Essere governato significa essere ispezionato, spiato, diretto, legiferato,
regolamentato, incasellato, indottrinato, catechizzato, controllato, stimato,
valutato, censurato, comandato, da parte di esseri che non hanno né il titolo,
né la scienza, né la virtù. Essere governato vuol dire essere riformato,
raddrizzato, corretto, tassato, addestrato, taglieggiato, sfruttato,
monopolizzato, concusso, spremuto, mistificato, derubato… e tutto con il
pretesto della pubblica utilità e in nome dell'interesse generale.
Celebre per le affermazioni icastiche con le quali sintetizzava le sue tesi
rivoluzionarie – come «la proprietà è un furto!» – Proudhon è stato il primo
pensatore sociale ad attribuirsi la definizione di anarchico nel suo significato
positivo e propositivo. E in effetti tutta la sua opera, un peculiare intreccio
di riflessione iconoclastica e vis polemica, attesta l'emersione storica di una
visione coerentemente libertaria dell'individuo e della società, in particolare
nei rapporti con l'istituzione Stato. Questa scelta antologica propone alcuni
brani essenziali della riflessione proudhoniana ripresi da una produzione
teorica vastissima e a volte persino contraddittoria. Ne viene fuori una lettura
anarchica del pensiero proudhoniano che ne identifica gli elementi forti – il
federalismo, l'autogestione, la dialettica irrisolta degli opposti, il
pluralismo metodologico e progettuale – restituendoci non solo la sua
originalità ma anche la forte attualità del suo pensiero decentralista.