei fratelli Gallagher nel
2002. L’album sancì l’inizio della collaborazione con il produttore artistico
Carlo Ubaldo Rossi il quale seppe ricreare brillantemente il suono proveniente
dalla Gran Bretagna. Questo mantenendo però le caratteristiche italiane della
band, così che i due singoli “Non Finirà” e “Neanche Lei” entrarono in rotazione
nelle emittenti radio nazionali. La formazione dell’epoca comprendeva: Oscar
Giammarinaro (voce), Rudy Ruzza (basso), Giovanni Deidda (batteria) e Alex
Loggia (chitarra).
Il secondo uscito nel 1999, sarà ora disponibile in due versioni vinile: nero
180 grammi e picture disc, ma anche CD. “Riskatto” racchiude 14 canzoni, delle
quali: 11 versioni in italiano dei brani più celebri dello ska inglese (Madness,
Specials, Bad Manners e Selecter), due versioni ska di classici dei ’60
italiani (Bandiera Gialla e Bada Bambina) e un brano dedicato al Grande Torino
in occasione del cinquantenario della tragedia di Superga (“Grande” con testo
dello scrittore Gianpaolo Ormezzano). Nel disco, sempre prodotto da Rossi,
spicca la partecipazione di Rettore, che canta la versione italiana di “On my
radio” dei Selecter.
A motivare la scelta di un album dedicato interamente allo ska
“2-Tone” contribuì il pubblico degli Statuto, che dopo un disco senza neanche un
brano ska, aveva richiesto a gran voce una nuova uscita che riportasse alle
radici della band. Una carriera che iniziò proprio suonando brani dei The
Specials con testi riadattati in italiano, come testimoniato dalla prima
demo-tape “Torino Beat” del 1984, in cui compaiono le cover di “Concrete Jungle”
e “Rat Race”. Il tour abbinato a “Riskatto” ebbe notevole successo e portò gli
Statuto a raggiungere il traguardo di oltre 100 date in un anno. La formazione
dell’epoca comprendeva: Oscar Giammarinaro (voce), Rudy Ruzza (basso), Giovanni
Deidda (batteria) e Valerio Giambelli (chitarra).
Le due pubblicazioni saranno in preorder a partire da martedì13 gennaio, e
sempre in tale data saranno disponibili per la prima volta in tutte le
piattaforme streaming.
In occasione della nuova pubblicazione in particolare di “RiSKAtto” gli Statuto
partiranno con il tour club omonimo, curato da Barley Arts, in cui
presenteranno dal vivo tutti i brani del disco con gli arrangiamenti originali
dell’epoca. A questi si aggiungeranno le loro hit storiche come “Abbiamo vinto
Il Festival”, “In Fabbrica”, “Ragazzo Ultrà”, e molte altre. Dopo le più di 50
date del loro “Football Tour”, la band torna sui palchi di tutta Italia con uno
spettacolo tutto nuovo e con ricco set strumentale. Sul palco Oscar Giammarinaro
(voce), Zak Loggia (chitarra), Alessandro Loi (basso), Giulio Arfinengo
(batteria), Gigi Rivetti (tastiere), Lorenzo Bonaudo (tromba) e Daniele Bergese
(sax).
Le prime date del tour in aggiornamento:
13/2 MILANO Arci Bellezza
17/2 TORINO Blah Blah
20/2 ROMA Defrag
21/2 CASTIGLIONE DEL LAGO (PG) Darsena
22/2 TORINO Blah Blah (showcase repertorio “Tempi Moderni”)
7/3 BERGAMO Druso
12/3 BOLOGNA Locomotiv Club
PREORDER DISCHI
https://store.sonymusic.it/collections/statuto
The post Gli Statuto ristampano “Tempi Moderni” e “RiSKAtto” e poi parte il tour
first appeared on Radio Città Aperta.
> Con le iene di dietro e i cani sciolti davanti…
Lo stile e la moda legati all’universo trap sono probabilmente tra gli argomenti
che più hanno fatto discutere negli ultimi tempi.
Mai indossato i “paraorecchie” in ambito musicale, per cui non disdegno certa
trap, sia essa americana che italiana. Si tratta sicuramente di un universo
percepito spesso come assolutamente incompatibile con quelli che sono stati i
gusti della mia generazione, abituata ad ascoltare in adolescenza altri generi –
dal rock al metal al reggae al punk passando per l’old school hip hop – che
facevano dell’opposizione ai valori del mainstream uno dei cardini del loro
“successo”. Ma questo non vuol dire che bisogna condannarla, senza tra l’altro
averne approfondito linguaggio, codici ed essenza.
Trap a parte, si sta assistendo ad un ritorno in auge del fenomeno hip hop
(anche se talvolta in chiave fashion/modaiola), in particolar modo di una delle
sue 4 discipline, ovvero l’MCing, anche noto come rap.
Si fa rap ovunque e lo si sente dappertutto, dalle pubblicità in televisione a
Sanremo. Su YouTube ultimamente sono stati caricati diversi tutorial con
consigli e tecniche per imparare a rappare. Insomma, tutti segnali che ci
mostrano come il fenomeno sia tornato prepotentemente sotto i riflettori, ragion
per cui merita di essere riscoperto nelle sue origini.
Il discorso potrebbe farsi certo molto interessante, ma anche “un tantino”
lungo. Cercherò di concentrami allora su quella che è la scena nostrana andando
a rispolverare una delle perle se non proprio il capolavoro per eccellenza
dell’hip-hop italiano, SxM dei Sangue Misto.
> Carneade, chi era costui?
>
> (Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi)
E in chiave moderna, noi ci chiediamo: i Sangue Misto, chi erano costoro?
Cerchiamo di scoprirlo inquadrandoli storicamente e partendo da un fatto di
cronaca… in cui c’entrano nientepopodimeno che… quelli della banda della Uno
bianca…
> Abbiamo avuto il piombo, il fango ed ogni giorno
>
> la dose quotidiana di merda che ci cade attorno
>
> (Sangue Misto, Cani Sciolti)
Siamo nell’Emilia Romagna di fine anni Ottanta, e una banda di individui semina
il panico commettendo rapine, estorsioni ed omicidi. Ma un fatto in modo
particolare colpisce l’opinione pubblica: una pattuglia di tre carabinieri viene
trovata crivellata di colpi al Pilastro, quartiere periferico di Bologna. I
giornali dell’epoca parlano di omicidio commesso da killer professionisti. Solo
anni più tardi si scoprirà che gli autori – insieme a tutta una serie di altri
crimini – sono stati invece commessi da appartenenti alle forze dell’ordine
servendosi di una Uno bianca.
Di seguito, un documentario sulla “banda della Uno bianca“:
Fu così che a Bologna la presenza delle guardie si intensificò e ad esser presi
di mira furono anche i centri sociali, che vivevano costantemente sotto la
minaccia dello sgombero. Tra questi, l’Isola nel Kantiere, spazio occupato nel
centro della città nel 1988, uno dei luoghi più vivaci della scena underground
italiana dell’epoca, in cui erano soliti esibirsi gruppi musicali, con rassegne
di b-movies, skating e happening cittadini; il Kantiere ospitava inoltre una
speciale serata Ghettoblaster dedicata alla musica rap.
Dall’Isola furono organizzate anche manifestazioni a carattere socio-politico,
tra le quali Stop al Panico, in risposta al clima di tensione dovuto alla “banda
della Uno bianca”.
> Eravamo tutta gente che veniva dal Hc, dal punk… poi con i Public Enemy, NWA,
> Beastie Boys, EPMD ci siamo innamorati nel rap. Abbiamo preso il microfono e
> chi si è intrippato a fare basi, a fare il dj e abbiamo iniziato a fare questa
> cosa qui. (Ghoper D)
Stop al Panico era anche il titolo di una canzone rap di Treble, Speaker Deemo,
Deda e Ghoper D tutti facenti parte dell’Isola Posse All Star, crew formata in
pratica da tutti artisti che gravitavano all’ interno dell’Isola del Kantiere.
Dopo Stop al panico, Treble lasciò la crew, ma arrivarono nella formazione Papa
Ricky, Dj Gruff e Neffa (quest’ultimo aveva militato nei Negazione come
batterista) che rilasciarono un nuovo singolo, Passaparola (Century Vox), con
cui parteciparono ad Avanzi, trasmissione in onda su Rai 3 condotta da Serena
Dandini.
Da questa traccia si comincia a intravvedere quello che sarà poi lo stile di SxM
dei Sangue Misto, con Dj Gruff agli scratch e produzioni, e la perfetta intesa
lirica di Neffa e Deda.
* L’Hip Hop e la “cultura dello stile” furono un veicolo importante per
rinnovare le modalità della lotta sociale dall’autoreferenzialità del modello
stile-anni ’70. Nel corso della seconda metà degli anni ’90 però, l’HH si è
allontanato dai movimenti, e con la progressiva divisione delle quattro
discipline, la scena doppia H degli anni 2000 è stata
sostanzialmente estranea a forme di organizzazione e coinvolgimento
socio-politico. Da qualche anno, forse a causa della crisi
economico-partitica e dei vari #occupy, ma anche di una rinnovata attenzione
alla memoria e alla conoscenza delle origini della cultura, la scena italiana
ha riacquistato una inattesa amalgama militante. I centri sociali tornano ad
ospitare jam e battles, e la il ponte fra old/new school garantito dalla
generazione dei “nuovi trentenni”, forma una coscienza collettiva basata non
solo sull’havin’ fun. (Nexusmoves)
I SANGUE MISTO E SXM
I Sangue Misto sono stati, dunque, uno dei primi gruppi hip hop italiani:
sappiamo che si sono formati a Bologna nei primi anni Novanta, che ne facevano
parte Neffa e Deda (rappers), e DJ Gruff (rapper, DJ, producer), e che tutti e
tre provenivano dalla storica crew Isola Posse All Stars, nata alla fine degli
anni ’80 come espressione del centro sociale Isola Del Kantiere di Bologna.
Il loro unico album SxM (Century Vox Records, 1994) é entrato a pieno diritto
nell’olimpo delle pietre miliari musicali, con le sue dodici bomb-tracks
(compresa l’intro) che hanno cambiato per sempre il corso dell’hip hop italiano:
tutti pezzi scritti da Neffa e Deda che, in questo lavoro, si sono dilettati a
surfare tra l’hardcore hip-hop, il raggamuffin, il boom bap e il conscious,
prediligendo suoni jazz e funk dai risvolti psichedelici.
SxM fu prodotto a Bologna tra via Irnerio 18 e il grattacielo Massarenti, e
registrato presso il Fonoprint Studio: un disco seminale, il cui stile si
avvicina molto a quello dell’East Coast rap statunitense, un gioiello che non
solo “rivoluzionò il mondo del rap italiano per sempre“, ma rese i Sangue Misto
“una delle band più influenti a metà anni Novanta“.
* Il disco di Sangue Misto è partito dal fatto che volevamo fare musica e
fumare, e confezionare spinelli, come dice la intro: ‘E fumare, e fumare’. Lì
proprio c’è, credo che ci sia tutto. Poi ovviamente, ai tempi, era anche un
po’ fare il finto fricchettone, cioè l’idea era anche si però intanto si
parlava dei ‘Cani Sciolti’, di queste cose qua, non è che fosse solamente
‘sì, facciamoci le canne e vaffanculo al mondo’. No, noi nel mondo volevamo
ancora starci dentro e fare qualcosa. (Dal documentario “Numero Zero – Alle
origini del rap italiano”)
Al momento della pubblicazione l’album non riscosse alcun successo a livello
commerciale, soprattutto per via di un mercato ancora incapace di accettare
l’hip-hop come una musica di pari dignità rispetto agli altri generi.
* La scena italiana restava spesso ai margini della radio e della Tv:
scettica, incompresa […] Perfino un album perfetto e avanguardista come ‘SxM’
dei Sangue Misto non venne celebrato ovunque come avrebbe meritato. E anche
oggi non è cambiato poi molto. (Paola Zukar sui Sangue Misto, tratto da “Rap
– Una storia italiana”).
SxM é stato ristampato tre volte: nel 2000, nel 2005 e nel 2018, in quest’ultimo
caso in vinile dalla Tannen Records con l’aggiunta di una versione deluxe
contenente un poster ufficiale del tour dei Sangue Misto del 1995, a
testimonianza del culto intorno all’opera guadagnato negli anni.
* Negli anni SxM è diventato un fenomeno di culto che ha travalicato il mondo
hip hop, passato da quella fase pionieristica ai numeri da capogiro di oggi,
per diventare per molti “il disco della vita”. (Rolling Stone Italia)
> Il vinile uscì in 3.000 copie, mentre il cd poco di più: una tiratura super
> minimale. Noi di base eravamo roba di nicchia, per niente radio-friendly.
> Provammo a fare un singolo e un video, ma furono passati qualche volta su MtV
> o su Radio Dj e poi basta. E anche ai live a volte capitava che non ci fosse
> tantissima gente. Cento strippati sotto al palco. Non che a noi importasse più
> di tanto. Eravamo nel “viaggio super b-boy” e ci interessava soltanto fare due
> ore di freestyle. (Deda intervistato per Rolling Stone Italia)
Di seguito, l’official videoclip di Senti come suona, la sesta traccia
dell’album:
DICONO DI SXM…
* […] non ci sono solo le canne dietro, ma una selezione musicale raffinata ed
eclettica, con campioni stilosi e mai volgari, e una palette bella vasta: si
va dagli echi West Coast e ragga di La Parola Chiave all’orgia di scratch nel
ritornello della minimale Cani Sciolti; e poi l’acid jazz di Senti Come Suona
(con uno splendido solo di sax in coda), il tiro soul-funk di In Dopa con
feat. di Soulee B, il liquido evaporare di Fattanza Blu. Le rime dei tre sono
agili, fluide e divertenti, inserite in un flow che scorre morbido e
raffinato e declinate anche attraverso tutta una serie di gerghi e neologismi
entrati poi stabilmente nel lessico di ogni buon drogatello che si rispetti
(sdruso, trombarduolo, gremare, plasticone, giansugoso). (Sentire Ascoltare)
* Il lavoro del trio è sensazionale, fortemente caratterizzato da suoni
allucinati, storditi, drogati, intrisi dei fumi densi della marijuana. Più
che un ascolto musicale tipico, l’album è un trip visionario, un esempio di
come la scena italiana potesse esprimere una declinazione dell’hip-hop
tutt’altro che formulaica e stereotipata (uno stigma che ancora oggi si porta
dietro, non sempre corroborato dai fatti). Il clima cupo, minaccioso e
angosciato che viene narrato dal primo disco dei Sangue Misto è quello di una
Bologna dei centri sociali chiusi dalla repressione delle forze dell’ordine,
è il testamento spirituale di una generazione di giovani ai margini della
società, afflitti da un malessere psicologico asfissiante. (Onda Rock)
* Il suono era cupo, angosciante e ipnotico. Le rime ora erano decisamente
“conscious”, come in Lo straniero o Cani sciolti – a testimoniare la
precedente militanza dei membri del gruppo nell’Isola Posse All Stars e nel
circuito delle occupazioni -, ora tendevano al cazzeggio. Tra le barre
saltavano fuori di continuo geniali rapsodie, e citazioni iconiche che ancora
oggi capita di sentire sulla bocca di qualcuno oppure sui social network.
Perché negli anni SxM è diventato un fenomeno di culto che ha travalicato il
mondo hip hop, passato da quella fase pionieristica ai numeri da capogiro di
oggi, per diventare per molti “il disco della vita”. (Rolling Stone Italia)
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Articolo a cura di Karol Lapadula.
Fonte immagine in evidenza:
https://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:Sangue_Misto.jpg, autore Orlando
Riccardo, licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International.
The post Senti come suona “SxM”, il capolavoro dei Sangue Misto first appeared
on Radio Città Aperta.
> Well, the dogs begin to bark
> Hound begin to howl
Il 10 gennaio 1976 ci lasciava a Hines (Illinois), a causa di un tumore, il re
del blues selvaggio Howlin’ Wolf: era nato a White Station il 10 giugno 1910.
Sono venuta a conoscenza della sua musica dopo aver visto il film del 2009
Cadillac Records: inutile dirvi che me ne sono innamorata.
* Con i suoi due metri di altezza e un fisico imponente (pesava 136 chili) Wolf
era personaggio che incuteva timore anche senza cantare, ma quando lo faceva,
la sua voce, definita da qualcuno “il suono di un asfaltatore della strada”,
riusciva a terrorizzare. (Musicoff)
Il debutto di Howlin’ Wolf avvenne nel 1951 per la Chess Records: si trasferì
infatti a Chicago, meta di tutti quei bluesman che amavano sperimentare con le
nuove sonorità elettriche, e assieme a Muddy Waters, divenne il simbolo di quel
nuovo modo di intendere il blues. I due, infatti, oltre ad essere ritenuti i
responsabili dell’elettrificazione del blues del Delta, piantarono assieme il
seme più importante per la nascita del rock’n’roll.
Per rendergli omaggio, vi propongo l’ascolto di uno dei suoi più grandi
successi, Little Red Rooster (o The Red Rooster come venne inizialmente
intitolato), che Howlin’ Wolf registrò nel 1961, anche se in realtà la canzone è
accreditata a Willie Dixon, mentre il brano del 1929 Banty Rooster
Blues di Charlie Patton viene spesso indicato come il “progenitore”.
Little Red Rooster fu scelta dai Rolling Stones come loro singolo britannico per
il 1964. Registrato ai Chess Studios di Chicago, fu pubblicato nel novembre di
quell’anno e raggiunse la posizione numero uno nelle classifiche.
Esiste anche una versione dei Doors di Little Red Rooster:
The post La leggenda del blues Howlin’ Wolf e la sua “Little Red Rooster” first
appeared on Radio Città Aperta.
“Petite”, il primo singolo dei 2SHOT, è disponibile su tutte le piattaforme
digitali per CCO Produzioni. Il brano del gruppo salernitano, formato da due
gemelli ventenni, vede ospite al microfono Lucariello ed è nato all’interno
dell’Istituto Penale per Minorenni di Airola (BN).
“Petite” è il primo singolo pubblicato tramite CCO Produzioni, un ramo del
progetto Presidio Culturale Permanente promosso dall’associazione Crisi Come
Opportunità ETS.
I 2SHOT sono nati a Salerno nel 2005 da madre napoletana e padre metà nigeriano
e metà cubano. La madre – attrice nella compagnia di Tato Russo – li cresce fra
teatro e musica. Così i due si appassionano al rap sin da bambini, in
particolare ascoltando Clementino, che fa loro capire come il linguaggio che
utilizzano quotidianamente e quel ritmo potrebbero essere il modo ideale per
esprimersi. Poi la vita si fa difficile: la separazione dei genitori, le scelte
sbagliate, la rabbia che esplode in strada. Fino all’ingresso nel carcere
minorile di Airola, dove sono tuttora detenuti. È lì che il rap smette di essere
solo un sogno e diventa un progetto. Nel 2023 è determinante l’incontro con il
rapper napoletano Luca Caiazzo, in arte Lucariello, che tiene laboratori di rap
all’interno dell’istituto di detenzione: per i ragazzi diventa una guida, un
padre artistico che insegna loro tecnica, scrittura e li spinge a trovare una
voce riconoscibile. Così nasce il progetto 2SHOT.
Questo primo singolo, “Petite”, si sviluppa su una produzione musicale
realizzata da Oyoshe, Lucariello e Shada San, su cui si alternano i versi rap –
cantati sia in dialetto campano sia in italiano – dei due gemelli e di
Lucariello stesso, con la durezza delle rime che viene stemperata dagli inserti
melodici.
“Il testo – raccontano i due giovani artisti – menziona la città di New York, e
questa metafora vuole esprimere la nostra necessità di scostarci e sognarci
quanto più lontani possibile dalla realtà nella quale abbiamo scritto questi
versi. I giovani ‘Petite’ che raccontiamo in questo brano sono gli stessi
giovani in cui avremmo voluto vederci noi ma che, per forza di cose, non siamo
ancora riusciti a essere. Poi chissà, magari un giorno ascolteremo questo brano
stando proprio a New York con la nostra famiglia. Abbiamo più di 70 provini
registrati nel computer dell’IPM, e tra tutti abbiamo scelto ‘Petite’ per avere
l’onore di fare un brano con Lucariello. Conoscendo la sua musica, fatta di
testi abbastanza impegnati, ci siamo voluti presentare al pubblico con un brano
intimo che ci mettesse a nudo, esponendo un lato che molti hanno paura di
mostrare“.
“Petite” è il primo singolo di questi due ventenni, ed è stato scritto dietro le
sbarre nella speranza di avere una prima, concreta, possibilità di riscatto, che
corrisponde anche a una promessa fatta a se stessi: “Abbiamo toccato il fondo
diverse volte, adesso vogliamo risalire e… volare” – dicono i due.
CCO – Crisi Come Opportunità
Associazione, fondata nel 2006, si occupa di laboratori di formazione e
sensibilizzazione di giovani e comunità̀ locali attraverso l’uso dell’arte in
tutte le sue forme: teatro, rap, sceneggiatura, fotografia e cinema. Da venti
anni realizza documentari, pubblicazioni, video testimonianze, spettacoli
teatrali, campagne di sensibilizzazione e progetti formativi lavorando nelle
periferie, nelle carceri minorili e nelle scuole del nostro Paese.
CCO Produzioni è una realtà nata per garantire un trattamento professionale,
responsabile e conforme alle normative delle creazioni musicali
generate all’interno dei laboratori degli IPM. Le tre esigenze principali sono:
tutelare i diritti degli autori minorenni attraverso contratti chiari e
iscrizioni SIAE; assicurare un percorso editoriale che rispetti la qualità e il
valore educativo dei brani; offrire, quando appropriato, la possibilità di una
diffusione professionale sulle piattaforme musicali. L’obiettivo è permettere ai
ragazzi di vedere riconosciuto il proprio talento e far arrivare le loro parole
fuori dal carcere nel modo più rispettoso e protetto possibile. E questo è
realizzabile anche grazie a degli studi di registrazione permanenti messi in
piedi da CCO Crisi Come Opportunità in questi anni.
Presidio Culturale Permanente, nato nel 2013 con un laboratorio di musica rap
nell’IPM di Airola da un’idea di Lucariello – rapper ma anche formatore nonché
socio di CCO – si rivolge a minori e giovani adulti detenuti in carcere, prevede
laboratori di scrittura e registrazione di brani di musica rap, laboratori di
teatro e sceneggiatura, che avvengono con cadenza settimanale, per dodici mesi
l’anno, condotti da formatori e artisti qualificati. Attualmente il progetto è
attivo in sette IPM: Airola (BN), Casal del Marmo (RM), Paternostro (CZ),
Acireale (CT), Treviso (TV), Quartucciu (CA) e Nisida (NA).
LINK UFFICIALI
https://crisi-opportunita.org/progetti/presidio-culturale-carceri-minorili/
https://crisi-opportunita.org/
https://www.instagram.com/crisicomeopportunita/
https://www.instagram.com/thereallucariello/
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SINGOLO DEI 2SHOT! first appeared on Radio Città Aperta.
> Emily tries but misunderstands
> She’s often inclined to borrow somebody’s dreams till tomorrow
> There is no other day
> Let’s try it another way
> You’ll lose your mind and play
> Free games for may
16 GIUGNO 1967 – I PINK FLOYD PUBBLICANO IL LORO SECONDO SINGOLO “SEE EMILY
PLAY” SCRITTO DA SYD BARRETT.
Nel video che segue, la performance dei Pink Floyd che suonano See Emily Play e
che fu trasmessa nello show televisivo Tienerklanken di Bruxelles (febbraio
1968):
See Emily Play/The Scarecrow è il secondo 45 giri dei Pink Floyd: entrambe le
canzoni sono state scritte da Syd Barrett.
La copertina di See Emily Play.
In Italia questo è stato il primo disco dei Pink Floyd ad avere una copertina
diversa da tutte le altre pubblicazioni mondiali: riporta in alto il nome della
band colorato in rosso e blu e i titoli dei brani in basso, See Emily Play in
rosso e Scarecrow in blu.
In alto a sinistra, il logo della Columbia e il numero di catalogo SCMQ 7066.
Sul retro vi è una presentazione in italiano dei singoli componenti e del
gruppo.
Il 45 giri fu ristampato a marzo 1968, con piccole differenze nell’etichetta, in
occasione dei 4 concerti dei Pink Floyd al Piper Club di Roma ad aprile di
quell’anno (si trattò della loro prima esibizione dal vivo in Italia) e del
Festival Pop di Roma del maggio dello stesso anno.
IL TESTO DI SEE EMILY PLAY
Emily tries but misunderstands
She’s often inclined to borrow somebody’s dreams till tomorrow
There is no other day
Let’s try it another way
You’ll lose your mind and play
Free games for may
Soon after dark Emily cries
Gazing through trees in sorrow, hardly a sound till tomorrow
There is no other day
Let’s try it another way
You’ll lose your mind and play
Free games for may
Put on a gown that touches the ground
Float on a river forever and ever
Emily, Emily
There is no other day
Let’s try it another way
You’ll lose your mind and play
Free games for may
Nella canzone si parla di una ragazza che Barrett aveva visto in una foresta una
volta, mentre era sotto acido, effetto ricreato dall’atmosfera psichedelica
della musica e dal testo al limite del non-sense. La ragazza, secondo quanto
scritto da Nicholas Schaffner nel suo libro A Saucerful of Secrets: The Pink
Floyd Odyssey, sarebbe in realtà l’artista Emily Young, figlia del
barone Wayland Hilton Young, soprannominata “psychedelic schoolgirl“.
See Emily Play è rimasta inedita su LP fino al 1971, quando fu invece pubblicata
nella raccolta Relics; solo negli Stati Uniti e in Giappone era già apparsa su
un album, precisamente come traccia d’apertura della versione americana di The
Piper at the Gates of Dawn, il disco d’esordio dei Pink Floyd. È stata in
seguito inclusa anche nelle raccolte Echoes: The Best of Pink Floyd del 2001 e A
Foot in the Door: The Best of Pink Floyd del 2011.
Di See Emily Play sono state realizzate delle cover, la più celebre della quali
è quella del 1973 di David Bowie, inserita nell’album Pin Ups.
John Frusciante dei Red Hot Chili Peppers l’ha interpretata durante il concerto
del 31 gennaio 2007 al FT. LAUDERDALE, FL.
Il lato B del 45 contiene un’altra traccia psichedelica, The Scarecrow (lo
spaventapasseri), in cui Syd paragona la sua esistenza a quella dello
spaventapasseri, “più triste di lui, ma comunque rassegnato al suo destino“:
> The black and green scarecrow was sadder than me
> but now he’s resined to his fate ‘cause life’s not
> unkind, he doesn’t mind
> he stood in a field where barley grows.
La canzone contiene una sezione strumentale barocca in stile folk psichedelico
comprendente l’utilizzo di una chitarra acustica a 12 corde e di un violoncello.
Di seguito, potete vedere la pellicola promozionale per la canzone, prodotta per
il cinegiornale Pathé e girata ai primi di luglio 1967, in cui i membri dei Pink
Floyd sono mostrati in atteggiamento scherzoso con uno spaventapasseri in uno
prato: ad un certo punto Roger Waters cade in terra come se fosse stanco e Nick
Mason scambia il cappello con quello dello spaventapasseri. Parte di questa
pellicola è stata ripresa nel tour The Dark Side Roger Waters tour.
Al contrario del lato A, The Scarecrow fu inserita in The Piper at the Gates of
Dawn, come quarta traccia del lato B.
Altre belle chicche per voi! Di seguito, altri video dei Pink Floyd, ossia
quelli relativi a Corporal Clegg, The Scarecrow e Astronomy Domine, sempre
apparsi nel programma Tienerklanken di cui vi ho detto supra:
—-https://www.flickr.com/photos/16417552@N07/5583740623
fonte immagine in evidenza
The post “See Emily Play” e l’attitudine psichedelica di Syd Barrett first
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Eugenio A. Dorwart aka Bass-D era nato il 29 marzo 1973 ed è uno che ha fatto
della musica una delle sue ragioni di vita: aveva solo 14 anni quando suonò per
la prima volta davanti al pubblico in un locale.
Da quel momento in poi, decise che avrebbe continuato a suonare in diversi club
perfezionando le sue abilità; partecipò anche ai Campionati Olandesi DJ DMC nel
1991 e raggiunse il terzo posto in finale. L’anno successivo arrivò al primo
posto diventando campione olandese dei DJ: aveva 19 anni.
Durante uno dei suoi set promozionali in giro per l’Olanda, incontrò King
Matthew, che era il conduttore di un programma radiofonico di Almere.
Diventarono amici e circa un anno dopo si unirono e decisero di collaborare
dando vita al duo Bass-D & King Matthew! Nel 1993 Bloody Cow Records e Bad Vibes
Records, che erano interessati alle loro produzioni, firmarono con Bass-D & King
Matthew dei contratti per alcune pubblicazioni discografiche.
Ma quei due ragazzi producevano così tanta musica e non volevano aspettare
troppo a lungo affinché il loro materiale venisse pubblicato, così fondarono la
loro prima etichetta: Inferno Records.
Successivamente fondarono anche delle sublabel e continuarono a produrre musica
anche per altre etichette, come Terror Traxx, Master Maximum, Megarave (insieme
a DJ Distortion & MC Raw come co-produttori per i Rotterdam Terror Corps) e
ID&T.
Successi come: Hold Me now, Like A Dream, Raveworld, In The Mix, Stick ‘em Up,
We’re Going to Blow Your Mind e molti altri album uscirono dal loro studio e
presto suonarono in tutto il mondo a ogni grande festa, come per esempio
Thunderdome, Hellraiser, Nightmare, Megarave, Mystery Land, Ghosttown,
Raveworld, Shadowlands, Digital Overdose e sono stati persino residenti al
famoso Temple of Rebirth.
Poi, come se non fossero già abbastanza impegnati, decisero di organizzare le
loro feste, feste in cui al pubblico venivano offerti solo i migliori dei
migliori… volevano il meglio dell’hardcore… THE MASTERS OF HARDCORE!
Nel 1996 nacque l’idea e poco dopo si tenne la prima festa all’Hemkade –
Zaandam.
Bass-D & King Matthew fondarono anche l’etichetta The Masters Of Hardcore e la
relativa famosa serie di CD in tutto il mondo.
Qui nella sua splendida performance al Thunderdome edizione 2024.
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> With love we sleep
> With doubt the vicious circle
> Turn and burns
> Without you I cannot live
> Forgive, the yearning burning
> I believe it’s time, too real to feel
Oggi compie 79 anni Patricia Lee Smith, in arte Patti Smith (30 dicembre 1946),
poetessa e leggenda vivente del punk rock mondiale: da giovane, complici le
febbri reumatiche di cui soffriva, vide di fronte a sé l’immagine di Rimbaud che
le consegnava fiumi di parole. Nacque così il suo primo capolavoro, Horses, la
cui copertina è opera del fotografo rivoluzionario scomparso nel 1989 Robert
Mapplethorpe (con cui Patti ebbe la sua prima grande storia d’amore, anche se da
molti ritenuta controversa).
Oggi voglio renderle omaggio con la canzone Because the Night, suo singolo del
1978 estratto dall’album Easter.
Nel video che segue, Patti la canta live nel 1978 all’Old Grey Whistle Test:
In realtà la canzone originale fu registrata da Bruce Springsteen durante le
sessioni del suo album Darkness on the Edge of Town, mentre il gruppo di Patti
Smith stava lavorando su Easter nello studio di fianco al suo. Quando Bruce si
rese conto che Because the Night non avrebbe trovato posto nel suo album, pensò
di passarla a Patti, che ovviamente ne riadattò il testo dal punto di vista
femminile dedicandolo all’amato marito Fred Smith. Il testo dice più o meno
così: è sera, Patti freme perché sta aspettando una chiamata al telefono alle
ore 18 da Fred, ma lui non la chiama se non alle 2 di notte.
> Love is a ring, the telephone… <3
Springsteen ha dichiarato nel 2010: «Era una canzone d’amore e in realtà non ne
stavo scrivendo in quel momento. Quella canzone è la grande canzone mancante di
“Darkness On The Edge of Town”. Non avrei mai potuto finirla bene come lei.
Patti era nel mezzo della sua relazione con Fred ‘Sonic’ Smith e l’ha scritta e
cantata in un modo che è stato semplicemente meraviglioso».
Una grande canzone d’amore, dunque, che è anche il più grande successo
commerciale della Smith, visto che riuscì ad arrivare fino alla posizione numero
13 della Billboard Hot 100.
Dal 1988 al 2017 Because the Night è stata la sigla del programma televisivo di
Rai 3 Fuori orario. Cose (mai) viste: nel video vi sono scene tratte dal film
L’Atalante in cui Jean si tuffa nel fiume e “vede” Juliette vestita da sposa
(l’accostamento musica-scene del film è a dir poco “sconquassante”).
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Una chicca: nel 1978 Because the Night uscì come singolo in Italia per la
Arista/Capitol Records: sul lato B, Robots dei Kraftwerk!
Fonte immagine in evidenza:
https://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:Patti_Smith_in_Rosengrten_1978.jpg
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al mio amato Fred first appeared on Radio Città Aperta.
Per ricordare Primo a 10 anni dalla sua scomparsa, Aldebaran Records – in
collaborazione con il padre Mauro Belardi, i Cor Veleno e Ibbanez – pubblicherà
per la prima volta in vinile il singolo di Primo & Squarta “CDCE (Carne Da
Campagna Elettorale)”.
Uscito originariamente nel 2013 e finora disponibile solo tramite il videoclip
su YouTube, il brano arriverà finalmente su supporto fisico a partire proprio
dal 1° gennaio 2026. Prodotto da Squarta e mai distribuito sulle piattaforme
streaming, il pezzo nasce con l’intento di raccontare la campagna elettorale
delle elezioni politiche di quell’epoca. Nella traccia è presente un sample
vocale di Neffa estratto da “Cani Sciolti”, mentre la regia del videoclip è
firmata da Ibbanez.
Questa nuova edizione 10th Anniversary comprenderà anche la versione strumentale
e a cappella, ma sarà anche impreziosita dal remix realizzato da Big Joe e
relativa strumentale. Il vinile, un 12’’ da 180 grammi rosso trasparente con
incisione DMM, sarà stampato in sole 300 copie.
Il progetto grafico, curato da Ibbanez e sviluppato tenendo conto dei gusti di
Primo, unisce approccio artigianale e ricerca artistica. Ogni copia, assemblata
a mano, sarà unica e differente dalle altre: sono previste diverse combinazioni
cromatiche, per una tiratura di 50 pezzi ciascuna. La realizzazione utilizza la
tecnica del toner transfer con 6 frame estratti dal videoclip scelti come sfondo
della cover, sovrapposti agli stencil bicolore di Primo e Squarta e del titolo e
del brano. All’interno della sleeve sarà inclusa una cartolina in formato A5,
che riprende alcuni frame del video e riporta i crediti del disco, impaginata
come un manifesto da campagna elettorale.
Il preorder di “CDCE (Carne Da Campagna Elettorale)” sarà disponibile proprio
dal 1° gennaio in esclusiva sul sito di Aldebaran Records.
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Elettorale)” first appeared on Radio Città Aperta.
The future is unwritten: questa frase campeggiava a caratteri cubitali sul retro
di Combat Rock. E sarebbe diventata il titolo di uno splendido documentario
dedicato a Joe Strummer.
> Penso che la gente debba sapere che noi dei Clash siamo antifascisti, contro
> la violenza, siamo antirazzisti e per la creatività. Noi siamo contro
> l’ignoranza
John Graham Mellor in arte Joe Strummer era nato ad Ankara il 21 agosto del
1952: fu poeta, cantautore, chitarrista, attore e conduttore radiofonico, ma
divenne noto al grande pubblico per essere stato il carismatico frontman dei
Clash (se non la più importante punk band di fine anni’70, di sicuro tra le più
corrosive e meno volatili), oltre che autore dei testi assieme a Mick Jones;
altre sue esperienze musicali includono gli 101’ers, che sono stati la sua prima
rock’n’roll band, i Pogues, formidabile gruppo folk punk anglo-irlandese attivo
negli anni ottanta e novanta, e i Mescaleros, con cui lavorò fino all’improvvisa
morte avvenuta per infarto nel 2002.
Il murales dedicato a Joe Strummer nell’East Village di New York.
Per festeggiare il suo compleanno, vi propongo due clip musicali: quella
ufficiale di London Calling, canzone estratta dall’omonimo album del 1979 e
pubblicata come singolo il 7 dicembre 1979 (nessuno può togliere che London
Calling sia un disco politico, forse il disco politico per eccellenza: un pugno
nello stomaco nell’Inghilterra tatcheriana, un lampo, una scintilla per
incendiare la prateria – cit.), e una meravigliosa versione live di Straight to
Hell eseguita da Strummer coi Mescaleros.
> The ice age is coming…the sun is zooming in
> Engines stop running and the wheat is growing thin
> A nuclear error…but I have no fear
> London is drowning…and I…
> I live by the river!
Sebbene Strummer e i Clash siano stati raccontati come punk, in realtà essi si
sentivano come qualcosa di diverso.
“Vorrei che non si dicesse che i Clash sono stati solo un gruppo punk.
– spiegava Strummer – Il punk è uno spirito molto più ampio della musica grezza
e semplice che solitamente si identifica con quella parola. I Clash sono stati
un gruppo di fusione, non una band di genere. Abbiamo mischiato reggae, soul e
rock and roll, tutte le musiche primitive, in qualcosa di più della somma dei
singoli elementi. Soprattutto in qualcosa di più del semplice punk di tre
accordi.”
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Fonte immagine in evidenza: https://www.flickr.com/photos/toddwshaffer/859492893
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protagonista dell’epopea punk first appeared on Radio Città Aperta.