Perché dovremmo interessarci al miglioramento dello strato di ozono (e anche ai suoi risvolti)

- The Wom - Wednesday, September 10, 2025
Negli ultimi anni gli scienziati hanno registrato un miglioramento dello strato di ozono e questa “guarigione” è stata il risultato di politiche mirate e globali volte a risolvere il problema. Eppure, è presto per cantar vittoria. Infatti sebbene, agisca effettivamente come scudo naturale dalle radiazioni ultraviolette, c’è un risvolto importante da non sottovalutare. Ecco quale

Secondo una ricerca pubblicata su Atmospheric Chemistry and Physics il ripristino dello strato di ozono potrebbe aumentare il riscaldamento globale fino al 40% in più rispetto alle previsioni iniziali. Chiaramente non è un buon segno! Oggi proveremo a capire meglio la situazione e a sciogliere qualche lecito dubbio.

Perché l’ozono è così importante

Ma prima di procedere, cos’è e come funziona l’ozono? Lo strato d’ozono è una parte dell’atmosfera che si trova in una zona detta stratosfera, tra i 15 e i 35 chilometri sopra la Terra, e contiene una concentrazione elevata di ozono (O₃). Come si può intuire da “O₃” l’ozono è una molecola formata da tre atomi di ossigeno, ed è molto più reattiva e instabile rispetto all’ossigeno che respiriamo (O₂). Si tratta di una molecola che vicino al suolo può diventare dannosa, ma in quota è fondamentale: assorbe infatti le radiazioni ultraviolette più pericolose provenienti dal Sole, in particolare i raggi UVB e UVC. Questo avviene attraverso un ciclo continuo di formazione e distruzione, che prende il nome di Ciclo di Chapman.

Le radiazioni ultraviolette spezzano le molecole di ossigeno (O₂) liberando atomi singoli, che si combinano con altre molecole di ossigeno formando ozono (O₃). Quando l’ozono assorbe la radiazione UV, si rompe nuovamente, tornando ossigeno molecolare e atomi liberi pronti a ricombinarsi. Questo equilibrio dinamico crea una sorta di “coperta protettiva” che riduce l’impatto dei raggi UV sulla superficie terrestre, rendendo possibile la vita così come la conosciamo.

I risvolti del ripristino dello strato di ozono

Come è possibile che un fenomeno positivo possa avere conseguenze così complesse? La spiegazione è nei modelli climatici: l’ozono, oltre a proteggerci dai raggi UV, è anche un gas serra. Gli studiosi hanno simulato l’evoluzione dell’atmosfera entro il 2050 e hanno scoperto due fattori principali che contribuiscono al surriscaldamento:

  • Ripristino dell’ozono nella stratosfera, che intrappola più calore.
  • Accumulo di precursori dell’ozono negli strati più bassi dell’atmosfera, generati da attività umane

Secondo Bill Collins, docente dell’Università di Reading, “i Paesi stanno facendo la cosa giusta vietando le sostanze che distruggono l’ozono”. Per completezza, il Protocollo di Montreal del 1989 ha vietato i Cfc e gli Hcfc ma, continua il professore, “dobbiamo tenere conto che questo recupero porterà a un riscaldamento maggiore di quanto pensassimo”.

Perché dobbiamo comunque proteggere l’ozono

Quindi? che fare? La buona notizia è che proteggere lo strato di ozono rimane fondamentale. Senza di esso, saremmo molto più esposti a malattie della pelle, problemi agli occhi e gravi danni agli ecosistemi. Allo stesso tempo però, non abbiamo scelta e dobbiamo ripensare le strategie contro il cambiamento climatico.

I modelli attuali potrebbero sottostimare l’impatto del risanamento dell’ozono e non considerare il suo reale effetto sull’aumento della temperatura media globale che, sappiamo bene, ha gravissime conseguenze sulle nostre vite. Tra qualche mese si terrà a Belem la prossima COP sul clima, il trentesimo evento che raccoglie scienziati, delegazioni, capi di stato e aziende per discutere di clima e politiche di adattamento a un inevitabile futuro che è molto diverso da come lo avevamo immaginato.

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