La musica unisce tutti? No se hai una disabilità: in Senato si discute la legge Live For All

- The Wom - Wednesday, July 9, 2025
Esiste un pensiero ricorrente quando si parla di disabilità. Un pregiudizio silenzioso ma pervasivo: “Avete altri problemi, ben più gravi. Un concerto non dovrebbe essere la vostra priorità”. L’ho sentito tante volte. L’ho letto, tra le righe o esplicitamente. Come se partecipare alla vita culturale fosse un privilegio, e non un diritto. Come se l’idea di una persona con disabilità che vuole assistere a un evento live fosse un capriccio, o una richiesta eccessiva. E invece no. Anche questo è un nostro diritto. Un diritto spesso ignorato, ritardato, dimenticato. Ma pur sempre un diritto

Il 3 luglio 2025 si è tenuta la conferenza stampa “Una Legge Live For All”, tenutasi al Senato della Repubblica, nella sala Caduti di Nassiriya. Un momento importante, necessario, storico. A parlare non sono stati solo attivisti e attiviste, ma persone. Professionisti dello spettacolo, artistə, spettatori, lavoratrici e lavoratori con disabilità che da anni vivono sulla propria pelle l’esclusione dagli eventi dal vivo. Un’esclusione fatta di aree separate, posti limitati, percorsi complicati, informazioni poco trasparenti.

Un anno fa, grazie all’impegno della consigliera regionale Lisa Noja e del Comitato Concerti Accessibili, è nato il Manifesto Live For All, che punta a rendere realmente inclusiva l’esperienza dei concerti, degli spettacoli, delle manifestazioni sportive e artistiche. Da allora, la petizione pubblicata su Change.org ha superato le 30mila firme. Un segnale fortissimo, che racconta quanto questo tema parli a tantissime persone.

Ma le firme non bastano. Servono atti concreti. Serve una legge

Ecco perché la conferenza stampa è stata anche una richiesta chiara e accorata: la calendarizzazione e l’approvazione urgente della proposta di legge n. 1536, ferma da mesi in Commissione Cultura alla Camera. Una proposta che, come ha ricordato Lisa Noja, “così com’è non basta”. Per questo, sono stati presentati degli emendamenti migliorativi elaborati dal Comitato.

Perché, come ha ribadito Noja, “non è più il tempo delle concessioni lasciate alla buona volontà di qualcuno. È tempo di norme chiare, vincolanti, che garantiscano davvero parità di accesso. Non è una gentilezza. È un diritto”.

Il lavoro invisibile di chi vuole solo esserci

Partecipare a un evento live non è mai semplice per chi ha una disabilità. Lo so bene. Dietro una presenza che può sembrare “normale”, c’è un enorme lavoro invisibile: si chiama hidden labour. È quella fatica costante, non retribuita, non considerata, che comporta ogni fase di accesso a uno spettacolo: prenotare un biglietto, trovare un accompagnatore, compilare moduli, mandare email, spiegare chi sei e perché non puoi stare “in fondo a sinistra”, da sola.

Questo sforzo continuo non è visto. E spesso nemmeno compreso. Ma è reale, e stanca. Per questo abbiamo bisogno che le regole cambino. Che non ci si debba più giustificare, o aspettare il “favore” di un promoter. Abbiamo bisogno di essere previstə, non semplicemente tolleratə.

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Cosa chiede la proposta Live For All

Gli emendamenti presentati chiedono cinque cose chiare, concrete, urgenti:

  • Prenotazioni online accessibili a tuttə, senza percorsi separati, attraverso gli stessi canali mainstream
  • Eliminazione delle aree segregate, lontane dal palco e dal resto del pubblico
  • Visibilità e fruibilità piena, per ogni tipo di disabilità: fisica, sensoriale, cognitiva
  • Trasparenza nella comunicazione dei posti accessibili, definiti in percentuale rispetto alla capienza della struttura
  • Progettazione universale delle strutture nuove o ristrutturate, per garantire accessibilità totale fin dall’inizio

    Ma la battaglia riguarda anche chi sul palco ci lavora. Perché le barriere non colpiscono solo il pubblico, ma anche gli artistə con disabilità, troppo spesso esclusi da call, bandi, percorsi di formazione.

    Ecco perché, durante la conferenza, l’associazione Al.Di.Qua.Artists ha avanzato altre cinque richieste per i professionisti del settore:

    • Istituzione di un fondo per l’accessibilità nella produzione e tournée
    • Messa in accessibilità delle Open Call e dei bandi di settore
    • Inclusione nei programmi formativi, con docenti preparati a pratiche inclusive
    • Revisione dei limiti di reddito che fanno decadere il diritto alla pensione di invalidità per un solo anno di lavoro in più
    • Rimozione di tutte le barriere – fisiche, sensoriali, cognitive e culturali – nel sistema dello spettacolo

    Tra le voci che hanno dato forza a questa battaglia, anche quella di Serena Tummino, assistente social media del Parlamento Europeo in Italia e attivista del Comitato per i concerti inclusivi, che ha ricordato con chiarezza: “La musica è arte e cultura, e tutti hanno diritto a viverla pienamente“.

    Ma voi “disabili” avete altri tipi di problemi!

    A chi dice che le priorità sono altre, che non è il momento, rispondo che l’accesso alla cultura non è mai un tema secondario. Perché gli spazi della bellezza, dell’arte e della musica sono anche spazi di cittadinanza. E se una parte della popolazione ne resta esclusa, allora non stiamo parlando di democrazia, ma di privilegio.

    Non vogliamo più sentirci ospiti. Vogliamo essere parte. Vogliamo poter scegliere un concerto con leggerezza, uscire di casa senza paura, accedere a un evento senza dover fare il doppio della fatica per la metà dell’esperienza

    Se oggi scrivo questo articolo è perché spero che un giorno, anche chi si muove in carrozzina, anche chi non vede, anche chi ha una disabilità invisibile, possa vivere ogni concerto con la stessa emozione, la stessa semplicità, lo stesso diritto degli altri.

    Una legge che renda accessibili gli eventi dal vivo non è solo una questione tecnica: è un atto di giustizia, un passo concreto verso un’Italia più inclusiva. Perché l’inclusione non è una parola da scrivere nei programmi: è qualcosa da garantire, nella pratica, ogni giorno. Anche sotto un palco mentre cantiamo a squarciagola la canzone del nostro cantante del cuore!

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