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La biblioteca ombra di Anna
Un enorme archivio per studenti e ricercatori con più di sessanta milioni di libri gratuiti, ora il dominio di annas-archive.org è stato sospeso. Mentre effettuava il “backup di Spotify” L’ultimo aggiornamento racconta solo un dettaglio di una storia molto più grande. Un dettaglio, oltretutto, che non ha riscontri pratici. Eccolo: da una settimana chi prova a digitare l’indirizzo annas-archive.org si trova davanti alla scritta: «server hold». Significa che il dominio è stato sospeso. Non funziona il sito, non si può accedere, né inviare mail. Nulla. La cosa non ha grandi conseguenze perché chi ha allestito il sito ha già fornito decine di altri indirizzi per consentire l’accesso alla sua biblioteca. Immensa, sterminata biblioteca. Perché come sa chiunque, che studi o che abbia un figlio all’università, Anna’s Archive ha nei suoi “scaffali” più di sessanta milioni di libri, quasi cento milioni di documenti ed un numero imprecisato di schede e mappe. Tutti testi universitari, tutto materiale che costa centinaia, quando non migliaia di dollari, controllato da un monopolio costruito da tre, quattro società americane. Ed Anna’s Archive ha semplicemente reso fruibile per tutti quel patrimonio di conoscenza. Senza scopo di lucro, con l’obbiettivo – che non si può che definire “politico” – di rendere universale il diritto al sapere. Per gli studenti, per i professori. In tutto il mondo, visto che la conferenza dei rettori dell’India neanche due anni fa chiese alle autorità del loro paese di non bloccare l’accesso al sito, perché ormai era diventato uno strumento insostituibile per gli studenti e per le stesse biblioteche di facoltà. Leggi l'articolo
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Le Dita Nella Presa, La solita musica... ignota
La puntata del 6 aprile inizia parlando di Spotify e del suo "Perfect Fit": ovvero di come Spotify vi propone musica sconosciuta ma economica e ottimizzata per un ascolto "distratto". La celebrazione dei 50 anni di Microsoft è stata interrotta da due lavoratrici che hanno contestato il coinvolgimento della ditta (sia tramite Azure, sia tramite il suo dipartimento di Intelligenza Artificiale) nel genocidio del popolo palestinese. In particolare, i sistemi di trascrizione del parlato sono utilizzati per analizzare automaticamente le intercettazioni delle telefonate tra persone palestinesi. Trump annuncia i suoi "contro"-dazi: finalmente possiamo divertirci con delle equazioni e capire quale è la logica che gli sta dietro (se c'è). E capire se Chat GPT alla fine ci azzecca. Piracy Shield: non solo non lascia ma addirittura raddoppia, e si riproduce! Il presidente dell'AGCOM ignora tutte le lamentele e presenta un'estensione di Piracy Shield a praticamente tutti i contenuti protetti da copyright. Allo stesso tempo in Spagna, con un meccanismo diverso, cercano di emularlo. La puntata si chiude con la rubrica delle notiziole: il riconoscimento facciale si diffonde nel mondo, mentre si diffondono anche a YouTube le posizioni contro la tutela dell'identità di genere promosse dal governo USA. Ascolta la puntata sul sito di Radio Onda Rossa
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