More than a decade after Aaron Swartz’s death, the United States is still living
inside the contradiction that destroyed him.
Swartz believed that knowledge, especially publicly funded knowledge, should be
freely accessible. Acting on that, he downloaded thousands of academic articles
from the JSTOR archive with the intention of making them publicly available. For
this, the federal government charged him with a felony and threatened decades in
prison. After two years of prosecutorial pressure, Swartz died by suicide on
Jan. 11, 2013.
The still-unresolved questions raised by his case have resurfaced in today’s
debates over artificial intelligence, copyright and the ultimate control of
knowledge...
Tag - Aaron Swartz
La proprietà aperta e i suoi nemici: suicidi eccellenti nella Silicon Valley
Di Rattus Norvegicus
Considero il recente (presunto) suicidio del programmatore indiano ventiseienne
Suchir Balaji, un giovane che aveva alle spalle quattro anni di lavoro presso il
centro di ricerca di OpenAI, un evento di una tale gravità da richiedere un
ripensamento in merito al ruolo svolto dalla proprietà intellettuale negli
ultimi quarant’anni, sia all’interno della produzione informatica e di rete sia,
più in generale, nell’ambito dei complessi rapporti che questa peculiare forma
di proprietà privata ha stabilito con la libertà di opinione, con il diritto di
accesso all’educazione e alla formazione, con la cooperazione internazionale
allo sviluppo e, per estensione, con tutti i principali pilastri del diritto
nelle democrazie liberali, quelli che i paladini del libero mercato continuano a
invocare nei loro discorsi pubblici sebbene nelle realtà non se ne veda più
traccia da moltissimo tempo.
Ian Murdock (la cooperazione)
Aroon Swartz (la condivisione)
Suchir Balaji (la contraddizione)
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