
Reati sui minori, superata la cifra record di 7.000 casi nel 2024: bambine e ragazze le più colpite
- The Wom - Monday, November 3, 2025
È quanto emerge dai dati elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes in occasione della presentazione del dossier “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”: un quadro chiaro che allarma sull’urgenza di mettere in campo azioni rapide e integrate contro i reati sui minori, soprattutto sulle bambine. Un record negativo: sono stati oltre settemila casi di reati ai danni dei minori nel 2024, con vittime soprattutto femminili, in aumento rispetto all’anno precedente.
L’anno scorso si sono contati 7.204 reati a danno di minori in Italia nel 2024, 252 casi in più rispetto all’anno precedente: una crescita del 4%. Su base decennale, invece, l’aumento è del 35%
In aumento i reati connessi al digitale – pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico – che aumentano rispettivamente su base annua del 63% e del 36%. Come emerge dal dossier di Terre des Hommes, la rete non è un posto sicuro per i più giovani.
Reati sui minori, bambine e ragazze le più colpite: “Non possiamo più rimanere a guardare”
“I dati di quest’anno relativi ai reati sui minori sembrano, purtroppo, mostrare una maggiore fragilità del tessuto sociale” – ha dichiarato Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes – “Un allentamento dei vincoli morali fino alla rottura di alcuni tabù sociali e un crescente ritorno di fiamma di quella cultura patriarcale che, lungi dall’essere mai definitivamente sconfitta in questo Paese, sembra piuttosto riappropriarsi pericolosamente di spazi di ‘legittimità sociale’ che sono poi lo stesso luogo di coltura della violenza di genere e nei confronti dei minorenni. Non possiamo più rimanere a guardare”.
I numeri fotografano una situazione di emergenza soprattutto per bambine e ragazze: le più colpite dai reati a danno di minori. Nel 2024 rappresentano, infatti, il 63% delle vittime, con un aumento sia in termini assoluti sia in termini relativi (nel 2023 erano il 61% delle vittime, su un totale di 6.952)
È nei reati a sfondo sessuale che la sproporzione si fa sentire in maniera più evidente, con punte dell’88% di vittime femminili per il reato di violenza sessuale, dell’86% per la violenza sessuale aggravata e dell’85% per gli atti sessuali con minorenni. Nel 2024, per la prima volta, i casi di violenza sessuale non aumentano e restano stabili a 912, come nel 2023.
Questa fattispecie di reato rimane tra quelli a sfondo sessuale la più frequente. Aumentano di poco invece le violenze sessuali aggravate mentre su dieci anni la crescita risulta più consistente, del 75%. Gli atti sessuali con minorenne, invece, segnano un aumento del 15% su base annua.
Online e offline: i giovani non sono al sicuro
Non solo offline. Anche nei reati sul digitale è netta la prevalenza di vittime femminili: 86% nella detenzione di materiale pedopornografico e 74% nella pornografia minorile. Tra i reati a sfondo sessuale, il dato interessante è la finora inedita parità di genere tra le vittime di prostituzione minorile, in calo sia a livello annuo (-7%) sia a livello decennale (-64%).
I reati più frequenti rimangono quelli che avvengono all’interno del nucleo familiare
I maltrattamenti in famiglia sono i più frequenti: nel 2024 hanno sfiorato quota 3.000 vittime, per la precisione sono state 2.975, con leggera prevalenza femminile e un aumento del 5% su base annua e una crescita esponenziale del 101%, ovvero un raddoppio, su base decennale.
Crescono gli omicidi volontari dei minori: nel 76% dei casi bambini e ragazzi
Nel 2024 si registra anche un aumento, inconsueto, degli omicidi volontari consumati. Dopo anni di costante diminuzione dei casi, coerentemente con il calo generale degli omicidi in Italia, nel 2024 si arriva a 21 casi, con un aumento del 75 per cento. Nonostante numeri assoluti molto più bassi delle altre fattispecie di reati, è un dato che desta molta apprensione. L’omicidio volontario è, inoltre, uno dei reati che ha una componente con netta prevalenza maschile con il 76% dei casi che ha come vittime bambini e ragazzi.
“Il fenomeno dei reati a danno dei minori, in ogni loro forma, è molto complesso. Occorre porre la massima attenzione non solo nella prevenzione e nel contrasto, ma anche ai più piccoli segnali indicatori di violenza – spiega il generale Antonio Basilicata, direttore del Servizio analisi criminale della direzione centrale della Polizia Criminale – Di strategica rilevanza risultano essere anche l’accoglienza e il supporto alle vittime, nonché la realizzazione di campagne informative volte ad accrescere la consapevolezza di tutti e a rimuovere gli ostacoli socio-culturali in cui la violenza trova terreno fertile”.
Sport4Rights: il ruolo strategico dello sport per prevenire a violenza
Lo sport come luogo di crescita, prevenzione e rispetto: davanti a numeri così preoccupanti sulla violenza a danno di minori, Terre des Hommes rilancia il valore dell’esperienza sportiva per i giovani. Durante l’evento in cui sono stati presentati i dati, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, la Fondazione ha presentato il progetto Sport4Rights: co-progettato insieme a Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale e Specchio Magico. Sport4Rights promuove il benessere, la sicurezza e l’inclusività dei minorenni nel contesto sportivo, mirando a prevenire violenze, discriminazioni e maltrattamenti con azioni integrate sui territori e online.
Con l’utilizzo di una piattaforma di e-learning basata sull’intelligenza artificiale e supervisionata da un team di esperti, il progetto fornirà alle società sportive, allenatori, educatori, giuristi, psicologi e altri professionisti del settore attività di formazione e sensibilizzazione su tutela dei minorenni e sul benessere dei bambini e delle bambine nello sport a livello nazionale.
Sono già circa 20 le realtà sportive formate dai promotori del progetto: il primo corso innovativo assistito dall’AI verrà pubblicato verrà pubblicato sulla piattaforma di Sport4Rights nel mese di novembre.
“Servono azioni rapide, concertate e integrate, che agiscano in maniera organica sia sugli aspetti culturali che su quelli normativi di contrasto alla violenza e alla violenza di genere” – sottolinea il direttore generale di Terre des Hommes, Ferrara – “A chiedercelo sono soprattutto loro, le vittime di questa ondata di violenza che rischia di diventare, sempre di più, un’epidemia”.
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