A saperlo prima: le lettere che avremmo voluto ricevere da adolescenti

- The Wom - Monday, February 2, 2026
Parlare di sesso, amore e identità non è mai stato semplice, soprattutto durante l’adolescenza. A saperlo prima, uscito per Rizzoli illustrati, è un’antologia che rompe il silenzio generazionale attraverso lettere intime e autentiche, in cui persone adulte si rivolgono al proprio io adolescente. Curato da Francesca Mudanò e Norma Rossetti, il libro intreccia educazione emotiva e sessuale, memoria e narrazione, aprendo uno spazio di dialogo necessario su ciò che nessuno ci ha mai insegnato

Ti ricordi quando eri adolescente? Quali domande ti abitavano il corpo, quali paure, quali desideri non trovavano linguaggio? A saperlo prima nasce proprio da qui: da tutto quello che avremmo voluto sapere – o sentirci dire – prima. Prima di fare errori, prima di soffrire, semplicemente prima.

Il libro raccoglie una serie di lettere scritte da persone adulte che si rivolgono alla propria versione adolescente, in un gesto di cura retroattiva e di riconciliazione con il passato.

Ne emerge un racconto corale fatto di prime volte, identità in costruzione, errori, scoperte, imbarazzi, ma anche ironia e tenerezza

Ogni lettera diventa uno spazio sicuro in cui il non detto trova finalmente voce.

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A saperlo prima, un diario collettivo tra educazione e narrazione

Più che un semplice libro, A saperlo prima è un “diario a cuore aperto” che unisce divulgazione sessuale ed emotiva e scrittura autobiografica. Le lettere parlano di sesso, amore, consenso, desiderio, corpo e relazioni senza moralismi, con uno sguardo inclusivo e intersezionale.

Il valore dell’antologia sta proprio nella sua capacità di attraversare i tabù intergenerazionali, offrendo strumenti di comprensione piuttosto che risposte preconfezionate. È un invito ad ascoltare – e ad ascoltarsi – e a costruire un nuovo vocabolario affettivo, più libero e consapevole.

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Norma Rossetti: liberare il piacere come atto culturale

Tra le curatrici del progetto c’è Norma Rossetti, imprenditrice, fotografa e attivista che ha profondamente influenzato il modo in cui in Italia si parla di sessualità. Nel 2014 ha fondato MySecretCase, la più grande community italiana dedicata alla liberazione sessuale, basata su educazione, inclusività e accesso consapevole al piacere.

Prima a proporre un modello di impresa ibrida tra attivismo culturale e business, Rossetti ha contribuito a trasformare i sex toys da oggetti tabù a strumenti di empowerment. Riconosciuta da Fortune come Business Person of the Year e inserita da Forbes tra le Donne Vincenti, ha portato il tema dell’educazione affettiva e sessuale al centro del dibattito pubblico, anche attraverso progetti inclusivi come Disabile DesiderAbile.

Parallelamente, utilizza la fotografia sociale come strumento politico e narrativo, esplorando corpo, identità e rappresentazione.

Francesca Mudanò: cambiare l’immaginario, una campagna alla volta

Accanto a lei, Francesca Mudanò, copywriter e Direttrice Creativa femminista, fondatrice di Cookies Agency, agenzia indipendente che lavora per sfidare lo status quo attraverso la comunicazione. Dopo una formazione in Media Arts a Londra e esperienze tra Los Angeles e Milano, Mudanò ha costruito una carriera che intreccia creatività e responsabilità sociale.

Ha lavorato per brand e organizzazioni come eBay, PayPal, easyJet, Unicef, Banca Etica e MySecretCase, ed è docente di pubblicità e creatività in NABA. È anche mentor per startup guidate da donne e speaker in eventi dedicati alla comunicazione etica. Per MySecretCase ha firmato Scoprire Scopare. Manuale per sesso da manuale (Sonzogno), confermando il suo impegno nel ripensare il linguaggio con cui raccontiamo sesso e relazioni.

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Un dialogo necessario tra generazioni

A saperlo prima non parla solo agli adolescenti, ma anche agli adulti che sono stati adolescenti — e che forse portano ancora addosso quelle domande senza risposta. È un libro che invita a guardarsi indietro senza giudizio, per costruire un presente più consapevole e un futuro in cui educazione sessuale ed emotiva non siano più un’eccezione, ma una pratica condivisa.

Perché, a volte, le parole giuste arrivano tardi. Ma arrivano. E possono ancora fare la differenza.

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