Plastic Overshoot Day 2025: l’Italia ha già finito la sua “quota” di plastica?

- The Wom - Thursday, October 23, 2025
Con tutto quello che succede nel mondo, la crisi climatica sembra ogni giorno un po’ più distante dai riflettori, al punto che ad oggi è quasi un lontano ricordo nelle agende delle istituzioni di mezzo mondo. Eppure, anche quando non se ne parla, ci sono eventi che ci riportano bruscamente alla realtà e la crisi ambientale continua a galoppare silenziosamente. Ci sono alcune date però che ci obbligano moralmente a fermarci e a porci delle domande, una di queste è il Plastic Overshoot Day, che per l’Italia nel 2025 cade il 24 ottobre. Ma cosa significa Plastic Overshoot Day e come funziona?

In pratica, Plastic Overshoot Day significa che entro quella data avremo già prodotto più rifiuti di plastica di quanti il nostro sistema riesca a gestire per tutto l’anno. Dal giorno dopo, ogni confezione, bottiglia o busta che useremo finirà per sovraccaricare discariche (che emettono metano) e inceneritori (che emettono CO2), o peggio, disperdersi nell’ambiente, diventando a tutti gli effetti il nostro “debito ambientale” per il 2026.

È una data simbolica, certo, ma a conti fatti è anche un campanello d’allarme che ci ricorda quanto siamo ancora lontani da un modello davvero sostenibile e lungimirante

Dietro al Plastic Overshoot Day l’idea è semplice ed il conto è presto fatto: si confronta la quantità di plastica prodotta con la capacità effettiva di smaltirla o riciclarla. Quando la prima supera la seconda, scatta l’“overshoot”, cioè quel punto in cui la plastica inizia ad accumularsi oltre i limiti “sostenibili” del sistema di smaltimento e gestibili.

Il Plastic Overshoot Day nel resto del mondo

Per il resto del mondo, nel 2025, questo giorno è stato il 5 settembre, il che significa che per gli ultimi 117 giorni dell’anno il mondo intero produrrà plastica che non potrà essere smaltita in tempo.

L’Italia, con i suoi 55 Kg di rifiuti plastici pro capite e oltre 3,2 milioni di tonnellate totali, rientra tra i Paesi “Overloader”, cioè quelli che producono troppo rispetto alla capacità di smaltimento. Pur non essendo tra i peggiori (arriviamo dopo la media globale) restiamo comunque indietro rispetto a Francia, Svizzera o Germania, dove l’overshoot arriverà solo tra novembre e dicembre.

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Dietro ai numeri, spesso astratti e “lontani” da noi, ci sono conseguenze molto reali. Le microplastiche sono state trovate nel sangue umano, nei polmoni e persino nella placenta. È ora che ci rendiamo conto che la plastica non è più solo un rifiuto, ma una presenza invisibile che entra nella catena alimentare e nei nostri corpi.

Secondo il rapporto 2025 di Earth Action, la produzione globale di rifiuti plastici raggiungerà i 225 milioni di tonnellate, con un aumento di cinque milioni rispetto all’anno scorso. Anche se i sistemi di riciclo stanno migliorando, il punto è che la produzione cresce più in fretta della capacità di gestirla.

Il Plastic Overshoot Day nasce proprio per ricordarcelo: non possiamo continuare a produrre plastica come se nulla fosse. Serve ridurre la plastica monouso, investire nel riciclo e favorire un’economia circolare che metta davvero al centro l’essere umano, la tutela della biodiversità e la nostra salute!

Solo così potremo evitare che, anno dopo anno, la plastica continui a raccontare la storia di un pianeta che fa sempre più fatica a respirare e noi, con lui.

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