Letto, coperta e… fuga? Ecco cosa significa voler dormire molto nei periodi no

- The Wom - Wednesday, September 10, 2025
Voler dormire molto nei periodi difficili è più comune di quanto pensi: ecco cosa rivela la psicologia su questo meccanismo di difesa emotiva

Ti senti sempre stanca quando la vita si fa dura? Non è solo stress: voler dormire molto nei momenti difficili può essere una risposta del cervello alle emozioni forti. Scopri cosa succede davvero nella mente quando il letto diventa l’unico rifugio sicuro (e quando preoccuparsi).

Dormire tanto nei momenti difficili: più comune di quanto immagini

Quando tutto sembra troppo, la stanchezza si impadronisce del corpo come una coperta pesante. Capita di voler dormire sempre: appena si arriva a casa si sente il desiderio di infilarsi subito sotto le lenzuola, la sveglia diventa un nemico da rimandare più volte, e anche durante il giorno gli sbadigli non si contano più. Non è solo pigrizia o svogliatezza, ma qualcosa di molto più profondo e spesso legato a come la mente reagisce alle fatiche emotive.

In certi periodi difficili – un esame, una rottura, una crisi improvvisa – la voglia di sonno cresce esattamente come cresce l’ansia o la preoccupazione. Un po’ come se il letto diventasse il rifugio preferito: ci si sente al sicuro, ci si nasconde dai pensieri che corrono troppo veloci. Dormire, a volte, è l’unico modo per bussare il meno possibile alla porta del dolore.

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Perché il sonno diventa una valvola di sfogo

Non sempre il corpo ha bisogno di più riposo fisico. Spesso è la mente a crollare sotto il peso dello stress. Il cervello – incredibile come un motore mai spento – chiede “pausa” e lo fa così: spegnendosi. Cercare rifugio nel sonno può essere la versione umana del tasto “riavvio”, un tentativo di cancellare per qualche ora l’ansia che tormenta i pensieri.

Ecco i motivi principali per cui, nei momenti difficili, si dorme di più:

  • Il corpo prova a difendere la mente mettendola “offline”, anche solo temporaneamente, abbassando la tensione.
  • Durante il sonno si producono sostanze come la serotonina, che regalano una specie di anestesia naturale alle emozioni pesanti.
  • Sognare può aiutare, anche a livello inconscio, a rielaborare ciò che fa male o spaventa.

Non sempre dormire molto risolve i problemi, ma per un attimo sembra di staccare la spina. La testa si svuota, il cuore rallenta.

Quando il sonno parla di disagio psicologico

Va detto che dietro al desiderio di dormire tanto possono nascondersi segnali importanti. L’ipersonnia, cioè la tendenza a dormire troppe ore, spesso è connessa a periodi di disagio emotivo o disturbi come la depressione. Non tutti lo sanno, ma nella depressione il sonno non manca mai: o non si dorme per niente, oppure ci si addormenta troppo.

Il bisogno di rifugiarsi nel letto può essere una risposta a:

  • Momenti di lutto, rotture sentimentali, traumi improvvisi che svuotano le energie emotive.
  • Stress cronico, come quello lavorativo o scolastico, che si accumula piano piano finché non esplode.
  • Fuga dall’ansia: invece di affrontare la fonte del disagio, si cerca una scorciatoia sul cuscino.

Insomma, il sonno diventa una sorta di scudo. Solo che, a lungo andare, il rischio è quello di restare prigionieri tra le coperte e perdere il contatto con la realtà quotidiana.

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Come distinguere tra bisogno e campanello d’allarme

Esiste una linea sottile tra voler dormire per ricaricarsi e nascondersi davvero sotto il piumone dalla vita di tutti i giorni. Ogni tanto serve prendersi una pausa, nulla di male. Ma se il sonno diventa la sola risposta a ogni difficoltà, e la voglia di alzarsi dal letto svanisce per giorni, forse è un segnale da non sottovalutare.

Alcuni segnali che indicano che il bisogno di dormire forse nasconde qualcosa di più:

  • Le ore di sonno aumentano troppo e al risveglio ci si sente comunque stanchissimi.
  • Si cominciano a perdere interesse o piacere in attività che prima si amavano.
  • Anche le cose più semplici diventano insormontabili: cucinare, studiare, parlare con gli altri.

La soluzione? Parlare con qualcuno di fidato può essere un primo passo. Se il sonno sembra l’unico modo per sopravvivere ai giorni difficili, può essere utile confrontarsi anche con un esperto. Non per forza “perché si è deboli”, ma perché tutti – davvero tutti – meritano di vivere giornate in cui la sveglia non suona come una sentenza. Capito?

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