“She Built That”: anche le bambine possono costruire. Intervista a Giulia Stabile

- The Wom - Tuesday, July 1, 2025
Esiste una cosa che ho imparato crescendo: costruire non è solo una questione di mani, ma di visione, di coraggio, di possibilità. E troppo spesso, alle bambine, e poi alle donne, viene insegnato che certi sogni hanno dei limiti, che certi mattoncini non sono fatti per loro. Io l’ho vissuto sulla mia pelle: quando il mondo ti guarda con un pregiudizio, ti fa sentire piccola anche se dentro sei un vulcano. Ma poi cresci, e capisci che il problema non sei tu: è la misura con cui la società definisce cosa puoi o non puoi fare. E allora oggi, da donna, da professionista e da persona che ha fatto della propria diversità una forza, non posso che emozionarmi davanti a una campagna come “She Built That” del Gruppo LEGO. Perché finalmente si parla alle bambine, e si dice loro: tu puoi costruire. Tutto. Anche il futuro. E così, mattoncino dopo mattoncino, la narrazione si ribalta

Costruire è creare, immaginare, rompere barriere. È ciò che fanno ogni giorno migliaia di bambine, donne, madri, artiste, professioniste, ed è ciò che racconta il Gruppo LEGO, con una rivisitazione femminista ed energica dello storico brano “It’s Like That” dei Run D.M.C., trasformato oggi in “She Built That”.

Nel video musicale, una crew internazionale di giovani artiste della Gen Z e Gen Alpha – come la DJ Livia e la batterista Nandi Bushell, prende letteralmente in mano la scena, dimostrando che costruire non è una questione di genere, ma di immaginazione.

E in Italia? Il volto scelto per questa missione è quello dolcissimo e determinato di Giulia Stabile.

Giulia Stabile, l’ambassador italiana che ci rappresenta tutte

Classe 2002, ballerina, performer, amatissima dalle nuove generazioni (e non solo), Giulia è molto più che una professionista di talento. È una ragazza che ha fatto della fragilità una forza, e proprio per questo è la scelta perfetta per questa campagna.

Durante il lancio ufficiale italiano, Giulia ha incontrato un gruppo di bambine. Ha raccontato di sé, delle sue insicurezze, del coraggio che ha dovuto trovare per salire su un palco e sentirsi “abbastanza”. Ha detto loro, senza filtri, che sì: anche quando ti dicono che non puoi farcela, tu puoi. Che ogni sogno si costruisce mattoncino dopo mattoncino. E che essere ragazze non è mai un limite, ma una spinta a fare meglio, più forte, più vero.

Giulia Stabile

Nel video che accompagna la campagna, la vediamo danzare sulle note di “She Built That” con una coreografia che unisce immaginazione, libertà e forza. Ed è impossibile non emozionarsi.

Una ricerca che fa riflettere: i dati sugli stereotipi di genere

La campagna ha fatto seguito a un’indagine globale commissionata da LEGO su oltre 32.000 persone in 21 Paesi. I dati emersi sono stati illuminanti:

  • Il 39% dei bambini associa la parola “costruttore” a “un uomo in un cantiere”;
  • Il 70% delle bambine non si considera brava a costruire;
  • Solo il 57% delle mamme si definisce capace in quest’ambito, rispetto al 68% dei papà;
  • Ma il 92% dei bambini crede che tutti dovrebbero sentirsi in grado di costruire;
  • E l’86% è convinto che stimolare la creatività da piccoli possa cambiare il mondo.

Numeri che fanno male. Perché raccontano un mondo ancora filtrato da schemi antichi. Eppure, lo stesso studio dice che il 92% dei bambini è convinto che tutti dovrebbero sentirsi in grado di costruire. E allora, se lo dicono loro, ascoltiamoli. Facciamolo per davvero.

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Scrivendo queste righe, ripenso a tutte le volte in cui ho visto ragazze brillanti mettere in dubbio le proprie capacità solo perché qualcuno, magari con leggerezza, ha detto loro che non erano “portate”. A tutte le madri che si definiscono “non brave a costruire”, anche se ogni giorno tengono in piedi intere famiglie. A tutte le bambine che smettono di sognare perché nessuno ha detto loro che potevano farlo.

LEGO oggi ci ricorda che costruire è un atto creativo, inclusivo, profondo. E che ogni persona – con le sue mani, le sue idee, il suo corpo, il suo vissuto – può essere una costruttrice. Anzi: lo è già.

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INTERVISTA A GIULIA STABILE

Giulia, sei la testimonial italiana della campagna “She Built That”. Cosa ti ha emozionato di più di questo progetto? 

Essere scelta è stato super emozionante! Mi ha colpito tantissimo l’idea di celebrare le ragazze che “costruiscono” il proprio futuro con passione, impegno e libertà. È bello sentirsi parte di un messaggio così positivo, soprattutto per le bambine che, magari, come me qualche anno fa, hanno tanti sogni ma anche un po’ di paura di non farcela. Vedere che oggi posso ispirare qualcun’altra è una cosa che mi riempie il cuore.

Da piccola hai mai pensato che “costruire” non fosse una cosa da “bambine”? 

No, sinceramente non l’ho mai pensato. E credo sia sbagliato anche solo fare questa distinzione. Sono cresciuta con una mamma che mi ha sempre fatto sentire libera di essere me stessa, di seguire le mie passioni senza pensare a cosa “dovrebbe” fare una bambina o un bambino. Costruire, creare, sognare… sono cose di tutti, e ognuno ha il diritto di farlo a modo suo.

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Qual è il “mattoncino” più importante che hai messo nella tua carriera fino a oggi? 

Sicuramente l’onestà. In tutto quello che faccio, che sia ballare, parlare, o semplicemente essere me stessa in TV, cerco sempre di rimanere vera. È il mattoncino che tiene insieme tutto il resto. Anche nei momenti difficili, penso che essere autentici ti aiuti a costruire qualcosa di solido, che dura.

Quando pensi alla te bambina, cosa le diresti oggi? 

Le direi di non smettere mai di credere in sé stessa, anche quando sembra difficile, anche quando si sente diversa. Le direi che quella sua sensibilità, quella voglia di ballare e di esprimersi, diventeranno la sua forza.

E per il futuro, quali sono i tuoi sogni da costruire?

Sogno di continuare a fare quello che amo, restando sempre vera. Vorrei crescere, imparare ancora tanto e vivere nuove esperienze che mi facciano emozionare, come succede ogni volta che salgo su un palco.

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