L'underground come attitudine

Eleuthera - libri per una cultura libertaria - Friday, October 16, 2026

L’underground dimostra che un altro modo di produrre, comunicare, vivere insieme e attribuire valore non è un’utopia astratta, ma una pratica già in atto, che persiste e si trasforma nelle pieghe del presente. La sua dimensione sotterranea è, in definitiva, una linea di fuga creativa che tiene aperto lo spazio del possibile e ricorda che il futuro non è scritto una volta per tutte secondo logiche egemoniche.

Una linea invisibile corre sotto la superficie della cultura ufficiale: non è una sequenza di rotture, né un susseguirsi di ribellioni isolate, ma una corrente continua, carsica, che attraversa la modernità dall’interno e la interroga incessantemente. Ecco cos’è l’underground, non un fenomeno generazionale, un’anomalia estetica o un catalogo di sottoculture eccentriche, quanto piuttosto una funzione strutturale della cultura moderna, necessaria, ricorrente, metastorica. Ogni qual volta una società produce un canone egemone, come conseguenza dialettica inevitabile produce anche il proprio controcampo. Dal samizdat  sovietico al tropicalismo brasiliano, dalla mail art ai poster psichedelici, dalle fanzine punk fino all’ hacktivismo contemporaneo, cambiano le forme e gli strumenti, ma un elemento ricorre sempre: l’attitudine. Ovvero un modo di produrre cultura e di costruire comunità basato sul rifiuto della delega e della spettacolarizzazione, che preferisce l’autogestione alla mediazione, la varietà dell’imperfezione all’appiattimento dell’ottimizzazione, l’opacità all’ iperesposizione del mercato.