Alice Campello e le minacce di morte dopo il rigore sbagliato dal marito Álvaro
Morata. L’influencer ha risposto a questi commenti incresciosi con un appello
contro odio e cattiveria.
Alice Campello ha denunciato minacce di morte dopo il rigore sbagliato dal
marito Álvaro Morata durante la finale di Nations League. Il messaggio pieno
d’odio ha spinto l’influencer a esporsi sui social per difendere la sua famiglia
e denunciare pubblicamente le minacce di morte ricevute.
UNA FINALE AMARA E L’ODIO FUORI CONTROLLO
L’8 giugno, durante la finale di Nations League tra Spagna e Portogallo, la
tensione era alle stelle. La partita è finita ai rigori e Álvaro Morata è stato
l’unico a sbagliare. Un episodio che ha acceso i riflettori… ma non solo sul
campo.
Nel giro di pochi minuti, Alice Campello, sua moglie, ha iniziato a vedere in
giro – sui social – minacce di morte. Un messaggio in particolare ha gelato
tutti: “Se lo incontro per strada, lo uccido a mani nude”. Tutto questo, sì, per
un errore in una partita di calcio.
Alice Campello ha deciso di non restare in silenzio. Ha condiviso lo screenshot
e ha lanciato un appello forte e diretto contro l’odio sui social, che troppo
spesso sfocia in vera violenza verbale.
“È SOLO CALCIO, NON DIMENTICATELO”: LA RISPOSTA DI ALICE
“Parliamo di una partita, non della vita di qualcuno”, ha scritto Alice
Campello. Una frase semplice, ma potente. In un lungo messaggio su Instagram,
l’imprenditrice ha difeso il marito e la famiglia, chiedendo rispetto e umanità.
“Tutti sbagliamo, tutti impariamo”: è il cuore del suo messaggio. Alice Campello
ha voluto ricordare che il calcio è sì emozione, ma non può trasformarsi in un
pretesto per offendere. Ha ringraziato chi le ha scritto con affetto e ha
ribadito quanto sia importante non perdere il senso delle proporzioni.
“Mi piacerebbe vedere con quanta perfezione vivono quelli che giudicano”, ha
aggiunto Alice Campello sulle minacce ricevute. Parole che toccano, perché
mostrano quanto la cattiveria online possa ferire. E quanto sia urgente
parlarne.
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MORATA E LA SALUTE MENTALE: UN TEMA CHE PESA ANCORA TROPPO
Non è una novità: Álvaro Morata ha parlato pubblicamente delle sue difficoltà
psicologiche e di come certi commenti lo abbiano spinto in uno dei momenti più
bui della sua carriera.
Nel docu-reality “Morata: They Don’t Know Who I Am”, Alice rivive quei mesi
difficili, raccontando l’angoscia di vedere suo marito crollare: “È esploso. Era
peggio che mai”.
La salute mentale nel mondo del calcio è ancora un tabù troppo spesso ignorato.
Morata, invece, ne ha fatto un punto di forza. E Alice Campello ha scelto di
stare al suo fianco, anche – come per queste minacce – nei momenti in cui tutto
sembrava e sembre crollare.
VITA NUOVA A ISTANBUL, MA LA LEZIONE RESTA
Oggi vivono a Istanbul, dove Morata gioca per il Galatasaray. Dopo una fase
complicata, la coppia sembra aver ritrovato la propria stabilità. C’è stata
persino una separazione annunciata lo scorso anno, ma le cose sono cambiate.
La rinascita, però, non ha cancellato il passato. Alice e Álvaro sanno cosa vuol
dire affrontare l’odio, l’ansia, l’esposizione. E proprio per questo oggi
parlano con voce chiara, per difendere la dignità oltre la fama.
L’episodio dopo la finale è solo l’ennesima dimostrazione: servono più empatia,
meno rabbia. Perché il calcio è passione, sì. Ma non è, e non deve diventarlo
mai, una scusa per essere violenti.
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(dopo il rigore di Morata) appeared first on The Wom.