Questo libro è la nostra cassetta degli attrezzi, frutto dell’esperienza
maturata in contesti di scarsità, incertezza e bisogno. Ha l’ambizione di
mostrare come attraverso architetture necessarie è possibile prendersi cura del
presente, dei luoghi che abiteremo e delle risorse che serviranno a realizzarli.
A partire dalla storia di un progetto volutamente collettivo, lo studio di
architettura TAMassociati, e dalle esperienze maturate sul campo in contesti
complessi come Afghanistan, Iraq, Sudan, Sierra Leone e Repubblica
Centrafricana, Pantaleo delinea un’intuizione centrale per l’architettura
nell’epoca dell’antropocene: la contemporaneità richiede un modello corale, che
esplori un approccio progettuale cooperativo incentrato sul noi, abbandonando
l’io individualista e autoriale. Di fronte all’apparente inefficacia degli
strumenti attuali nell’affrontare una crisi ambientale e sociale che pare
irreversibile, Pantaleo ci mostra come la progettazione di spazi condivisi possa
essere una risposta concreta per la cura del presente e del domani, a condizione
che si mettano al centro concetti come partecipazione, riconciliazione, azione,
militanza, bellezza e soprattutto dono. Un atto dirompente in grado di
sovvertire l’imperante logica del profitto. È dunque arrivato il momento che
l’architettura dell’Io, spettacolare e al servizio del capitale, lasci il posto
alle architetture del Noi, plurali, collaborative, libertarie, in grado di
ricostruire i legami comunitari e dare forma a un abitare più equo.