Miniere che invadono foreste, condizioni di lavoro infernali, minerali estratti
in aree di conflitto per nutrire le industrie militari e dell’elettronica
Fra i cinque punti del Piano per la pace nella Repubblica democratica del Congo
(Rdc), diffuso giorni fa da Denis Mukwege, chirurgo e premio Nobel, c’è la
riforma strutturale delle catene di approvvigionamento dei minerali in tutto il
paese. Non è un caso: il conflitto multiforme che da decenni tormenta
soprattutto la regione orientale del Kivu viene alimentato dagli appetiti per le
ricchezze del sottosuolo. Un sistema mortale di sfruttamento che giova ai
circuiti commerciali internazionali: i minerali congolesi sono indispensabili
per la rivoluzione tecnologica mondiale – anche militare.
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