
Rosalía: il fenomeno che ha rivoluzionato la musica latina
- The Wom - Friday, November 21, 2025
Getty ImagesInformazioni principali su Rosalía
- Nome completo: Rosalía Vila Tobella
- Data di nascita: 25 settembre 1992
- Luogo di nascita: Sant Esteve Sesrovires, Catalogna, Spagna
- Segno zodiacale: Bilancia
- Altezza: 165 cm
- Partner: (2023) Rauw Alejandro
- Genitori: José Manuel Vila, Pilar Tobella
- Figli: Nessuno
- Fratelli/Sorelle: Jéssica Vila Tobella (sorella maggiore)
- Instagram: @rosalia.vt
Dalla provincia catalana ai primi palchi: il battito di una passione
Se la musica avesse una culla, per Rosalía sarebbe una villetta a Sant Esteve Sesrovires, un paesino a mezz’ora da Barcellona dove le colline sanno ancora di legna e vento. Rosalía Vila Tobella, cresciuta tra biblioteche locali e gare di talenti scolastici, non ha visto subito riflettori o schiere di fan come le popstar delle serie Netflix. No, le sue prime note sono state fatte di perseveranza e lunghi pomeriggi a giocare con le emozioni davanti allo specchio, microfono improvvisato con la spazzola da capelli. Una bambina curiosa, tanto da domandarsi il perché delle cose, instancabile nello scoprire ogni segreto dei suoni che la circondavano (il sole che batteva sulla lamiera, ad esempio, per lei era già musica).
C’è chi cresce con X Factor, lei invece ascoltava Manolo Caracol, Camarón de la Isla e la voce antica del flamenco. Rosalía non perdeva tempo a fare la ragazzina “normale”, perché quello che sentiva nel petto era un richiamo troppo urgente. Ecco le sue primissime influenze:
- * Un padre appassionato di canzoni gitane che la porta a sentire concerti tradizionali.
- * Una madre iper-presente che la supporta persino durante le note stonate (perché ce ne sono state!).
- * La sorella Pilar, chiamata “La Pili”, una specie di partner-in-crime per ogni sogno fuori dal normale.
Cortocircuiti tra scuola, sacrifici e notti insonni
Non era facile. Anzi, all’inizio sembrava proprio impossibile. Rosalía si trova a crescere in un contesto dove essere “diversa” è romanticizzato solo nei film – nella realtà, sembrava quasi un peso. La fatica più grande? Conciliare la scuola con le lezioni di canto. Ogni mattina zaino in spalla, ogni pomeriggio in giro tra autobus e metro per raggiungere il Taller de Músics a Barcellona. Spesso racconta che le sue ore di sonno non bastavano mai (altro che maratona di Netflix!), ma la voglia di imparare la teneva sveglia come un doppio espresso.
Al Taller, e poi alla prestigiosa ESMUC (Escola Superior de Música de Catalunya), il flamenco non era solo una materia di studio: diventava quasi una ragione di vita. Veniva guardata con sospetto, però, perché “troppo innovativa” o “non abbastanza gitana”. E quanto pesano quei giudizi, specie quando sei giovane? Rosalía rispondeva con la grinta, ripetendo le scale vocali fino a far sanguinare la gola (e sì, ci sono state vere liti con insegnanti all’antica – e piccole rivoluzioni personali davanti a chi diceva “non sei adatta”).
- * Esibizioni piccole, tipo matrimoni o bar minuscoli dove il pubblico magari la ignorava, ma anche serate open mic in cui qualcuno si bloccava: “Quella ragazza canta davvero così, oppure sto sognando?”.
- * Concorsi e audizioni perse, che la facevano tornare a casa in lacrime, ma sempre più determinata.
- * Un episodio su tutti: una notte arrangia “Como en un mar eterno” in una cover incisa da sola, con una vecchia tastiera e pochi amici — e per la prima volta sente che potrebbe davvero funzionare.
Il seme di un sogno grande: originalità accesa già da giovanissima
Cosa aveva Rosalía di diverso, fin dall’inizio? Prima di tutto un coraggio fuori moda, quella capacità di metabolizzare il dolore e trasformarlo in energia sonora, quasi come se la delusione fosse benzina (accendeva fuochi, non li spegneva). Poi la curiosità: per lei tutto era fonte d’ispirazione, dai beat latinoamericani ai suoni elettronici che sentiva in discoteca.
Giovane sì, ma già consapevole che “essere normale” non le interessava. Si vestiva come voleva, spesso mischiando capi da mercatino con dettagli iper glamour, e già si intuiva la futura fashion icon. Dietro la costruzione di ogni performance c’era una cura quasi maniacale: arrangiamenti, movimenti delle mani, persino il modo di camminare sul palco era studiato ad arte, ma con quell’effetto naturale che fa pensare “è nata così, non può farne a meno”.
- * Rosalía registra da sola, montando strumentali e voci notte dopo notte, quando Barcellona dorme e le idee ballano solo nella sua testa.
- * A modo suo, si crea un piccolo pubblico fidato sui social (quando ancora Instagram non era il regno dei filtri), condividendo pezzi e rehearsal che spariscono dopo poche ore ma che qualcuno, stranamente, comincia ad aspettare con l’ansia del nuovo drop su Spotify.
- * Si costruisce il personaggio, ma senza maschere: la timidezza che convive con lo sguardo fiero, la voglia di sperimentare anche rischiando di essere presa per “strana”.
In pratica, già prima dei Grammy, degli stadi esauriti e delle felpe col cappuccio iper cool, si sentiva che da lì, da una Catalunya un po’ appartata, stesse nascendo qualcosa di enorme. Rosalía: la ragazza che aveva fame di mondo e orecchie fameliche di ogni ritmo nuovo—perché, in fondo, il talento non basta mai senza una sana, inspiegabile ossessione. E lei, questa fame, non l’ha mai persa.
Getty ImagesDa “El mal querer” al mondo: la svolta Motomami
Quando si parla di successo internazionale, Rosalía è proprio il classico esempio di come un’artista possa passare dall’essere “quella ragazza diversa” al diventare – letteralmente – una superstar globale. E il bello è che tutto questo non è arrivato per caso, ma grazie a una visione *sua*, autentica, quasi testarda nel non volersi mai fermare alle regole del gioco.
Partiamo da “El mal querer”, l’album che nel 2018 ha acceso una vera e propria tempesta nella musica latina (e non solo). Un progetto concettuale nato come tesi universitaria – sì, avete capito bene: la prima popstar che usa la laurea come trampolino! – e diventato un viaggio potentissimo nell’immaginario del flamenco, ma portato nel presente con una grinta da strada e un’elettricità urbana tutta nuova. “Malamente”, “Pienso en tu mirá”, “Di mi nombre”… impossibile restare indifferenti davanti a quei video colorati, coreografie ipnotiche e mood cut&paste preso da trap, hip hop e flamenco. Cioè, un vero cocktail di influenze:
- Suoni elettronici e beat spezzati
- Palmas flamenca (le famose mani che battono a ritmo)
- Testi che mischiano fiaba e rabbia vera
- Elementi visivi ispirati sia alle telenovela sia ai video di TikTok
La cosa incredibile è che Rosalía riesce a farti sentire la Spagna tradizionale e la contemporaneità di una Berlino underground nel giro di una stessa canzone. Ecco perché “El mal querer” è diventato subito un caso, non solo tra critici e addetti ai lavori, ma soprattutto tra ragazze e ragazzi che magari il flamenco non l’avevano mai ascoltato, ma riconoscevano quella voglia di andare oltre, di rompere le barriere.
Collabo e colpi di scena: la luxury class del pop
Dopo il boom del primo album, Rosalía non si è certo messa comoda. Anzi! Ha iniziato quasi a divertirsi a mescolare le carte: chi l’avrebbe mai detto che, dalla sua base catalana, sarebbe arrivata a collaborare con giganti globali tipo Travis Scott (con “TKN”, hit che spacca ovunque TikTok, per non parlare dei balletti) o la misteriosissima Billie Eilish (“Lo vas a olvidar”, quella colonna sonora che diventa subito mood di fine giornata dopo una doccia lunga)? Collaborazioni che non sono “featuring acchiappa-like”, ma vere fusioni di mondi creativi, dove come spettatrice hai la sensazione di assistere a un passaggio segreto tra stili, lingue e generi.
Ecco una lista flash delle collaborazioni che hanno fatto la differenza negli ultimi anni:
- “Con Altura” con J Balvin (che figata quel video in stile aereo privato anni Duemila)
- “La Noche de Anoche” con Bad Bunny (quante volte l’hanno usata come audio nei reel!)
- “TKN” con Travis Scott (crossover trap internazionale)
- “Lo vas a olvidar” con Billie Eilish (slow drama all’ennesima potenza)
È anche qui che Rosalía comincia a costruire il suo trono internazionale, capace di saltare da un festival a Parigi a una performance ai Grammy senza perdere un colpo, sempre fedele al suo *mix di influenze*.
Motomami: identità, libertà, sorpresa continua
Poi è arrivata “Motomami”, e tutto il discorso si è fatto, se possibile, ancora più intenso e personale. “Motomami” è l’album che ti investe in faccia come il vento in scooter: diretto, caotico, sincero. Rosalía azzera tutto e riparte da capo, con una cifra linguistica che stavolta è molto più pop ma anche piena di dettagli quasi intimi, cose che potresti raccontare solo a una sorella o a una migliore amica nei messaggi vocali delle tre di notte.
Dentro “Motomami” c’è:
- Il flamenco, certo, ma destrutturato e riassemblato quasi come fosse un meme
- Beat da reggaeton e hyperpop, energia pura in certi momenti (“Saoko”, “Bizcochito”, “Chicken Teriyaki” ti rimangono in testa come le pubblicità anni Novanta)
- Voce che diventa strumento e giocattolo, emozione cruda
La rivoluzione? Motomami dice che essere donna oggi è essere molte cose insieme: sensuale ma ironica, potente e fragile, libera di ballare e di piangere, di gridare quanto si vuole (e se non ti va, pure di stare zitta). Rosalía, in fondo, è diventata un faro per tutte quelle artiste e persone che vogliono mischiare senza paura la cultura pop, la tradizione e il sentimento personale. E lo fa tra outfit visionari e scelte creative che – ve lo dico – spesso anticipano i nuovi trend di Instagram e Spotify mesi prima che se ne accorga il resto del mondo.
Più che una cantante, Rosalía sembra una regista della propria rivoluzione. E ogni pezzo, ogni singola traccia che pubblica, sembra urlare “questo sono io, e domani magari cambierò di nuovo!”. Seducente perché sempre vera, mai infilata dentro una casella. E sì, è proprio questa sua energia a renderla un’icona generazionale che non si può non amare.
Getty ImagesQuando la musica incontra lo stile: l’icona fashion Rosalía
C’è un momento, mentre guardi un videoclip di Rosalía o scorri il suo feed su Instagram, in cui capisci che non stai solo osservando una popstar: stai assistendo a una dichiarazione di stile, a una ragazza che trasforma ogni look in un manifesto personale. Rosalía è l’amica che osa, quella che compare a una festa con un vestito vintage pazzo oppure con un completo Miu Miu che sembra appena rubato dal futuro. Insomma, la moda per lei non è solo accessorio, è linguaggio. Ogni dettaglio, dalle unghie XXL ai capelli sempre diversi (c’è stato quel periodo in cui portava i baby hair scolpiti che, ammettiamolo, ci siamo segnate tutte come screenshot di ispirazione), racconta chi è e dove sta andando: una donna che si reinventa e detta tendenze, senza aspettare l’ok di nessuno.
La collaborazione con brand di alta moda come Jean Paul Gaultier e Miu Miu è diventata ormai una firma. Rosalía non presta solo il volto, ci mette l’anima intera: gioca con la moda, fa le sue regole. Per esempio, quando ha portato il corsetto di Gaultier (e l’ha fatto diventare improvvisamente super desiderabile anche per chi pensava che il corsetto fosse roba da damigelle d’altri tempi). O con la collezione Motomami x M.A.C, dove ha voluto che anche il make-up fosse parte del suo storytelling, mescolando glitter e look pop per farci sentire, anche solo per una sera, un po’ Motomami pure noi.
Rosalía ama sorprendere:
- Passa da un total look rosso latex a tute oversize con stivaletti platform,
- Si diverte a mischiare il tradizionale flamenco con dettagli urban,
- Cambia le regole del gioco anche nei videoclip, dove la regia e il fashion diventano la stessa cosa.
E poi c’è il fenomeno “Rosalía manicure”: insomma, quante volte abbiamo sognato di sfoggiare quelle unghie chilometriche, tempestate di strass, disegnate come fossero mini opere d’arte? Ogni volta che lancia un nuovo trend, TikTok esplode con tutorial per ricrearlo. Non solo beauty, ma vera cultura pop che contagia le strade, tra meme e fashion challenge che sembrano usciti direttamente dagli appunti di stylist e makeup artist di Los Angeles.
Un’altra cosa magnetica di Rosalía è che non si limita a indossare vestiti o make-up: li trasforma, li carica di significato. Se nei suoi video senti la potenza di una regina gitana ultramoderna, è anche perché sceglie di mostrarsi senza filtri, alternando look super curati a momenti al naturale. Rosalía non ha mai avuto paura di una foto senza trucco o, anzi, di una smorfia buffa. In più, ha sempre parlato di body positivity come di una cosa concreta: vestirsi per piacere a sé stesse, prendersi spazio, cambiare stile secondo l’umore o la stagione della vita. Non segue i canoni ma li riscrive; difende la libertà di mostrarsi fragile, arrabbiata, sensuale – tutto insieme, esattamente come ci sentiamo spesso nella realtà e non solo nei boomerang di IG.
E lo fa senza mai svendere la sua immagine, restando sempre determinata a tenersi stretta la propria narrazione. Scenicamente, Rosalía è un vulcano: balla, ridesegna la gestualità femminile nei palchi come nei backstage, incarna le mille sfumature dell’autonomia femminile. Ecco perché è diventata, senza volerlo troppo, la musa delle nuove generazioni. Ci fa venire voglia di osare, di sperimentare, di uscire di casa convinte che anche il nostro look possa dire qualcosa di importante – magari non rivoluzionare la moda, ma almeno raccontare un pezzetto di noi.
Dietro tutto questo, c’è una ragazza che si diverte con la moda come se stesse ancora giocando con i vestiti della mamma. Che non ha paura di cambiare rotta, di osare sia un paio di zoccoli vintage sia i tacchi vertiginosi (che, al solo sguardo, fanno quasi male ai piedi ma wow, che effetto). E tu pensi: sì ok, magari non sono Rosalía, ma posso rubare un po’ della sua energia per sentirmi più forte davanti allo specchio.
Tra cuori e privacy: la saga sentimentale di Rosalía
Quando pensi a Rosalía è facile immaginarla mossa dalla passione e dall’audacia anche nella vita affettiva. Diciamocelo: negli ultimi anni si è parlato moltissimo del suo legame con Rauw Alejandro, una storia che sembrava fatta di complicità, carezze post-concerto e canzoni sussurrate nelle Instagram stories. Loro due insieme erano l’equivalente amoroso di una traccia reggaeton che ti rimane in testa per giorni. Eppure, tra trend e gossip, Rosalía ha sempre voluto lasciare “porte socchiuse” sulla sua intimità, scegliendo la discrezione come uno dei suoi superpoteri. Quando i tabloid rincorrevano ogni indizio su possibili crisi o riavvicinamenti, lei ha continuato a sfoderare classe, respingendo le invasioni nella sua privacy con la stessa grinta con cui affronta un palcoscenico.
Un fatto curioso: anche nei momenti più chiacchierati della relazione, Rosalía non ha mai smesso di parlare d’amore come di qualcosa da difendere, non mostrare. Addirittura una volta, dopo un red carpet infuocato mano nella mano con Rauw, ha detto: “Alcune cose le voglio solo per me”. Una frase che è filosofia di vita, secondo me.
Il clan di casa: famiglia, sorelle e radici forti
Forse però la vera costante nella vita di Rosalía non sono gli amori, ma i legami di sangue, quelli che ci riportano sempre con i piedi per terra. Parlo soprattutto di sua sorella Jéssica, che oltre a occuparsi della sua immagine, è proprio la migliore amica con cui scambiarsi vocali fiume e meme a raffica su WhatsApp. Praticamente, la “Jefa” cerca sempre di tenere il mood familiare anche nei backstage più caotici; a volte pubblicano gli stessi ricordi delle estati in Costa Brava di quando erano bambine.
Ci sono momenti quasi teneri: tipo Rosalía che, durante i tour, si collega in videochiamata con la madre per raccontare la giornata, o che si fa spedire dalla nonna i dolci tipici catalani quando ha nostalgia di casa (e chi non lo farebbe?!). Queste piccole cose fanno capire che, dietro una diva, c’è ancora una ragazza che cerca la sicurezza del nido familiare. E che spesso si affida proprio al giudizio diretto e sincero della sua “tribù”.
Valori tatuati nell’anima: indipendenza, radici, lealtà
Sotto la superficie di look da copertina e duet iconici, batte il cuore di una donna profondamente guidata dai suoi valori. Rosalía non ha mai nascosto che fra i suoi pilastri più solidi ci siano:
- L’indipendenza: non solo sul palco! Fin dall’inizio della carriera, voleva gestire da sola le trattative con produttori e discografici, spesso rinunciando a compromessi facili in favore di scelte più “dure ma vere”.
- Il rispetto delle radici: dai video ai costumi, non ha mai lasciato indietro la cultura catalana, anzi – le sue canzoni sono piene di citazioni, espressioni e immagini che profumano di casa.
- La lealtà: Rosalía è nota per tener fede ai suoi collaboratori di sempre, ma anche per non dimenticare mai chi l’ha sostenuta davvero dai tempi dell’università.
Per lei, avere dei “confini” netti tra ciò che è spettacolo e ciò che è vero affetto è una forma di autodifesa, come mettere la crema solare prima di scendere in spiaggia sotto il sole di Barcellona. Anche nella routine più “normale”, tipo la colazione con churros, Rosalía non fa mai mezzo passo senza pensare al senso di rispetto verso se stessa e le sue origini.
Piccoli segreti della vita di ogni giorno (che la rendono umana)
Ecco alcune chicche che ti fanno dire “ok, Rosalía potrebbe essere una di noi”:
- Ama camminare da sola nei quartieri meno “glam” delle città che visita, per sentire l’atmosfera vera – tipo che si infila occhiali giganti, cuffie e archivia la divinità pop per qualche ora.
- Tiene un “taccuino delle emozioni”: una specie di diario in cui annota pensieri e sogni (quelli che poi magari diventano brani o versi nei suoi pezzi).
- Da vera pro della self-care, investe tanto tempo nelle routine beauty, ma non rinuncia mai alle domeniche pigre in pigiama – e sì, ogni tanto confessa di guardare repliche di “La casa de papel” in binge.
In definitiva, la sua capacità di mantenere autenticità e fedeltà a se stessa si sente non solo nella musica, ma anche in ogni scelta che fa nella vita. L’amore, la famiglia, i valori che la reggono: sono un po’ il suo backstage segreto, quello che regala forza, ispirazione e – tra una hit e l’altra – la fa restare saldamente ancorata a chi era, è e sarà. Anche quando il mondo intero la guarda.
Una voce che spacca: oltre la musica, il messaggio di Rosalía
Quando ascolti Rosalía, ti accorgi subito che la sua voce graffia – non solo le note, ma anche i muri invisibili degli stereotipi. Non stiamo parlando solo di talento, qui si tratta di prendere il microfono e usarlo davvero come strumento per “dire le cose”. La sua musica, lo avrai notato, fa ballare, sì – ma scuote anche. Nei testi, spuntano come lampi riflessioni su cosa significhi essere donna oggi, sulla libertà di esprimersi, sul non farsi mettere in una scatola etichettata e impolverata. Un esempio? “Saoko”, dove Rosalía gioca con i ruoli di genere, ribaltando immagini classiche e mostrando una femminilità che non chiede permesso a nessuno.
E non è una posa. Basta seguirla su Instagram o TikTok per capire che la sua è proprio una lotta quotidiana: risponde ai fan con naturalezza, si espone su temi scomodi, mostra le proprie insicurezze e poi racconta storie di donne forti, come quelle che ha interpretato nei videoclip. A volte ironizza sugli stereotipi (tipo quella volta che ha parlato delle critiche per i suoi look e ha postato una storia con “Il patriarcato c’ha paura dell’acrilico”) e altre volte si fa seria, come quando dedica i premi alle donne “che stanno zitte, ma che hanno una forza incredibile”.
Non solo parole: Rosalía e l’attivismo vero
Non è solo “bla bla” insomma – con Rosalía, i messaggi diventano azione vera. L’ha dimostrato quando, durante un concerto a Siviglia, ha invitato sul palco un gruppo di artiste emergenti per mostrare la vera diversità del mondo latino, oppure quando ha donato parte degli incassi dei suoi tour a organizzazioni contro la violenza sulle donne. Forse ricordi anche quando, in piena pandemia, ha spinto i suoi follower a partecipare a raccolte fondi per infermieri e medici, senza fronzoli, con post e storie che suonavano tanto “venite con me, facciamo la differenza”.
Ecco alcune cause a cui Rosalía ha prestato la sua voce:
- Parità di genere (anche nelle piccole cose: una volta ha risposto grintosissima “Più donne produttori!” a una domanda sui problemi nell’industria musicale).
- Lotta alla discriminazione razziale e sociale (ha partecipato a iniziative per i diritti dei migranti e dei lavoratori nell’ambito dello spettacolo).
- Tutela della salute mentale – da sempre racconta l’importanza della terapia, dell’ascolto, del non vergognarsi dei momenti di fragilità.
Insomma, non è il classico “impegno da copertina”: ogni suo gesto sembra scorrere dritto nelle vene del suo modo di comunicare — niente filtri, molto cuore, zero retorica.
Ispirazione “al naturale”: come Rosalía parla alla sua generazione
Quello che colpisce, parlandone tra amiche o scorrendo i mille commenti sotto i suoi post, è la facilità con cui Rosalía diventa esempio senza essere “guru”. Lei non ti dice mai cosa devi fare, ma ti dà la sensazione che “se ce l’ho fatta io, anche tu puoi spaccare”. C’è qualcosa di liberatorio nel suo modo di mostrarsi: capelli arruffati, unghie pazzesche, occhi sinceri e quel sorriso “malicioso” da meme. Racconta le sue fragilità, la fatica che c’è dietro al successo, i tentativi falliti, tutto con una spontaneità rara nel panorama pop.
A volte basta una storia – tipo quando, ancora sconosciuta, postava i video delle sue prove in palestra o a casa, dicendo “Bisogna essere ossessionati… ma anche gentili con se stessi”. Oppure quando lancia messaggi in codice sui social, giocando con riferimenti alla sua infanzia, agli idoli di ieri e di oggi. Rosalía riesce a essere vicinissima, come la tua amica che ti scrive su WhatsApp: non è distante, irraggiungibile. Ed è per questo che milioni di ragazze, soprattutto le più giovani, la sentono come una di loro – solo che, ok, con un Grammy in borsa e un miliardo di stream in più.
C’è chi dice che la sua forza sia tutta nella capacità di mescolare arte e realtà: canta, recita, fa spettacolo, ma soprattutto costruisce ponti – tra storie, tra mondi, tra generazioni. E ogni volta che lo fa, ce lo ricorda: il cambiamento vero non nasce mai da soli, ma da quella miccia che accende le idee quando meno te l’aspetti.
Vita vera, passioni vere: Rosalía oltre il palco
Ci sono artisti che sul palco sembrano inarrivabili, distanti quasi quanto una Galassia. Poi però li scopri nella loro quotidianità e capisci che sì, pure loro hanno le loro manie, le loro passioni, le piccole fisse a cui tengono tantissimo. Rosalía, per esempio: la vedi avvolta nei suoi look pazzeschi, ma in realtà dietro le quinte è tutto un altro mondo. Si dice sempre che la vera grandezza sta nell’essere se stessi senza filtri: ecco, Rosalía trasuda spontaneità da tutti i pori.
Un dettaglio? Lei adora cucinare. Letteralmente: posta ricette sulle storie, prepara la paella per gli amici la domenica – insomma, una persona che si emoziona tanto davanti a un piatto riuscito quanto davanti a una standing ovation. E dicono che abbia una certa ossessione per la pasticceria: i dolci tipici catalani, ma anche quei mega cake pieni di glassa che vengono benissimo nelle foto, i “foodporn” degni di TikTok.
Arte, sport e curiosità: la sua energia fuori dal comune
Ma non è solo food & chill. Rosalía è una che non si ferma mai: oltre alla musica, l’arte la strega proprio. Colleziona pezzi di street art, ama i murales coloratissimi, ed è una fan totale della fotografia – quelle polaroid sfocate, i flash sparati nelle notti di festa, la luce delle mattine storte.
Questa ragazza ama anche lo sport, ma a modo suo. Non aspettarti la solita influencer-corsa-al-parco: Rosalía preferisce ballare. Si allena con il flamenco, ma anche con esercizi di forza e yoga al mattino presto (l’ha detto lei: “Nada como un poco de sudor para empezar el día”). Insomma, una specie di energia che si moltiplica tra palestra, arredamento della casa, show e challenge con gli amici.
E poi c’è la sua sete di conoscenza: libri ovunque, playlist di podcast, nuova musica ascoltata in cuffia mentre viaggia in treno – tra un soundcheck e una merenda rubata. Sa di arte classica, di filosofia e pure di meme sui gatti, non pensate che si faccia sfuggire le tendenze: il suo TikTok è una miniera di chicche pop.
Ironia, affetto e momenti reali: la Rosalía che vorresti come amica
La cosa bellissima di Rosalía è che ti fa sentire sempre coinvolta. È ironica, senza paura di prendersi in giro sui social o in qualche intervista – tipo quando ha raccontato di avere un “accento strano” perché da piccola imitava le telenovelas latine. Che poi, lei le citava pure nelle caption delle foto, facendo impazzire i fan (“Si eres fan de La Usurpadora, eres de los míos”).
Non mancano i momenti da vera amica: si ferma a rispondere anche ai messaggi più random dei fan, regala biglietti a chi non se li può permettere. Una volta, a Barcellona, ha visto un ragazzo cantare una sua canzone per strada e l’ha invitato a uno dei suoi concerti – tutto rigorosamente documentato su Instagram. Questo è empatia vera, quello a cui magari aspiriamo tutte: essere importanti per qualcuno, restare generose anche quando avremmo tutti i motivi per chiuderci.
E poi, diciamolo: chi non vorrebbe uscire a fare shopping vintage con Rosalía, strappando consigli su dischi vecchissimi e sentendosi anche solo per un giorno parte di quella crew che vive a metà tra un videoclip e il backstage di una serie Netflix? È quella autenticità che spazza via qualunque distanza, la capacità di stare con te così come sta con i milioni di follower. E la sensazione che, dietro ogni suo successo, ci sia semplicemente la voglia di essere felice… come tutte noi, insomma.
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