Il sesso in adolescenza non può essere tabù: il nuovo rapporto Save the Children spiega perché

- The Wom - Monday, March 3, 2025
Più di un adolescente su quattro, tra i 14 e i 18 anni, pensa sia frequente subire o assistere a discriminazioni legate all’orientamento o all’identità sessuale e quasi uno su quattro ritiene la pornografia una rappresentazione realistica dell’atto sessuale. I dati emergono dal nuovo rapporto “L’educazione affettiva e sessuale in adolescenza: a che punto siamo?”, realizzato da Save the Children, in collaborazione con Ipsos. La fotografia che l’indagine scatta dimostra quanto la strada verso una concreta educazione alla sessuo-affettività sia ancora lunga e necessaria da percorrere

Il web, invece che scuola e famiglia, rimane la risorsa principale a cui le giovani generazioni si rivolgono per conoscere il sesso. Questo porta gli adolescenti a considerare realistiche rappresentazioni del sesso lontane dalla realtà, insieme a una serie di ambiguità sul modo di viverlo: Save The Children lo sottolinea nel nuovo rapporto “L’educazione affettiva e sessuale in adolescenza: a che punto siamo?” pubblicato lo scorso 12 febbraio in concomitanza il lancio della campagna “#Facciamoloinclasse”, insieme al Movimento Giovani per Save the Children: la rete di ragazze e ragazzi dai 14 ai 25 anni impegnati nella difesa dei diritti di adolescenti e giovani, per l’introduzione di percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole.

I risultati del rapporto di Save the Children: la pornografia è considerato sesso “realistico”

L’indagine “L’educazione affettiva e sessuale in adolescenza: a che punto siamo?” esplora i mezzi informativi su cui i giovani fanno affidamento, le pratiche di prevenzione del rischio da loro adottate, il ruolo della famiglia e dei servizi nell’educazione affettiva e sessuale, con un’attenzione particolare alle possibili nuove sfide e opportunità legate al digitale nelle relazioni intime tra i giovani.

Vengono presentati i principali risultati di una ricerca quantitativa, realizzata in collaborazione con Ipsos, su un campione di 800 adolescenti tra i 14 e i 18 anni e un campione di 400 genitori di almeno un/una figlio/a dai 14 ai 18 anni residenti sul territorio nazionale.

Che cosa emerge? Un aspetto su tutti: anche il sesso, nella vita degli adolescenti, è performativo e considerato un modello a cui aderire

Quasi un adolescente su 4 (il 24%) ritiene la pornografia una rappresentazione realistica dell’atto sessuale, mentre il 17% dei ragazzi e delle ragazze è d’accordo che l’autoproduzione di materiale pornografico possa aiutarlo/a a soddisfare alcune necessità economiche.

Solo il 12% ritiene che il sesso online abbia lo stesso valore di quello dal vivo. Il 66% ha avuto esperienze sessuali. Il 16% degli adolescenti intervistati lo ha fatto per non sentirsi diversa o diverso e quasi uno su dieci per le pressioni del/della partner. 

«Per educare i giovani e le giovani a relazioni sessuali e affettive sane, prevenire comportamenti a rischio, discriminazioni e violenze, è urgente una legge che preveda l’inserimento di percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità, in linea con le Linee guida Unesco sulla Comprehensive Sexuality Education e gli Standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle scuole e all’interno dei piani formativi, coerentemente con l’età dei beneficiari», ha spiegato Giorgia D’Errico, direttrice delle Relazioni Istituzionali di Save the Children, sottolineando un dato: «dalla nostra ricerca emerge che oggi solo il 47% degli adolescenti, ovvero meno di una/o su due, ha ricevuto un’educazione sessuale a scuola, una percentuale che scende al 37% al Sud e nelle Isole».

Per D’Errico, dunque, «È necessario fornire a tutte e tutti gli strumenti di base per aiutarli a camminare tra complessità emotive, sociali e culturali. Strumenti in grado di affrontare il tema della sessualità e dell’affettività in maniera olistica, trattando argomenti come consenso, rispetto, benessere, interazioni sicure nel mondo digitale, prevenzione della violenza e delle discriminazioni, salute sessuale e prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili».

Educazione sessuale a scuola, il 91% dei genitori è favorevole

Come già emerso da altre indagini sul tema, anche nel rapporto Save The Children la maggior parte dei genitori, ben il 91%, ritiene utile l’introduzione di percorsi di educazione sessuali obbligatori a scuola.

Gli stessi giovani del Movimento Giovani per Save the Children e la Rete degli Studenti Medi – che hanno partecipato attivamente alla ricerca – chiedono da tempo percorsi strutturati di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, e formazione anche per insegnanti, educatori e genitori.

«È fondamentale un impegno congiunto per rispondere alle necessità dei ragazzi e delle ragazze e dei loro genitori, dando ai giovani gli strumenti per crescere come adulti consapevoli rispetto alla propria salute sessuale e in grado di costruire relazioni affettive sane, rispettose e paritarie – sostiene D’Errico – Con altrettanta urgenza, affinché i giovani abbiano accesso a informazioni esatte e accurate, da fonti scientificamente valide, utili a prevenire comportamenti a rischio, chiediamo al Ministero della Salute di promuovere campagne informative multicanale e periodiche che, con un linguaggio inclusivo e child-friendly, sensibilizzino i minori sulla loro salute sessuale e riproduttiva. Un’urgenza supportata dai dati:

L’82% del campione coinvolto non ha mai fatto un test Hiv e solo il 12% è stato in un consultorio

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Il web rimane la fonte di informazione principale sul sesso

Ma come si informano i ragazzi e le ragazze riguardo il sesso e i propri diritti sessuali? La principale fonte di informazione dei su questi temi è il web.

Il 47% degli intervistati sceglie siti web e articoli online per informarsi sulle pratiche sessuali e il 57% per approfondire il tema delle infezioni sessualmente trasmissibili.

Ciò nonostante, dal punto di vista dei genitori, il 75% si sente a proprio agio a parlare di sessualità con i figli e più di uno su dieci (il 13%) si è trovato ad affrontare le loro relazioni “tossiche”. 

«Dalla ricerca emergono passi avanti significativi nel dialogo tra giovani e genitori sui temi della sessualità. Tuttavia, il digitale rimane la risorsa principale delle informazioni su questi aspetti e colpiscono i dati sullo scarso accesso ai servizi sanitari, ai consultori e la percentuale molto limitata di adolescenti che si sottopongono al test Hiv, così come la resistenza di stereotipi e false credenze – ha affermato Antonella Inverno, responsabile ricerca e analisi dati di Save the Children -. Inoltre, preoccupa fortemente il comune sentire rispetto alle discriminazioni subite o testimoniate e ad alcuni comportamenti a rischio, come il binge drinking associato alla sessualità, anche se si tratta di dati basati sulla percezione delle e degli adolescenti rispetto ai loro coetanei».

“Facciamolo in classe”, la campagna che vuole portare l’educazione sessuale a scuola

Un anno dopo la pubblicazione della ricerca “Le ragazze stanno bene? Indagine sulla violenza di genere onlife in adolescenza” Save the Children ha nuovamente approfondito il rapporto tra giovani e sessualità, con una pubblicazione che – come testimoniano i dati – fa emergere un maggior dialogo tra genitori e figli su questi temi, ma anche la necessità di un’educazione sessuale e affettiva sistemica e multidisciplinare, per supportare i giovani nel vivere in modo sano e consapevole le loro relazioni e la loro sessualità. Per questo, insieme al report, Save the Children ha lanciato anche la campagna “Facciamolo in classe”, insieme al Movimento Giovani per Save the Children e alla TV host e content creator Aurora Ramazzotti.  Il video ironico, che ha per protagonista Aurora Ramazzotti, simula un quiz con domande sulla sessualità e l’affettività a ragazze e ragazzi di diverse generazioni per sottolineare l’importanza di fornire a tutte e tutti gli strumenti necessari per vivere questi temi in modo responsabile e consapevole.

Nelle 15 città in cui sono attivi i gruppi locali del Movimento giovani per Save the Children, i ragazzi e le ragazze organizzeranno attività di sensibilizzazione rivolte ai coetanei, nelle scuole e non solo, con l’obiettivo di coinvolgerli nella campagna e far sentire anche la loro voce.

Un passo collettivo e sinergico a beneficio delle giovani generazioni. E non solo: sull’educazione alla sessuo-affettività anche i genitori sono d’accordo. Adolescenti più consapevoli sono adulti più risolti.

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