La magia del Natale? È il lavoro di cura non retribuito delle donne

- The Wom - Monday, December 22, 2025
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Non ci sarebbe Natale senza il lavoro delle donne, che puliscono, cucinano, comprano regali e li incartano per tutti. Ma questo impegno viene riconosciuto raramente

Nel 1951 il famoso antropologo francese Claude Lévi-Strauss rimase colpito da un articolo di giornale in cui si raccontava che a Digione, il giorno della vigilia di Natale, Babbo Natale era stato impiccato e bruciato nella cattedrale della città, di fronte a un pubblico di bambini. La Francia, uscita da poco dalla guerra, stava come tanti altri Paesi europei importando le tradizioni americane, che la Chiesa vedeva però come una forma di paganizzazione.

Partendo da questa storia, nel suo saggio Babbo Natale giustiziato, Lévi-Strauss giunge alla conclusione che, a differenza di riti precedenti (ma ancora diffusi), in cui ci si doveva ingraziare il favore dei morti, la moderna celebrazione del Natale è un attaccamento alla vita, che consiste nei sacrifici che facciamo per rendere questa festività bella per i bambini, ad esempio mantenendo viva l’illusione che Babbo Natale esiste.

Il Natale è donna

Quello che Lévi-Strauss non dice, però, è che gran parte di questi sacrifici sono compiuti dalle donne. “Il Natale è largamente femminilizzato”, scrivono le ricercatrici Sheena Vachhani e Alison Pullen. “La gran parte del lavoro che associamo al Natale è svolto dalle donne e non si crede vada retribuito”. Le donne preparano da mangiare, decorano la casa, si occupano dei bambini, organizzano le feste, vanno a comprare i regali per tutti e li impacchettano.

Anche se il nostro immaginario natalizio è dominato da un anziano signore con la barba, la magia del Natale è quasi sempre da attribuire al lavoro non pagato e non riconosciuto di tutte le donne, non solo delle madri

Se c’è da organizzare un Secret Santa con i colleghi, sarà molto probabile che a occuparsene sia una donna. Se c’è da scegliere un regalo per i genitori, è più facile che a farlo sia la figlia femmina e non il figlio maschio.

Il Natale come specchio della società

Secondo Vachhani e Pullen, ciò è dovuto al fatto che Natale è un rito e, come tutti i riti, la sua funzione è quella di mettere in scena in maniera più intensa ciò che normalmente accade nella società. A livello globale, le donne svolgono più del doppio del lavoro di cura svolto dagli uomini, per un totale di 16 miliardi di ore al giorno che, se venissero pagate, varrebbero più del 40% del PIL di molte nazioni. Queste stime includono l’educazione dei figli, il lavoro domestico, l’assistenza ad anziani e disabili, mentre è difficile quantificare il cosiddetto “lavoro emotivo”, che riguarda invece tutte quelle forme di impegno mentale e affettivo che ci si aspetta che le donne rivolgano agli altri.

Essere disponibili, sorridere, consolare, risolvere i conflitti; ma anche pianificare e organizzare la vita familiare per renderla più piacevole per tutti, ma non per forza anche per loro

Le festività natalizie riproducono all’ennesima potenza questi meccanismi, con la differenza che nel rito del Natale la femminilità ha un ruolo di protagonismo. Se da un lato questo consente alle donne di usare i giorni di festa come un’occasione di creatività ed espressione – ad esempio cucinando qualcosa che non preparano normalmente o costruendo decorazioni – dall’altro carica queste giornate di maggiori aspettative e preoccupazioni. E infatti diversi studi mostrano come il Natale, che già di per sé è un periodo dell’anno complesso da gestire dal punto di vista emotivo, rappresenta una maggiore fonte di stress per le donne che gli uomini.

Il lavoro invisibile delle donne

L’importanza della dimensione domestica è sottolineata anche dall’iconografia natalizia. Mrs. Claus, uno dei pochi personaggi femminili natalizi nonché moglie di Babbo Natale, che comparve per la prima volta in una novella del 1849 intitolata A Christmas Legend, è spesso ritratta a casa, in attesa che il marito torni dal suo giro di consegna dei doni. Non è un caso se una delle sue prime descrizioni complete apparve sulla celebre rivista per casalinghe Good Housekeeping, dove viene ritratta mentre trasporta cestini pieni di pane. L’autore, probabilmente senza farlo apposta, definisce il suo contegno “appassionato ma nervoso”. Evidentemente anche Mrs. Claus fa parte di quel 51% di donne che definiscono “stressante” il Natale (contro il 35% degli uomini).

Mrs. Claus è però una figura marginale dell’iconografia delle feste, surclassata dalle renne (di cui conosciamo il nome, a differenza sua), elfi, pupazzi di neve e ultimamente anche dal Grinch, un odiatore del Natale.

La marginalità della signora Claus riflette la caratteristica principale del lavoro che le donne svolgono durante il Natale, ovvero la sua invisibilità

Forse ancor più del segreto dell’inesistenza di Babbo Natale, che per Lévi-Strauss costituisce il senso profondo e il motivo per cui si continua a celebrare questa festa nell’età moderna, il segreto del lavoro delle donne viene custodito ancor più gelosamente. Ogni Natale, la famiglia riunita si siede in una casa pulita e addobbata da loro, mangia cibo cucinato da loro, scarta pacchetti realizzati da loro che contengono regali scelti e acquistati da loro. E ogni Natale sarà soprattutto compito della donna far sì che il segreto venga custodito per un altro anno, così che Babbo Natale non rischi di essere giustiziato.

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