
STEM Women Congress: donne, scienza e futuro si incontrano a Milano
- The Wom - Thursday, October 9, 2025
L’edizione 2025 dello STEM Women Congress si preannuncia come un grande racconto corale, dove scienziate, artiste, aziende e studenti si incontrano per costruire un nuovo immaginario femminile nel mondo della scienza e della tecnologia. La giornata si aprirà con la presentazione dei dati più recenti di ISTAT, arricchiti dal contributo di Shibumi e dalla survey di The Wom, “Donne, STEM e futuro”, che contribuirà a restituire un’immagine autentica delle aspirazioni, delle percezioni e dei desideri delle ragazze italiane di oggi. La giornata proseguirà con talk e panel tematici che spaziano dall’intelligenza artificiale alla creatività, dall’astrofisica all’arte.
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In occasione di questa importante tappa milanese, abbiamo incontrato Eva Díaz, fondatrice dello STEM Women Congress, per approfondire la visione alla base del progetto e le sfide di una rete internazionale che, dall’Europa alle Americhe, lavora per rendere la diversità un motore di innovazione e di cambiamento culturale.
L’edizione 2025 dello Stem Women Congress
Il 15 ottobre, le sale di Palazzo Castiglioni si apriranno per accogliere la seconda edizione italiana dello STEM Women Congress, in una giornata che unisce dati, riflessioni e storie di ispirazione. L’appuntamento si apre con la presentazione dei dati più recenti di ISTAT, arricchiti dal contributo sul sentiment online di Shibumi e dai risultati della survey “Donne, STEM e futuro” realizzata da The Wom, media partner dell’evento. Un’indagine che esplora aspettative, percezioni e desideri delle ragazze italiane di oggi, restituendo una fotografia autentica di come le nuove generazioni guardano alla scienza, alla tecnologia e alle opportunità del futuro.
A seguire, il primo panel della giornata, “Vissi d’arte e di scienza”, metterà in dialogo artiste e scienziate sul tema dell’immaginazione come ponte fra mondi diversi. Tra le protagoniste, Stefania Bruni, neuroscienziata di Fem Digital, che mostrerà come le tecnologie neuro-cognitive possano diventare strumenti di apprendimento e di empowerment femminile.
Il secondo panel, “Intelligenza artificiale o ipnosi culturale?”, moderato da Valentina Lonati di The Wom, offrirà uno sguardo critico e multidisciplinare su un tema centrale del nostro tempo: l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’educazione e sulla cultura. Al dibattito parteciperanno esperte, divulgatrici e accademiche, tra cui Giorgia Fumo, Alessia Rizzo, Gloria Puppi e Lorenza Carimali.
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Nel pomeriggio, il focus si sposterà verso l’esplorazione e la ricerca con “Dagli abissi alle stelle e ritorno”, un panel che vedrà sul palco figure come Amalia Ercoli Finzi, pioniera dell’astrofisica, la figlia Elvina Finzi, e Francesca Sanna, che illustrerà il progetto di sonificazione delle stelle, un affascinante incontro tra scienza e musica.
La giornata culminerà con “Step by STEM”, il panel dedicato interamente ai giovani: ragazze e ragazzi racconteranno le proprie esperienze personali, dimostrando come la passione per la scienza e la tecnologia possa davvero cambiare il percorso di una vita.
Non mancheranno momenti ispirazionali, come l’intervento di Tecnolaura, influencer seguitissima dalle giovanissime, e gli speech dedicati al futuro delle competenze, sostenuti dalle aziende partner dell’evento — tra cui IMCD, Autostrade e Siemens Health — che confermano il proprio impegno per la parità di genere nei settori STEM. La giornata sarà accompagnata dalla performance partecipativa dell’artista Giulia Caruso, che intreccia tecnologia e creatività per raccontare l’energia e la resilienza femminile, e si concluderà con la consegna degli Award alle donne, startup e aziende che si sono distinte nella promozione delle discipline STEM.
“Con il Congresso di Milano vogliamo andare oltre il semplice confronto: sarà un racconto fatto di voci diverse – scienziate, artiste, aziende e soprattutto giovani – che insieme ci mostreranno come le STEM possano e debbano essere terreno di ispirazione e di possibilità concrete per le nuove generazioni”, spiega Morena Rossi, responsabile contenuti di SWC 2025.
Laura Basili, presidente di STEM Women Congress Italia aggiunge: “Questa tappa rappresenta il momento più significativo dell’edizione 2025: non solo perché porta sul palco ospiti di altissimo livello, ma soprattutto perché restituisce voce ai ragazzi e alle ragazze che abbiamo incontrato durante le tappe locali. Sono loro il cuore di questo percorso: è a loro che vogliamo offrire ispirazione e modelli positivi, affinché possano sentirsi liberi di scegliere le STEM come terreno di futuro.”
Una giornata che, più che un congresso, sarà un’esperienza corale, un intreccio di linguaggi e generazioni che guarda avanti, per costruire — passo dopo passo — un nuovo genere di futuro.
Eva Díaz, founder & CEO Stem Women Congress, ci racconta com’è nato questo importante evento.
Intervista a Eva Díaz, fondatrice e CEO STEM Women Congress
Il suo percorso professionale è iniziato nel giornalismo e nel marketing, per poi condurla alla creazione di un’iniziativa globale come lo STEM Women Congress. Quali sono stati i momenti o le esperienze decisive che l’hanno spinta in questa direzione?
Ho sempre creduto che la comunicazione abbia il potere di trasformare la realtà. La mia formazione nel giornalismo e nel marketing mi ha fornito gli strumenti per raccontare storie, connettere le persone e costruire comunità. Ho iniziato la mia carriera professionale presso l’Associazione degli Ingegneri della Catalogna, un’istituzione che riunisce quasi undicimila professionisti, dove mi sono occupata di rafforzarne il posizionamento pubblico e di avvicinare l’ingegneria alla società. È lì che ho scoperto quanto fosse affascinante questo mondo, chiedendomi: “Perché non l’ho studiato anch’io?”.
Allo stesso tempo, mi sono resa conto di quanto poche donne intraprendessero questi percorsi di studio, e ancora meno raggiungessero ruoli di responsabilità. Quando poi mi sono trasferita all’estero e ho affrontato le sfide legate all’essere un’immigrata, ho sperimentato in prima persona cosa significhi sentirsi invisibili. Quell’esperienza mi ha portata a riflettere su quante donne nelle STEM vivano la stessa condizione: professioniste brillanti, spesso trascurate o sottovalutate. Il punto di svolta è arrivato quando ho capito che il problema non era la mancanza di talento, ma di visibilità, di dati e di modelli di riferimento. Da questa consapevolezza è nata l’idea dello STEM Women Congress: creare uno spazio in cui le donne nelle discipline STEM non siano solo presenti, ma anche visibili, riconosciute e celebrate.
Oggi lo STEM Women Congress ha una dimensione internazionale, con una presenza attiva in Europa e nelle Americhe. Qual è stata la sfida più grande nel portare avanti il progetto in contesti culturali così diversi?
Ogni Paese ha un proprio modo di intendere la diversità e la parità di genere. In alcuni luoghi il dibattito è molto avanzato, in altri rappresenta ancora un tema delicato, talvolta scomodo. La sfida più grande è stata adattare il Congresso ai diversi contesti locali senza perdere la nostra visione globale. Per questo lavoriamo sempre con partner del territorio, che ci aiutano a tradurre l’essenza del progetto nella loro realtà.
Ciò che accomuna tutti questi contesti è l’urgenza: ovunque le ragazze hanno bisogno di modelli di riferimento, le aziende hanno bisogno di talenti diversi, e le società hanno bisogno di innovazione. Trovare un equilibrio tra identità locale e ambizione globale è impegnativo, ma è anche ciò che rende il Congresso così potente e significativo.
Molte giovani donne che sognano una carriera nelle materie STEM si sentono scoraggiate dagli stereotipi e dalla mancanza di modelli femminili. Che messaggio vorrebbe rivolgere a chi si trova oggi a questo bivio?
Direi loro di non permettere a nessuno di definire i propri limiti. Le STEM non riguardano solo scienza, tecnologia, ingegneria o matematica: parlano di creatività, di capacità di risolvere problemi e di costruire il futuro. Se sentite quella scintilla di curiosità, seguitela, anche se il mondo vi dice il contrario. E ricordate: non siete sole. Esiste una comunità globale di donne che hanno già percorso questa strada, e le loro storie dimostrano che è possibile.
Il mio consiglio è di cercare modelli, mentori e reti di sostegno: a volte basta vedere qualcuno riuscire, per credere di potercela fare anche voi.
Questa edizione italiana dello STEM Women Congress rappresenta una tappa importante. Quali sono le sue aspettative e i principali obiettivi per l’Italia?
L’Italia vanta un patrimonio straordinario in termini di scienza, arte e innovazione, ma le donne restano ancora sottorappresentate nei settori STEM. Con questa prima edizione, il mio obiettivo è aprire un dialogo nazionale, mettere in rete l’ecosistema e dare visibilità alle tante professioniste italiane che già oggi ricoprono ruoli di leadership in questi ambiti.
Presenteremo inoltre il primo STEM Women Annual Report Italy, un lavoro pionieristico di raccolta dati e analisi che, siamo convinti, potrà cambiare il modo in cui il Paese affronta il divario di genere nelle discipline STEM. I numeri hanno il potere di rendere visibile ciò che è invisibile, e da quella visibilità può nascere una trasformazione reale.
Mi auguro che il Congresso diventi un punto d’incontro in cui aziende, istituzioni, scuole e associazioni possano unire gli sforzi per costruire un percorso più solido per le ragazze e le donne nelle STEM. In fondo, condividiamo tutti la stessa responsabilità: creare oggi il futuro che le prossime generazioni meritano. Ed è proprio per questo che portiamo lo STEM Women Congress in Italia: perché il futuro non può aspettare — e solo insieme possiamo costruirlo.
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