Perché quello di Renee Nicole Good, uccisa da un agente dell’ICE, è un femminicidio

- The Wom - Wednesday, January 14, 2026
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Renee Nicole Good è stata uccisa a Minneapolis da un’agente dell’ICE, la polizia anti-immigrazione. Questa agenzia, come dimostra la sua campagna per il reclutamento, promuove un’ideologia profondamente razzista e sessista e un’idea di mascolinità basata su violenza e sopraffazione

Il 7 gennaio scorso, a Minneapolis, Renee Nicole Good, una donna americana di 37 anni, è stata uccisa a colpi di pistola da Jonathan E Ross, un agente dell’ICE, l’agenzia federale per il controllo delle frontiere e dell’immigrazione. Da settimane la città è oggetto di pesanti rastrellamenti contro migranti e persone senza documenti, cosa che ha spinto molti cittadini, tra cui Good, a vigilare sui comportamenti degli agenti e a filmarli per documentare abusi e violenze. L’auto di Good è stata fermata da un gruppo di poliziotti che le hanno chiesto di scendere. Mentre Good faceva piano retromarcia per andare via, Ross le ha sparato, sostenendo che la donna volesse investirlo e che temeva per la sua vita. L’auto si è poi schiantata contro un albero. 

Alcuni esponenti del governo, tra cui J.D. Vance, hanno diffuso un video come “prova” della presunta pericolosità di Good. “Va tutto bene, non sono arrabbiata con te”, si vede Good dire all’agente con calma ma risolutezza. Pochi istanti dopo l’uomo si avvicina al finestrino e le spara in volto. Una voce maschile fuori campo, probabilmente quella di Ross, risponde: “Fottuta puttana”.

Il video non solo contraddice la versione ufficiale secondo cui Good avrebbe voluto uccidere l’uomo, ma mostra una donna tranquilla e innocua uccisa senza alcun motivo dalla violenza brutale e misogina che l’ICE incarna

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Cos’è l’ICE e chi sono i suoi agenti

L’ICE, che sta per United States Immigration and Customs Enforcement, è un’agenzia nata nel 2002 con Homeland Security Act, la legge sulla sicurezza promulgata in seguito agli attacchi terroristici dell’11 settembre. Questa agenzia si occupa dei crimini internazionali, come il traffico di droga, ma soprattutto dell’identificazione e della deportazione degli immigrati irregolari o delle persone senza documenti. La sua attività è sempre stata oggetto di controversie, ma sia durante il primo mandato di Trump che nel secondo l’ICE è stata spesso paragonata a una “polizia segreta” se non addirittura a una “Gestapo” del governo.

Gli agenti infatti operano con grande discrezionalità, hanno pochissimi vincoli sulle loro condotte e possono arrestare e deportare chiunque senza processo

Oltre a numerosi casi documentati di cittadini statunitensi arrestati per sbaglio, gli agenti dell’ICE sono noti per la loro violenza: secondo il sito investigativo The Trace, prima dell’omicidio di Good ci sarebbero state almeno altre 16 sparatorie contro civili disarmati. 

Quest’estate Trump ha aumentato il budget dell’ICE a centosettanta miliardi di dollari nell’arco di quattro anni, più di quanto allocato per tutte le altre forze di polizia locali e statali del Paese messe insieme. Cento milioni sono indirizzati al reclutamento di nuovi agenti, con l’obiettivo di trovarne 14mila per deportare un milione di immigrati l’anno. Stando alla stessa ICE, di recente l’agenzia ha assunto 12mila nuovi dipendenti, un aumento del 120% della propria forza lavoro. Secondo un’inchiesta del Washington Post, ciò è stato possibile grazie a una campagna di marketing particolarmente aggressiva, indirizzata soprattutto ai giovani, sebbene l’agenzia abbia eliminato il limite d’età per favorire le nuove assunzioni.

Due agenti federali

La propaganda mascolinista dell’ICE e il femminicidio di Renee Nicole Good

Anche se il sito dell’ICE ha un’intera sezione dedicata alle donne che lavorano nell’agenzia e afferma che l’ICE “dà la priorità al reclutamento di candidate donne”, la comunicazione della nuova campagna ruota tutta intorno a un’idea di mascolinità aggressiva e tradizionale. Non solo il target è composto da conservatori, appassionati d’armi e di arti marziali, ma una grossa fetta di budget è stata riservata per comprare spazi pubblicitari nei podcast e nei video YouTube di influencer mascolinisti. L’iconografia riprende quella della seconda guerra mondiale, dove l’America è rappresentata come una damigella in pericolo da salvare, oppure ammicca al mondo dei meme e dello shitposting.

L’immagine dell’agente ICE che emerge da questa campagna è quindi quella di un uomo coraggioso e patriottico, pronto a tutto pur di “salvare il Paese”. Una persona “che vuole lavorare con questi ragazzi pronti ad arrestarti, sbatterti la faccia sul pavimento e rimandarti a casa”, come ha detto un aspirante agente (ed ex lottatore di arti marziali miste) al Washington Post.

Proteste a Minneapolis in seguito all’omicidio di Renee Nicole Good

L’ICE incarna un’ideologia profondamente sessista e razzista, perfettamente in linea con la politica muscolare del presidente, che al dialogo sostituisce la sopraffazione e nega ogni forma di cura e vulnerabilità.

L’omicidio di Renee Nicole Good è la rappresentazione più esplicita di questo atteggiamento: un uomo aggredisce senza motivo una donna che cerca una conciliazione e la insulta con epiteti misogini dopo averla uccisa

La sua morte è un femminicidio, e il prodotto della cultura misogina alimentata da Trump. 

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