L’oceano Atlantico fu la via percorsa dagli africani verso la schiavitù, ma
grazie alla solidarietà di marinai neri, lavoratori portuali e altri complici fu
anche la via che li condusse alla libertà.
Almeno centomila africani riuscirono a sottrarsi agli orrori della schiavitù
scappando dal sud degli Stati Uniti. Molti si spostarono verso nord via terra,
attraverso una fitta rete di solidarietà fatta di percorsi segreti e rifugi
sicuri nota come la “ferrovia sotterranea”, migliaia di altri scelsero invece la
via del mare. Dalle intricate vie fluviali del North e South Carolina e dai moli
di Savannah e Charleston, fino ai porti di Boston, del Canada e dell’altra
sponda dell’Atlantico, Rediker ricostruisce la drammatica epopea di questi
fuggitivi e di chi li ha aiutati, riportando alla luce le eroiche vicende di
donne e uomini per lo più ignorati dalla storia ufficiale. Come quella di Moses
Roper, uno dei fuggiaschi più determinati della storia americana, che percorse
350 miglia in territorio schiavista prima di imbarcarsi sulla nave Napoleon e
salpare per l’Inghilterra, dove divenne il primo ex schiavo autoemancipatosi a
tenere conferenze in favore dell’abolizionismo. Una storia straordinaria fatta
di cospirazioni sussurrate fra i moli dei porti, nascondigli sottocoperta, vele
spiegate al vento e una inestinguibile sete di libertà.