Amanda Seyfried tra cinema, sogni e realtà: la vera storia dietro il sorriso più famoso di Hollywood

- The Wom - Monday, October 27, 2025
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Informazioni principali su Amanda Seyfried

  • Nome completo: Amanda Michelle Seyfried
  • Data di nascita: 3 dicembre 1985
  • Luogo di nascita: Allentown, Pennsylvania, USA
  • Segno zodiacale: Sagittario
  • Altezza: 1,60 m
  • Partner: Thomas Sadoski
  • Genitori: Ann Seyfried (madre), Jack Seyfried (padre)
  • Figli: 2
  • Fratelli/Sorelle: Sorella maggiore di nome Jennifer
  • Instagram: @mingey

Una ragazza della Pennsylvania con grandi sogni

Pensare ad Amanda Seyfried oggi, con quel sorriso irresistibile che pare uscito direttamente dalla pubblicità di un dentifricio, fa quasi dimenticare che la sua storia parte da un posto molto lontano dai riflettori: Allentown, Pennsylvania. Una cittadina fatta di foglie che scricchiolano in autunno, estati calde passate in giardino e quella calma un po’ polverosa che solo chi vive fuori dai grandi centri sa riconoscere. Amanda Seyfried nasce lì, il 3 dicembre 1985, la più piccola di casa Seyfried, con negli occhi quello sguardo che si accende di curiosità ogni volta che qualcosa la incuriosisce.

La famiglia di Amanda Seyfried è quanto di più “normale” si possa immaginare, ma anche speciale, come succede con i legami veri. Il papà Jack, un farmacista che raccontava di aver scelto quel lavoro per “prendersi cura delle persone, anche se solo con una scatola di aspirine”. La mamma Ann, una terapista calda e pragmatica, che insegnava ad Amanda e alla sorella Jennifer a cogliere i dettagli delle emozioni: “Osserva chi hai davanti, le mani dicono sempre di più delle parole”. E Jennifer, la sorella maggiore, “Jenny” come la chiama Amanda nei rari post social dedicati a lei – il suo faro silenzioso, colei che c’era sempre, tipo angelo custode con lo smalto rosso e playlist decisamente più rock.

Tra loro era un continuo scambiarsi di battute, sguardi complici, piccoli giochi segreti che solo loro potevano capire. E c’era questo patto silenzioso tra sorelle: proteggersi a vicenda, sostenersi anche quando fuori la scuola era un arcipelago di insicurezze, come capita a tutte le adolescenti un po’ fuori dal coro. Amanda da piccola era timida, dolcissima, una di quelle bambine che osservano prima di parlare, ma quando parlano ti inchiodano a un pensiero che non ti lascia più.

A otto anni le succede la cosa che lato famiglie sembra sempre un gioco o un capriccio, e invece—per Amanda—è il seme di un sogno: inizia a fare la modella. Piccole pubblicità, cataloghi, quelle foto patinate un po’ stantie oggi, con i maglioni enormi degli anni ’90. Nessuno avrebbe scommesso che da lì a poco quella faccina sarebbe finita su schermi di mezzo mondo. Invece, la macchina dei sogni di Amanda parte proprio così: con un’agenzia locale, pomeriggi passati fra scatti, luci e battute di adulti che le sembravano giganti.

Ma il colpo di fulmine vero arriva con il canto. E il teatro. Amanda racconta spesso che, seduta sul divano di casa, guardava in VHS “Il fantasma dell’opera” e sognava di riuscire a cantare anche lei così forte da far tremare i muri. La sua voce era già rotonda, melodiosa, qualcosa di magico. Poi, il passaggio obbligato: recite scolastiche, musical organizzati in chiesa, spettacoli di quartiere. I genitori – e qui lo capisci quanto contano certi genitori – la sostengono senza mai spingerla brutalmente. * Ecco qualche chicca:

  • Jack e Ann attraversavano mezza Pennsylvania in auto pur di vedere la figlia in scena, anche quando i ruoli erano da “albero” o “quarta fatina da destra”.
  • Amanda collezionava copioni, li leggeva anche sotto le coperte, con la torcia, fregandosene se il giorno dopo aveva matematica.
  • A scuola la new entry Amanda spiccava per la voce ma si nascondeva nei corridoi – dietro a una frangia troppo lunga – come chi sa che essere “diversi” a volte è il vero superpotere.

Certe notti, Amanda racconta (giuro, in alcune interviste è saltato fuori), fantasticava di salire su un palco enorme non davanti a sconosciuti, ma per far sorridere ancora sua sorella, la mamma, il papà. Non voleva “solo” diventare famosa: lei cercava un posto sicuro dove essere se stessa, dove la timidezza si sciogliesse in qualcos’altro, più luminoso.

Guardando indietro, forse Amanda avrebbe potuto scegliere una vita più tranquilla, magari meno intensa. Ma oggi—ecco la cosa bella—rimane quello sguardo sognante della Pennsylvania: una ragazza piena di inquietudine positiva, una che pensa che ogni copione sia la pagina bianca dove, sì, mettere la firma dei suoi sogni di bambina.

Dall’anonimato alle luci di Mean Girls: l’America scopre Amanda

C’è chi a diciassette anni pensa solo a TikTok o alle uscite con le amiche, e poi c’è Amanda che – con il suo faccino acqua e sapone – già si ritrovava catapultata sul set delle soap opera più viste d’America. Non era ancora “la Amanda”, quella che tutti conosciamo. All’epoca era la dolce mammina con occhi sgranati di “Così gira il mondo” e “Tutti i miei figli”. Sì, sembrano nomi usciti da un meme vintage. Ma per lei sono stati anni fondamentali, tra orari impossibili, copioni da imparare in autobus e la consapevolezza che la recitazione non è solo lustrini sui red carpet. Il dietro le quinte era più simile a una palestra d’attori che a una passerella.

Passano pochi anni e il destino la chiama (letteralmente) a Los Angeles, con la sceneggiatura di Mean Girls tra le mani. Lì Amanda si inventa un altro mondo: quello di Karen Smith, la bionda “svampita” che tutti abbiamo imitato, chi almeno una volta tra amici. Nessuno si aspettava che quella ragazzina timida e un po’ insicura diventasse una delle scene stealer più citate dalle serie Netflix.

  • Le battute nonsense diventano virali prima ancora che esistesse lo sharing su Instagram.
  • Le sue espressioni buffe scatenano gif e sticker che resistono nel tempo, come certi rossetti che promettono 24h di tenuta.

Su quel set, Amanda impara anche le prime regole del “grande gioco”: il successo può essere feroce, le invidie dietro l’angolo, e il rischio di sentirsi un pesce fuor d’acqua è reale. Eppure, non perde mai – giuro, mai – la sua spontaneità. Quando la incontravano, raccontano i colleghi, era quella che incrociava tutti nei corridoi e chiedeva: “Tutto ok?” tipo la compagna di banco che ti fa copiare i compiti anche se tu fai sempre casino.

Un talento che danza (e canta) tra i generi

Dopo Mean Girls, Amanda Seyfried si sarebbe anche potuta adagiare sugli allori, diventare la classica reginetta dal ruolo fisso. Ma no, lei è una di quelle che, se la metti in una categoria, dopo cinque minuti l’hai già persa. Si butta in nuovi progetti, cambia pelle, vuole vedere fin dove può arrivare. E qui arriva il momento di Mamma Mia!, cioè, mica uno qualsiasi. Parliamo di un musical con le canzoni degli ABBA, cioè la roba che fai finta di non ascoltare e poi balli in cucina quando nessuno ti vede.

In Mamma Mia!, Amanda mette in mostra non solo la faccia da copertina ma anche una voce incredibilmente vellutata. In sala di registrazione, tra una pausa e l’altra, confida di avere sempre paura di stonare (faccia d’angelo ma ansie normali, proprio come noi durante una stories importante). Fatto sta che:

  • Grazie a questo film viene consacrata tra le giovani promesse del musical internazionale.
  • Il suo modo di cantare fresco e onesto arriva dritto al cuore di chi ascolta.
  • Sul set, tra la Grecia e le telecamere puntate addosso, Amanda trova il suo ritmo e si diverte, ballando e improvvisando tra una ripresa e l’altra.

Quello che colpisce davvero è la sua umiltà contagiosa. Nonostante la fama crescente, rimane Amanda con le scarpe comode e lo sguardo curioso di chi ogni giorno trova qualcosa d’inaspettato nel proprio percorso. I paparazzi le stanno addosso? Lei li dribbla con un sorriso che sembra dire: “Ehi, ok, ma io voglio solo fare il mio”. Quasi un mantra.

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La fame di sperimentare: ostacoli, scelte e autenticità

Non tutto è stato sempre una passeggiata (e qui Amanda è la prima a dirlo). Il passaggio da giovane star delle commedie a vera attrice completa è pieno di scelte “scomode”, provini andati male, ruoli rifiutati perché sente che non fanno per lei. Eppure, emerge un lato che la distingue nel mondo patinato di Hollywood: la grinta instancabile.

  • Spesso racconta di non sentirsi mai arrivata, di voler imparare dalla collega più giovane così come dal regista più navigato.
  • Confida di essersi sentita esclusa da alcune produzioni proprio per non aver voluto scendere a compromessi.
  • Le sue scelte, sempre molto diverse tra loro, sono il segreto di una carriera mai banale.

Il suo modo di vedere il lavoro? Come una specie di playlist Spotify in cui cambi sempre traccia, solo che invece di jingle e canzoni, sono film, musical, drama: ogni progetto un’emozione diversa, una scoperta, un pezzo di vita. E forse è proprio qui che Amanda Seyfried lascia il segno: nel desiderio costante di imparare, di rischiare, di sorprendere chi la guarda.

Talento camaleontico: tra commedia, dramma e musical

Parliamoci chiaro: chi pensa che Amanda Seyfried sia solo la ragazza con il sorriso perfetto da commedia romantica, tipo poster per un’app di dating, si sbaglia di grosso. Lei non è mai stata una che si accontenta della “zona comfort”; Amanda ha fame di novità, e questa sua fame l’ha spinta a infilarsi in progetti anche disparati tra loro, mettendo sempre in gioco tutte le sue sfumature. Dopo il successo “bomba” di Mean Girls e Mamma Mia!, poteva tranquillamente godersi la sicurezza dei ruoli da attrice pop, ma Amanda ha scelto il contrario: ha voluto sporcarsi le mani, esplorare, prendere il suo talento e trascinarlo dove nessuno se lo aspettava.

Non so voi, ma io amo chi osa cambiare pelle, soprattutto quando ci mette quell’entusiasmo pulito che traspare in ogni scena. Ad esempio, pensiamo alle sue scelte successive che hanno sorpreso anche i più scettici:

  • Dal musical in grande stile (che, ammettiamolo, solo chi ha fegato affronta senza l’autotune) direttamente alle profondità dark di Les Misérables. Qui Amanda è Cosette, sì, ma la sua voce fragile e la dolcezza inquieta spaccano lo schermo – molto più di certi videoclip patinati su TikTok.
  • Con “Lovelace”, invece, Amanda Seyfried si è lanciata in un ruolo scomodissimo, quello di Linda Lovelace, la regina conturbante del cinema a luci rosse negli anni ’70, e lo ha affrontato con una sincerità che ha lasciato spiazzati persino i critici più arcigni.
  • E vogliamo parlare dei thriller come Chloe, o delle serie come “The Dropout”? Chi altro, se non lei, sarebbe riuscita a trasformare Elizabeth Holmes in un mix di fascino e inquietudine, mentre smantellava un impero tecnologico?

L’autenticità come bussola, sempre

C’è una cosa che, in tutte queste scelte, Amanda non perde mai: la sua autenticità. Non c’è posa, nemmeno quando recita la ragazza più “finta” di tutte; quello che arriva, dritto nell’anima dello spettatore (o nello stomaco, se sei un po’ sensibile come me…), è che Amanda abita i personaggi. Non li interpreta dall’esterno, non fa “la parte”: lei si sporca le mani, si lascia truccare male, scardina il concetto di perfezione, e questo rende ogni sua performance credibile. Vorrei averne di più di attrici così, che mettono cuore e imperfezioni sul set, e che non si vergognano di sembrare vulnerabili – perché, a pensarci, da quella vulnerabilità nasce la magia.

Dietro le quinte, chi ci lavora insieme racconta che Amanda è la prima ad andare “oltre”, quella che si documenta, che prova e riprova scene difficili, che se cade scoppia a ridere, e se sbaglia si rialza e rifà meglio. Le sue colleghe la descrivono come “un esempio di umiltà ostinata”; io la trovo un faro per chi vuole davvero fare l’attrice, non solo la star.

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Un’inspirazione contagiosa per tutte noi

Le scelte coraggiose di Amanda Seyfried sono un po’ come quei trend su Instagram che non hanno niente a che vedere con i filtri: spalancano una porta, e lasciano entrare l’aria fresca. Il suo desiderio di esplorare personaggi complessi, complessi come noi dopo una settimana dura, ci mostra che molte volte la vera forza sta proprio nell’accettare le proprie parti oscure, e portarle sulla scena senza paura.

Da spettatrici (e magari sognatrici di un futuro fuori dagli schemi), possiamo ispirarci al suo percorso così vario.

Ecco perché Amanda, con la sua carriera fatta di scelte controcorrente, diventa una specie di sorella maggiore per chi sente che deve cambiare strada, che deve mettersi alla prova, anche a costo di sentirsi fuori posto all’inizio. E tra un musical e una serie, tra un ruolo dolce e uno ruvido, ci insegna che avere coraggio di essere sé stesse è il vero colpo di scena. Così la sua carriera continua, dritta come una playlist perfetta: imprevedibile, elettrica, e sempre sincera.

Amore al naturale: Amanda e Thomas, una coppia fuori dagli schemi

Quando si parla di Amanda Seyfried, si pensa subito al suo sorriso contagioso (e sì, forse anche a “Mean Girls” o qualche nota di “Mamma mia!” che risuona nella testa). Ma dietro lo sguardo limpido da star di Hollywood si nasconde una donna che ama la semplicità delle piccole cose. Forse per questo, il suo incontro con Thomas Sadoski è stato tutto fuorché uno di quegli amori da copertina patinata: «Semplicemente ci siamo trovati» – racconta Amanda nelle interviste, lasciando intendere che, tra red carpet e provini, lei cerca soprattutto autenticità. E il bello è che Thomas (attore, sguardo profondo, spirito un po’ ruvido ma cuore morbido) ama la stessa cosa. Zero storie d’effetto, molto ascolto. Quasi un anti-gossip: si sono sposati in segreto, senza paparazzi, solo tra loro, perché – spoiler – non si vive di like, ma di emozioni vere.

La gioia che fa “rumore” (ma mica quello che pensi)

E, tra le cose più vere, ci sta la famiglia. Amanda diventa mamma nel 2017, e da subito il suo racconto della maternità ha il sapore di una chiacchierata sincera tra amiche. Senza filtri o patine: la stanchezza, le notti in bianco, la gioia improvvisa che ti coglie mentre dai la pappa. Proprio come nelle nostre chat su WhatsApp, lei alterna messaggi buffi e “crisi di latte” – letteralmente – a slanci di felicità improvvisa. E poi, altra gioia in arrivo nel 2020, con il secondo figlio. La Seyfried, però, non ama condividere i volti dei piccoli: «La loro privacy viene prima di tutto», ha detto. Un messaggio fortissimo in un mondo che vive di stories e reels: proteggere ciò che ami davvero significa anche tenerlo stretto, lontano dalla vetrina, capito?

Le vere “amiche genio” oltre le luci di Hollywood

Non sarai stupita (o forse sì?) se ti dico che Amanda è una di quelle persone che tiene stretti pochi amici veri invece di mille follower “finti”. Intorno a lei non c’è mai troppa confusione: qualche amica di infanzia che la chiama ancora “Mandy” (e guai a chiamarla Amanda!), colleghi con cui ride fino alle lacrime – avete presente il suo legame con l’iconica Lacey Chabert, con cui condivide deliziosi scambi tipo meme su Instagram? Oppure, i rapporti con le colleghe di “Les Misérables”, che ogni tanto azzardano reunion segrete a base di karaoke casalingo e risate infinite. La ricetta della Seyfried è semplice:

  • ascolta più di quanto parla (ma quando parla, ascolti pure tu).
  • crede nella complicità vera, non quella “di scena”.
  • se un’amicizia cresce, non è per la fama, ma per la fiducia: quella rara, preziosa, quasi vintage.

Sincerità, valori, e voglia di normalità

Forse quello che fa più colpo di Amanda è che non si prende mai troppo sul serio. Anche nei giorni in cui tutto sembra andare storto, lei è capace di farsi una risata – anche pubblica, anche su TikTok, con video spassosi e assolutamente fuori controllo. La sincerità nei rapporti? Per lei è la base: dice spesso che preferisce una verità scomoda a una bella bugia. E non teme i giudizi, soprattutto quando si tratta di ridefinire il successo: “Mi interessa essere felice, tra le braccia di chi amo e circondata da veri amici, più che apparire eroina perfetta per tutti”.

In poche parole, Amanda Seyfried è quella donna che ti fa venire voglia di tornare “alla base”: ai valori semplici, alle relazioni costruite su fiducia, rispetto e (permettimelo) una buona dose di autoironia. E mentre incanta milioni di spettatori, resta una di noi, quella che si butta nella mischia della vita vera—anche quando la vita vera sporca il trucco e fa sembrare tutto quasi perfetto, cioè imperfetto, come piace a lei.

Un cuore grande anche fuori dal set

Quando pensi a Amanda Seyfried forse ti viene in mente il suo sorriso iconico, quello che buca lo schermo pure nei giorni più grigi. Ma dietro quella luce contagiosa c’è molto di più: c’è una donna che ha scelto, con voce chiara, di impegnarsi per chi spesso resta indietro. L’attivismo non è una parentesi nella sua vita, ma una specie di fil rouge che si intreccia tra le sue scelte artistiche e la sua quotidianità, quasi come fosse una missione personale.

Immaginati Amanda, in jeans e maglione oversize, mentre posta una storia su Instagram per parlare di adozioni responsabili. Non è una di quelle celebrità che predica bene solo per moda. Lei ci mette la faccia (e il cuore). Tanto che il suo profilo è disseminato di messaggi che fanno riflettere, a volte anche scomodi, sempre autentici.

Gli animali prima di tutto (anche quelli senza “like”)

Chiunque l’abbia mai seguita una volta sui social lo sa: gli animali sono la sua passione sfrenata. Amanda non si limita a postare selfie con il suo leggendario cane Finn (che, tra parentesi, è quasi una celebrità pure lui). Si è battuta pubblicamente contro l’allevamento intensivo, ha adottato più volte animali randagi e non ha esitato, in più occasioni, a devolvere cachet e tempo a rifugi e associazioni.

C’è una storia che la dice lunga: qualche anno fa, tra una première e una diretta TV, ha salvato un gruppo di gattini destinati all’abbandono, coinvolgendo i followers in un’adozione lampo che ha fatto il giro dei meme. Piccole cose? Forse, ma la differenza spesso la fa chi agisce davvero e non solo a parole.

Non è raro trovare Amanda impegnata a sensibilizzare sulle specie in via d’estinzione o su quanto sia importante – anche solo con una piccola donazione – aiutare i volontari animalisti.

Salute mentale senza filtri

Amanda è una di quelle donne che non temono di mostrarsi fragili. Ha parlato apertamente delle sue lotte contro l’ansia e gli attacchi di panico, che l’hanno accompagnata fin da giovanissima. In un’epoca di selfie “filtrati” e perfezione di facciata, Amanda abbatte i muri del tabù, raccontando la sua storia: le terapie, i momenti di crisi, i pensieri che fanno paura.

– * Condivide regolarmente risorse e consigli per chi si sente solo

– * Sostiene campagne di informazione e prevenzione, soprattutto tra i giovani

– * È ambasciatrice per varie fondazioni che si occupano di salute mentale femminile

Più di una volta ha detto, senza vergogna: “Non sono perfetta, ma sto imparando”. In questo, secondo me, c’è tutta la sua forza. Ti fa sentire meno sola – come quando qualcuno ti dice che è ok chiedere aiuto, che possiamo crollare e poi ricominciare, anche cento volte.

Diritti delle donne, una battaglia di tutti i giorni

Quando si tratta di diritti delle donne, Amanda non si tira mai indietro. Dai discorsi in conferenza ai post graffianti su Instagram, difendere l’autonomia femminile è uno dei pilastri della sua identità pubblica. Appoggia in prima linea movimenti come Time’s Up e si spende, senza peli sulla lingua, per l’uguaglianza salariale, il diritto alla scelta e la lotta contro la violenza di genere.

Riesce a parlare di argomenti scomodi senza risultare mai pesante. Tipo: durante un’intervista, qualcuno le ha chiesto se non avesse paura di esporsi troppo. Lei ha risposto, con il solito sorriso ironico: “Se parlo c’è sempre chi dice che dovrei stare zitta. Se sto zitta, forse non cambio nulla. E io preferisco provare”.

Insomma, Amanda Seyfried non si limita a essere una star. Il suo attivismo, solido e coerente, è la sua armatura e il suo specchio: una ragazza che non ha mai smesso di credere nei suoi ideali e che ci mette ogni giorno tutta sé stessa—difetti, empatia e quella gioia genuina che ti fa venir voglia di cambiare il mondo insieme a lei.

Quelle sfumature inaspettate: timidezza, ironia, forza

Parlare di Amanda Seyfried è come osservare un arcobaleno dopo una giornata di pioggia battente: tu credi di averlo già visto, ti aspetti certi colori ma poi – bam – ne compare uno che non avevi mai notato prima. Dietro il suo sorriso iconico, quello che sembra dire “hey, tutto è risolvibile”, in realtà pulsa un’anima – passatemi il termine – molto più reale e stratificata di quanto si creda.

Amanda ama definirsi timida. Sì, hai capito bene: lei, la star sulle copertine, quella che canta e balla con naturalezza nei musical. La verità? Da piccola arrossiva per niente, si nascondeva dietro le spalle della sorella più grande, proprio come noi comuni mortali quando dobbiamo parlare davanti alla classe o in una videocall con il capo. E, ancora oggi, lo ammette senza filtri: l’insicurezza è una compagna fedele, ma niente di cui vergognarsi. L’ha resa “umana”, dice sempre ridendo, strizzando l’occhio a chi la segue su Instagram.

Fragilità in primo piano (e va benissimo così)

Ok, vuoi sapere la cosa pazzesca? Amanda non ha paura di mettere le sue fragilità sotto i riflettori. Te lo ricordi quel post in cui parlava di ansia e disturbi ossessivo-compulsivi, proprio mentre tutte le celebs sembravano vivere solo tra detox e jet privati? Sembrava che volesse urlare: ci sono anche le ombre, e non bisogna nasconderle sotto il tappeto.

E la community la adora per questo. Non recita mai, nemmeno sui social: mostra le sue inquietudini, le imperfezioni, quei giorni in cui tutto è un po’ storto. Il bello? Non si dà mai un tono finto, non cerca di essere una “guru motivazionale” da manuale. Esprime la sua forza proprio attraverso la fragilità, ed è come se dicesse: “hey, ragazze, a volte la testa va dove vuole lei, ma va bene anche così”.

Un senso dell’umorismo fresco (e un po’ strampalato)

Chi la segue da un po’ sa che Amanda Seyfried ha un senso dell’umorismo tutto suo, un’ironia che non si prende mai troppo sul serio. Ogni tanto basta guardare le storie che pubblica (tipo lei che improvvisa balletti goffi in cucina, o scherza sulle occhiaie post-maternità) per capire che non ha paura di sembrare buffa.

Per farti sorridere al volo, ti elenco alcune “chicche”:

  • Ama i meme e spesso li condivide senza filtri, con didascalie autoironiche che la rendono umanissima (alzi la mano chi non s’è riconosciuta almeno una volta!).
  • Ha una passione sfegatata per la vita di campagna. Coltiva verdure e si prende cura di animali che mostriamo solo nei cartoni Disney.
  • La sua reazione ai fail sul set? Ridere fortissimo fino alle lacrime, spesso trascinando tutti dietro le quinte in fiumi di risate collettive.

Ecco, questa capacità di giocare con sé stessa è contagiosa. Ti fa venire voglia di vivere con meno filtri (magari senza l’ansia di essere sempre “instagrammabili”, se capisci che intendo).

Spontaneità che diventa ispirazione

Ciò che sorprende di lei, però, è questa coerenza tra pubblico e privato. Sai quando le star sembrano “un po’” diverse nelle interviste? Amanda è proprio quella ragazza che ti immagini potresti incontrare in coda alla cassa, mentre fa la spesa in maglietta sformata, con i capelli legati alla bene e meglio. Non c’è una versione “castomizzata” per il pubblico: la sua spontaneità è la stessa dentro e fuori lo schermo.

Nei momenti chiave della carriera, è riuscita ad attraversare ruoli molto diversi – dalla ragazza dolce di “Mamma Mia!” alla cruda Elizabeth Holmes in “The Dropout” – senza mai perdere il suo stile. Anzi, reinventa sé stessa ma resta fedele a quei tratti che la rendono unica: la vulnerabilità disarmante, la forza un po’ naïve, quella specie di energia istintiva che – giuro – fa venire voglia di abbracciarla.

In fondo, Amanda Seyfried ci insegna che si può essere profonde, ironiche, fragili e fortissime nello stesso corpo. E che forse, nel trasporto sincero con cui si mostra, c’è la chiave di una carriera che ancora oggi fa sognare – e fa sentire tutte noi un po’ meno sole.

Gli orizzonti che brillano: tra nuovi ruoli e sfide inedite

Amanda Seyfried non è una di quelle attrici che si accontentano, neanche un po’. Anzi, si direbbe che quando le cose diventano prevedibili, lei sente subito la voglia di scombinare le carte, cercare nuove vie, smettere i vecchi abiti e provarsi addosso qualcosa che non ha mai indossato. Ecco perché ogni volta che annuncia un nuovo progetto, c’è sempre un pizzico di eccitazione nell’aria, quasi come se dovesse rivoluzionare ancora una volta il suo destino (e magari anche un po’ il nostro modo di guardare il mondo del cinema).

Prossimamente la vedremo alle prese con ruoli completamente diversi: uno sussurrato tra i corridoi di Hollywood parla di una serie tv thriller, dove Amanda si cimenterà in qualcosa di più cupo, psicologico; un’altra voce racconta di un film indipendente in cui interpreterà una donna “normale” alle prese con i nodi della maternità e delle paure moderne. E poi c’è quella sorta di chimera, il musical che Amanda sogna da tempo di portare sul grande schermo, tra ricordi di Mamma Mia! e nuove canzoni tutte da scoprire. Sta scegliendo storie che la stimolano, che le fanno paura e che, proprio per questo, le accendono la voglia di buttarsi.

I sogni, quelli veri: cose grandi e cose piccole che fanno battere il cuore

Sai qual è la cosa più magica? Che Amanda non sogna solo ruoli da Oscar, premi e tappeti rossi. No, lei sogna in grande sì, ma in modo tutto suo, terra terra e con i piedi ben piantati lì dove sente che la vita reale scorre più forte. Una volta ne ha parlato: vorrebbe scrivere un libro per bambini, e illustrarlo insieme alla figlia. Immagina che tenerezza: una “mamma celebrity” che si mette a disegnare streghette buffe e cagnolini col panciotto con la sua piccolina.

E poi, la lista dei suoi sogni la sa scrivere bene. Tra questi:

  • Produrre un documentario sulle famiglie rurali americane (per dare voce a chi va poco di moda).
  • Lavorare almeno una volta con registe donne che stima da sempre, tipo Greta Gerwig o Chloé Zhao (e dare una scossa bella, bella, bella alla regia al femminile).
  • Prendersi periodi di “pausa creativa” per imparare: magari la ceramica, oppure volontariato nei rifugi per animali, o ancora una masterclass di danza moderna.
  • Girare un road movie in Europa sulle orme di donne ribelli del passato (panta a zampa e sguardo rivolto all’orizzonte, ovvio).

Non sono sogni da sola sul divano, questi; sono tutti conditi da quel bisogno di condividere, di coinvolgere le persone che ama, come se ogni desiderio suo avesse il cuore grande abbastanza da abbracciare anche chi le sta accanto.

Mente aperta e piedi scalzi: Amanda e il suo modo di crescere sempre

Ciò che colpisce di Amanda è che va avanti con la mente aperta, curiosa come una ragazzina al primo giorno di scuola, e col piglio di chi non vuole mai smettere di imparare. Nel suo futuro non vede limiti o barriere rigide: sembra vedere solo porte aperte, sentieri da esplorare, magari a piedi scalzi, come fa a casa sua con i suoi animali che spuntano ovunque.

Un giorno dice che vorrebbe provare la regia; quello dopo posta su Instagram la foto di una torta completamente bruciata (“non tutte le ciambelle…”). Ecco: questo è il bello di Amanda. È come una tela ancora in divenire, una tavolozza in cui, se anche qualche colore scappa dai bordi, va bene lo stesso. Anzi, è proprio lì che spesso nasce la magia.

Se stai cercando ispirazione, la Seyfried insegna che il futuro si costruisce a piccoli passi, con grandi sogni e quella scintilla di coraggio che ti fa dire: “Perché no?”. Piuttosto che aspettare che qualcuno ti scelga, a volte conviene scegliere sé stesse. E chissà? Forse domani uno di questi sogni “folli”, che Amanda confida solo a chi ama davvero, prenderà vita davanti a milioni di occhi. Sta solo aspettando di stupirci ancora.

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