Qualcuno dirà che la vita è strana e qualcun altro che non lo è affatto. Noi ci
limitiamo a dire che vita e trame sono sinonimi, anche se questa affermazione
non verrà confermata da nessun dizionario. Ma i dizionari, si sa, sono sempre in
ritardo rispetto al farsi del mondo.
In questi cento racconti brevi, Filippi ci introduce all’imprevedibile,
accompagnandoci in un’esplorazione del labile e cangiante confine tra la vita e
la morte: uno spazio liminale, una sorta di Zona Temporaneamente Autonoma della
mente, dove però le cose capitano, suscitando improvvise illuminazioni e
modificando in modo inatteso le traiettorie esistenziali, le nostre vite e
quelle degli altri. Smarcandosi da ogni genere rigidamente definito, e in
dialogo con gli autori più amati, questa raccolta spazia dal racconto poliziesco
alla pagina di diario, dalla denuncia politica alla riflessione su cosa
significhi fare letteratura. Con l’avvertenza di tenere un occhio sempre aperto
a cogliere anche i minimi eventi della vita – a volte comici, a volte tragici –
queste pagine vanno attraversate con passo lieve, come fossero uno stretto
camminamento tra le aiuole di un orto, dove sono stati piantati i semi più
disparati che, si spera, un giorno diventeranno alberi, fiori, frutti e
ossigeno.