Un calcio al potere: gioco e lotta sociale

Eleuthera - libri per una cultura libertaria - Thursday, April 24, 2025

L’idea che calcio e politica non possano o non debbano mescolarsi è sempre stata una comoda assurdità. Al contrario, Kuhn ci mostra come essi si scontrino e si influenzino continuamente: dalla lettera del Sub Comandante Marcos a Massimo Moratti al coinvolgimento delle tifoserie nei movimenti di protesta durante le primavere arabe, dallo scandalo che ha travolto la FIFA nel 2015 allo sciopero della nazionale di calcio femminile danese nel 2017.

Il calcio è ormai diventato un’industria dal fatturato multimiliardario. Professionalizzazione e commercializzazione sono la cifra della sua immagine nel mondo. Eppure, questo gioco conserva un’anima ribelle, forse più di qualsiasi altro sport il cui destino è stato quello di essere cooptato da affaristi e politici corrotti. Dalle origini nell’Inghilterra operaia di metà Ottocento fino ad arrivare alle svariate forme di protesta politica dei giorni nostri, sia da parte dei giocatori sia da parte dei tifosi, l’idea del calcio come “gioco del popolo” è stata infatti mantenuta viva da molti individui, squadre e intere comunità. Kuhn non solo ripercorre l’emozionante storia di questa epopea dal basso, ma si confronta con quelle critiche che vengono spesso rivolte al calcio quando lo si interroga dal punto di vista dell’emancipazione, come l’incitamento al nazionalismo e alla competizione o la commistione con ambienti di destra. E al tempo stesso esplora gli approcci e le prospettive alternative, esempi pratici di un calcio egualitario e autorganizzato. Un inno a tutti coloro che ai mega stadi e alle dirette televisive preferiscono la gioia di giocare assieme nei vicoli e nei campi fangosi.