> Buon aggiornamento, e buone riflessioni..
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ASCOLTA L'AUDIO OVERVIEW CHE SINTETIZZA LE NOVITÀ
Il podcast è stato generato attraverso NotebookLM.
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RIVOLUZIONE ARTIFICIALE
Nella puntata del 22 marzo di Presa Diretta (Rai 3) dal titolo "Rivoluzione
Artificiale" si è parlato di AI: la "più grande trasformazione tecnologica del
nostro tempo".
Rivoluzione Artificiale - Presa Diretta (Rai 3)
Il video della puntata completa su Rai Play:
PresaDiretta 2025/26 - Rivoluzione artificiale - 22/03/2026 - Video - RaiPlay
Un viaggio nella più grande trasformazione tecnologica del nostro tempo, tra la
Cina e l’Italia. PresaDiretta racconta l’ambizione di Pechino con il piano
governativo “AI Plus” da 200 miliardi di dollari: dai laboratori di robotica
umanoidi alle scuole dove dodicenni programmano rover spaziali. Il reportage
indaga però anche i costi nascosti dell’IA: l’avanzata dei datacenter che
consumano suolo, acqua ed energia nel Parco Agricolo Sud di Milano e lo
sfruttamento dei “lavoratori dell’ombra” che addestrano gli algoritmi destinati
a sostituirli. Focus infine sull’IA Agentica e l’automazione nei call center de
L’Aquila, un’evoluzione che rischia di colpire duramente l’occupazione femminile
e chi svolge mansioni ripetitive, aprendo interrogativi urgenti sul futuro del
lavoro.
> "..nell'equazione che stiamo disegnando manca una variabile importante: le
> istituzioni".
La velocità del cambiamento non aspetta i tempi lenti della politica e della
cultura. Rimandare significa esporsi a shock sociali sempre più violenti.
> La vera incognita, infatti, non è la tecnologia, ma come la società sarà in
> grado di gestire l'urto di un impatto a lungo termine ancora (probabilmente)
> sottostimato.
Vai all'intervento completo (AI Festival)
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COSA SIGNIFICA "BLACK BOX" IN AMBITO AI?
> C'è ancora confusione su cosa significhi davvero "black box" nell'AI.
"Black box" non significa che non si comprende il funzionamento. Questo è ben
documentato: leggere i paper tecnici rilasciati insieme a molti modelli aiuta a
capirlo.
"Black box" significa un'altra cosa: le reti neurali alla base dei modelli
moderni sono così vaste e complesse che non è possibile ricostruire in modo
comprensibile come si forma una “decisione” al loro interno.
Cosa significa "black box" in ambito AI?
Non è solo una questione di "perché questo output?", ma di "come si è costruito,
passo dopo passo, attraverso milioni di trasformazioni".
Un esempio semplice:
> una rete neurale può stabilire, in base a dei dati in input, se una
> transazione è fraudolenta (e con altissima probabilità la decisione è
> corretta). Ma non possiamo interpretare, in modo comprensibile per un umano,
> come tutte le informazioni vengano trasformate e combinate nei vari livelli
> della rete fino a quella decisione.
Ecco perché si sta lavorando a processi che mirano alla "spiegabilità" (XAI) dei
modelli, che in alcuni settori sono fondamentali.
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SONO PASSATI 10 ANNI DALLA FAMOSA "MOSSA 37"
Nel 2016 AlphaGo di DeepMind sconfisse il campione mondiale Lee Sae Dol nel
gioco del Go, uno dei giochi più complessi mai creati. Durante la seconda
partita arrivò quella che sarebbe diventata una delle mosse più famose nella
storia dell'AI: la mossa 37.
All'inizio i commentatori pensarono fosse un errore. In realtà era una scelta
incredibilmente creativa, qualcosa che nessun giocatore umano aveva mai
considerato seriamente. Cento mosse dopo, quella pietra era esattamente nel
punto giusto per vincere la partita.
Con la "mossa 37" AlphaGo sconfisse Lee Sae Dol: il campione mondiale di Go
Quell'evento segnò l'inizio della moderna era dell'AI. AlphaGo combinava reti
neurali profonde, ricerca nello spazio delle possibili mosse e reinforcement
learning: prima imparava osservando partite umane, poi migliorava giocando
centinaia di migliaia di partite contro sé stesso.
Da lì sono nati sistemi sempre più generali. AlphaGo Zero ha imparato a giocare
partendo solo dalle regole del gioco. AlphaZero ha esteso lo stesso approccio a
scacchi e shogi, raggiungendo livelli sovrumani in poche ore di
auto-apprendimento.
> Quelle stesse idee oggi vengono
> applicate ben oltre i giochi.
AlphaFold ha risolto il problema del folding delle proteine, predicendo la
struttura di oltre 200 milioni di proteine e diventando uno strumento usato da
milioni di ricercatori nel mondo. Sistemi come AlphaProof e AlphaGeometry stanno
affrontando problemi matematici avanzati. AlphaEvolve esplora lo spazio del
codice per scoprire nuovi algoritmi.
Vai al post
Le tecniche di pianificazione, ricerca e apprendimento viste per la prima volta
con AlphaGo stanno convergendo con modelli multimodali come Gemini, capaci di
lavorare con testo, immagini, audio, video e codice.
> Dieci anni dopo, quella mossa su una scacchiera 19×19 è diventata uno dei
> primi segnali concreti di come l'intelligenza artificiale possa contribuire
> alla scoperta scientifica.
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GIGATIME DI MICROSOFT
Microsoft Research ha presentato GigaTIME, un modello di AI multimodale
progettato per studiare il microambiente tumorale su scala che finora era
semplicemente irraggiungibile.
> Sono questi gli ambiti in cui vorrei vedere esprimersi la massima
> competitività tra i colossi tecnologici.
> Perché l'obiettivo, in fondo, è comune.
GigaTIME di Microsoft
Per capire come un tumore interagisce con il sistema immunitario servono
tecniche molto avanzate, come la multiplex immunofluorescence (mIF), che
permettono di osservare contemporaneamente molte proteine e la loro posizione
nello spazio all'interno del tessuto. Sono strumenti fondamentali per capire se
un tumore risponderà o meno a immunoterapie, ma hanno un limite importante: sono
costosi, complessi e difficili da applicare su grandi quantità di campioni.
QUI ENTRA IN GIOCO L'AI
GigaTIME è stato addestrato su 40 milioni di cellule per imparare a tradurre le
comuni immagini patologiche H&E, economiche e diffuse nella pratica clinica, in
immagini virtuali mIF con informazioni proteiche ad alta risoluzione.
In questo modo i ricercatori possono trasformare enormi archivi di immagini
patologiche già esistenti in una nuova fonte di dati biologici.
Applicando il modello a oltre 14k pazienti provenienti da 51 ospedali e più di
1k cliniche, è stata generata una popolazione virtuale di circa 300k immagini
mIF, distribuite su 24 tipi di tumore e 306 sottotipi.
L'analisi di questa popolazione ha rivelato oltre 1.200 associazioni
statisticamente significative tra stati cellulari immunitari, biomarcatori
tumorali, stadio della malattia e sopravvivenza dei pazienti. Molte confermano
conoscenze già note, altre suggeriscono nuove relazioni biologiche ancora poco
esplorate.
Il punto più interessante è forse questo: trasformando dati relativamente
semplici in segnali biologici complessi, l'AI permette di studiare il
microambiente tumorale su scala di popolazione, qualcosa che fino a poco tempo
fa era praticamente impossibile.
Vai al post
> Un passo concreto verso un'idea che fino a pochi anni fa sembrava
> fantascienza: costruire "pazienti virtuali", gemelli digitali capaci di
> aiutare a comprendere la progressione della malattia e a migliorare la
> medicina di precisione.
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AI E CREATIVITÀ
> Quando si parla di AI e creatività, la cultura aziendale conta più della
> tecnologia.
Gli strumenti di AI generativa stanno entrando nei flussi di lavoro quotidiani:
aiutano a fare brainstorming, esplorare alternative, sintetizzare informazioni e
accelerare i progetti.
Molte organizzazioni si aspettano che questo porti automaticamente più
creatività. La realtà è più complessa.
AI e creatività: un post di Harvard Business Review
* Le ricerche mostrano che l'AI aumenta la creatività soprattutto per chi ha
meno esperienza o meno fiducia nelle proprie capacità creative. In questi
casi funziona come un acceleratore di idee, riducendo il blocco creativo e
offrendo nuovi spunti da cui partire.
* Per i profili più esperti o già molto creativi, invece, il beneficio può
essere minore. Se usata passivamente, l'AI rischia di uniformare le idee o di
diventare una scorciatoia che riduce l'esplorazione autonoma.
* La differenza la fa il contesto organizzativo.
* Nelle aziende dove l'AI viene presentata come uno strumento di esplorazione e
confronto, tende ad amplificare il pensiero creativo. Dove viene introdotta
solo per aumentare efficienza e velocità, il suo impatto sulla creatività
rimane limitato.
Vai al post
> La tecnologia può generare idee. La cultura decide se quelle idee possono
> davvero evolvere.
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SHOPIFY: UN LAYER TRA L'E-COMMERCE E GLI AGENTI AI
> Shopify ha annunciato una mossa chiara: si propone come layer tra l'e-commerce
> e gli agenti AI.
In pratica, con Agentic Storefronts i merchant Shopify possono distribuire
prodotti e vendite su canali come ChatGPT, Copilot, AI Mode in Google Search e
Gemini.
E con Agentic plan anche i brand che non usano Shopify come piattaforma
e-commerce possono usare Shopify come layer di catalogo e commercio per questi
canali.
Non stiamo parlando solo di visibilità nei risultati AI, ma di un modello in cui
l'AI può diventare un vero canale di vendita.
Shopify: un layer tra l'e-commerce e gli agenti AI
Però non si tratta di un rollout uniforme per tutti i merchant, tutti i prodotti
e tutti i paesi.
QUALI SONO GLI SCENARI PER GLI E-COMMERCE ITALIANI?
Con Shopify
* Mercato italiano: oggi si può lavorare su discoverability e preparazione del
catalogo, ma non sul vero canale transazionale.
* Mercato europeo: scenario simile. La presenza commerciale in Europa non
basta, da sola, per attivare i canali agentic Shopify in modo pieno.
* Mercato USA: se un merchant italiano vende anche a clienti USA e i prodotti
sono idonei, può puntare in particolare a ChatGPT. Per Google/Gemini/Copilot,
invece, Shopify oggi richiede condizioni più strette e un'impostazione
fortemente US-based.
Senza Shopify
* Mercato italiano: niente vero canale agentic Shopify, ma resta la
discoverability su Google e sul web aperto.
* Mercato europeo: stessa logica dell'Italia; si può lavorare su feed, dati
prodotto, SEO e merchant data, ma non si entra automaticamente nel commercio
agentic di Shopify.
* Mercato USA: con Agentic plan, Shopify può diventare il layer che collega
catalogo, prodotti e canali AI. Anche qui, però, l'accesso reale dipende da
shipping, idoneità prodotto e requisiti specifici del canale.
Vai al post
> La sintesi è semplice: per un e-commerce italiano, oggi l'agentic commerce è
> soprattutto una partita di preparazione e discoverability; diventa una partita
> di vendita quando entra in gioco il mercato USA.
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UN TEST DI WEBMCP SU UN E-COMMERCE
Quello che si vede nel video è l'agente che interagisce direttamente con il
protocollo per eseguire la richiesta che ho fatto attraverso un prompt.
Un test di WebMCP su un e-commerce
Google continua a spingere sul progetto, pubblicando diverse demo di
implementazione di WebMCP che si possono testare su pagine reali.
Vai alla repository
Come si può provare il sistema?
* Abilitare "WebMCP for testing" nelle impostazioni di Chrome.
* Installare l'estensione "WebMCP - Model Context Tool Inspector", che simula
l'agente AI nel sito web.
Vai all'estensione
* L'estensione mostra le capability della pagina esposte via WebMCP.
* Con un prompt in linguaggio naturale si possono dare le istruzioni
all'agente.
> Di certo, questa modalità rende solida l'interazione degli agenti AI con le
> pagine web, perché le operazioni avvengono via API e non attraverso la visione
> artificiale.
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VEO 3.1 AVATAR: ESEMPI DI UTILIZZO
Su Google Vids è arrivata la nuova funzionalità di generazione di avatar
realistici. L'ho provata, e credo che i video che ho ottenuto si commentino da
soli.
In questo test, ho creato due scene, e in ognuna ho usato un avatar tra quelli a
disposizione.
* Ho fornito il testo in input, quindi gli avatar stanno pronunciando
esattamente il mio contenuto con lip sync.
* Le slide sono generate con Nano Banana 2 Pro in base al contenuto pronunciato
dell'avatar, e montate all'interno dell'editor.
* Le scene sono separate da due frame con un titolo.
Gli avatar realistici di Google Vids creati con Veo 3.1
Con Vids, Google sta riuscendo a rendere semplice l'editing video, almeno per
gli aspetti di base.
> È la facilità di Google Slides portata in un editor video.
E con l'aggiunta di Nano Banana 2, Veo 3.1 e gli Avatar realistici diventa una
risorsa incredibilmente potente.
In questo secondo esempio, ho provato a creare una semplice guida in italiano
attraverso un personaggio illustrato. Le slide sono sempre generate con Nano
Banana 2, partendo dalle schermate del sito web.
Veo 3.1 Avatar: un esempio di utilizzo
> Tempo effettivo: 15 minuti. Ma, una volta creato il template, si possono
> aggiungere nuove scene in pochissimo tempo.
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I PROGRESSI DI LTX 2.3
> Fino a poco tempo fa, 30k dollari erano il minimo per un video musicale:
> decine di persone coinvolte, giorni di riprese e settimane di post-produzione.
Questo è stato realizzato da Alex Patrascu in 8 ore, a casa, con LTX 2.3 (open
source) su hardware consumer.
Video musicale realizzato con LTX 2.3 su hardware consumer
Nella produzione tradizionale, tra musica, pre-produzione, riprese e post, si
arriva facilmente a una forbice compresa tra i 18k e oltre 50k dollari, con
troupe complete, attrezzature cinematografiche e workflow complessi.
In questo caso, tutto è stato realizzato in locale: niente studio, niente cloud,
niente intermediari. Solo software open-source, una macchina personale e tempo.
> Non è un confronto perfetto: l'AI richiede competenze, tempo e non offre la
> stessa flessibilità di una produzione reale. Ma rende possibile creare
> contenuti visivi complessi senza budget elevati né strutture dedicate.
Vai al post del creator
La qualità non è identica a una produzione tradizionale, ma è abbastanza vicina
per contenuti social, mood reel e materiali di presentazione.
> La soglia dell'"abbastanza buono" si sta spostando rapidamente, con un impatto
> diretto sulla fascia intermedia della produzione creativa.
UN ASSAGGIO DI LTX DUBBING
La funzionalità è disponibile su LTX Studio per gli utenti Enterprise, e
permette il doppiaggio con lip sync in 175 lingue.
> La qualità che sta mettendo in campo LTX è impressionante, e LTX 2.3 è
> probabilmente il modello open source di generazione video più potente a
> disposizione.
LE NOVITÀ TECNICHE DI LTX 2.3
Dal punto di vista tecnico, uno dei cambiamenti principali riguarda la
ricostruzione del latent space e dell'architettura VAE, addestrata con dati di
qualità più alta. In pratica questo significa che il modello riesce a mantenere
texture e dettagli più nitidi: capelli, bordi e piccoli elementi risultano più
definiti anche a risoluzioni più basse, riducendo la necessità di correzioni in
post-produzione.
È stata migliorata anche la componente che collega il testo al modello
generativo, chiamata text connector. Aumentandone la capacità e ottimizzandone
l'architettura, il sistema interpreta meglio prompt complessi, con più soggetti
o istruzioni stilistiche specifiche. In altre parole, è meno necessario
semplificare le richieste per ottenere risultati coerenti.
Un'altra area critica era l'image-to-video. In molte generazioni il video
tendeva a restare quasi fermo o a produrre movimenti minimi simili a uno zoom
lento. Con LTX-2.3 il training è stato rivisto per generare movimenti più
naturali e continui, riducendo freeze, tagli improvvisi e incoerenze rispetto al
frame iniziale.
Anche l'audio è stato migliorato grazie a un dataset filtrato da rumori e
silenzi inutili e a un nuovo vocoder, che riduce artefatti e suoni casuali nelle
generazioni video.
Vai al post
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GENERAZIONE DI VIDEO IN REAL-TIME
Runway annuncia un importante passo avanti nella generazione video in tempo
reale.
Come anteprima di ricerca sviluppata insieme a NVIDIA, hanno addestrato un nuovo
modello video che gira su Vera Rubin (un supercomputer).
> I video in HD vengono generati istantaneamente, con un tempo di
> visualizzazione del primo frame inferiore ai 100 ms.
Generazione di video in real-time: Runway e NVIDIA
Un risultato che apre un paradigma creativo completamente nuovo e rafforza le
basi del General World Model, GWM-1 Runway.
> La generazione in tempo reale introduce uno spazio di progettazione
> radicalmente diverso per i modelli video e la "simulazione del mondo".
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AUTOGAZE: IL MIGLIORAMENTO DELLA COMPRENSIONE DEI VIDEO
AutoGaze, sviluppato da NVIDIA insieme a UC Berkeley, MIT e Clarifai, introduce
un approccio più efficiente alla comprensione video ispirato al comportamento
umano.
Invece di analizzare ogni pixel, il modello seleziona solo le regioni realmente
informative, riducendo drasticamente la ridondanza.
> Nel video che segue è possibile comprendere l'enorme potenziale di queste
> evoluzioni: mostra come il sistema riesca a ricostruire un video considerando
> solo una minima percentuale di informazioni.
AutoGaze: il miglioramento della comprensione dei video
Questo modulo leggero, infatti, è basato su un processo autoregressivo, e
sceglie un insieme minimo di patch in grado di ricostruire il contenuto visivo
mantenendo alta qualità. Il risultato è una riduzione dei token fino a 100× e
un'accelerazione significativa dei modelli Vision Transformer e multimodali.
L'efficienza ottenuta consente di scalare l'analisi di video lunghi e ad alta
risoluzione (fino a 1000 frame in 4K), superando i limiti computazionali che
finora ne impedivano l'adozione su larga scala.
Vai al progetto
> Il sistema dimostra anche miglioramenti concreti nei benchmark, incluso HLVid,
> un nuovo dataset per video lunghi e ad alta definizione, evidenziando come la
> selezione intelligente dell'informazione possa essere più efficace del
> processamento completo.
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GPT 5.4 DI OPENAI
GPT-5.4 è stato rilasciato come nuovo modello di frontiera progettato per il
lavoro professionale. È disponibile in ChatGPT (modalità Thinking), API e Codex,
con una versione GPT-5.4 Pro pensata per attività particolarmente complesse.
> I miei primi test su diversi task? Convincente. Codex è impressionante.
Il modello integra i progressi recenti in ragionamento, coding e workflow
agentici in un'unica architettura. L'obiettivo è migliorare la capacità dell'AI
di completare attività reali, come documenti, presentazioni, fogli di calcolo e
analisi, con meno iterazioni e maggiore precisione.
GPT 5.4 di OpenAI: le performance
Nei benchmark dedicati al lavoro professionale (GDPval), GPT-5.4 raggiunge l'83%
di performance rispetto al 70.9% della generazione precedente.
Nei task di modellazione su spreadsheet ottiene un punteggio medio dell'87.3%, e
le presentazioni generate vengono preferite nel 68% dei casi rispetto a quelle
di GPT-5.2. Il modello riduce anche gli errori fattuali: le affermazioni false
risultano il 33% meno frequenti e le risposte complessivamente errate
diminuiscono del 18%.
Una delle novità principali è l'introduzione di capacità native di "computer
use". GPT-5.4 può interagire con software e siti web attraverso screenshot,
mouse e tastiera, automatizzando workflow complessi tra diverse applicazioni.
Nei benchmark di navigazione desktop (OSWorld-Verified) raggiunge un tasso di
successo del 75%, superando anche la performance umana riportata nel test.
Sono stati migliorati anche la visione artificiale e la comprensione di
documenti e immagini ad alta risoluzione. Il modello supporta input visivi fino
a oltre 10 megapixel, aumentando precisione nella localizzazione degli elementi
e nell'interazione con le interfacce.
Sul fronte sviluppo software, GPT-5.4 combina le capacità di GPT-5.3-Codex con
nuove funzioni per iterazione, debugging e test automatici. È stato introdotto
anche un sistema di "tool search" che permette agli agenti di scegliere
strumenti esterni in modo più efficiente quando operano in ecosistemi con molte
integrazioni.
Vai al post
> Il modello supporta contesti fino a 1 milione di token e utilizza meno token
> per il ragionamento rispetto alle versioni precedenti, con miglioramenti in
> velocità e costi di esecuzione.
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GEMINI 3.1 FLASH-LITE
Google ha presentato Gemini 3.1 Flash-Lite, il modello più veloce ed economico
della serie Gemini 3, progettato per gestire carichi di lavoro ad alto volume su
larga scala.
> L'ho provato: velocità impressionante e qualità dell'output elevata.
Gemini 3.1 Flash-Lite
È disponibile in preview tramite Gemini API in AI Studio e Vertex AI, e offre
costi competitivi: $0,25 per milione di token in input e $1,50 per milione di
token in output.
Rispetto a Gemini 2.5 Flash è 2,5 volte più rapido nella generazione del primo
token e aumenta del 45% la velocità di output, mantenendo qualità pari o
superiore nei benchmark.
Ha ottenuto un punteggio Elo di 1432 su Arena.ai, con risultati rilevanti anche
su GPQA Diamond (86,9%) e MMMU Pro (76,8%), superando in alcuni casi modelli più
grandi delle generazioni precedenti.
Tra i punti chiave: bassa latenza, efficienza nei costi e "thinking levels"
regolabili, che permettono di bilanciare velocità e profondità di ragionamento.
Vai al post
> È pensato per traduzioni su larga scala, moderazione dei contenuti, analisi di
> immagini, generazione di interfacce e dashboard, simulazioni e gestione di
> istruzioni complesse.
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L'AGGIORNAMENTO DI AI STUDIO DI GOOGLE
Google ha introdotto un importante aggiornamento di AI Studio con una nuova
esperienza di "vibe coding", pensata per trasformare semplici prompt in
applicazioni complete e pronte per la produzione.
L'ho provato, e sono impressionato.
> In 15 minuti mi sono creato 2 tool per operazioni rapide che mi servono
> spesso, sostituendo una serie di applicazioni.
Si tratta di funzionalità molto semplici, ma costruite esattamente sui miei
processi: è questa la potenza.
L'aggiornamento di AI Studio di Google: esempi
Le condivido per chi vuole usarle e magari modificarle.
* PDF Power Tool 2.0: permette di caricare un PDF, scegliere una pagina,
editarla con crop ed elementi grafici, per poi esportare la selezione in
immagine.
Vai all'applicazione
* Video Merger Studio: permette di caricare una serie di video, ordinarli a
piacere, unirli gestendo la transizione, e scaricare il video complessivo.
Vai all'applicazione
Al centro c'è il nuovo agente di sviluppo Antigravity, progettato per
comprendere il contesto dell'intero progetto, la cronologia delle modifiche e la
struttura del codice, permettendo iterazioni più rapide e interventi più precisi
anche su applicazioni complesse.
La piattaforma consente di costruire app reali senza uscire dall'ambiente di
sviluppo: è possibile creare esperienze multiplayer in tempo reale, integrare
database e sistemi di autenticazione tramite Firebase, e collegare servizi
esterni come API, strumenti di pagamento o servizi Google. La gestione delle
credenziali avviene in modo sicuro grazie a un sistema dedicato di storage delle
API Key.
AI Studio supporta i principali framework moderni (React, Angular e Next.js) e
utilizza automaticamente librerie e strumenti del web contemporaneo per
migliorare interfacce e funzionalità, come sistemi di animazione o componenti UI
avanzati.
Il sistema è in grado di riconoscere autonomamente quando un'app necessita di
funzionalità aggiuntive, suggerendo e configurando integrazioni come database o
login. Inoltre, i progetti vengono salvati e sincronizzati, permettendo di
riprendere il lavoro in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo.
Vai al post
> Questo aggiornamento segna un ulteriore passo verso un modello di sviluppo in
> cui l'AI non si limita ad assistere, ma partecipa attivamente alla costruzione
> di prodotti completi, riducendo drasticamente la distanza tra idea, prototipo
> e applicazione funzionante.
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LE NOVITÀ DELL'API DI GEMINI
Alcune novità interessanti per le API di Gemini che puntano a semplificare
l'implementazione di workflow agentici.
> Anche se OpenAI è più avanti su questo aspetto.
Gemini API tooling updates: context circulation, tool combos and Maps grounding
for Gemini 3
Developers can now combine function calling with built-in tools such as Google
Search in a single Gemini API call to build agentic and complex tool-use
applications.
La novità più rilevante è la possibilità di combinare tool nativi (come Google
Search e Google Maps) e funzioni custom all'interno della stessa richiesta.
Questo significa meno orchestrazione manuale e flussi molto più fluidi, in cui
il modello può passare in autonomia da dati pubblici a logiche backend.
Altro punto chiave: la condivisione del contesto tra tool. Ogni chiamata e
risposta viene mantenuta nel contesto, permettendo al modello di costruire
ragionamenti multi-step più solidi e coerenti.
Arrivano anche gli ID univoci per le tool call, che migliorano il debugging e la
gestione di esecuzioni parallele.
Infine, il grounding con Google Maps viene esteso alla famiglia Gemini 3,
aprendo la porta a use case molto più ricchi basati su contesto geografico e
dati aggiornati sui luoghi.
Vai al post
> Perché dico che OpenAI è più avanti? Perché da Playground posso creare agenti
> che usano la web search, file search, server MCP remoti, funzioni custom..
> Infine, posso esportare il codice per farlo funzionare ovunque via Agents SDK.
Questo non è ancora fattibile su AI Studio, e non riesco a spiegarmi il motivo.
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STITCH DI GOOGLE: UN TEST
Ho provato Stitch di Google: uno strumento dal potenziale enorme per la
progettazione di interfacce visuali.
Nei test ho dato come input l'URL di alcune pagine del mio sito web, e l'ho
fatto riprodurre dal sistema.
I template possono essere modificati via prompt o attraverso l'interfaccia. Il
tutto con live preview, scaricabile in HTML o esportabile in Figma.
Stitch di Google: un test
> Non si parte da wireframe statici, ma da descrizioni, obiettivi e "sensazioni"
> che si vogliono trasmettere.
L'AI genera rapidamente più varianti e permette di iterare in tempo reale,
mantenendo il flusso creativo sempre attivo.
Il canvas è pensato come uno spazio infinito e multimodale: è possibile lavorare
partendo da testo, immagini, codice o URL, costruendo interfacce web e mobile
con un livello di dettaglio già molto vicino al prodotto finale. In questo
senso, Stitch riduce drasticamente la distanza tra idea e prototipo.
Utile anche la possibilità di trasformare subito i layout in prototipi
navigabili, con collegamenti automatici tra schermate e suggerimenti sui flussi
utente.
> In pratica, si passa dall'idea a qualcosa di testabile in pochi minuti,
> iterando anche interi user journey con un singolo intervento.
Interessante la gestione del design system: è possibile estrarre regole da altri
progetti o da URL e riutilizzarle, mantenendo coerenza visiva senza ripartire da
zero. Il formato DESIGN.md rende queste regole trasportabili anche verso altri
strumenti.
Sul fronte più tecnico, Stitch introduce integrazioni tramite MCP (Model Context
Protocol) e SDK: questo permette di collegare il design direttamente ad ambienti
di sviluppo e tool esterni, creando un flusso continuo tra generazione
dell'interfaccia e implementazione. In pratica, non è solo un tool di design, ma
un ponte operativo tra designer, AI e sviluppo.
Vai alla documentazione
Nel complesso, dà l'impressione di essere uno strumento che sposta il focus dal
"disegnare schermate" al "definire esperienze", lasciando all'AI il compito di
esplorare rapidamente lo spazio delle soluzioni.
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LE NOVITÀ DI NOTEBOOKLM
NotebookLM ha rilasciato la possibilità di gestire le infografiche attraverso
stili personalizzati.
Se ne possono scegliere 10 diversi, con un prompt testuale a supporto.
Le infografiche personalizzate di NotebookLM
Sinceramente preferisco l'uso di Gemini App con NotebookLM come fonte, perché
permette di mantenere il contesto della conversazione e di ottimizzare l'output
attraverso interazioni successive.
> Al netto di questo, NotebookLM continua a confermarsi un "coltellino svizzero"
> sempre più interessante.
Il percorso verso i video personalizzati, inoltre, continua.
Per gli utenti Ultra sono già disponibili le Cinematic Video Overviews.
Cinematic Video Overviews - NotebookLM
> A differenza dei modelli standard, sono alimentate da una nuova combinazione
> di modelli più avanzati per creare video personalizzati e immersivi a partire
> dalle fonti.
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GEMINI EMBEDDING 2
> Google ha annunciato Gemini Embedding 2, il primo modello di embedding
> nativamente multimodale basato sull’architettura Gemini.
L'ho provato attraverso uno script python che codifica in embeddings un
contenuto testuale, un audio (mp3), un'immagine e un PDF con contenuti in
diverse lingue. Misura la similarità con l'embedding di una query di ricerca e
genera una dashboard che illustra i risultati.
Gemini Embedding 2: un test
L'implementazione è diventata molto più semplice, e le correlazioni più ampie.
Il modello è progettato per trasformare testo, immagini, video, audio e
documenti nello stesso spazio vettoriale, permettendo di confrontare e
recuperare informazioni tra media diversi con maggiore precisione.
Tra le caratteristiche principali:
* supporto a oltre 100 lingue;
* testo fino a 8192 token;
* fino a 6 immagini per richiesta (png, jpeg);
* video fino a 120 secondi (mp4, mov);
* audio integrato senza necessità di trascrizione;
* PDF fino a 6 pagine.
Supporta anche input multimodali combinati, ad esempio immagine e testo nella
stessa richiesta, permettendo di catturare relazioni semantiche più complesse
tra diversi tipi di contenuto.
Gemini Embedding 2 utilizza Matryoshka Representation Learning, una tecnica che
consente di ridurre dinamicamente la dimensionalità degli embedding (da 3072
fino a dimensioni inferiori) mantenendo un buon livello di qualità, permettendo
di bilanciare performance e costi di storage.
Vai al post
È disponibile in public preview tramite Gemini API e VertexAI ed è integrabile
con diversi strumenti dell’ecosistema AI come LangChain, LlamaIndex, Haystack,
Weaviate, Qdrant e ChromaDB.
Cosa sono gli embeddings?
> Questa evoluzione rende più semplice costruire sistemi basati su semantic
> search, RAG, classificazione e clustering che lavorano su dati multimodali.
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COPILOT COWORK DI MICROSOFT
> Microsoft fa valere la forza dell'ecosistema nell'integrazione dell'AI.
Con Copilot Cowork, la nuova evoluzione di Microsoft 365 Copilot, l'intelligenza
artificiale non si limita più a rispondere o generare contenuti: passa
all'azione. L'obiettivo è trasformare l'intento in lavoro reale, coordinando
attività e flussi tra Outlook, Teams, Excel, documenti e dati aziendali.
Quando un utente delega un'attività, Cowork costruisce un piano operativo e lo
esegue in background, mantenendo sempre l'utente nel controllo: suggerisce
azioni, chiede conferme, gestisce passaggi intermedi e aggiorna lo stato delle
attività.
Copilot Cowork di Microsoft
Tra gli scenari di utilizzo:
* riorganizzare automaticamente il calendario e proteggere il tempo di focus;
* preparare meeting con documenti, analisi e presentazioni pronte per il team;
* svolgere ricerche aziendali raccogliendo fonti finanziarie e report;
* costruire piani di lancio prodotto con analisi competitive e materiali di
vendita.
Il punto chiave è l'integrazione con il contesto di lavoro: email, meeting, file
e dati diventano segnali che permettono all'AI di comprendere davvero cosa sta
succedendo nel flusso operativo quotidiano.
Un altro elemento interessante è l'approccio multi-model: Microsoft integra
diverse tecnologie AI, tra cui quella alla base di Claude di Anthropic, per
scegliere di volta in volta il modello più adatto al compito.
Vai al post
> Il risultato è un'evoluzione dell'AI da assistente conversazionale a sistema
> capace di coordinare attività e processi all'interno dell'ambiente di lavoro
> digitale.
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GEMINI NEL WORKSPACE DI GOOGLE
> Google non lascia nemmeno il tempo a Microsoft di presentare Copilot Cowork,
> ed esce con l'integrazione profonda di Gemini in Workspace.
Gemini nel Workspace di Google: un esempio
* Nei Google Docs, la nuova funzione Help me create permette di descrivere ciò
che si vuole realizzare e ottenere una bozza completa già strutturata,
generata combinando informazioni da Drive, Gmail, Chat e dal web. È possibile
poi migliorare singole sezioni, uniformare il tono del documento e adattare
automaticamente la formattazione allo stile di altri file.
* In Google Sheets, Gemini può creare o modificare interi fogli di calcolo
usando linguaggio naturale. Può costruire tabelle, grafici e modelli
finanziari, compilare automaticamente dati e risolvere problemi di
ottimizzazione complessi come pianificazione delle risorse o analisi di
budget.
* In Google Slides, l'AI aiuta a costruire slide con layout e messaggi già
strutturati, trasformando appunti, tabelle o idee in grafici e presentazioni
visivamente coerenti. A breve sarà possibile generare un'intera presentazione
partendo solo da una descrizione.
* Anche Google Drive cambia ruolo: da archivio di file diventa una vera base di
conoscenza. Con le nuove AI Overviews e la funzione Ask Gemini è possibile
cercare informazioni nei documenti, ricevere riassunti automatici e ottenere
risposte basate sui contenuti presenti in file, email e chat.
L'obiettivo è rendere l'AI un collaboratore continuo durante tutto il processo
di lavoro: dalla prima idea alla scrittura, dall'analisi dei dati fino alla
presentazione finale.
Vai al post
> Per quanto OpenAI e Anthropic tentino di creare add-on per entrare nei
> software esterni, non è possibile competere con un ecosistema come quello di
> Google, soprattutto in un momento in cui non esiste un vantaggio evidente tra
> i modelli di AI di pari classe.
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ANTHROPIC: BUILDING EFFECTIVE AI AGENTS
Un nuovo paper di Anthropic dal titolo "Building Effective AI Agents:
Architecture Patterns and Implementation Frameworks" analizza come progettare
agenti AI efficaci nelle organizzazioni.
La distinzione chiave è semplice: i modelli generativi rispondono alle domande,
mentre gli AI agents risolvono problemi. Non si limitano a generare testo, ma
pianificano azioni, utilizzano strumenti, analizzano risultati e iterano finché
non raggiungono l'obiettivo.
Anthropic: Building Effective AI Agents - Paper
Il paper mostra come diverse aziende stiano già ottenendo risultati concreti con
architetture agentiche: automazione del customer support su larga scala, analisi
dati conversazionale, sviluppo software accelerato, marketing automation e
sistemi antifrode nel settore finanziario.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l'architettura degli agenti. Il
documento descrive diversi modelli progettuali.
* Single agent systems, dove un unico agente gestisce l'intero task con accesso
a strumenti e conoscenze specializzate.
* Multi-agent systems, in cui più agenti specializzati collaborano per
risolvere problemi complessi.
* Workflow sequenziali, che organizzano agenti in pipeline strutturate per
processi prevedibili.
* Workflow paralleli, che permettono analisi simultanee da prospettive diverse.
* Evaluator-optimizer loops, cicli iterativi in cui un agente genera output e
un altro lo valuta e lo migliora.
Il paper evidenzia anche alcune linee guida di progettazione: partire da sistemi
semplici, costruire architetture modulari, scegliere il modello giusto per il
task e garantire osservabilità per comprendere il comportamento degli agenti.
Un punto chiave riguarda il compromesso tra complessità e valore. I sistemi
multi-agent possono offrire prestazioni molto superiori su problemi complessi,
ma comportano costi operativi e architetturali più elevati. Per questo motivo il
documento suggerisce un'evoluzione progressiva: iniziare con un singolo agente e
aggiungere livelli di specializzazione solo quando necessario.
Vai al paper
> Nel complesso, il paper propone una visione pragmatica dello sviluppo di AI
> agents: non inseguire l'architettura più sofisticata, ma costruire sistemi
> modulari che possano evolvere nel tempo insieme ai modelli AI.
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CONTEXT HUB
> Gli agenti di coding basati su LLM hanno due problemi ricorrenti: spesso
> inventano API (o parametri) che non esistono oppure dimenticano ciò che hanno
> imparato tra una sessione e l'altra.
Il progetto open source Context Hub, pubblicato da Andrew Ng, prova a risolvere
entrambi con una proposta davvero interessante.
L'idea è fornire agli agenti documentazione curata e versionata delle API,
organizzata in modo leggibile per un LLM. Invece di cercare informazioni sul web
o leggere pagine HTML piene di elementi inutili, l'agente può interrogare una
CLI dedicata e recuperare direttamente documentazione strutturata.
Il flusso è semplice. L'agente cerca una libreria o un'API tramite la CLI,
scarica la documentazione corretta per il linguaggio che sta utilizzando e poi
usa quelle informazioni per scrivere il codice.
La documentazione non viene recuperata in tempo reale dai siti web ufficiali. È
salvata nel repository sotto forma di file Markdown versionati, organizzati per
API e linguaggio come Python o JavaScript. Questo riduce il rumore, rende i
contenuti più stabili e facilita l'uso da parte degli agenti.
Un elemento interessante è la memoria incrementale. Gli agenti possono
aggiungere annotazioni locali quando scoprono workaround o dettagli mancanti
nella documentazione. Queste annotazioni vengono poi mostrate automaticamente
nelle sessioni successive, permettendo all'agente di ricordare ciò che ha
imparato in passato.
Esiste anche un sistema di feedback globale. Gli agenti possono votare la
qualità della documentazione e questi segnali aiutano i maintainer a capire
quali parti funzionano davvero quando vengono usate in produzione.
Il mantenimento dei contenuti segue un modello aperto. I maintainer gestiscono
la struttura del progetto, la community può proporre modifiche tramite pull
request e in futuro anche i provider delle API potrebbero mantenere direttamente
la documentazione delle proprie librerie.
Vai al progetto
> L'obiettivo è costruire una base di conoscenza condivisa pensata non per
> sviluppatori umani, ma per agenti AI che scrivono codice. Una forma di
> infrastruttura della documentazione progettata per ridurre gli errori degli
> LLM e migliorare l'affidabilità del coding assistito.
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NEMOTRON 3 DI NVIDIA
NVIDIA ha presentato Nemotron 3 Super, un modello open progettato per sistemi di
AI agentica, in grado di gestire task complessi multi-step come sviluppo
software e cybersecurity.
La caratteristica centrale è l'architettura ibrida che combina Mamba,
Transformer e Mixture-of-Experts: i primi garantiscono efficienza su contesti
lunghi (fino a 1 milione di token), i secondi precisione nel recupero delle
informazioni, mentre il MoE attiva solo una parte del modello per ridurre i
costi computazionali.
Nemotron 3 di NVIDIA: un test
TRA LE INNOVAZIONI PIÙ RILEVANTI..
* Latent MoE, che comprime i token e consente di usare fino a 4× in più di
esperti allo stesso costo.
* Multi-Token Prediction, che genera più token per volta migliorando velocità e
coerenza del ragionamento.
* Addestramento nativo in NVFP4 (4-bit), con forte riduzione di memoria e
aumento delle performance.
* Reinforcement learning su 21 ambienti, con oltre 1,2 milioni di simulazioni
per addestrare comportamenti agentici reali.
Il modello conta 120 miliardi di parametri totali, ma ne attiva solo 12B per
inferenza, ottenendo un equilibrio tra capacità ed efficienza. Offre inoltre
oltre 5× throughput rispetto alla generazione precedente.
NVIDIA propone anche un approccio combinato: Nemotron 3 Nano per task semplici e
Nemotron 3 Super per pianificazione e ragionamento complesso, ottimizzando così
costi e prestazioni nei sistemi multi-agente.
Per provarlo
> L'intero ecosistema è open, inclusi pesi, dataset e pipeline di training, con
> l'obiettivo di rendere riproducibile e personalizzabile lo sviluppo di modelli
> orientati all'azione e non solo alla generazione di testo.
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MANUS "MY COMPUTER"
> Un primo sguardo verso le integrazioni che vedremo nei sistemi operativi del
> prossimo futuro?
Manus introduce "My Computer", una funzionalità che porta l'AI fuori dal cloud e
direttamente sul desktop. Non si limita più a rispondere, ma può eseguire azioni
concrete sui file locali, controllare applicazioni e automatizzare attività
tramite linea di comando.
Manus "My Computer"
Questo permette di gestire operazioni ripetitive in modo rapido, come
organizzare grandi quantità di file o rinominare documenti in blocco, ma anche
di spingersi oltre: sviluppo di applicazioni complete, debugging e gestione
dell'intero flusso di lavoro senza intervento manuale diretto.
L'integrazione tra ambiente locale e servizi cloud consente scenari più fluidi,
come recuperare file dal proprio computer e inviarli automaticamente tramite
e-mail, oppure eseguire attività da remoto sfruttando le risorse della propria
macchina.
Allo stesso tempo, il controllo resta all'utente: ogni comando richiede
autorizzazione, con la possibilità di approvare singole operazioni o
automatizzare solo quelle fidate.
Vai al post
> Il risultato è un'evoluzione dell'AI da semplice assistente conversazionale a
> sistema operativo capace di agire, orchestrando strumenti, dati e
> infrastruttura in un unico flusso.
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TRIBE V2 DI META AI
Un nuovo paper di Meta AI (FAIR) propone un cambio di paradigma nella
neuroscienza: passare da modelli frammentati a un unico modello fondazionale del
cervello.
Il lavoro introduce TRIBE v2, un modello multimodale (video, audio e linguaggio)
addestrato su oltre 1000 ore di dati fMRI provenienti da 720 soggetti.
> L'obiettivo è predire direttamente l'attività cerebrale a partire dagli
> stimoli, utilizzando rappresentazioni apprese da modelli di intelligenza
> artificiale.
TRIBE v2 di Meta AI
Il risultato è un sistema capace di prevedere con alta accuratezza le risposte
cerebrali in diversi contesti, superando i modelli lineari tradizionali e
mantenendo prestazioni solide anche su nuovi soggetti e nuovi esperimenti.
Uno degli aspetti più rilevanti è la capacità di fare "esperimenti in silico":
il modello riesce a replicare risultati classici della neuroscienza, come
l'attivazione selettiva per volti, luoghi o linguaggio, senza raccogliere nuovi
dati sperimentali.
Le rappresentazioni interne del modello risultano interpretabili e allineate a
reti funzionali note del cervello, mentre l'integrazione multimodale mostra come
visione, udito e linguaggio contribuiscano in modo complementare alla codifica
neurale.
Vai al paper
> Questo approccio suggerisce che modelli di intelligenza artificiale possano
> diventare una piattaforma unificante per studiare il cervello umano, aprendo
> la strada a una neuroscienza più integrata, scalabile e predittiva.
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LA ROBOTICA DIVENTA SEMPRE PIÙ ACCESSIBILE
> La robotica sta evolvendo rapidamente, con sistemi accessibili, replicabili e
> diffusi oltre i contesti altamente specializzati.
Questa mano robotica può essere stampata in 3D da chiunque e assemblata in meno
di 8 ore.
Orca: una mano robotica completamente open-source
I ricercatori di ETH Zurich hanno sviluppato Orca, una mano completamente
open-source con ossa e tendini artificiali, progettata per essere semplice,
replicabile e altamente performante.
Per capire l’impatto: le mani robotiche avanzate possono superare i 100k dollari
e richiedono manutenzione continua. Orca costa meno di 2k: circa 50 volte meno.
Uno dei punti chiave è il sistema di auto-calibrazione: ogni motore viene
mappato automaticamente sui giunti, eliminando la necessità di regolazioni
manuali tipiche delle mani ai tendini.
Ogni dito integra sensori tattili coperti da una "pelle" in silicone. La mano è
quindi in grado di percepire il contatto, adattando la presa per evitare di
schiacciare o far scivolare gli oggetti.
Può sollevare oltre 10 kg, apprendere osservando dimostrazioni umane e
trasferire competenze dalla simulazione al mondo reale senza riaddestramento.
Il team ha dimostrato la sua affidabilità facendole eseguire oltre 2.000 cicli
di presa per più di 7 ore consecutive senza intervento umano.
Vai al paper
> Tutti i file di progettazione e il codice sono open source. Questo significa
> che qualsiasi laboratorio (o maker) nel mondo può iniziare a costruirla oggi.
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HELIX 02 DI FIGURE
Molto spesso, confrontandomi con diverse persone sul tema della Physical AI,
sento opinioni della serie "le attuali dimostrazioni sono tutte pilotate, lo
stato dell'arte non è quello che sembra". Nel frattempo le dimostrazioni
aumentano, e aumenta la complessità dei task.
> La Physical AI sarà ciò che permetterà a chiunque (anche a chi non sa nemmeno
> cosa sia ChatGPT) di toccare con mano l'accelerazione che stiamo vivendo.
L'ultimo esempio arriva da Figure con Helix 02, un sistema neurale unico che
controlla un robot umanoide end-to-end direttamente dalla percezione visiva,
coordinando locomozione, manipolazione e pianificazione.
La nuova dimostrazione riguarda il riordino di un soggiorno: uno scenario
apparentemente semplice per un umano, ma estremamente complesso per un robot.
Un soggiorno è un ambiente non strutturato: oggetti sparsi in modo
imprevedibile, percorsi stretti tra i mobili, oggetti rigidi e morbidi, azioni
che richiedono due mani, altre che richiedono di liberarne una durante
l'esecuzione. E quasi ogni azione richiede di muoversi nello spazio mentre si
manipola qualcosa.
Un esempio di Helix 02 mentre riordina il soggiorno
Nella dimostrazione Helix 02 esegue una sequenza continua di comportamenti
coordinati:
* usa uno spray e poi un panno per pulire una superficie;
* manipola oggetti flessibili come asciugamani;
* raccoglie oggetti con manipolazione bimanuale e li ripone in un contenitore;
* blocca un contenitore sotto il braccio per liberare entrambe le mani;
* lancia un cuscino sul divano con un movimento rapido e controllato;
* riorienta un telecomando in mano per premere il pulsante corretto;
* ripone temporaneamente strumenti mentre passa da un task all'altro;
* si muove in spazi stretti tra tavolino e divano continuando a manipolare
oggetti.
L'aspetto interessante è che queste capacità non derivano da controller
specifici per ogni singola azione. Il sistema utilizza la stessa architettura
generale e apprende nuovi comportamenti semplicemente aggiungendo dati.
Questo tipo di approccio punta a un obiettivo molto chiaro: robot umanoidi
generalisti, capaci di ampliare progressivamente il proprio repertorio di
attività domestiche e lavorative attraverso l'apprendimento.
Vai al post
> Dimostrazioni come questa non significano che il problema sia risolto. Ma
> indicano che la traiettoria tecnologica sta andando verso sistemi sempre più
> integrati, in cui percezione, movimento e manipolazione vengono appresi come
> parte dello stesso modello.
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COME FANNO A "VEDERE" LE AUTO A GUIDA AUTONOMA E I MODERNI ROBOT?
Oltre alle telecamere usano diversi sensori (es. radar e ultrasuoni), tra cui la
tecnologia LiDAR.
I sensori LiDAR delle auto autonome Waymo, ad esempio, sono ben visibili.
Si tratta di un sistema che emette impulsi laser e misura il tempo che impiegano
a tornare indietro dopo aver colpito gli oggetti: in questo modo calcola le
distanze e costruisce in tempo reale una mappa 3D estremamente precisa
dell'ambiente.
Ormai questi sistemi stanno entrando in dispositivi anche molto più semplici. Le
immagini mostrano un esempio di mappa 3D generata dal LiDAR del mio robottino
tagliaerba.
Un esempio di mappa 3D generata da un LiDAR
Attraverso mappe di questo tipo, telecamere e sensori, l'AI riesce a riconoscere
ostacoli, identificare oggetti e prendere decisioni in tempo reale, permettendo
a robot evoluti e veicoli di muoversi in modo autonomo e sicuro.
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3D SCENES DI FREEPIK
Freepik ha rilasciato "3D Scenes", un tool AI sperimentale che punta a
trasformare un'immagine in un ambiente 3D completo e navigabile.
3D Scenes di Freepik
Quali sono le principali funzionalità?
* Generazione di ambienti completi e navigabili a partire da un'immagine, con
possibilità di inserire oggetti e muovere la camera come in uno shooting
reale.
* Esplorazione libera della scena: rotazione, zoom e cambio di prospettiva
mantenendo coerenza visiva.
* Integrazione di location reali da Google Maps, per posizionare i prodotti in
contesti autentici senza stock o compositing.
* Modalità "Shoot" con controlli da set fotografico (direzione e intensità
della luce, angolo e distanza della camera, profondità di campo).
Vai al tool
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VISIONCLAW
Forse la demo può sembrare solo un esperimento, ma mostra l'avanzamento verso
interazioni uomo-macchina sempre più continue, multimodali e agentiche.
VisionClaw: un progetto open-source
> La domanda è: fino ad oggi è stata solo la tecnologia il limite a questo tipo
> di esperienza? La risposta è sempre più vicina.
VisionClaw è un progetto open-source che trasforma un paio di Meta Ray-Ban (o
semplicemente uno smartphone) in un assistente che vede, ascolta e agisce in
tempo reale.
La camera invia continuamente ciò che si sta vedendo, mentre l'audio viaggia in
entrambe le direzioni senza usare trascrizioni.
Il sistema si basa su Gemini Live API per l'interazione, e su OpenClaw per
l'azione. Si tratta di un gateway locale che collega l'AI a oltre 50 tool e app.
Vai al progetto
> È un esempio concreto di assistente "always-on", che unisce visione, voce e
> capacità operative in un unico flusso continuo.
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CODEX INTRODUCE I SUBAGENTS
> I subagents in Codex introducono un modo più strutturato di lavorare con l'AI:
> invece di un singolo agente generalista, il sistema può avviare più agenti
> specializzati in parallelo, ciascuno con un compito preciso.
Nell'esempio, ho creato 3 agenti con compiti e ruoli specifici. Successivamente
li eseguo da Codex con un prompt (nel mio caso per l'analisi delle repository).
Gli agenti lavorano parallelamente, e l'orchestratore mette insieme le
informazioni e genera un report finale.
Subagents in Codex: un test
Ogni subagent, infatti, opera con istruzioni, modello e permessi propri, mentre
Codex si occupa dell'orchestrazione: distribuisce il lavoro, raccoglie i
risultati e restituisce una risposta unificata.
Questo approccio è particolarmente efficace per task complessi come code review,
debugging o analisi su larga scala.
È possibile definire agenti personalizzati tramite file di configurazione
(toml), assegnando loro ruoli chiari (es. esplorazione del codice, verifica
della sicurezza, consultazione della documentazione).
Il risultato è una struttura modulare che riduce il rumore nel contesto e
migliora la qualità delle azioni.
Vai alla documentazione
> L'approccio multi-agente aumenta il consumo di risorse, ma permette di
> costruire veri e propri workflow paralleli, avvicinando l'AI a un modello
> operativo simile a un team di lavoro distribuito.
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VIBE CODING XR
Con Vibe Coding XR, Google combina Gemini e il framework open-source XR Blocks
per trasformare prompt in linguaggio naturale in applicazioni XR interattive,
complete di fisica, interazioni e logica spaziale. Il tutto in meno di un
minuto.
Il processo elimina gran parte della complessità tipica dello sviluppo XR: non è
più necessario gestire manualmente motori grafici, pipeline di percezione o
integrazioni hardware.
Vibe Coding XR - Google
L'AI si occupa di progettare la scena, generare il codice e rendere l'esperienza
immediatamente testabile, sia su desktop (in simulazione) sia su visori Android
XR.
> Le applicazioni generate spaziano da ambienti educativi immersivi a
> simulazioni scientifiche, fino a giochi e interazioni fisiche in tempo reale.
Questo approccio accelera drasticamente la fase di prototipazione, permettendo
di validare idee in pochi minuti invece che in giorni.
L'aspetto più rilevante è il cambio di paradigma: lo sviluppo di esperienze XR
si sposta dalla scrittura del codice alla definizione dell'intento.
> La barriera tecnica si abbassa, mentre aumenta il peso della progettazione e
> della creatività.
Vai al post
Resta aperta la sfida dell'affidabilità su casi complessi, ma la direzione è
chiara: rendere lo spatial computing accessibile a chiunque sia in grado di
immaginare un'esperienza.
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DAI VIDEO NATURALI ALL’INTUIZIONE FISICA
I modelli di AI oggi eccellono in linguaggio, codice e matematica, ma spesso
falliscono in qualcosa che per gli esseri umani è banale: capire come funziona
il mondo fisico.
Questo paper di Meta AI (FAIR), firmato tra gli altri da Yann LeCun, affronta
direttamente questo problema e mostra un risultato sorprendente.
Gli autori studiano i cosiddetti world models, cioè modelli che cercano di
costruire una rappresentazione interna del mondo imparando a prevederne
l'evoluzione. In particolare utilizzano V-JEPA (Video Joint Embedding Predictive
Architecture), una variante delle Joint Embedding Predictive Architectures
(JEPA).
Intuitive physics understanding emerges from self-supervised pretraining on
natural videos
A differenza dei modelli tradizionali, i modelli pixel-based cercano di
prevedere direttamente i pixel futuri, mentre i multimodal LLM ragionano
principalmente attraverso il linguaggio.
> V-JEPA invece impara a prevedere il futuro in uno spazio di rappresentazione
> astratto, cioè latente.
In pratica il modello guarda video e impara a "immaginare" cosa succederà dopo.
Quando qualcosa viola le leggi fisiche, come un oggetto che scompare o
attraversa un muro, la sua previsione fallisce e genera un segnale di
"sorpresa".
Per valutare questa capacità, il paper usa il paradigma della violation of
expectation: al modello vengono mostrati due video quasi identici, uno
realistico e uno impossibile, e deve identificare quello incoerente con la
fisica.
I risultati sono notevoli. V-JEPA raggiunge fino al 98% di accuratezza su
benchmark come IntPhys e ottiene performance significativamente superiori al
caso anche su altri dataset come GRASP e InfLevel. Al contrario, modelli
avanzati come VideoMAE (pixel prediction) e grandi multimodal LLM come Gemini o
Qwen-VL restano vicini al livello casuale.
Ancora più interessante, questo comportamento emerge senza training
supervisionato sulla fisica, funziona anche con modelli relativamente piccoli e
richiede quantità limitate di dati, anche solo circa una settimana di video
unici.
Questo è qualcosa di straordinario perché suggerisce che una forma di intuizione
fisica può emergere spontaneamente da un principio molto generale: imparare a
prevedere il mondo. Non è necessario codificare esplicitamente regole fisiche né
introdurre strutture innate.
Vai al paper
Il lavoro mette quindi in discussione l'idea della core knowledge innata e
rafforza una visione alternativa: l'intelligenza può emergere da meccanismi di
apprendimento predittivo su dati sensoriali.
Allo stesso tempo evidenzia un limite importante degli attuali sistemi basati su
linguaggio:
> senza un forte legame con la percezione e la previsione del mondo fisico,
> anche modelli molto potenti restano deboli nel senso comune fisico.
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LEWORLDMODEL
I world model si candidano a diventare rapidamente uno dei pilastri della nuova
AI, e questo lavoro su LeWorldModel chiarisce bene in che direzione si sta
andando.
L'idea di fondo viene dalla linea di ricerca di Yann LeCun: JEPA (Joint
Embedding Predictive Architectures).
Invece di generare pixel o ricostruire immagini, questi modelli imparano a
rappresentare il mondo in uno spazio latente compatto, e a prevedere come evolve
nel tempo. Non interessa riprodurre tutto nei dettagli, ma catturare ciò che è
utile per agire.
LeWorldModel: il paper
LeWorldModel porta questa visione a una forma molto più semplice e stabile. Il
contributo principale non è una nuova architettura complessa, ma una drastica
semplificazione dell'addestramento:
* niente encoder pre-addestrati;
* niente combinazioni complicate di loss;
* niente trucchi come stop-gradient o EMA;
* solo due obiettivi: prevedere il futuro e mantenere le rappresentazioni ben
distribuite.
Il punto chiave è proprio qui: evitare il "collapse" (quando il modello
rappresenta tutto allo stesso modo) senza introdurre complessità. La soluzione è
forzare lo spazio latente a seguire una distribuzione gaussiana. È una scelta
semplice, ma con conseguenze profonde: mantiene diversità nelle rappresentazioni
e rende l'addestramento stabile end-to-end da pixel.
Questo segna un cambio di paradigma rispetto a molti approcci recenti:
* meno focus sulla ricostruzione visiva;
* meno dipendenza da foundation models congelati;
* più enfasi su predizione, struttura e dinamica.
Il risultato è un sistema che:
* impara direttamente da sequenze di immagini e azioni;
* costruisce una rappresentazione interna coerente della fisica;
* può pianificare azioni "immaginando" il futuro in spazio latente, molto più
velocemente.
Vai al paper
> La direzione è chiara: modelli che non generano solo contenuti, ma
> costruiscono modelli interni del mondo, su cui poi ragionano e pianificano.
Le architetture JEPA sono tra i candidati più concreti per arrivarci, e questo
lavoro mostra che possono essere anche semplici e scalabili, non solo
teoricamente eleganti.
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RECODING-DECODING (RD)
> La maggior parte di LLM eccelle nel dare risposte corrette, ma fatica quando
> serve esplorare: idee nuove, alternative lontane, possibilità che non sappiamo
> ancora di cercare.
Il paper "Inducing Sustained Creativity and Diversity in Large Language Models",
sviluppato da ricercatori di Harvard, introduce un concetto chiave: molte
ricerche reali non sono domande con una risposta, ma percorsi di scoperta
("search quest"), in cui l'obiettivo emerge mentre esploriamo.
Il problema è che i modelli tendono a convergere verso soluzioni convenzionali.
Non perché non conoscano alternative, ma perché il modo in cui generano testo
privilegia ciò che è più probabile. Il risultato è una creatività apparente, ma
uno spazio di idee in realtà molto ristretto.
Recoding-Decoding (RD) - Harvard
La proposta del paper è il Recoding-Decoding (RD): invece di cambiare il
modello, cambia il processo di generazione. Inserendo piccole deviazioni casuali
nel contesto (parole guida, frammenti iniziali), il modello viene spinto fuori
dai percorsi più battuti e portato a esplorare regioni meno frequenti ma ancora
rilevanti del suo spazio di conoscenza.
I risultati mostrano che, rispetto ai metodi standard, RD produce molte più idee
uniche, più distanti tra loro e continua a generare novità anche dopo molte
iterazioni, senza collassare nella ripetizione. La rilevanza resta alta, ma lo
spazio esplorato si amplia drasticamente.
Vai al paper
> Il punto più interessante è che non serve un modello migliore per ottenere più
> creatività.
> Serve un modo diverso di interrogarlo.
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