Libri e musica protagonisti nella puntata di venerdì 30 maggio in diretta dalle
12 con Ludovica Valori: ospiti la scrittrice e giornalista Annalisa Venditti con
la nuova edizione del suo libro Andrea Baroni, il cavaliere delle rose e delle
nuvole (Giunti, 2024) e le cantautrici Alice Olivari e Cassandra Raffaele con le
loro nuove uscite, rispettivamente Muri Rosa Cuore Nero e Polaroid.
Il Generale Andrea Baroni, che in molti ricordano come uno dei più famosi
meteorologi televisivi, ha aperto la cassaforte dei suoi ricordi a una
giornalista da anni impegnata nello studio della vicenda degli IMI, i militari
italiani internati nei lager tedeschi dopo l’8 settembre 1943. Due generazioni a
confronto sedute al banco della Storia: le dividevano infatti sessant’anni, ma
le accomunavano una grande affinità e la passione per i colpi di scena della
vita. Per la prima volta nella sua vita, durante l’intervista con l’autrice,
Andrea Baroni ha messo nero su bianco i ricordi della prigionia in Germania e i
fatti che, come in un romanzo, determinarono il suo rientro in Patria. È un
diario successivo alla guerra, riemerso dalla mente di un uomo di oltre
novant’anni: una narrazione strutturata, ricca di particolari a tratti
cinematografici. Questo libro è la storia di una ricerca, lo scavo per
un’indagine che non si è conclusa con la sua prima pubblicazione. I risultati
successivi vengono qui presentati per la prima volta. Emergono le tracce
indelebili di un passato recente, impresso nella piastrina di metallo del lager,
nei documenti rinvenuti in una cartella “dimenticata” per decenni e negli
oggetti ricevuti in dono dal sorriso di una donna, quando la vita trasformò
Andrea Baroni nel “Cavaliere delle rose”.
Annalisa Venditti
Annalisa Venditti (Roma, 1977) si laurea in Lettere con una tesi in Archeologia
e Storia dell’Arte greca e romana. Giornalista, scrittrice e autore tv, lavora
nel programma Chi l’ha visto? in onda su Rai 3. Si occupa da anni di cronaca
nera, giudiziaria e omicidi irrisolti. Nell’estate del 2016 firma, come
coideatore e autore, il programma di Rai 3 Vertigo. Gli abissi dell’anima. Tra
le sue pubblicazioni, L’albero di Millì, una favola noir di Natale, e Andrea
Baroni. Il cavaliere delle rose e delle nuvole, biografia del celebre
meteorologo televisivo. Con dei Merangoli ha pubblicato Donne Perse(phone),
testo teatrale contro la violenza di genere in scena dal 2016, e i due romanzi
gialli Il giorno dell’Assoluzione (2016) e Delitto all’Home Restaurant (2020),
le prime avventure dell’affascinante capitano Giovanni Borgia. [Bio in
aggiornamento]
Alice Olivari
Muri Rosa Cuore Nero è un album introspettivo, che esplora i luoghi più
profondi della mente in un viaggio che parte dal tunnel oscuro di sé, passando
dalla ricerca continua della giustizia e della serenità, fino alla luce.“Da
sempre cerco di sensibilizzare le persone con la mia musica”. Così nasce l’idea
del tour di promozione dell’album che comprenderà 18 date in tutta Italia, da
nord a sud. La data zero si terrà il 13 aprile a Brescia al Brixia Forum, al
Chimera Veg Fest e a seguire ci sarà la prima data, il 3 maggio, presso il
locale Carmen Town di Brescia. Dal 16 maggio partirà il tour itinerante a
sostegno di 21 santuari di animali liberi che si concluderà l’8 giugno allo
Spazio Illich a Brescia. Il tour, in collaborazione con tutti i santuari, ha lo
scopo di promuovere il progetto artistico della cantautrice, ma anche quello di
far scoprire a più persone possibili le realtà dei santuari e di supportarli
economicamente. Gli eventi si svolgeranno all’interno dei santuari dove è
possibile, oppure in location pensate ad hoc. Ogni evento è organizzato
singolarmente. Non mancherà la visita al santuario per conoscere gli animali e
un momento di convivialità con cibo vegan. “Io e il mio team lavoriamo a questo
progetto da parecchi mesi e quando abbiamo cominciato a proporre l’iniziativa
abbiamo visto fin da subito molto entusiasmo e disponibilità da parte dei
gestori dei santuari. Per me è un sogno che si realizza.”
Alice Olivari
Cantautrice bresciana classe 1993, è un’artista dalla personalità poliedrica
con l’urgenza di raccontare l’esplorazione dell’essere nella sua profondità e
complessità. Con grinta e malinconia, entusiasmo e dolore, nei suoi testi sono
spesso trattate tematiche sociali riguardanti l’essere umano, gli animali e
l’ambiente con l’intento di sensibilizzare e non smette di raccontare quanto un
mondo migliore sia possibile. Si avvicina al mondo della musica all’età di 18
anni e, dopo aver studiato da diversi insegnanti di canto, si trasferisce a
Milano diplomandosi all’accademia M.A.S. a giugno 2017. Nel 2019 partecipa a The
Voice Of Italy su Rai 2 ottenendo in pochi giorni dalla pubblicazione più di un
milione di views su YouTube. Nel 2021 partecipa ad X-Factor Romania raggiungendo
i Bootcamp. Nel 2023 si esibisce imitando Lady Gaga a Tali e Quali su Rai 1. Nel
2019 pubblica il suo primo singolo Ora Tocca A Me su tutti i digital store,
seguito da Tornare Indietro nel 2020. Nel 2022 pubblica i singoli Fake, Mappe e
Indelebile e nel 2023 Neurone, Volo e Cuori Liberi. Nel 2024 pubblica Buio, Blu
e Utopia, tre singoli estratti dal suo primo concept album Muri Rosa Cuore Nero
uscito ad aprile 2025.
Cassandra Raffaele
“La cosa più emotiva per un essere umano è il ricordo. Più cresci e più ne
accumuli.
Momenti per cui sei stato in estasi o hai sofferto come un cane.
Ma il ricordo è magico, perché una roba tutta tua e dura quanto vuoi.
POLAROID è il titolo della mia nuova canzone, la storia di un ricordo, come
ieri, come oggi”.
“Una traccia che nella sua brevità incuriosisce e stimola l’attenzione in vista
dei futuri sviluppi: il clic della “Polaroid” di Cassandra Raffaele rivela uno
scatto ben messo a fuoco”. (Rockit).
Cassandra Raffaele (Vittoria, 5 luglio 1975) è una cantautrice italiana. Ha
raggiunto la notorietà durante la sua partecipazione a X Factor. È definita La
Cantora indipendente. Si è avvicinata alla musica prima come batterista,
suonando in diversi gruppi musicali durante gli anni del liceo, e poi come
cantante, prevalentemente di musica soul e blues, esibendosi fin dalla fine
degli anni novanta.La sua prima apparizione a livello nazionale risale al 2003,
quando il brano Squeeze Me, inciso con i produttori dance pop The Family FX,
viene inserito nella compilation del Festivalbar uscita durante l’estate.
Nel 2010 ha partecipato ai provini per la quarta edizione di X Factor, entrando
nella categoria “Over 25” guidata da Elio. Dopo la trasmissione ha pubblicato un
singolo, prodotto da Mara Maionchi e Alberto Salerno, dal titolo Cipria e
rossetto, seguito da un altro brano, Da sola. Nel 2012 è uscito un nuovo
singolo, Your Lady, disponibile gratuitamente sul suo sito Internet ufficiale,
che ha anticipato un tour da lei ideato dal titolo Buzz tour. Nello stesso anno,
si è laureata con 110 e lode in Tecniche Neurofisiopatologiche, nella facoltà di
Medicina e Chirurgia. Nel 2013 ha vinto il premio Musicultura con il brano Le
mie valigie, mentre l’anno successivo è stato segnato dalla pubblicazione del
suo primo album, La valigia con le scarpe, pubblicato da Leave Music e
distribuito dalla Universal. Il disco ha ricevuto la candidatura per la Targa
Tenco del 2014 nella sezione Miglior Opera Prima.
Il secondo album, Chagall, è uscito il 30 ottobre 2015 sempre con Leave Music,
distribuito da Sony Music, e contiene collaborazioni con Elio (in Meditazione),
Brunori Sas (La sirena e il marinaio) e con l’artista francese Nico & the Red
Shoes. Il primo estratto è stato la canzone Cane che abbaia morde.
Il terzo album Camera Oslo è uscito il 27 maggio 2022 in cd, digitale e vinile
per L’Amor Mio Non Muore/261 Records con distribuzione Garrincha Dischi:
totalmente scritto da Cassandra con la produzione artistica di Roberto Villa,
contiene dieci tracce con un omaggio strumentale a Ennio Morricone. Registrato a
Forlì e masterizzato da James DeMain (Robert Plant, Elton John, Bob Seger) allo
Yes Master Studios di Nashville negli Stati Uniti, è stato anticipato dai
singoli Sarà successo, La mia anarchia ama te, Lady Jane X sempre, Antidoto e
Giovanna. [Fonte: Wikipedia]
VALORI IN CORSO con Ludovica Valori
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con Ludovica Valori del 30/5/25 first appeared on Radio Città Aperta.
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Ospiti della puntata di venerdì 23 maggio in diretta dalle 12 con Ludovica
Valori la “libraia felice” Monica Maggi e Marta Perrotta autrice del libro
Pioniere dell’etere – Dieci donne che hanno fatto la radio in Italia (Carocci
Editore, 2025).
Nei suoi 66 anni abbondanti Monica Maggi ha vissuto molte vite: «Sono stata
giornalista; docente a scuola; addetta stampa per un sexy shop. Ho scritto
contenuti legati al sesso per il settimanale L’Espresso andando a scegliere le
novità direttamente alla fiera del libro di Francoforte. Ho condotto un
programma radiofonico. Ho allenato gli ospiti di una casa di riposo a usare il
pc. Ho insegnato tecniche di scrittura all’Università della terza età. Negli
ultimi progetti c’è anche la direzione artistica della biblioteca di Sacrofano e
una scuola di italiano per le mamme straniere, Onda poetica (lettura di poesia
contro la guerra).
Tra i banchi del mercato del Tufello, nel terzo municipio della Capitale, ogni
sabato mattina accanto a verdura e frutta si vendono – anzi, si regalano –
libri. A rendere possibile questa insolita “vendita” è lei, Monica Maggi meglio
nota come la “libraia felice”, colei che regala libri e regala una nuova vita ai
libri.
Dal 2013, infatti, con la sua associazione “Libra” porta avanti l’attività di
bookcrossing all’interno dei mercati rionali. «In quell’anno – racconta – dopo
aver chiuso la mia libreria con migliaia di debiti sospesi, ho capito che la
lettura è pane, respiro e vita. Ma spesso succede che questi bisogni necessari
siano negati a molti. Ho pensato “raccolgo tutto quello che molti buttano per
tanti motivi e lo offro a chi non ha i mezzi”. Vorrei che tutti leggessero, non
per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo», ripete
spesso citando Gianni Rodari. (da Artapartofculture.net)
Hanno dato voce all’Italia quando la radio era il mezzo di comunicazione più
potente e innovativo. Hanno scritto, diretto, raccontato, informato. Le donne
hanno sempre fatto parte dell’industria della radio, ma la loro importanza non è
mai stata sottolineata adeguatamente. Il volume presenta dieci figure femminili
– conduttrici, autrici, giornaliste, funzionarie – che hanno segnato la storia
della radio in Italia: donne rimaste nell’ombra ma che hanno abbattuto
pregiudizi, conquistato le onde sonore e cambiato il volto della radiofonia,
entrando con programmi indimenticabili nel cuore di chi ascoltava e dimostrando
che la voce delle donne può davvero fare la differenza. Ne riscopre le carriere
e l’impatto sul mondo dell’informazione, intrecciando vicende personali con
l’evoluzione di un medium che ha trasformato il modo di comunicare.
Marta Perrotta
È professoressa associata di Radio, TV e media digitali all’Università Roma Tre.
Coordina il network Donne in onda ed è tra i partner fondatori di WePod, un
progetto Europa Creativa (sezione Jour-part), finanziato dalla Commissione
Europea, che ha preso il via nel settembre 2023 e che sostiene le coproduzioni
europee di podcast giornalistici, studiando al contempo i modelli esistenti di
partnership transfrontaliere nel settore dei podcast.
Nel biennio 2007-2009 è stata assegnista di ricerca del Dipartimento
Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, nell’ambito del progetto di
ricerca “Evoluzione e circolazione internazionale dei format televisivi”.
Nell’aprile 2007 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Comunicazione e Nuove
Tecnologie (XIX ciclo) dell’Università IULM di Milano, discutendo una tesi
sull’estetica del format tv e sulle dinamiche di produzione televisiva di un
reality tra modelli globali e adattamenti locali. Nel winter semester dell’anno
accademico 2005-06 è stata visiting student presso il Dipartimento di
Giornalismo, Media e Comunicazione (JMK) della Stockholm Universitet e ha svolto
ricerca presso la Strix, format devisor del reality game La Fattoria.
Tra i suoi interessi di ricerca, i television studies, i radio studies, gender &
media studies, production studies, storia della radio e della tv, studi sul
podcasting e sul digital audio.
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Ludovica Valori del 23/5/25 first appeared on Radio Città Aperta.
Arte e musica nella puntata di Valori in Corso di venerdì 16 maggio in diretta
dalle 12 con Ludovica Valori: Ospiti Serenella Di Marco, responsabile
dell’Ufficio Mostre e dei Servizi Educativi di Palazzo Merulana, e Lorenzo
Monguzzi dei Mercanti di Liquore con il nuovo album Non ci troverete mai.
OPEN MERULANA 2025: esperienze, voci ed espressioni del Museo Gentile
Palazzo Merulana, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, gestito e
valorizzato da Coopculture, presenta OPEN MERULANA 2025: esperienze, voci ed
espressioni del Museo Gentile, una manifestazione dedicata all’accessibilità
museale in tutte le sue forme e dedicata a tutti i pubblici protagonisti del
museo della contemporaneità.
Palazzo Merulana intende festeggiare il settimo anno dalla sua apertura,
attraverso una rassegna multidisciplinare che mette al centro la missione
principale del museo: essere un luogo della cultura accessibile e capace di
accogliere tutti i suoi pubblici.
Frutto di un lavoro di ricerca che è culminato con il progetto OPEN MERULANA –
Buone pratiche per la creazione del Museo Gentile, finanziato dal Ministero
della Cultura attraverso l’Avviso pubblico per proposte di intervento per la
rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali dei musei e luoghi
della cultura pubblici non appartenenti al MiC – M1C3 Investimento 1.2
nell’ambito del PNRR, NextGenerationEU, dichiarato buona pratica di eccellenza
da parte della Regione Lazio nel 2024, OPEN MERULANA 2025 intende offrire una
panoramica delle modalità di fruizione del museo come luogo di partecipazione
attiva e promotore di esperienze di crescita personale e collettiva, di
confronto e scambio culturale, all’interno del tessuto sociale.
Quest’anno Palazzo Merulana dedica un programma intero dedicato
all’accessibilità museale in diverse modalità espressive il 16, il 17 e il 18
maggio 2025: in occasione della Giornata Mondiale di Sensibilizzazione
all’Accessibilità e della Giornata Internazionale dei Musei, tre giorni ricchi
di opportunità didattiche, di approfondimenti e di esperienze condivise.
Esce il 14 maggio Non ci troverete mai, il nuovo album di inediti dei Mercanti
di Liquore, anticipato il 5 maggio dal singolo Coltivare l’Ortica.
Un lavoro che già dal titolo è un manifesto di intenzioni, e le dieci tracce che
lo compongono ne sono la conferma. Sotto il profilo testuale, la band guidata da
Lorenzo Monguzzi non fa sconti a nessuno, rivendicando la propria identità e le
proprie scelte, il lato dal quale schierarsi, oggi più che mai; dal punto di
vista compositivo, la varietà di stili usati per raccontare le loro storie,
vanno da un robusto ed evoluto combat-folk al rock, a sapori latinoamericani,
fino ad episodi più intimi.
I Mercanti di Liquore, in quasi trent’anni di attività, hanno suonato molto più
dei dischi che hanno pubblicato: all’attivo hanno tre album di inediti più uno
in uscita; fra le incisioni anche due pubblicazioni realizzate insieme a Marco
Paolini, testimonianze sonore di altrettanti spettacoli teatrali, un disco live
e una lunga serie di concerti e spettacoli in tutta Italia.
Fin dagli esordi, il gruppo ha dichiarato il proprio debito nei confronti di
Fabrizio De André, fonte d’ispirazione non solo per il nome della band, ma anche
per buona parte della scaletta del loro primo album, Mai Paura (1999). Negli
anni, ha intrecciato il suo cammino con quello di Marco Paolini, collaborando
con lui sia in teatro che in studio, e contribuendo attivamente alla scrittura e
alla realizzazione di diversi spettacoli.
Dopo una lunga pausa dalle scene tornano nel 2021 con Lombardia, un 45 giri in
vinile per un progetto speciale legato a Emergency e alla pandemia Covid-19 a
cui partecipano quasi trenta artisti tra cui Edda, Giorgio Canali, Omar Pedrini,
elementi di Bandabardò, Punkreas, Ministri, Fast Animals and Slow Kids, Pinguini
Tattici Nucleari e molti altri.
Con una formazione aggiornata e uno spirito indomito, pubblicano nel 2025 un
nuovo album solido e carico di emozioni.
La migliore sintesi dei temi e dello spirito del nuovo album è nelle parole di
Monguzzi che afferma: “Non ci troverete mai” è la dichiarazione di appartenenza
ad un mondo e ad una cultura orgogliosamente marginale e periferica. Storia
vecchia ma sempre affascinante e irrinunciabile per chi in quella cultura ci è
nato e cresciuto.
Dichiarazione che diventa musica e parole e che rappresenta, nella storia del
nostro gruppo, un discorso da riprendere, dopo tanti anni di silenzio.
Nel frattempo la musica è cambiata, è cambiata la scena, forse persino l’Italia,
e allora tocca di cambiare anche a noi, che poi il cambiamento dovrebbe essere
l’unica costante nel lavoro di un artista. Ecco allora nuovi strumenti, nuove
mani per suonarli e nuovi mondi.
Siamo partiti dalla chitarra e poi ci siamo avventurati verso strumenti meno
familiari. Un lavoro che non sarà come molti se lo immaginano, e questa, per
quanto mi riguarda, è già una piccola vittoria.
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Creatività femminile a tutto tondo nella puntata di venerdì 9 maggio in diretta
dalle 12 con Ludovica Valori: in apertura la visual artist, vj e videomaker
Francesca Bonci ci parla del suo interessante percorso ricco di collaborazioni
internazionali. A seguire la cantautrice e polistrumentista romagnola Denise
Battaglia presenta il suo nuovo EP Il giullare.
Dice di sé Francesca Bonci:
“Sono un’artista visiva, vj e videomaker e lavoro principalmente in progetti
musicali internazionali indipendenti. I miei video sono visionari, altamente
emotitivi e completamente sperimentali. La mia sensibilità e apertura derivano
dalle mie origini Thailandesi da parte di madre e l’aver viaggiato tantissimo:
esperienze che mi hanno donato un modo di vedere le cose completamente
differente e unico. Anche, credo, negli elementi ricorrenti del mio lavoro
artistico.
Amo la musica visceralmente e ho cominciato a fare video per poter collaborare
con le band e aiutarle nella promozione della loro musica.
Ho cominciato, come molti, per gli amici e poi – grazie alla mia predisposizione
verso l’estero e l’avvento e lo sviluppo sempre più massiccio di internet – a
farmi conoscere da artisti di tutto il mondo grazie a video caricati in rete.
Ho realizzato moltissimi video, riuscendo sempre a non chiudermi dentro generi
specifici, mantenendo sempre uno stile personale, d’avanguardia e fuori da ogni
regola tradizionale, sperimentando sempre e crescendo ogni volta come artista e
a livello personale.
Con quasi tutte le band con cui ho lavorato ho creato collaborazioni durature e
ricorrenti.
A un certo punto ho cominciato a pensare che i video musicali finiti non mi
bastassero più, anche per la mia indole sperimentale e il mio approccio nella
creazione. Ho quindi cominciato a propormi con set visivi per spettacoli live e
esibendomi sia insieme a band sia come artista resident in piccoli festival di
arte e musica in giro per l’Europa. Molto anche nell’ambito della musica Post
rock che meglio si accordava con le mie visioni.
Poi è arrivata la pandemia e mi sono fermata per quello che riguarda i viaggi e
gli eventi dal vivo, ma ho cominciato ad avere bellissime esperienze lavorative
fino ad arrivare a collaborare in progetti più importanti e noti come ANIRUDDA
DAS (Dr.Das di Asian Dub Foundation) PETE INTERNATIONAL AIRPORT (Peter Holmstrom
dei Dandy Warhols), RACHEL GOSWELL di Slowdive, JAGZ KOONER, FEDERALE (Collin
Hegna di Brian Jonestown Massacre), TOMBSTONES in THEIR EYES, PHILIP PARFITT
(The Perfect Disaster).
Ho cominciato anche ad usare strumentazione analogica (come videosintetizzatori,
processori video, vecchi mixer per manipolare immagini in vecchie televisioni a
tubo catodico) nei miei lavori video inglobandoli nel setup digitale.
In questi anni seppur in remoto, ho curato molti set visivi per spettacoli live
di band e conto di tornare a farlo di persona e viaggiare che è la mia grande
passione dopo la musica e l’arte..
Continuo a portare avanti progetti piu’ indipendenti e a sperimentare
tantissimo, ho un mio progetto personale di improvvisazione visiva dove invito
musicisti o altri artisti in generale a sperimentare con me in un flusso
sognante simile ad un sogno lucido, che ho chiamato PURPLE MOON ONEIRONAUTS. Un
progetto che ha come scopo delle performance irripetibili e catartiche
itineranti dove il luogo di esibizione e le persone sia sul palco che fuori
siano coinvolte il piu’ possibile”.
Attualmente Francesca è impegnata in vari progetti sia per video musicali che
per set visivi, come il video per Philip Parfitt e una collaborazione con
Olivier Manchon (Ulan Bator) per il suo progetto PERMANENT FATAL ERROR.
Il giullare è il nuovo EP di Denise Battaglia, talentuosa cantautrice e
polistrumentista romagnola classe 1992, musicalmente attiva da più di 10 anni.
Composto da 3 brani e in uscita autoprodotto il 4 aprile 2025, l’EP anticipa il
primo atteso full length ufficiale dell’artista di Cesena che sarà pronto dopo
l’estate.
Impreziosito dallo splendido artwork di Arianna Battaglia, l’uscita de “Il
Giullare” è stata anticipata da quella dei due singoli di successo, “Arcobaleno
pizzichino” e “Bicchieri”, accompagnati entrambi da due splendidi videoclip
animati.
A parlarci della genesi del nuovo EP, a snocciolare un po’ di curiosità è la
stessa Denise:
“Il giullare è un disco felicemente libero. In questo Ep tolgo le maschere che
talvolta indosso, per fare emergere la parte più vulnerabile di me. Il tema
principale, come rappresentato da Arianna Battaglia in copertina, è l’intimo
confronto tra i due lati del mio volto spoglio da trucco e ornamenti. Il
Giullare contiene tre brani. “Quanti anni hai” è un dialogo tra il mio io e il
mio super io, nel quale emerge la continua dualità che mi abita. “Arcobaleno
pizzichino” è uno slancio al cielo in momenti cupi, mentre “Bicchieri” è un inno
alla lentezza in cui si gode a pieno della vita. Ciò che accomuna l’intero Ep è
la libertà compositiva e la completa assenza di regole “strutturali”. “Il
giullare” vuole essere uno “scherzo”, un disco giocoso, il primo di una serie
che pone lo sguardo sugli archetipi e le loro caratteristiche”.
Denise Battaglia
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Valori del 9/5/25 first appeared on Radio Città Aperta.
Solidarietà, cultura e impegno politico e sociale nella nuova puntata di Valori
in Corso di venerdì 18 aprile in diretta dalle 12 con Ludovica Valori.
Si parte con l’evento Canto di primavera per Paolo, evento collettivo che si
terrà al Teatro San Giustino di Roma sabato 26 aprile a sostegno dei progetti di
ARCS Solidarietà. A seguire Italo Poma, presidente dell’AICVAS (Associazione
Italiana Combattenti Volontari Antifascisti in Spagna) presenterà il suo nuovo
libro I fascisti tradirono l’Italia (DeriveApprodi, 2025) e in chiusura il
professor Simone Trecca presenterà le prossime date del festival Herencias,
quarta edizione della Rassegna di Teatro e Cultura Ispanica al Teatro Palladium
di Roma.
Massimo Cerbini, che presenterà la serata Canto di primavera per Paolo assieme
all’attore Paolo Pesce Nanna, e il baritono Pietro Spagnoli, ospite dell’evento
con altri artisti, saranno nostri ospiti in studio per presentare l’iniziativa,
giunta alla nona edizione.
Paolo Senni era un bravo musicista, che all’inizio della primavera di qualche
anno fa purtroppo ci ha lasciati prematuramente. Dopo qualche tempo è nata
l’esigenza di ricordarlo con qualcosa che potesse lasciare un segno, quindi
niente di meglio che attraverso la solidarietà e la musica. Per iniziativa dei
suoi amici più stretti, è nato così “Canto di Primavera”, uno spettacolo
musicale annuale per mantenere sempre vivo il suo ricordo facendo del bene.
Dalle prime edizioni alquanto modeste, l’iniziativa è arrivata così alla sua
nona edizione, acquisendo di anno in anno sempre più importanza, con grandi
ospiti e con una partecipazione di pubblico sempre maggiore, amici di Paolo
vecchi e nuovi.
Quest’anno il ricavato sarà devoluto all’ARCS, che si occupa di solidarietà e
cooperazione internazionale, volontariato ed educazione alla cittadinanza
globale, aiuto umanitario e accoglienza.
Pietro Spagnoli
Pietro Antonio Arcangelo Spagnoli è un baritono italiano.
Nato il 22 gennaio 1964, ha il suo primo contatto con il mondo del canto all’età
di otto anni, quando una conoscente di famiglia, il cui figlio faceva parte
della Cappella Musicale Pontificia, il coro personale del Papa, (all’epoca Paolo
VI), propose alla madre di fargli condividere questo percorso. Venne ascoltato
dall’insegnante di solfeggio cantare ‘O sole mio di Eduardo di Capua e
nonostante la sua naturale timidezza fece uscire una voce prepotente che colpì
molto i suoi ascoltatori, tra cui la stessa madre. Grazie a Padre Vittorio
Catena e Padre Raffaele Preite, ebbe la sua primissima formazione musicale
presso la scuola elementare e media dei “Pueri Cantores” secondo la più genuina
massima agostiniana in base alla quale “Chi canta prega due volte”. Dopo due
anni di studio, alla fine della quinta elementare, entrò ufficialmente nel coro,
costituito non solo da voci bianche, ma anche da adulti, tra i contralti.
Il primo concerto in pubblico al quale partecipa è stato nella città natale del
compositore rinascimentale Giovanni Pierluigi da Palestrina, del quale, in
quell’occasione, cantò “Tu es Petrus” sotto la direzione del Maestro Domenico
Bartolucci. A questo seguirono numerose altre esibizione tra cui messe
domenicali in presenza del Papa. L’11 febbraio del 1977 Padre Vittorio Catena
nominò i cantori che, a causa della muta vocale, non potevano più rimanere nel
coro. Aveva 13 anni e fu un piccolo trauma che, dopo quello molto più grande di
pochi mesi precedenti, la morte di suo padre, lo rattristò molto. In seguito
grazie a sua sorella Paola entrò in un gruppo scout. Durante le lunghe avventure
in montagna ebbe modo di imparare da autodidatta la chitarra, continuando a
cantare e ricevendo sempre complimenti per le sue doti canore e recitative.
A diciotto anni, quando la voce cominciò a maturare definitivamente, tornò a
cantare nel coro degli ex cantori, anch’esso diretto da Padre Vittorio Catena.
Questi fu il primo a dirgli di avere ottime qualità e cominciò a dargli lezioni,
ma insegnandoli un’emissione concepita per il coro, e Spagnoli si rivolse ad
altri insegnanti. Entrò nel Conservatorio di Santa Cecilia e continuò a fare
esperienze nei cori più disparati. A 21 anni, dopo un’audizione con il M°
Bartolucci, entrò nuovamente nel coro della Cappella Sistina, questa volta,
però, nella sezione dei bassi. In questo modo ebbe modo di fare una tournée di
sedici concerti negli Stati Uniti d’America.
Dopo un anno lasciò il coro, perché aveva vinto il concorso al Coro Sinfonico
della Rai. Iniziò a cercare un’insegnante capace che potesse guidarlo nella sua
formazione di cantante solista e la trovò nella Maestra Mirella Solenghi
Ronconi. Nel 1986, all’età di 22 anni, partecipò al concorso Giovanni Battista
Pergolesi al teatro Ghione di Roma cantando l’aria di Figaro dalle “Nozze” di
Mozart. Apprezzato dalla giuria, ottenne il suo primo contratto: sei concerti in
Germania de “Il mottetto di Pasqua” di Pergolesi.
Il debutto da solista in teatro risale, invece, al luglio dell’anno successivo.
Dopo un’audizione con il celebre musicologo Rodolfo Celletti, ottenne una
piccola parte ne “Il pirata” di Bellini in un allestimento al festival della
Valle d’Itria. Nello stesso anno debutta Comunale di Firenze come Tracollo in
“Livietta e Tracollo” di Pergolesi.
A partire dal 2011, è stato uno dei primi promotori della Candidatura UNESCO per
l’Opera Lirica Italiana, depositata dall’Associazione Cantori Professionisti
d’Italia presso l’Ufficio UNESCO del MIBACT nell’agosto 2013.
Il libro I fascisti tradirono l’Italia nasce dalla testimonianza rilasciata dal
comandante Italo, ossia Anello Poma, che prese parte alla Guerra civile spagnola
nelle fila delle Brigate internazionali, fu internato in Francia e confinato a
Ventotene, si distinse come uno dei principali protagonisti della Resistenza in
Italia ed è stato interprete autorevole di quel «vento del Nord» che, nel Pci,
dovette soccombere al cospetto della ragion di Stato togliattiana. L’anno della
testimonianza è il 1996, quando l’allora presidente della Camera Luciano
Violante disse che bisognava sforzarsi di capire i ragazzi che si schierarono
dalla parte di Salò. Per il comandante Italo fu l’occasione di ricostruire il
suo dissenso, che risale al periodo della Resistenza e del dopoguerra. Nella sua
indignazione rispetto alle dichiarazioni di Violante, dunque, Poma incarna
l’eredità delle vecchie generazioni di comunisti, di antifascisti e di
partigiani.
«Se il mio paese è in guerra, in questo caso contro la Germania, e io mi arruolo
in una unità militare che combatte al servizio dei tedeschi, io combatto contro
il mio paese e quindi io compio un atto di alto tradimento. Non c’è da capire
niente. L’unica cosa da fare: o lo fucili, perché ha compiuto atto di alto
tradimento, oppure – come si è fatto immediatamente dopo la Liberazione – il
governo emana un provvedimento di amnistia e questi vengono perdonati, quindi
c’è il perdono, punto e basta. Non c’è da capire niente. Dopodiché la partita è
chiusa e l’aprirla è una follia, è un qualcosa che noi non comprendiamo».
Un’immersione nella cultura ispanica e una riflessione collettiva sui processi
di liberazione e di resistenza, mettendo a confronto i traumi del passato con un
presente di discriminazione, violenza, emarginazione. Questi i temi di Herencias
– scritture di memoria e identità, che vedrà la sua quarta edizione dal 17 marzo
al Teatro Palladium – Università Roma Tre. Un programma di incontri con autori
ed esperti e allestimenti teatrali di testi ispanici tradotti in italiano,
curato da Simone Trecca e organizzato dal Dipartimento di Lingue Letterature e
Culture Straniere dell’Università Roma Tre e Fondazione Teatro Palladium, in
collaborazione con l’Accademia di Spagna.
Il prof. Simone Trecca ci parlerà in particolar modo dell’evento del 6 maggio,
la prima nazionale di ¡Ay Carmela!
Aprirà l’appuntamento di martedì 6 maggio alle 18:30, una riflessione sugli Atti
di resistenza, sulla contraddizione tra la leggerezza dello spettacolo e
l’orrore della guerra, esplorando il sottile confine tra vita e morte, realtà e
finzione. L’incontro sarà l’occasione per far emergere l’arte come strumento di
resistenza, riflessione e sopravvivenza in un contesto segnato dalla violenza e
dalla repressione. Ascanio Celestini, attore e drammaturgo, ne discuterà con
Ferdinando Ceriani. Moderano Paolo Carusi e Simone Trecca
A seguire, alle 20 (con repliche anche il 7 e 8 maggio), lo spettacolo ¡Ay
Carmela! di José Sanchis Sinisterra, in collaborazione con Società per Attori e
la regia di Ferdinando Ceriani. Sul palco Elisa Di Eusanio e Andrea Lolli.
¡Ay Carmela! è la storia di due guitti-artisti di varietà: Carmela, danzatrice
di flamenco, e Paulino, cantante e cabarettista. Durante la guerra civile
spagnola, cadono prigionieri dei falangisti e sono costretti, loro malgrado, ad
improvvisare per le truppe uno scalcinato ma esilarante spettacolo di varietà
dall’esito tragico al quale assisterà anche un gruppo di soldati repubblicani
che saranno fucilati il giorno dopo. Tutta l’azione si svolge all’interno di un
teatro, più precisamente su un palcoscenico vuoto e dismesso, quello del teatro
Goya di Belchite. E in questo spazio che sembra essere al di fuori del tempo,
con l’eco di una guerra civile ancora in atto, le regole della realtà vengono
sovvertite: il confine tra la morte e la vita si assottiglia; i morti e la loro
memoria tornano ad incontrare i vivi; il passato e il presente si mescolano,
fino a sovrapporsi, creando un mondo irreale in cui tutto è possibile come, per
esempio, che lo spettro di Carmela torni a far visita a Paulino risvegliando in
lui quei ricordi che magicamente si materializzano sul palco.
VALORI IN CORSO con Ludovica Valori
Ogni venerdì dalle 12 alle 14 e in replica il giovedì alle 12
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The post “Canto di primavera per Paolo”, “I fascisti tradirono l’Italia” e
festival “Herencias” a Valori in Corso con Ludovica Valori del 18/4/25 first
appeared on Radio Città Aperta.
Musica, attualità e dialogo tra culture i temi della puntata di venerdì 11
aprile in diretta dalle 12 con Ludovica Valori. Ospiti in studio SCI DUO e a
seguire torna la scrittrice Elisa Giobbi con il libro Italian Girl (Fernandel,
2025), ispirato alla vicenda della giovane pakistana Saman Abbas.
Erika Raffaeli al sax soprano e sax tenore e Riccardo Battisti alla fisarmonica
e voce (ma solo a volte…) propongono una milonga un po’ matrioska, uno swing
yiddish che prende il nome da una birra, un sogno al posto della solita ninna
nanna e un tango della lentezza.
Lo SCI DUO (ma perché poi si chiamerà così?), partendo dalle melodie klezmer e
dai tanghi più o meno argentini viaggia sconsideratamente tra i generi, avendo
come uniche mete la bellezza e il piacere della musica, e regalerà agli
ascoltatori un mini live in studio.
Riccardo Battisti
Fisarmonicista con una predilezione per il tango, il klezmer e
l’improvvisazione.
Insegnante di fisarmonica in diverse scuole di musica a Roma, proviene da
esperienze di musica popolare italiana e da anni si occupa di musica klezmer in
concerti e spettacoli teatrali. Collabora con Enrico Fink, Gabriele Coen, lo
scrittore Matteo Corradini e l’attore Olek Mincer.
Erika Raffaeli
Sassofonista di formazione classica e jazzistica con un’interesse particolare
per la sperimentazione, l’improvvisazione e le le diverse possibilità espressive
dei linguaggi musicali come il klezmer e il tango, la musica barocca,
progressive e elettronica. Ha preso parte a numerose orchestre a Roma e in
Umbria e a piccole e medie formazioni in progetti originali. Ha studiato
strumento tra gli altri con Gianni Savelli, Javier Girotto, David Brutti,
composizione con Antonello Sorrentino, Tony Carnevale, Maurizio Gabrieli, presso
il Conservatorio di Santa Cecilia e la Scuola Popolare di musica di Testaccio,
ha suonato in formazioni sotto la direzione di Mario Corvini, Marco Tiso, Gianni
Savelli, Gabriele Coen. Ha suonato il piccola e media formazione in festival
come Garbatella Jazz e in locali come il Piper, Music Inn, Big star e altri jazz
club di Roma, oltre a collaborare con artisti di teatro, come Stefano Fresi, e
di arti visive in numerosi spazi non convenzionali come canili e parchi urbani.
La diciottenne Saman Abbas scompare da Novellara (Reggio Emilia) la notte del 1°
maggio 2021, dopo essere tornata nella casa di famiglia per riprendersi i
documenti che le sarebbero serviti per andarsene col fidanzato. Il suo corpo
senza vita viene ritrovato solo un anno e mezzo più tardi, in un casolare
abbandonato non lontano dall’abitazione. Per l’omicidio vengono condannati i
genitori e lo zio. Il movente del delitto è la volontà di sopprimere gli aneliti
di libertà della ragazza, che sfida le imposizioni della famiglia e del clan
cercando la propria indipendenza e felicità.
Elisa Giobbi presta la sua voce alla giovane pakistana, consegnandoci pagine di
un emozionante diario in cui la ragazza confida sospetti, sentimenti e paure,
sogni e intimi desideri, raccontando il suo ultimo anno di vita, le privazioni e
le punizioni, le fughe, il viaggio in terra natale, il fidanzamento imposto col
cugino, l’ingresso in comunità e l’amore per un ragazzo conosciuto sui social,
fino alla notte dell’esecuzione.
L’adolescenza spezzata di Saman, la sua esistenza «attorniata da affetti falsi e
manipolatori, in una solitudine che lascia attoniti» (queste le parole della
Corte), acquista così un valore universale, diventando simbolo della lotta per
la libertà personale e per il diritto di scegliere il proprio destino, temi che
superano ogni confine culturale e sociale.
Elisa Giobbi vive a Firenze, dove nei primi anni duemila ha fondato e diretto la
casa editrice Caminito. Nel 2015 è tornata all’editoria in veste di autrice,
pubblicando diversi libri, tra cui Rock’n’roll Noir (Arcana, 2016), La rete
(Stampa Alternativa, 2018), La sposa occidentale (Robin, 2019), La morte mi fa
ridere, la vita no (Arcana, 2020) e Milena Q – assassina di uomini violenti (Mar
dei Sargassi, 2022).
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The post 11/4/25 SCI Duo e “Italian Girl” di Elisa Giobbi a Valori in Corso con
Ludovica Valori first appeared on Radio Città Aperta.
Spazio alla solidarietà nella puntata di venerdì 4 aprile in diretta dalle 12
con Ludovica Valori: in apertura Valentina Perniciaro della Fondazione I
Tetrabondi Onlus presenta la terza edizione di Tetraink Fumetti sbilenchi
proprio il 4 aprile al Loa Acrobax di Roma; a seguire parliamo con Francesco
Pappalardo vicepresidente dell’Associazione Il Cuore di Andrea APS che promuove
e finanzia lo studio e la ricerca nel campo delle malattie genetiche del cuore.
Il prossimo 4 aprile torna il Tetraink – Festival dei fumetti sbilenchi a
sostegno dei Tetrabondi, ormai alla sua terza edizione. Chi c’era gli anni
precedenti avrà ancora in mente le risate, e le emozioni, e certo quest’anno non
sarà da meno: Dalle 17 alle 20 tanti illustratori e fumettisti, compreso il fido
Zerocalcare, aiuteranno a disegnare il mondo di tutti e di tutte –
#ognunoamodosuo!
Potrete acquistare i cartoncini all’ingresso e scegliere da chi di loro farvi
fare un disegno speciale, in nome dell’inclusività universale. Sarete circondati
da laboratori e banchetti informativi, librerie e case editrici indipendenti,
cibo birra e tanta musica!
Dalle 21 Grande Asta a sostegno dei Tetrabondi: quest’anno il nostro banditore
Valerio Mastandrea farà il prezioso con l’uscita del suo film, ma avremo grandi
sorprese per non sentire la sua mancanza. Johnny Palomba in compagnia di
Zerocalcare e alcuni ospiti d’onore, batteranno all’asta circa 30 opere di
artisti e fotografi donati per l’occasione!
L’Associazione Il Cuore di Andrea APS nasce nel luglio 2018 in ricordo di Andrea
Pappalardo, scomparso prematuramente il 31 marzo 2017 per un problema cardiaco
legato alla cosiddetta sindrome del QT corto. Promuove e finanzia lo studio e la
ricerca nel campo delle malattie genetiche del cuore, in particolare di quelle
aritmogene ereditarie, svolgendo ogni attività idonea ovvero di supporto al
perseguimento di queste finalità.
Tra gli obiettivi:
* Promuovere la cultura della defibrillazione precoce informando i cittadini
sull’importanza di conoscere le manovre di rianimazione cardio-polmonare,
sensibilizzando i centri sportivi e ricreativi a dotarsi di defibrillatori.
* Impegnarsi per lo svolgimento, ovunque possibile, di campagne di screening
elettrocardiografici per la prevenzione di aritmie pericolose.
* Sostenere la ricerca, anche finanziando borse di studio al riguardo.
* Promuovere la conoscenza di queste malattie, organizzando convegni di esperti
e giornate di sensibilizzazione.
* Creare una rete di associazioni di settore: l’associazione collabora infatti
con la Stella di Lorenzo e con ABRA. Associazione il Bambino a Rischio
Aritmico.
* Favorire attività solidaristiche, anche di natura psicologica, con
riferimento specifico alle malattie in oggetto.
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The post 4/4/2025 – Tetraink Fumetti Sbilenchi e Associazione Il Cuore di Andrea
a Valori in Corso con Ludovica Valori first appeared on Radio Città Aperta.
Musica italiana in tutte le sue declinazioni nella puntata di Valori in Corso di
venerdì 28 marzo in diretta dalle 12 con Ludovica Valori: ospiti Michele Gazich
con solo i miracoli hanno un senso stanotte in questa trincea, Eugenio Bennato
con il nuovo album Musica del mondo che verrà presentato in concerto
all’Auditorium Parco della Musica di Roma proprio il 28 marzo e Mr. Paganini
con La carovana release party.
L’album solo i miracoli hanno un senso stanotte in questa trincea (una
coprodizione Moonlight Records/FonoBisanzio, distribuzione IRD), tutto scritto
con le minuscole “in un (probabilmente vano) tentativo di porre in equilibrio un
mondo in cui troppi tendono a darsi la maiuscola”: è il nuovo album di Michele
Gazich in distribuzione sia digitale che fisica a partire dal 21 febbraio. Un
progetto inedito ed innovativo che vede la tradizione del classicismo viennese
(Haydn, Mozart e Beethoven) e del primo romanticismo tedesco dialogare, in un
accostamento ardito, irrituale ma incredibilmente seduttivo con la canzone
d’autore.
Qualche numero: 15 anni di lavorazione; 9 canzoni, tutte scritte da Gazich
tranne una, solo 2 musicisti in studio (Michele Gazich stesso e Giovanna
Famulari, con la quale il violinista, compositore e scrittore di canzoni,
collabora da oltre cinque anni). In “solo i miracoli hanno un senso stanotte in
questa trincea” la voce profonda di Gazich si alterna alla voce fresca di
Giovanna; violino e viola dialogano con il violoncello; il pianoforte, talora
affiancato dalla melodica, è strumento portante; il tutto punteggiato da
tintinnii di misteriose “percussioni psicoacustiche”.
I due musicisti hanno nel loro curriculum collaborazioni molto significative:
Gazich soprattutto con i songwriter statunitensi (si segnala la nomination ai
Grammy Awards 2019 per l’album Rifles and Rosary Beads prodotto con Mary
Gauthier), ma anche in Italia (nel corso del tempo è stata costante la sua
presenza in varie cinquine al Tenco, ma senza mai vincerlo) con ripetuti tour
nordamericani ma anche fino all’India, al Giappone e al Nord Africa. Famulari,
in Italia ed Europa con tour oltreoceano, è stata al fianco di molti grandi
della canzone e del teatro: da Ron a Tosca; da Massimo Popolizio a Peter Stein.
Entrambi Gazich e Famulari collaborano stabilmente con Moni Ovadia.
Le tematiche sono quelle care a Gazich, quelle che attraversano secoli di arte,
poesia e letteratura, ma restano più che mai attuali. Come dimostra il brano
d’apertura “perché goethe è partito per l’oriente?” che fa riferimento alla
profetica visione del poeta tedesco che, nel suo “West-Östlicher Divan”,
annuncia l’incontro-scontro tra Oriente e Occidente in atto nel mondo
contemporaneo.
Arriva a Roma il tour di Eugenio Bennato per la presentazione di Musica del
mondo, il nuovo album pubblicato lo scorso 10 gennaio: dodici brani che
custodiscono l’essenza della musica popolare, dalla scelta dei temi, come il
valore della diversità, la memoria collettiva e personale, l’eredità culturale,
la giustizia sociale e la lotta per i diritti, a quella dei suoni, folk, etnici
e word, sempre aperti a nuove contaminazioni.
L’album è un viaggio verso l’altro, un movimento che è già in sé luogo
d’incontro: un inno alla vita, alla fratellanza e alla bellezza. Un disco che
parte da Napoli, città dalle molteplici anime sempre aperta ad accogliere
l’altro, per raggiungere il resto del mondo e le sue voci, e integrarle in un
unico canto. Un cammino palpabile nei luoghi evocati nei testi, nelle diverse
lingue che intervengono nelle canzoni e nel ritmo incalzante degli
arrangiamenti, sostenuti da tamorra, batterie, chitarra battente e tamburi, che
rappresenta perfettamente quello dei passi e quello del cuore.
L’album dipinge un “sud” che trascende la geografia italiana, parlando di radici
e catene, di vite dimenticate e di diritti negati, ma anche di valori profondi,
di senso d’appartenenza, di resistenza e coraggio, e di radici. Così come nella
title track “Musica del mondo”, che ha anticipato l’album svelando il senso
profondo del progetto, il disco intero celebra la musica come strumento di
trasformazione globale, in grado custodire storie, unire i popoli e opporsi alle
ideologie e all’arroganza di chi perpetua i conflitti.
Il disco unisce passato, presente e futuro, tracciando un percorso tra storie
radicate nella memoria e voci che ancora risuonano di attualità, con brani come
Mongiana, dedicato a un paese calabrese di appena 655 abitanti la cui storia
come uno dei più grandi poli siderurgici d’Italia è racchiusa in un piccolo
museo oggi dimenticato, Torre Melissa, che rievoca il drammatico episodio del
battello di migranti arenatosi sulla spiaggia calabrese nel 2019 ma anche
l’intervento degli abitanti che, svegliati dalle richieste d’aiuto, salvarono
tutti i naufraghi, e Luna, dedicata alla nipotina e interpretata insieme a
Pietra Montecorvino, che esprime l’amore incommensurabile per una nuova vita. Ma
c’è anche la struggente Limoni a Varsavia, nata come colonna sonora del film
“The Lemon Tree – L’albero di limoni” di Bruno Colella e dedicata a un cuoco
siciliano, folle e geniale, che incarna quella passione capace di compiere
piccoli miracoli, e la riedizione di Canzone per Beirut, interpretata in questo
disco da Eugenia Bennato, la figlia più piccola dell’artista, che riaccende
l’urgenza di affrontare le sfide attuali.
Grande Maestro della musica popolare italiana, Eugenio Bennato ha dato nuova
linfa alle grandi tradizioni musicali del Sud Italia con il movimento Taranta
Power, portandole nei mercati internazionali. Giunto a quasi cinquant’anni di
carriera, continua ad essere un punto di riferimento per la modernità dei suoni
e l’attualità dei testi, che affrontano temi cruciali della contemporaneità come
le migrazioni, il rispetto delle diversità, la solidarietà, i pericoli della
globalizzazione e del capitalismo estremo. Dalle sponde meridionali del
Mediterraneo, dal pensiero meridiano, dall’incontro con storie e culture
diverse, Bennato ha tracciato e traccia la sua personale storia di ritmi e
parole, fedele a sé stesso e alle sue idee, in un viaggio musicale che non
conosce fine.
Mr Paganini, cantautore, autore e performer con due album all’attivo, direttore
artistico e fondatore del collettivo indipendente conosciuto come Paganini
Caravan.
L’album La Carovana, suo secondo lavoro e primo italiano, prende il nome dalla
band nata a Roma nel 2022, che dalla sua fondazione si è espressa come una mini
orchestra in diversi club della capitale. Il progetto si caratterizza per la
fusione tra le sonorità early jazz dei temi musicali e le atmosfere urbane e
cupe evocate dai testi. Il risultato è un universo suggestivo e singolare che
riporta alla mente l’honky-tonk e l’epoca del proibizionismo. Una voce
baritonale e graffiante valorizza testi ricercati ed evocativi di brani che
“raccontano l’odore del suono di posti maledetti che sanno di polvere e whisky,
risate sguaiate e frasi dette sottovoce…”.Ti aspetto il 29 Marzo al CSOA La
Strada per il Release Party Ufficiale dell’album La Carovana.
Sabato 29 marzo al CSOA La Strada di Roma sul palco Iperuranio da Radio Kaos
Italy, Gianluca Bernardo, già autore e voce di Rein e DerWald, Punk Rock Night,
e tutta La Carovana: Mr Paganini, voce e chitarra, Fabrizio Ballistreri, tromba,
Federico Buccini, organo hammond e percussioni, Vinnie La Gioia, basso, Juan Sue
De Leon, batteria, Claudio Mancini, chitarra elettrica, Morgana, voce, Marcello
Tirelli, tastiere.
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The post Eugenio Bennato, Michele Gazich e Mr. Paganini a Valori in Corso con
Ludovica Valori del 28/3/2025 first appeared on Radio Città Aperta.
Inauguriamo la primavera con tantissima musica scritta e interpretata da donne:
Ospite della puntata di venerdì 21 marzo in diretta dalle 12 con Ludovica Valori
la chitarrista Francesca Turchetti che presenterà il suo primo EP Mestiza.
La selezione musicale della puntata vedrà protagoniste cantautrici e musiciste
italiane e internazionali.
Francesca Turchetti, una chitarra tra Roma e Siviglia
Racconta Francesca di questo lavoro: “Mestiza è il frutto di cinque anni di
percorso musicale e di vita tra queste due splendide città. E’ molto più di un
semplice album; è un mosaico di influenze che riflette le mie identità
musicali. Con questo progetto voglio mettere in risalto la fusione tra il mio
passato classico, il presente flamenco e un futuro elettronico. È una
celebrazione di come queste diverse forme d’arte possano coesistere e creare
qualcosa di unico. Essendo una chitarrista italiana donna a suonare sia la
chitarra classica che quella flamenca, sento una forte responsabilità e
desiderio di rivendicare il ruolo delle donne nel mondo della musica. Voglio che
il mondo inizi ad associare la chitarra anche a un volto femminile. L’album
rappresenta un progetto musicale unico, nato dalla passione e dall’impegno
personale. Completamente autoprodotto, ha richiesto una dedizione straordinaria
e la collaborazione di molti artisti professionisti”.
Francesca Turchetti, nata a Roma e innamorata dell’arte, ha iniziato a studiare
chitarra classica all’età di dieci anni e cinque anni fa si è trasferita a
Siviglia per studiare la chitarra flamenca. Da sempre, aspira alla composizione
per chitarra solista, desiderosa di creare una perfetta unione tra i suoi più
grandi amori: la musica classica e la musica andalusa. Attualmente suona una
chitarra flamenca, modello “Alborea”, realizzata da un liutaio italiano
(romano): Leonardo Manni.
Il suo percorso accademico la vede laurearsi in chitarra classica al
Conservatorio S. Cecilia, Roma, poi in chitarra flamenca al Conservatorio G.
Briccialdi, Terni e al Conservatorio Cristóbal de Morales, Siviglia.
Invitata per una residenza di 10 giorni presso il Conservatorio di Musica di
Ginevra, si è esibita in prestigiose sale romane come l’Auditorium Parco della
Musica, il Teatro Cassia, l’Auditorium Due Pini, l’Accademia Filarmonica Romana,
l’Aula Accademica del Conservatorio di S. Cecilia, l’Associazione Villa Spada,
Palazzo Pamphilj, Sala Palestrina – all’interno dell’Ambasciata Brasiliana di
Roma – Palazzo Rospigliosi (Zagarolo, Italia), La Casa del Jazz e il Teatro
Orione. Si è esibita in prestigiose sale spagnole come l’Auditorium Fibes, la
Sala del Conservatorio Cristobal de Morales, l’Instituto Andaluz del Flamenco,
diverse Peñas Flamencas. Si esibisce come chitarrista in alcuni Tablao di
Siviglia come La Milonga Tablao e Sala Fabiola. E’ stata invitata come artista
residente in diversi festival musicali italiani come ArteInVivo, Vieste In Love,
Cilentu Music. Collabora con la cantante Ana Rita Rosarillo nel progetto Por
Rosas.
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The post “Mestiza”, la chitarra di Francesca Turchetti a Valori in Corso con
Ludovica Valori del 21/3/25 first appeared on Radio Città Aperta.
Nella puntata di venerdì 14 marzo in diretta dalle 12 con Ludovica Valori torna
ai nostri microfoni il cantautore Alessio Lega per presentare il nuovo libro
Strà milano – Stradario cantato della città (Altreconomia, 2024) da lui
realizzato assieme allo chansonnier e scrittore Giangilberto Monti.
A volte si veste di pioggia coi fili d’argento e le guglie del Duomo sembrano
pendere dall’infinito, fino a rovesciarsi in rivoli sui passanti: stalattiti di
questa grotta di nebbia addensata che chiamano Milano.
Scrive così Alessio Lega: “Con queste parole inizia il libro… ma non temete, non
è una sviolinata poetica sulla nebbia, i navigli, il panettone. Tutto questo
c’è, ma cambiando costantemente i ritmi: a ritmo di valzer, di tango, di jazz,
di blues, di rock… fino ad arrivare all’hip hop che tanto gusto e tanta polemica
accende anche nelle cronache. Perché Milano è stata cantata su ogni ritmo, in
ogni sfumatura, perché Milano è stata cantata tutta… e ancora ce n’è. Percorrere
Milano attraverso le sue canzoni: le storiche canzoni della mala, e poi
Jannacci, Svampa, Della Mea, i Gufi… ma anche i Gang, Manuel Agnelli, Caneda…
Percorrere i luoghi della musica, ma anche le storie che sono state cantate: La
povera Rosetta, Piazza Fontana, le rapine della banda Cavallero… i sciuri, i
barboni, gli operai… i gatti, le ringhiere, Gianni Mura e Beppe Viola.
Da molti anni mi frullava in testa quest’idea: fare la guida cantata di Milano,
sì proprio una guida, un libro da consultare prima di un viaggio turistico, di
una visita, prima di andarsene a zonzo una pigra giornata libera dagli impegni.
Una guida – forse – persino per i milanesi (intesi come abitanti) che vogliano
riscoprire la loro città sotto una luce… pardon, una musica differente. Le città
musicali – mi dicevo – non mancano: Parigi, Londra, New York… e più di tutte
forse la città della canzone per antonomasia: Napoli, oppure Roma, o ancora
Genova la patria dei cantautori. Milano ha però la caratteristica di essere
amata e odiata come può esserlo ogni città, ma Milano viene odiata come il
simbolo stesso della frenesia, del commercio, della Borsa Valori,
dell’immigrazione di Rocco e i suoi fratelli o di Mohamed e i suoi cugini. Ma
anche di essere amata per ogni sua forma di resistenza, per la sua bellezza
nascosta nei cortili, per la poesia che come i Navigli scorre per lo più sotto
il selciato, per quel dialetto che in città non parla più nessuno.
Milano ha il canto, ma anche il controcanto”.
Giangilberto Monti e Alessio Lega
“Dicevo, dicevo e non approdavo mai a nulla… Per fortuna un giorno – mentre mi
dava un passaggio in macchina (mezzo molto poco consigliabile a Milano) – ne ho
parlato a Giangilberto Monti (da qui in poi “Giangi” o “JJ”, da leggere “gei
gei”), che è un vero milanese e che come tutti i veri milanesi è andato a vivere
altrove. Lui ha vissuto da cantante ed autore il declino degli anni settanta, il
trionfalismo degli ottanta, la rinascita del cabaret… anzi di queste storia JJ è
proprio un pezzo. È lui che ha trovato l’editore, la forma, il contesto nel
quale infilare questa nostra proposta, ed è soprattutto lui che l’ha scritto
insieme a me, anzi – come diciamo noi leccesi – ha preso lo “iundolo”
(l’abbrivio) ed ha scritto più di me. Ma io ci ho messo più trippe ed animelle…
pardon, busecche. Insomma, abbiamo litigato come i pazzi, ma in qualche modo
siamo arrivati a confezionare la nostra piccola strenna.
Eccola qui: quei due in copertina con chitarre e cappelli, sembrano noi, e nelle
pagine sembra proprio Milano! L’editore, dicevamo, ovvero Altreconomia: anche
del nostro editore siamo molto fieri, perché è un editore non campanilistico
(l’editor che ci ha seguito è romano!!!), non specializzato nella musica ed è
soprattutto un editore compagno (ma non settario).”
Nel corso del programma non mancheremo di ascoltare brani dedicati alla città di
Milano ma ci sarà la consueta attenzione alle nuove uscite italiane e
internazionali e alle news musicali.
Alessio Lega è uno dei cantautori più conosciuti e stimati della sua
generazione, ma è anche uno scrittore e militante anarchico. Nato a Lecce nel
1972, vive dal 1990 a Milano. Scrive canzoni, canta, suona la chitarra, ha
pubblicato dischi e libri a proprio nome e partecipato a decine di opere
collettive. Ha messo in scena centinaia di spettacoli, di performance, di
conferenze e concerti sulla canzone d’autore mondiale e sulla musica popolare e
d’impegno. Dopo un’assidua frequentazione col Nuovo Canzoniere Italiano, è
considerato oggi il rappresentante più coerente del canto sociale, in bilico fra
canzone d’autore e riproposizione dei repertori storici, tanto da essere uno dei
protagonisti del Nuovo Bella Ciao riallestito da Riccardo Tesi, spettacolo che,
a due anni dal debutto, continua a girare il mondo. È citato nei dizionari
(Garzanti, Giunti, Rizzoli), si è guadagnato i riconoscimenti più ambiti (Targa
Tenco, Premio Lunezia, ecc.), è inserito in antologie, libri, su di lui sono
stati girati due film documentari. Eppure Alessio non rinuncia al nobile
donchisciottismo di cantare dove gli piace, piuttosto che dove “si deve”,
andando in giro a tentare di cambiare se stesso e il mondo con le canzoni di cui
fa l’autore, l’interprete e lo storico.
Chansonnier e scrittore, Giangilberto Monti è anche autore di testi teatrali,
produttore artistico, studioso della canzone francese e appassionato esperto di
cantautorato e storia del cabaret.
Allievo di Dario Fo sulla scena, ha pubblicato per Garzanti dizionari sulla
canzone d’autore e sulla storia della comicità italiana, ha scritto per attori e
comici, ha pubblicato diciotto album dal 1978 a oggi e ha firmato canzoni per
altri interpreti.
E’ stato protagonista e fautore di diversi spettacoli di teatro e cabaret,
soprattutto a Milano, collaborando spesso come autore ed esperto musicale con la
Radio Svizzera Italiana.
VALORI IN CORSO con Ludovica Valori
Ogni venerdì dalle 12 alle 14 e in replica il giovedì alle 12
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14/3/25 first appeared on Radio Città Aperta.