Sono partita con l’intento preciso di tagliare il cordone ombelicale con tutto
ciò che significhi, dentro di me e fuori, paese. Per non essere appunto come
quei pescatori nazionalisti di Francia, che continuano a vantare come secondo
lago più grande della nazione quella pozza salmastra dell’Etang de Thau in cui
gettano gli ami senza tirar su granché.