“Qualunque sia l’avvenire dell’umanità, la solitudine della natura libera
diverrà sempre più necessaria per quegli uomini che vorranno rinvigorire il loro
pensiero. Le montagne offrono i più dolci asili a chi fugge le strade alla moda
e per molto tempo ancora sarà possibile appartarsi dal frivolo mondo, e
ritrovarsi nella verità del proprio pensiero, lontani da quella corrente di
opinioni volgari ed artificiali”.
Pubblicata nel 1880, durante gli anni dell’esilio e dell’impegno politico più
intenso, questa Storia di una montagna è al tempo stesso un avvincente racconto
di viaggio, un vivido trattato di geografia e geologia, e una profonda
riflessione sul rapporto tra essere umano, natura e libertà. Passo dopo passo,
sentiero dopo sentiero, unendo la scrupolosità del naturalista alla passione
narrativa del divulgatore, Reclus guida il lettore alla scoperta della vita
segreta delle montagne: le cime imponenti, le valli scolpite, la struttura delle
rocce, la storia dei fossili, l’azione dei venti, delle acque e dei ghiacciai.
Ma accanto alla natura c’è anche la dimensione etica e sociale: i pastori e le
comunità montane, le leggende e i culti delle vette, la lotta quotidiana per la
sopravvivenza in un ambiente tanto magnifico quanto esigente. Ne emerge una
visione poetica e maestosa della montagna come luogo di libertà in cui è
possibile ritrovare se stessi e sentirsi parte di un mondo che nessuna autorità
potrà mai possedere.