In questo graffiante pamphlet, Tomás Ibáñez, teorico e attivista libertario,
co-creatore del simbolo della A cerchiata, scuote letteralmente le fondamenta
del pensiero anarchico. E getta così le basi per un anarchismo conseguentemente
non fondazionale, in sintonia con le lotte del XXI secolo e in grado di
affrontare le complesse sfide sociali, economiche, tecnologiche e culturali
poste da un mondo in rapido cambiamento.
Il fondazionalismo ha permeato la civiltà occidentale lungo tutta la sua
esistenza, dalla Grecia classica alla modernità, postulando la necessità
imperativa che i criteri e i princìpi che determinano la nostra visione del
mondo poggino su basi ultime, solide, atemporali e indiscutibili. In questo
senso anche il pensiero anarchico, figlio illegittimo dell’illuminismo, è a
volte caduto in tentazione. Ma la storia ci insegna che ogni principio fondativo
porta con sé il germe del rischio totalitario, ed è proprio per questo che la
postura anarchica, la cui ragione di esistenza è esattamente la lotta contro
ogni forma di dominio, ha il dovere di fare autocritica e di rinunciare a
qualsivoglia fondamento che pretenda di essere immutabile e assoluto. È questa
l’ambiziosa sfida lanciata da Ibáñez all’anarchismo contemporaneo: rinunciare
alla tentazione di poter disporre di un sistema di pensiero impeccabile,
garantito contro ogni critica, affilato come una spada dialettica e forte come
uno scudo che ci protegga da ogni incertezza, e al contempo sviluppare la
capacità di rivolgere la propria caparbia critica anche verso se stesso.