Taylor Swift vs Charli XCX: perché il mondo vuole vedere le donne litigare

- The Wom - Tuesday, October 21, 2025
Nel suo ultimo album The Life of a Showgirl, Taylor Swift avrebbe attaccato Charli XCX. Che la rivalità sia vera o presunta, Internet è impazzito: siamo ossessionati dalle donne che litigano

The Life of a Showgirl, il nuovo album di Taylor Swift è uscito lo scorso 3 ottobre, dividendo profondamente la critica, tra chi lo considera un disco ben congeniato e frizzante, e chi non lo considera al passo con i tempi. Swift è diventata una cantante così famosa e apprezzata per essere riuscita a disseminare i testi delle sue canzoni di riferimenti alla sua vita privata, facendone una sua cifra stilistica riconoscibilissima. Ma secondo molti critici, questa sarebbe proprio la debolezza dell’ultimo album che, lungi dal raccontare un periodo felice della sua vita come lei stessa ha più volte dichiarato, risulta un lungo elenco di sassolini tolti da numerose scarpe. Tra le canzoni che non sono passate inosservate ce n’è una che riguarderebbe una “rivale” di Swift, Charli XCX.

La diss track contro Charli XCX

Tutto avrebbe avuto inizio nel 2023, quando Taylor Swift frequentava il frontman della band The 1975, Matty Healy, mentre Charli stava con il bassista George Daniel, con cui quest’anno si è sposata. Nel fortunatissimo album Brat, la popstar inglese sembrava aver lanciato una frecciatina a Swift con la canzone Sympathy Is a Knife, dove, pur senza nominarla, si augurava di non vederla più nel backstage dei concerti del suo fidanzato e diceva di “Non poter essere lei neanche provandoci, sono l’opposto, sto dall’altra parte”. Swift avrebbe risposto con Actually Romantic, canzone in cui accuserebbe Charli di averla definita “una Barbie noiosa”, di fare uso di cocaina, di aver gioito della sua rottura con Haley e di essere così ossessionata da lei al punto da scrivere una canzone che la riguarda. Swift ha spiegato che la canzone non parla nello specifico di Charli XCX, ma è “una lettera d’amore per qualcuno che mi odia”.

Charli XCX

I due fandom si sono subito attivati per difendere le rispettive beniamine. Qualcuno ha ricordato come, sempre in Brat, Charli XCX abbia dedicato una canzone molto più complessa alla sua eterna rivale Lorde (Girl, so Confusing), con cui alla fine ha anche collaborato. Qualcun altro ha tenuto traccia dei like sui social della popstar inglese, che avrebbe messo mi piace a dei post che prendevano in giro Taylor Swift.

Comunque la si pensi su questa vicenda, una cosa è certa: Internet è impazzito, e il mondo non vedeva l’ora di vedere le due popstar del momento prendersi simbolicamente per i capelli

Va detto, infatti, che la rivalità tra le due era già stata alimentata a sufficienza nel 2024, quando si contrapponeva la “Brat Summer” di Charli XCX – libera, audace, disordinata – all’Eras Tour di Taylor Swift – nostalgico, serio, per alcuni addirittura reazionario.

Le catfight della cultura pop

Il termine “catfight” fu utilizzato per la prima volta nel 1854 dal giurista Benjamin G. Ferris per descrivere i litigi fra le donne di religione mormona (dove la poligamia è permessa) che condividevano lo stesso marito. Dapprima usato nelle comunità fetish per descrivere le lotte fra donne messe in scena per il piacere maschile, “catfight” diventò un termine di uso comune negli anni Settanta, quando i giornali cominciarono a utilizzarlo per raccontare la rivalità tra le femministe a favore dell’Equal Rights Emendament, l’emendamento alla costituzione degli Stati Uniti che avrebbe garantito la parità di genere formale, e le donne che erano contrarie. Ma più in generale, lo stereotipo della competizione femminile – specie se l’oggetto della contesa è l’attenzione di un uomo – ha radici antichissime.

Le donne che litigano hanno fatto la fortuna del cinema, della tv e più in generale della cultura pop. Che siano famose o perfette sconosciute in un reality show, il pubblico ama vedere due donne accapigliarsi e, se in alcuni casi la rivalità è autentica e ben documentata (come quella tra le attrici Bette Davis e Joan Crawford o tra Courtney Love e Madonna), in altri è alimentata dai media o del tutto inventata, come quella tra Britney Spears e Christina Aguilera negli anni ‘2000 o quella tra Jennifer Aniston e Angelina Jolie.

Spesso le catfight seguono un copione ben preciso: la brava ragazza, che ha il favore dei media, si scontra con la vampira dark, che viene invece demonizzata

Ma alla fine nessuna ne esce vincitrice: mentre le rivalità tra uomini sono spesso raccontate come competizioni fra “geni” o “artisti” dall’ego troppo ingombrante, quelle fra donne si alimentano di gossip, dispetti e meschinità che rovinano la reputazione di tutte le persone coinvolte.

Come scrive Jude Ellison Sady Doyle nel libro Spezzate. Perché ci piace quando le donne sbagliano (edizioni Tlon), le donne, anche quelle famose, non hanno il privilegio di dettare la propria narrazione di sé. Ed è proprio questo il motivo che le celebrità che hanno un forte controllo del modo in cui vogliono essere percepite danno così fastidio. Nel momento in cui sfuggono alle etichette e agli schemi, la società le punisce accelerando la loro distruzione. Se poi, nel mentre, le si può anche vedere litigare con un’altra donna, lo spettacolo è assicurato. Le catfight, vere o presunte, alimentano l’idea che una donna dalla personalità ingombrante o dal grande potere mediatico basta e avanza. Mentre anche al peggiore degli uomini è sempre offerta una possibilità di redenzione, si lascia che le donne si distruggano da sole. E quando non lo fanno, la rivalità può essere anche inventata.

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