“Non ci si aspetti molto da questo libretto. Sono idee e polemiche che raccolgo
per me e per pochi lettori molto più giovani di me, nella presunzione che a
questi pochi possano, forse, servire. Non troveranno qui né grandi teorie né
analisi importanti, ma piuttosto degli sfoghi, delle domande a cui si cerca di
dare faticosamente risposta, talvolta delle indignazioni. Se tutto questo
servisse ad aiutare qualche lettore a orientarsi meglio in questo confuso
presente, e a scegliere una strada di azione possibile e degna, sarebbe per me
un risultato straordinario"
Che fare? L’eterna domanda. Le mutazioni ci travolgono e cambiano il mondo senza
quasi che ce ne accorgiamo. La politica è diventata pratica di occupazione delle
istituzioni e dei luoghi di potere da parte di gruppi che si accusano
vicendevolmente di corruzione. I movimenti nascono e muoiono velocissimamente e
mandano i loro leader in parlamento. Il terzo settore, il volontariato e le ong
pensano al benessere proprio più che a quello di chi dovrebbero assistere. I
media sporcano tutto ciò che toccano e aumentano la confusione e la dipendenza
dal “sistema”. In queste pagine scritte nei primi anni Duemila, Fofi, bastian
contrario per una vita intera e irriducibilmente anticonformista, cerca i modi
per capire e districarsi, cerca le strade per reagire a questa immane confusione
di idee, nel rifiuto di considerare separati il pensiero e l’azione, la teoria e
la prassi. Cosa possono le minoranze? Quali sono oggi quelle “frequentabili”?
Come trasmettere ad altri i valori e l’esempio di quelle più degne, di ieri e di
oggi? Come gridare nelle circostanze attuali il nostro “non accetto”? Cosa
trasmettere agli altri delle nostre acquisizioni? E soprattutto, come?